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LA SECONDA GUERRA MONDIALE Nell’ottobre 1925 Francia e Germania firmarono IL PATTO DI LOCARNO (località della Svizzera) ,un patto in base al quale venivano ufficialmente riconosciuti tra le parti alcuni punti stabiliti in precedenza dal trattato di Versailles. In breve tempo l’ascesa del nazismo in Germania modificò radicalmente le relazioni internazionali. Hitler si mostrò deciso a superare gli accordi di Versailles (1919). Gli anni trenta segnano un riarmo della Germania e una politica estera molto aggressiva , a dispetto della clausola di Versailles. In Germania venne ripristinato il servizio militare universale e obbligatorio dando vita all’esercito tedesco. Mentre la Francia, l’Inghilterra e l’Italia, riuniti in un convegno nella cittadina piemontese Stresa , espressero la loro condanna nei confronti della Germania e stabilirono un’azione comune contro ogni violazione del trattato di Versailles. Nel marzo del 1936 Hitler ordinò alle truppe di insediarsi nella Renania e nell’ottobre del 1936 dopo l’isolamento dell’Italia, a seguito della spedizione in Etiopia, i due paesi (Italia e Germania) firmano l’accordo che prese il nome di Asse Roma-Berlino ed intervennero nella guerra civile in Spagna. La Germania e l’Italia trovarono sostegno degli altri regimi dittatoriali che si erano costituiti in Europa, ma anche del Giappone. Nel novembre del 1937 venne firmato l’Asse Roma-Berlino-Tokyo. Nel marzo 1938 ci fu l’annessione dell’Austria, l’intento di Hitler era quello di riunire in un unico Stato tutti i tedeschi, e il 12 marzo del 1938, occupò Vienna. Non si trattò, in realtà, di una vera e propria invasione in quanto era stato eletto cancelliere un leader nazista austriaco, il quale spalancò le frontiere del paese a Hitler. Questo evento allarmò gli altri paesi europei; ma Mussolini, una volta ricevuto la garanzia che la Germania non avrebbe mai superato la frontiera del Brennero, acconsentì all’annessione. La Cecoslovacchia , pur essendo circondata da regimi dittatoriali vicini alla Germania si sentiva protetta dall’alleanza con la Francia e resistette alle pretese di Hitler. I paesi europei, per evitare un nuovo conflitto cercarono un accordo, e nel 1938 a Monaco vennero avviate delle trattative tra la Cecoslovacchia e la Germania, grazie all’intermediazione dell’Inghilterra. Dopo alcune settimane Hitler comandò alla Polonia la cessione del «corridoio di Danzica» (il territorio prima appartenente ai tedeschi, e nel 1919 (Versailles) concessa alla Polonia). La Francia e l’Inghilterra assicurarono alla Polonia la loro protezione, ma il 22 maggio del 1939 Germania e Italia stipularono il «Patto d’Acciaio» che, impegnava entrambi a prestarsi reciproco aiuto in caso di guerra. Nell’agosto dello stesso anno la Germania stipulò un patto di non aggressione con l’Unione Sovietica il «Patto Molotov-Ribbentrop», a dispetto dell’avversione dimostrata da Hitler per il comunismo, l’accordo fu determinato dalla necessità della Germania di proteggersi le spalle in caso di conflitto con le potenze occidentali che prevedeva la spartizione dell’Europa dell’Est e della Polonia in due sfere d’influenza, una tedesca e una sovietica. LA GUERRA LAMPO (1939-1940) La richiesta di cedere il corridoio di Danzica avanzata da Hitler alla Polonia nel marzo del 1939 aveva convinto le potenze occidentali dell’inevitabile guerra. Il 1 settembre del 1939 Hitler ordinò alle sue truppe di invadere il territorio polacco dando avvio alla Seconda guerra mondiale. Il 3 settembre Francia e Inghilterra, che avevano stipulato l’accordo con la Polonia,entrarono nel conflitto. Gli Statti Uniti e il Giappone proclamarono la propria
neutralità. L’Italia malgrado le clausole del Patto d’Acciaio, si dichiarò in posizione di non belligeranza. La macchina bellica nazista si mosse contro la Polonia, nonostante la resistenza polacca, i bombardamenti aerei e l’attacco delle armate sovietiche spinse l’esercito polacco ad arrendersi, di conseguenza la Polonia cessò di esistere, e venne divisa tra la Germania e la Russia come d’accordo. Lungo il fronte occidentale gli eserciti tedesco e francese si fronteggiavano dietro le opposte linee di fortificazione Sfrigido e Maginot.Il 10 maggio l’esercito tedesco, come avevano fatto durante la Prima guerra mondiale,violarono la neutralità di Olanda, Belgio e Lussemburgo così la Germania riuscì ad invadere la Francia. Fino a quel momento l’Italia aveva mantenuto la sua posizione di non belligeranza a causa del:
Iniziava nell’Italia centro-settentrionale la Resistenza che ebbe il duplice carattere di guerra e di liberazione dall’invasione tedesca; e di guerra civile tra gli italiani (divisi tra loro). La maggior parte delle formazioni partigiane era collegata alle forze politiche in campo (partiti democratici e antifascisti). Dopo l’armistizio nacque a Roma il Comitato di liberazione nazionale (Cln) il cui obiettivo era quello di condurre la guerra partigiana di liberazione a fianco agli anglo-americani. Il governo Badoglio dichiarò guerra alla Germania e l’Italia venne riconosciuta dagli alleati come cobelligerante (ma non alleato). Durante l’autunno le truppe alleate si fermarono lungo la linea detta «Gustav» ( che correva dalla foce del Garigliano sul Tirreno (tra il Lazio e la Campania) e la foce del Sangro sull’Adriatico (a sud di Pescara). La guerra ristagnò sulla linea Gustav tra l’ottobre del 1943 e l’aprile del 1944: il comando alleato giudicò il fronte italiano come secondario dal punto di vista strategico; mentre riteneva prioritario aprire un fronte nella Francia settentrionale. Durante il secondo conflitto mondiale l’Italia subì terribili bombardamenti fin dai primi mesi di guerra. Il Paese divenne un vero e proprio campo di battaglia con lo sbarco degli Alleati nella Penisola. Nel settembre del 1943, le forze tedesche per fronteggiare l’avanzata nemica, si posizionarono prima sulla linea Gustav. Dopo aver ripreso l’avanzata del 1944, gli Alleati liberano Roma e Firenze ma si fermano sulla linea gotica, tra Massa Carrara e Pesaro. Nel 6 giugno del 1944 gli Alleati sbarcarono in Normandia (nord della Francia). Nel giro di dieci giorni l’esercito tedesco fu circondato e colpito. Nel mese di agosto, ci fu, un altro sbarco nel sud della Francia (Provenza) contribuì a far crollare la resistenza dei tedeschi. Nel settembre del 1944 la Francia venne liberata. Nel corso della conferenza Roosevelt, Churchill e Stalin presero importanti decisioni relative agli assetti interni da attuare dopo la disfatta della Germania. Venne stabilita, inoltre, l’entrata in guerra dell’unione Sovietica contro il Giappone al fine di accelerare la fine del conflitto. Nella primavera del 1945 gli Alleati ripreso a bombardare su tutti i fronti; gli anglo- americani marciarono verso la Germania mentre le città tedesche venivano duramente bombardate ( in particolare la città di Dresda) LA LIBERAZIONE DELL’ITALIA E LA RESA DELLA GERMANIA Il 25 aprile del 1945 le forze della Resistenza insorgevano in tutte le maggiori città nel Nord liberandosi dall’oppressione nazista. Nello stesso giorno il Comitato di liberazione nazionale dell’alta Italia assunse i poteri civili e militari nelle regioni settentrionali. Mussolini cercò di scappare in Svizzera, ma il 27 aprile fu bloccato da una formazione partigiana di conseguenza Mussolini venne riconosciuto, arrestato e fucilato , insieme ad altri gerarchi. I loro corpi furono esposti in Piazza Loreto a Milano (si trattava di un luogo simbolo, il 10 agosto del 1944, infatti, i tedeschi avevano fucilato nella stesso piazza quindici partigiani) Il 2 maggio ci fu la resa senza condizioni delle truppe tedesche. Nello stesso giorno si concludeva la battaglia di Berlino, dove l’Armata rossa (Urss) era entrata il 25 aprile. Hitler si era suicidò il 30 aprile. Il 7 maggio la Germania sottoscrisse la resa incondizionata. Il crollo dei regimi fascista e nazista sancì la fine della guerra in Occidente, ma non sul Pacifico. Il presidente americano Harry Truman decise di stroncare la resistenza giapponese facendo sganciare la bomba atomica sulle città di Hiroshima e Nagasaki il 6 e il 9 agosto del
Holòkauston : dal greco «tutto bruciato», in riferimento a riti religiosi che prevedono di bruciare gli animali sacrificati. Vi era però una certa riluttanza a impiegare la parola «olocausto» da parte degli stessi ebrei (paragonare lo sterminio a un sacrificio a Dio). Soprattutto negli ultimi anni si è preferito utilizzare il termine «Shoah», che in lingua ebraica vuol dire «distruzione», «desolazione», intesa come sciagura improvvisa. A partire dal 1941, con l’espansione sul fronte orientale prese corpo l’idea dello sterminio totale degli ebrei. I nazisti si organizzarono con meticolosa crudeltà mediante deportazioni e uccisioni di massa, lavori forzati e disumane torture. La deportazione incominciò dai territori occupati di Austria e Cecoslovacchia, fino a raggiungere proporzioni enormi dopo l’invasione della Polonia, dove la comunità ebraica contava più di due milioni di persone. Fu introdotto l’obbligo di residenza nei ghetti e quello di indossare la stella gialla di Davide. In tutta Europa vennero realizzati sistemi di Campi (Lager): vi erano quelli di concentramento erano adibiti allo sfruttamento dei prigionieri come forza lavoro. Una volta ridotti in fin di vita, erano trasferiti bei campi di sterminio, dove venivano eliminati nelle camere a gas, seguendo la medesima sorte di chi invece era stato rinchiuso direttamente poiché considerati poco utili al lavoro (anziani, bambini, donne, malati). Oltre agli ebrei furono internati nei lager anche room, gente di colore, omosessuali, testimoni di Geova, malati fisici e mentali.