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Schopenhauer (programma 5 superiore), Appunti di Filosofia

Questo file riassume perfettamente tutti i concetti della filosofia di Shopenhauer. Gli argomenti trattati sono: -->Il pensiero -->Fenomeno e noumeno -->Velo di Maya -->Volontà di vivere --> Il piacere --> Volontà di dolore -->Suicidio -->Vie di liberazione dal dolore --> Cosa intende Schopenhauer per amore

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 29/10/2021

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SCHOPENHAUER (1788-1860) Contesto storico del romanticismo: -riparte da Kant -proposta molto diversa da Hegel
Schopenhauer e Hegel
Filosofia irrazionalistica pessimistica in netta contrapposizione con la filosofia razionalistica ottimistica di Hegel. La
filosofia di Schopenhauer rappresenta quindi gli antipodi di quella Hegeliana. La storia per Hegel è un progredire
razionale mentre per Schopenhauer la storia è ripetizione incessante della stessa immutabile tragedia (storia come
luogo di incessante di dolore, guerra e dramma).
Pensiero
Il suo pensiero recupera alcuni elementi del romanticismo e del kantismo, fondendoli con le dottrine orientali,
specialmente quella buddhista. Schopenhauer crea una sua originale concezione filosofica caratterizzata da un forte
pessimismo, la quale ebbe una straordinaria influenza, su filosofi successivi come ad esempio Nietzsche. Dalle 12
categorie di Kant, Schopenhauer tiene spazio, tempo e causalità (uniche forme a priori)
Fenomeno e noumeno (Schopenhauer -Kant)
Il punto di partenza è la differenza tra fenomeno e noumeno. Schopenhauer riprende da Kant questi due concetti. Il
fenomeno è il prodotto della nostra coscienza, esso è il mondo come ci appare, mentre per noumeno invece si
intende la realtà nascosta, la cosa in sé, fondamento ed essenza vera del mondo. Per Kant invece fenomeno era ciò
che appariva filtrato dalle forme a priori mentre il noumeno era il concetto limite. Il fenomeno è dunque per
Schopenhauer ciò che appare (parvenza, illusione, sogno). Tra noi e la vera realtà è come se vi fosse uno schermo
che ce la fa vedere non come essa è veramente: il velo di Maya (divinità orientale ingannatrice).
Velo di Maya
Il mondo dunque è una illusione ottica, viviamo in un mondo di inganni un mondo di inganni e vediamo le cose
attraverso il velo di Maya che separa l’inganno (apparenza) dalla vera realtà. Per poter giungere alla realtà
noumenica (realtà nascosta), quella vera, non si può percorrere la strada della conoscenza razionale, in quanto la
ragione è intrappolata nel velo di Maya e vede solo fenomeni. Secondo Schopenhauer possiamo andare oltre il velo
di Maya in quanto l’uomo è capace di interrogarsi sulla propria esistenza, più soffriamo più ci interroghiamo e più ci
interroghiamo più soffriamo.
Volontà di vivere
Proprio attraverso il corpo scopriamo che la realtà delle cose ci riguarda, siamo nel mondo come una sua parte. Per
questo motivo desideriamo certe cose evitandone delle altre, rifugiamo il dolore e ricerchiamo il piacere. L'intuizione
di Schopenhauer sta nel fatto di considerare l’uomo non solo come ragione ma anche come corpo (possiamo viverlo
dall’interno, sensazioni, sede di un senso interno che ci mostra la nostra volontà), l’interiorità del corpo ci permette
di arrivare al noumeno. Attraverso l'esperienza di sé stessi come corpo l'uomo può giungere al noumeno, senza
ricorrere alle forme a priori della conoscenza. Ciò ci permette di squarciare il velo del fenomeno e cogliere la cosa in
sé. Infatti, ripiegandoci in noi stessi scopriamo che la radice noumenica del nostro io è la volontà, noi siamo volontà
di vivere, un impulso irrazionale che ci spinge, malgrado noi stessi, a vivere e ad agire. La volontà di vivere (volontà di
esistenza) è ciò che c’è dietro il velo di Maya ovvero il noumeno. Tale volontà non è una nostra volontà o una
volontà cosciente ma è una brama di vivere. La volontà di vivere è una volontà inconscia, irrazionale, istinto cieco,
pura vitalità, principio reale, cosa in sé dell'universo. Ciò che regola il mondo è la legge del più forte (la lotta per la
sopravvivenza) che spinge a crudeltà che rafforzano la volontà di vivere e che accrescono dolore.
La volontà di vivere è:
inconscia, infatti è più un impulso, è un'energia piuttosto che volontà cosciente
unica, perché non essendo fenomeno ma essenza della realtà, sta al di fuori dello spazio e del tempo
eterna, cioè senza principio né fine, perché al di là del tempo e quindi non subisce i cambiamenti di esso;
incausata, poiché è unica quindi oltre la categoria di causa, fuori da ogni spiegazione spazio-tempo;
senza scopo in quanto è una forza libera e cieca
irrazionale e illogica, poiché la ragione esiste solo nel mondo della rappresentazione. Essa, infatti, non può essere
colta con la ragione (opposto ad Hegel).
La manifestazione della volontà
È composta da due livelli distinti: le idee (archetipi) e gli individui (fenomeni). Questi due livelli sono “filtrati” dalle
categorie di spazio, tempo e causalità che Schopenhauer decide di riprendere da Kant. La volontà di vivere coinvolge
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SCHOPENHAUER (1788-1860)  Contesto storico del romanticismo: - riparte da Kant - proposta molto diversa da Hegel

Schopenhauer e Hegel Filosofia irrazionalistica pessimistica in netta contrapposizione con la filosofia razionalistica ottimistica di Hegel. La filosofia di Schopenhauer rappresenta quindi gli antipodi di quella Hegeliana. La storia per Hegel è un progredire razionale mentre per Schopenhauer la storia è ripetizione incessante della stessa immutabile tragedia (storia come luogo di incessante di dolore, guerra e dramma). Pensiero Il suo pensiero recupera alcuni elementi del romanticismo e del kantismo, fondendoli con le dottrine orientali, specialmente quella buddhista. Schopenhauer crea una sua originale concezione filosofica caratterizzata da un forte pessimismo, la quale ebbe una straordinaria influenza, su filosofi successivi come ad esempio Nietzsche. Dalle 12 categorie di Kant, Schopenhauer tiene spazio, tempo e causalità (uniche forme a priori) Fenomeno e noumeno (Schopenhauer - Kant) Il punto di partenza è la differenza tra fenomeno e noumeno. Schopenhauer riprende da Kant questi due concetti. Il fenomeno è il prodotto della nostra coscienza, esso è il mondo come ci appare, mentre per noumeno invece si intende la realtà nascosta, la cosa in sé, fondamento ed essenza vera del mondo. Per Kant invece fenomeno era ciò che appariva filtrato dalle forme a priori mentre il noumeno era il concetto limite. Il fenomeno è dunque per Schopenhauer ciò che appare (parvenza, illusione, sogno). Tra noi e la vera realtà è come se vi fosse uno schermo che ce la fa vedere non come essa è veramente: il velo di Maya (divinità orientale ingannatrice). Velo di Maya Il mondo dunque è una illusione ottica, viviamo in un mondo di inganni un mondo di inganni e vediamo le cose attraverso il velo di Maya che separa l’inganno (apparenza) dalla vera realtà. Per poter giungere alla realtà noumenica (realtà nascosta), quella vera, non si può percorrere la strada della conoscenza razionale, in quanto la ragione è intrappolata nel velo di Maya e vede solo fenomeni. Secondo Schopenhauer possiamo andare oltre il velo di Maya in quanto l’uomo è capace di interrogarsi sulla propria esistenza, più soffriamo più ci interroghiamo e più ci interroghiamo più soffriamo. Volontà di vivere Proprio attraverso il corpo scopriamo che la realtà delle cose ci riguarda, siamo nel mondo come una sua parte. Per questo motivo desideriamo certe cose evitandone delle altre, rifugiamo il dolore e ricerchiamo il piacere. L'intuizione di Schopenhauer sta nel fatto di considerare l’uomo non solo come ragione ma anche come corpo (possiamo viverlo dall’interno, sensazioni, sede di un senso interno che ci mostra la nostra volontà), l’interiorità del corpo ci permette di arrivare al noumeno. Attraverso l'esperienza di sé stessi come corpo l'uomo può giungere al noumeno, senza ricorrere alle forme a priori della conoscenza. Ciò ci permette di squarciare il velo del fenomeno e cogliere la cosa in sé. Infatti, ripiegandoci in noi stessi scopriamo che la radice noumenica del nostro io è la volontà, noi siamo volontà di vivere, un impulso irrazionale che ci spinge, malgrado noi stessi, a vivere e ad agire. La volontà di vivere (volontà di esistenza) è ciò che c’è dietro il velo di Maya ovvero il noumeno. Tale volontà non è una nostra volontà o una volontà cosciente ma è una brama di vivere. La volontà di vivere è una volontà inconscia, irrazionale, istinto cieco, pura vitalità, principio reale, cosa in sé dell'universo. Ciò che regola il mondo è la legge del più forte (la lotta per la sopravvivenza) che spinge a crudeltà che rafforzano la volontà di vivere e che accrescono dolore. La volontà di vivere è:inconscia , infatti è più un impulso, è un'energia piuttosto che volontà cosciente  unica , perché non essendo fenomeno ma essenza della realtà, sta al di fuori dello spazio e del tempo  eterna , cioè senza principio né fine, perché al di là del tempo e quindi non subisce i cambiamenti di esso;  incausata , poiché è unica quindi oltre la categoria di causa, fuori da ogni spiegazione spazio-tempo;  senza scopo in quanto è una forza libera e cieca  irrazionale e illogica , poiché la ragione esiste solo nel mondo della rappresentazione. Essa, infatti, non può essere colta con la ragione (opposto ad Hegel). La manifestazione della volontà È composta da due livelli distinti: le idee (archetipi) e gli individui (fenomeni). Questi due livelli sono “filtrati” dalle categorie di spazio, tempo e causalità che Schopenhauer decide di riprendere da Kant. La volontà di vivere coinvolge

tutta la realtà, tutti gli esseri viventi, per questo motivo Schopenhauer analogamente a Leopardi propone un pessimismo cosmico ovvero un dolore che non riguarda solamente l’uomo ma tutti. La vita è dolore per assenza, una continua tensione verso qualcosa che manca (volontà di vivere). Siccome l’uomo è consapevole della sua condizione soffre di più rispetto agli altri (Canto Notturno-Leopardi) Le nostre insoddisfazioni sono come l’elemosina per il mendicante, possono porre fine al dolore nel momento in cui dono qualcosa al mendicante, ma la sua condizione sarà uguale il giorno successivo. Il piacere è quindi inteso come cessazione momentanea del dolore in quanto non appena viene meno il desiderio il dolore torna nuovamente (natura autocontraddittoria). Il dolore è sempre presente. La noia (tedio di Leopardi) entra in gioco quando viene meno il desiderio. La vita umana è come un pendolo che passa da dolore a noia costantemente. Il piacere come assenza di dolore e la noia La volontà di vivere produce incessantemente nell'uomo bisogni che richiedono soddisfazione: desideri, che sono reazione ad un senso di mancanza e sofferenza. La mancata realizzazione di alcuni di essi causa un'ulteriore sofferenza. Ma, anche quando un desiderio viene soddisfatto, il piacere risulta essere solo un alleviamento della sofferenza dal bisogno iniziale, bisogno che subito riappare in altra forma e portare altro dolore. Quando l’uomo non viene “tormentato” da nessun desiderio entra in gioco la noia, la più orrenda e più angosciosa di tutte le sofferenze. Volontà come dolore volontà come desiderio (mancanza) piacere come cessazione del dolore la vita come pendolo che oscilla tra dolore e noia La sofferenza è universale (lotta per la sopravvivenza- pessimismo cosmico) illusione dell’amore rifiuto dell’ottimismo cosmico, sociale e storico Suicidio Per Schopenhauer il suicidio viene compiuto da persone realmente disperate. Il suicida non si toglie la vita perché non accetta la volontà di vivere ma desidera/vuole una vita diversa. Non rappresenta quindi un rifiuto della volontà di vivere ma desidera in modo estremo un’altra vita Vie di liberazione dal dolore Sono delle vie di fuga/via di fuoriuscita che hanno lo scopo di liberarsi dall’istinto della volontà di vivere. L’arte e la solidarietà tra gli uomini (etica della pietà) sono vie di liberazione dal dolore temporanee e quindi destinate ad una liberazione parziale, temporanea non definitiva. La vera via di liberazione è l’ascesi (noluntas). L’arte permette di andare direttamente al mondo delle idee tramite uno sguardo puro e lucido sul mondo. Riesce ad andare oltre il velo di Maya dei singoli individui e ci fa avvicinare alla realtà delle cose ovvero la volontà di vivere. Gli artisti rappresentano l’universale e ci fanno sentire partecipi di questo universale (potenza di farci sentire coinvolti) attraverso la musica, l’arte, la poesia… L’arte non rappresenta l’elemento definitivo ma è molto utile ed efficace. La solidarietà nel dolore consiste nella comprensione del dolore dell’altro. Ciò permette di condividere il dolore dell’esistenza (dì natale - Canto notturno). In questo caso l’empatia ha un ruolo determinante, provare pietà nei confronti dell’altro rappresenta una via di sollievo. Grazie a ciò che è irrazionale in noi (corpo) riusciamo a cogliere la verità mette a tema questioni esistenziali. Infine vi è l’ascesi ovvero la via definitiva della liberazione dal dolore. Ascesi significa letteralmente non volere più e rappresenta l’ultimo capitolo della sua opera. Nasce dall’orrore, deliberato infrangimento della realtà Amore Per il filosofo tedesco l'amore, che ha la sua radice solo nell'istinto sessuale, è un inganno della natura, finalizzato a perpetuare la vita. La stessa attrazione tra due innamorati è già la volontà di vivere del nuovo individuo. L’amore rappresenta quindi la forma più subdola, il più grande inganno in cui l’uomo può cadere