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Riassunto libro i generi televisivi, prof cardini iulm
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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L'EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI GENERE. La riflessione sull'arte e la letteratura accompagna fin dagli albori dell'umanità queste attività. La Poetica di Aristotele, riscoperta nel Rinascimento, riaccende il dibattito sui generi letterari e diventa una norma per la produzione letteraria e teatrale. Proprio questa impostazione rigida della letteratura del 600-700 diventa uno dei bersagli più sentiti dagli scrittori Romantici, che inizio 800 si oppongono a questa rigida impostazione: nasce così il “mito dell'autore” e dell'opera d'arte come frutto della sua sensibilità. L'originalità diviene il valore principale creando premesse per una svalutazione, cosa tutt'oggi attuale, di tutto ciò che viene creato su regole già fissate. Nel corso dell'800 si assiste anche a un'evoluzione della posizione dell'artista che lo porta a confrontarsi con un mercato di consumatori di prodotti artistico-letterari, la società borghese. Nasce così l'industria culturale. La presenza di clienti ben riconoscibili, la borghesia commerciale, ebbe come conseguenza la creazione di una pittura dalle caratteristiche precise, una pittura di genere. Allo stesso modo nella seconda metà dell'800 sorge il problema di come produrre opere artistiche che possano incontrare il gusto e l'interesse di consumatori che non sono più solo i facoltosi clienti dell'elitè, la produzione culturale deve raggiungere pubblici diversi e più numerosi, dai gusti meno raffinati e meno ricchi, si devono ideare prodotti in grado di poter essere replicati su larga scala a prezzi accessibili. La produzione culturale viene quindi “codificata” in generi con altri scopi e modalità rispetto alle “Poetiche” del passato, che analizzavano solo forma e contenuto dell'opera. L'industria culturale si sviluppa a metà 800 grazie alla mediazione dei generi: IDEATO E PRODOTTO secondo canoni di immediata riconoscibilità (stile, contenuti, personaggi ricorrenti e identificabili) – DISTRIBUITO E PUBBLICIZZATO in modo massiccio – FRUITO sempre di più e sempre più fedelmente. Il genere si trasforma così da definizione teorica ad elemento cardine dell'industria culturale, in grado di spiegare, oltre alle caratteristiche interne dell'opera (forma e contenuto), anche il modo in cui un'opera vive nella società, considerando i modi di produrre, di distribuire e di consumare i prodotti culturali. QUALCHE COORDINATA TEORICA SUI GENERI. Uno dei punti di partenza per distinguere i generi è definire a priori quali sono le caratteristiche che ogni prodotto deve avere (l'impostazione ASTRATTO-DEDUTTIVA al problema dei generi). Nel caso della tv gameshow e talkshow sono simili ma si distinguono il primo per un meccanismo di gioco e di premi, e il secondo per l'importanza del dialogo/conversazione tra i partecipanti. Spesso si ibridano con altri generi (es. Maurizio Costanzo Show, simbolo del talkshow, ma non rinuncia a inserire al suo interno elementi musicali o comici propri di altri generi). Il genere così inteso (a priori) può inoltre, come nel caso delle poetiche, diventare prescrittivo, da seguire per forza. Un diverso approccio è quello di attribuire a posteriori le etichette di genere (chiamata STORICO- INDUTTIVA), come nel caso dell'attuale proliferare di programmi che mostrano gruppi di persone costrette a vivere insieme in diversi contesti per lunghi periodi (es. Grande Fratello, Isola dei famosi): la diffusione di questi ha fatto in modo che si cercasse un'etichetta per identificarli, prendendo come elemento caratterizzante la loro dimensione di “quasi” esperimenti sociologici si è coniato il termine “Reality Show”. In questo caso i generi non sono più etichette a priori ma diventano utili per chi fa tv e per chi la vede. Non c'è la pretesa di essere definiti una volta per tutti. Limitarsi a una o all'altra impostazione crea dei problemi, nel primo caso perché è estremamente difficile individuare definitivamente quali caratteri distinguano un genere. Nel secondo caso invece si rischia di far “esplodere” il numero di generi venendo a creare una mappa molto più ampia di quella dei programmi che dovrebbe catalogare. Le riflessioni più recenti sui generi cercano di tener conto di tutti gli aspetti del problema. PROPOSTA PER UNA CLASSIFICAZIONE DEI GENERI.
speciali)
televisivi. GLI ANNI NOVANTA. Durante gli ultimi 15 anni c’è stato un consolidamento di ciò che si era strutturato (duopolio, ricerca audience, privilegio del palinsesto) e nello stesso tempo presenza di segnali di discontinuità rispetto al passato: diffusione modelli televisivi a livello globale e quindi svincolo dei generi dalla nazione di origine che dopo una codificazione in “format” diventano prodotti da scambiare. I programmi più innovativi degli ultimi anni sul nostro palinsesto sono format americani: “Grande Fratello”, “Dottor Stranamore", “Un Medico in Famiglia”. I legami sempre maggiori della tv con il mondo dei media e della comunicazione (internet, telefono) ha dato luogo a programmi che nascono già come multipiattaforma: fruibili contemporaneamente attraverso diversi media. La competitività sempre più maggiore ha portato alla necessità di avere sempre più prodotti a disposizione ed essere sempre più avanti dei concorrenti, a discapito dei generi. Un altro elemento di discontinuità è la sempre più massiccia presenza della tv in altri settori come calcio e musica che ha portato ad ibridazioni come “Quelli che il Calcio”, un insieme di calcio e varietà. PRESENTE E FUTURO. Il sistema televisivo si sta modificando rapidamente grazie alla innovazioni tecnologiche, come la progressiva trasformazione digitale di tutti i contenuti mediali e la moltiplicazione delle piattaforme distributive. Parlare di una specificità italiana è sempre più difficile. I nuovi modi di fruire dei contenuti stanno rivoluzionando il modo id pensare ai programmi: entrati nel pc, si svincolano dalla logica del palinsesto predeterminato. Si acquista anche una libertà dalla postazione domestica e dalla fruizione concentrata. Televisione senza tv, dove tempo e spazio sono intercambiabili. Diventa importante la realizzazione di programmi di breve durata in grado di essere fruiti in ritagli di tempo, è necessario che il formato visivo tenga in considerazione le ridotte dimensioni degli schermi… Tra i generi che si sono meglio adattati ci sono le news, disponibilità illimitata, flessibilità del formato oppure quelli più strettamente di intrattenimento, caratterizzati da brevità. Non si sta perdendo la tradizione televisiva ma stanno cambiando le tipologie di canali che si vanno frammentando secondo la divisione “free tv-pay tv”. LA MAPPA DEI GENERI TELEVISIVI Per suddividere i generi bisogna fare due macro-distinzioni relative all'origine dei prodotti: PROGRAMMI NON PRODOTTI PER LA TV: cinema / PROGRAMMI PRODOTTI PER LA TV: tutto il resto. Ci sono eccezioni come prodotti televisivi distribuiti anche nelle sale e prodotti pensati per il grande schermo ma arrivati direttamente in tv (es. Molti film USA mai usciti al cinema in italia e arrivati in tv). IL CINEMA: Questo mondo ha costruito una complessa griglia di generi, traendo spunto dai generi letterari, gettando le basi per la successiva strutturazione del sistema dei generi della fiction televisiva. Generi: MUSICAL, WESTERN, AVVENTURA, FANTASY, COMMEDIA, DRAMMATICO, THRILLER, HORROR, POLIZIESCO, AZIONE, GIALLO, COMICO, STORICO, LETTERARIO, FANTASCIENZA, CARTOON. VIDEOCLIP E TRAILER. TRAILER elemento particolare che non appartiene in modo netto a nessuna delle due macro-categorie perché realizzato per andare in onda sia in tv sia al cinema. VIDEOCLIP MUSICALI: filmati che da fine 70s accompagnano le canzoni più diffuse sul mercato discografico. Brevi produzioni, di alto valore produttivo e creativo, che hanno finalità promozionali nei confronti dei dischi ma che allo stesso tempo sono il contenuto dei palinsesti delle reti musicali. LA PUBBLICITÀ E L'AUTOPROMOZIONE. La pubblicità si è sviluppata in forme diverse. I primi esempi sono i messaggi pubblicitari contenuti in Carosello, tipico esempio di comunicazione commerciale dell'epoca monopolistica, erano filmati di circa 3 min in cui la parte promozionale era confinata negli ultimi 30 secondi, al termine di un breve sketch comico interpretato da celebrità. A partire dalla seconda metà degli anni 70 i messaggi pubblicitari diventeranno sempre più brevi (spot). La loro brevità li rende un laboratorio per sperimentare nuovi linguaggi e la ricerca di nuove formule per poter soddisfare le nuove esigenze degli investitori pubblicitari porta all'ideazione di nuovi formati quali:
C. GIALLO POLIZIESCO: uno dei più diffusi, quindi molte formule differenti. Essendo non solo un genere codificato ma anche uno schema-base della narrazione (un mistero, qualcuno che vuole scoprire la verità tra ostacoli e pericoli, verità) questi aspetti sono presenti in tantissime altre fiction. Alcune differenze tra giallo e poliziesco: il giallo(es. La signora in giallo) presenta un omicidio/gravi crimini, investigatore/i non necessariamente professionista/i, struttura narrativa basata alla ricerca di indizi e prove. Sottocategoria del giallo è il “legal drama” (es “Perry Mason”): ricerca indizi è compiuta da un avvocato incaricato da un cliente e la risoluzione al processo: protagonista funzione investigativa ma anche oratoria. Il poliziesco vero e proprio ha come protagonisti i tutori dell'ordine e non si concentra solo sugli indizi ma anche su tutte le attività di pertinenza dei poliziotti (infiltrazioni, inseguimenti) come “Miami Vice”. Dai 60 agli 80 il poliziesco USA ha sviluppato molti filoni, alla ricerca di elementi distintivi che facessero emergere una serie rispetto all'altra in questo vasto panorama. Con “Hill Street Blues” del 1985 il meccanismo trova nuove forme: protagonista diventa il distretto di polizia, con tanti poliziotti, ognuno seguito anche nella vita privata, esempio celebre “New York Police Department”. Alcune connotazioni del genere sono: ACTION (schema poliziesco al servizio di scene ad alto impatto spettacolare) – POLIZIESCO SCIENTIFICO (importanza strumenti tecnologia es. “CSI”) – OSPEDALIERO. LE PASSIONI DEGLI SPETTATORI. Suddivisione secondo gli effetti che una categoria di prodotti si propone di creare negli spettatori. Il genere coincide così con un repertorio di situazioni, personaggi che predispongono il pubblico a un certo tipo di coinvolgimento. Per esempio ci sono fiction poliziesche caratterizzate dagli elementi descritti prima, è anche vero che ci sono elementi volti a far ridere o a creare tensione, a suscitare quindi le passioni degli spettatori. A) COMICO: tipo di fiction in cui è fondamentale sollecitare l'ilarità degli spettatori. Questo tipo di effetto è associato alla sitcom: personaggi dalle caratteristiche fisiche – morali estremizzate e caricaturali, situazioni paradossali o fondati su equivoci. B) THRILLER: genere non lontano da giallo-poliziesco in quanto a che fare con crimini e delitti, ma con alcune differenze: coinvolgimento diretta protagonista nella vicenda criminosa (testimone – colpevole ecc.), costruzione che crea tensione nello spettatore, incertezza riguardo la conclusione della storia. C) HORROR: effetto ricercato è la paura, non solo tensione. Grosso debito col cinema: situazioni, ripresa, ambientazione. Però per far si di non incappare nella censura e poter produrre fiction legate all'universo horror sulla tv generalista sono state fatte riletture sul genere per adattarlo a schemi televisivi. es. “Buffy L’ammazzavampiri”, 2000 Italia1 riadattamento di figure e temi horror come streghe e magia resi accessibili al grande pubblico con introduzione protagonista giovane ragazza in contesto rassicurante. Dovendo fare i conti con la serialità che prevede personaggi fissi e ordine iniziale ogni volta, l'ignoto dell'horror ne consegue ridimensionato. LE TONALITà DEL RACCONTO. Ultima e più trasversale segmentazione di genere. Differenza di genere fondata sulle modalità con cui il testo presenta le proprie situazioni. Tipico della fiction tv che alla ricerca continua di nuovi prodotti, gioca su questa categoria per trovare nuove formule, generi come il poliziesco hanno acquisito tonalità oscillanti tra la commedia e il drammatico, che ne rendono la segmentazione in categorie più difficile da effettuare. Tutto ciò è evidente nella fiction italiana, dove una tonalità di commedia quotidiana, basata sulle piccole grandi emozioni della vita quotidiana, passa nelle produzioni di quasi ogni genere, ad esempio “Un medico in famiglia” e “Carabinieri” tonalità complessiva commedia bonaria e rilassata). Particolare interessante è intreccio tra commedia e dramma (sorriso – sviluppi tragici), tipico dagli anni 90 in poi: “dramedy”. I GENERI DELL’INTRATTENIMENTO IL VARIETÀ è una categoria molto generale, identifica una forma di intrattenimento basata sull’alternanza di momenti spettacolari differenti. L’elemento unificante sono i conduttori che introducono e intrattengono gli ospiti. Spesso c’è un corpo di ballo, un’orchestra, le vallette…Ha preso il posto del teatro di rivista e dell’avanspettacolo. In tempi recenti si sono affermate formule più ibride come il “one man show” come “Il più bello spettacolo dopo il weekend”, 2011, Fiorello, oppure le trasposizioni del cabaret come “Zelig Circus”, 2003. Tra i programmi del varietà si possono inserire quelli di satira, “Mai dire gol”, 1990, “Mai dire Grande Fratello”, 2000, gare di barzellette, “La sai l’ultima?”, 1995, gare di ballo, “‘Sto classico”, 2012, candid camera, “Scherzi a
parte”, 1991… Il varietà, più che ogni altro genere, riesce a trasformarsi in un apparato spettacolare sovrapponibile a più programmi. IL GAME SHOW alla base la presenza di meccanismi di gioco che possono essere:
argomenti e problematiche mantenendo un tono leggero ed accattivante. Esempi sono “Uno mattina”, “La vita in diretta”, “Mattino/Pomeriggio Cinque”… I TALK SHOW A CONTENUTO INFORMATIVO se al centro della discussione ci sono argomenti di attualità e se il conduttore è un giornalista. Un esempio ne sono i programmi di Santoro come “Ballarò”. L’attualità e la politica sono al centro di “Porta a Porta” e “Maurizio Costanzo Show”. La grande attenzione per la cronaca nera ha portato a programmi come “Quarto Grado”. I PROGRAMMI DI SERVIZIO PUBBLICO sono caratterizzati dalla presenza di giornalisti e dall’attaccamento per la realtà. Nei paesi anglosassoni si chiamano tool tv. Un esempio ne è “Elisir” che tratta delle problematiche relative alla salute, oppure “Mi manda Raitre”, programma di denuncia da parte dei cittadini. In questa categoria rientrano anche i programmi con finalità benefica come “La fabbrica del sorriso”. CULTURA ED EDUCAZIONE È il primo genere a essere stato praticato in quanto rispondeva all’idea pedagogico-culturale della RAI. SI tratta di programmi che hanno una funzione sociale ben precisa, che presentano contenuti del mondo della letteratura, del teatro, dell’arte, della storia… e non sono legati alla diretta. La semplificazione-divulgazione ha lo scopo di accrescere conoscenze specifiche del pubblico (“Art Attack”, “Superquark”). L’approfondimento e la trasmissione di eventi hanno invece lo scopo di presentare temi culturali. Con l’affermazione del modello televisivo commerciale si ha avuto un ridimensionamento degli spazi dedicati a questo genere, ma con le televisioni satellitari sono stati creati dei canali dedicati. I DOCUMENTARI sono filmati di durata variabile, commentati da una voce fuori campo o dall’operatore stesso che trattano diversi temi. Si può distinguere una finalità scientifica, che spiega il fenomeno, e la necessita di rendere l’oggetto osservato più spettacolare per il pubblico non specialistico. Si cerca di costruire una sorta di narrazione a partire dalle immagini, per dare forma ad un prodotto audiovisivo in grado di assolvere al compito di divulgazione. I MAGAZINE DOCUMENTARISTICI sono programmi che offrono al pubblico documentari, come per esempio “Ulisse”. Il conduttore deve rendere più semplici i contenuti e di delegato del pubblico di fronte all’esperto. I temi trattati sono svariati, dalla storia alla natura, dai viaggi alla psicologia. TALK SHOW E CULTURA un esempio di talk show incentrato su argomenti culturali è “Passpartout”. ARGOMENTI SPECIFICI ci sono programmi che trattano di temi specifici. Un esempio è “Sgarbi quotidiani”, analisi di dipinti. DIDATTICA ci sono poi programmi che esplicitamente si dedicano all’insegnamento, ebbero grande successo alle origini della televisione. Un esempio è “Telescuola” che dava lezioni delle scuole professionali per i ragazzi delle zone lontane ai grandi centri. Attualmente tale programmazione è limitata, si può pensare alla funzione ludico-didattica de “L’albero azzurro”. La RAI ha creato una struttura ad hoc chiamata RAI Educational.