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Schopenhauer e la sua filosofia, Appunti di Filosofia

La filosofia di Schopenhauer, partendo dalla sua opera più importante 'Il mondo come volontà e rappresentazione'. Schopenhauer si contrappone alla filosofia idealista di Hegel e propone una visione pessimista e irrazionale del mondo. Il documento spiega i concetti di volontà e rappresentazione, la lotta perenne dell'uomo contro il dolore e la noia, e le tre vie di fuga proposte da Schopenhauer: l'arte, la morale e l'ascesi.

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 04/07/2022

federica.mazzaaa
federica.mazzaaa 🇮🇹

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SCHOPENHAUER
per comprenderlo bisogna partire dalla sua opera + importante: IL MONDO COME
VOLONTA’ E RAPPRESENTAZIONE, 1818
Quando la pubblica, la filosofia dominante era l’idealismo di Hegel, e inizialmente è un fiasco
totale, era in completa opposizione con la filosofia idealista e Schopenhauer rendeva ancora
più evidente la sua opposizione con il filosofo. i due grandi contestatori sono schopenhauer e
kierkegaard.
la filosofia di Schopenhauer non seguiva la stessa linea di Hegel perché era di tipo
pessimista.
il filosofo conoscerà il successo dopo la morte di hegel in europa si diffonderà un epoca di
pessimismo, segnata dalla fallimentare epoca rivoluzionaria. finalmente la filosofia di
Schopenhauer viene conosciuta e apprezzata e la sua opera inizia ad essere letta e
studiata.
il mondo come volontà e rappresentazione- LA METAFISICA DI SCHOPENHAUER
due termini chiave: volontà erappresentazione
per comprenderli bisogna confrontare con hegel e kant:
kant: i nostri sensi costruiscono le nostre forme a priori e che ci fanno conoscere il
fenomeno al di là del quale esiste il noumeno
schopenhauer: il noumeno diventa la volontà e il fenomeno diventa rappresentazione
la vera essenza del mondo diventa la volontà, quindi il noumeno passa da intangibile e
inconoscibile al suo contrario.
il mondo che noi vediamo (fenomeno) diventa nostra rappresentazione,pieno di apparenze,
divenendo così inganno, falso e superficiale. lo chiama anche “velo di maia”, apparenza
ingannatrice.
L’uomo è spinto a rompere questo velo e andare oltre all’inganno, scoprendo la vera
essenza della realtà, il noumeno (LA VOLONTA’,forza che muove l’uomo senza scopo e
senza fine, un movimento verso la pura irrazionalità, il cieco tendere), in opposizione alla
filosofia idealista, ovvero alla razionalità di hegel, il panlogismo (tutto è razionale, niente è
casuale).
1) Kant: il pensiero di Schopenhauer è legato alla filosofia di Kant: il filosofo di Danzica
riprende i concetti kantiani di noumeno (cosa in sé) e fenomeno, mutando nei concetti di
volontà erappresentazione.
2) Hegel: Schopenhauer è profondamente avverso alla filosofia di Hegel. Alla concezione
razionale e ottimistica dell’hegelismo, Schopenhauer contrappone la sua visione irrazionale
e pessimista.
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SCHOPENHAUER

per comprenderlo bisogna partire dalla sua opera + importante: IL MONDO COME VOLONTA’ E RAPPRESENTAZIONE, 1818 Quando la pubblica, la filosofia dominante era l’idealismo di Hegel, e inizialmente è un fiasco totale, era in completa opposizione con la filosofia idealista e Schopenhauer rendeva ancora più evidente la sua opposizione con il filosofo. i due grandi contestatori sono schopenhauer e kierkegaard. la filosofia di Schopenhauer non seguiva la stessa linea di Hegel perché era di tipo pessimista. il filosofo conoscerà il successo dopo la morte di hegel in europa si diffonderà un epoca di pessimismo, segnata dalla fallimentare epoca rivoluzionaria. finalmente la filosofia di Schopenhauer viene conosciuta e apprezzata e la sua opera inizia ad essere letta e studiata. il mondo come volontà e rappresentazione- LA METAFISICA DI SCHOPENHAUER due termini chiave: volontà e rappresentazione per comprenderli bisogna confrontare con hegel e kant: kant: i nostri sensi costruiscono le nostre forme a priori e che ci fanno conoscere il fenomeno al di là del quale esiste il noumeno schopenhauer: il noumeno diventa la volontà e il fenomeno diventa rappresentazione la vera essenza del mondo diventa la volontà, quindi il noumeno passa da intangibile e inconoscibile al suo contrario. il mondo che noi vediamo (fenomeno) diventa nostra rappresentazione,pieno di apparenze, divenendo così inganno, falso e superficiale. lo chiama anche “velo di maia”, apparenza ingannatrice. L’uomo è spinto a rompere questo velo e andare oltre all’inganno, scoprendo la vera essenza della realtà, il noumeno (LA VOLONTA’,forza che muove l’uomo senza scopo e senza fine, un movimento verso la pura irrazionalità, il cieco tendere), in opposizione alla filosofia idealista, ovvero alla razionalità di hegel, il panlogismo (tutto è razionale, niente è casuale).

  1. Kant : il pensiero di Schopenhauer è legato alla filosofia di Kant: il filosofo di Danzica riprende i concetti kantiani di noumeno (cosa in sé) e fenomeno , mutando nei concetti di volontà e rappresentazione.
  2. Hegel : Schopenhauer è profondamente avverso alla filosofia di Hegel. Alla concezione razionale e ottimistica dell’hegelismo, Schopenhauer contrappone la sua visione irrazionale e pessimista.

come si costruisce/distrugge il velo di maia? ciò che si vede è falsità, e la conosco con i sensi. affidandosi quindi, come kant, ai sensi si arriva ad un inganno, una presa in giro. bisogna quindi trovare una strada che ci porti alla verità e distruggere il velo di inganno, tramite l’autocoscienza, l’esperienza di noi stessi, tramite la nostra VOLONTA’. tutto è mosso dalla volontà, anche la natura, per cui guardando dentro di noi superiamo il velo di maia- strada dell’interiorità. dolore e noia L’essenza del mondo è volontà insaziabile, cieca e irrazionale. Questo cieco tendere ci spinge verso una lotta perenne, che a livello esistenziale prende la forma del dolore Ogni ente naturale si sente incompiuto e inappagato e per tanto brama di superare la propria condizione. Di conseguenza tutto il suo agire si esprime nella forma dolorosa del continuo desiderio, dell’insaziabile ricerca. Se il bisogno viene soddisfatto, allora, lungi dal raggiungere la piena realizzazione, si piomba nella noia: il possesso dell’oggetto tanto desiderato, lungi dal renderci compiuti, ci mostra tutta la sua inconsistenza e vanità. La felicità, per Schopenhauer, non è altro che quel fuggevole istante che separa la realizzazione del desiderio dalla consapevolezza che l’oggetto non ci soddisfa più. Il soggetto, nel momento in cui percepisce la presenza della noia, riprende a desiderare qualcosa di diverso, a tendere e a soffrire verso una nuova direzione. Da ciò consegue che la vita umana oscilla, come un pendolo, tra il dolore e la noia. Dei sette giorni della settimana, sei sono dolore e bisogno, il settimo è noia. le tre vie di fuga: posso accettare la vita se questa è dolore e noia? no, è necessario trovare una via di fuga. schopenhauer ne individue 3

  • L’ARTE
  • LA MORALE, intesa come etica della compassione
  • L’ASCESI arte: musica, pittura, architettura…. come fa l’arte ad essere una via di fuga? l’opera d’arte rapisce e diventa una via di fuga dai pensieri, non pensa più al travaglio della vita- MA è un breve periodo, limitata, è temporanea. la morale: il dolore può essere condiviso con gli altri uomini, perchè il dolore è di tutti. in mezzo ad altro dolore posso trovare uno spiraglio di felicità, condividendo con altri la stessa sorte- MA non risolve il problema in modo radicale, si è sollevati ma il problema permane. l’ascesi: l’asceta è colui che nega il mondo e si rifugia al di fuori di esso per cercare e trovare DIO- per schopenhauer l’ascesi si riferisce alla tradizione buddhista, in cui rimane la negazione del mondo ma la liberazione non mi porta verso DIO, ma verso il NIRVANA, il nulla. per cui l’ascesi è la negazione del desiderio e il rifugio nel nirvana, nel niente. afferma infatti che bisogna passare dalla VOLONTA’(desideri) alla NOLONTA’(indifferenza del tutto).