
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
La filosofia di schopenhauer, che ritorna alla concezione del mondo pre-hegeliana di kant. Schopenhauer inizia la teorizzazione del mondo partendo dal fenomeno, distinguendo tra fenomeno e noumeno. Il fenomeno è un'illusione e ci permette di conoscere il noumeno, che per schopenhauer è la volontas, un'attività completamente irrazionale. Per conoscere la volontas, schopenhauer suggerisce di distaccarci dall'individualismo e dall'egoismo, attraverso la conoscenza universale, che si può ottenere contemplando l'arte, in particolare la musica. Tuttavia, il vero modo per emanciparsi dalla volontas è attraverso la negazione, ovvero il percorso di ascetismo.
Tipologia: Dispense
1 / 1
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!

Schopenhauer ritorna a Kant, ovvero ad una concezione del mondo pre-hegeliana. Per lui bisogna iniziare a teorizzare sul mondo partendo dal fenomeno. Fenomeno apparare delle cose Noumeno ciò che la realtà è ma nessuno vede Se per Kant il fenomeno è derivante dal noumeno (che è la “la cosa” sottostante ad ogni fenomeno, che non possiamo conoscere) ed è soggettivo ma comune a tutti (è soggettivo perché ogni soggetto ne fa esperienza ma è comune a tutti perché tutti facciamo la stessa esperienza) e ci permette di conoscere una realtà “oggettiva”, per Schopenhauer no_._ Schopenhauer ritiene che il fenomeno sia un’illusione e che esista la possibilità di conoscere il noumeno. Per Schopenhauer il mondo, ovvero la totalità di tutti i fenomeni, non è nient’altro che una mera illusione che sperimentiamo vivendo; quasi come fosse un grande insieme di ombre o sogni. Ciò che non ci permette di vedere il mondo in sé è il cosiddetto velo di maya, che Schopenhauer riprende dalla filosofia induista e buddista. In sostanza il velo di maya è una metafora che sta ad indicare il carattere illusorio dei fenomeni, come se quando facessimo esperienza della realtà non potessimo percepire le cose reali (noumeno) perché coperte da una, metaforica, coperta di illusione (fenomeno). Per Schopenhauer il noumeno è, come per Kant, ciò che vi è dietro ad ogni fenomeno. Ma se per Kant esistevano vari noumeni, per Schopenhauer esiste un solo noumeno che sta dietro a tutti i fenomeni: la voluntas. Essa non è una cosa, non è una sostanza, ma è attività. Essa si presenta come magnetismo, gravità, istinto di sopravvivenza negli animali, è la spinta fondamentale che permea il tutto; è completamente irrazionale, al di fuori dello spazio e del tempo ed unica. Negli uomini si manifesta come volontà di autoaffermazione e volontà di soddisfare i propri desideri. Ma dato che quella soddisfazione non è mai raggiunta, essa diventa fonte di dolore. (collegamento Leopardi) Che differenza c’è tra lo Spirito di Hegel e la Voluntas di Schopenhauer? La sostanziale differenza sta nel fatto che lo Spirito di Hegel è razionale, ovvero persegue uno scopo ben identificato con un percorso ben delineato; e tutto rientra in questo suo enorme piano. La Voluntas di Schopenhauer è puramente irrazionale, essa non ha alcuno scopo preciso e nessun piano preciso, se non quello di affermare sé stessa. Per Schopenhauer la voluntas si deve oggettificate per autoaffermarsi Le idee rappresentano il primo modo per farlo. Esse sono universali e non appartengono al mondo sensibile; si manifestano nello spazio-tempo e danno origine a tutti i fenomeni. Per Schopenhauer serve distaccarci dall’individualismo ed egoismo e attingere ad una conoscenza universale, cioè serve conoscere la voluntas. come? contemplando l’ arte : l’arte espone le idee, ovvero la prima oggettificazione della voluntas. Tra le arti la musica ha un posto di rilievo: la musica non rappresenta le idee, ma la voluntas stessa, poiché la musica raggiunge il massimo grado di astrazione e quindi di universalità. Tuttavia, anche se ciò può “distrarci” dal nostro dolore, lo fa solo temporaneamente. L’unico modo per emanciparsi dalla voluntas è la sua negazione, ovvero la noluntas (“non-volontà”). Ovvero fare un percorso di ascetismo (ateo, non religioso) e liberarsi completamente della materialità della vita e dagli impulsi individuali vede dissolversi i fenomeni, la molteplicità, il tempo e lo spazio; comprende l’assoluto. Ciò che rimane dalla sparizione del mondo come rappresentazione è il nulla, il vero avversario e vincitore della voluntas.