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Sintesi dei concetti scienze umane, Appunti di Scienze Umane

il documento contiene la definizione di alcuni concetti e la globalizzazione

Tipologia: Appunti

2020/2021

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MODERNIZZAZIONE: Nel XIX secolo era ormai evidente che le società tradizionali venivano sostituite da società moderne, radicalmente diverse. Da due
secoli nei paesi occidentali avvenivano grandi cambiamenti sociali che avevano interessato ogni aspetto della società. Tuttavia, stavano trasformando
l’economia, il lavoro, l’assetto della popolazione, la cultura, la vita privata e l’intera società. Gli uomini del XIX secolo avevano sotto gli occhi un
cambiamento sociale globale, che interessava tutto l’Occidente: si parla di modernizzazione, ed è l’insieme dei cambiamenti che hanno portato in quei secoli
la società del tutto nuove.
raccoglie tutte le grandi trasformazioni che hanno portato alle società moderne sotto un’unica etichetta considerandole un fenomeno unitario.
MARX: Per Marx il capitalismo è essenzialmente disuguaglianza, tra la borghesia capitalistica e il proletariato, nullatenente, la cui unica ricchezza è la forza
lavoro da offrire ai capitalisti. Il capitalismo e anche mercificazione e sfruttamento del lavoro in quanto il lavoratore dipendente viene sfruttato poiché il
capitalista paga quel tanto che occorre ad assicurargli la sussistenza. Il lavoratore però offre al capitalista prestazioni di valore superiore alla retribuzione
ricevuta, il cosiddetto plusvalore. Il capitalismo è un fenomeno a due facce, afferma Marx: è agente di disuguaglianza sociale e meccanismo di
sfruttamento, ma è anche fermento in grado di accrescere enormemente la ricchezza e il benessere di una società.
MODELLI CULTURALI: La cultura presenta sistemi interni di organizzazione: i modelli culturali. Essi sono acquisiti mediante la vita in comune, appresi e
seguiti dalla maggioranza dei soggetti che fanno parte di una certa cultura e costituiscono un complesso di idee, simboli, azioni, disposizioni. All’interno di
un modello culturale Bourdieu utilizza il concetto di Habitus per indicare un comportamento abituale e lo considera la chiave della riproduzione culturale.
è un comportamento che ci fa agire e pensare istintivamente
→in maniera spontanea ma culturalmente determinata.
IDENTITA: complesso dei dati personali caratteristici unici che rendono l'individuo unico e inconfondibile, e quindi ciò che ci rende diverso dall'altro. → il
modo in cui l'individuo considera e costruisce sé stesso come membro di determinati gruppi sociali: nazione, classe sociale, livello culturale, etnia, genere,
professione, e così via. è dinamica, si modifica con l’esperienza e si arricchisce con le interazioni; è ciò che rende ogni individuo unico e riconoscibile nella
sua specificità, per il suo bagaglio esperienziale, comunicativo, relazionale.
l’identità fisica, l’identità sociale, ossia le caratteristiche quali età, stato civile, professione, livello culturale, e l’identità psicologica ovvero lo stile costante
del proprio comportamento, la personalità di un individuo. Si riconoscono inoltre l’identità etnica, individuale e in rete.
SOCIETA: un insieme di individui coscienti della loro identità dotati di diversi livelli di autonomia, relazione ed organizzazione che, variamente
aggregandosi, interagiscono al fine di perseguire più obiettivi comuni. Per ogni società è possibile individuare una serie di elementi che messi insieme
costituiscono la struttura di quella determinata società. Tale struttura è definita come una trama durevole che collega i modelli di interazione tra le
persone in una società, che include
norme sociali , regole che disciplinano la vita in società, Il sociologo americano William Sumner distinse tre tipi di norme:
le folkways → norme che originano dall' esperienza passata e dalla tradizione (le convenzioni, l’etichetta, le usanze)
Mores → norme di carattere universale che originano dalla tradizione, tendono ad essere più stabili delle folkways. (la f.coniugale).
Stateways o leggi possono derivare dall’esperienza passata e vengono formulate per iscritto, riguardano tutti i membri della comunità
ruoli → il complesso delle azioni che ci si aspetta da un individuo per la posizione che occupa in società e prescrive i comportamenti conformi allo status
la posizione che l’individuo occupa nella società.è simbolico: si tratta di una posizione che l’individuo ha nella mente degli appartenenti alla
società → può essere legato al compito sociale, la condizione economica, il potere, che la capacità di influire sugli altri, componente essenziale dello
status, prestigio, cioè la reputazione, la fama, il rispetto, la stima di cui si è circondati.
SOCIALIZZAZIONE: processo attraverso il quale gli individui acquisiscono le competenze tipiche della società a cui appartengono.
→ Si tratta di un processo di apprendimento che porta i minori ad inserirsi in un determinato contesto sociale e culturale dal quale assimilano norme sociali,
ruoli, in genere legati da istituzioni, condividono il linguaggio e riferimento ai valori.
Ogni volta che l'individuo entra in un contesto sociale nuovo la socializzazione gli permette di integrarsi nel nuovo tessuto sociale.
MODELLI SOCIALIZZAZIONE: I sociologi hanno valutato diversamente il valore e la funzione dei processi di socializzazione,
Vi sono 3 modelli interpretativi di tale processo:
- Modello integrazionista: venne formulato da Durkheim e fa riferimento al modello AGIL di Parsons.
Attribuisce alla socializzazione un carattere positivo, ottimistico, vantaggioso e sottolinea l’importanza dell’integrazione dell’individuo in funzione della
sopravvivenza della società stessa →la società è un sistema organizzato in vista del soddisfacimento di bisogni fondamentali.
-Modelli conflittualista: nasce dall’osservazione di una società in cui vi è un alto conformismo rispetto alle norme e poca conflittualità dai gruppi sociali
culturalmente disomogenei. → Come affermano i teorici del conflitto (Marx e Weber), la società è vista come un teatro di lotte per le risorse economiche e
il potere, lotte che sfociano nella stratificazione, riproduzione di diseguaglianze e nel dominio di alcuni su altri: non si tratta di una realtà bella e nobile.→
Dunque la socializzazione è vista come uno strumento di conservazione e non di progresso.
- Modello comunicativo: interpretato da Simmel e Mead, concepisce la socializzazione non come trasmissione di un codice di norme e valori definito, ma
come potenziamento delle capacità comunicative dell’individuo. → Per il modello comunicativo, una socializzazione efficace può rendere l’individuo
flessibile e adattabile per poter vivere in una società in cui coesistono molteplici scale di valori e di norme non sempre conciliabili tra loro.
AZIONI: Max Weber introdusse il concetto microsociologico di azione sociale, ripreso da Talcott Parsons, sociologo statunitense del XX secolo. → L’azione
sociale è l’azione umana che assume un significato non solo per il soggetto che la compie ma anche per gli altri membri della stessa comunità, essa può
essere inoltre considerata come un'azione condivisa con altri soggetti e destinata a produrre effetti su altre persone. Possiamo distinguere differenti tipi di
azioni: azioni sociali, meri comportamenti, private
→ Vi è una classificazione di Weber : strumentali, morali, affettive, tradizionali. Pareto distingue le azioni logiche e non logiche
COMPORTAMENTO COLLETTIVO: particolare processo sociale, una dinamica comportamentale non istituzionalizzata e relativamente spontanea di un
insieme di persone che reagisce ad uno stesso stimolo. Si parla di folla riferendosi ad un insieme cospicuo di persone che si trovano insieme nello stesso
luogo fisico. → La massa è un insieme numeroso di individui che rivolgono la loro attenzione ad un medesimo stimolo possedendo il medesimo centro di
interesse, ma non sono compresenti fisicamente.
Le Bon sostenne che le persone dentro la folla perdono la loro identità sociale, rinunciando al proprio punto di vista e al proprio senso critico. →
Sigmund Freud: Ha sostenuto che i comportamenti collettivi sono manifestazioni irrazionali, tuttavia, al contrario di Le Bon crede che l’irrazionalità sia
presente in ognuno di noi e la folla non fa altro che liberarla.→ Zimbardo: Le tesi di Le Bon e Freud vennero riprese da Zimbardo nella sua ricerca sulla
deindividuazione: Quando le persone sono deindividuate perdono la loro identità poiché inserite in una folla, vanno incontro a cambiamenti psicologici che
le spongono a compiere azioni che non farebbero in condizioni di individuazione.
FUNZIONALISMO: Teoria sociologica per cui la società costituisce un sistema funzionale, organizzato in modo da far fronte ai suoi bisogni, adattarsi
all’ambiente e sopravvivere. → Per i funzionalisti la società segue il principio dell’equilibrio poiché mediante complessi meccanismi di regolazione →
mantiene la stabilità e tende a conservare il proprio stato normale: tale meccanismo viene paragonato all’omeostasi, la tendenza a rispondere alle
sollecitazioni in modo da mantenere il proprio stato interno.
MODELLO AGIL: Parsons Ha sintetizzato l’organizzazione funzionale dei sistemi sociali nel noto modello AGIL: Ogni società deve rispondere a 4 problemi
fondamentali e ne risulta una struttura a 4 caselle. → La sigla è formata dalle iniziali delle 4 funzioni principali: Di adattamento, di raggiungimento di fini, di
integrazione e di mantenimento dei modelli latenti.
Devianza: Parsons si rende conto che non tutti si conformano alle regole e sa bene che esiste la devianza, la considera un fenomeno marginale, per questo
venne fortemente criticata poiché si limita a considerare il comportamento non conforme alle regole nient’altro che un fattore di disturbo.
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MODERNIZZAZIONE: Nel XIX secolo era ormai evidente che le società tradizionali venivano sostituite da società moderne, radicalmente diverse. Da due secoli nei paesi occidentali avvenivano grandi cambiamenti sociali che avevano interessato ogni aspetto della società. Tuttavia, stavano trasformando l’economia, il lavoro, l’assetto della popolazione, la cultura, la vita privata e l’intera società. Gli uomini del XIX secolo avevano sotto gli occhi un cambiamento sociale globale, che interessava tutto l’Occidente: si parla di modernizzazione , ed è l’insieme dei cambiamenti che hanno portato in quei secoli la società del tutto nuove. raccoglie tutte le grandi trasformazioni che hanno portato alle società moderne sotto un’unica etichetta considerandole un fenomeno unitario. MARX: Per Marx il capitalismo è essenzialmente disuguaglianza, tra la borghesia capitalistica e il proletariato, nullatenente, la cui unica ricchezza è la forza lavoro da offrire ai capitalisti. Il capitalismo e anche mercificazione e sfruttamento del lavoro in quanto il lavoratore dipendente viene sfruttato poiché il capitalista paga quel tanto che occorre ad assicurargli la sussistenza. Il lavoratore però offre al capitalista prestazioni di valore superiore alla retribuzione ricevuta, il cosiddetto plusvalore. Il capitalismo è un fenomeno a due facce, afferma Marx : è agente di disuguaglianza sociale e meccanismo di sfruttamento, ma è anche fermento in grado di accrescere enormemente la ricchezza e il benessere di una società. MODELLI CULTURALI : La cultura presenta sistemi interni di organizzazione: i modelli culturali. Essi sono acquisiti mediante la vita in comune, appresi e seguiti dalla maggioranza dei soggetti che fanno parte di una certa cultura e costituiscono un complesso di idee, simboli, azioni, disposizioni. All’interno di un modello culturale Bourdieu utilizza il concetto di Habitus per indicare un comportamento abituale e lo considera la chiave della riproduzione culturale. è un comportamento che ci fa agire e pensare istintivamente →in maniera spontanea ma culturalmente determinata. IDENTITA : complesso dei dati personali caratteristici unici che rendono l'individuo unico e inconfondibile , e quindi ciò che ci rende diverso dall'altro. → il modo in cui l'individuo considera e costruisce sé stesso come membro di determinati gruppi sociali: nazione, classe sociale, livello culturale, etnia, genere, professione, e così via. è dinamica, si modifica con l’esperienza e si arricchisce con le interazioni ; è ciò che rende ogni individuo unico e riconoscibile nella sua specificità , per il suo bagaglio esperienziale, comunicativo, relazionale.

  • l’identità fisica , l’i dentità sociale , ossia le caratteristiche quali età, stato civile, professione, livello culturale, e l’identità psicologica ovvero lo stile costante del proprio comportamento, la personalità di un individuo. Si riconoscono inoltre l’identità etnica , i ndividuale e in rete. SOCIETA:un insieme di individui coscienti della loro identità dotati di diversi livelli di autonomia, relazione ed organizzazione che, variamente aggregandosi, interagiscono al fine di perseguire più obiettivi comuni. Per ogni società è possibile individuare una serie di elementi che messi insieme costituiscono la struttura di quella determinata società. → Tale struttura è definita come una trama durevole che collega i modelli di interazione tra le persone in una società, che include  norme sociali, regole che disciplinano la vita in società, Il sociologo americano William Sumner distinse tre tipi di norme: le folkways → norme che originano dall' esperienza passata e dalla tradizione (le convenzioni, l’etichetta, le usanze) Mores → norme di carattere universale che originano dalla tradizione, tendono ad essere più stabili delle folkways. (la f.coniugale). Statewayso leggi possono derivare dall’esperienza passata e vengono formulate per iscritto, riguardano tutti i membri della comunità  ruoli → il complesso delle azioni che ci si aspetta da un individuo per la posizione che occupa in società e prescrive i comportamenti conformi allo status → la posizione che l’individuo occupa nella società.è simbolico : si tratta di una posizione che l’individuo ha nella mente degli appartenenti alla società → può essere legato al compito sociale, la condizione economica , il potere , che la capacità di influire sugli altri, componente essenziale dello status, prestigio , cioè la reputazione, la fama, il rispetto, la stima di cui si è circondati. SOCIALIZZAZIONE : processo attraverso il quale gli individui acquisiscono le competenze tipiche della società a cui appartengono. → Si tratta di un processo di apprendimento che porta i minori ad inserirsi in un determinato contesto sociale e culturale dal quale assimilano norme sociali, ruoli, in genere legati da istituzioni, condividono il linguaggio e riferimento ai valori. Ogni volta che l'individuo entra in un contesto sociale nuovo la socializzazione gli permette di integrarsi nel nuovo tessuto sociale. MODELLI SOCIALIZZAZIONE: I sociologi hanno valutato diversamente il valore e la funzione dei processi di socializzazione, Vi sono 3 modelli interpretativi di tale processo: - Modello integrazionista: venne formulato da Durkheim e fa riferimento al modello AGIL di Parsons. Attribuisce alla socializzazione un carattere positivo, ottimistico, vantaggioso e sottolinea l’importanza dell’integrazione dell’individuo in funzione della sopravvivenza della società stessa → la società è un sistema organizzato in vista del soddisfacimento di bisogni fondamentali. -Modelli conflittualista: nasce dall’osservazione di una società in cui vi è un alto conformismo rispetto alle norme e poca conflittualità dai gruppi sociali culturalmente disomogenei. → Come affermano i teorici del conflitto ( Marx e Weber) , la società è vista come un teatro di lotte per le risorse economiche e il potere, lotte che sfociano nella stratificazione, riproduzione di diseguaglianze e nel dominio di alcuni su altri: non si tratta di una realtà bella e nobile.→ Dunque la socializzazione è vista come uno strumento di conservazione e non di progresso.
  • Modello comunicativo: interpretato da Simmel e Mead, concepisce la socializzazione non come trasmissione di un codice di norme e valori definito, ma come potenziamento delle capacità comunicative dell’individuo. → Per il modello comunicativo, una socializzazione efficace può rendere l’individuo flessibile e adattabile per poter vivere in una società in cui coesistono molteplici scale di valori e di norme non sempre conciliabili tra loro. AZIONI: Max Weber introdusse il concetto microsociologico di azione sociale , ripreso da Talcott Parsons , sociologo statunitense del XX secolo. → L’azione sociale è l’azione umana che assume un significato non solo per il soggetto che la compie ma anche per gli altri membri della stessa comunità , essa può essere inoltre considerata come un'azione condivisa con altri soggetti e destinata a produrre effetti su altre persone. Possiamo distinguere differenti tipi di azioni: azioni sociali, meri comportamenti, private → Vi è una classificazione di Weber: strumentali, morali, affettive, tradizionali.Pareto distingue le azioni logiche e non logiche COMPORTAMENTO COLLETTIVO: particolare processo sociale, una dinamica comportamentale non istituzionalizzata e relativamente spontanea di un insieme di persone che reagisce ad uno stesso stimolo. → Si parla di folla riferendosi ad un insieme cospicuo di persone che si trovano insieme nello stesso luogo fisico. → La massa è un insieme numeroso di individui che rivolgono la loro attenzione ad un medesimo stimolo possedendo il medesimo centro di interesse, ma non sono compresenti fisicamente.Le Bon sostenne che le persone dentro la folla perdono la loro identità sociale, rinunciando al proprio punto di vista e al proprio senso critico. → Sigmund Freud: Ha sostenuto che i comportamenti collettivi sono manifestazioni irrazionali, tuttavia, al contrario di Le Bon crede che l’irrazionalità sia presente in ognuno di noi e la folla non fa altro che liberarla.→ Zimbardo: Le tesi di Le Bon e Freud vennero riprese da Zimbardo nella sua ricerca sulla deindividuazione: Quando le persone sono deindividuate perdono la loro identità poiché inserite in una folla, vanno incontro a cambiamenti psicologici che le spongono a compiere azioni che non farebbero in condizioni di individuazione. FUNZIONALISMO: Teoria sociologica per cui la società costituisce un sistema funzionale , organizzato in modo da far fronte ai suoi bisogni, adattarsi all’ambiente e sopravvivere. → Per i funzionalisti la società segue il principio dell’equilibrio poiché mediante complessi meccanismi di regolazione → mantiene la stabilità e tende a conservare il proprio stato normale : tale meccanismo viene paragonato all’omeostasi, la tendenza a rispondere alle sollecitazioni in modo da mantenere il proprio stato interno. MODELLO AGIL: Parsons Ha sintetizzato l’organizzazione funzionale dei sistemi sociali nel noto modello AGIL : Ogni società deve rispondere a 4 problemi fondamentali e ne risulta una struttura a 4 caselle. → La sigla è formata dalle iniziali delle 4 funzioni principali: Di adattamento, di raggiungimento di fini, di integrazione e di mantenimento dei modelli latenti. Devianza : Parsons si rende conto che non tutti si conformano alle regole e sa bene che esiste la devianza , la considera un fenomeno marginale, per questo venne fortemente criticata poiché si limita a considerare il comportamento non conforme alle regole nient’altro che un fattore di disturbo.

TEORIE DEL CONFLITTO: La principale alternativa al funzionalismo è costituita dalle teorie del conflitto. Per i teorici del conflitto la società è un teatro di lotte per le risorse economiche e il potere sugli altri, lotte sfociano nella stratificazione sociale e il dominio di alcuni su altri → Le basi delle contemporanee teorie del conflitto sono state gettate da Marx e Weber. Marx è utopista ed è convinto che i conflitti sociali sfoceranno in un mondo migliore, Weber è distaccato e non nutre particolari speranze nel futuro.  Teoria della riproduzione socioculturale : La prima formulazione si deve al filosofo francese Althusser , il quale ha reinterpretato la teoria della società di Marx in chiave strutturalista. Negli anni Sessanta del 900 in Francia si sviluppò lo strutturalismo , movimento filosofico e scientifico a impronta antiumanistica → sostiene il principio secondo il quale invece di sforzarsi di comprendere le esperienze dall’interno e dal punto di vista di chi le vive, il ricercatore deve guardare le cose dall’esterno per scoprire le strutture, i rapporti sistematici e costanti tra i vari elementi. → Secondo Althusser Marx aveva ragione a considerare le strutture sociali e culturali delle sovrastrutture e la perpetuazione delle sovrastrutture socioculturali assicura la conservazione delle strutture materiali ed economiche.  Teorie critiche: Teorie del conflitto accumunate dalla convinzione che il compito del sociologo sia denunciare le ingiustizie sociali e risvegliare le coscienze.

SOCIOLOGIE COMPRENDENTI: l’idea di fondo delle sociologie comprendenti è che per studiare la società bisogna mettersi nei panni delle persone che ne fanno parte ed esplorare i loro vissuti quotidiani dall’interno, dal punto di vista soggettivo. → Altra caratteristica delle sociologie comprendenti è l’esistenza dell’analisi microsociologica , cioè maggior attenzione ai fenomeni di grandezza ridotta poiché occorre leggere i fenomeni di vasta portata dal basso. Nel panorama delle sociologie comprendenti è utile distinguere 4 correnti fondamentali: INTERAZIONISMO SIMBOLICO: Herbert Blumer, ha individuato le tesi di base dell’interazionismo: Le azioni degli individui sono dettate dai significati , I significati vengono interpretati dalle persone , I significati sono prodotti nel corso dell’interazione sociale APPROCCIO DRAMMATURGICO: di Goffman ha sostenuto che i rapporti quotidiani faccia a faccia somigliano a rappresentazioni teatrali. Le persone, si preoccupano di controllare le impressioni che fanno sugli altri proprio come gli attori fanno nelle loro interpretazioni. Il luogo dove si svolge tale scena, rappresenta l'interazione quotidiana. La gestione del sé in pubblico avviene automaticamente e quasi inconsapevolmente. Per Goffman quindi la teatralità è qualcosa che fa parte della natura stessa dell'uomo e dei rapporti sociali a prescindere dal tipo di società. ETNOMETODOLOGIA: Fondata da Garfinkel , si propone di studiare gli etnometodi : insieme delle conoscenze e delle procedure che le persone communente adoperano per orientarsi nel mondo sociali e dare senso alle esperienze. → Un concetto importante introdotto dagli etnometodologi è quello di riflessività : le esperienze quotidiane degli individui sono un riflesso della società e la società è il riflesso delle esperienze quotidiane degli individui. FENOMENOLOGIA: I presupposti della fenomenologia risalgono al filosofo Husserl. → Il principio fondamentale della fenomenologia è che la realtà sociale è al tempo stesso un ordine oggettivo e soggettivo. Il compito della sociologia è comprendere i vissuti sociali delle persone, che sono i “ fenomeni ” secondo Husserl.

WEBER: Per Weber ciò che si ricava dalla comprensione delle azioni sociali è il tipo ideale o idealtipo , cioè un particolare modello concettuale astratto adoperato da Weber come strumento di ricerca per ricavare generalizzazioni. → Un concetto molto noto della metodologia di Weber è l’avalutatività , principio secondo il quale lo scienziato deve distinguere i fatti dai valori e rimanere neutrale nelle sue analisi scientifiche. Stratificazione tripartita Weber vede la struttura sociale caratterizzata dalla stratificazione : vi è una disuguaglianza strutturata poiché i gruppi e categorie sociali sono disposti in ordine gerarchico. La teoria della stratificazione di Weber differisce da quella di Marx principalmente per due ragioni: è interattiva e tridimensionale. → I fattori di aggregazione degli individui sono essenzialmente tre: l’economia, il potere e la cultura : vi è una stratificazione tripartita poiché accanto alla gerarchia di classe, su base economica, esistono quella di appartenenza politica, fondata sul potere, e quella di ceto, legata alla cultura.

DURKHEIM : Suicidio : Durkheim arriva la conclusione che i suicidi sono più probabili quando i legami sociali si allentano, l’individuo non è più integrato in una rete relazionale ed è lasciato in balia a sé stesso, senza la guida morale della società. Per indicare questa particolare condizione in cui il controllo della società sull’individuo si indebolisce, Durkheim parla di anomia , che significa assenza di norme. Solidarietà: Nelle società semplici la coscienza collettiva , la condivisione di vedute che in una società genera senso di appartenenza e coesione sociale , è molto più forte, cioè quella che Durkheim chiama solidarietà meccanica: unione basata sulla somiglianza tra le persone, dovuta al fatto che nella società tutti pensano e agiscono all’incirca nello stesso modo e nessuno si distingue. → quando le società diventano complesse si differenziano, perché le persone si specializzano in attività diverse. → In queste condizioni non è più possibile la solidarietà meccanica che scatta la solidarietà organica , dovuta al fatto che si ha coscienza di essere interdipendenti e ci si pensa come parti di un unico grande organismo.

SIMMEL: Simmel ritiene che la società sia prodotta dall’agire degli individui. Gli uomini quotidianamente interagiscono e danno vita a relazioni, che hanno un contenuto, un oggetto e una forma, un modo. → Le forme delle interazioni e delle relazioni tendono ad assumere vita propria, a rendersi indipendenti dai contenuti e a stabilizzarsi, divenendo giochi sociali, sistemi di regole che governano il come ci si rapporta agli altri.

COOLEY: Negli Stati Uniti tra la fine del 19º e gli inizi del 20° secolo vari autori introdussero nuove idee nello studio della società: sono i padri di quella corrente nota come Interazionismo simbolico e quello che più di ogni altro ha trattato tematiche notevolmente sociologiche è Cooley. → Cooley è forse più noto per la nozione di sé riflesso, ripresa dallo psicologo dello sviluppo Baldwin , secondo cui l 'Io di una persona è il risultato delle interazioni interpersonali nell'ambito sociale e di ciò che gli altri percepiscono di noi.

TOCQUEVILLE: A interrogarsi profondamente sul concetto di democrazia dopo la Rivoluzione francese fu lo storico e filosofo francese Tocqueville , il quale inquadra la democrazia sia in senso politico , come governo del popolo , sia in senso sociale , come realizzazione di un’attitudine culturale che aveva iniziato a imporsi nel periodo dell’Illuminismo. → Purché la democrazia funzioni, sono necessari la presenza di autorità politiche prevalentemente decentrate, la separazione dei poteri , la tutela delle libertà. → Il filosofo francese individuò un latente pericolo della democrazia, quella del dispotismo. → Il dispotismo democratico corrisponde a una tirannia guidata da una maggioranza incapace di promuovere il vero senso di libertà e di rispettare la volontà generale, cioè gli interessi della comunità.

MERTON: Merton , sebbene condivida la concezione organicista di Parsons, è contrario all'idea che le istituzioni siano necessarie e buone. → Merton , infatti è il principale esponente del funzionalismo critico → Tra le nozioni più importanti da lui introdotte ci sono quelle di  alternative funzionali ( poiché non è vero che una particolare istituzione sia l’unica capace di svolgere una data funzione),  disfunzioni (le istituzioni non si limitano a portare benefici, ma introducono danni).

SOCIETA MONDIALE/ GLOBALIZZAZIONE:

è un processo aperto, indeterminato e polidimensionale, che riguarda l’economia, il lavoro, la politica, le comunicazioni e la vita privata****. I cambiamenti che avvengono nelle differenti dimensioni della globalizzazione sono relativamente indipendenti: si intrecciano e si influenzano reciprocamente, ma procedono per conto proprio.  è un concetto descrittivo, un modo sintetico per riferirci ad un complesso di processi concreti di trasformazione che stanno avvenendo nella nostra storia sociale. Difatti gli innumerevoli cambiamenti che si verificano quotidianamente sotto i nostri occhi si possono spiegare riconducendoli ad un'unica azione di un'unica entità.È la logica evoluzione dei tipici fenomeni moderni, come l’economia di mercato, la divisione del lavoro, lo sviluppo economico, il benessere, il consumismo, la democrazia, lo sviluppo scientifico tecnologico. A partire dagli anni 80 del 900 si è cominciato a parlare del concetto di globalizzazione e modernizzazione in quanto alcuni hanno cominciato a rendersi conto che stavano avvenendo grandi cambiamenti sociali poiché se ne intravedeva l’esito, si delineava ciò a cui cambiamenti portavano: una società mondiale di cui fanno parte tutti gli uomini della Terra, a prescindere dal luogo di origine, dalla nazionalità, dalla cultura, dalla comunità di appartenenza. CONCETTO DI SOCIETA La società globale che si profila mette in crisi il concetto tradizionale di società stessa: Ulrich Beck, definisce la società un container. La sociologia, sostiene Beck, è stata “la scienza moderna della società moderna”,  difatti è lo Stato moderno a stabilire una sovranità su un territorio con precisi confini e su un popolo dotato di una identità, tanto da divenire il soggetto che legittima l’esistenza dello Stato. I sociologi hanno cominciato elaborare le loro teorie in età moderna e hanno guardato alla società con gli occhi di chi vive in uno Stato moderno. Con l'espressione società del rischio , Beck afferma che la società contemporanea è caratterizzata dal problema di trattare in modo sistematico l'insicurezza e la casualità generate dalla modernizzazione.  Tale situazione, genera una diffusione della paura e un bisogno di sicurezza, che diviene il valore sociale più importante. Beck infatti sostiene che il pericolo, possiede una forza distruttiva, simile a quella della guerra, in quanto dotato di una capacità di diffusione, in grado di coinvolgere tutte le realtà sociali, dalle più ricche alle più povere. INTERDIPENDENZA GLOBALE Ciò che accade, di grande o di piccolo, in una parte del mondo, tende a non restare in ambito locale, ma ad avere ripercussioni in altre parti del pianeta. Così la vita di ciascuno è condizionata da eventi lontani : si può dire che oggi i paesi del mondo sono collegati fra loro come non mai in passato. Non c’è avvenimento accaduto in qualche luogo della Terra che non sia immediatamente conosciuto e che non possa avere conseguenze in moltissimi altri luoghi del pianeta.  Una stretta interdipendenza unisce infatti tutti i paesi del mondo globalizzato. AUTOPERCEZIONE GLOBALE Le persone si rendono conto dell'interdipendenza e tendono a pensarsi nello scenario del mondo intero: hanno l'impressione che ciò che accade altrove in qualche modo li riguardi e che distanze, confini e differenze non separino più di tanto.  il mondo viene percepito in senso unitario. GLOBALISMO E ANTIGLOBALISMO La globalizzazione, tuttavia suscita vari dibattiti e accende gli animi, difatti si scontrano varie fazioni ideologiche:  Globalismo neoliberista Il sociologo tedesco Ulrich Beck chiama globalismo l’ideologia neoliberista secondo la quale inevitabile che il libero mercato mondiale prende il sopravvento su tutto e in particolare sulla politica. Per i neoliberisti la perdita di controllo da parte degli Stati è un bene, poiché l’ economia , liberata dai vincoli statali, può finalmente decollare come conseguenza avremo un aumento della produttività e del benessere in tutto il mondo, un miglioramento delle condizioni sociali con riduzione delle disuguaglianze e maggior tutela dell’ambiente.Antiglobalismo comunista ritiene che il libero mercato mondiale debba essere combattuto poiché indebolisce ulteriormente le fasce deboli della società, fino a ridurle all’impotenza. La classe lavoratrice in tal modo può contare sempre meno sul sostegno degli Stati, succubi dell’economia globale.  Antiglobalismo ambientalista ritiene che il libero mercato mondiale minacci inesorabilmente l’ambiente e che crede solo gli Stati, attraverso regolamentazioni statali possano impedire disastri ecologici prodotti per interesse economico, perciò gli Stati vanno salvaguardati e difesi dalla globalizzazione che gli sta minando.  Antiglobalismo nazionalista costituisce un’ideologia politica che accusa la globalizzazione di distruggere le identità nazionali, disgregando i valori tradizionali dei popoli, le credenze religiose, le abitudini, i costumi. SPIEGAZIONI LINEARI O MULTIFATTORIALI Attualmente in sociologia prevale la tendenza a considerare la globalizzazione un fenomeno complesso, spiegabile in chiave multifattoriale: Comte e Marx, nel tentativo di capire le ragioni della modernizzazione hanno adottato delle spiegazioni lineari: il filosofo positivista Auguste Comte riteneva che la società si modificasse al mutamento delle idee delle persone e introdusse il punto di vista dell’ idealismo , secondo il quale a provocare cambiamenti è un movimento dall’alto in basso, dalle idee alle cose concrete.  Marx inaugurò il materialismo storico, secondo il quale tutto comincia con il cambiamento delle cose concrete: le società cambiano quando cambiano i modi di produzione.  le semplificazioni del materialismo storico vennero successivamente messe in discussione dal sociologo Max Weber , che introdusse la logica delle spiegazioni multifattoriali , per il quale fattori economici e culturali s’intrecciano.  Il tentativo più convincente di elaborazione di teorie della globalizzazione fu la teoria del sistema-mondo del sociologo Immanuel Wallerstein : mentre il marxismo si focalizzava sulle dinamiche socioeconomiche interne ai singoli Stati, Walllerstein ritiene che il capitalismo, costituendo esso stesso un sistema sociale, abbia sempre avuto un’estensione internazionale, inizialmente limitata a pochi Stati ed oggi estesa all’intero pianeta.

Difatti In quest’ottica, tutta la storia delle lotte di classe su base nazionale e delle rivoluzioni che hanno portato all’instaurazione di Stati socialisti rappresenta un’inutile soluzione locale ad un problema globale. Il sistema-mondo produce al tempo stesso integrazione del mondo e disgregazione: se da un lato aumentano i contatti le ricchezze, dall’altro crescono povertà, disuguaglianza e conflitti. è stata criticata per varie ragioni, in quanto non è sufficientemente supportata da riscontri storico empirici. Il punto più debole del pensiero di Wallerstein è la semplificazione dei fenomeni : ogni cosa sembra potersi spiegare rifacendosi al capitalismo , in realtà vengono notevolmente trascurati molti altri cambiamenti in atto, che potrebbero ribaltare completamente le pessimistiche previsioni di Wallerstein. ORIGINI La globalizzazione origina dalla modernizzazione e dalla diffusione del modello della società occidentale al resto del mondo. La sua periodizzazione più convincente fa coincidere l'avvio di questo processo con l’espansione delle attività commerciali nel Cinquecento → quando i grandi mercanti europei grazie alle scoperte geografiche si poterono estendere su scala mondiale,

. quando i modelli occidentali sono stati esportati attraverso la colonizzazione con cui i paesi occidentali.. . hanno assunto il dominio politico di altri popoli, influenzando la loro economia e la loro cultura. Ci sono state due ondate di colonizzazione , seguite da fasi di decolonizzazione , cioè di emancipazione dei popoli colonizzati. → L’esportazione dei modelli occidentali è in parte frutto di un’espansione culturale : molti paesi non assoggettati al dominio coloniale hanno finito per assumere molti aspetti del sistema di vita delle società occidentali per effetto dei rapporti e scambi. La globalizzazione non coincide né con la modernizzazione , né con la colonizzazione e con l’espansione culturale dell’Occidente moderno: è innescata e si è sviluppata parallelamente a questi processi, ma attualmente prosegue il proprio cammino da sola. Possiamo notare un’accelerazione della globalizzazione a seguito della caduta del muro di Berlino nel 1989 poiché nei decenni successivi l’introduzione dell’era di internet e dei social media rese tale processo più rapido e immediato. COME CHIAMARE LA SOCIETA IN CUI VIVIAMO OGGI? Poco dopo la metà del XX secolo alcuni studiosi hanno intuito che ormai non si viveva più in società moderne:  due opere importanti, una del sociologo francese Alain Touraine , l’altra dello statunitense Daniel Bell , hanno reso popolare l’espressione società post-industriale e ’idea di tale società è legata ai cambiamenti economici e del lavoro. Mentre nelle società moderne lo sviluppo dipendeva dallo sfruttamento energetico , dalla meccanizzazione e dalla produzione di beni materiali , nelle società post-industriali la risorsa cruciale è l’informazione , il cosiddetto sapere codificato, come viene definito da Bell. In tal modo si riesce a produrre vendere maggiormente grazie al fatto che si elaborano e si utilizzano conoscenze: spesso si parla di economia della coscienza.  L’opera di Lyotard ha introdotto l’espressione società post-moderna e insiste sulla crisi dell’ideologia moderna in quanto vengono meno il razionalismo e la fiducia nel sapere scientifico : la conoscenza scientifica smette di essere considerata verità e appare una costruzione soggettiva , quindi relativa, che finge di essere verità. Le due espressioni oggi appaiono notevolmente discutibili e improprie, gli autori che le hanno coniate non avevano chiaro che erano in corso grandi trasformazioni globali, anche perché suggeriscono l’idea di una netta rottura col passato. È preferibile l’espressione seconda modernità , introdotta da Ulrich Beck. ECONOMIA Negli ultimi anni è sempre più frequente sentir parlare di interdipendenza economica mondiale : esiste un vasto mercato mondiale che genera flussi planetari di capitali, beni materiali e servizi, che passano città in città, in particolare nelle città globali → crocevia delle informazioni cruciali per la finanza internazionale. Tra le IMPRESE possiamo trovate anche imprese private, tra le quali le multinazionali ricoprono un ruolo di primo piano → imprese che operano anche oltre confini nazionali : alcune operano in determinate settori in  regime di oligopolio , una situazione in cui il mercato è dominato da poche grandi imprese,  altre formano i conglomerati , che raccolgono aziende che operano nei settori più vari.  Tra gli organismi pubblici troviamo il FMI a cui aderiscono quasi tutti i paesi del mondo e ha il compito di salvaguardare gli scambi economici,  elite economiche formata da grandi capitalisti e una massa di lavoratori impegnati nel mercato internazionale. Gli scambi economici sono regolati da una LEX MERCATORIA → un sistema normativo non statale improntato sul principio di flessibilità , con cui le multinazionali e altri soggetti dell’economia globale autoregolamentano la propria attività. Oggi interdipendenza economica è fortemente diffusa grazie a due fattori  la diffusione dell'inglese e l'introduzione dei mass media. ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO Con la globalizzazione si va diffondendo la divisone mondiale del lavoro e ne possiamo distinguere due tipi:  territorialein cui il lavoro è diviso in aziende e fabbriche dislocate in posti diversideterritorializzatasviluppata con la modernizzazione, con i mass media non si tiene conto dei confini grazie al telelavoro Conseguenze → cambia la percezione del lavoro → imprenditori tendono a vedere il lavoro come un costo da gestire nei lavoratori aumenta sempre più l'incertezza. → cambia la cultura lavorativa , il modo di pensare e di comportarsi nell'azienda, l'organizzazione diviene meno gerarchica e più orizzontale → declino della classe lavoratrice , i lavoratori si vedono come singoli individui all'interno di un'organizzazione lavorativa. POLITICA

Termine utilizzato per la prima volta da Max Horkheimer e Theodor Adorno , 2 massimi esponenti della Scuola di Francoforte , in Dialettica dell’Illuminismo ( 1947 ) per indicare il  processo di riduzione della cultura a merce di consumo → la considerano come il prodotto degli interessi economici del capitalismo → si intende un’organizzazione produttiva e distributiva di un particolare tipo di cultura , detta " cultura di massa ", sviluppata nella società industriale.  comprende le case editrici (editoria), case discografiche, l’industria cinematografica, la televisione e i mezzi di comunicazione di massa  è una fabbrica del consenso che ha liquidato la funzione critica della cultura, soffocandone la capacità di elevare una protesta contro le condizioni dell’esistente.

Media digitali: insieme di mezzi di comunicazione basati su tecnologie digitali e che hanno caratteristiche comuni che li differenziano dai mezzi di comunicazione che li hanno preceduti ( CONVERGENTI -IPERTESTUALI -DISTRIBUITI -INTERATTIVI -SOCIALI -MOBILI)

TEORIA DELL’AGO IPODERMICO La bullet theory di Lasswell è il primo tentativo di comprendere il funzionamento della comunicazione interpersonale, ossia come i mezzi di comunicazione possano influenzare le persone. La bullet theory dà pieni poteri ai mezzi di comunicazione conferendogli il primato di influenzare le persone in maniera totalitaria → considera i mass media come potenti strumenti persuasivi che agiscono direttamente su di una massa passiva e inerte. → La comunicazione tra due individui viene quindi considerata come un processo diretto tra comunicatore e ricevente senza alcun intermediario , in cui il messaggio viene ricevuto senza alcuna intermediazione e gli effetti sono dati per scontati, e quindi nemmeno analizzati.

TEORIA DEGLI EFFETTI LIMITATI : di Lazarsfeld è una teoria sociologica che nasce, negli anni 40 , dagli studi sulle caratteristiche del contesto sociale e non parla più di persuasione , ma di " influenze" del messaggio. Studiando le campagne elettorali americane e l'utilizzo dei media allo scopo di promuovere i candidati, sono rilevabili tre tipi di effetti sugli elettori:  di attivazione degli indecisi;  di rafforzamento degli elettori già convinti su chi votare;  di conversione del voto, ovvero di cambiamento della preferenza verso altri candidati, mediante una ridefinizione del problema.

TEORIA MCLUHAN: Nell’ambito della riflessione sui media, la figura dello studioso canadese Marshall McLuhan , rappresenta una delle più importanti, poiché ha elaborato quella che viene considerata la più famosa teoria generale sui media. → Il suo pensiero può essere inserito nella corrente definita determinismo tecnologico : cioè l'idea che in una società, la struttura mentale delle persone e la cultura siano influenzate dal tipo di tecnologia di cui tale società dispone. → Adottò l’ossimoro del villaggio globale : con l'evoluzione dei mezzi di comunicazione, tramite l'avvento del satellite che ha permesso comunicazioni in tempo reale a grande distanza, il mondo è diventato piccolo ed ha assunto di conseguenza i comportamenti tipici di un villaggio. → Ad avviso di McLuhan , esistono media caldi e media freddi:  McLuhan classifica come " freddi " (la TV, il telefono, i film, i cartoni animati, la conversazione) i medium che hanno una “bassa definizione” e che quindi richiedono una “alta partecipazione” dell'utente;  i medium "caldi" (cinema, radio, fotografia) sono caratterizzati da un'alta definizione e da una scarsa partecipazione del ricevente

TEORIA DELL’HOMO VIDENS DI SARTORI: l’accademico italiano Giovanni Sartori ha considerato l’avvento della televisione cruciale nel segnare il passaggio da Homo Sapiens a Homo Videns :  in accordo con Sartori quest’ultimo delinea indebolimento culturale, regressione e involuzionela televisione non è soltanto strumento di comunicazione; è anche al tempo stesso paideiaimpoverisce di fatto l’apparato cognitivo dell’ homo sapiens_._  Il video sta trasformando l’homo sapiens prodotto dalla cultura scritta in un homo videns nel quale la parola è spodestata dall’immagine. Tutto diventa visualizzato.

TEORIA DEGLI APOCALITTICI E INTEGRATI: All’avvento della cultura di massa , definita “l’ Anticultura ” gli intellettuali hanno risposto disprezzando la televisione, altri ne elogiarono le peculiari caratteristiche: → è ciò di cui parla Umberto Eco nel suo scritto “ Apocalittici e integrati ”: in accordo con Eco,  gli apocalittici sviluppano una visione conformista dei consumi, delle tendenze politiche e dei valori culturali  integrati sono convinti che i mezzi di comunicazione introducano nuovi modi di parlare utilizzando nuovi linguaggi, rendendo piacevole l’assorbimento di informazioni e dando luogo a nuove forme di sapere.

la radio e la televisione portano l’utente ad atrofizzare l’immaginazione mentre il cinema porta all’annullamento della personalità.

Insieme di valori, di idee, veicolata e influenzata dalla comunicazione di massa → condivisa da grandi masse di persone, diventa per l’appunto di massa e potenzialmente globale.

Come afferma McQuail , comprende le istituzioni e le tecniche grazie alle quali gruppi specializzati impiegano strumenti per diffondere un contenuto simbolico a pubblici ampi, eterogenei e fortemente dispersi → L’espressione venne utilizzata per la prima volta negli anni 30 del Novecento , mediante la diffusione della radio nei regimi totalitari.