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La Seconda Guerra Mondiale: Dall'inizio alla Guerra Fredda, Appunti di Storia

appunti dettagliati per scuola superiore

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 19/10/2018

federicapjk
federicapjk 🇮🇹

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F.P
LA SECONDA GUERRA MONDIALE
1939-1945
La data d’inizio del Secondo grande conflitto mondiale è il 1° Settembre 1945, che
coincide con l’invasione della Polonia da parte dei tedeschi. Hitler, nel discorso che ha
tenuto allo Stato maggiore tedesco, ha detto: “questa sarà una guerra all’insegna della
brutalità, proibitevi la pietà, il più forte ha sempre ragione”. Queste parole ci fanno capire
come la Germania si prepara a questa guerra. La Polonia viene occupata nell’arco di tre
settimane, perché c’è una grande sproporzione tra le forze militari polacche (cavalleria,
da tempo superata come corpo militare) e quelle tedesche che adoperavano gli Stukas,
degli aerei che scaricavano bombe e terrorizzavano anche la popolazione civile. La
Germania aveva una compagnia aerea, la Luftwaffe, diretta da Göring, molto ben
addestrata tanto che la Polonia non può che soccombere all’avanzata tedesca. Il 3
Settembre Francia e Inghilterra avevano dichiarato guerra alla Germania. Tutti si
aspettavano ora un’invasione della Francia; quest’ultima aveva un esercito ben
equipaggiato, di numero anche superiore a quello tedesco, ma hanno sbagliato la
strategia perché nell’arco di quegli anni avevano costruito la Linea Maginot, fortificata,
lungo tutto il confine (ca.400 km) francese e tedesco che però non ricopriva la zona
confinante col Belgio. I francesi hanno così improntato la guerra sulla linea difensiva,
loro non attaccavano i tedeschi, ma si difendevano, questa tecnica alla fine è risultata
sbagliata. Loro aspettavano i tedeschi per poi sconfiggerli sulla Linea Maginot, ma questi
non arrivavano. C’è una fase di stasi in cui Hitler sospende le operazioni militari per
alcuni mesi, sebbene anche in Germania ci fosse una linea difensiva, Sigfrido. Gli
storici la definiranno la drôle de guerre (strana guerra, buffa). Con l’arrivo della
primavera, nel 1940, Hitler riprende le operazioni militari, ma non attacca la Francia,
punta a Nord, occupa la Danimarca e la Norvegia. Qui vuole creare una base di
accerchiamento, una base navale, inoltre la Norvegia era ricca di miniere di ferro. Ma qui
abbiamo anche due episodi che ci accompagneranno nel corso della guerra: la
resistenza e il collaborazionismo. Ci sono alcuni norvegesi che si armano e portano
avanti una lotta clandestina per respingere i tedeschi, altri invece, capeggiati da
Quisling, collaborano coi nazisti, creano dei governi “fantoccio” (come la Repubblica di
Salò in Italia). In paesi come questo c’erano dei partiti di destra, di orientamento fascista
che avevano delle simpatie per Hitler e Mussolini. Ma spesso si riteneva anche che era
inutile combattere contro l’occupante, perché aveva una netta superiorità bellica, tanto
vale collaborarvi.
Occupata la Norvegia, Hitler punta alla Francia per la quale era già pronto il Piano Von
Manstein con cui i tedeschi occupano Belgio, Olanda e Lussemburgo, per rompere la
Linea Maginot. Era la zona in cui i francesi avevano concentrato un gran numero di
truppe, proprio perché era meno fortificata. A questo punto iniziano ad affluire gli aiuti
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LA SECONDA GUERRA MONDIALE

La data d’inizio del Secondo grande conflitto mondiale è il 1° Settembre 1945, che coincide con l’invasione della Polonia da parte dei tedeschi. Hitler, nel discorso che ha tenuto allo Stato maggiore tedesco, ha detto: “questa sarà una guerra all’insegna della brutalità, proibitevi la pietà, il più forte ha sempre ragione”. Queste parole ci fanno capire come la Germania si prepara a questa guerra. La Polonia viene occupata nell’arco di tre settimane, perché c’è una grande sproporzione tra le forze militari polacche (cavalleria, da tempo superata come corpo militare) e quelle tedesche che adoperavano gli Stukas , degli aerei che scaricavano bombe e terrorizzavano anche la popolazione civile. La Germania aveva una compagnia aerea, la Luftwaffe , diretta da Göring, molto ben addestrata tanto che la Polonia non può che soccombere all’avanzata tedesca. Il 3 Settembre Francia e Inghilterra avevano dichiarato guerra alla Germania. Tutti si aspettavano ora un’invasione della Francia; quest’ultima aveva un esercito ben equipaggiato, di numero anche superiore a quello tedesco, ma hanno sbagliato la strategia perché nell’arco di quegli anni avevano costruito la Linea Maginot , fortificata, lungo tutto il confine (ca.400 km) francese e tedesco che però non ricopriva la zona confinante col Belgio. I francesi hanno così improntato la guerra sulla linea difensiva, loro non attaccavano i tedeschi, ma si difendevano, questa tecnica alla fine è risultata sbagliata. Loro aspettavano i tedeschi per poi sconfiggerli sulla Linea Maginot, ma questi non arrivavano. C’è una fase di stasi in cui Hitler sospende le operazioni militari per alcuni mesi, sebbene anche in Germania ci fosse una linea difensiva, Sigfrido. Gli storici la definiranno la drôle de guerre (strana guerra, buffa). Con l’arrivo della primavera, nel 1940, Hitler riprende le operazioni militari, ma non attacca la Francia, punta a Nord, occupa la Danimarca e la Norvegia. Qui vuole creare una base di accerchiamento, una base navale, inoltre la Norvegia era ricca di miniere di ferro. Ma qui abbiamo anche due episodi che ci accompagneranno nel corso della guerra: la resistenza e il collaborazionismo. Ci sono alcuni norvegesi che si armano e portano avanti una lotta clandestina per respingere i tedeschi, altri invece, capeggiati da Quisling, collaborano coi nazisti, creano dei governi “fantoccio” (come la Repubblica di Salò in Italia). In paesi come questo c’erano dei partiti di destra, di orientamento fascista che avevano delle simpatie per Hitler e Mussolini. Ma spesso si riteneva anche che era inutile combattere contro l’occupante, perché aveva una netta superiorità bellica, tanto vale collaborarvi. Occupata la Norvegia, Hitler punta alla Francia per la quale era già pronto il Piano Von Manstein con cui i tedeschi occupano Belgio, Olanda e Lussemburgo, per rompere la Linea Maginot. Era la zona in cui i francesi avevano concentrato un gran numero di truppe, proprio perché era meno fortificata. A questo punto iniziano ad affluire gli aiuti

inglesi, ma i tedeschi riescono a sfaldare la linea difensiva, anche nella zona montagnosa della Foresta delle Ardenne ritenuta dai francesi invalicabile. C’è una forte superiorità offensiva da parte dei tedeschi e i francesi sono in ritirata. Abbiamo una scissione tra chi vuole resistere, tra cui il generale Charles de Gaulle e chi invece è collaborazionista, come il Maresciallo Pétain. Il Capo di Governo francese era Reynaud che per mantenere il governo autonomo voleva trasferirlo nelle colonie, in Algeria. La sua linea viene completamente battuta da quella di Pétain che invece voleva collaborare con i nazisti. Francesi e inglesi sono alla rotta e per salvarsi le forze armate devono imbarcarsi e scappare in Inghilterra, altrimenti la guerra finisce. Si imbarcano a Dunkirk e qui Hitler fa un errore: fa una sosta e quindi consente quest’imbarco. Gli storici si sono interrogati sul perché lo abbia fatto, secondo alcuni lo ha fatto per riorganizzare l’esercito per poi sferrare l’attacco finale, altri hanno detto che ha fatto questa sosta per consentire agli inglesi di tornare in Inghilterra perché aveva in mente di fare un accordo segreto con Churchill in funzione anti-sovietica. Pensava che gli inglesi si sarebbero accomodati a una pace di compromesso con lui. I nazisti occupano tutta la Francia e la parte settentrionale con Parigi viene posta sotto diretto controllo tedesco, mentre nella parte centro-meridionale si crea un governo collaborazionista con sede a Vichy , guidato da Pétain. Il destino della Francia è segnato e Hitler ha preteso che la resa venisse firmata nella stessa località, nello stesso vagone ferroviario, alla stessa ora in cui c’era stata nella Prima Guerra Mondiale la sconfitta della Germania (una sorta di riscatto), il 14 Giugno 1940. L’Italia era legata dal Patto d’Acciaio alla Germania, per cui se quest’ultima fosse entrata in guerra, immediatamente l’altra doveva affiancarla. Quando scoppia le guerra nel ’39, l’Italia dichiara la non-belligeranza, non è né neutrale, né in guerra. Gli italiani hanno sprecato molte risorse nella Guerra d’Etiopia, negli aiuti forniti a Franco durante la Guerra Civile, quindi Mussolini non è pronto a impegnarsi in un’altra guerra. In realtà vuole osservare bene la situazione e vede che la Germania nell’arco di poco tempo aveva occupato mezza Europa, quindi decide di entrare pronunciando la famosa frase: “ho bisogno di qualche migliaio di morti da barattare sul tavolo della pace”, il 10 Giugno

Dopo questa dichiarazione, Mussolini dice di voler combattere una guerra parallela, non in subordine ai tedeschi, per lo stesso obiettivo, ma con interessi differenti. Gli interessi degli italiani erano le colonie del Nordafrica, nell’area balcanica (avevano già occupato l’Albania). Ovviamente non c’è alcun dibattito tra interventisti e neutralisti, un po’ perché c’era la dittatura e chi si opponeva faceva una brutta fine, ma poi perché il popolo italiano pensava che la guerra sarebbe stata breve con un alleato così potente com’era la Germania. Le prime operazioni militari deve compierle contro la Francia e viene accusata di aver dato una “pugnalata a un morto”, in quanto era già stata sconfitta quindi l’intervento era stato irrilevante. Proprio qui si vedono i problemi dell’esercito italiano che

Metaxas e le truppe devono muovere verso la Grecia, occupandola. Gli italiani iniziano a bombardare senza aver consegnato la dichiarazione di guerra. Tant’è che all’ambasciata italiana c’era un ricevimento a cui era stata invitata la rappresentanza diplomatica greca, sul tavolo le bandierine greche, al centro del tavolo una torta con su scritto “viva la Grecia”. Iniziano però ad arrivare notizie cifrate, in cui si avvisa che le truppe italiane stanno bombardando la Grecia, sia da parte dei greci che da parte degli italiani. Anche questa campagna militare è stata fallimentare, le truppe erano sprovviste di mappe, mentre i greci conoscevano bene il territorio, quindi subiscono forti imboscate da parte di questi, che resistono a tutti i costi. Ancora oggi su alcuni altipiani greci è rimasto scritto sulla terra “o’khi”, che significa no. Gli italiani non solo non riescono ad occupare la Grecia, ma scatta la controffensiva e sono costretti a ripiegare in Albania. La guerra parallela finisce, perché gli italiani hanno bisogno di aiuti da parte dei tedeschi. Già nel Settembre del 1940 avevano firmato il Patto Tripartito , un’alleanza militare vera e propria in sostituzione all’Asse Roma-Berlino-Tokyo, che invece non lo era. Stipulato tra Germania, Italia e Giappone, esso prevedeva che se uno dei tre paesi si trovava in guerra, gli altri due dovevano sostenerlo. L’obiettivo è che la Germania deve avere il controllo su tutto il territorio europeo, l’Italia sul Nordafrica e sull’area balcanica e il Giappone su quella che i giapponesi chiamano la Grande Asia , cioè una sottomissione completa del continente asiatico, fino all’Oceania. Hitler manda un corpo militare guidato da Rommel, gli Afrikakorps , in aiuto degli italiani. Questi sono sufficienti per riacquisire le colonie perse, tranne l’Etiopia. La stessa cosa avviene nel settore balcanico, in cui grazie ai rinforzi tedeschi, l’Italia riesce a occupare la Grecia, la Bulgaria, l’isola di Creta e la Jugoslavia. Il controllo italo-tedesco è molto spietato, tanto che nei confronti della popolazione slovena e croata hanno attuato delle misure inaudite. Qui c’è un revisionismo storico, fino agli anni Ottanta si pensava che gli italiani e i tedeschi avessero combattuto due guerre differenti e si era diffuso il motto “italiani, brava gente”. Il revisionismo storico dimostra che gli italiani non sono stati da meno, la popolazione jugoslava è stata sottoposta a una deportazione nei campi di concentramento, quello italiano si trovava nell’isola di Arbe, fatto di tende. Viene ancora sottoposta a un processo di snazionalizzazione, viene imposta la lingua italiana. Anche in Grecia, la popolazione è stata sottoposta a un regime di duro sfruttamento, le donne erano ridotte a una condizione di prostituzione forzata. Gli inglesi avevano coniato un termine per definire l’esercito italiano, l’ Armata s’Agapò, perché pare che gli italiani andassero nei villaggi greci a corteggiare le donne, dicendo loro “s’agapò”, che in greco vuol dire “ti amo”. La guerra sembra procedere bene per le potenze dell’asse, Hitler però non aveva mai abbandonato l’idea dell’invasione dell’Unione sovietica. Aveva fatto il Patto Molotov- Ribbentrop, ma l’idea di conquistare lo “spazio vitale” non l’aveva mai abbandonata. La motivazione ideologica è prioritaria, ma ha anche l’obiettivo di distruggere la patria del

comunismo e impossessarsi delle risorse economiche. Come Napoleone Bonaparte, anche lui ha sottovalutato il pericolo russo, perché pensava che sarebbe stato facile. Decide di intraprendere questa campagna, che in codice si chiama Operazione Barbarossa , nel Giungo del 1941, d’estate, per evitare l’inverno russo. I tedeschi invadono l’Unione Sovietica con un vasto spiegamento di forze e i russi sono presi alla sprovvista dato che c’era un accordo. In un primo momento i nazisti riescono a porre sotto il loro controllo diverse zone sovietiche, tra cui le Repubbliche Baltiche, l’Ucraina, la Bielorussia, la Crimea. La città di Leningrado viene assediata e non può ricevere aiuti, la gente inizia a mangiare ratti, cadaveri e moriranno più 600.000 persone per la fame, il freddo. Con l’arrivo dell’inverno però i russi riusciranno a rifornire la città, attraverso un lago ghiacciato. La situazione era molto difficile per la Russia, ma poi scatta la controffensiva, c’è l’appello patriottico di Stalin al popolo. Hitler ha fatto una mossa sbagliata, perché sappiamo che Stalin non era amato da tutti, soprattutto dai contadini, quindi se il Führer non avesse usato dei metodi così terroristici, avrebbe potuto ottenere consensi. I russi resistono a tutti i costi e attuano la tecnica della terra bruciata, quindi avanzano e bruciano tutto ciò che si lasciano alle spalle, le risorse di cibo e la possibilità di approvvigionamento. Anche Mussolini decide di inviare un corpo militare, il cosiddetto CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) all’inizio molto ridotto, ma poi diventa l’ARMIR (Armata Italiana in Russia). Questa è stata sicuramente la campagna più drammatica della storia italiana, perché le truppe si trovano a dover affrontare l’inverno russo con i passamontagna di lana, le scarpe di cartone compattato. Molti muoiono, altri vengono dati per dispersi e chi riesce a tornare presenta fenomeni di congelamento agli arti, al naso, ai padiglioni auricolari che andavano in necrosi e bastava un minimo urto per farli cadere. I sovietici decidono di spostare le fabbriche di armi (razzi Katyusha) in Siberia e negli Urali per metterli fuori dal raggio d’azione dell’aviazione tedesca. L’esercito nazista, guidato dal generale Von Paulus voleva conquistare Stalingrado, che era il primo obiettivo in quanto consentiva l’accesso al Caucaso, dove c’erano importanti pozzi petroliferi. Inoltre questo aveva anche un significato simbolico, perché era la città di Stalin e farla cadere voleva dire abbassare anche il morale della popolazione. A Stalingrado la guerra diventa di posizione e questa battaglia è decisiva nella Seconda Guerra Mondiale. Il 1941, però, è un anno fondamentale perché il conflitto assume dimensioni mondiali. Gli Stati Uniti continuavano a rifornire l’Inghilterra e la Francia, per le quali parteggiava. Gran parte dell’opinione pubblica americana, però, non voleva un coinvolgimento nella guerra, erano favorevoli a un isolazionismo. Il congresso americano vara una legge, la Legge Affitti e Prestiti con la quale esso autorizza il Presidente a vendere, prestare, affittare materiale bellico a ogni paese che il Presidente giudica importante per la difesa degli Stati Uniti. Anche l’Unione Sovietica riceverà aiuti grazie a questa legge.

perché i giapponesi subiscono le prime sconfitte significative: una nelle Isole Midway e una nelle Isole Salomone. Queste non venivano divulgate per non scoraggiare la popolazione giapponese. Il 1942 è anche l’anno di una forte sconfitta nel Nordafrica subita dagli italo-tedeschi nella Battaglia di El Alamein in Egitto. Gli inglesi, però, riconoscono agli italiani il cosiddetto “onore delle armi”, perché riconoscono che hanno combattuto senza un equipaggiamento adatto. Questa battaglia segna la perdita del controllo, da parte degli italo-tedeschi, di tutto il Nordafrica, che ora è in mano agli anglo- americani. L’anno decisivo della Seconda Guerra Mondiale è il 1943, perché abbiamo una svolta drammatica della guerra. E’ l’anno di una grande vittoria nel Pacifico, contro i giapponesi, nella Battaglia di Guadalcanal. Nel Luglio del ’43 abbiamo la Conferenza di Casablanca , in cui si decide lo sbarco in Italia, da parte degli anglo-americani. La questione di Stalingrado è ancora aperta e Churchill, Stalin e Roosevelt si riuniscono in una Conferenza a Teheran e decidono lo sbarco in Normandia, per distogliere l’attenzione dei tedeschi sul fronte orientale. In questo anno i russi riottengono Stalingrado e gli italo-tedeschi sono costretti a ritirarsi.

LO SBARCO IN ITALIA

Nella Conferenza di Casablanca si decide lo sbarco in Italia il primo avviene nel Giugno 1943 all’isola di Lampedusa, Pantelleria. Il 9/10 Luglio le forze anglo-americane arrivano in Sicilia. Era stato fatto un bluff, il cosiddetto Caso Martin per dirottare l’attenzione dei tedeschi sulla Sardegna, perché pensavano che lo sbarco avvenisse lì e in Grecia. I servizi segreti inglesi e americani avevano preso il cadavere di un capitano dei Marines e gli avevano messo addosso due lettere, false, indirizzate al Capo delle forze inglesi, il Generale Alexander, in cui c’era scritto che lo sbarco avveniva in Sardegna e in Grecia. Per renderlo più credibile gli avevano messo addosso anche due lettere d’amore e la ricevuta di un anello di fidanzamento. Questo cadavere era stato gettato vicino a un porto spagnolo, Huelva, un pescatore l’aveva ripescato e l’ambasciata inglese si mobilita dicendo di volere questo cadavere perché vuole far vedere che è interessata alle lettere. Il comando spagnolo informa il comando tedesco, il quale legge queste lettere, le richiude accuratamente e il trucco riesce, perché dirottano la maggior parte delle forze proprio in Sardegna e in Grecia. Lo sbarco avviene in maniera indolore per le forze anglo-americane anche se c’è una forma di resistenza da parte degli italiani, ma è molto debole. Secondo alcune testimonianze storiche, questo sbarco è stato facilitato anche dalla mafia italo- americana. Anche la popolazione italiana era stanca ormai della guerra, perché Mussolini aveva promesso che avrebbero ottenuto grandi vantaggi “barattando qualche migliaio di morti sul tavolo della pace”, ma ora non è solo qualche migliaio, perché le

forze americane stavano sottoponendo le città del nord a forti bombardamenti. Gli italiani avevano fame e vedono gli americani come i liberatori, perché portano loro cioccolata, caramelle, scatolette. Questo sbarco era stato preparato da alcuni segnali che emergono già nel Marzo del ’ con degli scioperi alla FIAT di Torino. Da quando Mussolini era salito al potere non c’erano mai stati scioperi operai. Questo è un chiaro segnale di un malessere profondo nella società. A Maggio il Re e alcuni vertici del Fascismo cominciano a prendere in considerazione l’idea di ritirarsi dalla guerra, ovvero dall’alleanza con la Germania. Iniziano a farlo presente al Duce, il quale dice “non possiamo cambiare politica, non siamo delle puttane”. Lo stesso Ciano, Ministro degli Esteri e genero di Mussolini, era sempre stato contrario all’alleanza con i tedeschi, tant’è che Hitler lo definiva un “ballerino di caffè viennese”. Ma la situazione precipita con lo Sbarco in Sicilia e ancora di più con il bombardamento di Roma del 19 Luglio. Si pensava che Roma non sarebbe mai stata toccata, in quanto sede del Vaticano, ma anche per tradizione millenaria. Invece gli anglo-americani bombardano il quartiere di San Lorenzo, perché c’è lo scalo e perché ci sono delle basi militari. Questo evento scuote tutta l’Italia e il Papa Pio XII esce dal Vaticano e si reca nel martoriato quartiere per confortare sfollati, morti e anche la Regina Elena ci va. Il pomeriggio del 19 Luglio, Mussolini ha un incontro con Hitler a Feltre in provincia di Belluno. A questo punto alcuni esponenti del Fascismo e il Capo di Stato maggiore dell’esercito italiano dicono a Mussolini di dire a Hitler che la guerra non può proseguire in quelle condizioni. Il Duce però non l’ha fatto e il 24/25 Luglio del 1943 si riunisce il Gran Consiglio del Fascismo. Viene messo all’ordine del giorno il cosiddetto Ordine Grandi , che sostiene l’uscita dalla guerra. Alcuni sono a favore altri contro, come lo stesso Mussolini quindi si mette ai voti. Molti membri votano contro il Duce, quindi sono favorevoli a terminare l’alleanza con la Germania, lo stesso Ciano gli ha votato contro. Il Fascismo cade e il pomeriggio del 25 Luglio, Benito Mussolini si reca a Villa Savoia, che era la residenza del Re per comunicare l’esito della seduta del Gran Consiglio del Fascismo, ma il Re sapeva già tutto. Gli dice di andarsene via, perché aveva già nominato il suo successore alla carica di Capo di Governo: il Maresciallo Pietro Badoglio. All’uscita da Villa Savoia ci sono i Carabinieri che lo prendono come prigioniero e lo caricano su un’ambulanza per non suscitare rivolte. Viene portato all’Isola di Ponza, ma poi sarà trasferito sul Gran Sasso, a Campo Imperatore in Abruzzo. Appena si diffonde la notizia della caduta del Fascismo ci sono scene di entusiasmo per le strade. Tutta la gente non è più fascista, tutti i distintivi vengono buttati, tutti i simboli, quali busti, insegne, vengono distrutti. Ma tutto ciò è dovuto a un fraintendimento: gli italiani pensano che con la caduta di Mussolini sia finita la guerra. In realtà non è così, ma intanto Badoglio fa liberare tutti i prigionieri politici vietando la ricostituzione di partiti anti-fascisti per mantenere l’ordine. I tedeschi, in questo clima, temono che gli italiani li possano tradire. Quindi alcune colonne tedesche cominciano a scendere dal Brennero occupando zone fino al Sud

come una vera e propria forma di resistenza, perché non solo erano sottoposti alla fame, al freddo, alle malattie, al lavoro coatto, ma anche a una specie di tentazione. Nei Lager c’era una cassetta in cui si chiedeva agli italiani di arruolarsi nell’esercito della Repubblica sociale di Salò se si voleva tornare in Italia o di tornare a combattere a fianco ai tedeschi. Bastava imbucare una lettera e un’esigua minoranza l’ha fatto. Per l’esercito è stato sicuramente drammatico, ma lo è stato anche per la popolazione civile. Roma viene dichiarata “città aperta”, senza difese, non resiste. Il 12 Settembre Mussolini viene liberato dalla sua prigione sul Gran Sasso da un gruppo di paracadutisti tedeschi e viene portato in Germania. A Rastemburg incontra Hitler, il quale vuole che il Duce ricostruisca uno stato fascista in Italia, collaborazionista e che riprenda la guerra a fianco della Germania. Hitler è l’unico che crede ancora in Mussolini. Questo stato fascista viene ricostituito in una bellissima località sul Lago di Garda: Salò. Per questo prenderà il nome di Repubblica Sociale di Salò. Il Duce vorrebbe tornare al fascismo delle origini, quello dei fasci di combattimento. Nel suo programma originario, lui era repubblicano e prevedeva delle riforme sociali, da questo prende il nome il nuovo Stato. Ma sappiamo che la ruota della storia gira sempre in avanti, mai indietro. Non solo, i tedeschi vogliono che crei un esercito che torni a combattere insieme ai tedeschi. Questa scelta non è però di tutti i giovani, molti fanno una scelta diversa, in quanto l’Italia in seguito all’8 Settembre era precipitata nella Guerra Civile (agguati, imboscate). Molti giovani fanno appunto la scelta della resistenza che ha costituito una parentesi molto importante nella Seconda Guerra mondiale e riguarda non solo l’Italia ma tutti i paesi occupati dal nazi-fascismo (Norvegia, Francia) In Italia gli storici la fanno iniziare dopo l’8 Settembre, anche se non tutti sono d’accordo, perché anche il Delitto Matteotti è una forma di resistenza. Particolarmente rilevante è però la situazione in Jugoslavia, dove troviamo due forme di resistenza, l’una portata avanti da Mihailović (“Cetnici”), l’altra, nonché la più consistente, fa capo a Josip Broz, soprannominato Tito. Lui è comunista e porta avanti una forma di resistenza sia contro il nazi-fascismo, ma anche contro Mihailović. Tito riuscirà a liberare la Jugoslavia prima dell’arrivo dell’Armata Rossa, combattendo contro i tedeschi. Già nel 1943 Tito si abbandona a una serie di violenze, di repressioni contro la popolazione italiana che abitava nelle zone dell’Istria, della Slovenia, a Fiume. Questi verranno sottoposti a un regime di deportazione e gettata nelle Foibe , delle cavità naturali della zona carsica, dove vengono legati con dei fili di ferro e il primo che viene sparato si porta dietro tutti gli altri. Per lui tutti gli italiani sono fascisti e anch’essi avevano attuato una repressione verso la popolazione slovena. Un’altra ondata di deportazioni ci sarà nel 1945 con la spartizione dei territori, tant’è che oggi si celebra il 10 Febbraio la “Giornata della Memoria” in ricordo delle vittime delle foibe. Per molti anni

c’è stato un silenzio nei confronti di questo evento, perché ricordare le foibe significa ricordare che l’Italia ha perso la guerra. Ma cosa si intende per Resistenza? La Resistenza è, come dice la parola, una forma di opposizione che può prendere varie forme, noi conosciamo la partigianeria, le bande armate, come forma più palese, ma ce ne sono altre. Ad esempio far saltare una linea ferroviaria dove transitavano i tedeschi, far circolare stampa clandestina, sono forme resistenziali anch’esse. In Italia la resistenza è stata per molti anni il maggior elemento di vanto, perché attraverso essa hanno dato un forte contributo alla loro liberazione, dopo tutte le controversie (es. tradimento ai tedeschi). Statisticamente il contributo maggiore è stato dato dal partito comunista con le Brigate Garibaldi , bande armate che combattevano per la liberazione. Ma hanno partecipato anche altri partiti anti-fascisti come il Partito Socialista, con le Brigate Matteotti , capeggiato da Sandro Pertini, Bruno Buozzi. Ancora c’erano le Brigate Giustizia e Libertà , che raggruppavano diverse tradizioni politiche: quella mazziniana, repubblicana e di esse faceva parte anche Carlo Levi. I leader erano Ferruccio Parri, Valiani, Ugo La Malfa e in seguito alla guerra questo prenderà il nome di Partito d’Azione. Nel 1942 era nato un altro partito che si rifaceva al partito popolare di Don Sturzo e si chiama Democrazia Cristiana , fondata da Alcide De Gasperi , con le sue Brigate del Popolo e le sue Fiamme Verdi. Accanto a queste brigate politicizzate perché facevano capo a dei partiti, c’erano delle brigate autonome di cui facevano parte ex militari dell’esercito italiano. Gli storici italiani hanno fatto un parallelismo tra il Risorgimento e la Resistenza, perché entrambi esprimono dei movimenti con cui il popolo italiano si riscatta dallo straniero. La differenza principale però è che il Risorgimento è stato un movimento storico borghese in cui le masse contadine sono state completamente assenti, invece nella Resistenza la novità è l’apporto dei contadini, i quali ad esempio nascondevano il cibo per non farlo trovare ai tedeschi, oppure lo mandavano clandestinamente ai partigiani, nascondevano le armi, i prigionieri. Queste sono considerate azioni resistenziali perché questa gente rischiava la vita. Un esempio emblematico sono i sette fratelli Cervi che a Reggio Emilia sono stati tutti fucilati dai nazisti. Un’altra novità della Resistenza italiana è che siccome un grosso apporto lo hanno dato le formazioni di sinistra (comunisti, socialisti), chi lottava non lo faceva solo per una finalità politico-militare, ovvero liberarsi dal nazi-fascismo, ma c’era una finalità sociale. Loro ritenevano che una volta liberata l’Italia bisognava procedere con una politica di riforme sociali ed economiche e questo agli Americani non piaceva, tant’è che sono diverse volte intervenuti. Nella zona del Piemonte, nelle Langhe, sorgono delle repubbliche partigiane, ispirate ai Soviet. Queste squadre partigiane erano coordinate dal CNL (Centro Nazionale di Liberazione). La situazione diventa molto difficile quando i tedeschi si oppongono all’entrata degli alleati a Roma, in seguito allo sbarco a Salerno. Si era intanto creata una linea, la Linea

sofferenza, perché nel Nord la lotta partigiana è particolarmente forte e anche i tedeschi sono particolarmente aggressivi nei confronti dei civili che non hanno nulla a che fare con la guerra. Tra gli eccidi più famosi ricordiamo la Strage di Marzabotto , dove i tedeschi prelevano tutta la popolazione, la portano nel cimitero e la fucilano. Si salva una bambina che è la testimone di quanto accaduto. Oltre a questa abbiamo altre stragi: a Sant’Anna di Stazzema di cui abbiamo avuto le prove solo nel 1994, anno in cui vengono trovati i documenti in un armadio girato al contrario verso il muro. Non volevano far trovare le prove, perché ci si trovava nello scenario della Guerra Fredda e la Germania fa parte del Patto Atlantico. La liberazione del Nord Italia è particolarmente controversa: le forza anglo-americane danno l’ordine ai partigiani del disarmo, perché temono le squadre comuniste armate che possono creare delle ripercussioni a livello sociale. Longo, leader del Partito Comunista, dà l’ordine di disubbidire alle direttive degli anglo-americane e questo fa sì che la principali città italiane vengono liberate proprio dai partigiani: Genova è la prima, poi Torino e il 25 Aprile 1945 Milano, data scelta per celebrare appunto la liberazione dal nazi-fascismo. Mussolini, che inizialmente aveva cercato di trattare coi leader partigiani, decide di scappare, quindi il 27 Aprile fugge con la sua amante Claretta Petacci e altri leader del fascismo. Si mettono su un camion guidato da alcuni tedeschi e vanno verso la Svizzera, lui ha un cappotto ed è ben nascosto, ma vengono fermati da una banda partigiana. Uno di loro lo riconosce e dice: “non è lei il Cavaliere Benito Mussolini?” e immediatamente parte l’odine di fucilazione. Mussolini, Claretta Petacci e gli altri vengono quindi uccisi a Dongo. Secondo De Felice è stato ucciso per mano italiana, ma l’ordine è partito dagli inglesi: Churchill sperava di fare una pace con Mussolini in funzione anti-sovietica, ma quando si rende conto che non è fattibile, decide di farlo fuori per evitare la diffusione delle lettere. I corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci vengono portati su un camion a Milano ed esposti a Piazzale Loreto, luogo in cui un anno prima i fascisti avevano ucciso alcuni partigiani e li avevano appesi. I due corpi dunque vengono prima messi per terra, abbandonati e sputati dai passanti, poi appesi a testa in giù. Pertini ha subito dato odine di rimuovere i corpi, viene fatta l’autopsia e inizialmente il Duce viene sepolto in un luogo sconosciuto altrimenti poteva diventare oggetto di culto. Esso verrà trafugato da alcuni filo-fascisti e portato in una cappella di frati. Solo nel 1956 viene portato a Predappio, in provincia di Forlì-Cesena.

LA CONFERENZA DI JALTA

Nel Febbraio del 1945 c’era stata una Conferenza tra Churchill, Stalin e Roosevelt a Jalta, in Crimea. Qui si decide l’attacco finale da sferrare contro la Germania, che

dev’essere colpita da Nord, Sud, Est e Ovest, a tenaglia. L’Armata Rossa muove da Est e gli anglo-americani da Ovest. Ma questo evento è importante perché vengono poste le basi dello scenario del dopoguerra, ovvero della Guerra Fredda per cui i territori a Est saranno dei sovietici, mentre le zone a Ovest saranno di occupazione americana. Dopo questa decisione la Germania viene sottoposta a ferro e fuoco, le città vengono bombardate e tra queste la più danneggiata è Dresda. Hitler dà ordine di usare delle armi che ancora non erano ben brevettate: le bombe V1 e V2. Questo ultimo tentativo di difesa fallisce perché i russi sono arrivati ormai a Berlino. Hitler è ormai in uno stato allucinatorio, dà addirittura l’ordine di distruggere monumenti, perché secondo lui se la guerra è persa deve morire tutta la Germania. Tant’è che quando gli arriva la notizia della morte di Roosevelt il 12 Aprile del 1945 lui brinda champagne per dire che aveva completamente perso il contatto con la realtà. Ritiene che bisogna continuare a combattere e arruola un esercito di ragazzini (10, 11, 12 anni) che di fronte all’Armata Rossa non possono fare nulla, ma questo perché lui non vuole cadere nelle mani dei russi. Il 29 Aprile 1945 Hitler capisce che è la fine, sposa Eva Braun, dà le ultime disposizioni e nomina come suo successore Karl Dönitz. Il giorno dopo, dopo pranzo, Eva Braun assume una capsula di cianuro, lui anche, poi però si spara e dà ordine di essere bruciato, ecco perché si dice che Hitler è morto tre volte. I russi volevano essere sicuri che quei resti fossero di Hitler, perché c’erano dei sosia. Per identificarlo fanno analizzare l’arcata dentale dal suo dentista e lui la riconosce. Il 7 Maggio 1945 viene firmata la resa della Germania dalla guerra e il giorno dopo finisce ufficialmente la Seconda Guerra mondiale in Europa (8 Maggio 1945).

La guerra oltreoceano (USA e Giappone)

Finora l’attenzione era stata rivolta sullo scenario europeo, ma terminata la guerra in Europa il Giappone inizia a riconquistare alcune posizioni. Anche loro però sono in difficoltà, già a partire dal 1944 subiscono una forte sconfitta a Leyte, nelle Filippine, di cui perdono il controllo. Nel 1945 iniziano gli attacchi al Giappone stesso, a Hiroshima e Okinawa, ma i giapponesi resistono. Nel Luglio del 1945 c’è una nuova Conferenza a Potsdam, vicino Berlino, alla quale prendono parte Stalin, Truman e Attlee, non Churchill perché ha perso le elezioni. In questa Conferenza si decide il da farsi col Giappone, ma in modo particolare la denazificazione della Germania e si delinea lo scenario della Guerra Fredda, ovvero la spartizione dei territori. La cosa interessante è che il primo giorno della Conferenza arriva a Truman un messaggio in codice: “bimbi nati in modo soddisfacente”. Nel deserto del New Mexico si lavorava alla bomba atomica che verrà poi utilizzata contro il Giappone, per due motivi: la motivazione ufficiale è che la guerra

giornalistica, coniata da un giornalista americano, adottata dagli storici per indicare una guerra non combattuta con le armi, anche se nello scenario ci sono altre guerre “calde”: la guerra del Vietnam, di Corea. La Guerra Fredda però è basata sul ricatto nucleare: l’America aveva la bomba atomica e l’aveva usata contro il Giappone, ma voleva anche mostrare al mondo che aveva qualcosa che gli altri non avevano. L’Unione Sovietica, però, si dota anch’essa della bomba atomica, dunque comincia una “gara” a chi costruiva ordigni più potenti, infatti entrerà in scena la Bomba H (a idrogeno) che in confronto a quella sganciata su Hiroshima era molto più letale. Da entrambe le parti inizia questo rifornimento di armi nucleari, che nessuno userà mai, altrimenti avremmo avuto la totale distruzione del pianeta Terra. Ovviamente questo clima di tensione porta a ciò che era stato già deciso a Jalta e riconfermato a Potsdam, ovvero che via via che liberavano i territori, l’Armata Rossa da Est (Polonia, Auschwitz, Cecoslovacchia, Ungheria) e l’America da Ovest (Francia), ponevano una specie di controllo politico strategico su di essi. La contrapposizione era forte da un lato e dall’altro e negli Stati Uniti, il Maccartismo , boicottava chiunque fosse in sospetto di comunismo o si dichiarava comunista. Molti divi di Hollywood vengono colpiti da queste leggi emanate dal senatore McCarthy, venivano considerati spie. Anche in Unione Sovietica molte spie vengono processate.

La nascita dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite)

Nel Giugno del 1945, prima che finisse definitivamente la guerra, con la Conferenza di San Francisco nasce l’ONU, con l’obiettivo di risolvere le controversie internazionali. L’ONU è formato dai seguenti organismi:

  • (^) Assemblea Generale dell’ONU (sede: New York), che è da considerare come il Parlamento, in cui ci sono i rappresentanti degli Stati, 5 per ognuno, ma ogni Stato esprime un solo voto. Attualmente fanno parte dell’ONU a pieno titolo 192 Stati su
    1. L’Assemblea generale viene convocata una volta all’anno, salvo casi eccezionali, però istituisce delle commissioni e ognuna di esse lavora su un problema in particolare. Le decisioni vengono prese a maggioranza.
  • (^) Consiglio di Sicurezza dell’ONU (sede: New York), è l’organo più conosciuto a livello mondiale. E’ come se fosse il Governo ed è costituito da 15 Stati, 5 sono membri permanenti e sono i paesi vincitori della Seconda Guerra Mondiale (Unione Sovietica, Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Cina). Gli altri 10 paesi sono a rotazione e vengono rinnovati ogni due anni. Il Presidente del Consiglio di Sicurezza cambia ogni mese a rotazione in ordine alfabetico. Le decisioni vengono prese all’unanimità, cioè devono essere tutti e quindici d’accordo sulle cosiddette “risoluzioni” dell’ONU (es. 405; 254). Nel clima della Guerra Fredda era difficile raggiungere l’unanimità. inoltre i 5 permanenti hanno il diritto di veto, cioè se viene presa una decisione e uno dei cinque

mette il veto, quella non passa. Non è quindi un organismo molto democratico, però è stato istituito il diritto di veto, perché essendo a rotazione, potevano capitare degli staterelli che si alleavano contro l’Unione Sovietica ad esempio. In questo periodo storico l’ONU funziona e non funziona, perché per arrivare all’unanimità ce ne voleva, in un clima così teso.

  • (^) Consiglio Economico e Sociale dell’ONU (sede: New York), costituito da 54 membri che restano in carica per 3 anni. Si occupa di politica economica e sociale, quindi vi fanno capo organismi come la FAO (per la fame nel mondo), l’UNICEF (per l’infanzia).
  • (^) Corte Internazionale di Giustizia (sede: L’Aia-Olanda) costituita da 15 giudici che devono avere la maggioranza assoluta sia nell’Assemblea Generale, sia nel Consiglio di Sicurezza. Questi giudici non rappresentano i loro paesi, sono super-partes e devono risolvere le controversie giudiziarie tra gli Stati, condannare i dittatori. Nell’immediato dopoguerra c’è una novità che non si era mai verificata: i vincitori giudicano i vinti a livello giuridico. Per cui nel ’45/’46 abbiamo il cosiddetto Processo di Norimberga , per i criminali nazisti, che non si erano suicidati, né erano scappati. Nel ’46/’48, invece, c’è il Processo di Tokyo , per i criminali giapponesi che hanno commesso crimini nei confronti della popolazione e dell’umanità.
  • (^) Segretariato Generale dell’ONU (sede: New York) che svolge un’opera di mediazione tra gli Stati.
  • (^) Caschi Blu che sono una forza militare (la Società delle Nazioni non la ha) a cui partecipano tutti i paesi mandando un contingente militare. Sono una forza di pace e intervengono solo quando non è possibile risolvere una controversia attraverso mediazioni, trattative o sanzioni (es. embargo). Interverrà ad esempio nella questione arabo-israeliana. L’ONU avrebbe dovuto essere un organismo super-partes capace di garantire e tutelare la pace, in realtà è stato molto dominato dalle super potenze. Dopo ogni guerra è necessaria una Conferenza di pace che si tiene in questo caso a Parigi nel 1946 e i trattati vengono firmati il 10 Febbraio del 1947. Questo ci fa capire perché è stata scelta questa data come “Giorno del Ricordo” per commemorare le vittime delle foibe, in riferimento alla sistemazione territoriale che viene fuori in questa conferenza di pace. Così come il 27 Gennaio è stato scelto perché segna la liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa. Con la sottoscrizione dei trattati: l’Unione Sovietica riottiene le Repubbliche Baltiche, gran parte della Polonia dell’Est e la Transilvania (che faceva parte dell’Ungheria).

hanno visto che non ha funzionato. Siamo nel ’49 e tra le due Germanie le cose non procedono parallelamente: la Germania Ovest si riprende molto velocemente grazie agli aiuti americani, ma anche perché dalla Germania Est e da Berlino Est le persone si spostavano per andare a lavorare dall’altra parte dove ne avevano la possibilità. Questo ha favorito la Germania dell’Ovest, perché in base alla legge della domanda e dell’offerta, essendoci più manodopera i salari scendono e quindi si riprende più facilmente. A questo punto l’Unione Sovietica per bloccare questo esodo di persone che andavano e venivano da una parte e dall’altra, decide nel 1961 di erigere il Muro di Berlino. Una volta edificato il muro non si potrà più passare da una parte all’altra di Berlino, perché è sorvegliato e ci sono i fili elettrificati. Il Muro di Berlino è però il simbolo della Guerra Fredda e della divisione tra i due blocchi. Qui c’è il famoso discorso di Kennedy in cui alla fine dice “Ich bin Berliner”. In Germania però c’è un’altra divisione: la Linea Oder-Nei 𝛃 e , le regioni a Est di essa passano alla Polonia (Danzica ad esempio). Tutti i paesi dell’Est erano sotto il controllo sovietico e a parte la Bulgaria che aveva una tradizione comunista, le altre, tipo l’Ungheria, la Cecoslovacchia, non erano a stampo comunista. I partiti comunisti che in queste zone erano minoritari si ritrovano al potere perché vengono sostenuti dalle forze di occupazione sovietica: dall’Armata Rossa che le ha liberate dal nazi-fascismo, ma anche attraverso colpi di stato, manomissioni dei risultati elettorali. I comunisti avviano un processo di collettivizzazione delle terre, di statizzazione delle industrie che ha aspetti positivi e negativi. E’ positivo perché porta a superare le condizioni feudali, il latifondo e il lavoro da servo della gleba in alcune zone, ma è negativo perché le economie di questi paesi sono sempre subordinate al paese guida che è l’Unione Sovietica. Questo porta ad una qualità di vita scandente, alla fame e alla miseria e il caso emblematico è la Cecoslovacchia, paese a tradizione liberale, in cui nel ’48 i comunisti attuano un colpo di stato e prendono il potere. Uccidono Jan Masaryk, il Ministro degli Esteri. L’unica area che resta fuori da questo blocco è la Jugoslavia, perché Tito l’ha liberata da solo, senza l’aiuto dell’Armata Rossa. Quindi lui, con la sua forte personalità, ma anche grazie al prestigio di cui godeva, fa sì che la Jugoslavia non entri nel blocco sovietico. Egli rompe i rapporti con Stalin, quest’ultimo lo accusa di tradimento dei principi del socialismo e di deviamento dei principi dello stesso per cui si parla di Scisma di Tito.

Il Piano Marshall

Siamo nel periodo della Guerra Fredda e della spartizione ormai bipolare del mondo e quindi anche l’Europa è divisa in due blocchi contrapposti. La parte Ovest nel 1949 si lega al Patto Atlantico, una vera alleanza tra la Francia, l’Italia, l’Inghilterra, la Svezia, il Benelux e l’America. Nel ’55 entrerà a farne parte anche la Germania federale. Essi sono legati anche da un’alleanza militare che è la NATO, in Italia ad esempio c’erano i

missili puntati verso l’Unione Sovietica. Anche i paesi dell’Est, più tardi, nel 1955, si legano col Patto di Varsavia, che è anche un’alleanza militare, all’Unione Sovietica. L’America è il paese che nel dopoguerra si distingue per il famoso Piano Marshall , un sistema di aiuti che vengono forniti ai paesi europei per la ricostruzione dopo la guerra. In realtà, già nel 1944, quando la guerra era ancora in corso, con gli Accordi di Bretton- Woods , l’America aveva stabilito un fondo monetario internazionale a cui i paesi potevano attingere per prestiti. Il Piano Marshall invece è un vero e proprio sistema di aiuti, a cui ha aderito anche l’Italia. Due, però, sono le motivazioni che spingono gli Stati Uniti ad attuarlo:

  • (^) Legare i paesi europei con delle economie liberiste all’America, perché si teme che nel processo di ricostruzione possano attuare delle economie di tipo comunistico e quindi scivolare vicino all’Unione Sovietica.
  • (^) L’ascesa al potere di Hitler era stata favorita dalla crisi del ’29. Anche il Italia l’ascesa al potere del fascismo è stata determinata da fattori economici. Quindi l’America ritene di dover trovare un antidoto per evitare estremismi, dovuti alla crisi, alla disoccupazione, ecc…

La nascita dell’Unione Europea

In questo contesto bipolare, il primo aspetto che possiamo notare è la crisi dell’Europa che si trova schiacciata tra i due poli USA e URSS. Probabilmente da questo c’è una forte spinta verso l’unificazione. Già Mazzini ne aveva parlato, ma ora l’Europa vuole riacquisire la centralità persa e generare quasi un “terzo polo”. Quando si affaccia questa idea, due possono essere i modelli: un’Europa federale oppure confederale. Un’Europa federale è un’unità come quella che dovrebbe esserci oggi basata su degli organismi super-partes che hanno potere legislativo ed economico sui paesi che ne fanno parte. Es. la banca centrale europea oggi è un organismo federale, per cui a livello monetario tutti i paesi dipendono da essa. Il modello confederale piaceva molto a Charles De Gaulle, perché i francesi sono molto nazionalisti. Esso prevede un’unione europea, ma senza far perdere ai singoli paesi le proprie autonomie. L’Europa parte su una base economica più che politica, nell’immediato dopoguerra. Come ha detto Altiero Spinelli nel Manifesto di Ventotene , considerato il manifesto fondativo dell’Europea, il modello funzionalista (economico) prevarrà su quello federalista. Lui era un comunista che durante il fascismo era stato confinato all’isola di Ventotene dove ha incontrato altri intellettuali e insieme hanno redatto questo documento.