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Sintesi completa - Le percezioni sensoriali nell'autismo e nella sindrome di Asperger, Sintesi del corso di Pedagogia

SIntesi completa del libro facoltativo proposto dal professore Angelo Lascioli nell'insegnamento Pedagogia Speciale, al terzo anno di Scienze dell'educazione all'Università di Verona

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020
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Caricato il 27/12/2021

Mariaaccordini
Mariaaccordini 🇮🇹

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LE PERCEZIONI SENSORIALI NELL’AUTISMO E NELLA SINDROME DI ASPERGER
Olga Bogdashina
DIVERSO non significa ANORMALE, NORMALITA è un termine molto relativo, dal momento che la norma si applica
spesso alle prestazioni della maggioranza, ed è più giustificato chiamarle tipiche. Nel libro viene utilizzato l’espressione
persone autistiche dato che l’autismo non è qualcosa che si può facilmente rimuovere. Attualmente, non essendo noti
test medici che rivelino l’autismo, la diagnosi si pasa sulla presenza di comportamenti specifici:
- Deficit nelle INTERAZIONI SOCIALI,
- Deficit nella COMUNICAZIONE,
- Deficit nell’IMMAGINAZIONE.
Tuttavia, tali comportamenti sono visti come un insieme di reazioni compensative finalizzate, causate da uno o più
deficit fondamentali e non possono essere considerati come caratteristiche primarie.
Ciò che manca alla maggior parte degli studi sulla disfunzione sensoriale nell’autismo è l’opinione e la visione che del
problema hanno le persone autistiche stesse. Bob Morris chiama questo l’ERRORE ORIGINARIO degli studi, ovvero
cercare di ricostruire il mondo autistico utilizzando metodi e percezioni dei non autistici.
1. DISFUNZIONE SENSORIALE O DIFFERENTI ESPERIENZE SENSORIALI?
I problemi di percezione sensoriale giocano un certo ruolo importante nell’autismo, non sono solo deficit, spesso sono
esperienze sensoriali e punti di forza. Le ricerche nel campo dei disturbi visivi hanno mostrato che si hanno alcune
modalità di comportamento simili in bambini ciechi e in bambini autistici, questo permette di affermare che non sia
un deficit visivo, mala causa è di natura percettiva: non riuscendo a comprendere il in relazioni all’ambiente, cercano
di interpretare esso in modo differente (in questo caso come fanno i ciechi). Le persone autistiche comprendono nei
loro primi anni di vita di essere diverse, ma non capiscono perché. Spesso sono ignare di percepire il mondo in modo
differente, perché non hanno nessun metro di paragone. Alcuni sistemi di percezione e di pensiero sono in comune
tra diversi individui autistici: questo permette loro di avere meno problemi a parlare con uno “come loro”.
2. PERCEZIONE
I SENSI operano attraverso ORGANI DI SENSO specializzati, i quali possono essere classificati in:
RECETTORI ESTEROCETTIVI – relativi a stimoli prodotti all’esterno – vista, udito, olfatto
RECETTORI ENTEROCETTIVI – relativi a stimoli prodotti all’interno – gusto, tatto
Si distinguono i seguenti sistemi sensoriali:
VISTA
UDITO
SISTEMA VESTIBOLARE – rileva movimenti e cambiamenti di posizione del capo
OLFATTO
GUSTO
SISTEMA TATTILE – facoltà di percepire di contatto, pressione, dolore, temperatura
SISTEMA PROPRIOCETTIVO – percepire stimoli prodotti all’interno dell’organismo
Il processo attraverso cui conosciamo il mondo e noi stessi attraverso i sensi viene chiamato PERCEZIONE, ed è diviso
in fasi:
1. SENSAZIONE – processo elementare senza facoltà di analisi, è un semplice sentire. Possiede una qualità, intensità
e durata, e può essere suddivisa in:
AFFETTIVA – piacere, dolore
SENTATIVA – gusto, tatto, odorato, calore
2. Le informazioni dei sensi passano attraverso specifiche aree del cervello
3. Le percezioni sensoriali vengono connesse con ASSOCIAZIONI COGNITIVE e sono collegate ai tipi generali di cose
nella memoria
La percezione dipende sia dall’APPRENDIMENTO che dalla MATURAZIONE. I neonati non hanno innato in loro il
mondo percettivo con tutte le loro categorie, lo creano attivamente attraverso le loro esperienze, memorie e i loro
processi cognitivi. Gradualmente essi imparano a sentirsi e controllare le parti del proprio corpo per produrre
movimenti finalizzati. Essi sviluppano le abilità di elaborazione visiva e uditiva, e acquistano la comprensione
attraverso l’INTERAZIONE CON L’AMBIENTE. I bambini imparano a distinguere fra differenti stimoli a partire da un
caos di suoni, forme, superfici, movimenti, e nei primi mesi di vita acquisiscono bene la capacità di distinguere fra le
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LE PERCEZIONI SENSORIALI NELL’AUTISMO E NELLA SINDROME DI ASPERGER

Olga Bogdashina DIVERSO non significa ANORMALE, NORMALITA è un termine molto relativo, dal momento che la norma si applica spesso alle prestazioni della maggioranza, ed è più giustificato chiamarle tipiche. Nel libro viene utilizzato l’espressione persone autistiche dato che l’autismo non è qualcosa che si può facilmente rimuovere. Attualmente, non essendo noti test medici che rivelino l’autismo, la diagnosi si pasa sulla presenza di comportamenti specifici:

  • Deficit nelle INTERAZIONI SOCIALI,
  • Deficit nella COMUNICAZIONE,
  • Deficit nell’IMMAGINAZIONE. Tuttavia, tali comportamenti sono visti come un insieme di reazioni compensative finalizzate, causate da uno o più deficit fondamentali e non possono essere considerati come caratteristiche primarie. Ciò che manca alla maggior parte degli studi sulla disfunzione sensoriale nell’autismo è l’opinione e la visione che del problema hanno le persone autistiche stesse. Bob Morris chiama questo l’ERRORE ORIGINARIO degli studi, ovvero cercare di ricostruire il mondo autistico utilizzando metodi e percezioni dei non autistici.
  1. DISFUNZIONE SENSORIALE O DIFFERENTI ESPERIENZE SENSORIALI? I problemi di percezione sensoriale giocano un certo ruolo importante nell’autismo, non sono solo deficit, spesso sono esperienze sensoriali e punti di forza. Le ricerche nel campo dei disturbi visivi hanno mostrato che si hanno alcune modalità di comportamento simili in bambini ciechi e in bambini autistici, questo permette di affermare che non sia un deficit visivo, mala causa è di natura percettiva: non riuscendo a comprendere il sé in relazioni all’ambiente, cercano di interpretare esso in modo differente (in questo caso come fanno i ciechi). Le persone autistiche comprendono nei loro primi anni di vita di essere diverse, ma non capiscono perché. Spesso sono ignare di percepire il mondo in modo differente, perché non hanno nessun metro di paragone. Alcuni sistemi di percezione e di pensiero sono in comune tra diversi individui autistici: questo permette loro di avere meno problemi a parlare con uno “come loro”.
  2. PERCEZIONE I SENSI operano attraverso ORGANI DI SENSO specializzati, i quali possono essere classificati in:  RECETTORI ESTEROCETTIVI – relativi a stimoli prodotti all’esterno – vista, udito, olfatto  RECETTORI ENTEROCETTIVI – relativi a stimoli prodotti all’interno – gusto, tatto Si distinguono i seguenti sistemi sensoriali:  VISTA  UDITO  SISTEMA VESTIBOLARE – rileva movimenti e cambiamenti di posizione del capo  OLFATTO  GUSTO  SISTEMA TATTILE – facoltà di percepire di contatto, pressione, dolore, temperatura  SISTEMA PROPRIOCETTIVO – percepire stimoli prodotti all’interno dell’organismo Il processo attraverso cui conosciamo il mondo e noi stessi attraverso i sensi viene chiamato PERCEZIONE, ed è diviso in fasi:
  3. SENSAZIONE – processo elementare senza facoltà di analisi, è un semplice sentire. Possiede una qualità, intensità e durata, e può essere suddivisa in:  AFFETTIVA – piacere, dolore  SENTATIVA – gusto, tatto, odorato, calore
  4. Le informazioni dei sensi passano attraverso specifiche aree del cervello
  5. Le percezioni sensoriali vengono connesse con ASSOCIAZIONI COGNITIVE e sono collegate ai tipi generali di cose nella memoria La percezione dipende sia dall’APPRENDIMENTO che dalla MATURAZIONE. I neonati non hanno innato in loro il mondo percettivo con tutte le loro categorie, lo creano attivamente attraverso le loro esperienze, memorie e i loro processi cognitivi. Gradualmente essi imparano a sentirsi e controllare le parti del proprio corpo per produrre movimenti finalizzati. Essi sviluppano le abilità di elaborazione visiva e uditiva, e acquistano la comprensione attraverso l’INTERAZIONE CON L’AMBIENTE. I bambini imparano a distinguere fra differenti stimoli a partire da un caos di suoni, forme, superfici, movimenti, e nei primi mesi di vita acquisiscono bene la capacità di distinguere fra le

possibili sfumature, imparano a USARE I LORO ORGANI DI SENSO e CONNETTERE DELLE IMMAGINI SENSORIALI con dei SIGNIFICATI. Se i processi percettivi funzionano il neonato è in grado di DARE UN SENSO ALL’AMBIENTE. Eleanor Gibson indentifica tre direzioni nello SVILUPPO PERCETTIVO:

  1. CRESCITA DELLA CAPACITÀ DI DISCRIMINAZIONE – progressivo aumento nella precisione e nella consistenza con cui si distinguono gli stimoli e manifestano una riduzione del tempo necessario a distinguerli;
  2. OTTIMIZZAZIONE DELL’ATTENZIONE
  3. CRESCITA DELL’ECONOMIA NELLA RACCOLTA DI INFORMAZIONI Il MONDO REALE e il MONDO PERCEPITO differiscono tra loro. Tutte le informazioni che riceviamo dai nostri sensi sono fabbricate e ricostruite nel nostro cervello. Il processo di percezione è un PROCESSO ATTIVO, guidato dal cervello, ed è a DOPPIO SENSO: le informazioni provenienti dall’esterno sono influenzate da quelle dell’interno e viceversa. La nostra visione del mondo è basata sulla nostra IMMAGINAZIONE, MEMORIA ed ESPERIENZA (quindi anche dalla cultura). L’ILLUSIONE è una erronea interpretazione di qualcosa che realmente esiste ed è effettivamente percepito dai sensi. Sono errori di percezione o di ricostruzioni. Possiamo distinguerle in tre diversi modi:  Illusioni causate da PROCESSI FISIOLOGICI E/O MECCANICI – punto cieco, effetto alone  Illusioni causate da FILTRAGGIO DELLE INFORMAZIONI SUL PRIMO PIANO E SULLO SFONDO  Illusioni COGNITIVE
  4. POSSIBILI ESPERIENZE SENSORIALI NELL’AUTISMO Il mondo percettivo degli autistici risulta essere sorprendentemente diverso da quello delle persone normali. Le normali connessioni fra cose ed eventi per loro non hanno un senso, ma possono essere opprimenti, disorientanti e mettere paura. Non esistono due persone autistiche con lo stesso modello di esperienze senso-percettive, ma possiamo distinguere alcune caratteristiche:  PERCEZIONE LETTERALE – percepire tutto come è, vedere cose senza interpretarle;  PERCEZIONE DELLA GESTALT – INCAPACITA DI DISTINGUERE TRA INFORMAZIONI DI PRIMO PIANO E DI SFONDO Delacato, 1947, scoprì che alcuni bambini autistici non sono ingannati dalle illusioni ottiche. Nel tentativo di spiegare queste disillusioni ottiche sono nate due teorie: o TEORIA DELLA PREDIZIONE PROBABILE – Feigenberg, 1986, suggerisce che ciò che vediamo sia per lo più qualcosa che ci aspettiamo di vedere; il cervello non ha bisogno di elaborare tutti gli stimoli, si limita a riempire i buchi e predire l’immagine finale, è per questo motivo che siamo facili alle illusioni. o TEORIA DELLA COERENZA CENTRALE DEBOLE – Happè, 1996, interpreta la bassa predisposizione alle illusioni negli individui autistici come la prova di una coerenza centrale debole, dal momento che le illusioni ottiche necessitano di un trattamento delle informazioni nel contesto. L’incapacità di filtrare informazioni di primo piano e di sfondo può spiegare sia i punti di forza, sia quelli di debolezza, da una parte possono percepire informazioni in una maggiore quantità, dall’altro può verificarsi un sovraccarico di informazioni. La percezione della Gestalt è spesso opprimente e può dare luogo a distorsioni. Essa può spiegare il motivo per cui gli autistici non amino i cambiamenti e provocano in loro paura, stress e frustrazione. Paradossalmente sono più in difficoltà con i cambiamenti piccoli che con quelli grandi. Che cosa osservare: Non è ingannato dalle illusioni ottiche Nota ogni piccolo cambiamento nell’ambiente Non riconosce un ambiente familiare se lo raggiunge da un’altra direzione Si innervosisce facilmente quando tenta di fare qualcosa in una stanza rumorosa Non sembra comprendere le istruzioni se sta parlando più di una persona Non riesce a distinguere fra stimoli tattili di differente intensità Non riesce a distinguere fra odori e sapori forti e deboli È goffo, si muove in modo rigido Oppone resistenza ai cambi di capo/movimenti

 PERCEZIONE DISTORTA

Percezione distorta significa cambiamento nella percezione di forme. Nell’ambito della vista, ad esempio:  Scarsa percezione della profondità e dello spazio,  Visione di un mondo bidimensionale,  Vista doppia,  Distorsioni di forma, dimensione e movimento.  AGNOSIA SENSORIALE Essere in grado di sentire ma di non riuscire ad associare le sensazioni al loro significato. Può essere persa l’interpretazione di qualsiasi senso.  PERCEZIONE RITARDATA – ELABORAZIONE RITARDATA Secondo VanDalen l’acquisizione del significato completo richiede un certo tempo di osservazione da diversi punti di vista; inoltre, le persone con autismo devono tradurre le configurazioni percettive nella loro corretta terminologia. Una percezione per parti richiede una grossa quantità di tempo per l’interpretazione del tutto, mentre per le persone non autistiche questo processo è automatico, per gli autistici non lo è affatto.  VULNERABILITA AL SOVRACCARICO SENSORIALE Molte persone autistiche sono assai vulnerabili al sovraccarico sensoriale. Le cause del sovraccarico possono essere:  Incapacità di filtrare informazioni irrilevanti o sovrabbondanti  Elaborazione ritardata  Funzionare a singolo canale ma essere costretti a mettersi su canali multipli  Percezione distorta o frammentaria, che da luogo ad ansia, fusione, frustrazione e stress

  1. STILI PERCETTIVI I bambini autistici sviluppano la capacità di controllare la propria consapevolezza degli stimoli sensoriali allo scopo di sopravvivere in un mondo che li bombarda con informazioni estranee. Queste STRATEGIE COMPENSATIVE o DIFENSIVE si riflettono sugli stili percettivi acquisiti, quelli che si registrano più frequentemente sono i seguenti.  ELABORAZIONE A SINGOLO CANALE – Al fine di evitare sovraccarichi di informazioni sensoriali, il cervello elabora consciamente le informazioni che entrano in una sola modalità. La persona può focalizzarsi su un unico senso, perdendo consapevolezza di tutte le informazioni che giungono attraverso gli altri sensi. A seconda di quanti sensi sono attivi la persona può essere classificata come:  Multitraccia – capacità di ricevere ed elaborare informazioni provenienti da sorgenti multiple;  Monotropica – a singolo canale La modalità di ELABORAZIONE A SINGOLO CANALE è un ADATTAMENTO INVOLONTARIO di persone autistiche volto a evitare sovraccarichi sensoriali o ipersensibili.  PERCEZIONE PERIFERICA – per le persone autistiche percepire suoni e stimoli direttamente e in modo cosciente può rappresentare un problema, e può dare luogo a una frammentazione, si può interpretare la singola parte ma si perde il complesso, e l’informazione in entrata è interpretata pezzo per pezzo. Spesso capiscono meglio le cose se vi prestano attenzione in modo indiretto, per esempio guardando o ascoltando in modo periferico.  ARRESTI DI SISTEMA – chiudere alcuni o tutti i canali sensoriali a causa di un eccessivo sovraccarico sensoriale. Sono un ADATTAMENTO INVOLONTARIO in cui il cervello spegne alcuni sistemi per migliorare il livello di funzionamento di altri. Donna Williams distingue tra tre forme base di arresto:
  2. Arresto della capacità di trattare simultaneamente le informazioni sensoriali e i pensieri, le emozioni, le sensazioni del corpo o la supervisione dell’espressione intenzionale e volontaria: tutta la capacità può essere deviata sul trattamento delle informazioni sensoriali in ingresso, mentre non sono stabilite connessioni di risposta a tali informazioni.
  3. Arresto della capacità di trattare simultaneamente le informazioni sensoriali in diversi canali allo stesso tempo. Si distinguono a sua volta in: Arresti di sistema temporanei – agiscono tramite lo spegnimento della capacità di trattare le informazioni per un certo numero di canali, in modo che tali informazioni possano essere efficientemente trattate nel canale.

Arresti di sistema estesi – un particolare arresto di sistema è una compensazione volta alla gestione del sovraccarico di informazioni su un arco di tempo esteso.

  1. Arresto temporaneo o esteso della capacità di mantenere un’elaborazione cosciente e volontaria degli input porta all’accumulo di conoscenze ignote, ovvero la percezione delle informazioni è solo inconscia, la persona non è consapevole di riceverle.  COMPENSAZIONE DI UN SENSO NON AFFIDABILE DA PARTE DEGLI ALTRI SENSI – un senso non è sufficiente alle persone autistiche per dare un significato al contesto materiale.  RISONANZA – condizione in cui ci si perde in , si è così tanto affascinati che si diventa risonanti. La persona può fondersi con i vari stimoli sensoriali, come se divenisse parte dello stimolo stesso. In questo stato si può sentire la superficie, la consistenza, la densità di un materiale senza osservarlo con occhi fisici o toccarlo, lo si può sentire con sensi non fisici.  SOGNI A OCCHI APERTI – esperienze extracorporali involontarie.
  2. STILI COGNITIVI Il modo in cui una persona percepisce il mondo si riflette sul modo in cui immagazzina e utilizza le informazioni.  PROCESSI COGNITIVI SUBCONSCI, INCONSCI E PRECONSCI  La MENTE CONSCIA comporta che le facoltà mentali siano vigili e attive,  La MENTE SUBCONSCIA può essere definita come una parte del campo mentale esterno all’ambito dell’attenzione, e dunque esterno alla coscienza,  La MENTE INCONSCIA comprende i processi mentali la cui esistenza è inferita dagli effetti che hanno,  La MENTE PRECONSCIA ha in sé idee o ricordi che possono essere prontamente resi consci. La mente conscia non è la sola via con cui si ricevono le informazioni riguardo al mondo. Anche in assenza di una consapevolezza cosciente continuiamo a esperire cose ed accumulare informazioni. La capacità di elaborare in modo cosciente le informazioni è però limitata.  STILE PRECONSCIO VERSUS STILE CONSCIO Alcune persone autistiche utilizzano il loro sistema preconscio per introdurre informazioni, utilizzano i loro sensi in modo periferico, ciò consente loro di introdurre una grande quantità di informazioni, sebbene siano essi stessi assenti dal processo. Altre utilizzano il loro sistema conscio a costo della loro coerenza. Altre sembrano fluttuare tra questi due stili.  L’ATTENZIONE NELL’AUTISMO Alcuni ricercatori definiscono l’attenzione selettiva come una componente dell’ATTENZIONE ESPLICITA, la quale comprende:  Un PROCESSO SELETTIVO per la distinzione tra ciò che è rilevante e ciò che è irrilevante,  Un PROCESSO INTENSIVO per la distribuzione dell’attenzione in quantità diversa su un insieme di stimoli,  Un PROCESSO DI MESSA IN ALLERTA e di MANTENIMENTO DELLA VIGILANZA, cioè dell’energia necessaria a sostenere l’attenzione. Ornitz aggiunge a tali processi percettivi una COMPONENTE MOTORIA, che permetta e modula l’attività percettiva. Mancanze o distorsioni di qualcuna di queste componenti possono causare disattenzione. Blamires suggerisce che le persone con autismo attribuiscano diversi significati agli stimoli o li ignorino come insignificanti perché possiedono un patrimonio di conoscenze sul mondo diverso da quello delle persone non autistiche. Per evitare il sovraccarico di informazioni sensoriali, le persone autistiche acquisiscono strategie e compensazioni volontarie e involontarie, come l’elaborazione a singolo canale o la percezione a tunnel concentrarsi sul dettaglio anziché sull’insieme). Un altro problema da loro vissuto è la difficoltà nello spostamento dell’attenzione, è un processo lento e difficile.

6. ALTRE CONDIZIONI SENSORIALI

Vi sono altre condizioni su base sensoriale che sembrano essere piuttosto frequenti nell’autismo:  SINESTESIA È una esperienza fisica involontaria di un’associazione cross-modale, ovvero ciò che avviene quando la stimolazione di una singola modalità sensoriale causa una percezione in uno o più altri sensi. Può essere di due tipi:

  1. SINESTESIA BISENSORIALE – dove la stimolazione di una modalità causa la percezione in una seconda modalità, in assenza di stimolazione diretta di questa seconda modalità. (udito colorato, olfatto colorato, tatto colorato, gusto colorato, vista tattile, gusto tattile)
  2. SINESTESIA MULTISENSORIALE  Numeri colorati  Lettere colorate  Grafemi colorati  Numeri come forme Cytowic definisce le seguenti cinque caratteristiche della sinestesia:  È INVOLONTARIA, passiva  È proiettata nell’AMBIENTE  Sono DURATURE e GENERICHE, sono sempre sperimentate con lo stimolo  È MEMORABILE, sono le situazioni meglio ricordate  È EMOTIVA, induce estasi Nonostante si verifica è difficile da riconoscere e viene vista come un fatto raro nell’autismo.  PROSOPOAGNOSIA È la difficoltà a riconoscere i volti delle persone. Altro problema di chi soffre di prosopoagnosia è la difficoltà nel comprendere ed esprimere le emozioni, non riuscendo a leggere le espressioni del viso, né a udire le emozioni.  DISTURBO DELL’ELABORAZIONE UDITIVA CENTRALE – CAPD Il CAPD è definito come una disfunzione neurologica responsabile di deficienze nei processi neurali del cervello che collegano l’orecchio con il sistema uditivo centrale per cui l’orecchio funziona correttamente ma non lo fanno le parti del cervello che interpretano e analizzano le informazioni uditive. Il bambino può udire ma ha problemi nell’ascolto, le cause non sono ancora note. Tomatis formulò la sua teoria, l’effetto Tomatis: una persona può riprodurre vocalmente soltanto ciò che è in grado di udire, gli organi uditivi e vocali sono parte dello stesso circuito neurologico. Tomatis distinse: o UDITO o ASCOLTO – i problemi di ascolto sono psicologici. Le capacità di ascolto sono cruciali per lo sviluppo della comunicazione. Elaborò un TEST D’ASCOLTO finalizzato a rivelare il livello personale di buoni parametri di ascolto:  Udito della norma  Assenza di distorsioni uditive  Capacità di analizzare e confrontare suoni di frequenze diverse  Capacità di identificare la fonte del suono La mancanza di una o più di queste caratteristiche dà origine a una sordità parziale.  SENSIBILITA SCOTOPICA – SINDROME DI IRLEN – SS/SI Irlen ipotizza che vi siano persone il cui problema non risiede nel trattamento delle informazioni, ma nell’incapacità di ottenerle attraverso uno dei canali, nella fattispecie la visione. A quanto afferma, questi individui sono altamente sensibili a particolari lunghezze d’onda e frequenze dello spettro della luce bianca che li fanno affaticare rapidamente, già dopo brevi sessioni di lettura, dando così luogo a disabilità nella lettura, mal di testa, stress. Irlen raccoglie i sintomi con il nome di SENSIBILITA SCOPOTICA, che è un problema percettivo che si manifesta in alcune persone con disturbi di apprendimento/lettura, autismo e altri disturbi dello sviluppo. I sintomi comprendono: o Sensibilità alla luce o Sensibilità al contrasto e al colore o Bassa risoluzione dei caratteri tipografici o Ambito di riconoscimento ristretto o Deficit di attenzione o Scarsa percezione delle profondità

o Tensione e fatica Irlen giunse alla conclusione che il sovraccarico sensoriale fa reagire il corpo come se fosse sotto bombardamento, dando luogo a cambiamenti biochimici negativi che possono avere per effetto sintomi fisici (mal di testa, attacchi di panico, ansia, aggressività). Per attenuare lo stress causato dal bombardamento sensoriale, gli individui utilizzano i COMPORTAMENTI VISIVI DIFENSIVI.  DISFUNZIONE/DISTURBO DELL’INTEGRAZIONE SENSORIALE – SID Jane Ayres tentò di creare una relazione fra trattamento sensoriale e deficit comportamentali, la TEORIA DELLE RELAZIONI FRA CERVELLO E COMPORTAMENTO. La definì come il processo neurologico che organizza le sensazioni proveniente dal corpo in maniera efficace nel contesto ambientale. Gli aspetti spaziali e temporali degli input proveniente da diverse modalità sensoriali sono interpretati, associati e riuniti. Herron lo descrive come il processo tramite il quale il sistema nervoso riceve, organizza, archivia e integra le informazioni sensoriali per poter produrre una risposta appropriata. La SID è una compromissione del processo di ricezione, organizzazione ed emissione di informazioni sensoriali. Una ricezione sensoriale inadeguata significa recepire troppe o troppo poche informazioni. Con troppe informazioni il cervello è in sovraccarico e porta l’individuo all’evitamento degli stimoli sensoriali. Con informazioni troppo scarse il cervello va in cerca di altri stimoli sensoriali. Fra le classificazioni tipiche delle SID originali vi sono: o Ridotta capacità di discriminazione delle informazioni vestibolari e propriocettive o Ridotta capacità di discriminazione delle informazioni tattili o Somatodisprassia o Bassa coordinazione motoria bilaterale o Difensiva tattile o Insicurezza gravitazionale o Proiezioni di azioni in sequenza

  1. TRATTAMENTI Le priorità educative si concentrano su INTERVENTI COMPORTAMENTALI finalizzati allo sviluppo di abilità sociali e comunicative, mentre i bisogni sensoriali del bambino sono spesso ignorati. È necessario:
  2. Riconoscere che esistono
  3. Riconoscere il profilo senso-percettivo
  4. Elaborare metodi per dare risposte ai bisogni individuali di ciascun singolo bambino Il metodo Tomatis Il metodo lavora a tre livelli: funzionale, emozionale e relazionale.  Inizialmente viene effettuata una VALUTAZIONE INIZIALE riguardo alla capacità di ascolto e ai relativi punti di forza e di debolezza, attraverso una batteria di test;  Dopo l’analisi dei risultati dei test e una dettagliata storia dello sviluppo, viene attuato un programma individuale di ascolto per mezzo dell’ORECCHIO ELETTRONICO, che consiste in quattro meccanismi: o Filtri o Porta elettronica o Controllo del bilanciamento o Ricezione della conduzione ossea e area  Il programma consiste in due stadi: o UDITIVO – dove la persona viene addestrata a sviluppare migliori abilità di ascolto o AUDIOVOCALE – dove la persona viene addestrata a sviluppare una buona qualità e tonalità di voce per sostenere le abilità di ascolto. Il metodo dell’AIT di Berard L’AIT è basato su due teorie: o Il comportamento dipende direttamente dalla bontà dell’udito di una persona, o Il meccanismo dell’udito può essere rieducato, un miglioramento dell’udito porta a un miglioramento del comportamento.

 Identificare la modalità sensoriale preferenziale che sarà usata come una porta per passare informazioni al bambino;  Selezionare la giusta strategia di intervento in accordo con i punti di forza e di debolezza del bambino. I dati ottenuti possono essere rappresentati in forma di grafici elaborati appositamente, ARCOBALENI, con caselle colorate che rappresentano aspetti specifici sperimentati dagli individui. La misura in cui ciascun canale è interessato appare quando si colorano gli arcobaleni, visto che il numero di sezioni colorate corrisponde al numero di aspetti sperimentati dall’individuo.

  1. RACCOMANDAZIONI: ARCOBALENI E OMBRELLI Essendo un DISTURBO NEUROLOGICO, l’autismo causa dei comportamenti che un bambino non può cambiare senza un aiuto specifico. È necessario comprendere come il bambino sperimenti il mondo attraverso ciascuno dei suoi canali e come interpreti ciò che vede, ode e sente, per progettare programmi di trattamento conformi alle sue capacità e ai suoi deficit percettivi. Ci sono diversi fattori che possono influenzare il livello di funzionamento del bambino:  FATTORI NEGATIVI (ESTERNI O INTERNI)  FATTORI POSITIVI (ESTERNI O INTERNI) La finalità di ciascun programma dovrebbe essere quella di sviluppare fattori positivi interni ed esterni in modo da controbilanciare quelli negativi. Dall’osservazione dei COMPORTAMENTI RIPETITIVI, si possono trarre molte informazioni su come il bambino sperimenti e interpreti il mondo. Il bambino cerca, in modo conscio o inconscio, di regolare l’ambiente e le proprie risposte a esso e acquisisce strategie difensive e compensazioni per i propri deficit. I comportamenti ripetitivi sono MULTIFUNZIONALI, possono essere:  DIFENSIVI – allo scopo di ridurre la sofferenza causata dalle ipersensibilità,  AUTOSTIMOLATORI – per migliorare l’input nel caso di iposensibilità,  COMPENSATORI – per interpretare l’ambiente in caso di canali inaffidabili,  SEMPLICEMENTE ESPERIENZE GRADEVOLI – che aiutano a estraniarsi da un ambiente che manda in confusione. Guardando come il bambino reagisce, è possibile ricostruire e valutare i suoi problemi in diversi canali sensoriali. I movimenti autoimposti del bambino (dondolarsi, sbattere le mani, saltare) danno un’idea molto chiara di quali siano i suoi bisogni.