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riassunto scienze della terra, tutto il programma completo, vulcani, terremoti, tettonica delle placche ecc..
Tipologia: Sintesi del corso
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Scienze: Rocce magmatiche o rocce ignee Dal magma alle rocce magmatiche Le rocce magmatiche, note anche come ignee, sono tutte quelle rocce che derivano da un magma, cioè da roccia fusa. Un magma è un materiale fuso che si forma per cause diverse entro la crosta o la parte alta del mantello, a profondità che variano dai 15 ai 100 km. Se il magma subisce un raffreddamento inizia un processo di cristallizzazione che “libera” dal fuso vari tipi di materiali che formeranno la nuova roccia. Le rocce magmatiche si dividono in due gruppi: le rocce intrusive , che si originano in tempi lunghi e in profondità poiché hanno l’impossibilità di raggiungere la superficie, e le rocce effusive , che si originano invece quando grazie alla spinta delle pressioni dei gas, il magma giunge in superficie solidificando in breve tempo (passano da 1000 gradi alla temperatura ambientale). Quando il magma giunge in superficie viene chiamato lava e si è ormai liberato dei propri gas e vapori. Classificazione dei magmi I magmi e le lave che ne derivano, possono avere diverse composizioni chimiche. La distinzione tra i vari tipi di magmi si basa sul loro contenuto in silice (SiO2). Si dividono cosi in: Magmi acidi, ricchi in Si e Al (65%). Danno origine a rocce acide (o sialiche) Magmi neutri, composizione intermedia e danno origine a rocce neutre. Piu dense rispetto a quelle acide Magmi basici, con quantità bassa di silice ma ricchi in ferro calcio e magnesio. Danno origine a rocce scure, rocce basiche Magmi ultra basici con percentuale bassa di silicio, densità elevata. Danno origine a rocce ultrabasiche Vulcani L’attività vulcanica I vulcani attivi sono circa 600 e da essi fuoriescono lava (rocce fuse), gas e vapori. Esiste una attività vulcanica in superficie ma anche una lungo le dorsali oceaniche , sul fondo degli oceani. Il ruolo dei vulcani è molto importante poiché trasferisce grandissime quantità di materiale dall’interno all’esterno della terra. Questo avviene attraverso la continua fusione di rocce in
profondità, seguita dalla risalita dei materiali fusi (magmi) e dalla loro solidificazione per raffredamento in superficie. Grazie a questi processi si sono formati per esempio l’atmosfera e l’idrosfera, grazie alla dispersione in supericie di gas e vapori. I magmi Un aspetto in comune di tutte le eruzioni è la risalita di materiali rocciosi allo stato fuso. Essi arrivati in superficie si raffreddano e si solidificano. Tali masse fuse sono chiamate magmi. Hanno origine nella parte alta del mantello. Il magma tende a risalire poiché la sua densità è minore del materiale solido circostante. La velocità di risalita dipende da: viscosità, volume, profondità a cui si origina. È chiamato magma quando è ancora all’interno della terra, quando sale in superficie viene chiamato lava. La forma degli edifici vulcanici Il magma diventando lava perde i gas (che vanno ad arricchire l’atmosfera). Il magma uscito in superficie, divenuto lava, si solidifica e si accumula fino a formare gli edifici vulcanici, i quali si accrescono dove il materiale fuso fuoriesce ovvero dal cratere, estremità aperta in superficie di un condotto, o da spaccature esterne. Questo condotto vulcanico (il cratere) mette in comunicazione la camera magmatica(dove ristagna il magma) e l’esterno. La forma di un edificio vulcanico dipende strettamente dal tipo di prodotti eruttati. Fondamentalmente si riconoscono due tipi di vulcani: a strato e a scudo. Nel vulcano a strato si vengono a creare quando le eruzioni si alternano fra esplosive e effusioni laviche. I vulcani a scudo invece hanno una forma appiattia (tipici nelle haway) poiché le lave eruttate sono molto fluide. I diversi tipi di eruzione I fattori che piu influenzano il tipo di eruzione sono la viscosità del magma e il contenuto in aereoformi. La viscosità è alta nei magmi acidi e bassa nei magmi basici. Possiamo osservare 4 tipi di attività: Attività effusiva dominante (magma fluido e cont. In areoformi variabile) es. eruzioni di tipo hawaiano e islandese Attività effusiva prevalente (magma meno fluido) es. eruzioni di tipo stromboliano
lunghe intermittenze), le fumaorole (emissione di gas e vapori caldi) e le mofete( emissioni di acqua e anidride carbonica). Vulcanismo effusivo ed esplosivo Il vulcanesimo effusivo (delle dorasali oceaniche e dei punti caldi): Le manifestazioni di vulcanesimo effusivo avvengono sott’acqua nelle dorsali oceaniche, serie di profonde fessure che tagliano la crosta oceanica. Da qui fuoriesce magma. La lava fluisce tranquillamente dalle fessure e si solidifica con le tipiche strutture a cuscini. I vulcani delle hawaii sono giganteschi vulcani a scudo, esempi di vulcanesimo effusivo.Sono associati ad un punto caldo. I punti caldi sono zone ristrette della superficie terrestre caratterizzate da vulcanesimo attivo da milioni di anni. Sotto questi punti caldi si ha una continua fusione del materiale presente Il vulcanesimo esplosivo Quando il magma è viscoso i gas iniziano a liberarsi ma la viscosità non permette la risalita di questi gas che si accumulano fino ad esplodere in modo molto violento (eruzione di tipo vulcaniano, pliniano, peleano). Si forma cosi una nube ardente composta da rocce sbriciolate e lava polverizzata. Si formano inoltre colate piroclastiche che si si fermano dopo molti km. La distribuzione geografica dei vulcani Si possono distinguere 3 diverse situazioni geografiche principali: vulcanesimo da edifici lineari lungo le dorsali oceaniche vulcanesimo da edifici centrali lungo i margini di continenti o di isole, vulcanesimo da edifici centrali lineari in centri isolati (punti caldi). I fenomeni sismici Lo studio dei terremoti La sismologia, ovvero lo studio dei terremoti, ha permesso di far diventare i terremoti la principale fonte di conoscenza sull’interno della terra. In un anno si verificano circa 1 milione di terremoti (solo 1000 percepibili dall’uomo). I terremoti avvengono solo in particolari aree chiamate aree sismiche. Queste zone sono a rischio terremoti poiché si trovano in prossimità di dorsali, di montagne o di fosse abbissali. Un terremoto è una vibrazione piu o meno forte prodotta da una rapida liberazione di energia. Il punto in cui questa energia si libera è detto ipocentro. Da esso l’energia si propaga attraverso onde sferiche. Modello del rimbalzo elastico
Un terremoto è una serie di onde elastiche causate dalla deformazione di masse rocciose nel sottosuolo. Le rocce, sottoposte a qualche sforzo, si comportano in maniera elastica e si deformano prograssivamente fino a che non viene raggiunto un punto di rottura. In quel momento nella massa rocciosa si innesca una lacerazione e si crea una faglia, lungo la quale le rocce possono scorrere le une contro le altre in direzione opposte. Le due parti ormai divise riacquistano la loro posizione di equilibrio con una serie di rapide vibrazioni. Questo è il modello del rimbalzo elastico, che è lo stesso comportamento di una bacchetta di legno che viene piegata fino a spezzarsi.. Secondo il modello del rimbalzo elastico il ritorno delle masse in equilibrio libera l’energia accumulata durante la deformazione. L’ipocentro è il punto in cui viene liberata l’energia, l’epicentro invece è posto in superficie sulla verticale dell’ipocentro. Differenti tipi di onde sismiche I movimenti all’ipocentro producono tre tipi di onde:
Nella terra vi è una dinamica interna attiva.Grazie allo studio del vulcanesimo e della sismicità abbiamo notato come la terra sia un insieme tra loto interdipendenti, legati da processi chimici fisici e biologici attivi da sempre. Questo modello prende il nome di tettonica a placche. La struttura interna della terra Dal rapporto tra massa e volume della terra si ricava la densità media della terra (5,52 g/cm3). Grazie a questo risultato possiamo già osservare che siccome le rocce in superficie in media hanno densità di 2,7 g/cm3, l’interno del pianeta dovrà essere formato per forza da materiali molto densi per raggiungere il valore medio calcolato della denstà. Grazie a questo e grazie anche allo studio dei terremoti (in particolare delle onde) si è giunti a rconscere che il nostro pianeta presenta una struttura a involucri concentrici di diversa natura e spessore. Si riconoscono: una sottile crosta, uno spesso mantello (piu denso della crosta e composto da silicati di ferro e magnesio) e un grosso nucleo (distinto in nucleo interno ed esterno), metallico e molto denso. La crosta La crosta è la parte piu esterna del pianeta, un involucro rigido e sottile. Lo spessore varia dai 35km sotto i continenti (6070 in corrispondenza delle grandi montagne) a una media di 6 km sotto i fondali oceanici. La densità varia dai 2,7 g/cm3 a 3g/cm3. La base della crosta è indicata da una brusca discontinuità sismica, la superficie di mohorovicic ( moho, indica la separazione fra crosta terrestre e mantello). Il mantello Il mantello rappresenta l’82 % in volume della terra e si estende dalla moho a circa 2900 km di profondità, dove è presente la discontinuità sismica di Ghutenberg (divide mantello dal nucleo). La pressione nel mantello va da 9 a circa 1400 kbar, la densità da 3,3g/cm3 a 5,6 g/cm3. Le rocce del mantello nel complesso hanno notevole rigidità. In una fascia del mantello che va da 70 a 250 km di profondità si trova l’astenosfera, una zona in cui il mantello è parzialmente fuso (circa il 10%). Si tratta di una zona piu plastica la cui presenza è continua sotto le aree oceaniche e incenrtao spostata piu in profondità sotto le aree continentali. L’insieme di crosta e mantello (fino all’astenosfera) viene definito litosfera. È la litosfere la parte della terrà che si muove a causa dell’astenosfera che è piu densa. Piu in profndità il mantello è composto ugualmente da silicio ossigeno ferro e
magnesio ma con reticoli cristallini organizzati diversamente per resiste alle late pressioni e temperature. Il nucleo La linea di Gutenberg segna il passaggio al nucleo della Terra che comprende il 16% del volume del pianeta, La pressione qui aumenta da 1400 fino a 3600 kbar. La densità che era di 5,6 g/cm nel mantello arriva fino a 13g/cm3. I dati sismici indicano che il materiale della parte piu esterna del nucleo è d( fino alla superficie di Lehmann a 5170 km) ha le carettiristiche di un fluido mentre poi si passa ad un nucleo solido, di natura metallica formato da ferro nichel e qualche materiale meno denso come silicio e zolfo. Un segno dell’energia interna della terra: il flusso del calore L’interno della terra è molto caldo e di conseguenza il pianeta perde continuamente calore da tutta la sua superficie. Ci dicono che l’interno della terra è caldo tanto piu si scende in profondità. La terra ci appare come un gigantesco motore termico ma qualè l’origine che lo mantiene attivo? Nella terra sicuramente ci sono correnti convettive ovvero spostamenti di materiale caldo che risale verso l’alto. La temperatura all’interno della crosta aumenta di 30 gradi ogni km. Nel mantello (solido) la teperatura è inferiore alla temperatura di fusione di silicati e ossidi. Il campo magnetico terrestre La terra come il sole ed altri pieaneti possiede un campo magnetico. La struttura del campo geomagnetico può essere descritta bene ipotizzando che al centro del pianeta ci sia una barra magnetica il cui asse formi un angolo di 11,3 gradi con l’asse di rotazione. I poli magnetici e i poli geografici non coincidono. Il campo geomagneticoperò è dipolare solo in parte poiché presenta alcuni scostamenti. Al di sopra di una certa temperatura critica (punto di curie) i materiali magnetici perdono il loro magnetismo (intorno ai 500 gradi). Le ipotesi sull’origine del campo magnetico si sono orientate verso un modello simile a quello della dinamo ad auoeccitazione. Nella dinamo ad autoeccitazione si genera una corrente indotta che mantiene e genera il campo magnetico su cui ruota la bobina. Una volta innescata la dinamo (con un magnete esterno) il sistema mantiene attivo il campo magnetico finchè cè il movimento. Nel caso della Terra il materiale conduttore in movimento viene individuato nel
un modesto spessore di sedimenti e uno stato di gabbro (roccia magmatica). L’isostasia La crosta terrestre galleggia sopra al mantello poiché è meno densa. La crosta ha in media una densità di 3 g/cm3 mentre quella del mantello è di circa 3,3 g / cm3. La crosta cerca quindi di raggiungere un punto di equilibrio attraverso al galleggiamento chiamato appunto isostasia. Quando la crosta da per esempio origine una catena montuosa i materiali della cresta scendono di parecchi chilometri e aumentano di peso cosi sono sprofondati nel mantello finche la spinta di galleggiamento (analoga a quella di archiede) ne compensa il peso. A mano a mano che l’erosione demolisce la catena montuosa i suoi materiali risalgono in superficie e quando la catena sarà completamente spianata lo spessore della crosta sarà tornato quello medio. La moho indica quindi la posizione di equilibrio raggiunta dai due tipi di crosta. Questo avviene poiché il mantello (costituito da materiali rigidi) è sottoposto per lunghissimi tempi ad una forza e quando questo accade a lungo andare si comporterà quasi come un liquido. Un esempio è la ceralacca. L’espansione dei fondi oceanici La deriva dei continenti: Secondo wegner, circa 200 milioni di anni fa, i continenti oggi separati da oceani, erano uniti in un unico grande continente chiamato da lui Pangea. Vi era quindi un unico grande oceano che lo circondava chiamato Pantalassa. Da quel tempo la pangea si sarebbe smembrata in piu parti con un meccanismo noto come la deriva dei continenti una specie di diasporta della pangea. Grazie al paleomagnetismo oggi possiamo avere prove ancora piu certe. La teoria di wegner era debole nelle mondalità e nelle cause della deriva e cosi tutta la teoria venne contrastata. Altra prova in seguito fu che il pavimento ocanico non è stabile ma in continua evoluzione. La crosta oceanica si rinnova e si consuma incessantemente. Wegner considerava le aree continentali come zattere di sial (silicio e alluminio) meno denso e quindi dove poteva garreggiare sul sima (silicio e magnesio). Queste aree continentali si comportavano come iceberg in acqua.. Prove a favore: wegener notò innanzitutto studiando una cartina come i continenti combaciassero quasi perfettamente fra loro. Cosi ritenne che dovette esserci anche una prova paleontologica ovvero il ritrovare fossili in aree molto lontani ma unite in passato.
L’ultima prova era la prova paleoclimatiche in base alle fascie climaiche che dimostravano che il clima era in passato in africa glaciale o che per esempio giacimenti di carbone (derivanti dalle forsete) si trovavano oggi in antartide. Questo poteva avvenire soltanto se un tempo i continenti erano situati in zone diverse da quelle attuali. LA deriva avviene poiché la litosfera si muove sulla astenosfera per via della densità. LE PROVE DI WEGNER 1 Geografica: perfetto mosaico della terra Africa e America del sud. Defini pangea e pantalassa 2 Paleontologica: ritrovamento degli stessi resti di una specie in due aree geografiche diverse( brasile e sud africa) rettili di acque dolci 3 Paleoclimatica: due aree presentano gli stessi resti fossili di foreste in un preciso clima. DERIVA DEI CONTIENTI Secondo wegener tutti si ritrovavano uniti in un unico grande continente( PANGEA) circondato da un unico grande oceano, chiamato Pantalassa. A partire da quel tempo la pangea si sarebbe smembrata in piu parti. E si sarebbero allontanate sempre di piu tra di loro con un meccanismo noto come deriva dei continenti. La teoria di wegener risultava poco sostenibile, nella cause e nella modalità di deriva, in quanto le cause apparivano inadeguate. Tutta la teoria venne cosi contrastata. In seguito degli anni 60 si scopri che il pavimento degli oceani non è stabile ma in continua evoluzione. La crosta oceanica si rinnova e si consuma incessantemente. Questo fenomeno viene chiamato espansione dei fondi oceanici che agisce a due strutture: le dorsali e le fosse abissali. Dorsali Sul fondo degli oceani c’è un sistema di dorsali di oltre 60. km. Spesso sono paragonate a catene montuose sommerse. La crosta oceanica è inarcata verso l’alto di 2.0003.000 metri. La cresta è segnata da un solco longitudinale largo qualche decina di chilometri e profondo 3 km chiamato rift valley In qualche punto la rift valley arriva ad emergere dalla superficie del mare. Queste depressioni sono delimitate ai lati da scalinate di ripide pareti tra loro parallele che corrispondono a un sistema di faglie. Un diverso sistema di faglie divide le dorsali in numerosi segmenti spostati fra di loro. Tali lacerazione sono chiamate faglie trasformi. Lungo il tratto di faglia il fondo oceanico si muove in direzione opposte provocando terremoti. Dalla depressione
di due tipi di anomalie presenta che la crosta oceanica non si è formata tutta insieme ma in tempi diversi. I basalti che si solidificano sul fondo della rift valley si magnetizzano nella direzione del campo magnetico presente in quel momento. Questo meccanismo spiega la distribuzione della anomalie delle fasce magnetiche. L’ipotesi dell’espansione dei fondali comporta anche altre conseguenze : 1) l’età del pavimento oceanico piu è lontana piu è antica. 2) lo spessore dei sedimenti deve essere molto ridotto sulle dorsali, dove la crosta si è appena formata. Una volta determinata la velocità, è stato possibile risalire a tute le età di tutte le singole fasci di anomalie magnetiche. I fondi oceanici attuali conservano la registrazione dell’inversione del campo magnetico degli ultimi 190 milioni di anni. Crosta piu antica è certamente esistita ma si è rifusa nel mantello. Tettonica a placche prende in esame il comportamento della litosfera, involucro piu esterno della terra che poggia sull’astenosfera meno rigida. La litosfera è caratterizzata da: dorsali in espansione, fosse in subduzione e grandi faglie trasformi. Queste formano una rete che suddivide la litosfera in una ventina di placche. Le placche possono essere formate da sola litosfera oceanica, solo litosfera continentale o entrambe. I bordi delle placche sono chiamati margini e sono distinti in tre tipi: 1)margini costruttivi o divergenti ( sono le dorsali oceaniche) 2)Margini conservativi ( sono grandi faglie trasformi lungo le quali le placche scorrono in direzioni opposte provocando attività sismica. 3) margini distruttivi o di convergenza ( sono le fosse oceaniche). Alcune placche sono circondate da margini costruttivi in tal caso la superficie aumenta continuamente. Altre sono delimitate da dorsali e fosse e in tal caso la superficie rimane stazionaria nel tempo. Orogenesi Ci sono quattro modi in cui si forma una catena montuosa:
continentale è in evitabile. I due margini entrano in contatto e vengono deformati finche si saldano. Nasce cosi una catena montuosa.
organismi iniziano a svolgere la fotosintesi, inizia a generarsi ossigeno. L’acqua deriva dall’impatto che il pianeta ha avuto con le comete. Va da 4600 a 570 Ma di anni fa. Si divide in: Eone Adeano I primi istanti della terra da 4600 a 4000 Ma. La terra raggiunge circa le dimensioni attuali. Inizia il riscaldamento anche in profondità, si differenzia il nucleo inizialmente fuso contenente Ni e Fe che scendono in profondità grazie alla loro alta densità. Intorno al nucleo si differenzia un mantello pastoso formato da silicati. La terra si raffredda. ATMOSFERA: primitiva contiene He e H , presto parte di questi elementi viene soffiata via dal vento solare e si passa ad un atmosfera secondaria, densa , ricca di acidi quindi molto aggressiva, corrosiva. IDROSFERA: l’acqua primordiale proviene dai minerali idrati della nebulosa, ma viene soffiata via dal vento solare. Altro vapore acque raggiunge la terra attraverso impatti con comete. Man mano che la temperatura diminuisce il vapore condensa e si forma l’idrosfera con mari piccoli e poco profondi. Alla fine dell’eone si completa il differenziamento della crosta di natura basaltica. ARCHEOZOICO 4000 Ma a 2500 Ma la crosta primitiva basaltica scompare riciclata dai moti convettivi e compaiono catene a pietreverdi e i gneiss granitoidi che sono le rocce piu antiche. L’atmosfera ricca di anidride carbonica e povera di ossigeno e corrosiva. 3500 Ma prime forme di vita molto complesse per le sostanze inorganiche presenti all’epoca. Si è formata nel brodo primordiale contenente acidi grassi e zuccheri. Passaggio da materia inorganica a organica(nucleotidi) a protocellule( aggregati molecolari in grado di autoreplicarsi e capaci di scambi con l’ambiente), a cellule procarioti( stromatoliti ammassi di carbonato di calcio, costituiscono barriera corallina). PROTEROZOICO 2500 Ma a 570milioni. La crosta è 80% di quella attuale, la tettonica a placche è in attività e si formano imponenti catene montuose. Ci sono 2 tipi di crosta – cratoni( parte di crosta continentale resistenti a deformazioni) fasce di crosta oceanica( mobili e distribuite tra i cratoni). Il primo supercontinente è Rodìnia. Atmosfera cambia la composizione per l’emissione di ossigeno dai microrganismi e si forma lo stato dell’ozono per azione delle radiazioni solari sull’ossigeno. La vita è ancora in acqua ma con la nascita dell’ozone si gettano le basi per far si che la vita arrivi in superficie. Biosfera nella prima metà nascono gli organismi aerobi e nella seconda metà si trovano organismi eucarioti( nucleo sviluppato e riproduzione sessuata), si trovano anche resti fossili di organismi pluricellulari a corpo molle. FANEROZOICO(eone della vita manifesta) Da 570 Ma ad oggi. Tettonica: Si forma il restante 20% della crosta. con lo scontro frequente delle croste continentali si
forma il super continente prende il nome Pannòtia che inizia a frammentarsi in singoli continenti che a causa di collisioni formeranno un nuovo super continente Pangèa. Diversificazione del numero delle specie e il passaggio dalla vita acquatica alla vita emersa. Piante vascolari e non vascolari. A causa del cambiamento chimicofisico dell’ambiente si arriva ad una estinzione in massa tra 240 a 65 milioni di anni fa. È divisa in 4 ere : paleozoica, mesozoica, cenozoica, neozoica. Animali( pesci con corazza). Era paleozoica : (paleozoico) è divisa in paleozoico inferiore (570 a 400 Ma) e paleozoico superiore (400 a 245 Ma). Poco dopo l’inizio del paleozoico il supercontinente Pannotia aveva iniziato a frammentarsi. Ora l’emisfero sud era dominato dal Gondwana. Fra gi invertebrati marini dominano i trilobiti, forme intermedie fra insetti e crostacei. Via via aumentano i numeri di invertebrati: spugne, mollusch, echinodermi. Nascono i primi vertebrati, gli ostracodermi antenati dei pesci. Avevano una corrazza ossea. Nella seconda metà del Paleozoico i vari continenti si riuniscono fino alla formazione di una alto supercontinete. Cominciarono a diffondersi le piante e si riunirono all’interno dei continenti formando foreste di alberi. Erano formati in gran parte da gimnosperme, tra cui le conifere. Nelle foreste si moltiplicarono gli artropodi soprattutto insetti. I pesci si diversificarono in pesci ossei e pesci cartilaginei. Nascono gli anfibi, primi animali terrestri con 4 arti. Verso la fine del paleozoico fanno la loro comparsa anche i rettili. Alla fine del paleozoico ci fu anche un estinsione di massa, circa l’85 % delle specie. Era mesozoica : (mesozoico, vita di mezzo) va dai 245 ai 65 Ma. 200 Ma iniziò la frammentazione della Pangea vi fui quindi la deriva dei continenti ipotizzata da Wegner. Le specie rimaste in vita dopo la grande estinzione cominciarono a diversificarsi. Si diffusero le angiosperme, seme prodotto da un involucro e con i fiori che attirano insetti e favoriscono l’impollinazione. Nei mari si diffondono le ammoniti,molluschi. I rettili ottengono il dominio e invasero ogni luogo. C’erano i dinosauri, differenziati in moltissime specie. Da qualche gruppo dei rettili nacquero anche i primi uccelli. Si sviluppano i primi mammiferi in cui l’embrione si sviluppa all’interno del corpo della madre fino alla nascita. Alla fine del Mesozoico vi è un'altra grande estinzione. I dinosauri e motlissimi rettili (tranne i coccodrilli,tartarughe serpenti) si esinsero. Tra le varie ipotesi ci sono lo schianto di un gigantesco meteorite o la variazione climatica. L’estinzione della maggior parte dei rettili favori lo sviluppo dei mammiferi. Era cenozoica (cenozoico) detta anche terziaria. È nota come era dei mammiferi. È durata 65 milioni di anni e viene divisa in Paleocene, Eocene, Oligocene, Miocene e Pliocene. Durante il cenozoico si sollevano grandi catene montuose (come