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Schemi del libro i "Generi televisivi", Schemi e mappe concettuali di Storia Della Radio E Della Televisione

Riassunto libro i generi televisivi, prof cardini iulm

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2016/2017

Caricato il 15/06/2017

Claudia.Crimella
Claudia.Crimella 🇮🇹

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I GENERI TELEVISIVI
BREVE STORIA DELLE TEORIE DEI GENERI
L'EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI GENERE. La riflessione sull'arte e la letteratura
accompagna fin dagli albori dell'umanità queste attività. La Poetica di Aristotele, riscoperta nel
Rinascimento, riaccende il dibattito sui generi letterari e diventa una norma per la produzione
letteraria e teatrale. Proprio questa impostazione rigida della letteratura del 600-700 diventa uno
dei bersagli più sentiti dagli scrittori Romantici, che inizio 800 si oppongono a questa rigida
impostazione: nasce così il “mito dell'autore” e dell'opera d'arte come frutto della sua sensibilità.
L'originalità diviene il valore principale creando premesse per una svalutazione, cosa tutt'oggi
attuale, di tutto ciò che viene creato su regole già fissate. Nel corso dell'800 si assiste anche a
un'evoluzione della posizione dell'artista che lo porta a confrontarsi con un mercato di consumatori
di prodotti artistico-letterari, la società borghese. Nasce così l'industria culturale. La presenza di
clienti ben riconoscibili, la borghesia commerciale, ebbe come conseguenza la creazione di una
pittura dalle caratteristiche precise, una pittura di genere. Allo stesso modo nella seconda metà
dell'800 sorge il problema di come produrre opere artistiche che possano incontrare il gusto e
l'interesse di consumatori che non sono più solo i facoltosi clienti dell'elitè, la produzione culturale
deve raggiungere pubblici diversi e più numerosi, dai gusti meno raffinati e meno ricchi, si devono
ideare prodotti in grado di poter essere replicati su larga scala a prezzi accessibili. La produzione
culturale viene quindi “codificata” in generi con altri scopi e modalità rispetto alle “Poetiche” del
passato, che analizzavano solo forma e contenuto dell'opera. L'industria culturale si sviluppa a
metà 800 grazie alla mediazione dei generi: IDEATO E PRODOTTO secondo canoni di immediata
riconoscibili (stile, contenuti, personaggi ricorrenti e identificabili) DISTRIBUITO E
PUBBLICIZZATO in modo massiccio – FRUITO sempre di più e sempre più fedelmente. Il genere
si trasforma così da definizione teorica ad elemento cardine dell'industria culturale, in grado di
spiegare, oltre alle caratteristiche interne dell'opera (forma e contenuto), anche il modo in cui
un'opera vive nella società, considerando i modi di produrre, di distribuire e di consumare i prodotti
culturali.
QUALCHE COORDINATA TEORICA SUI GENERI. Uno dei punti di partenza per distinguere i
generi è definire a priori quali sono le caratteristiche che ogni prodotto deve avere (l'impostazione
ASTRATTO-DEDUTTIVA al problema dei generi). Nel caso della tv gameshow e talkshow sono
simili ma si distinguono il primo per un meccanismo di gioco e di premi, e il secondo per
l'importanza del dialogo/conversazione tra i partecipanti. Spesso si ibridano con altri generi (es.
Maurizio Costanzo Show, simbolo del talkshow, ma non rinuncia a inserire al suo interno elementi
musicali o comici propri di altri generi). Il genere così inteso (a priori) può inoltre, come nel caso
delle poetiche, diventare prescrittivo, da seguire per forza.
Un diverso approccio è quello di attribuire a posteriori le etichette di genere (chiamata STORICO-
INDUTTIVA), come nel caso dell'attuale proliferare di programmi che mostrano gruppi di persone
costrette a vivere insieme in diversi contesti per lunghi periodi (es. Grande Fratello, Isola dei
famosi): la diffusione di questi ha fatto in modo che si cercasse un'etichetta per identificarli,
prendendo come elemento caratterizzante la loro dimensione di “quasi” esperimenti sociologici si è
coniato il termine “Reality Show”. In questo caso i generi non sono più etichette a priori ma
diventano utili per chi fa tv e per chi la vede. Non c'è la pretesa di essere definiti una volta per tutti.
Limitarsi a una o all'altra impostazione crea dei problemi, nel primo caso perché è estremamente
difficile individuare definitivamente quali caratteri distinguano un genere. Nel secondo caso invece
si rischia di far “esplodere” il numero di generi venendo a creare una mappa molto più ampia di
quella dei programmi che dovrebbe catalogare. Le riflessioni più recenti sui generi cercano di tener
conto di tutti gli aspetti del problema.!
PROPOSTA PER UNA CLASSIFICAZIONE DEI GENERI.
-Genere come proprietà produttivo-formale;
-linguaggio caratteristico del prodotto (in tv è audiovisivo)
-i modi di produzione (es. interno o esterno studio)
-tecniche e tecnologie utilizzate (es tecniche. differenti inquadrature / es. tecnologie: effetti
speciali)
-Genere come proprietà del contenuto
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I GENERI TELEVISIVI

BREVE STORIA DELLE TEORIE DEI GENERI

L'EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI GENERE. La riflessione sull'arte e la letteratura accompagna fin dagli albori dell'umanità queste attività. La Poetica di Aristotele, riscoperta nel Rinascimento, riaccende il dibattito sui generi letterari e diventa una norma per la produzione letteraria e teatrale. Proprio questa impostazione rigida della letteratura del 600-700 diventa uno dei bersagli più sentiti dagli scrittori Romantici, che inizio 800 si oppongono a questa rigida impostazione: nasce così il “mito dell'autore” e dell'opera d'arte come frutto della sua sensibilità. L'originalità diviene il valore principale creando premesse per una svalutazione, cosa tutt'oggi attuale, di tutto ciò che viene creato su regole già fissate. Nel corso dell'800 si assiste anche a un'evoluzione della posizione dell'artista che lo porta a confrontarsi con un mercato di consumatori di prodotti artistico-letterari, la società borghese. Nasce così l'industria culturale. La presenza di clienti ben riconoscibili, la borghesia commerciale, ebbe come conseguenza la creazione di una pittura dalle caratteristiche precise, una pittura di genere. Allo stesso modo nella seconda metà dell'800 sorge il problema di come produrre opere artistiche che possano incontrare il gusto e l'interesse di consumatori che non sono più solo i facoltosi clienti dell'elitè, la produzione culturale deve raggiungere pubblici diversi e più numerosi, dai gusti meno raffinati e meno ricchi, si devono ideare prodotti in grado di poter essere replicati su larga scala a prezzi accessibili. La produzione culturale viene quindi “codificata” in generi con altri scopi e modalità rispetto alle “Poetiche” del passato, che analizzavano solo forma e contenuto dell'opera. L'industria culturale si sviluppa a metà 800 grazie alla mediazione dei generi: IDEATO E PRODOTTO secondo canoni di immediata riconoscibilità (stile, contenuti, personaggi ricorrenti e identificabili) – DISTRIBUITO E PUBBLICIZZATO in modo massiccio – FRUITO sempre di più e sempre più fedelmente. Il genere si trasforma così da definizione teorica ad elemento cardine dell'industria culturale, in grado di spiegare, oltre alle caratteristiche interne dell'opera (forma e contenuto), anche il modo in cui un'opera vive nella società, considerando i modi di produrre, di distribuire e di consumare i prodotti culturali. QUALCHE COORDINATA TEORICA SUI GENERI. Uno dei punti di partenza per distinguere i generi è definire a priori quali sono le caratteristiche che ogni prodotto deve avere (l'impostazione ASTRATTO-DEDUTTIVA al problema dei generi). Nel caso della tv gameshow e talkshow sono simili ma si distinguono il primo per un meccanismo di gioco e di premi, e il secondo per l'importanza del dialogo/conversazione tra i partecipanti. Spesso si ibridano con altri generi (es. Maurizio Costanzo Show, simbolo del talkshow, ma non rinuncia a inserire al suo interno elementi musicali o comici propri di altri generi). Il genere così inteso (a priori) può inoltre, come nel caso delle poetiche, diventare prescrittivo, da seguire per forza. Un diverso approccio è quello di attribuire a posteriori le etichette di genere (chiamata STORICO- INDUTTIVA), come nel caso dell'attuale proliferare di programmi che mostrano gruppi di persone costrette a vivere insieme in diversi contesti per lunghi periodi (es. Grande Fratello, Isola dei famosi): la diffusione di questi ha fatto in modo che si cercasse un'etichetta per identificarli, prendendo come elemento caratterizzante la loro dimensione di “quasi” esperimenti sociologici si è coniato il termine “Reality Show”. In questo caso i generi non sono più etichette a priori ma diventano utili per chi fa tv e per chi la vede. Non c'è la pretesa di essere definiti una volta per tutti. Limitarsi a una o all'altra impostazione crea dei problemi, nel primo caso perché è estremamente difficile individuare definitivamente quali caratteri distinguano un genere. Nel secondo caso invece si rischia di far “esplodere” il numero di generi venendo a creare una mappa molto più ampia di quella dei programmi che dovrebbe catalogare. Le riflessioni più recenti sui generi cercano di tener conto di tutti gli aspetti del problema. PROPOSTA PER UNA CLASSIFICAZIONE DEI GENERI.

- Genere come proprietà produttivo-formale ;

- linguaggio caratteristico del prodotto (in tv è audiovisivo)

- i modi di produzione (es. interno o esterno studio)

- tecniche e tecnologie utilizzate (es tecniche. differenti inquadrature / es. tecnologie: effetti

speciali)

- Genere come proprietà del contenuto

  • aspetti narrativi: in tv questa funzione narrativa differenzia la fiction da intrattenimento o informazione
  • ambientazione geografica e storica delle storie narrate: importanti nella fiction. Primo caso importante per western o avventura. Secondo per fantascienza.
  • tonalità: per definire un genere non basta più la distinzione aristotelica tragedia / commedia ma bensì entrano in gioco elementi capaci di suscitare differenti emozioni attraverso il linguaggio (es. : polizieschi tendenti alla commedia – poca investigazione / ambientazioen tranquilla – e polizieschi classici)
  • aspetti relativi alle modalità di rappresentazione: presenza o meno di elementi che distinguono i generi, al di fuori della fiction.
  • Genere come funzione sociale. Tre principali funzioni di radio/tv: INTRATTENIMENTO, INFORMAZIONE, EDUCAZIONE. Anni 30 John Reith (BBC) dice che la radio non può limitarsi solo all'intrattenimento o all'audience, ma ha responsabilità nei confronti del tessuto sociale. PERCHE' STUDIARE I GENERI DELLA TELEVISIONE? La vera forza dell'industria culturale sta proprio nel costruire un ponte saldissimo tra il mondo dei produttori e quello dei consumatori. Per esempio il Western non è solo cowboy, cavalli ecc. ma un “luogo comune” in cui industria culturale e pubblico condividono il modo di raccontare storie. E così ogni volta che in un prodotto culturale appariranno i simboli del western scatterà la consapevolezza del pubblico di trovarsi dentro un genere ben definito. Se non ci fosse questo ponte si creerebbero problemi del tipo che chi crea dovrebbe sforzarsi di non basarsi su nessun schema precostituito, chi distribuisce dovrebbe convincere ogni volta il pubblico e il pubblico a sua volta non avrebbe modelli di riferimento. GENERE COME INTERFACCIA TRA PRODUTTORI E CONSUMATORI: A. per gli APPARATI PRODUTTIVI il genere serve a: ridurre margini di rischio, consentire la creazione basata su ampia standardizzazione e serialità dei prodotti B. per i CREATIVI il genere permette: creare variazioni su schemi consolidati, garanzia di produzione costante in grado di soddisfare apparati produttivi e pubblico, nei casi di personalità creative forti, sviluppare modi espressivi molto originali da diventare generi essi stessi. C. SISTEMA DISTRIBUTIVO usa il genere per: targetizzazione: canali tv sport sono implicitamente per uomini, periodici divisi tra uomo / donna / giovani ecc. , strutturazione temporale dell'offerta ovvero a seconda dei diversi periodi dell'anno c'è un offerta diversa (es. Natale - film di natale per la famiglia) Anche la posizione all'interno dell'offerta quotidiana è importante: ogni collocazione all'interno del palinsesto porta con sé delle attese. D. IL CONSUMATORE usa il genere per: orientarsi in una produzione sempre più vasta, selezionando ciò che più risponde ai propri bisogni. Oppure partecipare attraverso associazioni o diventare parte di un target di riferimento per i media. E. I TESTI: strutturati secondo le regole del genere, quindi essere riconoscibili per forma e contenuto, in modo da essere facilmente penetrabili per il pubblico. I GENERI NELLA STORIA DELLA TELEVISIONE ITALIANA. GLI ANNI CINQUANTA (le origini). I generi nascono all’interno di un contesto storico determinato, costituito da modelli produttivi, distributivi e abitudini di fruizione da parte del pubblico e si evolvono con il passare del tempo. La televisione non nasce dal nulla, si sviluppa e si organizza: da un punto di vista aziendale ereditando dalla radio la diretta, diffusione domestica, appartenenza dei sistemi produttivi allo stato. Dal punto di vista del contesto socio-culturale la tv si confronta con i media che l'hanno preceduto ereditando da questi generi consolidati, oltre a forme e contenuti. La tv ha ereditato molto dalla radio. Un altro media col quale si è dovuta misurare è il cinema, con il quale condivide il linguaggio audiovisivo. Una delle caratteristiche della tv delle origini, oltre ad ospitare film del cinema, è il teatro (antenato della moderna fiction), che fin dagli inizi della RAI viene ripreso. La RAI delle origini è orientata su un obiettivo di educazione e alfabetizzazione quindi sviluppa forme non spettacolari ad es. il programma “Non è mai troppo tardi”, 1960, Canale nazionale, vera e propria lezione con tanto di maestro. La tv si inserisce in un contesto mediatico ricco di forme e contenuti consolidati, ma le assorbe e le rielabora in modo originale. La narrativa televisiva, pur tradendo le origini teatrali, troverà una via autonoma innestando questi contenuti su modalità seriali (es. USA nascita serie e sitcom). Importante anche la nascita della tv dei ragazzi nella fascia pomeridiana. Si vanno così creando generi nuovi al servizio di una politica editoriale che si organizza intorno ai tre generi/funzioni INTRATTENIMENTO, CULTURA, INFORMAZIONE.

televisivi. GLI ANNI NOVANTA. Durante gli ultimi 15 anni c’è stato un consolidamento di ciò che si era strutturato (duopolio, ricerca audience, privilegio del palinsesto) e nello stesso tempo presenza di segnali di discontinuità rispetto al passato: diffusione modelli televisivi a livello globale e quindi svincolo dei generi dalla nazione di origine che dopo una codificazione in “format” diventano prodotti da scambiare. I programmi più innovativi degli ultimi anni sul nostro palinsesto sono format americani: “Grande Fratello”, “Dottor Stranamore", “Un Medico in Famiglia”. I legami sempre maggiori della tv con il mondo dei media e della comunicazione (internet, telefono) ha dato luogo a programmi che nascono già come multipiattaforma: fruibili contemporaneamente attraverso diversi media. La competitività sempre più maggiore ha portato alla necessità di avere sempre più prodotti a disposizione ed essere sempre più avanti dei concorrenti, a discapito dei generi. Un altro elemento di discontinuità è la sempre più massiccia presenza della tv in altri settori come calcio e musica che ha portato ad ibridazioni come “Quelli che il Calcio”, un insieme di calcio e varietà. PRESENTE E FUTURO. Il sistema televisivo si sta modificando rapidamente grazie alla innovazioni tecnologiche, come la progressiva trasformazione digitale di tutti i contenuti mediali e la moltiplicazione delle piattaforme distributive. Parlare di una specificità italiana è sempre più difficile. I nuovi modi di fruire dei contenuti stanno rivoluzionando il modo id pensare ai programmi: entrati nel pc, si svincolano dalla logica del palinsesto predeterminato. Si acquista anche una libertà dalla postazione domestica e dalla fruizione concentrata. Televisione senza tv, dove tempo e spazio sono intercambiabili. Diventa importante la realizzazione di programmi di breve durata in grado di essere fruiti in ritagli di tempo, è necessario che il formato visivo tenga in considerazione le ridotte dimensioni degli schermi… Tra i generi che si sono meglio adattati ci sono le news, disponibilità illimitata, flessibilità del formato oppure quelli più strettamente di intrattenimento, caratterizzati da brevità. Non si sta perdendo la tradizione televisiva ma stanno cambiando le tipologie di canali che si vanno frammentando secondo la divisione “free tv-pay tv”. LA MAPPA DEI GENERI TELEVISIVI Per suddividere i generi bisogna fare due macro-distinzioni relative all'origine dei prodotti: PROGRAMMI NON PRODOTTI PER LA TV: cinema / PROGRAMMI PRODOTTI PER LA TV: tutto il resto. Ci sono eccezioni come prodotti televisivi distribuiti anche nelle sale e prodotti pensati per il grande schermo ma arrivati direttamente in tv (es. Molti film USA mai usciti al cinema in italia e arrivati in tv). IL CINEMA: Questo mondo ha costruito una complessa griglia di generi, traendo spunto dai generi letterari, gettando le basi per la successiva strutturazione del sistema dei generi della fiction televisiva. Generi: MUSICAL, WESTERN, AVVENTURA, FANTASY, COMMEDIA, DRAMMATICO, THRILLER, HORROR, POLIZIESCO, AZIONE, GIALLO, COMICO, STORICO, LETTERARIO, FANTASCIENZA, CARTOON. VIDEOCLIP E TRAILER. TRAILER elemento particolare che non appartiene in modo netto a nessuna delle due macro-categorie perché realizzato per andare in onda sia in tv sia al cinema. VIDEOCLIP MUSICALI: filmati che da fine 70s accompagnano le canzoni più diffuse sul mercato discografico. Brevi produzioni, di alto valore produttivo e creativo, che hanno finalità promozionali nei confronti dei dischi ma che allo stesso tempo sono il contenuto dei palinsesti delle reti musicali. LA PUBBLICITÀ E L'AUTOPROMOZIONE. La pubblicità si è sviluppata in forme diverse. I primi esempi sono i messaggi pubblicitari contenuti in Carosello, tipico esempio di comunicazione commerciale dell'epoca monopolistica, erano filmati di circa 3 min in cui la parte promozionale era confinata negli ultimi 30 secondi, al termine di un breve sketch comico interpretato da celebrità. A partire dalla seconda metà degli anni 70 i messaggi pubblicitari diventeranno sempre più brevi (spot). La loro brevità li rende un laboratorio per sperimentare nuovi linguaggi e la ricerca di nuove formule per poter soddisfare le nuove esigenze degli investitori pubblicitari porta all'ideazione di nuovi formati quali:

  • LA TELEPROMOZIONE: spazio pubblicitario interno a un programma, prodotti presentati dai conduttori della trasmissione.
  • LA TELEVENDITA: programma commerciale consistente nella proposta di prodotti e nella possibilità di acquistare per via telefonica.
  • IL BILLBOARD PUBBLICITARIO: ringraziamento in testa o in coda a un progr.
  • IL DIARIO: messaggio pubblicitario breve (5 secondi) posizionato in testa al break, programmato in moduli quotidiani. L'autopromozione dei programmi ha ripreso brevità degli spot e modalità di presentazione dal trailer cinematografico. GENERI, FORMAT E FORMATI. Per chi fa la tv è importante appoggiarsi ad elementi certi, perciò a fianco dei generi, che sono revisionabili, sono presenti precise categorizzazioni in termini di formato, determinato da precise caratteristiche quali durata, numero episodi, modelli produttivi (studio o esterni, dinamiche e meccanismi vari). FORMAT = schema di programma che viene commercializzato su mercato internazionale, corredato da una serie di informazioni su posizione palinsesto, strategie promozionali. Perciò è uno schema che permette la realizzazione di un programma nei più diversi contesti televisivi, mantenendo invariati alcuni elementi ritenuti fondamentali, ma sopratutto è un prodotto commercializzabile, un modo per chi crea di proteggere la propria idea vincente e di farla fruttare economicamente. Differenza tra genere, formato e format: il genere si riferisce agli aspetti comunicativi di un programma, il formato è legato al versante produttivo distributivo, format tutela diritto d'autore delle idee per permetterne una commercializzazione. I PROGRAMMI PRODOTTI PER LA TV: LE 4 MACROAREE
  1. FICTION, macrogenere del racconto audiovisivo, un mondo di fantasia, in cui persnaggi e vicende sono viste dall'esterno. Il tempo è scandito da ellissi e flashback. Gli spazi sono costruiti ad hoc o esterni, con occultamento degli apparati di ripresa, gli attori sono professionisti. Regia e caratteristiche in parte prese dal cinema. Nel contenuto domina la forma del racconto audiovisivo, con tutte le varianti dei vari tipi di fiction.
  2. INTRATTENIMENTO, ampia etichetta che comprende programmi diversi ma caratterizzati da grande rapidità di ibridazione e innovazione. Essi sono sia in diretta che registrati, è presente un conduttore riconducibile all'istituzione televisiva, prevalenza di uno schema “scenico”: spazio visibile organizzato secondo divisione teatrale pubblico – scena, a differenza della fiction in cui tutto deve apparire vero simile, il conduttore cerca il contatto con il pubblico attraverso coinvolgimento diretto. Prevale il contenuto a forme di divertimento / spettacolo.
  3. INFORMAZIONE, settore della comunicazione televisiva che offre al pubblico ricostruzioni e racconti di ciò che avviene nel mondo. Strategie comunicative finalizzate a garantire la verità di ciò che si stra trasmettendo. Il suo carattere principale è la funzione sociale che deriva dal contenuto dei programmi.
  4. CULTURA EDUCAZIONE, programmi che hanno come temi le arti, storia, scienze e tecnologia. Non sono vincolati da trasmissione immediata (a differenza dei tg) es. Documentari, inchieste, dibattiti. Funzione sociale ed educativa. Ognuna di queste categorie rappresenta l'incrocio di una serie di caratteristiche produttivo formali, contenutistiche, sociali:
  5. PRODUTTIVO FORMALI: tempi, spazi, attori, stili registici-estetici.
  6. DI CONTENUTO argomenti, modalità dell'argomentazione
  7. FUNZIONE SOCIALE: intrattenere, educare, informare
  8. RELAZIONE CON LO SPETTATORE: modalità di coinvolgimento LE CONTAMINAZIONI DI GENERE. INNESTI: prendere caratteristiche di un genere e innestarle su programmi di altri generi. ADATTAMENTI: Prendere un programma con tutte le sue caratteristiche di genere e adattarlo a un contenuto differente. es. Striscia, informazione che inserisce al suo interno elementi comici. IBRIDAZIONI: programmi in cui vengono mescolati in modo paritario elementi appartenenti a diversi generi. (es. infotainment e docudrama) LA FICTION I FORMATI DELLA FICTION: FILM PER LA TV: prodotti simili a quelli per il cinema, con la differenza di essere realizzati solo per programmazione televisiva. Spesso se l'idea è buona si costruisce una serie sul “tv movie” pilota (es. Commissario Montalbano), quindi è anche un esperimento per ridurre i rischi. 4.2.2. MINISERIE. Film per la tv diviso in più parti, solitamente due. Caratterizzato da unica storia principale che mantiene unità narrativa da inizio a fine. Genere tipico della fiction italiana. Non è un film troppo lungo diviso in più parti, ma nasce progettato appositamente sulle scansioni della

C. GIALLO POLIZIESCO: uno dei più diffusi, quindi molte formule differenti. Essendo non solo un genere codificato ma anche uno schema-base della narrazione (un mistero, qualcuno che vuole scoprire la verità tra ostacoli e pericoli, verità) questi aspetti sono presenti in tantissime altre fiction. Alcune differenze tra giallo e poliziesco: il giallo(es. La signora in giallo) presenta un omicidio/gravi crimini, investigatore/i non necessariamente professionista/i, struttura narrativa basata alla ricerca di indizi e prove. Sottocategoria del giallo è il “legal drama” (es “Perry Mason”): ricerca indizi è compiuta da un avvocato incaricato da un cliente e la risoluzione al processo: protagonista funzione investigativa ma anche oratoria. Il poliziesco vero e proprio ha come protagonisti i tutori dell'ordine e non si concentra solo sugli indizi ma anche su tutte le attività di pertinenza dei poliziotti (infiltrazioni, inseguimenti) come “Miami Vice”. Dai 60 agli 80 il poliziesco USA ha sviluppato molti filoni, alla ricerca di elementi distintivi che facessero emergere una serie rispetto all'altra in questo vasto panorama. Con “Hill Street Blues” del 1985 il meccanismo trova nuove forme: protagonista diventa il distretto di polizia, con tanti poliziotti, ognuno seguito anche nella vita privata, esempio celebre “New York Police Department”. Alcune connotazioni del genere sono: ACTION (schema poliziesco al servizio di scene ad alto impatto spettacolare) – POLIZIESCO SCIENTIFICO (importanza strumenti tecnologia es. “CSI”) – OSPEDALIERO. LE PASSIONI DEGLI SPETTATORI. Suddivisione secondo gli effetti che una categoria di prodotti si propone di creare negli spettatori. Il genere coincide così con un repertorio di situazioni, personaggi che predispongono il pubblico a un certo tipo di coinvolgimento. Per esempio ci sono fiction poliziesche caratterizzate dagli elementi descritti prima, è anche vero che ci sono elementi volti a far ridere o a creare tensione, a suscitare quindi le passioni degli spettatori. A) COMICO: tipo di fiction in cui è fondamentale sollecitare l'ilarità degli spettatori. Questo tipo di effetto è associato alla sitcom: personaggi dalle caratteristiche fisiche – morali estremizzate e caricaturali, situazioni paradossali o fondati su equivoci. B) THRILLER: genere non lontano da giallo-poliziesco in quanto a che fare con crimini e delitti, ma con alcune differenze: coinvolgimento diretta protagonista nella vicenda criminosa (testimone – colpevole ecc.), costruzione che crea tensione nello spettatore, incertezza riguardo la conclusione della storia. C) HORROR: effetto ricercato è la paura, non solo tensione. Grosso debito col cinema: situazioni, ripresa, ambientazione. Però per far si di non incappare nella censura e poter produrre fiction legate all'universo horror sulla tv generalista sono state fatte riletture sul genere per adattarlo a schemi televisivi. es. “Buffy L’ammazzavampiri”, 2000 Italia1 riadattamento di figure e temi horror come streghe e magia resi accessibili al grande pubblico con introduzione protagonista giovane ragazza in contesto rassicurante. Dovendo fare i conti con la serialità che prevede personaggi fissi e ordine iniziale ogni volta, l'ignoto dell'horror ne consegue ridimensionato. LE TONALITà DEL RACCONTO. Ultima e più trasversale segmentazione di genere. Differenza di genere fondata sulle modalità con cui il testo presenta le proprie situazioni. Tipico della fiction tv che alla ricerca continua di nuovi prodotti, gioca su questa categoria per trovare nuove formule, generi come il poliziesco hanno acquisito tonalità oscillanti tra la commedia e il drammatico, che ne rendono la segmentazione in categorie più difficile da effettuare. Tutto ciò è evidente nella fiction italiana, dove una tonalità di commedia quotidiana, basata sulle piccole grandi emozioni della vita quotidiana, passa nelle produzioni di quasi ogni genere, ad esempio “Un medico in famiglia” e “Carabinieri” tonalità complessiva commedia bonaria e rilassata). Particolare interessante è intreccio tra commedia e dramma (sorriso – sviluppi tragici), tipico dagli anni 90 in poi: “dramedy”. I GENERI DELL’INTRATTENIMENTO IL VARIETÀ è una categoria molto generale, identifica una forma di intrattenimento basata sull’alternanza di momenti spettacolari differenti. L’elemento unificante sono i conduttori che introducono e intrattengono gli ospiti. Spesso c’è un corpo di ballo, un’orchestra, le vallette…Ha preso il posto del teatro di rivista e dell’avanspettacolo. In tempi recenti si sono affermate formule più ibride come il “one man show” come “Il più bello spettacolo dopo il weekend”, 2011, Fiorello, oppure le trasposizioni del cabaret come “Zelig Circus”, 2003. Tra i programmi del varietà si possono inserire quelli di satira, “Mai dire gol”, 1990, “Mai dire Grande Fratello”, 2000, gare di barzellette, “La sai l’ultima?”, 1995, gare di ballo, “‘Sto classico”, 2012, candid camera, “Scherzi a

parte”, 1991… Il varietà, più che ogni altro genere, riesce a trasformarsi in un apparato spettacolare sovrapponibile a più programmi. IL GAME SHOW alla base la presenza di meccanismi di gioco che possono essere:

  • (^) giochi basati su abilità cognitive e sulla fortuna, quiz a premi portato al successo di “lascia o raddoppia”, 1954, Canale Nazionale. Le domande possono appartenere a varie categorie, dalla cultura generale allo spettacolo e possono essere aperte o chiuse, come in “Chi vuol essere milionario?, 2000. La presenza sullo schermo delle domande è importante per coinvolgere il pubblico a casa. Un esempio di gioco basato sulla fortuna è “Affari tuoi”, 2003, RAI1. Altri giochi vedono il coinvolgimento diretto del pubblico a casa, “Pronto, Raffaella?”, 1993, RAI1.
  • (^) giochi basati su abilità fisiche e manuali, tra i più famosi “Giochi senza frontiere”, 1965, Canale Nazionale. Il gioco di resistenza è fondamentale anche nei reality come “L’isola dei famosi”,
    1. Altri programmi si basano sulla dimostrazione di abilità particolari come “La prova del cuoco”, 2000, RAI1.
  • (^) giochi basati su capacità relazionali e psicologiche, l’abilità sta nell’intuito, come in “I soliti ignoti”, 2007, RAI1. Un’altra suddivisione può essere fatta in base ai concorrenti, dalle persone comune ai personaggi famosi o esperti. Si possono anche suddividere in base alla presenza o meno di premi, che inizialmente erano somme in denaro, alle quali si sono aggiunti prodotti o servizi delle aziende sponsor.Il premio può anche consistere nella realizzazione di un desiderio. Importante il fattore tempo, considerato un antagonista dei concorrenti, ma che scandisce il ritmo del programma e crea suspense nello spettatore. Spesso, nella televisione attuale, il game rappresenta uno dei tanti ingredienti di un programma: ci sono , per esempio, momenti di gioco nel reality show, chiamato infatti “reality show game”. IL REALITY SHOW è una categoria di difficile definizione. L’etichetta rimanda da una parte alla realtà e dall’altra allo spettacolo, il problema sta nell’identificare le modalità con cui questi aspetti si incontrano. Una prima possibile declinazione è la REAL TV o TV VERITÀ, non ha finalità spettacolari, ma caratterizza una serie di programmi che fanno della rappresentazione della realtà una chiave specifica, come “Un giorno in pretura”. Si può ascrivere a questa categoria anche “Forum”, che parte da storie reali ma più legato a modelli spettacolari. Dalla fine degli anni ottanta si sviluppa il vero e proprio REALITY BASED SHOW, programma con finalità di intrattenimento che pone alla base del suo meccanismo del pubblico il fatto di essere basato sulla realtà. Alla base dei primi modelli ci sono l’emotainment e il dating show. L’EMOTAINMENT indica quei programmi dove è centrale la dimensione emotiva e passionale. Questi programmi vedono la partecipazione di gente comune che mettono in scena i propri sentimenti: si va dal realizzare sogni con “Carramba! Che Sorpresa”, al tentativo di ricostruire rapporti con “Stranamore” e più recentemente “C’è posta per te”, 2000. La presenta di personaggi conosciuti muta la connotazione del programma in quanto la conoscenza pregressa di un partecipante rende difficile il coinvolgimento e la partecipazione del pubblico. Il DATING SHOW si basa sull’incontro tra due persone. Ha avuto molto successo negli anni ottanta con “M’ama non m’ama” e “Il gioco delle coppie” e negli anni novanta con “Colpo di fulmine” che utilizzava un linguaggio molto innovativo e dinamico con un operatore che seguiva i personaggi in tutte le fasi. Ora il dating show si è fuso con altri generi, creando programmi che si sempre basano sull’incontro e corteggiamento ma con la presenza importante della televisione. Intervengono elementi di altri generi come la competizione che avviene con l’eliminazione progressiva dei pretendenti come in “Uomini e donne” o “Temptation Island”. Lo PSYCHODRAMA REALITY SHOW è il genere nato alla fine degli anni novanta con “Big Brother”. Questo genere pone l’accento sullo psicodramma come elemento centrale con la possibilità data al pubblico di seguire h 24 lo svolgersi delle relazioni tra i concorrenti. La situazione dei protagonisti permette di vedere questi programmi come esperimenti sociopsicologici. Deve molto agli altri generi come al game, la soap il talk show… Importante è stato il passaggio dai professionisti dello spettacolo alle persone comuni. Ma il successo arriva anche da programmi come “L’isola dei famosi”, dove il successo è dovuto dall’interesse del pubblico nel vedere in difficoltà personaggi famosi. C’è poi il TALENT SHOW, basato sul percorso di sviluppo e apprendimento di abilità spettacolari, portato al successo con “Amici di Maria de Filippi” o “X Factor”. Il successo è dovuto dalla possibilità data dal reality di seguire e affezionarsi ai diversi concorrenti. Importante la componente “dreams come true” che permette al concorrente vincitore di realizzare i suoi sogni. Ci sono poi dei programmi che permettono alle persone di effettuare

argomenti e problematiche mantenendo un tono leggero ed accattivante. Esempi sono “Uno mattina”, “La vita in diretta”, “Mattino/Pomeriggio Cinque”… I TALK SHOW A CONTENUTO INFORMATIVO se al centro della discussione ci sono argomenti di attualità e se il conduttore è un giornalista. Un esempio ne sono i programmi di Santoro come “Ballarò”. L’attualità e la politica sono al centro di “Porta a Porta” e “Maurizio Costanzo Show”. La grande attenzione per la cronaca nera ha portato a programmi come “Quarto Grado”. I PROGRAMMI DI SERVIZIO PUBBLICO sono caratterizzati dalla presenza di giornalisti e dall’attaccamento per la realtà. Nei paesi anglosassoni si chiamano tool tv. Un esempio ne è “Elisir” che tratta delle problematiche relative alla salute, oppure “Mi manda Raitre”, programma di denuncia da parte dei cittadini. In questa categoria rientrano anche i programmi con finalità benefica come “La fabbrica del sorriso”. CULTURA ED EDUCAZIONE È il primo genere a essere stato praticato in quanto rispondeva all’idea pedagogico-culturale della RAI. SI tratta di programmi che hanno una funzione sociale ben precisa, che presentano contenuti del mondo della letteratura, del teatro, dell’arte, della storia… e non sono legati alla diretta. La semplificazione-divulgazione ha lo scopo di accrescere conoscenze specifiche del pubblico (“Art Attack”, “Superquark”). L’approfondimento e la trasmissione di eventi hanno invece lo scopo di presentare temi culturali. Con l’affermazione del modello televisivo commerciale si ha avuto un ridimensionamento degli spazi dedicati a questo genere, ma con le televisioni satellitari sono stati creati dei canali dedicati. I DOCUMENTARI sono filmati di durata variabile, commentati da una voce fuori campo o dall’operatore stesso che trattano diversi temi. Si può distinguere una finalità scientifica, che spiega il fenomeno, e la necessita di rendere l’oggetto osservato più spettacolare per il pubblico non specialistico. Si cerca di costruire una sorta di narrazione a partire dalle immagini, per dare forma ad un prodotto audiovisivo in grado di assolvere al compito di divulgazione. I MAGAZINE DOCUMENTARISTICI sono programmi che offrono al pubblico documentari, come per esempio “Ulisse”. Il conduttore deve rendere più semplici i contenuti e di delegato del pubblico di fronte all’esperto. I temi trattati sono svariati, dalla storia alla natura, dai viaggi alla psicologia. TALK SHOW E CULTURA un esempio di talk show incentrato su argomenti culturali è “Passpartout”. ARGOMENTI SPECIFICI ci sono programmi che trattano di temi specifici. Un esempio è “Sgarbi quotidiani”, analisi di dipinti. DIDATTICA ci sono poi programmi che esplicitamente si dedicano all’insegnamento, ebbero grande successo alle origini della televisione. Un esempio è “Telescuola” che dava lezioni delle scuole professionali per i ragazzi delle zone lontane ai grandi centri. Attualmente tale programmazione è limitata, si può pensare alla funzione ludico-didattica de “L’albero azzurro”. La RAI ha creato una struttura ad hoc chiamata RAI Educational.