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C. Caputo, de Tullio ecc. argomenti che chiede all’esame
Tipologia: Sintesi del corso
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C. Caputo, Semiotica italiana: De Mauro, Garroni, Rossi-Landi De Mauro concepisce la linguistica come una disciplina semiotica, storica e sociale, fondata sulla distinzione tra linguaggio come facoltà generale e lingue come sistemi flessibili di significazione. La semiotica del linguaggio e delle lingue in Tullio De Mauro Tullio De Mauro prosegue e amplia gli studi della Scuola Linguistica Romana, fondata all’inizio del Novecento da Luigi Ceci e Antonino Pagliaro, una tradizione che attribuiva grande importanza:
La riflessione di De Mauro si collega anche alla nozione di voce articolata, intesa come segmentazione della vocalità tramite organi specificamente umani (lingua, labbra, denti). Sebbene alcuni animali, come gli uccelli canori, siano in grado di produrre vocalizzazioni articolate, solo l’essere umano possiede un apparato fonatorio capace di una articolazione fine, flessibile e produttiva, condizione necessaria per l’esistenza di una vera diálektos. In questo senso, il dialetto è la forma più autentica della verbalità umana, perché nasce dall’intreccio originario tra corpo, percezione e mondo. La semantica in Tullio De Mauro La semantica è il ramo della linguistica che studia i fenomeni del linguaggio dal punto di vista del significato, e non sotto il profilo fonetico o morfologico. Essa si occupa del modo in cui le parole e le espressioni producono senso all’interno di un contesto linguistico e comunicativo. Un esempio chiarisce bene questa prospettiva: nell’enunciato «Due giorni dopo, Maria ha preso ed è partita», l’espressione ha preso non significa “ha afferrato qualcosa”, ma indica un evento improvviso e inatteso. Analogamente, parole come pesca, panda, cane mostrano come la stessa forma linguistica possa rinviare a significati diversi, oppure come significati diversi non dipendano dalla semplice combinazione delle lettere. Per De Mauro, la capacità di mettere in relazione, di modellare l’esperienza e di organizzare il mondo attraverso il significato è una facoltà propriamente umana, che egli definisce logos semantikon. Questa capacità consente agli esseri umani di attribuire senso alla realtà e non può essere compresa se non all’interno di una cornice semiotica. Per questo motivo parla di semantica semiotica: la semantica non studia semplicemente i significati come entità astratte, ma li considera come contenuti dei segni, inseriti in pratiche com. e sociali più ampie. La semiotica estetica di Emilio Garroni (1925–2005) Se De Mauro affronta la semiotica dal punto di vista linguistico, Emilio Garroni se ne occupa dal punto di vista estetico, insieme ad autori come Gaetano Della Volpe e Umberto Eco. Garroni si confronta con il problema del linguaggio dell’arte, affrontando ambiti come l’architettura, il cinema e la comunicazione visiva. Fin dall’inizio denuncia una diffusa ostilità verso l’approccio semiotico all’arte, dovuta soprattutto all’uso del termine linguaggio per fenomeni non verbali. Secondo una posizione tradizionale, infatti, non sarebbe legittimo parlare di “linguaggio” per un quadro o un edificio, perché essi non sono né scritti né parlati. Da qui nasce l’esigenza di un modello di semiotica più ampio, non limitato allo studio delle lingue verbali, ma capace di comprendere anche i linguaggi non verbali, artistici e non. L’approccio semiotico “per modelli” Per Garroni, l’approccio semiotico basato sui modelli svolge una duplice funzione:
Questa idea era già stata anticipata nell’Ottocento da Carlo Cattaneo, che aveva parlato di “qualcosa di simile alla semiotica”. Rossi-Landi lamenta spesso le difficoltà di affermazione della semiotica in Italia e il proprio isolamento culturale, che continua anche negli anni Sessanta Linguaggio, parlare e parlare comune Nel volume Significato, comunicazione e parlare comune (1961), Rossi-Landi indaga ciò che rende possibile ogni forma di comunicazione.