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Tesina di maturità - Servlet, JSP, ASP e VBScript, Tesine di Maturità di Informatica

Tesina di informatica. Gli argomenti trattati sono: "SERVLET E PAGINE JSP" e "PAGINE ASP E LINGUAGGIO VBSCRIPT".

Tipologia: Tesine di Maturità

2012/2013

In vendita dal 12/11/2013

alessandroroma230886
alessandroroma230886 🇮🇹

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LE SERVLET E LE PAGINE JSP
La “servlet” è un programma, scritto in java, con lo scopo di estendere le funzionalità del server
Web. Le “servlet” permettono di trattare i dati acquisiti con i form “HTML” e possono essere
utilizzate per accedere ai database condivisi situati sul server.
La “servlet” è rappresentata in pratica dalla classe “HttpServlet”, la quale contiene vari metodi
ereditati dalle servlet, come ad esempio i metodi: “init”, “doGet”, “doPost” e “destroy”.
Il metodo “init” serve ad inizializzare una servlet e contiene tutte le operazioni da eseguire una sola
volta, come ad esempio l’apertura della connessione con un database.
I metodi “doGet” e “doPost”, invece, rappresentano la parte fondamentale della servlet ed hanno il
compito di generare una risposta sotto forma di pagina Web, da inviare al browser del client.
Il metodo “destroy”, invece, serve per disattivare la servlet.
Le “servlet” funzionano secondo un’architettura di tipo “Client/Server”, in cui il client invia una
richiesta e il server restituisce una risposta. Le richieste e le risposte sono gestite rispettivamente
dalle classi “HttpServletRequest” e “HttpServletResponse”.
L’esecuzione di una servlet avviene, quindi, su richiesta di un client, che richiede al server
l’attivazione di un particolare servizio. In seguito, il server Web comunica questa richiesta ad un
“Servlet Engine”, che carica la servlet e la inizializza. I risultati prodotti dalla servlet vengono
restituiti al server Web, il quale invia questi risultati al browser sotto forma di pagina Web
dinamica.
Una “servlet”, però, può essere eseguita solo se si dispone di un ambiente adatto per poterla
eseguire. Si deve, quindi, copiare il codice compilato della servlet in una directory del server Web,
che contiene tutte le servlet. Se non si dispone di un server Web, all’indirizzo Internet
http://java.sun.com, è possibile trovare un software chiamato “Tomcat”, utile per sviluppare e
provare le servlet.
“Tomcat” è, dunque, l’ambiente di esecuzione all’interno del quale le servlet e le pagine JSP
vengono eseguite. “Tomcat” contiene un piccolo server Web e, questo consente di provare le servlet
sul proprio computer locale (il “localhost”), anche se non si dispone di un server Web in rete.
Le “servlet” hanno due aspetti in comune con le “applet”, ossia entrambi:
- introducono dinamicità all’interno delle pagine Web;
- non sono autonomi, ma vengono comandati da un’altra applicazione, che ne gestisce
l’inizializzazione, l’esecuzione e la terminazione.
Le “servlet”, però, hanno anche aspetti differenti con le “applet”, ossia:
- mentre le “applet” introducono dinamicità dal lato client, estendendo le funzionalità del
browser, le “servlet”, invece, introducono dinamicità dal lato server, estendendo, dunque, le
funzionalità del server Web;
- mentre il codice delle “applet” viene inviato al browser Web insieme alla pagina HTML, le
“servlet”, al contrario, sono programmi, eseguiti dal server e che inviano il risultato al
browser;
- mentre nelle “applet” l’interfaccia grafica è molto importante, le “servlet”, invece, non
hanno bisogno di essa.
Per rendere più facile la creazione e la manutenzione delle pagine Web dinamiche, è nata, come
evoluzione delle servlet, la tecnologia multipiattaforma “JSP” (Java Server Pages).
Per l’esecuzione di una “pagina JSP”, c’è bisogno di due fasi:
- nella prima fase, il server Web compila il codice JSP e lo traduce in servlet, generando,
quindi, i metodi “doGet” e “doPost”;
- nella seconda fase, il server Web esegue la servlet, che restituisce il risultato al browser.
Le “pagine JSP” presentano aspetti differenti con le “servlet”, ossia:
- mentre in una “servlet” il contenuto statico di una pagina HTML è incorporato nel
programma all’interno dei metodi “println”, una “pagina JSP”, invece, incorpora il codice
all’interno della pagina HTML: per questo, le “pagine JSP” sono più facili da riconoscere
rispetto alle “servlet”;
- mentre le “servlet” sono programmi java che, prima di essere eseguiti, devono essere
compilati, le “pagine JSP”, invece, liberano il programmatore dalla necessità di compilare il
codice java, accelerando, cosi’, lo sviluppo e la manutenzione di un sito Web.
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LE SERVLET E LE PAGINE JSP

La “servlet” è un programma, scritto in java, con lo scopo di estendere le funzionalità del server Web. Le “servlet” permettono di trattare i dati acquisiti con i form “HTML” e possono essere utilizzate per accedere ai database condivisi situati sul server. La “servlet” è rappresentata in pratica dalla classe “HttpServlet”, la quale contiene vari metodi ereditati dalle servlet, come ad esempio i metodi: “init”, “doGet”, “doPost” e “destroy”. Il metodo “init” serve ad inizializzare una servlet e contiene tutte le operazioni da eseguire una sola volta, come ad esempio l’apertura della connessione con un database. I metodi “doGet” e “doPost”, invece, rappresentano la parte fondamentale della servlet ed hanno il compito di generare una risposta sotto forma di pagina Web, da inviare al browser del client. Il metodo “destroy”, invece, serve per disattivare la servlet. Le “servlet” funzionano secondo un’architettura di tipo “Client/Server”, in cui il client invia una richiesta e il server restituisce una risposta. Le richieste e le risposte sono gestite rispettivamente dalle classi “HttpServletRequest” e “HttpServletResponse”. L’esecuzione di una servlet avviene, quindi, su richiesta di un client, che richiede al server l’attivazione di un particolare servizio. In seguito, il server Web comunica questa richiesta ad un “Servlet Engine”, che carica la servlet e la inizializza. I risultati prodotti dalla servlet vengono restituiti al server Web, il quale invia questi risultati al browser sotto forma di pagina Web dinamica. Una “servlet”, però, può essere eseguita solo se si dispone di un ambiente adatto per poterla eseguire. Si deve, quindi, copiare il codice compilato della servlet in una directory del server Web, che contiene tutte le servlet. Se non si dispone di un server Web, all’indirizzo Internet http://java.sun.com, è possibile trovare un software chiamato “Tomcat”, utile per sviluppare e provare le servlet. “Tomcat” è, dunque, l’ambiente di esecuzione all’interno del quale le servlet e le pagine JSP vengono eseguite. “Tomcat” contiene un piccolo server Web e, questo consente di provare le servlet sul proprio computer locale (il “localhost”), anche se non si dispone di un server Web in rete. Le “servlet” hanno due aspetti in comune con le “applet”, ossia entrambi:

  • introducono dinamicità all’interno delle pagine Web;
  • non sono autonomi, ma vengono comandati da un’altra applicazione, che ne gestisce l’inizializzazione, l’esecuzione e la terminazione. Le “servlet”, però, hanno anche aspetti differenti con le “applet”, ossia:
  • mentre le “applet” introducono dinamicità dal lato client, estendendo le funzionalità del browser, le “servlet”, invece, introducono dinamicità dal lato server, estendendo, dunque, le funzionalità del server Web;
  • mentre il codice delle “applet” viene inviato al browser Web insieme alla pagina HTML, le “servlet”, al contrario, sono programmi, eseguiti dal server e che inviano il risultato al browser;
  • mentre nelle “applet” l’interfaccia grafica è molto importante, le “servlet”, invece, non hanno bisogno di essa. Per rendere più facile la creazione e la manutenzione delle pagine Web dinamiche, è nata, come evoluzione delle servlet, la tecnologia multipiattaforma “JSP” (Java Server Pages). Per l’esecuzione di una “pagina JSP”, c’è bisogno di due fasi:
  • nella prima fase, il server Web compila il codice JSP e lo traduce in servlet, generando, quindi, i metodi “doGet” e “doPost”;
  • nella seconda fase, il server Web esegue la servlet, che restituisce il risultato al browser. Le “pagine JSP” presentano aspetti differenti con le “servlet”, ossia:
  • mentre in una “servlet” il contenuto statico di una pagina HTML è incorporato nel programma all’interno dei metodi “println”, una “pagina JSP”, invece, incorpora il codice all’interno della pagina HTML: per questo, le “pagine JSP” sono più facili da riconoscere rispetto alle “servlet”;
  • mentre le “servlet” sono programmi java che, prima di essere eseguiti, devono essere compilati, le “pagine JSP”, invece, liberano il programmatore dalla necessità di compilare il codice java, accelerando, cosi’, lo sviluppo e la manutenzione di un sito Web.

PAGINE ASP E LINGUAGGIO VBSCRIPT

La preparazione delle pagine Web dinamiche può avvenire attraverso tre metodi:

  • con pagine scritte in codice ASP (Active Server Pages) per piattaforma Microsoft, che è un software proprietario;
  • con pagine scritte in codice PHP (Hypertext PreProcessor) per piattaforma Linux-Apache, che è un software open-source;
  • con pagine scritte in codice JSP (Java Server Pages), che è una tecnologia multipiattaforma. Per eseguire pagine scritte in codice ASP, in un computer deve essere in esecuzione un server Web. Se questo non è installato sul PC che funziona da server, il server Web non sa eseguirle. Pertanto, Microsoft ha proposto due soluzioni:
  • l’Internet Information Server (IIS) per il sistema operativo Windows Xp Professional;
  • Personal Web Server (PWS) per il sistema operativo Windows 95 e Windows 98. Con queste soluzione, nel disco locale (“c”), sarà creata una cartella di nome INETPUB, con una sottocartella di nome WWWROOT, all’interno della quale creiamo una nuova cartella (ad esempio MIOSITO) per salvarci le pagine HTML e ASP del nostro sito. Per provare il sito personale occorre aprire il browser Internet Explorer e digitare sull’URL: http://localhost/miosito/index.html. Per la creazione di pagine ASP può essere sufficiente utilizzare Blocco Note, semplice ma scomodo. Microsoft, quindi, distribuisce FrontPage, ma questo programma non lo usiamo perché modifica gli script. Invece, il programma che noi utilizziamo per la creazione di pagine ASP è Context. Una pagina ASP contiene una parte di script racchiusi tra i tag <% e %>, che utilizzano parole chiave del linguaggio Visual Basic Script e un insieme ti tag HTML per i messaggi all’utente. Le pagine ASP possono utilizzare come linguaggi di programmazione Java Script e Visual Basic Script. VBScript è un linguaggio di scripting non Case Sensitive, derivato dal Visual Basic, del quale conserva sintassi e caratteristiche fondamentali. In VBScript, i commenti sono indicati con l’apostrofo (‘). Mentre i commenti ASP non vengono mai inviati al browser, i commenti HTML, invece, racchiusi tra i tag , si. In VBScript è sufficiente dichiarare una variabile senza specificare il tipo perché questo linguaggio utilizza variabili variant. Queste variabili possono essere:
  • numeri interi, i quali si dividono in: interi corti, interi lunghi e byte;
  • numeri in virgola mobile a precisione singola o a precisione doppia;
  • stringhe;
  • date;
  • variabili booleane;
  • valute;
  • oggetti. In VBScript abbiamo anche:
  • costanti, che sono simili alle variabili, ma il loro nome non può essere modificato. Queste costanti vengono dichiarati con Const (ad esempio, Const PIGRECO=3.14);
  • array, che sono insiemi di variabili con lo stesso nome e contraddistinte da un indice diverso per ognuna. Questi array vengono dichiarati con Dim (ad esempio, Dim arrNome(indiceMax) dove arrNome è il nome che diamo all’array e IndiceMax è il limite superiore dell’indice dell’array stesso).