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riassunto 3 capitoli del libro sindaci e giovani sindaci, sociologia politica
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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La chiave interpretativa per comprendere i cambiamenti intervenuti nella politica locale e le dinamiche di trasformazione che hanno investito i suoi principali attori risiede nel diverso ruolo assunto dal sistema partitico nei 3 momenti coincidenti con il suo apogeo con la sua destrutturazione e con la sua faticosa ricomposizione. È importante sottolineare che la stabilizzazione sia organizzativa che nella struttura del voto almeno fino ai primi anni 70 del secolo scorso permise ai tre maggiori partiti, ma soprattutto a Dc e Pci, di essere partiti di promozione sociale e istituzione di collegamento tra classe politica e realtà sociale per il fatto di svolgere la funzione di veicolo di promozione di determinati ceti sociali. Questi due maggiori partiti catalizzarono i due terzi dell'elettorato. Infatti, il tipo di egemonia che esercitavano era si politica ma soprattutto culturale e organizzativa. Queste due diverse tradizioni culturali unitamente alle diverse strutture socio economiche agevolarono la formazione di vere proprie subculture territoriali per cui la Dc ebbe il suo radicamento nelle regioni del Nord est il Pci nelle regioni dell'Italia centrale. Partiti e selazione della classe politica locale: In questo modo il ruolo dei partiti nella politica locale viene preponderante sotto tutti profili. Tarrow sottolinea l'aspetto decisivo della selezione della classe politica che avveniva in primo luogo monopolizzando la fase di scelta dei candidati alle cariche pubbliche e l'acquisizione di queste ultime era considerata una tappa importantissima nelle carriere politiche. La vicinanza partita era dunque decisiva sia sul versante della selezione delle candidature che sul versante delle nomine alla carica pubblica. Di minore importanza sembrava invece essere il ruolo del partito nel momento elettorale dove a prevalere era la competizione interindividuale per la conquista delle preferenze
all'interno del partito per cui diventa sempre più importante la capacità dei singoli di “rastrellare” risorse individualmente oltre quelle offerte tradizionalmente dal partito. Il raggiungimento della carica si collocava in un percorso interno al partito dal quale non poteva prescindere. Le stesse cariche non rispondevano a criteri di professionalità bensì a criteri da ricercare nei rapporti interni al partito e fra i partiti. Le cariche locali costituivano un trampolino verso cariche superiori. Partiti e sistemi locali: Tarrow sostiene che in seguito al passaggio dalla politica del notabilato alla distribuzione burocratica di massa delle risorse pubbliche in Italia si sia creata una subcultura di partito che si sarebbe affermata in virtù della necessità insita nel nostro sistema di trasferire le risorse dal centro alla periferia attraverso il sistema dei partiti. Necessità che a sua volta ha favorito enormemente l'affermazione dell'imprenditorialità politica come metodo di "gestione" delle risorse a livello locale. È un'ipotesi per spiegare il ruolo preponderante dei partiti in particolare della Dc nell'affermazione di un sistema che attraverso le istanze periferiche di governo è orientato a promuovere lo sviluppo e a ridurre gli squilibri. Questo tipo di sistema si sarebbe affermato prevalentemente nelle realtà meridionali poiché in queste zone risultano assenti una vera e propria subcultura, intesa come forma dell'organizzazione sociale comunitaria, ed è mancato un processo di diffusione della piccola media impresa con le relative capacità di creazione di una dinamica di sviluppo propriamente inteso e di un benessere endogeno, per cui lo scambio politico si esercita su specifiche prestazioni assistenziali a carattere prevalentemente individuale. L'altra ipotesi si riferisce al cosiddetto localismo subculturale o localismo tradizionale caratterizzato
politiche generali oppure al politico esperto per quelle politiche altamente tecniche. Si potrebbe dire che i vertici del partito interessa sostanzialmente con chi si governa in periferia non come ne per fare cosa questa la norma che vale anche al di fuori delle competizioni elettorali. Il declino della vecchia politica locale: Tale declino inizia negli anni ‘70: la Dc perde lentamente consensi nelle zone tradizionalmente a maggior insediamento subculturale e meno in quelle caratterizzate dal clientelismo localistico. Si assiste alla disgregazione del sistema dei partiti di cui la Dc risente in modo particolare; ci si riferisce alla crescita della mobilità elettorale in conseguenza soprattutto dell'affermarsi del “voto difforme” un voto espresso in favore di nuovi soggetti politici minori che mette in discussione le tradizionali collocazioni nel continuum destra-sinistra. La causa principale dell'affievolimento dell'identificazione subculturale della Dc fu sicuramente la secolarizzazione con i suoi effetti anche sulla partecipazione politica dei cattolici in forma associata; la subcultura territoriale in altri termini tende a scindersi da quella cattolica e a perdere così la connotazione “bianca”. La Dc non è più il riflesso della comunità locale, della sua organizzazione ma un interlocutore, un soggetto da valutare in base a quello che fa e a quello che offre, in base ai benefici che produce. Dalla Dc la crisi di credibilità si trasferisce all'intero sistema dei partiti. Ma perché? Diamanti risponde con sei ipotesi:
protestatario in termini di redistribuzione della ricchezza e del riequilibrio del potere
consenso. Soprattutto quello tradizionalmente espresso nelle zone bianche e l'effetto poi delle nuove leggi elettorali e infine per le indagini di Mani Pulite. La nuova legge elettorale provocò una reazione anticipata per cui ancora prima del marzo 1994 le divisioni interne avevano determinato la scissione della Dc in diversi gruppi nel tentativo di anticipare l'impatto bipolarizzante e dunque contrario ai partiti di centro che si riteneva avrebbe avuto la nuova legge elettorale. In questo quadro altri mutamenti significativi sono il declino all'interno della società civile della presenza dei partiti che ha portato la fine del partito di massa, e i nuovi partiti come Lega e Forza Italia, che scelsero di non seguire il modello del partito di massa, la de-ideologizzazione e la secolarizzazione, che indebolirono fortemente i legami tra partiti e società, con la conseguenza del progressivo dell'allineamento tra partiti e forze sociali. La conseguenza della rottura dei legami tra partiti e società si rifletterà inevitabilmente sul grado di identificazione partitica che crollerà tra i 93 e il 94. La svolta maggioritaria negli anni ‘90: La compiuta trasformazione del sistema politico italiano negli anni ‘90 ha il suo fulcro nella ristrutturazione del sistema partitico consentita sotto il profilo istituzionale dalla riforma del sistema elettorale anche se la profonda trasformazione del sistema politico di quegli anni affonda le radici nella crisi del sistema partitico tradizionale che aveva garantito fino ad allora un efficace aggregazione degli interessi generali. L'avvio dell'indagine Tangentopoli ha solo determinato il rapido crollo di queste macchine politiche le cui sezioni territoriali avevano perso già da tempo la propria funzione aggregativa e rappresentativa.
La Lega Nord che era diventato il primo partito in molte città del nord, abbandonò la precedente posizione proporzionalistica appoggiando il referendum sulla legge elettorale del 18 aprile
sindaco prima che sulle caratteristiche della coalizione di riferimento la sua funzione cardine per il successo elettorale fa sì che accresca il suo potere negoziale nei confronti del partito e della coalizione di riferimento. Si è parlato di scavalcamento dei partiti da parte dei candidati i quali forniscono un apporto decisivo per il successo della competizione mentre i partiti conservano l'importante prerogativa del reclutamento. Nuovo rapporto tra sindaco e partito: fra personalizzazione e frammentazione La trasformazione del sistema istituzionale locale modifica tale rapporto. Si assiste ad un qualche recupero del terreno perduto da parte dei partiti rendendo più difficile quel processo di personalizzazione del potere locale che sembrava inarrestabile. Terminata l'ondata umorista i partiti recuperano il controllo almeno in tre ambiti essenziali: nella selezione dei candidati a sindaco, nella composizione delle giunte, nella distribuzione delle cariche. Si assiste ad un arretramento del protagonismo della società civile tendente ad esaltare l'estrazione sociale ed extra apartitica del candidato; ad un aumento del condizionamento consiliare e quindi partitico nella formazione delle giunte, non più squadra del sindaco, così come si erano caratterizzate nella prima fase; ad un ritorno dei partiti alla gestione del sottogoverno locale attraverso il controllo gli enti e aziende pubbliche e partecipate e all'assegnazione di incarichi pubblici in settori strategici dell'amministrazione.
Capitolo 2
L'analisi e l'elaborazione delle informazioni desunte dalla banca dati del Ministero dell'Interno evidenziano una esigua partecipazione delle donne nella vita politica comunale e nazionale nonostante le rilevanti trasformazioni che hanno investito il panorama istituzionale e politico del nostro paese. Per indicare questo fenomeno si parla di “segregazione occupazionale” di genere distinguendo tra “segregazione orizzontale” e “segregazione verticale” indicando la prima la tendenza alla separazione tra professioni funzioni professionali o settori di attività maschili o femminili e la seconda lo scarso accesso alle donne alle posizioni dirigenziali nelle imprese. Il rapporto di ricerca del ministero traccia inoltre una tassonomia dei fattori che insieme alla segregazione verticale diffusa considerata alla base forniscono una chiave di lettura dell'esclusione delle donne dai livelli decisionali della politica. Tale tassonomia include:
i giovanitra i 18 e i 34 anni occupano un modestissimo 4% dell'universo di sindaci mentre la categoria degli anziani vede un significativo incremento rispetto al passato: oggi gli ultrasessantenni sono più che raddoppiati rispetto a prima e dopo il 93. Ciò evidenzia sempre maggiori difficoltà dei giovani nell'accesso alla rappresentanza che avvantaggia chi in un modo o nell'altro è già inserito nel ceto politico e vi prolunga la permanenza, chi abbia maggiore facilità di accesso. Tendenza gerontocratica a seguito di un arroccamento sulle posizioni di potere che produce una sostanziale chiusura verso la classe più giovane. Il livello di istruzione: è solitamente considerato una risorsa acquisitiva è anche un indicatore di estrazione sociale e potenzialmente esprime capacità di mobilità ascendente nelle carriere. La tendenza alla crescita dei laureati fra i sindaci è evidente e riguarda tutti gli eletti a livello locale e sta a dimostrare che il livello di istruzione è una risorsa sempre più rilevante ai fini della competizione politica nell'arena locale. Nel sud e nelle isole l'istruzione diviene vera e propria risorsa strategica e rappresenta un indubbio vantaggio nel mercato elettorale locale.
l'analisi diacronica dei dati mostra una decisa inversione di tendenza rispetto al recente passato. Nel 1963 e troviamo una conferma del modello tradizionale del sindaco notabile in cui un terzo del totale è rappresentato da liberi professionisti seguiti dagli insegnanti dai dipendenti pubblici e dai dirigenti pubblici e privati nei decenni successivi e la rappresentanza sociologica è stata espressa prevalentemente dai sindaci non più appartenenti ai ceti professionali e produttivi ma al funzionariato pubblico e di partito. Solo oggi si può rilevare ed una discontinuità col passato
osservando un totale ribaltamento della composizione professionale che nel profilo generale vede il prevalere di altre categorie come i dipendenti del settore privato i liberi professionisti e gli autonomi. Rispetto al passato nuovi ceti sociali si sono resi disponibili all'impegno politico in cui la risorsa prevalente non è più il tempo a disposizione da impiegare nell'attività politico amministrativa ma le caratteristiche personali socialmente visibili.
vedi grafico La percentuale più alta del pubblico impiego è quella degli insegnanti di scuola primaria e secondaria, vedi grafico. I fenomeni più rilevanti che si sono affermati e consolidati all'interno dell'universo dei sindaci italiani sono:
la partecipazione delle donne under 35 è più marcata rispetto a quella dei colleghi uomini. I giovani amministratori italiani hanno un elevato grado di istruzione: complessivamente il 90% di essi è in possesso di un titolo di istruzione superiore e generalmente i giovani che si avvicinano all'amministrazione comunale italiana hanno un livello di istruzione più elevato rispetto ai colleghi più adulti.Per comprendere le frasi che accompagnano l'elezione di un amministratore locale bisogna considerare il grado di influenza esercitata dai partiti sulle fasi che riguardano la socializzazione politica, il reclutamento, la selezione. Ció determina due tipologie di accesso alla carica pubblica: una gerarchica o verticale l'altra societaria o orizzontale. La prima tipologia di accesso vede le diverse fasi del processo che conduce all'elezione direttamente e quasi esclusivamente influenzate dal partito cui sono collegate la socializzazione, il reclutamento e la selezione. In questo caso si stabilisce una più stretta connessione fra esperienza partitica al cui interno inizia e si sviluppa la carriera e l'esperienza amministrativa come conseguenza del percorso intrapreso. C'è maggiore lealtà verso il partito è maggiore possibilità di professionalizzazione degli eletti. La seconda tipologia prevede un grado di influenza inferiore da parte delle strutture del partito ma la socializzazione e il reclutamento sono influenzate da altre strutture sociali e diviene decisiva la provenienza sociale professionale e la partecipazione associativa. In questo caso la Società civile a preminenza sul partito nell'assicurare le risorse di influenza necessaria all'eletto e il reclutamento societario opera un indebolimento del rapporto di lealtà fra partito ed eletto riducendo la coesione
organizzativa nelle strutture locali, per lo più dipendenti da fazioni organizzate che provvedono alla necessaria integrazione. Terza tipologia in cui il reclutamento si fonda su un solido collateralismo attraverso cui le organizzazioni sociali collaterali al partito forniscono anche personale direttivo. Oggi i gruppi organizzati instaurano rapporti strumentali, limitati nel tempo e legati alle prospettive di vittoria del partito e, quindi, si tratta piuttosto di un fenomeno da ricomprendere nella seconda tipologia. Le diverse modalità di influenza dei partiti nelle fasi che conducono all'elezione di un amministratore locale e il livello di istituzionalizzazione non possono non tenere conto del processo di destrutturazione e ricomposizione del quadro partito italiano ed è proprio da questa analisi che bisogna ripartire. Il fenomeno delle ristrutturazioni dei sistemi partitici evidenzia uno dei mutamenti più significativi mettendo maggiormente in evidenza il declino dei partiti politici all'interno delle comunità. Tutti i partiti hanno interrotto la loro funzione integrativa a livello sociale e hanno prodotto un sostanziale scollamento fra partiti-società-comunità locali, con la conseguenza di un indebolimento dei rapporti che un tempo consentiva il collegamento fra partiti e organizzazioni sociali delle comunità locali. Tutto ciò non vuol dire che i partiti siamo scomparsi o abbia abbandonato i presidio locali anzi per certi versi si sono rafforzati. I partiti non solo sono i padroni della delega ma hanno anche potere quasi assoluto sulle nomine pubbliche, di adottare qualsivoglia provvedimento particolaristico in ambito nazionale e locale e di
prevalentemente sui principali valori rappresentati dal cattolicesimo politico e dal riformismo no populisti tradizionalisti socialdemocratici e conservatori. Sul piano della socializzazione istituzionale ad un alto grado di fiducia nei confronti delle istituzioni quale presidenza della Repubblica forze di pubblica sicurezza forze armate. L'adesione al partito: i sindaci e le loro motivazioni: I motivi che hanno spinto i giovani sindaci ad iscriversi a un partito sono stati i valori del partito e poi la politica sostenuta e il desiderio di influenzare le decisioni dall'interno di questo. Gli incentivi collettivi positivi costituiscono ancora un importante motore di adesione. La componente prevalente del campione è costituita da coloro che si dichiarano maggiormente identificati con gli obiettivi di policies e non da vecchie appartenenze ideologiche segno che i giovani sindaci tendono ad incarnare effettivamente le caratteristiche legate al rinnovamento, alla competenza e al sociale in un'ottica programmatica. La partecipazione interna al partito: Gli eletti in generale dedicano buona parte del proprio tempo al ruolo che rivestono negli enti locali e ciò vale soprattutto per i sindaci. Il fenomeno che attraversa molti partiti è un relativo disagio nell'organizzazione e relativa sfiducia nella possibilità di ottenere cambiamenti significativi e una difficoltà nell'integrazione. I sindaci nell'organizzazione del partito: Riguardo le candidature la selezione per il 41,5% è ottenuta attraverso rappresentanti locali del partito mentre in misure nettamente inferiori è stata frutto di altre modalità, come l'autocandidatura
interna o esterna. Quasi nella totalità dei casi la decisione di conferire la candidatura è maturata a livello locale. Ciò assume particolare significato in quanto alla centralità sociale di cui abbiamo parlato nel modello di selezione si somma l'ulteriore centralità delle livello locale entro cui le informazioni sociali operano, stabilendo quella fondamentale saldatura fra organizzazione e territorio tesa ad esaltare le risorse locali nel loro complesso. Ulteriori indicatori dell'integrazione periferica dell'eletto nel partiti sono rappresentate dal sostegno finanziario offerto dai partiti ai candidati e dall'appoggio elettorale ricevuto da diversi e lettori. Il finanziamento della campagna elettorale è sostenuto quasi totalmente da mezzi propri il sostegno partitico è generalmente scarso ció conferma il disimpegno dei partiti con qualche eccezione come nel caso della Lega Nord che sostiene direttamente i propri candidati La rilevanza del canale partitico diminuisce di intensità a vantaggio di altre forze e spinte che non sono identificabili completamente nella società civile, mossa da scarsa volontà della mobilitazione in sostegno dei candidati. L'esigua percentuale dei contatti con i livelli nazionali indica che a livello verticale non vi è integrazione né una tendenza a consolidare rapporti strutturali che anche in ambito locale non sembra essere solida: poco più di un terzo del campione dichiara di avere rapporti frequenti con il livello regionale, mostrando una difficoltà nell'irrobustire l'integrazione orizzontale. I sindaci insistono sulla necessità di un maggiore collegamento fra le articolazioni locali del partito e la sua organizzazione centrale esprimendo insoddisfazione dovuta a scarsa interazione, ad una difficoltà di collegamento e ad una difficile coesione interna.