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scienze: piogge acide, Appunti di Scienze della Terra

descrizione e formazione delle piogge acide

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 05/06/2023

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miriam-alberga-4 🇮🇹

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Mario Rippa - La nuova chimica di Rippa - Italo Bovolenta editore - 2016
Approfondimento
Le piogge acide
Confrontando le foto di alcuni monumenti in bronzo o in
pietra calcarea scattate in tempi diversi, si può osservare
come diventino sempre più evidenti i segni di corrosione
(figura 1). Le cause di questi processi, che portano tra le al-
tre cose, notevoli danni al patrimonio artistico, vanno ri-
cercate nel fenomeno chiamato piogge acide.
Con il termine piogge acide si intende il processo di ri-
caduta dall’atmosfera di particelle, gas e precipitazioni
a composizione acida.
Generalmente quando si parla di piogge acide ci si ri-
ferisce alle deposizioni che avvengono sotto forma di pre-
cipitazioni (pioggia, neve, rugiada), senza considerare che
la deposizione di sostanze acide può avvenire anche attra-
verso particelle.
La deposizione acida umida si ha quando la ricadu-
ta delle sostanze acide avviene tramite le precipitazioni,
mentre se il fenomeno consiste in una ricaduta di parti-
celle si ha la deposizione acida secca.
Il fenomeno è stato osservato per la prima volta in
Gran Bretagna alla fine dell’Ottocento, ma solo a partire
dalla fine degli anni ‘60 del secolo scorso è stato studiato
in maniera approfondita.
È importante sottolineare che il pH naturale dell’acqua
piovana non è 7, come ci si aspetterebbe, ma ha un valore
attorno a 5,5. Questo perché l’aria contiene diossido di
carbonio CO2, un ossido acido che si discioglie in acqua
producendo acido triossocarbonico H2CO3 secondo la rea-
zione:
CO2 + H2O
H2CO3
In assenza di altre sostanze il sistema è tamponato dal-
la coppia H2CO3/HCO3
a un pH attorno al valore di 5,5,
che varia a seconda dei valori di pressione e di tempera-
tura. Per questo motivo viene considerata acida una pioggia
che presenta un pH inferiore a 5 (figura 2).
L’acidificazione delle precipitazioni deriva dalla forma-
zione di due acidi forti, l’acido triossonitrico (V) HNO3 e
l’acido tetraossosolforico (VI) H2SO4, che si formano dalla
reazione con acqua rispettivamente del pentossido di dia-
zoto N2O5 e del triossido di zolfo SO3
N2O5 + H2O 2HNO3
SO3 + H2O H2SO4
Questi due acidi forti provocano una forte diminuzione
del pH, che si aggiunge a quella dovuta all’H2CO3.
Il triossido di zolfo si forma nell’atmosfera per ossi-
figura 1 L’impatto di-
struttivo delle piogge
acide ha provocato
danni irreversibili an-
che ai beni architetto-
nici e ai monumenti.
figura 2 Le due pro-
vette contengono
campioni di acqua
piovana non inquina-
ta (provetta di sini-
stra) e di una pioggia
acida (provetta di de-
stra) a cui sono state
aggiunte alcune gocce
di indicatore univer-
sale per evidenziarne
il pH. Il campione di
acqua piovana non
inquinata ha pH at-
torno a 5, mentre la
precipitazione acida
ha pH circa 4.
dazione del diossido di zolfo SO2, che si origina durante
la combustione dei combustibili fossili contenenti zolfo.
Allo stesso modo in atmosfera viene immesso diossido di
azoto NO2, che reagisce fino a formare N2O5.
Le piogge acide non hanno effetti diretti sull’uomo, ma
possono recare notevoli danni ai materiali, agli ecosistemi
e alle piante (figura 3).
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1 Mario Rippa - La nuova chimica di Rippa - Italo Bovolenta editore - 2016

Approfondimento

Le piogge acide

Confrontando le foto di alcuni monumenti in bronzo o in pietra calcarea scattate in tempi diversi, si può osservare come diventino sempre più evidenti i segni di corrosione (figura 1). Le cause di questi processi, che portano tra le al- tre cose, notevoli danni al patrimonio artistico, vanno ri- cercate nel fenomeno chiamato piogge acide.

Con il termine piogge acide si intende il processo di ri- caduta dall’atmosfera di particelle, gas e precipitazioni a composizione acida.

Generalmente quando si parla di piogge acide ci si ri- ferisce alle deposizioni che avvengono sotto forma di pre- cipitazioni (pioggia, neve, rugiada), senza considerare che la deposizione di sostanze acide può avvenire anche attra- verso particelle.

La deposizione acida umida si ha quando la ricadu- ta delle sostanze acide avviene tramite le precipitazioni, mentre se il fenomeno consiste in una ricaduta di parti- celle si ha la deposizione acida secca.

Il fenomeno è stato osservato per la prima volta in Gran Bretagna alla fine dell’Ottocento, ma solo a partire dalla fine degli anni ‘60 del secolo scorso è stato studiato in maniera approfondita. È importante sottolineare che il pH naturale dell’acqua piovana non è 7, come ci si aspetterebbe, ma ha un valore attorno a 5,5. Questo perché l’aria contiene diossido di carbonio CO 2 , un ossido acido che si discioglie in acqua producendo acido triossocarbonico H 2 CO 3 secondo la rea- zione: CO 2 + H 2 O ←→^ H 2 CO 3 In assenza di altre sostanze il sistema è tamponato dal- la coppia H 2 CO 3 /HCO 3 –^ a un pH attorno al valore di 5,5, che varia a seconda dei valori di pressione e di tempera- tura. Per questo motivo viene considerata acida una pioggia che presenta un pH inferiore a 5 (figura 2). L’acidificazione delle precipitazioni deriva dalla forma- zione di due acidi forti, l’acido triossonitrico (V) HNO 3 e l’acido tetraossosolforico (VI) H 2 SO 4 , che si formano dalla reazione con acqua rispettivamente del pentossido di dia- zoto N 2 O5 e del triossido di zolfo SO 3 N2O5 + H 2 O → 2HNO 3 SO 3 + H 2 O → H 2 SO 4 Questi due acidi forti provocano una forte diminuzione del pH, che si aggiunge a quella dovuta all’H 2 CO 3. Il triossido di zolfo si forma nell’atmosfera per ossi-

figura 1 L’impatto di- struttivo delle piogge acide ha provocato danni irreversibili an- che ai beni architetto- nici e ai monumenti.

figura 2 Le due pro- vette contengono campioni di acqua piovana non inquina- ta (provetta di sini- stra) e di una pioggia acida (provetta di de- stra) a cui sono state aggiunte alcune gocce di indicatore univer- sale per evidenziarne il pH. Il campione di acqua piovana non inquinata ha pH at- torno a 5, mentre la precipitazione acida ha pH circa 4.

dazione del diossido di zolfo SO 2 , che si origina durante la combustione dei combustibili fossili contenenti zolfo. Allo stesso modo in atmosfera viene immesso diossido di azoto NO 2 , che reagisce fino a formare N 2 O 5. Le piogge acide non hanno effetti diretti sull’uomo, ma possono recare notevoli danni ai materiali, agli ecosistemi e alle piante (figura 3).

2 Mario Rippa - La nuova chimica di Rippa - Italo Bovolenta editore - 2016

Approfondimento

L’azione delle piogge acide sui materiali è di due tipi: un’azione di corrosione e un’azione di dilavamento sui materiali resi friabili dall’azione delle stesse soluzio- ni acide. La pietra calcarea è il materiale che più risente dell’azione delle piogge acide. Tra il calcare e l’acido sol- forico avviene una reazione di doppio scambio che tra- sforma il carbonato di calcio in solfato di calcio solubile: H 2 SO 4 + CaCO 3 → CaSO 4 + H 2 CO (^3) Anche se in misura diversa, tutti i materiali risentono dell’azione dell’acido solforico presente nelle piogge acide e possono essere alterati. L’azione sulle piante può avvenire in due modi: diret- tamente attraverso le foglie o attraverso l’acidificazione del suolo. La diminuzione del pH di un terreno causa sia

figura 3 La fotografia mostra i danni causati dalle piogge acide sugli alberi del parco naziona- le Karkonoski in Polonia. Nel 1989 in questa zona si registrarono precipitazioni con un pH di 1,7.

la perdita di nutrienti, che vengono trasportati via con le acque di percolazione, sia la liberazione di ioni metalli- ci, come lo ione alluminio Al 3+, tossico per le piante. Un altro effetto legato alla diminuzione del pH è la compro- missione della fissazione dell’azoto operata da particolari batteri, che permette di rendere disponibile alle piante lo ione triossonitrato (V) NO 3 –^. Anche gli organismi acquatici possono risentire del- la diminuzione del pH dei corpi idrici. Le conseguenze possono essere dirette o indirette. Le conseguenze dirette sono dovute alla liberazione in acqua di sostanze tossiche, mentre quelle indirette sono legate all’alterazione della catena alimentare causata dalla scomparsa di vegetali o di specie più sensibili alla variazione di pH.