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Seneca, Ovidio, Properzio, Appunti di Letteratura latina

Seneca, Ovidio e Properzio a confronto

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 14/09/2020

Antonella_1996
Antonella_1996 🇮🇹

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Letteratura latina 7/4/20
SENECA, PHAEDRA, VV. 25
ARS come Ars Amatoria nell’ opera di Ovidio, mi aveva fatto immaginare la tecnica con cui ha composto
l’epistola e alla relazione tra l’ opera teorica e la configurazione di un personaggio che avesse già dentro le
strategie descritte. Nell’ars amatoria il poeta e la retorica sono sempre gli stessi. Altro è se mettesse a
confronto due poeti: da questa relazione viene fuori una presunzione poiché il personaggio di Fedra si
avvale del suo progetto di addescamento del figliastro Ippolito sia nella vita quotidiana che nella poetica.
La presunzione arriva a pensare che Fedra recupera una strategia diversa dalle altre eroine che fallirono,
per riuscire ad avere un finale diverso rispetto a quello che la tradizione forniva per lei. La costruzione del
personaggio di Fedra dovrà portare su di se le stigmate della loro lavorazione, dovrà tradire il fatto che il
suo personaggio sia stato elaborato in un laboratorio di retorica con una serie di strategie rivisitate e
perseguite con raffinatezza, aggiornando le soluzioni che l’oratoria aveva messo in campo come la
resistenza dell’interlocutore, in cui questi sono i partner della relazioni amorose.
LUCIANO LANDOLFI, SCRIBENTIS IMAGO, EROINE OVIDIANE E LAMENTO EPISTOLARE (pag 19-20-21-22)
Si tratta di un professore di latino che insegna a Palermo e si occupa del dibattito scientifico della poesia
elegiaca. Lo ha pubblicato a Bologna circa trent’anni fa con una casa editrice importante. Leggiamo le sue
parole per questioni educative. Questo studioso fu invitato anche dal prof Cipriani in dipartimento, così da
mettere a confronto 2 metodologie: quella di Landolfi e quella di Cipriani che possono avere risultati affini
ma strumentazione distinta nella ricerca. Propone questa lettura perché per esperienza del prof, quando
deve interpretare un testo fa a meno della bibliografia, poiché questa può condizionarlo facendolo
rimanere schiacciato dalle scoperte di altri, e si riduce la possibilità di indagare e fantasticare e scoprire
nuovi mondi. Altro è se si legge un testo, poi ci viene una possibilità di indagare su un determinato aspetto,
creando basi e infine vedere se altri hanno trovato le stesse conclusioni. E importante trovare un confronto
con un'altra bibliografia quando siamo noi stessi bibliografia. Bisogna partire da una propria idea ma non
rimanerci attaccato per sempre senza tener conto di altre considerazioni, anzi l’onestà intellettuale si vede
quando si cambia idea. Il primo capitolo si chiama “strategie della seduzione, l’ars amatoria di Fedra” in cui
vi è la stessa linea del professore: la nutrice che era strumentale in tutte le versioni, qui non compare
perché Fedra è la nutrice stessa. (fa due parti insieme). Vuole vedere come si sviluppa la persuasione di
Ippolito. Il paragrafo “Difficoltà logistiche: Fedra e gli ostacoli dell’età”. L’aetas non è un fatto occasionale
perché questo ambito è previsto a monte: Fedra affronta il problema dell’età sia come situazione
personale, sia come situazione retorica. Se leggiamo il testo, vediamo come nelle note sono riportati nomi
di studiosi e autori (Rosati, Properzio, testi evocati per fare un confronto, Bessone che ha commentato
l’epistola di Medea a Giasone,ecc..) si sono occupati tutti delle Heroides. Questi svelano il percorso fatto,
quanto hanno letto e come si sono documentati. Il metodo di Landolfi si concentra sul confronto e sul
dialogo con altri studiosi. Si basa anche sul tema della Puella che però non regge perché Fedra è sposata e
ha figli. Infatti Fedra presenta una fisionomia diversa, mentre se leggiamo il primo intervento di Fedra
senecana, fa vedere che è sposata con Teseo ma è come se non esistesse. Landolfi dice anche che Fedra è
destinata a fallire, però poi ti accorgi che Fedra sembra recuperare ciò che ha perduto e ripristina la
precettistica galante. Quindi per l’autore, Ovidio ha già attivato la precettistica che non deve fallire, facendo
prevenire l’Ars Amatoria come manualetto. L’unica curiosità è che nella pagina di Landolfi non abbiamo una
traduzione ma sta proponendo una sua interpretazione tenendo per se la percezione letterale. Il prof
avrebbe gradito trovare una traduzione per capire la sua interpretazione con il testo. Agli studenti bisogna
proporre lo scritto perché è necessaria la traduzione che fa da verifica.
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Letteratura latina 7/4/ SENECA, PHAEDRA, VV. 25 ARS come Ars Amatoria nell’ opera di Ovidio, mi aveva fatto immaginare la tecnica con cui ha composto l’epistola e alla relazione tra l’ opera teorica e la configurazione di un personaggio che avesse già dentro le strategie descritte. Nell’ars amatoria il poeta e la retorica sono sempre gli stessi. Altro è se mettesse a confronto due poeti: da questa relazione viene fuori una presunzione poiché il personaggio di Fedra si avvale del suo progetto di addescamento del figliastro Ippolito sia nella vita quotidiana che nella poetica. La presunzione arriva a pensare che Fedra recupera una strategia diversa dalle altre eroine che fallirono, per riuscire ad avere un finale diverso rispetto a quello che la tradizione forniva per lei. La costruzione del personaggio di Fedra dovrà portare su di se le stigmate della loro lavorazione, dovrà tradire il fatto che il suo personaggio sia stato elaborato in un laboratorio di retorica con una serie di strategie rivisitate e perseguite con raffinatezza, aggiornando le soluzioni che l’oratoria aveva messo in campo come la resistenza dell’interlocutore, in cui questi sono i partner della relazioni amorose. LUCIANO LANDOLFI, SCRIBENTIS IMAGO, EROINE OVIDIANE E LAMENTO EPISTOLARE (pag 19-20-21-22) Si tratta di un professore di latino che insegna a Palermo e si occupa del dibattito scientifico della poesia elegiaca. Lo ha pubblicato a Bologna circa trent’anni fa con una casa editrice importante. Leggiamo le sue parole per questioni educative. Questo studioso fu invitato anche dal prof Cipriani in dipartimento, così da mettere a confronto 2 metodologie: quella di Landolfi e quella di Cipriani che possono avere risultati affini ma strumentazione distinta nella ricerca. Propone questa lettura perché per esperienza del prof, quando deve interpretare un testo fa a meno della bibliografia, poiché questa può condizionarlo facendolo rimanere schiacciato dalle scoperte di altri, e si riduce la possibilità di indagare e fantasticare e scoprire nuovi mondi. Altro è se si legge un testo, poi ci viene una possibilità di indagare su un determinato aspetto, creando basi e infine vedere se altri hanno trovato le stesse conclusioni. E importante trovare un confronto con un'altra bibliografia quando siamo noi stessi bibliografia. Bisogna partire da una propria idea ma non rimanerci attaccato per sempre senza tener conto di altre considerazioni, anzi l’onestà intellettuale si vede quando si cambia idea. Il primo capitolo si chiama “strategie della seduzione, l’ars amatoria di Fedra” in cui vi è la stessa linea del professore: la nutrice che era strumentale in tutte le versioni, qui non compare perché Fedra è la nutrice stessa. (fa due parti insieme). Vuole vedere come si sviluppa la persuasione di Ippolito. Il paragrafo “Difficoltà logistiche: Fedra e gli ostacoli dell’età”. L’aetas non è un fatto occasionale perché questo ambito è previsto a monte: Fedra affronta il problema dell’età sia come situazione personale, sia come situazione retorica. Se leggiamo il testo, vediamo come nelle note sono riportati nomi di studiosi e autori (Rosati, Properzio, testi evocati per fare un confronto, Bessone che ha commentato l’epistola di Medea a Giasone,ecc..) si sono occupati tutti delle Heroides. Questi svelano il percorso fatto, quanto hanno letto e come si sono documentati. Il metodo di Landolfi si concentra sul confronto e sul dialogo con altri studiosi. Si basa anche sul tema della Puella che però non regge perché Fedra è sposata e ha figli. Infatti Fedra presenta una fisionomia diversa, mentre se leggiamo il primo intervento di Fedra senecana, fa vedere che è sposata con Teseo ma è come se non esistesse. Landolfi dice anche che Fedra è destinata a fallire, però poi ti accorgi che Fedra sembra recuperare ciò che ha perduto e ripristina la precettistica galante. Quindi per l’autore, Ovidio ha già attivato la precettistica che non deve fallire, facendo prevenire l’Ars Amatoria come manualetto. L’unica curiosità è che nella pagina di Landolfi non abbiamo una traduzione ma sta proponendo una sua interpretazione tenendo per se la percezione letterale. Il prof avrebbe gradito trovare una traduzione per capire la sua interpretazione con il testo. Agli studenti bisogna proporre lo scritto perché è necessaria la traduzione che fa da verifica.

OVIDIO, HER, 4,25-

Esistono diverse edizione delle Heroides : Salerno editore (volumi tascabili)l’autore dell’introduzione è Paolo Fedeli, la traduzione è di Luciana Paulicchi. Poi c’è anche l’edizione di Einaudi con l’autrice Gabriella Lecco, e poi Rosati ha pubblicato un’edizione completa dell’Heroides per Rizzoli. Ci sono anche saggi e pubblicazioni in cui i primi due versi sono accompagnati 25-26 da segni diacritici che propongono una espulsione: c’è che sostiene che quei due versi sono interpolati, non sono di Ovidio e quindi propongono di non leggerli. Il prof pensa siano coerenti, perché se si ragiona sul tempus, il verso 25 è perfettamente calzante. Se il professore ha di fronte uno studente che gli ha tradotto il testo , deve vedere come ha coordinato i termini tra di loro. Nelle prime quattro righe: bisogna scombinare la sintassi del testo ovidiano e mi dovrei dimenticare che durante la composizione dell’etopea, i proverbi sono il succo del discorso. Infatti alterna exempla e proverbi. Il CRIMEN , predicato dell’Ars, è poco rispettoso del testo (secondo il prof) perché era già presente al verso 18 dell’epistola che ha un unico significato: COLPA, anche se qui indica ADULTERIO perché siamo in un codice elegiaco e si sta parlando di una donna sposata. Nel secondo blocco la COLPA si colloca nella stessa posizione precedente di Paolicchi. Non è una traduzione in linea con il testo. Nel terzo blocco nella prima frase l’ars diventa amatoria e non è l’amore che diventa arte. Qui viene rispettata maggiormente la sintassi. Sta parlando la donna innamorata che fondendo insieme il personaggio e il proverbio, il risultato è questo che vediamo. Secondo il prof la traduzione non è molto corretta perché il testo italiano ha bisogno di più parole rispetto al testo latino, la traduzione è anche la parafrasi. Nel quarto blocco la passione amorosa è simile a quella di Rosati. Qui non c’è la parola CRIMEN a meno che non si debba comprendere nella passione. QUAE si riferisce ad ARS: se ti prendo quando l’età è matura, si ama con maggior pericolo. COGLIERAI come semantica di CARPES. CARPO ha due momenti: afferrare (la mela), Staccare e infine si prende a morsi. Nel quinti blocco , l’ars amatoria si riferisce alla tecnica nell’amore, pian piano impari. Non è un modo originale. Ad esempio quando a scuola viene assegnata una traduzione, solitamente questa si basa su Annibale che giura odio verso Roma. Questo è un artificio retorico, si deve dimostrare che Annibale sin da bambino ha imparato l’ars, poiché già giocava con le armi. (rapporto tra l’ars e teneris annis).La retorica insegna cose già consolidate in altri ambiti. Ad es. il poeta elegiaco vuole la pace e non la guerra. La TECNICA in amore è come se fosse una TECNICA militare. Chiamarla solo arte è riduttivo, è ars amatoria. La tecnica in amore si impara quando si è piccoli. Il termine PECCARE è quello che ci mette in linea con il discorso. La sintassi infatti dà risposte: QUAE è riferito al sostantivo che fa diventare quae pronome di ars. Questo fiore è reso con LIBAMINA che è un vocabolo religioso che diviene oggetto di offerta agli dei. Quindi si può dire che proietta il passato (primo verso)e il presente (secondo verso) verso il futuro. La traduzione deve essere l’ultimo stadio, per essere sostenibile deve essere successivo all’analisi e al commento. PROPERZIO, 4,11, 41- Se devo commentare un autore devo conoscere la vita, il genere letterario ma è fondamentale per la crescita dello studente, immaginare che dietro le spalle di Ovidio ci sia un biblioteca. Scoprire che Ovidio ha mutuato da Properzio non è una semplicemente soddisfare un interesse ma significa che la lettura di Ovidio