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Separazione e Divorzio: Differenze e Diritti, Dispense di Diritto Privato

Le regole della separazione legale e del divorzio in italia, inclusi i criteri per l'assegno di separazione e di divorzio, i diritti successori e la pensione di reversibilità. Il documento illustra le differenze tra questi tipi di situazioni matrimoniali e le regole che regolano i diritti dei coniugi in ciascuno di essi.

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 04/07/2021

GiuseppeMafrica
GiuseppeMafrica 🇮🇹

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SEPARAZIONE E DIVORZIO: DIFFERENZE
- DIRITTO AL MANTENIMENTO
Dal 10 maggio 2017, la Corte di Cassazione ha fissato nuovi criteri di
liquidazione dei due assegni:
l'assegno di separazione deve assicurare al coniuge con il reddito
inferiore lo stesso "tenore di vita" goduto durante il matrimonio, al fine
di eliminare ogni squilibrio reddituale esistente tra coniugi. Il giudice
tenuto a definire la somma deve però valutare caso per caso le effettive
possibilità reddituali e patrimoniali del coniuge obbligato;
l'assegno di divorzio invece deve garantire solo l'autonomia e
l'indipendenza economica del coniuge con il reddito più basso. In
questo caso quindi, se il coniuge più debole lavora e ha un reddito che,
seppur basso, gli permette di mantenersi da solo, non ha diritto
all'assegno di divorzile.
Le diverse finalità dei due assegni rendono il mantenimento previsto in sede
di separazione vantaggioso solo per il coniuge beneficiario. Al contrario
l'assegno divorzile è più vantaggioso per il soggetto obbligato, il quale, mal
che vada, sarà tenuto a versare solo una somma che permetta all'ex coniuge
di essere indipendente economicamente. Insomma in caso di divorzio il
coniuge più debole è costretto ad accontentarsi di un importo inferiore
rispetto a quello a cui avrebbe diritto in sede di separazione.
Queste regole di però non possono essere applicate se:
ci sono figli, poiché essi hanno il diritto di godere di un assegno che consenta
loro di godere di un tenore di vita goduto al momento in cui convivevano con
tutti e due i genitori fino a quando non saranno indipendenti
economicamente;
il coniuge più debole è quello a cui è stata addebitata la separazione, perché
se il matrimonio è finito per colpa sua non ha diritto al mantenimento.
Occorre però precisare che, se dopo il divorzio uno degli ex coniugi versa in
condizioni di disagio tale da non poter sopravvivere, può chiedere il
riconoscimento del diritto agli alimenti (somma inferiore a quella dell'assegno
di mantenimento o divorzile) anche se gli era stata addebitata la separazione.
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SEPARAZIONE E DIVORZIO: DIFFERENZE

- DIRITTO AL MANTENIMENTO

Dal 10 maggio 2017, la Corte di Cassazione ha fissato nuovi criteri di liquidazione dei due assegni:  l'assegno di separazione deve assicurare al coniuge con il reddito inferiore lo stesso "tenore di vita" goduto durante il matrimonio, al fine di eliminare ogni squilibrio reddituale esistente tra coniugi. Il giudice tenuto a definire la somma deve però valutare caso per caso le effettive possibilità reddituali e patrimoniali del coniuge obbligato;  l'assegno di divorzio invece deve garantire solo l'autonomia e l'indipendenza economica del coniuge con il reddito più basso. In questo caso quindi, se il coniuge più debole lavora e ha un reddito che, seppur basso, gli permette di mantenersi da solo, non ha diritto all'assegno di divorzile. Le diverse finalità dei due assegni rendono il mantenimento previsto in sede di separazione vantaggioso solo per il coniuge beneficiario. Al contrario l'assegno divorzile è più vantaggioso per il soggetto obbligato, il quale, mal che vada, sarà tenuto a versare solo una somma che permetta all'ex coniuge di essere indipendente economicamente. Insomma in caso di divorzio il coniuge più debole è costretto ad accontentarsi di un importo inferiore rispetto a quello a cui avrebbe diritto in sede di separazione. Queste regole di però non possono essere applicate se:  ci sono figli, poiché essi hanno il diritto di godere di un assegno che consenta loro di godere di un tenore di vita goduto al momento in cui convivevano con tutti e due i genitori fino a quando non saranno indipendenti economicamente;  il coniuge più debole è quello a cui è stata addebitata la separazione, perché se il matrimonio è finito per colpa sua non ha diritto al mantenimento. Occorre però precisare che, se dopo il divorzio uno degli ex coniugi versa in condizioni di disagio tale da non poter sopravvivere, può chiedere il riconoscimento del diritto agli alimenti (somma inferiore a quella dell'assegno di mantenimento o divorzile) anche se gli era stata addebitata la separazione.

- DIRITTI SUCCESSORI

  • Quando la coppia è separata , se uno dei coniugi muore il superstite gli succede esattamente come se fossero ancora sposati. Il tutto a norma dell'art 585 c.c. che recita testualmente" Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Nel caso in cui al coniuge sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, si applicano le disposizioni del secondo comma dell'articolo 548." A questa disposizione (art. 548 comma 2) occorre quindi fare riferimento per comprendere quali sono i diritti successori del coniuge separato con addebito: " Il coniuge cui è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se al momento dell'apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto. L'assegno è commisurato alle sostanze ereditarie e alla qualità e al numero degli eredi legittimi, e non è comunque di entità superiore a quella della prestazione alimentare goduta. La medesima disposizione si applica nel caso in cui la separazione sia stata addebitata ad entrambi i coniugi." - In caso di divorzio invece, alla morte dell'ex coniuge, quello sopravvissuto non può vantare alcun diritto successorio. Il patrimonio ereditario è devoluto interamente in favore degli eredi potenziali, primi tra tutti i figli. Gli unici diritti che possono insorgere in favore del coniuge superstite divorziato, solo in presenza di certi requisiti sono:  il diritto agli alimenti , corrisposti con assegno gravante sull'eredità se il coniuge superstite si trova in stato di bisogno e percepiva già un assegno di divorzio;  il diritto alla pensione di reversibilità , come sotto specificato.