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Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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L'aggregazione intermedia per attività spinge i sistemi di misurazione dei costi al massimo livello di granularità. “Approccio alla determinazione dei costi e al monitoraggio delle attività che prevede la tracciabilità del consumo delle risorse e la determinazione dei costi degli output finali. Le risorse vengono assegnate alle attività e le attività agli oggetti di costo sulla base delle stime di consumo. Questi ultimi utilizzano i driver di costo per associare i costi delle attività agli output”. - CIMA (Chartered Institute of Management Accountants) I sistemi ABC misurano tutti i costi rilevanti per la gestione ed estendono l'allocazione dei costi oltre la produzione, includendo i costi di progettazione, marketing, elaborazione degli ordini, ecc. In situazioni complesse (molti oggetti di costo) e quando l'incidenza dei costi indiretti è elevata, questi vengono prima imputati alle singole attività di un reparto, di una funzione, di uno stabilimento, ecc. e poi assegnati agli oggetti di costo. Ragioni principali del metodo ABC:
“costo del lavoro”. Devo far si che ogni volta che un costo mi entra venga messo nell’attività specifica. Quando arriva una fattura c’è bisogno di:
Ci sono costi facilmente imputabili ed altri costi che devono essere ripartiti, quindi in questa fase: assegnazione costi da centro di costo ad attività c’è: Ipotesi 1: relazione 1 a 1 (1:1) un centro di costo ad una attività Ipotesi 2: relazione 1 a molti (1:molti) misurazione del tempo dedicato è la soluzione migliore. La ripartizione si fa in base ad un resource driver (es: tempo), cioè criterio per ripartire una risorsa tra le diverse attività, è un divisore della risorsa. Esempi 1:
Con il termine responsability accounting ci riferiamo all’accumulo di costi e ricavi relativi a specifici ruoli organizzativi, così che i risultati raggiunti e eventuali scostamenti da risultati attesi possano essere correlate a specifiche responsabilità. La necessità di dotarsi di questi meccanismi di responsability cresce al crescere della dimensione dell’azienda. Responsabilità organizzativa = individuare un organigramma e per ogni casella identificare il profilo di responsabilità assegnato al manager preposto all’unità organizzativa. Le organizzazioni funzionano perché per ogni casella si trova un nome ed un cognome, responsabile di quell’unità organizzativa e tutte quelle che sono sotto. Quando si assegna una responsabilità organizzativa se ne assegna una economica , quando si assegnano decisioni si stanno assegnando obiettivi e risorse: quella persona è economicamente responsabile del suo comportamento ( distribuzione degli obiettivi ). Consiste quindi nello scomporre obiettivi complessi aziendali in obiettivi assegnabili a singole componenti dell’organizzazione. I vantaggi sono: Il vertice aziendale, verificando che gli obiettivi sono stati raggiunti, mantiene il controllo sull’andamento della gestione e può intervenire nelle situazioni critiche (controllo per eccezione), potendosi così concentrare su decisioni strategiche; Il management risulta più motivato e stimolato quando il controllo non è sui comportamenti ma sui risultati raggiunti La scomposizione di obiettivi si avvale di alcune metodologie e criteri guida, ma deve essere accompagnata con attenzione alla collaborazione e alla generazione di tensione creativa nel management. Si utilizzano meccanismi che consentono al management di partecipare alla definizione degli obiettivi ( budget ) e monitorare il raggiungimento dei propri obiettivi ( reporting )
Io ho degli obiettivi aziendali che devo declinare ai singoli, suddividendoli quindi in obiettivi parziali che assegno alle persone. Assegnare obiettivi vuol dire identificare profili di responsabilità economica. Ci sono diverse tipologie di responsabilità, c’è chi è responsabile di alcuni costi e chi di un intero centro di costo. Quando si declina l’obiettivo aziendale bisogna stare attenti alla goal congruence, gli obiettivi devono essere coerenti tra di loro. L’obiettivo che do al singolo deve essere con gli altri e tutti devono essere coerenti con l’obiettivo di sintesi aziendale. Nei processi di responsabilizzazione non posso dare solo obiettivi, ma anche risorse per perseguirli. Le risorse sono soldi, persone, licenze, concessioni, assets. Assegnare le risorse vuol dire attribuire l’autorità funzionale. Do una responsabilità e l’autorità della funzione. Obiettivi aziendali Obiettivi parziali
Risorse
Manager da obiettivi e risorse. Prima cosa da fare verificare allineamento tra obiettivi e risorse. Dare una macchina (risorsa) per andare a Roma (obiettivo) in un’ora non c’è allineamento tra obiettivi e risorse. Nel principio di responsabilità obiettivi vs risorse devono stare in equilibrio. In qualunque azienda cerco di dare risorse allineate ad obiettivi. In realtà gli obiettivi sono spesso sovradimensionati rispetto alle risorse. Obiettivi = risorse Obiettivi > risorse Obiettivi < risorse Per contro i manager cercheranno di mettersi nella posizione tale per cui gli obiettivi sono minori delle risorse negoziare obiettivi bassi e portarsi a casa più risorse possibili. È la confort zone, asticella basta e risorse per. Qui sussiste il tema dell’ equità percepita , l’obiettivo deve essere percepito equo. Se l’obiettivo è 100 e le risorse sono per arrivare a 90, posso pensare “ok le risorse sono per arrivare a 90, ma se mi impegno arrivo a 100” motivato a ottimizzare le risorse. Se do obiettivo 100 e do risorse per 50la percezione è di iniquità di sistema. Succede che la percezione di iniquità crea demotivazione, frustrazione e rinuncia all’azione. A quel punto si faticherà anche a raggiungere 50 di risultato. Dal momento che l’obiettivo è irraggiungibile allora “chissenefrega”. Se gli obietti sono minori delle risorse c’è uno spreco di risorse.
Il principio di controllabilità è uno dei principi cardine dell’impostazione dei sistemi accounting. Stabilisce che ad ogni manager debbano essere assegnati tutti e soltanto obietti che possono essere condizionati agendo sulle leve organizzative a disposizione, ovvero in base all’autorità riconosciuta dal disegno organizzativo (span of control). Assegnare obiettivi non controllabili sortisce l’effetto di demotivare il management; non misurare risultati collegati a leve agibili genera dei vuoti di controllo e non richiama l’attenzione del management sulle conseguenze del proprio operato. Oggi si ritiene che una ponderata violazione del principio di controllabilità sia necessaria per creare tensione creativa e stimolo alla collaborazione e ricerca di influenza in una organizzazione sistematica.
Centri rispetto ai quali vanno poi vanno allocate le risorse. Centro di responsabilità = unità organizzativa aziendale guidata da un capo che ha l’autorità di governare le risorse affidategli e che è ritenuto responsabile del raggiungimento di un obiettivo economico definito. FINALITA’ Finalità dei centri di responsabilità:
I centri di costo possono essere: parametrici: missione di efficienza operativa discrezionali es: HR Costo standard : costo che dovrei sostenere. Costo actual : costo effettivo. Nella distinta c’è scritto che servono 600 ml di liquida, ma se nel riempimento ne impegno 660 significa che il 60% del liquido va perso. Se i vasetti vengono riempiti manualmente posso prevedere che servono 30 secondi di un operaio, ma poi devo contare se effettivamente ci hanno messo 30 secondi. Il direttore di produzione deve ridurre il più possibile lo scostamento rispetto allo standard. Coefficienti di impiego dei fattori produttivi : quantità che ci impiego. Prevedo che c’è per esempio uno scarto di materia prima. devo ridurre al minimo lo scarto
Gli obiettivi sono basati sui conti economici e non sullo stato patrimoniale. Si può assegnare come obiettivo l’utile, ebit, ebtda. Tipicamente non si guarda reddito netto perché influenzato da tasse ed interessi.
gli ammortamenti, oppure considerarli. Ci si ferma ad EBTIDA quando la decisione di investimento sui cespiti è stata presa da qualcun altro prima di quel manager. In questo caso si considera più giusto valutare sull’EBITDA piuttosto che sull’EBIT. Altre volte, soprattutto nelle PMI, i cespiti sono scelti dal board, o magari il manager della divisione è lo stesso ma la decisione è stata imposta da qualcun altro. Il tema è di responsabilità quindi chi ha deciso. C’è un’altra ragione; a volte gli ammortamenti messi a conto economico non rappresentano esattamente il costo del bene, l’utilizzo del bene(*1). Anche il ros% è uno degli obiettivi.
Se ne occupa il CEO, che gestisce sia conto economico che investimenti
Vantaggi svantaggi