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Set domande aperte diritto Pubblico, Panieri di Istituzioni di Diritto Pubblico

Set di domande aperte per la preparazione di Diritto Pubblico CdL in scienze motorie

Tipologia: Panieri

2020/2021

In vendita dal 21/03/2021

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DIRITTO PUBBLICO
eCampus Scienze delle Attività Motorie e Sportive – prof. D’Alelio Roberto
(Risposte Aperte)
1) Quali sono le caratteristiche delle norme giuridiche? I caratteri essenziali della norma giuridica, che la
distinguono dalle altre tipologie di regole (religiose, sociali, morali), sono: la generalità, l'astrattezza e
l'imperatività. Dev'essere generale nel senso che non va dettata per singoli individui ma per la
generalità dei consociati. Astrattezza significa non dettata per una situazione concreta bensì per ipotesi
astratte. Generalità e astrattezza sono caratteri necessari e hanno la funzione di garantire l'eguaglianza
davanti alla legge di tutti i cittadini che si trovano nella medesima situazione. Per imperatività si
intende che gli interessati non possono sostituire le norme giuridiche con altre disposizioni.
2) Che cosa si intende per ordinamento giuridico? Con il termine ordinamento giuridico si indicano le
norme che regolano la vita di una comunità o di una popolazione. Esso comprende anche
l'organizzazione interna dello Stato e tuttociò che riguarda i rapporti giuridici tra organi dello Stato e
membri della collettività.
3) Quali sono gli elementi essenziali della norma giuridica? Dal punto di vista strutturale la Norma
giuridica si compone di due elementi: precetto, cioè il comando contenuto nella norma; sanzione, cioè
la minaccia di una punizione in caso di inosservanza del precetto.
4) Concetto di cittadinanza e modi di acquisto: La cittadinanza è la condizione che attraverso
l'ordinamento giuridico attribuisce una serie di diritti e doveri ad un individuo della comunità. I modi di
acquisto della cittadinanza italiana sono: per nascita quando un genitore è italiano, per riconoscimento
ovvero adozione di minore straniero da parte di un italiano o dichiarazione giudiziale della filiazione per
matrimonio o per motivi particolari e per concessione.
5) Quali sono i caratteri dello Stato Liberale? Lo Stato liberale ha due caratteristiche fondamentali: è
basato sulla divisione dei poteri tra organi diversi; riconosce le libertà fondamentali dei cittadini, in
particolar modo: la libertà economica, ovvero la libertà di intraprendere attività economiche senza
limitazioni o controlli da parte dello Stato; e il diritto alla proprietà privata. Il principio di libertà non si
riferisce più ad una classe sociale, ad un ceto, bensì al singolo individuo.
6) Quali sono gli elementi dell'ordinamento statale? Gli elementi costitutivi dell’ordinamento statale
sono il popolo, il territorio e il governo. Il popolo è costituito dalle persone che fanno parte dello Stato
in quanto ne hanno la cittadinanza. Si parla di territorio quando si fa riferimento allo spazio sul quale si
esercita la sovranità dello Stato. Tale spazio tuttavia è costituito da quattro elementi: la superficie della
terra, le acque territoriali, lo spazio aereo fino all’atmosfera, il sottosuolo. Il governo consiste
semplicemente nell’organizzazione dei centri di potere. Tale elemento sottolinea la necessità di una
struttura organizzativa che deve essere data al potere politico, in modo che esso possa essere
riconosciuto dagli altri Stati.
7) Cosa esprime il concetto di sovranità? La sovranità è l'espressione della somma dei poteri di governo
(legislativo, esecutivo e giudiziario), riconosciuta a un soggetto di diritto pubblico internazionale (es.
Stato) che può essere una persona o un organo collegiale. La modalità in cui questa somma di poteri è
organizzata e ripartita è detta forma di governo.
8) Cosa si intende per Forma di Stato? Per forma di Stato si intende il modo in cui lo Stato risulta
strutturato nella sua totalità, ed in particolare il modo in cui si atteggiano i rapporti tra gli elementi
costitutivi del medesimo. In questo concetto, il termine stato rileva come stato-ordinamento, ossia
come combinazione dei tre elementi fondamentali: popolo, territorio e sovranità.
9) Quali sono i caratteri dello Stato Assoluto? Lo Stato assoluto era una forma di Stato caratterizzata
dall'accentramento dei poteri (potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario) nelle mani del
re. Di conseguenza, in tale forma di Stato, non erano organi supremi dello Stato diversi dalla corona. Il
sovrano era considerato il rappresentante di Dio sulla terra e a lui spettava il compito di emanare le
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DIRITTO PUBBLICO

eCampus Scienze delle Attività Motorie e Sportive – prof. D’Alelio Roberto (Risposte Aperte)

  1. Quali sono le caratteristiche delle norme giuridiche? I caratteri essenziali della norma giuridica, che la distinguono dalle altre tipologie di regole (religiose, sociali, morali), sono: la generalità, l'astrattezza e l'imperatività. Dev'essere generale nel senso che non va dettata per singoli individui ma per la generalità dei consociati. Astrattezza significa non dettata per una situazione concreta bensì per ipotesi astratte. Generalità e astrattezza sono caratteri necessari e hanno la funzione di garantire l'eguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini che si trovano nella medesima situazione. Per imperatività si intende che gli interessati non possono sostituire le norme giuridiche con altre disposizioni.
  2. Che cosa si intende per ordinamento giuridico? Con il termine ordinamento giuridico si indicano le norme che regolano la vita di una comunità o di una popolazione. Esso comprende anche l'organizzazione interna dello Stato e tuttociò che riguarda i rapporti giuridici tra organi dello Stato e membri della collettività.
  3. Quali sono gli elementi essenziali della norma giuridica? Dal punto di vista strutturale la Norma giuridica si compone di due elementi: precetto, cioè il comando contenuto nella norma; sanzione, cioè la minaccia di una punizione in caso di inosservanza del precetto.
  4. Concetto di cittadinanza e modi di acquisto: La cittadinanza è la condizione che attraverso l'ordinamento giuridico attribuisce una serie di diritti e doveri ad un individuo della comunità. I modi di acquisto della cittadinanza italiana sono: per nascita quando un genitore è italiano, per riconoscimento ovvero adozione di minore straniero da parte di un italiano o dichiarazione giudiziale della filiazione per matrimonio o per motivi particolari e per concessione.
  5. Quali sono i caratteri dello Stato Liberale? Lo Stato liberale ha due caratteristiche fondamentali: è basato sulla divisione dei poteri tra organi diversi; riconosce le libertà fondamentali dei cittadini, in particolar modo: la libertà economica, ovvero la libertà di intraprendere attività economiche senza limitazioni o controlli da parte dello Stato; e il diritto alla proprietà privata. Il principio di libertà non si riferisce più ad una classe sociale, ad un ceto, bensì al singolo individuo.
  6. Quali sono gli elementi dell'ordinamento statale? Gli elementi costitutivi dell’ordinamento statale sono il popolo, il territorio e il governo. Il popolo è costituito dalle persone che fanno parte dello Stato in quanto ne hanno la cittadinanza. Si parla di territorio quando si fa riferimento allo spazio sul quale si esercita la sovranità dello Stato. Tale spazio tuttavia è costituito da quattro elementi: la superficie della terra, le acque territoriali, lo spazio aereo fino all’atmosfera, il sottosuolo. Il governo consiste semplicemente nell’organizzazione dei centri di potere. Tale elemento sottolinea la necessità di una struttura organizzativa che deve essere data al potere politico, in modo che esso possa essere riconosciuto dagli altri Stati.
  7. Cosa esprime il concetto di sovranità? La sovranità è l'espressione della somma dei poteri di governo (legislativo, esecutivo e giudiziario), riconosciuta a un soggetto di diritto pubblico internazionale (es. Stato) che può essere una persona o un organo collegiale. La modalità in cui questa somma di poteri è organizzata e ripartita è detta forma di governo.
  8. Cosa si intende per Forma di Stato? Per forma di Stato si intende il modo in cui lo Stato risulta strutturato nella sua totalità, ed in particolare il modo in cui si atteggiano i rapporti tra gli elementi costitutivi del medesimo. In questo concetto, il termine stato rileva come stato-ordinamento, ossia come combinazione dei tre elementi fondamentali: popolo, territorio e sovranità.
  9. Quali sono i caratteri dello Stato Assoluto? Lo Stato assoluto era una forma di Stato caratterizzata dall'accentramento dei poteri (potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario) nelle mani del re. Di conseguenza, in tale forma di Stato, non erano organi supremi dello Stato diversi dalla corona. Il sovrano era considerato il rappresentante di Dio sulla terra e a lui spettava il compito di emanare le

leggi, di nominare i giudici, di comandare l'esercito, di dichiarare guerra o concludere la pace, di emettere moneta, di imporre le tasse. Il termine assoluto deriva proprio dal fatto che il potere del re è assoluto, cioè privo di qualsiasi vincolo.

  1. Cos'è l'indirizzo politico? L'indirizzo politico è l'attività svolta dagli organi costituzionali dello Stato e consiste nella formulazione delle scelte con le quali si individuano i fini che lo Stato intende perseguire in un determinato momento storico attraverso l'attività amministrativa.
  2. Cosa si intende per Forma di Governo? Per forma di governo si intende l’insieme di regole che determinano: la distribuzione dei poteri tra gli organi costituzionali dello Stato (di solito Parlamento – titolare del potere legislativo, Governo – titolare del potere esecutivo, Magistratura – titolare del potere giudiziario) e le relazioni esistenti tra di essi.
  3. Cosa teorizza il principio di separazione dei poteri? In Italia il presidente della repubblica ha come compito principale quello di garantite gli equilibri fra i diversi poteri. Il principio della separazione dei poteri teorizza che le tre funzioni generali di uno Stato siano attribuite ad organi diversi: la funzione legislativa (Parlamento), a cui spetta creare le norme giuridiche; la funzione esecutiva (Governo), a cui spetta dare attuazione alle norme giuridiche; la funzione giudiziaria (Magistratura), a cui spetta il compito di garantire l'applicazione e l'interpretazione delle norme in caso di controversie o contestazioni.
  4. Quali sono le principali Forme di Governo? Il governo parlamentare, si caratterizza per una non rigida separazione dei poteri; il governo presidenziale, si caratterizza per una rigida separazione dei poteri; il governo semipresidenziale, costituisce una soluzione intermedia tra la forma di governo presidenziale e quella parlamentare; il governo direttoriale, è caratterizzata da un organo collegiale detto appunto direttorio che al proprio interno assume la funzione esecutiva e di rappresentanza dello Stato.
  5. Cos'è la ratifica? La ratifica è una delle fasi che portano alla formalizzazione di un trattato internazionale fra Stati; nel diritto internazionale, è un istituto giuridico mediante il quale uno Stato fa propri gli effetti di un accordo, di una convenzione o di un trattato concluso dal proprio rappresentante.
  6. Con quali procedimenti l'ordinamento pattizio internazionale viene immesso all'interno dell'ordinamento statale? Con procedimenti ordinari di produzione giuridica, cioè il legislatore nazionale adotta norma il cui contenuto è dato dagli obblighi internazionali assunti; procedimento speciale, cioè attraverso l’ordine di esecuzione viene approvato una legge che dispone l'adattamento dell'ordinamento interno ai vincoli internazionali; adattamento in forma automatica, cioè l'adesione alle norme internazionale mediante forma automatica senza nessun atto formale.
  7. Cos'è l'adattamento automatico? È l'adesione alle norme internazionali in forma automatica senza nessun atto statale. L’adattamento è immediato diretto e continuo. L’ordinamento interno disciplina l’adattamento automatico per far sì un meccanismo del genere possa operare.
  8. Cos'è il principio dell'autotuela? L’istituto dell’autotutela è la protezione degli interessi dei soggetti dell'ordinamento attraverso il quale il singolo soggetto è autorizzato a ricorrere ad atti coercitivi, uso della forza militare, sanzioni economiche per attuare i propri diritti.
  9. Quali sono le fonti derivate dell'UE? Le fonti del diritto dell'Unione europea costituiscono l'insieme di norme giuridiche che regolano l'organizzazione e lo sviluppo dell'Unione europea e i rapporti tra questa e gli Stati membri. Le fonti del diritto dell'Unione europea sono i regolamenti i quali sono applicati direttamente dagli Stati membri, e le direttive che non sono dirette ai cittadini ma possono produrre diritti ad ogni singolo cittadino qualora gli Stati non diano attuazione nei modi e tempi previsti.
  10. Cos'è il principio di sussidiarietà? Il principio di sussidiarietà, in diritto, è il principio secondo il quale, se un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l'azione.
  1. Cos'è l'attività interpretativa? L'interpretazione giuridica, nel diritto è l'attività volta a chiarire e stabilire il significato delle disposizioni, ossia degli enunciati nei quali si articola il testo di un atto normativo, in vista della loro applicazione nei casi concreti.
  2. Che differenza sussiste tra abrogazione e annullamento di una norma? L'annullamento consiste nella rimozione di una norma dall'ordinamento giuridico ed ha effetti erga omnes ed ex tunc (effetti retroattivi) ossia riguarda anche le situazioni giuridiche sorte prima di esso. Di solito l'annullamento di una norma è disposto dalla Corte Costituzionale, per incompatibilità della norma con la costituzione e per vizi o di legittimità o di merito. L'abrogazione è l'istituto mediante il quale il legislatore determina la cessazione ex nunc (non retroattiva) degli effetti della norma. Ciò significa che le situazioni venute in essere precedentemente non saranno coinvolte dall'abrogazione.
  3. Cos'è l’analogia? L'analogia, in diritto, è un procedimento logico di carattere interpretativo, utilizzato nel diritto in relazione all'attività di giurisdizione. Esso ha luogo allorquando, a fronte di una lacuna dell'ordinamento giuridico, il giudice si veda nella necessità di dover offrire un obiettivo criterio di valutazione giuridica, in ordine a categorie di soggetti o di rapporti, il cui status o la cui regolamentazione non appaia espressamente contemplata dalla lettera della norma.
  4. Cosa sono le fonti e come vengono classificate? Per fonti del diritto si intendono quei atti o fatti idonei a produrre diritto. Le fonti del diritto si dividono in fonti di produzione, fonti sulla produzione e fonti di cognizione. Le fonti di produzione si dividono in fonti di fatto e fonti atto: le fonti fatto sono fonti non scritte e sono determinate da comportamenti umani non volontari o eventi naturali atti a produrre diritto, le fonti atto sono atti normativi prodotti da organi o enti nell'esercizio di poteri attribuiti dall'ordinamento. Poi abbiamo le fonti sulla produzione che sono quelle norme che individuano gli organi e le procedure di produzione del diritto. Infine, abbiamo le fonti di cognizione che sono quegli strumenti idonei a far conoscere le fonti di produzione. Tra le fonti di cognizione è possibile distinguere le forme di pubblicazione in: necessarie, che precedono o condizionano l'entrata in vigore della norma stessa e non necessarie, che non incidono sull’effettività della norma.
  5. Quali sono i caratteri del Decreto Legge? Il decreto legge è un provvedimento con valore di legge adottato dal Governo nei casi straordinari di necessità e urgenza, che viene emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Entra in vigore il giorno stesso o il giorno successivo alla pubblicazione. Il decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, altrimenti perde efficacia sin dall'inizio. Le Camere, tuttavia, possono regolare con una legge i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto legge.
  6. Quali sono i caratteri del Decreto Legislativo? Con il decreto legislativo il Parlamento affida al Governo l'esercizio della funzione legislativa. La legge di delega contiene l'oggetto della delega, i principi e le direttive al quale il Governo deve attenersi, il termine entro il quale esercitare la delega. Dopo aver ricevuto la legge delega il governo emana il decreto legislativo. Sono presenti due limiti all'utilizzo del decreto legislativo: un limite razionale volto ad evitare che il governo possa emanare atti che rendono difficile distinzione di ruoli tra Parlamento e governo; un limite tecnico giuridico per cui non possono essere delegate materie riservate alla legge costituzionale. Il Parlamento nel decreto legislativo interviene in via preventiva mentre nel decreto legge interviene in via successiva.
  7. Cos'è la legge delega? La legge delega, secondo l'ordinamento costituzionale italiano, è una legge formale approvata dal Parlamento, che delega il Governo a esercitare la funzione legislativa su di un determinato oggetto. La legge di delega contiene l'oggetto della delega, i principi e le direttive al quale il Governo deve attenersi, il termine entro il quale esercitare la delega.
  8. Cosa si intende per Riserva di legge e come si differenzia? L'istituto della riserva di legge non essendo omogeneo si differenzia in vari modi: riserva di legge assoluta, quando la materia deve essere regolata integralmente dalla legge; riserva di legge relativa, quando i principi sono stabiliti dalla legge, riducendo la discrezionalità dell'esecutivo, che però potrà intervenire dettando la disciplina di dettaglio con propri regolamenti.; riserva di legge rinforzate, quando la Costituzione pone dei limiti alla discrezionalità del

legislatore, predeterminando alcuni dei contenuti che la legge deve avere.

  1. Qual è la classificazione delle fonti nell'Ordinamento Italiano? La Costituzione e le fonti costituzionali, le fonti dell'Unione Europea, le fonti legislative ordinarie e le fonti legislative equiparate, il referendum abrogativo, le fonti espressione di autonomia degli organi costituzionali, le fonti regolamentari, le fonti del diritto regionale, le fonti degli enti locali, le fonti delle autonomie collettive, le fonti fatto.
  2. Cosa si intende per legge ordinaria? La legge ordinaria dello stato è riconosciuta, nell’ordinamento giuridico, come fonte a competenza generale. Essa infatti può regolamentare qualsiasi oggetto a patto che non vada a modificare o a cambiare quanto affermato nella Costituzione.
  3. Quali sono i caratteri della consuetudine? La consuetudine, detta anche uso normativo, è una fonte del diritto. Essa consiste in un comportamento costante ed uniforme, tenuto dai consociati con la convinzione che tale comportamento sia doveroso o da considerarsi moralmente obbligatorio. Gli elementi della consuetudine sono due: un comportamento ripetuto nel tempo e la convinzione che ripetere il comportamento sia giuridicamente dovuto. Le consuetudini possono essere:
  • secundum legem, quando sono conformi alle norme poste da fonti atto,
  • praeter leggem, quando operano al di fuori di norme poste da fonti atto,
  • contra legem, quando sono in contrasto con norme posto da fonti atto.
  1. Quali sono i limiti all'adozione dei Decreti Legge? il Governo non può mediante decreto-legge: a) conferire deleghe legislative ai sensi dell’art. 76 della costituzione; b) provvedere nelle materie indicate dall’art. 72, comma 4, della costituzione; c) rinnovare le disposizioni di decreti-legge dei quali sia stata negata la conversione in legge con il voto di una delle due camere; d) regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti; e) ripristinare l’efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale per vizi non attinenti al procedimento.
  2. Quali sono gli atti normativi equiparati alla legge? Atti normativi del Governo equiparati alla legge (forza e valore di legge) sono i decreti-legge e i decreti legislativi.
  3. Quali sono i caratteri della Costituzione Italiana? I caratteri della Costituzione italiana sono:
  • POPOLARITA’: La Costituzione italiana è stata emanata dall'Assemblea Costituente, un organo rappresentativo del popolo;
  • RIGIDITA’: La Costituzione italiana non può essere modificata come una normale legge ordinaria, ma è necessario un particolare procedimento, più complesso, posto in essere dal Parlamento e che prende il nome di revisione costituzionale;
  • LUNGHEZZA: La Costituzione italiana è una Costituzione lunga: sia nel senso che contiene norme su molti argomenti, per alcuni dei quali potrebbero non sembrare necessaria una norma costituzionale, come ad esempio norme in tema di salute o di risparmio, sia nel senso che molte norme non si limitano a contenere delle enunciazioni di principio generali, ma entrano nel dettaglio e negli aspetti applicativi.
  • COMPROMISSORIETA’: L'Assemblea costituente che ha approvato la Costituzione italiana era formata da membri appartenenti a vari partiti politici aventi ideologie, a volte, molto diverse. Rappresenta un compromesso tra: i principi liberali, nella parte in cui si riconosce che l'iniziativa economica privata è libera e quelli socialisti nella parte in cui è previsto che l'attività economica è anche pubblica, e l'attività economica privata e quella pubblica siano indirizzate dalla legge a fini sociali.
  • DEMOCRATICITA’: alla base della Costituzione italiana vi è il principio della democrazia poiché la sovranità appartiene al popolo;
  • PROGRAMMATICITA’: La Costituzione italiana non contiene solamente norme che stabiliscono le regole relative all'ordinamento dello Stato o quelle relative alla disciplina dei rapporti tra Stato e cittadini, ma anche norme che fissano alcuni obiettivi che i pubblici poteri debbono realizzare. In altre parole la Costituzione è una sorta di programma da attuare.
  • DEMOCRATICITA’: alla base della Costituzione italiana vi è il principio della democrazia poiché la sovranità appartiene al popolo;
  • PROGRAMMATICITA’: La Costituzione italiana non contiene solamente norme che stabiliscono le regole relative all'ordinamento dello Stato o quelle relative alla disciplina dei rapporti tra Stato e cittadini, ma anche norme che fissano alcuni obiettivi che i pubblici poteri debbono realizzare. In altre parole la Costituzione è una sorta di programma da attuare.
  1. Quali sono gli organi costituzionali? Gli organi costituzionali dispongono di una posizione autonoma e partecipano alla funzione politica in modo diverso. Gli organi costituzionali sono la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica, il Presidente della Repubblica, il Governo e la Corte Costituzionale.
  2. Quali sono i caratteri fondamentali degli organi costituzionali? I caratteri fondamentali degli organi costituzionali sono: la sovranità ovvero sono titolari della funzione di indirizzo politico; la rappresentatività in quanto rappresentano il corpo elettorale; la necessarietà cioè sono indispensabili per il funzionamento dell'ordinamento; l'indipendenza in quanto non sono influenzabili da parte di altri organi; l'indefettibilità cioè sono insostituibili da altri organi.
  3. Quali sono le cause di incompatibilità? Le cariche che sono incompatibili con lo status parlamentare sono: il presidente della Repubblica, membro del Consiglio superiore della magistratura, membro di un consiglio o di giunta regionale; membro del Parlamento Europeo; membro del CNEL; membro di organo di Stati esteri; qualsiasi carica elettiva monocratica in comune con più di 5000 abitanti.
  4. Qual è la differenza tra elettorato attivo e passivo? L'elettorato attivo è la facoltà di poter votare, l'elettorato passivo consiste nella facoltà di poter ricoprire cariche elettive.
  5. Quali sono i caratteri del voto? Il voto dev'essere infatti:
  • Personale: il voto non può essere delegato. Ogni persona ha diritto ad esprimere il proprio voto. In casi eccezionali ci si può avvalere di un accompagnatore.
  • Eguale: il voto di un singolo è uguale ed ha lo stesso valore di quello degli altri. Non vi sono quindi distinzioni.
  • Libero: l'elettore esprime liberamente il suo voto senza essere costretto da parte di terzi.
  • Segreto: il voto non dev'essere conosciuto da altri e la scelta fatta non dev'essere condivisa. Al momento del voto l'elettore deve trovarsi da solo per poter votare nella totale segretezza.
  1. Cosa si definisce con il termine corpo elettorale? Il corpo elettorale rappresenta l'insieme delle persone alle quali viene riconosciuto il diritto di esercitare l'elettorato attivo, e cioè il diritto di eleggere i propri rappresentanti, e l'elettorato passivo, e cioè il diritto di essere eletto, e solitamente rappresenta un sottoinsieme dei cittadini.
  2. Il diritto di petizione: Il diritto di petizione è il diritto di cui gode il cittadino dell’Unione europea (UE), nonché qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede statutaria in un paese dell’UE, di presentare al Parlamento europeo un’istanza o un reclamo su una materia che rientra nel campo di attività dell’UE e che lo concerne direttamente.
  3. Quali sono le cause di ineleggibilità? Sono ineleggibili coloro che ricoprono le seguenti cariche: presidenti di giunte provinciali; sindaci di comuni con più di 20000 abitanti; capo e vice capo di Polizia; ispettori di pubblica sicurezza; capi di gabinetto dei ministeri; i prefetti, viceprefetti e funzionari di pubblica sicurezza; gli ufficiali, generali, ammiragli e ufficiali superiori delle forze armate; i magistrati, esclusi quelli in servizio presso le giurisdizioni superiori; i diplomatici, consoli, viceconsoli e ufficiali addetti alle ambasciate; coloro che hanno rapporti economici con lo Stato; i giudici della corte costituzionale.
  4. In cosa consiste la verifica dei poteri? La verifica dei poteri è l'atto in base al quale un organismo collegiale, prima di procedere all'esercizio delle sue funzioni, si pone il problema della regolarità della sua costituzione. Ciò comporta:
  • la sussistenza dei requisiti di appartenenza al parlamento,
  • la validità dei requisiti di ammissione,
  • la regolarità delle lezioni.
  1. Quali sono le caratteristiche del Parlamento? Il Parlamento della Repubblica Italiana è un organo costituzionale, come tale è disciplinato direttamente dalla Costituzione; è anche un organo definito complesso, costituito da più organi interni; esso viene inoltre denominato collegiale, poiché composto da più soggetti i quali operano collegialmente; è rappresentativo, in quanto rispecchia la volontà politica degli elettori.
  2. In quali occasioni si riunisce il Parlamento in seduta comune? Il Parlamento si riunisce in seduta comune esclusivamente nei casi tassativamente indicati dalla Costituzione, tra i quali rientrano l'elezione di cinque giudici della Corte Costituzionale e di un terzo dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, nonché la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica. Integrato dai delegati delle Regioni, elegge il Presidente della Repubblica, chiamato poi a giurare di fronte a tale organo. Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune il Presidente e l'Ufficio di Presidenza sono quelli della Camera.
  3. Quali sono le differenze tra Camera dei Deputati e Senato? Le due assemblee che compongono il Parlamento hanno i medesimi poteri, ma possiedono anche notevoli differenze. Innanzitutto cambia il numero di componenti, 630 alla Camera, 315 al Senato (più i senatori a vita), il modo in cui vengono eletti, l’età degli elettori, infatti per la Camera votano tutti i cittadini maggiorenni, mentre per il Senato bisogna aver compiuto i 25 anni d’età. Anche l’età in cui si può essere eletti è differente: per entrare a far parte della camera bisogna avere almeno 25 anni, invece per divenire senatori almeno 40 anni.
  4. Cosa si intende per bicameralismo perfetto? Il Bicameralismo Perfetto o Paritario è una forma di bicameralismo in cui il potere legislativo viene esercitato da (almeno) due camere rappresentative legislative paritarie (stessi compiti, gli stessi poteri derivanti dalla stessa rilevanza costituzionale).
  5. Cos'è il divieto di mandato imperativo? Il divieto di mandato imperativo consente ai parlamenti di cambiare idea nel corso della legislatura, passando - se vogliono - da un partito all’altro. Il divieto di mandato imperativo è stato abolito a partire dalla Rivoluzione francese, quando si è affermato il principio secondo il quale ogni persona eletta rappresenta l’intera Nazione e non un singolo partito, movimento o gruppo parlamentare.
  6. Cos'è l'insindacabilità riconosciuta ai parlamentari? L’insindacabilità parlamentare rientra tra le cosiddette immunità parlamentari e impedisce che il membro del Parlamento possa essere chiamato a rispondere giuridicamente dei voti che ha dato e delle opinioni che ha espresso nell'esercizio delle sue funzioni.
  7. Quali sono le prerogative dei Parlamentari? Con l’espressione prerogative parlamentari si fa riferimento agli istituti, che mirano a salvaguardare il libero e ordinato esercizio delle funzioni parlamentari. Pertanto le prerogative non sono privilegi dei singoli, ma garanzie dell’indipendenza del Parlamento. In particolare, esse dovrebbero servire a tutelare la libertà di opinione dei parlamentari, che sta alla base di un corretto svolgimento della vita parlamentare.
  8. Quali funzioni svolge il Presidente di una Camera? Il presidente della Camera dei deputati dopo la carica di presidente della Repubblica e quella di presidente del Senato è la terza più importante carica della Repubblica Italiana. Il suo ruolo principale è quello di provvedere al corretto funzionamento della Camera dei deputati, organizzando, dirigendo e moderando i lavori d'aula, garantendo l'applicazione del regolamento e provvedendo al buon andamento delle strutture amministrative della stessa. Egli rappresenta la Camera e, in aula, giudica della ricevibilità dei testi, mantiene l'ordine e dirige la discussione.
  9. Definisci i gruppi parlamentari: I Gruppi parlamentari sono soggetti necessari al funzionamento della Camera. Il Regolamento della Camera prevede che ciascun deputato debba appartenere a un Gruppo

c) fase deliberativa discussione, della votazione e dell'approvazione del progetto di legge estromettendo completamente il Parlamento dai lavori.; d) fase della promulgazione deve avvenire entro 30 giorni dall'approvazione parlamentare e spetta al Presidente della Repubblica; e) fase della pubblicazione è la fase conclusiva del processo di produzione di una legge entrando in vigore.

  1. Quali sono i soggetti titolari del potere di iniziativa legislativa? Titolari dell’iniziativa legislativa sono: a) il Governo attraverso la presentazione di un disegno di legge; b) i Parlamentari che possono presentare singolarmente o unitamente ad altri parlamentari un progetto di legge; c) il CNEL; d) il popolo, mediate la presentazione di una proposta di legge proveniente da 50.000 elettori; e) i Consigli Regionali; f) i Consigli Comunali, limitate dalle circoscrizioni provinciali e l’istituzione di nuove Province.
  2. Cosa si intende con il termine "navette"? il termine navette oppure navetta parlamentare, in un sistema bicamerale, indica il passaggio ripetuto di un progetto di legge (disegno di legge o proposta di legge) da una Camera all'altra prima dell'approvazione finale.
  3. A cosa serve la Vacatio Legis? Indica il periodo di tempo che intercorre tra la pubblicazione di una legge nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, e la sua entrata in vigore. La vacatio legis ha un doppio fine: dar modo alla collettività di apprendere l'esistenza e la portata di una nuova legge; lasciare un margine di tempo per l'apprestamento delle strutture tecniche necessarie per consentire l'applicazione.
  4. In quali casi deve essere adottato il procedimento ordinario? Il procedimento ordinario è obbligatorio per i progetti in materia costituzionale ed elettorale, di delegazione legislativa, di approvazione di bilanci e consuntivi e di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali.
  5. Quali sono le caratteristiche del referendum costituzionale? Il referendum costituzionale è uno strumento per il procedimento di revisione della Costituzione. Le leggi costituzionali richiedono la doppia deliberazione delle camere del Parlamento con intervallo di almeno tre tra la prima e la seconda votazione. In caso di maggioranza assoluta è possibile richiedere che il progetto di revisione costituzione sia sottoposto al referendum popolare. Il referendum costituzionale può essere richiesto entro tre mesi dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale dai seguenti soggetti: 500. elettori 1/5 dei membri di ciascuna camera del Parlamento 5 Consigli regionali. La richiesta di referendum deve pervenire entro 3 mesi dalla pubblicazione In caso di mancata richiesta del referendum dopo i 3 mesi dalla pubblicazione il progetto si intende tacitamente approvato dal corpo elettorale.
  6. In cosa consiste il procedimento legislativo costituzionale? Per procedimento legislativo si intende quello specifico procedimento il cui risultato finale consiste nell’adozione di una legge. Il procedimento legislativo costituisce manifestazione della principale, anche se non unica, funzione espletata dal Parlamento, la funzione legislativa (Separazione dei poteri). n quanto serie predeterminata giuridicamente e coordinata di atti rivolti a uno stesso risultato finale, il procedimento legislativo si articola in più fasi. La maggioranza degli studiosi parla di tre fasi diverse – quella dell’iniziativa, quella della decisione e quella dell’integrazione dell’efficacia.
  7. Quali sono le differenze tra il procedimento legislativo costituzionale e quello ordinario? La procedura di revisione costituzionale a differenza del procedimento legislativo ordinario si caratterizza nella fase costitutiva e dell’integrazione dell’efficacia. L’iniziativa legislativa (tranne per il CNEL) e la fase istruttoria seguono la stessa procedura del procedimento ordinario.
  8. Cosa sono le commissioni di inchiesta? Le commissioni d’inchiesta sono regolate dall’articolo 82 della costituzione italiana e possono essere create ad hoc per svolgere indagini e ricerche su materie e

argomenti di interesse pubblico, con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Lo fanno attraverso missioni e sopralluoghi, audizioni con ministri, l’approvazione di relazioni, l’organizzazione di convegni e più in generale un accurato lavoro di studio e documentazione. Possono essere di vario tipo: bicamerali, formate tramite legge e composte da deputati e senatori, o monocamerali, per la cui costituzione basta una deliberazione della camera o del senato.

  1. Cos'è l’interpellanza? Domanda scritta presentata al governo da uno o più parlamentari per avere chiarimenti sul suo operato e che prevede un dibattito.
  2. Cos'è l’interrogazione? Una interrogazione parlamentare, in Italia, indica una domanda che uno o più parlamentari rivolgono al governo della Repubblica Italiana nel suo complesso o a un singolo ministro per essere informati sulla veridicità di un fatto o di una notizia e sui provvedimenti che il governo intende adottare o ha già adottato in merito.
  3. Cos'è l’autodichia? E’ la prerogativa che hanno alcuni organi costituzionali -tra cui i due rami del Parlamento- di valutare i titoli di ammissione dei suoi componenti nonché le cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità, oltre che di risolvere controversie attinenti ai propri dipendenti attraverso propri organi giurisdizionali.
  4. Cos'è la risoluzione? le risoluzioni parlamentari sono atti unicamerali di indirizzo politico, adottabile anche in Commissione, tendenti a manifestare orientamenti sugli argomenti in discussione e cioè, ad esempio, su relazioni governative, sull’esame di decreti registrati con riserva, su deliberazioni di assemblee internazionali, su relazioni della Corte dei conti ecc.. In Assemblea questo strumento può essere utilizzato per chiudere dibattiti provocati da mozioni o derivanti da comunicazioni del Governo al Parlamento. In Commissione la risoluzione è diretta a manifestare orientamenti o a definire indirizzi su specifici argomenti.
  5. Quali sono gli atti di indirizzo politico del Parlamento? Il Parlamento attraverso il potere legislativo determina l’indirizzo politico dello Stato. Gli strumenti usati sono: la mozione, la risoluzione e l’ordine del giorno. La mozione parlamentare è uno strumento di indirizzo politico attraverso il quale la Camera o il Senato danno direttive al Governo sul comportamento da tenere o le misure da prendere per affrontare una determinata questione. La risoluzione può essere votata in assemblea o commissione e serve a far chiudere una mozione o manifestare orientamenti sugli argomenti in discussione e cioè, ad esempio, su relazioni governative. L'ordine del giorno generale è invece l'elenco di tutti i disegni di legge ed i documenti presentati al Senato, con il relativo stato di avanzamento dei lavori.
  6. Quali sono gli atti di controllo del Parlamento? Gli atti di controllo del Parlamento sono procedure volte al controllo e all’informazione e sono: le interrogazioni; le interpellanze; l’inchiesta parlamentare. Una interrogazione parlamentare, in Italia, indica una domanda che uno o più parlamentari rivolgono al governo della Repubblica Italiana nel suo complesso o a un singolo ministro per essere informati sulla veridicità di un fatto o di una notizia e sui provvedimenti che il governo intende adottare o ha già adottato in merito. L’interpellanza è una domanda scritta presentata al governo da uno o più parlamentari per avere chiarimenti sul suo operato e che prevede un dibattito. Le commissioni d’inchiesta sono regolate dall’articolo 82 della costituzione italiana e possono essere create ad hoc per svolgere indagini e ricerche su materie e argomenti di interesse pubblico, con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.
  7. Cos'è la mozione? La Mozione è uno strumento di indirizzo che mira a promuovere una deliberazione della Camera. La Mozione consiste nella richiesta, fatta dai singoli parlamentari alla Camera cui appartengono, di procedere alla discussione e votazione, per esempio, su un determinato oggetto su cui una precedente interpellanza li avesse lasciati insoddisfatti. Può, comunque, essere posta, indipendentemente da precedenti interpellanze, purché almeno 10 deputati o 8 senatori o un presidente di un gruppo parlamentare la promuovano.
  8. Cos'è l'ordine del giorno? Il termine "ordine del giorno" designa diversi documenti. L'ordine del giorno della seduta (dell'Assemblea e delle Commissioni) indica l'elenco degli argomenti che saranno discussi.

Pubblica Amministrazione. Il Governo ha infine il potere normativo, cioè il potere di emettere norme finalizzate a tradurre in pratica le decisioni prese nell' ambito della funzione di indirizzo politico

  1. Che differenza sussiste tra la mozione di sfiducia e la questione di fiducia? La mozione di sfiducia è l'atto attraverso il quale il Parlamento manifesta la sua sfiducia nei confronti del Governo. Un certo numero di parlamentari, stabilito solitamente dalla Costituzione, possono chiedere la mozione di sfiducia. Con la questione di fiducia, il Governo richiama l'attenzione del Parlamento su una legge o, più frequentemente, su un emendamento a un disegno di legge o progetto di legge che ritiene fondamentale per la propria azione politica.
  2. Cos'è la mozione di sfiducia? La mozione di sfiducia è l'atto attraverso il quale il Parlamento manifesta la sua sfiducia nei confronti del Governo. Un certo numero di parlamentari, stabilito solitamente dalla Costituzione, possono chiedere la mozione di sfiducia.
  3. Il Governo in attesa di fiducia che funzioni può svolgere? Il Governo in attesa di fiducia ha una posizione simile a quella del Governo dimissionario e non può compiere atti che eccedano l’ordinaria amministrazione.
  4. Quali norme costituzionali disciplinano la formazione del Governo? Secondo l’articolo 92 della Costituzione il Governo viene formato attraverso il seguente procedimento ovvero il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri che a sua volta nomina i ministri. Secondo l’articolo 94 il Governo deve godere della fiducia da parte delle Camere e deve essere ottenuta entro 10 giorni dal giuramento.
  5. Quando si apre una crisi di Governo? La crisi di Governo è la circostanza che si verifica ogni volta che il potere esecutivo perde l’appoggio quindi la fiducia del Parlamento e, di conseguenza, della maggioranza che lo ha eletto.
  6. Cos'è la sfiducia individuale? La mozione di sfiducia è l’atto con cui il Parlamento esprime la fine del rapporto fiduciario nei confronti del Governo o di un singolo ministro. Si tratta di una deliberazione che se ha esito positivo fa venire meno il consenso e la legittimazione nei confronti dell’Esecutivo.
  7. Qual è la durata del Governo? L’inizio coincide con il giorno del giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica e la fine coincide con il giuramento del governo subentrante.
  8. Quando il Governo entra giuridicamente in carica? L’inizio coincide con il giorno del giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica e la fine coincide con il giuramento del governo subentrante.
  9. Cos'è il rimpasto? Il rimpasto è un cambiamento nella composizione dell’esecutivo senza che si arrivi alle dimissioni di tutto il governo, al fine di adeguare la distribuzione delle cariche governative a un cambiamento politico.
  10. L'iter di formazione del Governo: Per formazione del Governo s’intende il procedimento di nomina del Presidente del Consiglio e dei Singoli Ministri. Il procedimento è suddiviso in tre fasi: consultazione, incarico e nomina. Il governo entra in carica dopo altre due fasi ovvero il giuramento e fiducia. - --
  • CONSULTAZIONE: il Presidente della Repubblica consulta i segretari dei partiti, i Presidenti dei gruppi Parlamentari, gli ex Presidenti della Repubblica e i Presidenti delle Camere e successivamente nomina il Governo che potrebbe riscuotere la fiducia da parte della maggioranza parlamentare.
  • INCARICO: il Presidente del Consiglio riceve l’incarico con riserva di formare il nuovo Governo e concorda il programma e la lista dei Ministri con i partiti Politici della sua coalizione.
  • NOMINA: il Presidente del Consiglio si reca dal Presidente della Repubblica per accettare la nomina e scogliere la riserva.
  • GIURAMENTO: Il presidente del Consiglio e i Ministri, davanti al Presidente della Repubblica pronunciano la formula rituale di giuramento.
  • FIDUCIA: entro 10 giorni dalla nomina, il Governo si reca in Parlamento per presentare il programma e

ottenere la fiducia dal Parlamento.

  1. Quali sono i principi costituzionali sull'azione amministrativa? I principi costituzionali su cui si basa l’azione amministrativa sono:
  • PRINCIPIO DI LEGALITA’, tutti gli organi dello Stato sono tenuti ad agire secondo la legge;
  • IMPARZIALITA’, svolgere l’attività amministrativa in modo imparziale;
  • BUON ADATTAMENTO, agire in modo efficace per conseguire gli interessi collettivi;
  • PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’, un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l'azione;
  • LELAE COLLABORAZIONE, avere buoni rapporti organizzativi tra le amministrazioni pubbliche;
  • PRINCIPIO DI RESPONSABILITA’, tutti gli organi dello Stato e degli enti pubblici sono responsabili degli atti compiuti in violazione dei diritti, in sede civile, penale e amministrativa.
  1. Qual è la modalità di elezione del Presidente della Repubblica? Il Presidente della Repubblica italiana è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato. L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta. I requisiti di eleggibilità sono:
  • l'avere cittadinanza italiana;
  • aver compiuto i 50 anni d'età;
  • godere dei diritti civili e politici.
  1. Cosa si intende con il termine "semestre bianco”? Il semestre bianco è il periodo di tempo corrispondente agli ultimi sei mesi del mandato del Presidente della Repubblica Italiana, durante il quale il Presidente non può sciogliere le Camere.
  2. Qual è la funzione del Presidente della Repubblica nell'ordinamento italiano? Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
  • Può inviare messaggi alle Camere.
  • Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.
  • Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
  • Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
  • Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.
  • Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.
  • Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.
  • Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
  • Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
  • Può concedere grazia e commutare le pene.
  • Conferisce le onorificenze della Repubblica. (Risposta Breve) Il Presidente della Repubblica nell’ordinamento statale assume un ruolo di garanzia e controllo, posizionandosi quale figura imparziale rispetto ai tre classici poteri statali (legislativo, esecutivo e giudiziario).
  1. Quali sono le cause di cessazione della carica di Presidente della Repubblica? Il Presidente della Repubblica cessa l’esercizio delle sue funzioni per:
  • morte;
  • trascorsi i sette anni della durata della carica;
  • dimissioni;
  • impedimento permanente;
  • destituzione in caso di altro tradimento o attentato alla Costituzione;
  • decadenza, se vengono meno i requisiti di eleggibilità. Il Presidente della Repubblica quando cessa l’esercizio delle sue funzioni, ad eccezione del caso di destituzione, assume la carica di senatore a vita, salvo non vi rinunzi. Le dimissioni del presidente della
  • fine dei 7 anni;
  • dimissioni;
  • impedimento permanente;
  • decadenza (viene meno uno dei requisiti di eleggibilità);
  • destituzione (a seguito di condanna per alto tradimento o attentato alla costituzione). Allo scadere del mandato, il presidente della Repubblica diventa di diritto senatore a vita a meno che non vi rinunci.
  1. Quali sono le sue funzioni? In caso di impedimento temporaneo le funzioni del presidente della repubblica sono esercitate dal presidente del Senato (che però deve limitarsi agli atti di ordinaria amministrazione); in caso di impedimento permanente (morte o dimissioni) il presidente della camera dei deputati indice l’elezione del nuovo presidente della repubblica entro 15 giorni. La cessazione dall’ufficio di presidente della repubblica può avvenire per:
  • morte;
  • fine dei 7 anni;
  • dimissioni;
  • impedimento permanente;
  • decadenza (viene meno uno dei requisiti di eleggibilità);
  • destituzione (a seguito di condanna per alto tradimento o attentato alla costituzione). Allo scadere del mandato, il presidente della Repubblica diventa di diritto senatore a vita a meno che non vi rinunci.
  1. Quali garanzie l'ordinamento pone nell'esercizio della funzione giurisdizionale? Per garantire l’esercizio della funzione giurisdizionale lo stato si basa sul principio di uguaglianza che è contenuto nell'articolo 3 della Costituzione, uno dei più importanti e noti, che dice: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Il potere giudiziario viene esercitato in posizione di indipendenza ed imparzialità vincolato solo alla legge.
  2. Come avviene la nomina dei magistrati? Per garantire la loro imparzialità e indipendenza la nomina dei magistrati avviene tramite concorso pubblico. Solo i magistrati onorari sono nominati ma in casi previsti dalla legge per materie e per funzioni attribuite a magistrati di primo grado.
  3. Come è ripartita l'organizzazione giudiziaria? La giurisdizione si distingue in ordinaria e speciale. La giurisdizione ordinaria è esercitata da magistrati ordinari e riguarda le materie che la legge non riserva ai giudici speciali. Sono organi della giurisdizione ordinaria, ad esempio, il Tribunale e la Corte di Cassazione. La giurisdizione speciale, invece, riguarda materie che la legge riserva a una magistratura speciale. Sono organi della giurisdizione speciale, ad esempio, i Tribunali Amministrativi Regionali e il Consiglio di Stato. A seconda degli ambiti e delle competenze la giurisdizione si differenzia in costituzionale, civile, penale, amministrativa, contabile, tributaria e militare. Lo strumento principale dell'attività giurisdizionale è il processo, che attraverso il contraddittorio delle parti mira alla pronuncia di un provvedimento, ad esempio una sentenza, con cui la legge viene interpretata e applicata al caso concreto.
  4. In cosa consiste la funzione giurisdizionale? La funzione giurisdizionale, consiste nell'applicazione delle norme giuridiche generali e astratte ai casi particolari e concreti. L'atto tipico della funzione giurisdizionale è la sentenza che è il provvedimento con il quale il giudice dichiara che cosa prevede il diritto al termine di un processo. La giurisdizione si distingue in ordinaria e speciale. La giurisdizione ordinaria è esercitata da magistrati ordinari e riguarda le materie che la legge non riserva ai giudici speciali. Sono organi della giurisdizione ordinaria, ad esempio, il Tribunale e la Corte di Cassazione. La giurisdizione speciale, invece, riguarda materie che la legge riserva a una magistratura speciale. Sono organi della giurisdizione speciale, ad esempio, i Tribunali Amministrativi Regionali e il Consiglio di Stato.
  5. Quali sono i soggetti facenti parte della giurisdizione ordinaria? La giurisdizione si distingue in ordinaria e speciale. La giurisdizione ordinaria è esercitata da magistrati ordinari e riguarda le materie

che la legge non riserva ai giudici speciali. Sono organi della giurisdizione ordinaria, ad esempio, il Tribunale e la Corte di Cassazione. La giurisdizione speciale, invece, riguarda materie che la legge riserva a una magistratura speciale. Sono organi della giurisdizione speciale, ad esempio, i Tribunali Amministrativi Regionali e il Consiglio di Stato. Nella giurisdizione ordinaria vi sono:

  • Giudice di pace, organo monocratico competente in materia civile e penale per cause o reati minori;
  • Tribunale, giudice unico monocratico o collegiale a seconda dei reati i cui giudizi sono appellabili;
  • Corte d’Appello, giudice collegiale di secondo grado in materia civile e penale.
  • Corte d’assise, organo collegiale composto da giudici di carriera e giudici popolari (2 e 6 rispettivamente) per reati più gravi;
  • Corte d‘assise di appello;
  • Corte di Cassazione, la quale si limita alle questioni di legittimità che attengono al rispetto dell’uniforme interpretazione della legge e delle norme di procedura; interviene in caso di ricorso contro le sentenze di appello.
  1. Cos'è la giurisdizione speciale? La giurisdizione si distingue in ordinaria e speciale. La giurisdizione ordinaria è esercitata da magistrati ordinari e riguarda le materie che la legge non riserva ai giudici speciali. Sono organi della giurisdizione ordinaria, ad esempio, il Tribunale e la Corte di Cassazione. La giurisdizione speciale, invece, riguarda materie che la legge riserva a una magistratura speciale. Sono organi della giurisdizione speciale:
  • Tribunali Amministrativi Regionali (Tar) le cui sentenze sono appellabili al Consiglio di Stato (giudice collegiale di secondo grado);
  • Corte dei conti la quale giudica sulla responsabilità amministrativa e contabile di amministratori, impiegati e tesorieri delle amministrazioni pubbliche;
  • Tribunali militari competenti a giudicare in tempo di guerra nei casi stabili dalla legge mentre in tempo di pace solo per i reati commessi dagli appartenenti alle Forze Armate.
  1. Quali sono le responsabilità dei magistrati? La responsabilità dei magistrati è di tipo disciplinare ovvero sono responsabili dei compimenti illeciti delle loro funzioni come:
  • quelli commessi dal magistrato nell'esercizio delle funzioni giudiziarie;
  • quelli commessi dal magistrato fuori dall'esercizio delle funzioni;
  • quelli conseguenti a reato. L’azione può essere proposta presso la Cassazione dal Ministro di grazie e giustizia e dal Procuratore Generale.
  1. Qual è la funzione del CSM? Al Consiglio superiore della magistratura sono attribuite le seguenti competenze:
  • assegnazioni dei magistrati alle sedi e relative funzioni;
  • trasferimento e promozioni dei magistrati;
  • designazione dei magistrati di Cassazione di professori universitari o avvocati per meriti insigni;
  • nomina e revoca dei magistrati onorari;
  • fornire pareri al Ministero di grazia e giustizia, se richiesti, su disegni di legge riguardanti l’ordinamento giudiziario e l’amministrazione della giustizia;
  • svolgere procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati. L’azione disciplinare può essere promossa dal Ministero di grazia e giustizia ma è sempre il Csm che decide in maniera definitiva.
  1. Come è composto il CSM? Il consiglio superiore della magistratura è un organo a composizione mista. È composto da 3 membri di diritto e da membri elettivi che vengono scelti per 1/3 dal parlamento in seduta comune (componenti laici) e per 2/3 dai magistrati (componenti togati). La legge attualmente in vigore, la 44/2002, prevede che il consiglio sia composto da 27 membri. Oltre ai 3 che ne fanno parte di diritto, 16 sono togati e 8 laici. Questi ultimi, in base al dettato costituzionale, vengono eletti dal parlamento in seduta comune tra docenti universitari e avvocati con almeno 15 anni di esercizio. All’interno dell’assemblea del Csm poi, riveste un ruolo centrale il vicepresidente che, in base all’articolo 104 della costituzione, deve essere scelto dal collegio tra i membri laici (cioè quelli eletti dal parlamento). Un ruolo che è di fondamentale importanza per i lavori ordinari dell’assemblea dato che il presidente della repubblica ha compiti prevalentemente formali e di garanzia.

controllo giurisdizionale del rispetto della Costituzione. Sistema di verifica volta ad accertare che una legge o un atto ad essa equiparato sia conforme alle norme della costituzione. Essa è quindi la migliore garanzia di rigidità costituzionale.

  1. Quali sono le prerogative della giustizia costituzionale? I principali ambiti in cui opera la giustizia costituzionale sono:
  • il controllo di costituzionalità degli atti legislativi, sia sotto il profilo formale (rispetto delle norme procedurali volte all’adozione dell’atto), sia sotto il profilo sostanziale (rispetto del dettato costituzionale);
  • conflitti di attribuzione tra gli organi e soggetti costituzionali;
  • tutela dei principi fondamentali della costituzione.
  1. Con quali modalità si apre il giudizio in via d'azione? Il giudizio in via d’azione si apre mediante:
  • ricorso dello Stato contro leggi regionali che eccedano la competenza della regione e per qualsiasi vizio di legittimità costituzionale;
  • ricorso della regione contro leggi e atti aventi forza di legge dello Stato o contro leggi di altre regioni che ledano la sua sfera di competenza.
  1. Quali sono le tipologie di sentenze pronunciate dalla Corte Costituzionale? Sia in caso di ricorso in via d’azione che nel caso di ricorso in via incidentale, il giudizio di costituzionalità può assumere la forma tipica della sentenza. La sentenza per essere tale deve contenere la motivazione in fatto, la motivazione in diritto e il dispositivo. A seconda del contesto le decisioni possono distinguersi in processuali o di merito. Processuali quando la questione rimane irrisolta e di merito quando la questione viene risolta.
  2. Quali sono gli effetti delle pronunce di illegittimità? La pronuncia di illegittimità costituzionale di una norma di legge comporta la disapplicazione della stessa, dando luogo ad un fenomeno che si colloca in una posizione intermedia tra l’abrogazione e l’annullamento. Le sentenze di accoglimento hanno una portata generale poiché incidono direttamente sulle fonti del diritto; costituiscono res iudicata, in quanto non è ammessa impugnazione; hanno limitati effetti retroattivi, nel senso che operano nei confronti di rapporti giuridici pendenti e non valgono nei confronti dei rapporti definitivamente chiusi.
  3. Quali sono i modi di accesso al giudizio di legittimità costituzionale? Per accedere al giudizio di legittimità costituzionale della Costituzione e la legge costituzionale esistono due modalità diverse: il giudizio in via principale e quello in via incidentale. I soli soggetti legittimati ad impugnare una legge di fronte alla Corte Costituzionale in via principale sono lo Stato e le Regioni. Non è dunque configurabile nel nostro ordinamento la legittimazione ad adire la Corte da parte di altri soggetti, quali i singoli cittadini che lamentino la lesione di diritti fondamentali. Soltanto lo Stato e le Regioni possono ricorrere direttamente alla Corte costituzionale, cosicché gli altri soggetti che non possono adire direttamente il Giudice delle leggi hanno comunque la possibilità di intervenire in via incidentale. Il ricorso davanti alla Corte in via incidentale va promosso nel corso di un giudizio di fronte ad un’autorità giurisdizionale. Nel corso di qualunque processo, sia le parti sia il giudice possono sollevare questione di legittimità costituzionale.
  4. Quali sono le condizioni di ammissibilità del giudizio in via incidentale dinanzi alla Corte Costituzionale? Affinché la questione di legittimità costituzionale possa accedere al giudizio della Corte è necessario che il giudice a quo accerti preliminarmente l’esistenza di due condizioni di ammissibilità:
  • la questione di costituzionalità deve essere rilevante ed è tale quando ha ad oggetto una disposizione di legge la cui applicazione è necessaria per definire il giudizio in corso;
  • la questione di costituzionalità non deve essere manifestamente infondata, ossia deve essere ragionevolmente seria e non pretestuosa.
  1. Quali sono i requisiti per intraprendere un giudizio in via incidentale? Per intraprendere il giudizio in via incidentale sono richiesti due requisiti:
  • soggettivo, ossia l’esistenza di un giudice, incardinato nell’organizzazione della magistratura ordinaria

o amministrativa;

  • oggettivo, ossia l’esistenza di un giudizio in senso tecnico, ovvero di attività qualificabile come esercizio di una funzione giurisdizionale.
  1. Quali sono le tipologie di conflitti di attribuzione? I conflitti di attribuzione sono di due diversi tipi: i conflitti tra poteri dello Stato (conflitti interorganici) e quelli tra Stato e Regioni o tra le stesse Regioni (conflitti intersoggettivi). Per quanto riguarda i conflitti interorganici essi insorgono tra organi statali, cioè tra articolazioni organizzative appartenenti al medesimo soggetto (lo Stato, appunto) e riguardano comportamenti (azioni e/o omissioni) o atti lesivi delle attribuzioni costituzionalmente previste. Per quanto riguarda, invece, i conflitti intersoggettivi insorgono quando un ente ritiene che l’altro abbia invaso con un suo atto la sfera di competenza assegnatagli dalla Costituzione.
  2. Quali sono i limiti di ammissibilità del referendum abrogativo? Secondo la Costituzione sono inammissibili i referendum aventi ad oggetto:
  • leggi tributarie;
  • leggi di bilancio;
  • leggi di amnistia e indulto;
  • leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali.
  1. Cosa si intende per "poteri dello Stato"? Lo Stato democratico si differenzia dalla dittatura e da uno stato retto da una monarchia assoluta perché al vertice dello Stato democratico non esiste un’unica persona né un unico organo, ma una pluralità di organi ai quali competono funzioni diverse e che si controllano a vicenda. Funziona in questo modo:
  • i cittadini eleggono il Parlamento, che ha potere legislativo (fare le leggi);
  • il Parlamento dà (e può togliere) la fiducia al Governo, che ha potere esecutivo (governare e applicare le leggi);
  • i giudici hanno il potere giudiziario (far rispettare le leggi) ma devono limitarsi a far applicare le leggi varate dal Parlamento;
  • il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento e rappresenta l’unità nazionale.
  1. Quali sono gli organi di rilievo costituzionale? Gli Organi di Rilievo Costituzionale sono quelli che, pur non partecipando alla funzione politica, ne’ essendo essenziali alla struttura costituzionale dello Stato, sono elencati, ma non direttamente disciplinati dalla Costituzione, che rinvia alla legge ordinaria la disciplina della loro organizzazione, struttura ed attività. Gli organi di rilievo costituzionale sono: il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti, il Consiglio Superiore della Magistratura, il Consiglio Supremo di Difesa.
  2. Qual è la differenza tra gli organi di rilievo costituzionale e gli organi costituzionali? Gli Organi Costituzionali dello Stato quegli organi che partecipano alla funzione politica: cioè prendono parte all’individuazione dei fini che lo Stato è chiamato a perseguire. Tali organi sono direttamente disciplinati dalla Costituzione ed una modifica degli stessi porta all’emanazione di norme costituzionali. Essi sono: il Presidente della Repubblica, il Parlamento, composto da Camera dei Deputati e Senato, il Presidente del Consiglio dei Ministri e l’intero Governo, l’organismo della Magistratura, gli Enti territoriali autonomi. Gli Organi di Rilievo Costituzionale sono quelli che, pur non partecipando alla funzione politica, ne’ essendo essenziali alla struttura costituzionale dello Stato, sono elencati, ma non direttamente disciplinati dalla Costituzione, che rinvia alla legge ordinaria la disciplina della loro organizzazione, struttura ed attività. Gli organi di rilievo costituzionale sono: il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti, il Consiglio Superiore della Magistratura, il Consiglio Supremo di Difesa.
  3. Quali limiti devono rispettare gli statuti? Gli statuti devono rispettare i limiti generali di armonia con la Costituzione sia sotto il profilo procedurale che sotto il profilo contenutistico. Si tratta quindi del rispetto dei principi della tutela della concorrenza, strumentali ad assicurare le libertà comunitarie, e dunque le disposizioni contenute nel Codice dei contratti pubblici che costituiscono diretta attuazione delle prescrizioni poste a livello europeo; e i principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica, tra i quali la disciplina di istituti e rapporti privatistici relativi, soprattutto, alle fasi di conclusione ed