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Questo seminario discute intorno al libro di razingher 'senza radici' e le questioni attuali come lo sviluppo tecnologico e l'intellettualità, la solidarietà come valore necessario per sentirci tutti parte di una comunità, i tre doveri di solidarietà (uguaglianza, fratellanza, rispetto reciproco), il ruolo del cristianesimo nella storia e nella solidarietà europea, la crisi d'identità e la necessità di una comunità o famiglia per la solidarietà.
Tipologia: Dispense
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SEMINARIO DIRITTO ECCLESIASTICO 1° intervento Introduzione libro di Razingher “senza radici”: cosa guida la storia, l’economia? Dovremmo guardare altrove? È possibile che la cultura sia l’elemento più dinamico. Libro non recente ma molto attuale che si interroga sul futuro dell’Europa che appare sempre più cristianizzata ma sempre più in crisi. Ci sono alcuni interrogativi che si ponevano nelle loro vite, argomenti molto attuali, come lo sviluppo tecnologico che avanza ma che non avanza l’intellettualità delle persone. Concetto di solidarietà : valore necessario per sentirci tutti quanti parte di una comunità, siccome ogni valore è un dovere, la solidarietà è anche un dovere. Per essere solidali bisogna rispettare questi 3 doveri di solidarietà: a. Riconoscere gli altri come uguali a se stessi = uguaglianza b. Aiutare gli altri come simili a noi = fratellanza c. Rispettare gli altri come persone (riconoscergli il valore di essere una persona) = rispetto reciproco Questi sono 3 valori/doveri cristiani, perché non derivano dalla cultura greca, né da quella romana, ma derivano dal cristianesimo, sono introdotti in Occidente a seguito della diffusione del cristianesimo, e anche riguardo a come sono giustificati, si può giustificare in modo razionale se si parte dal presupposto che l’altro che devo considerare come me, è una persona come me. Se si mette in primo piano la solidarietà si entra in un terreno che è stato arato dal cristianesimo. Se vogliamo unificare l’Europa e passare alla solidarietà tra Stati dobbiamo riconoscere il fondamento cristiano ruolo del cristianesimo sia storico sia dottrinale (il fondamento della solidarietà, per quanto è razionalizzato, rimanda ad un Dio creatore di noi tutti uguali). Qui si apre una tensione e una contraddizione = l’Europa richiede la solidarietà per unificarsi e per diventare un vero stato, la solidarietà quindi è un valore cristiano, mentre l’Europa cerca di unificarsi rifiuta il cristianesimo, non lo riconosce , la carta costituzionale non fa riferimento alla cultura cristiana. Accade questo perché l’Europa sta omettendo le radici cristiane perché non riconosce che sia ovvio come fatto (a noi basta vedere le Chiese) ma l’Europa rifiuta questo perché è poco fiduciosa di se stessa e dei principi che non osa esibire. Crisi d’identità : perché se i popoli hanno bisogno di riconoscere la solidarietà, devono anche poter riconoscersi dentro un’unica famiglia o comunità, e senza una religione questo non può avvenire. Mentre fino a pochi mesi fa, oggi conviene essere stati solidali, ma tutto questo si esaurisce qui. Se invece oltre al passo della solidarietà ci eleviamo verso qualcosa che ci unisce di più, dobbiamo pensare al ruolo del cristianesimo. Vescovo 3° intervento C’è il rifiuto del cristianesimo perché circola moltissimo un idea sbagliata del cristianesimo, esempio: si parla tantissimo in questo tempo della guida della storia, cioè che cosa guida la storia, c’è un concetto cristiano: la provvidenza , questo concetto non è capito, nei momenti di crisi viene messo in discussione: la visione della storia come luogo delle azioni di Dio presenta una storia che progredisce, cioè tende verso un fine, diversa dalla visione pagana in cui bene e male si alternano con un predominio casuale dell’uno sull’altro visione semplicistica della provvidenza (non si muove foglia che Dio non voglia).
La storia è progresso e il male è solo l’antitesi provvisoria, in questa cultura quindi non ci si deve preoccupare del male e della violenza perché la storia porterà ad un bene maggiore. Non c’è più provvidenza ma c’è la storia dello spirito assoluto visione della provvidenza laica. È un concetto incompleto della provvidenza secondo la fede cristiana. Convinzione che il bene sta nella totalità, non nel particolare. Dio guida il bene ma questo noi che abbiamo la visione parziale della realtà non possiamo verificarlo ma solo crederlo non escludere il male parziale che non è voluto da Dio ma è permesso, perchè lascia che le cose naturali seguono l’interazione così che il male di una può portare il bene di un’altra (esempio morte della gazzella e la vita del leone). Questa visione più complessa esclude il meccanismo del mondo che va verso il progresso e il bene. Non è scritto che il domani è sempre migliore dell’oggi, il progresso che si farà convive con regressi sempre possibili e tragici e non esclude la guida divina. A volte il rifiuto del cristianesimo avviene anche per colpa di noi cristiani, perché diamo troppo per semplice la visione cristiana. Metafora matrimonio tra la Chiesa e il mondo: dialogo, litigi.