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Semiosi e significazione, Appunti di Semiotica

Spiegazione dei due concetti fondamentali della semiotica: semiosi e significazione

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 03/01/2019

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giovedì 27 settembre 2018
Semiotica
Semiosi
Semiosi e significazione sono due concetti fondamentali della semiotica. Sono
complementari e indicati, spiegati a partire da due modelli semiotici storicamente
fondamentali (elaborati da Peirce, filosofo che individua il ruolo della semiotica nella
costruzione dei pensieri, nella forma stessa del pensiero; e Louis Hjelmslev, studioso di de
Saussure, linguista, che elabora un modello semiotico a partire dallo studio delle lingue e
della diversità tra di esse) elaborati da due studiosi lontani nel tempo.
Semiosi — suffisso -osi indica un processo, una processualità. Processo mentale attraverso
cui una qualsiasi realtà esterna (a me, alla mente) diventa realtà semiotica. C’è un processo
di trasformazione: c’è una realtà esterna a me che ha una sua autonomia e indipendenza e
dal momento in cui io ho interesse, pongo attenzione a questa realtà, la trasformo in
qualcosa di semiotico; gli attribuisco un significato e/o un senso (scimmia che trasforma
l’osso in arma; Robinson Crusoe che vede un’impronta non sua e capisce di non essere
solo. Trasforma un’impronta in un’informazione). La semiosi è una produzione di senso in
generale, giudizio e possiamo produrre quel senso proprio in virtù di questa facoltà nostra
mentale che è la semiosi. A partire dalla semiosi ha inizio la costruzione del mondo culturale:
i progetti, le politiche, le arti…!
Se quindi la semiosi è un processo di trasformazione di qualcosa che prima aveva un altro
valore (chimico, fisico, biologico) e poi ne assume anche uno semiotico.
Teoria del mondo ridotto a un tiro a segno (Charles Peirce) !
Possiamo così dividere il mondo in due parti: mondo semiosico e mondo non semiosico
mondo delle pure qualità (mondo della primità) — prese in sé per sé. Cos’è una qualità?
ogni materia ha le proprie. Noi non possiamo avere un’esperienza totalizzante di queste
qualità perché viviamo almeno nel secondo mondo
mondo delle relazione e reazioni (mondo della secondità) — relazione vuol dire che io
non posso fare esperienza dell’acqua da sola, devo usare ad esempio le mani. Il mondo
naturale è un mondo sì di qualità, ma di qualità che stanno insieme ad altre qualità; mondo
di relazioni e reazioni (ogni oggetto esercita influenza su un altro oggetto; la bottiglia
esercita l’azione di contenere l’acqua). Ogni qualità è solamente pensabile, non è
esperibile e la possiamo esperire solo in relazione ad altro. Il mondo secondo della
secondità è anche il mondo dell’esperienza e dell’esistenza. Esistenza/resistenza: c’è
relazione, contatto, azione e reazione. Ma noi non viviamo in questo mondo, ci vivono
molte come come sassi, acqua, ma non le piante. Dal momento in cui abbiamo il bios, la
vita di piante, animali e umani c’è il terzo cerchio
semiosi (mondo della terzità) — mondo del pensiero, del senso. Mondo in cui le qualità
delle cose, le relazioni tra le cose assumono un significato ed un senso perché noi siamo
in grado di elaborare un pensiero su queste cose. Quando dico “l’acqua è fredda” sono in
questo mondo perché il pensiero è fredda mi fa dare un valore, un giudizio all’acqua
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Semiotica

Semiosi

Semiosi e significazione sono due concetti fondamentali della semiotica. Sono complementari e indicati, spiegati a partire da due modelli semiotici storicamente fondamentali (elaborati da Peirce, filosofo che individua il ruolo della semiotica nella costruzione dei pensieri, nella forma stessa del pensiero; e Louis Hjelmslev, studioso di de Saussure, linguista, che elabora un modello semiotico a partire dallo studio delle lingue e della diversità tra di esse) elaborati da due studiosi lontani nel tempo. Semiosi — suffisso -osi indica un processo, una processualità. Processo mentale attraverso cui una qualsiasi realtà esterna (a me, alla mente) diventa realtà semiotica. C’è un processo di trasformazione: c’è una realtà esterna a me che ha una sua autonomia e indipendenza e dal momento in cui io ho interesse, pongo attenzione a questa realtà, la trasformo in qualcosa di semiotico; gli attribuisco un significato e/o un senso (scimmia che trasforma l’osso in arma; Robinson Crusoe che vede un’impronta non sua e capisce di non essere solo. Trasforma un’impronta in un’informazione). La semiosi è una produzione di senso in generale, giudizio e possiamo produrre quel senso proprio in virtù di questa facoltà nostra mentale che è la semiosi. A partire dalla semiosi ha inizio la costruzione del mondo culturale: i progetti, le politiche, le arti… Se quindi la semiosi è un processo di trasformazione di qualcosa che prima aveva un altro valore (chimico, fisico, biologico) e poi ne assume anche uno semiotico. Teoria del mondo ridotto a un tiro a segno (Charles Peirce) Possiamo così dividere il mondo in due parti: mondo semiosico e mondo non semiosico

  • mondo delle^ pure qualità^ (mondo della primità) — prese in sé per sé. Cos’è una qualità? ogni materia ha le proprie. Noi non possiamo avere un’esperienza totalizzante di queste qualità perché viviamo almeno nel secondo mondo
  • mondo delle^ relazione e reazioni^ (mondo della secondità) — relazione vuol dire che io non posso fare esperienza dell’acqua da sola, devo usare ad esempio le mani. Il mondo naturale è un mondo sì di qualità, ma di qualità che stanno insieme ad altre qualità; mondo di relazioni e reazioni (ogni oggetto esercita influenza su un altro oggetto; la bottiglia esercita l’azione di contenere l’acqua). Ogni qualità è solamente pensabile, non è esperibile e la possiamo esperire solo in relazione ad altro. Il mondo secondo della secondità è anche il mondo dell’esperienza e dell’esistenza. Esistenza/resistenza: c’è relazione, contatto, azione e reazione. Ma noi non viviamo in questo mondo, ci vivono molte come come sassi, acqua, ma non le piante. Dal momento in cui abbiamo il bios, la vita di piante, animali e umani c’è il terzo cerchio
  • semiosi^ (mondo della terzità) — mondo del pensiero, del senso. Mondo in cui le qualità delle cose, le relazioni tra le cose assumono un significato ed un senso perché noi siamo in grado di elaborare un pensiero su queste cose. Quando dico “l’acqua è fredda” sono in questo mondo perché il pensiero è fredda mi fa dare un valore, un giudizio all’acqua

La semiosi riguarda il pensiero, il senso, il valore delle cose, il giudiziose diamo su di esse. Riguarda tutta l’elaborazione di quella che chiamiamo cultura. All’interno del cerchio della semiosi c’è un sottoinsieme

  • linguaggio e quindi^ significazione^ — sta nella semiosi Acqua a cui noi diamo un senso (lavarsi, dissetarsi…); una volta sperimentata l’abbiamo fissato nella nostra cultura. Abbiamo poi distinto l’acqua in vari tipi e poi imbottigliata. Se qui l’acqua appartiene al mondo della semiosi, qua diventa anche significata, appartiene al mondo della significazione (mondo con cui i designer hanno a che fare). La significazione quindi è dentro nel mondo della semiosi che poggia su un mondo di relazioni e qualità. Nel mondo della semiosi abbiamo il concetto di possibilità (es. il legno possibilmente diventa una libreria, un sedia…). In greco antico legno si dice ule, che vuol dire anche materia. Trasformiamo la libreria precedente in una griglia con modulo vario (ogni cella ha il suo contenuto) e collochiamo questa griglia dentro il cerchio del linguaggio — metaforicamente, ogni linguaggio (ossia ogni lingua e ogni cultura) si comporta come una griglia (rispetto al mondo) attraverso cui noi suddividiamo e vediamo il mondo. La lingua, ogni lingua vede il mondo a partire dalla propria struttura, forma. (es. contenitori diversi per l’acqua per situazioni diverse; scelte e regole culturali). Quindi noi interpretiamo il mondo (o i mondi) in cui viviamo attraverso il pensiero (semiosi) e il linguaggio (significazione). Anche se il mondo possiede qualità e forme di relazione indipendenti , autonome dal nostro pensiero e dal nostro linguaggio. Il modello della semiosi, il triangolo semiotico (di Charles Pierce) “Ogni azione dinamica o azione di forza bruta (si riferisce al mondo delle relazioni e reazioni), meccanica, fisica o psichica, ha luogo o fra due soggetti, sia che essi reagiscano in eguale misura l’uno all’altro, sia che uno dei due sia l’agente e l’altro il paziente, interamente o in parte – o è comunque una risultante di tali azioni fra coppie (azione- relazione-reazione). Con semiosi , invece, intendo un’azione o influenza che è, o implica, una cooperazione di tre soggetti: il segno , il suo oggetto e il suo interpretante , tale che questa influenza tri-relativa non si possa in nessun modo risolvere in azioni fra coppie. Semeiosis nel greco del periodo romano ciceroniano significava l’azione di quasi tutti i generi di segni; e anche la mia definizione si adatta a qualsiasi cosa che a giusto titolo sia detta “segno”. Quando si parla di semiosi abbiamo sempre una relazione tra tre soggetti, non due! “Un Segno, quindi, ha una relazione triadica con il suo Oggetto e con il suo Interpretante. Ma è necessario distinguere l’ Oggetto Immediato , o l’Oggetto come il Segno lo rappresenta, dall’Oggetto Dinamico, o Oggetto realmente efficiente, ma non immediatamente presente”. Charles Peirce Oggetto dinamico — dinamico vuole dire che muove, che spinge, che provoca; in greco vuol anche dire possibilità. Questo oggetto dinamico determina un segno (representament per Peirce) o mediazione segnica.

Cilindro semiotico — mostra due principi semiotici: l’impossibilità di rappresentare qualsiasi oggetto nella sua totalità; come ogni oggetto produce una diversa significazione a seconda di come viene rappresentato. Il cilindro è dinamico, le proiezioni sono oggetto immediato perché è così come viene rappresentato. Atomo — è un oggetto dinamico che possiamo vedere solo tramite le sue rappresentazioni, il modello dell’atomo. Tutti gli esperimenti e tutte le conoscenze conseguenti alla visualizzazione dell’atomo sono da considerarsi come interpretanti logici del suo modello .Alle rappresentazioni segniche può essere applicato il principio di indeterminazione di Heinsenberg — caso di differenza tra oggetto dinamico e immediato perché c’è quello della serie tv e il vero. Il principio dice che è impossibile conoscere insieme la posizione e la quantità di moto delle parti atomiche e subatomiche. Per ciò che riguarda i fenomeni semiotici diremmo che: è impossibile conoscere ogni qualità di un oggetto e siamo sempre costretti a scegliere quali qualità , secondo le nostre intenzioni, lo rappresenteranno al meglio.

Significazione

La significazione è il fissarsi della semiosi. Infatti, la significazione fissa in regole e abiti mentali o di comportamento ciò che la mente coglie attraverso la semiosi. É in relazione al concetto di semiosi ; quest’ultima è la condizione della significazione, non possiamo averla se prima non c’è la semiosi (che ha quindi qualcosa di progettuale). Una prepara all’altra. Charles Chaplin — relazione tra i due non è più di significazione (non si basa più sulle convenzioni o linguaggio), ma semiosi quando lei per dargli la moneta gli prende la mano (lo riconosce attraverso il tatto). Sei tu? domanda interpretante di conferma o verifica. Il valore e il senso dei loro sguardi cambia dal momento che in cui lei riconosce attraverso il tatto (qualità che si esperisce tramite una relazione) e forma un pensiero. Il modello della significazione / il modello biplanare (da Louis Hjelmslev) Se la semiosi è propria di qualsiasi organismo vivente (basta che ci sia una mente), la significazione è un processo soprattutto umano. La semiosi è possibile soprattuto per la capacità della mente di riprodurre inferenze (ovvero capire le cose partendo ad esempio dall’osservazione), la significazione invece in virtù della capacità culturale di costruire linguaggi (in generale; anche donare un fiore può esserlo). (Questa differenza è messa in evidenza nella sequenza del film: la semiosi (toccare le mani) mette in atto una relazione di significazione che avviene attraverso lo sguardo e attraverso il linguaggio verbale, del corpo). Il linguaggio , ma anche i sistemi di pensiero sono delle griglie. Ha un posto dentro al cerchio del linguaggio e se allarghiamo è quello strumento che ci fa conoscere il mondo secondo certi parametri e suddivisioni. Permette di segmentare il mondo a partire da concezioni e visione diverse. Ogni lingua e ogni cultura segmenta il mondo in modo diverso.

Come funziona il modello della significazione (o biplanare)? Immaginiamo ogni lingua, e quindi ogni sistema di significazione, come suddiviso in due piani: piano E (espressione)/C (contenuto) Questi due termini sono lo sviluppo, la riformulazione dei termini di de Saussure: significante e significato (in genere sinonimi). Espressione non nel senso letterale, ma nel senso di ciò che è già espresso, manifestato. Il nome è un’espressione e ogni espressione sta per un contenuto in un sistema di significazione; dobbiamo sempre trovare una corrispondenza, collegamento tra espressione e contenuto. Nella semiosi, al contrario, sono a contatto con sensazioni, qualità che però non riesco ad associare a un contenuto perché mi è ancora ignoto. Ognuno dei due piani è a sua volta suddiviso in due modi diversi:

- forma dell’espressione e sostanza dell’espressione

  • sostanza del contenuto e forma del contenuto Cosa si intende per forma? la forma (schema) astratta, ideale e standard , l’eidos greco (es. la griglia è una forma astratta). Mentre sostanza nel senso più chimico di dare sostanza , realizzare. Il fatto che il contenuto abbia forma e sostanza è la più grande invenzione di lui.
  • purport^ (materia/continuum)— sta intorno al resto. É la materia (fisica e cognitiva) ancora senza forma, ma a partire dalla quale prende vita la significazione. Per quanto riguarda l’espressione è materia amorfa e indifferenziata (es. spettro dei colori che è un continuum). La materia del contenuto è invece il pensiero senza forma, senza suddivisione (contenuto psichico amorfo e indifferenziato) Sia sul piano dell’espressione sia sul piano del contenuto la materia è la condizione di partenza della significazione (anche quando non compare più o non è evidente). La significazione è sempre data dalla relazione tra i due piani. Quindi se ho un’espressione vado a caccia del suo contenuto, se ho un contenuto e voglio condividerlo ho bisogno di esprimerlo in una forma e sostanza di espressione.
  • forma dell’espressione^ riguarda le regole astratte e generali di composizione logica e sintattica dei diversi elementi di una lingua o di un altro sistema (in una lingua il sistema fonologico; nella musica il modo in cui sono suddivisi i suoni; nei colori il modo in cui sono chiamate le tinte); la forma dell’espressione viene rappresentata con schemi posizionali
  • sostanza dell’espressione^ è il modo in cui la forma astratta viene effettivamente e materialmente pronunciata in una particolare composizione. Ha sempre una consistenza fisica. Es. un tedesco capisce la forma di gn, ma nella sostanza non riesce a pronunciarla La metafora della sabbia — sabbia come materia, massa amorfa e entità inanalizzata, senza forma, indifferenziata (analogia con l’oggetto dinamico). Poi ha la griglia, la forma e prendo un pezzo della sabbia. Questo è la sostanza relativa alla forma.

sistema di scrittura di cui conosciamo forma e sostanza, ma ci manca la relazione e resta quindi sconosciuto). I sistemi di significazione sono solitamente sociali e condivisi. Ce ne sono che appartengono a una sola persona o a un numero ristretto? Alan Tourin riesce a decodificare, capire come funzionava il sistema segreto Enigma, sistema di criptazione dei nazisti. Ma ci possono essere casi in cui quel sistema appartiene anche solo a due persone senza essere un segreto. Questo vale specialmente nei casi in cui il destinatario deve non solo decodificare un testo o un artefatto comunicativo, ma anche individuare il sistema di correlazioni fra espressione e contenuto (caso Enigma o Dexter), ossia le regole e/o le convenzioni che definiscono la funzione (o relazione) segnica. Il lavoro interpretativo, che interessa sia la semiosi sia la significazione, può procedere dall’espressione al contenuto, ma anche dal contenuto all’espressione. Normalmente, noi interpretiamo a partire da un atto (o artefatto, testo) comunicativo dato e realizzato, quindi dalla sua sostanza dell’espressione. L’interpretazione in questo caso consiste nel far emergere la sostanza del contenuto (ciò cosa intendeva dire chi ha prodotto l’atto comunicativo). Ma in una visione progettuale , invece, l’interpretazione procede a partire dalla forma del contenuto di un testo o artefatto/atto comunicativo, alla ricerca di una forma e di una sostanza dell’espressione. Ovvero quando progettiamo dobbiamo prima di tutto fare una riflessione sul contenuto che è da progettare, sulla forma e sostanza che viene poi tradotta in una sostanza dell’espressione. Il lavoro interpretativo può quindi riguardare: – le cose così come esse sono (io decodifico, interpreto le cose come sono), oppure – le cose così come esse potrebbero essere. Ecco la diversa interpretazione in ambito progettuale! io progettista interpreto le cose per capire come le cose potrebbero essere, non per come sono.