Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Analisi dei programmi televisivi (voto 30), Appunti di Storia Della Radio E Della Televisione

Appunti presi a lezione del corso Analisi dei programmi televisivi tenuto dalla docente Daniela Cardini al secondo anno di CMP in Iulm. Voto 30

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 09/08/2024

manuelaarena_
manuelaarena_ 🇮🇹

4

(5)

54 documenti

1 / 16

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
ANALISI DEI PROGRAMMI TELEVISIVI
Dal pov analitico distinzione dellʼuso della canzone nella sigla e lʼuso nella sequenza. La rilevanza diversa
dellʼuso nella sigla ha a che fare con la ripetizione: ad ogni visione reiterata (anche se nelle piattaforme è stata
introdotta la funzione skip intro). Ci sono canzoni che dicendo troppo, annoiano; altre invece svolgono una
funzione nellʼapertura dellʼepisodio. Lʼuso della canzone nella sequenza è un evento singolo.
La musica ha a che fare con apparato industriale della produzione seriale i diritti autore, acquisto delle
licenze…
Le canzoni entrano nel tema della qualità bisogna fare a meno del concetto di qualità perché composto da
elementi molto diversi da quelli a cui siamo abituati. Non si può attribuire il concetto di qualità solo ai prodotti
seriali che appartengono, secondo il senso comune, alla sfera della cultura alta - pregiudizio culturale molto
diffuso.
Production values = caratteristiche della serie che stanno dietro allo schermo, dietro alla messa in onda, sono il
motore che portano alla realizzazione del prodotto (= regia, sceneggiatura, recitazione, budget, location…).
Lo spoiler tema legato alla contemporaneità. La sua rilevanza è cambiata nel tempo quando i social non
erano diffusi, lo spoiler non era così rilevante: il formato della serie era quello a puntate settimanali nel flusso
televisivo. Lo spoiler si è acutizzato esponenzialmente con le piattaforme che pubblicano le stagioni in unʼunica
soluzione momento di rottura che permette ad utenti diversi di fruire della serie con tempistiche diverse. Sui
social il dibattito si apre e inevitabilmente gli utenti indietro sono vittime dello spoiler e della FOMO.
LE SERIE CHE HANNO CAMBIATO LA TV
Anni ʻ80 le serie si chiamavano telefilm momento storico in cui le private di Berlusconi si affermano nel
panorama italiano comprando prodotti seriali dagli USA. In Italia, la produzione seriale è legata alla Rai e alla
fiction.
-Fiction = produzioni basate sul racconto televisivo di finzione; termine utilizzato solo in Italia.
Introdotto dai funzionali della Rai degli anni ʻ70/ʼ80 anglicismo che conferiva al genere un
sapore esotico per raccontare un ambito ancora poco esplorato. La fiction diventa una
categoria/neologismo che nobilita un genere - di finzione.
-Telefilm = prodotti seriali di importazione statunitense. Indica un disagio definitorio [tele-film]
mettendo insieme due ambiti diversi.
Ancora oggi il termine fiction rimanda a prodotti italiani generalisti. La tv italiana fino agli anni ʻ80 non
comprendeva ciò di cui parlava utilizzo inglesismi.
(1) 1978, USA la CBS manda in onda per la prima volta una soap in prima serata: Dallas.
“Rilassati, tesoro. Sei mia moglie ora. Fai parte della famiglia. Sei una Ewing”
La madre di tutte le serie 14 stagioni, 357 episodi (1978-1991).
Il primo successo globale trasmesso in 37 Paesi, esportato allʼestero. Dallas prevede per la prima volta un
“cattivo come protagonista principale antagonista.
Trama ricca famiglia di Dallas che possedeva molti terreni ed aveva in mano il petrolio (sinonimo della
ricchezza ai tempi). In quel contesto vengono uniti due luoghi del pwr: bestiame e petrolio. Jr eBobby sono due
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff

Anteprima parziale del testo

Scarica Analisi dei programmi televisivi (voto 30) e più Appunti in PDF di Storia Della Radio E Della Televisione solo su Docsity!

ANALISI DEI PROGRAMMI TELEVISIVI

Dal pov analitico → distinzione dellʼuso della canzone nella sigla e lʼuso nella sequenza. La rilevanza diversa dellʼuso nella sigla ha a che fare con la ripetizione: ad ogni visione reiterata (anche se nelle piattaforme è stata introdotta la funzione skip intro ). Ci sono canzoni che dicendo troppo, annoiano; altre invece svolgono una funzione nellʼapertura dellʼepisodio. Lʼuso della canzone nella sequenza è un evento singolo. La musica ha a che fare con lʼapparato industriale della produzione seriale → i diritti dʼautore, lʼacquisto delle licenze… Le canzoni entrano nel tema della qualità → bisogna fare a meno del concetto di qualità perché composto da elementi molto diversi da quelli a cui siamo abituati. Non si può attribuire il concetto di qualità solo ai prodotti seriali che appartengono, secondo il senso comune, alla sfera della cultura alta - pregiudizio culturale molto diffuso. Production values = caratteristiche della serie che stanno dietro allo schermo, dietro alla messa in onda, sono il motore che portano alla realizzazione del prodotto (= regia, sceneggiatura, recitazione, budget, location…). Lo spoiler → tema legato alla contemporaneità. La sua rilevanza è cambiata nel tempo → quando i social non erano diffusi, lo spoiler non era così rilevante: il formato della serie era quello a puntate settimanali nel flusso televisivo. Lo spoiler si è acutizzato esponenzialmente con le piattaforme che pubblicano le stagioni in unʼunica soluzione → momento di rottura che permette ad utenti diversi di fruire della serie con tempistiche diverse. Sui social il dibattito si apre e inevitabilmente gli utenti indietro sono vittime dello spoiler e della FOMO. LE SERIE CHE HANNO CAMBIATO LA TV Anni ʻ80 → le serie si chiamavano telefilm ⇒ momento storico in cui le private di Berlusconi si affermano nel panorama italiano comprando prodotti seriali dagli USA. In Italia, la produzione seriale è legata alla Rai e alla fiction.

  • Fiction = produzioni basate sul racconto televisivo di finzione; termine utilizzato solo in Italia. Introdotto dai funzionali della Rai degli anni ʻ70/ʼ80 → anglicismo che conferiva al genere un sapore esotico per raccontare un ambito ancora poco esplorato. La fiction diventa una categoria/neologismo che nobilita un genere - di finzione.
  • Telefilm = prodotti seriali di importazione statunitense. Indica un disagio definitorio [tele-film] mettendo insieme due ambiti diversi. Ancora oggi il termine fiction rimanda a prodotti italiani generalisti. La tv italiana fino agli anni ʻ80 non comprendeva ciò di cui parlava → utilizzo inglesismi. (1) 1978, USA → la CBS manda in onda per la prima volta una soap in prima serata: Dallas. “Rilassati, tesoro. Sei mia moglie ora. Fai parte della famiglia. Sei una Ewing” La madre di tutte le serie ⇒ 14 stagioni, 357 episodi (1978-1991). Il primo successo globale trasmesso in 37 Paesi, esportato allʼestero. Dallas prevede per la prima volta un “cattivo” come protagonista principale ≠ antagonista. Trama → ricca famiglia di Dallas che possedeva molti terreni ed aveva in mano il petrolio (sinonimo della ricchezza ai tempi). In quel contesto vengono uniti due luoghi del pwr: bestiame e petrolio. Jr e Bobby sono due

fratelli, il primo cattivissimo e lʼaltro buono. Padre, madre e le due nuore (le mogli dei due fratelli: Pamela e Sue Ellen). Pamela è la figlia del peggior nemico della famiglia Ewing. Il tema classico delle tragedie e del genere soap. Rivoluziona il perimetro del genere → una soap in prime time per la prima volta. La soap era concepita per le casalinghe e per questo posta nel daytime, tematiche femminili. Le dinamiche di potere e denaro attraggono molto anche il pubblico maschile e per questo Dallas, nonostante sia una soap, venga collocata nel prime time. Trasmessa ad episodi settimanali con cliffhanger → una stagione termina con lo sparo contro Jr, lʼestate passa e cresce lʼhype verso chi potesse aver sparato. Successo inaspettato del telefilm che suscita lʼinteresse degli studiosi dei media → primo programma tv studiato nelle università. Ricerca sul campo, interviste qualitative per capire perché piacesse tanto ⇝ le ragioni per cui piaccia sono diversissime tra loro per la differenza culturale tra gli spettatori della soap (Israele, Arabia Saudita, Giappone). Ex. gli arabi provano piacere nel guardare Dallas perché mettono in discussione lʼegemonia statunitense, critici nei comportamenti culturali (come il consumo di alcol) e derisi per questo. La cattiveria del protagonista permette allo spettatore di provare odio per le azioni commesse → altra caratteristica di attrazione al prodotto. Sigla rilevante per presentare un prodotto: location metropolitana, musica è western, split screen per presentare i protagonisti e ne racconta il carattere. 1981: Dallas viene acquistata dalla Rai e trasmessa su Raiuno → miniserie e primi episodi della prima stagione senza rispettare la continuità narrativa → flop. La tv di Stato sottovaluta le regole della serialità 1981: Canale 5 compra in blocco la serie direttamente da CBS e la manda in onda nella corretta progressione narrativa, supportando il lancio con una forte campagna pubblicitaria → enorme successo. Lungimiranza di Berlusconi affiancato da Freccero. La televisione italiana incontra il marketing e le logiche commerciali (2) 1990, prodotta dalla ABC (il più piccolo network statunitense) ⇒ Twin Peaks. Una serie che ha fatto la svolta nella storia della serialità → la prima definibile serie dʼautore. Dura solo 2 stagioni: la prima ha 8 episodi e la seconda 22. La serialità televisiva di quel tempo si identifica con la soap opera , con i film, con i generi stereotipati. Il cinema dʼautore è lontanissimo da questo mondo. Twin Peaks ha una genesi peculiare: David Lynch (regista noto per una poetica complessa, non di facile consumo) → nel ʻ90 sceglie di misurarsi con il linguaggio televisivo. Genesi un poʼ casuale, quasi divina. Lynch insiema a Mark Frost (socio di Lynch con grandi competenze televisive, attento anche alla dimensione produttiva della tv). Propongono il progetto alla ABC → non si sa bene da che parte cominciare. La storia di una ragazza il cui cadavere viene scoperto dentro ad un foglio di plastica sulla riva di un fiume e delle storie che si diramano da questa scoperta → fin dallʼinizio una piega poco aderente ai codici di genere. Ricorso

Nel periodo estivo i produttori decidono di andare avanti con la produzione, nonostante di solito dʼestate le serie si interrompano. Trasferimento delle storie con ambientazioni in spiaggia. Temi anche molto seri tipici degli anni ʻ90 → alcolismo , droga e omosessualità. Per la prima volta vengono affrontati temi inediti per la televisione + fenomeni commerciali legati alla serie: per la prima volta si genera del merchandising o anche ricadute economiche sulla creazione di prodotti. Foto da servizi di moda, o da servizi dellʼepoca dove venivano riprodotti e indossati dalle attrici della serie. In Italia il prodotto viene rovinato → inizialmente il prodotto viene comprato da Italia Uno e lo manda in onda correttamente rispettando la scadenza settimanale, palinsesto regolare. Nella televisione privata italiana di quel periodo: concorrenza e della necessità di farsi notare dal pubblico → succede la stessa cosa avvenuta per Dallas sulla Rai decidendo di aumentare il numero di appuntamenti settimanali. Le puntate si esaurivano, come se venissero anticipate le serie sulle piattaforme contemporanee. Il pubblico si allontana in assenza di un appuntamento settimanale fisso, se la distanza è troppa, il pubblico si disaffeziona. Inoltre la durata delle puntate viene addirittura dimezzata arbitrariamente.Il pubblico apprezzava il programma ma non comprendeva cosa stessero guardando. In Italia muore per queste ragioni. (4) E.R. - Medici in prima linea ⇒ rivisitazione del medical drama (genere che esisteva già prima della serie). Insieme al legal drama, il medical risolve dei problemi produttivi → costi bassi per il setting unico di tutta la serie

  • unità di luogo. Ambientare in un unico luogo una quantità pressoché infinita di storie → motore narrativo molto potente. Prima di E.R. → Il dottor Kildare : medical drama degli anni ʻ60. Protagonista molto amato, di bellʼaspetto → storia di un giovane medico che risolve casi, spesso in contrasto con lʼestablishment dellʼospedale costituito da medici più anziani → contrasto generazionale. Il suo camice e i suoi strumenti erano sempre immacolati ≠ non si vedevano le operazioni, i corpi. Hollywood negli anni ʻ60 → regola che impediva di mostrare corpi malati e bambini in situazioni delicate → vulnerabilità. E.R. è ambientato in un PS → unʼequipe di medici giovani, infermieri e specializzandi + parenti dei pazienti, le loro storie. Cʼè tantissimo sangue → frenesia, fatica, morte, dolore. Situazioni di emergenza in cui entra in gioco la tecnica medica → modo inedito di raccontare questo genere. 1994-2009, NBC. La tecnica di ripresa è inedita → uso della camera a spalla ≠ camera fissa con la mdp in punti dello studio. Costruzione dellʼimmagine sporca → si muove lʼinquadratura + dilatazione dello spazio con i movimenti di macchina circolari → lo sguardo dello spettatore si muove in uno spazio piccolo ma dilatato. Realizzato negli studi della Warner → studi piccolissimi. La camera a spalla apparteneva al genere cinematografico > televisivo. Prima volta televisiva in cui viene raccontata anche la fragilità del medico → i protagonisti affrontano le emergenze più gravi, crisi personali e speranze di vita. Nel cast, protagonista è George Clooney. La sigla: montaggio serrato che mostra lo stress/fatica dei medici → frenesia, ritmo veloce. La storia dʼamore → ha avuto delle conseguenze sulle modalità narrative delle successive storie dʼamore. Fa fede ad un immaginario cinematografico preciso.

George Clooney (Doug), pediatra, si innamora di una giovane infermiera: Julianna Margulies (Carol). Amore tormentato per il comportamento di lui → tira e molla raccontato come nelle migliori commedie romantiche hollywoodiane. Durante la 3a stagione, Clooney diventa un divo del cinema → abbandona la serie per lavorare a un film. Nella 6a stagione fa una riapparizione per un cameo di pochi min che ha a che fare con la storia dʼamore. E.R. riscrive le logiche e gli stilemi del genere. (5) HBO ha cambiato i temi della serialità → affronta temi inediti che la generalista non si poteva permettere di affrontare. Sex and the City → amicizia di 4 donne a NY, il racconto del sesso dalla parte delle donne ⇒ per la prima volta nel 1998. Le donne parlano e fanno sesso come gli uomini. Dal pov narrativo ci sono dei personaggi caricaturali che oggi non sarebbero accettati (= omosessualità).

  • Divismo della protagonista [protagonismo policentrico] → Carrie è la voce narrante: trasposizione di una rubrica settimanale omonima curata da Carrie, che raccoglie i racconti delle donne a NY nella fine degli anni ʻ90.
  • Struttura narrativa complessa → sebbene sia un prodotto leggero. La storia parte e si chiude nel corso dellʼepisodio → è possibile guardare un episodio qualsiasi delle 6 stagioni e rimane comprensibile la storia → possibilità di personalizzazione della visione secondo un ordine soggettivo. Ogni episodio è autonomo ma allo stesso tempo legato agli altri. Costruzione narrativa frutto di un errore → il primo ep è raccontato come fosse una sitcom → le protagoniste rivolgono lo sguardo in camera rompendo la 4a parete. Si tentò, all'inizio, di calcare la mano sulla dimensione comedy → in quel periodo storico, affrontare questa tematica era rivoluzionario → registro comedy al fine di rendere i contenuti più accettabili. Racconto dell'amicizia femminile → aspirazionale per tutte le donne. Evoluzione della serialità al femminile → libertà femminile di esprimersi come vogliono anche dal pov estetico → rottura schemi, lʼimportanza del look per esprimere se stessa. 4 donne che possiedono una bellezza non canonica, imperfetta. Sconvolgente per il tempo è questo modello femminile che basta a se stesso → non hanno bisogno di stare con gli uomini, anche se hanno piacere. Lʼamicizia prende il posto dei legami familiari → sana amicizia leale. In Italia → viene trasmessa da La7 dentro un contenitore condotto da Anna Pettinelli → talk show sullʼeducazione sessuale. Serie incorniciata in un programma con scopo educativo → strumento per alleggerire questi temi ritenuti scandalosi per la tv generalista del tempo. (6) Lost (2004) → serie che ha dato il via ad un cambiamento strutturale fondamentale per la storia della serialità: inizio serialità contemporanea. Incidente aereo che naufraga su unʼisola apparentemente deserta → a costruire il tessuto narrativo, le storie dei superstiti. Lʼisola è abitata da presenze inquietanti, “the others”. La trama è semplice, il modo in cui la storia è raccontata è molto complesso. 6 stagioni, lʼautore è JJ Abrams. Dal pov produttivo: nonostante faccia parte della serialità tradizionale dei network, preannuncia delle modalità appartenenti alle piattaforme → viene annunciata la fine della serie alla 6a stagione. Solitamente le serie dei network non si prefiggono un finale → vanno avanti finché riscuotono successo. In Lost la trama si complica a tal

LA SERIALITAʼ CONTEMPORANEA

= dal 2000 ma si intensifica nel 2010. Cambiamento nel modello televisivo → streaming e pay tv. Il linguaggio seriale si modella sulla struttura e fisionomia del medium che la supporta/veicola. HBO esplode negli anni ʻ90 e segna delle produzioni che hanno impattato sulla storia della serialità. In Italia, nel 2003 debutta Sky come servizio a pagamento. Nel 2004 debutta Lost sulla ABC → fenomeno che si diffonde rapidamente in tutto il mondo Le forme seriali degli anni Duemila sono molto diverse dalle serie degli anni ʻ90 → scenario del mercato mediale che diviene globalizzato. Gomorra → esperimento della pay tv di proporre un modello seriale e un linguaggio complicato e difficile oltre che anticonvenzionale: sfida gli stereotipi della malavita raccontando questo tema da un pov inedito reso possibile dal nuovo modello televisivo di Sky. La pay tv ha lʼobbligo di realizzare produzioni originali e diverse dalla tv tradizionale → per giustificare lʼabbonamento. La Piovra è stato il primo prodotto seriale italiano (e successivamente esportato allʼestero) ad occuparsi di una storia di malavita narrata però dal pov del “buono”, la giustizia. Con Gomorra si tenta un approccio diverso: la criminalità è raccontata dallʼinterno individuandone i protagonisti allʼinterno della malavita stessa → non ci sono pov esterni a questa realtà. Viene costruito un universo “capovolto” che si regge sulle relazioni sentimentali e famigliari ma sono ribaltate dallʼaltra parte. Ottenne grande successo → diventa un punto ineludibile, cesura per paragonare la serialità prima e dopo Gomorra. I protagonisti di Gomorra sono tutti negativi → prima volta nella serialità italiana. Lo spettatore viene coinvolto nella narrazione tanto da empatizzare con i protagonisti che sono criminali malavitosi. 5 stagioni, debutta nel 2014. Con questa serie viene sollevato il tema di discussione della qualità → Gomorra non fu il primo successo produttivo di Sky MA con Gomorra il linguaggio seriale fa un passo avanti rispetto ai temi affrontati dalla tv generalista. Pone delle aspirazioni cinematografiche > televisive. Servirà a Sky per porsi come modello totalmente diverso dalla generalista. Il linguaggio è spregiudicato, crudo e violento → tratto dai libri di Saviano, racconta la camorra da dentro. il tema della mafia è stato molto stereotipato nella storia della serialità e del cinema italiano. La sigla → non ha una struttura autonoma rispetto al testo, entra nella narrazione. Il logo è lʼunico segno del nome della serie → come in Lost. Lʼassenza di una sigla vera e propria segnala il fatto che ci troviamo in un racconto reale → la dimensione finzionale avrebbe un impatto negativo → scoppierebbe la bolla della realtà voluta dalla serie. Dibattito critico sul fatto che questa serie di grande successo potesse sviluppare nello spettatore delle tendenze mimetiche e dei fenomeni imitativi.

Nel 2015, lʼanno successivo del debutto di Gomorra debutta in Italia House of Cards → primo prodotto seriale rivoluzionario di Netflix → la testa di ponte della streaming tv. La piattaforma di Netflix cambia tutte le regole legate alla serialità contemporanea → elimina la distribuzione del prodotto seriale: produce prodotti seriali e li rende disponibili senza intermediari. Lo scenario produttivo e fruitivo della serialità cambia radicalmente → lʼabbonamento costa meno di una pay tv e permette di fruire di prodotti seriali completi che possono essere visti senza una scansione temporale dei contenuti [assenza di palinsesto], in modalità ubiqua. Lo spettatore può fruire di tantissimi titoli in modo personalizzato → scelta personale del dispositivo connesso al servizio. Commodity → merce di cui si dispone e che viene consumata quando/come/dove si preferisce. Netflix nasce come azienda di noleggio di videocassette. House of Cards = castello di carta → politica americana. A questa serie partecipano due attori famosi: Kevin Spacey e Robin Wright → due personaggi titanici. Il protagonista maschile è il candidato alla presidenza statunitense ed è un delinquente. La protagonista femminile è un personaggio duplice: è sia uomo che donna, sia biancho che nero → un personaggio trattenuto fino alla 3/4a stagione in cui esplode la personalità e si pone come rivale al marito nella corsa alla Casa Bianca. La trama: la pervasività del male, la rivisitazione della coppia diabolica. Nuovo modello narrativo: serie-tv → attori noti + tema azzardato per il debutto di Netflix. Esempio di una nuova serialità: tematiche, linguaggio visivo, formula narrativa, modello produttivo e distributivo. Dal pov produttivo → Reed Hastings (Presidente del consiglio di amministrazione di Netflix) acquista per una cifra mostruosa il titolo “House of Cards”. Spacey viene coinvolto nello scandalo “me too” che gli impedisce di portare a termine la recitazione nella serie → la chiusura narrativa è tutta sulle spalle della protagonista femminile in un epilogo che non era previsto così comʼè stato realizzato. La sigla → dicotomia tra luce e ombra. Non compaiono i personaggi, non è ripreso nessun essere umano → ci sono i luoghi di potere politico americano che passano dal giorno alla notte, tutti i simboli delle istituzioni americane senza la parvenza di persone. Messaggio è che il potere (duplice e dualistico) è ciò che conta realmente, non contano le persone. Manca anche una canzone. Netflix opera una mossa di mercato particolare → sceglie di realizzare delle produzioni locali (oltre alle produzione globali che vengono esportate come House of Cards) per avvicinarsi ad una comunità di pubblico nei paesi in cui la piattaforma è molto fruita. Presagio di questa mossa, la prima produzione locale fu The Crown → azzardo: il pubblico e il mercato inglese è sempre stato difficile da “comprare” per la produzione statunitense. Scegli la Gran Bretagna per realizzare la prima produzione locale + sceglie il tema più complicato da trattare rispetto al Paese scelto = la storia della corona, della famiglia reale. Fu un successo mondiale. Percorso che porterà Netflix a realizzare in Francia Marseille con Gérard Depardieu.

Gli anni ʻ00 prevedono un cambiamento dello scenario mediale → nascita pay tv, nascita delle piattaforme streaming, il modello lineare basato sul palinsesto non è più la sola modalità di fruizione del prodotto seriale. Necessariamente avvengono cambiamenti nel formato seriale. Nella metà degli anni ʻ10 → nascono le piattaforme di cui Netflix è apripista. Apparentemente le serie sembrano esistere solo sulle piattaforme (in particolare solo su Netflix). Il vocabolario della serialità è monopolizzato da termini come binge watching, release delle stagioni, potere dellʼalgoritmo… Nieborg e Poell (due teorici della serialità) → piattaformizzazione dellʼesperienza. Accanto alla nascita delle piattaforme rimangono vitali i modelli precedenti: ● il modello dei network [linear tv] ● il modello HBO [pay/cable] (1) Modello dei network Struttura composta da 22 puntate → coprono tutta la stagione televisiva (= una puntata a settimana da settembre a maggio), basata sul palinsesto settimanale. Il network che produce la serie è interessato a trovare un racconto seriale capace di tenere lo spettatore interessato da una settimana allʼaltra → soddisfacimento di diversi criteri:

  • storie capaci di mantenere il coinvolgimento spettatoriale da una settimana allʼaltra. Intrighi e fascino tale per cui non crolli lʼinteresse/attenzione
  • ogni puntata deve terminare con un colpo di scena → porsi delle domande
  • storie veloci non troppo complesse → semplice comprensione
  • trame multiple
  • varietà e numerosità dei personaggi → non si entra nella psicologia dei personaggi. Azione > psicologia. La coralità dei personaggi, racconto veloce, tante linee narrative. → generi narrativi dellʼazione, family drama, poliziesco, medical drama, procedural In questo modello, il pilot ha la funzione di essere attrattivo per il mercato e gli acquirenti → non vengono realizzate subito 22 puntate ma vengono preparate storie per coprire circa 4 puntate. Il prodotto è presentato agli investitori a maggio e se viene acquistato la prima messa in onda avverrà nel mese di settembre. La produzione delle 22 puntate è in progress → dal pov produttivo permette di modellare il corso della narrazione sulla base del riscontro del pubblico. I professionisti devono essere a disposizione del produttore per tutta la durata del progetto. Negli anni ʻ80/ʼ90 → altissima mortalità dei pilot : le reti necessitavano di una serie forte a stagione (televisiva). Il rischio del modello: se la serie comprata e prodotta non riscuote successo, lʼintera stagione televisiva è compromessa. I prodotti che invece funzionavano erano facilmente esportabili altrove → sicurezza dal pov degli ascolti. (2) Modello HBO Dalla fine degli anni ʻ90 → prodotti pagati dagli abbonamenti e non dagli investitori pubblicitari. Nuova idea di tv → obbligo di proporre ai potenziali abbonati dei contenuti che non trovano sulla tv generalista, per giustificare lʼabbonamento. Dal pov produttivo, HBO mette in atto unʼoperazione rischiosa: propone il modello a 13 puntate per stagione. Massimo di 6 stagioni a serie → serie brevi: maggiore compattezza, temi diversi dalla generalista. Riduzione del rischio di insuccesso.

Le stagioni brevi diventano appetibili per attori e registi cinematografici. Impossibilità sui network → il regista/attore cinematografico preferisce aderire a un progetto breve piuttosto che ad una produzione in progress che dura un anno intero. Le serie sono un prodotto pregiato per la pay tv → capacità di un titolo di attrarre pubblico + comunicazione preventiva. Il pubblico è più ricco, colto ed esigente > tradizionale. Prodotti principali di questo modello: ● Sex and the City ● I Soprano ● The Wire I pilot di HBO sono curatissimi → per essere prodotti in questo ambito era necessario un casting stellare e un episodio costruito nei minimi dettagli. I pilot sono dei film → deve attrarre soprattutto quel pubblico che non era stato colpito dalla campagna pubblicitaria Dalla fine degli anni ʻ90 sulla scia di HBO → altri network producono stagioni ridotte. Mercato più competitivo in cui è meno rischioso cancellare una serie breve MA strutture narrative più complesse. Alcune volte i pilot sono realizzati da attori o registi importanti che poi però non sono mantenuti nelle puntate successive: promesse non mantenute. (3) Modello Netflix Lʼintera stagione viene pubblicata in unʼunica soluzione. Istituzionalizzata la pratica del binge watching. Netflix produce e distribuisce le sue serie → doppio canale che permette di ridurre i costi di distribuzione per investire invece moltissimo sulla produzione. Lʼassenza di un palinsesto permette di lavorare sul formato in modo diverso → riduzione durata delle puntate e delle stagioni → estrema variabilità. Le puntate non servono per riempire spazi di palinsesto. Cessa di esistere la puntata pilota → la stagione assume le caratteristiche della puntata pilota: se funziona la prima stagione si può dare il via alla produzione di una stagione successiva.

  • narrazioni complesse
  • diminuzione del numero di puntate
  • budget elevati
  • tempi di lavorazione elastici Di nuovo, serialità attraente per i professionisti del cinema → elasticità produzione. Riassumendo linear tv pay tv streaming
  • centralità dellʼazione
  • necessità del cliffhanger
  • scarsa profondità psicologica
  • rilevanza dellʼestetica
  • centralità dei personaggi
  • focus su tematiche anche forti
  • rilevanza della fluidità narrativa
  • depotenziamento del cliffhanger
  • focus sui personaggi (antieroi)

Metodo Kominsky e Grace and Frankie sono tre titoli che affrontano temi idealmente non divertenti (= la morte del coniuge, la vecchiaia) → appartengono al genere del dramedy che è una commistione tra drama e comedy. This is Us è un family drama → serialità distribuita su un network con palinsesto e puntate settimanali MA la densità è insolita per il network. La storia si sviluppa su tre linee temporali diverse (presente, passato e futuro) e nessuno dei personaggi sparisce mai dalla narrazione → flashback, flashforward e altri dispositivi narrativi per non far perdere le tracce dei personaggi. In Italia è stato realizzato un adattamento dal titolo Noi → insuccesso. Shtisel → storia di una famiglia ebrea ortodossa il cui centro è il padre che ha 3 figli. Tema: famiglia in una cultura diversa dalla nostra. Il centro narrativo è la figura paterna (= This is Us) → figura marginale nel racconto seriale. Due esempi di paternità imperfetta ma convincenti. EROI, CATTIVI, ANTIEROIantieroe è qualcuno che compie delle azioni discutibili, personaggio che si comporta in maniera moralmente discutibile. Personaggio principale moralmente imperfetto con cui lo spettatore è incoraggiato dalla narrazione ad entrare in sintonia, ad apprezzare e a prenderne le parti. Complessità morale → lo spettatore lo apprezza ma può anche arrivare a detestarlo. Generalmente le serie tv con un antieroe come protagonista sollecitano una simpatia verso di lui ma progressivamente mettono in dubbio tale orientamento positivo → conflitto rispetto alla figura dellʼantieroe. Ex di antieroi: Dexter Ciro di Gomorra Walter White di Breaking Bad Eroe : un personaggio che è moralmente migliore della gente comune - perfezione. Lo spettatore vivrà un complesso di inferiorità nei suoi confronti. Cattivo : un personaggio cattivo in maniera stereotipata. Malvagio (“ rough hero ”): moralmente imperfetto, ma in maniera molto più grave rispetto allʼantieroe; è pericoloso, uno psicopatico. Immedesimazione/identificazione → concetto psicoanalitico che ha a che fare con uno stato di transfer. Lʼimmedesimazione in senso letterale non avviene nella situa spettatoriale di fruizione di una serie tv, presupporrebbe da parte dello spettatore una totale assenza di spirito critico e senso del contesto. Quella sensazione di vicinanza è in realtà la fedeltà (secondo lo studioso Carrol) → viene stabilito un rapporto/relazione tipico del prodotto seriale ≠ avviene al cinema. Lo spettatore stringe con il personaggio un patto di fedeltà → sospensione dellʼincredulità. Lʼantieroe è un cattivo depotenziato. Secondo Murray Smith, ogni narrazione seriale possiede una struttura tripartita che ci mostra la simpatia verso il personaggio in 3 step:

  1. riconoscimento =
  2. allineamento = riconosco al personaggio la capacità di scaturire un processo continuativo. Eʼ un interesse narrativo.
  3. fedeltà = patto di fedeltà che lavora su dimensioni morali. Lo spettatore non si sostituisce al personaggio ma gli si pone affianco → tra le ragioni per cui una serie viene abbandonata: lo spettatore è deluso dal comportamento del personaggio, si sente tradito, preso in giro. Perché amiamo un personaggio fittizio che odieremmo nella vita reale? Sollievo fittizio ⇒ disimpegno morale per il gusto dellʼintrattenimento

Prova di realtà: schermo di cui lo spettatore è dotato per prendere le distanze da ciò che vede, ricorda allo spettatore le conseguenze di azioni immorali nella vita reale. La costruzione dellʼantieroe, Alberto Garcia descrive 4 strategie narrative principali per sollecitare il coinvolgimento emotivo dello spettatore nei confronti dellʼantieroe:

  1. confronto morale →
  2. legami familiari → vengono mostrati per avvicinare lʼantieroe alla realtà dello spettatore
  3. senso di colpa → se non fosse così sarebbe un malvagio/cattivo , viene strumentalizzato il disagio rispetto alla sua imperfezione morale per umanizzarlo
  4. vittimizzazione → Gli antieroi sono amati perché sono complessi , creano conflitto → “cattivi fans”. La donna antieroe → non è riconducibile necessariamente al ruolo di “moglie dellʼantieroe”. La maternità è una ragione, secondo alcuni studiosi, di imperfezione morale → la maternità diventa una caratteristica che va giustificata a livello narrativo perché il personaggio si comporti in modo immorale. Eʼ più semplice creare un personaggio femminile antieroe che non abbia figli. LA CANZONE NELLE SERIE TV Relazione tra la canzone pop e la serie tv mettendo in evi le dimensioni produttive/industriali di questa relazione. Lʼuso della canzone pop nelle sigle e nelle scene delle serie tv amplifica ed espande il significato delle storie → il ruolo fondamentale delle lyrics , dei testi > della musica. La colonna sonora è qualcosa di diverso dalle canzoni in senso letterale. Il punto di partenza è la canzone Hallelujah in “ The O.C .” → canzone che ha fatto la storia della musica contemporanea rock/pop, ha significato per le generazioni più giovani il riconoscimento di una canzone per la sua presenza in una serie tv/film. Questioni di metodo:
  • canzoni di repertorio vs. composizioni originali
  • contestualizzazione narrativa delle lyrics
  • impatto delle canzoni sullʼidentità di una serie tv
  • ricorrenza delle canzoni in una serie
  • impatto delle canzoni (nelle serie tv) sul mercato discografico
  • score vs canzone
  • rapporto con i film studies
  • specificità dellʼoggetto seriale (la Grande serialità) Le sincronizzazioni = pratiche in cui un contenuto musicale viene abbinato ad un contenuto audiovisivo. In qualunque forma la canzone entri in questi prodotti mediali, la canzone deve avere a che fare con i diritti dʼautore. Le sincronizzazioni sono tutelate dalla legislazione sul diritto dʼautore → dimensione legale. Nella televisione non seriale → le canzoni possono essere inserite e selezionate dai consulenti musicale. Inserire una qualsiasi canzone in un qualsiasi prodotto audiovisivo ha a che fare con il denaro e la legge → valore economico-legale.
  1. La canzone come sound branding → la dimensione sonora fornisce il mood e le sensazioni di tutta la serie Peaky Blinders → il clima emotivo della serie è dato dalla canzone Red Right Hand. Grey's Anatomy → nella serie che ha modificato il medical drama, la canzone è utilizzata come elemento distintivo:
  • la canzone utilizzata come script (come sceneggiatura) → parte integrante della scrittura
  • nei titoli degli episodi e nelle scene
  • le lyrics si intrecciano con i dialoghi
  1. La canzone come citazione Stranger Things → serie che omaggia gli anni ʻ80 in cui la canzone serve per contestualizzare Should I stay or should I go (funzione diegetica ed extradiegetica).
  2. Le serie-musical Glee → uso della canzone in tutti i modi possibili. La sequenza preferita della Dany → Mad Men con Tomorrow Never Knows, The Beatles. Il catalogo dei Beatles è il più costoso → i diritti dʼautore hanno dei prezzi folli, insistendo con la produzione si ottiene di investire nel solo acquisto di quella canzone 250.000$. La canzone appartiene al periodo lisergico dei Beatles → nel loro viaggio in India sperimentano nuove esperienze musicali che mutano la loro musica [album di cui fa parte la canzone: Revolver]. Tema della puntata Lady Lazarus (S05xE08) → paura del vuoto, il protagonista comincia a sentirsi vecchio. Deve trovare la canzone giusta per la pubblicità di un profumo → i clienti vogliono inserire una canzone dei Beatles. Nella storia, come nella realtà, i diritti sono troppo costosi → i pubblicitari suggeriscono di usare qualcosa che assomigli alle sonorità della band. Don racconta questa storia alla moglie chiedendosi da quando le canzoni sono diventate così importanti → a cosa servono le canzoni (incomprensione data dalla sua “vecchiaia”). Tanti livelli che si intrecciano
  3. realtà che si intreccia con la storia
  4. cura dello showrunner nella costruzione