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I principi di estinzione e successione dei trattati tra Stati, inclusa la denuncia e il recesso, l'impossibilità di esecuzione e la successione di Stati. Inoltre, viene presentato il Progetto di articoli sulla responsabilità internazionale dello Stato e i fattori necessari per stabilire l'illecito. un'introduzione alla nozione di illecito e il ruolo del diritto interno nel determinare il legame tra un individuo o un ente e lo Stato.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Le cause di estinzione dei trattati Le cause di estinzione dei trattati agiscono su trattati correttamente formati. Le cause di estinzione possono quindi suddividersi in cause interne al trattato e in cause esterne al trattato.
cambiamento deve avere l’effetto di modificare radicalmente il peso degli obblighi tra gli Stati parti del trattato. Questa causa di estinzione può facilmente prestarsi ad abusi: per questo motivo lo stesso art. 62 introduce due limiti: sono sottratti dall’ambito di applicazione di questa causa di estinzione i trattati che delimitano le frontiere; uno Stato non può invocare tale causa di estinzione se il mutamento delle circostanze dipende totalmente o anche solo parzialmente da un suo comportamento illecito, in violazione degli obblighi del trattato, o di altre norme dell'ordinamento internazionale generale.
o di estinzione aventi ad oggetto il contrasto con norme cogenti e le restanti cause di invalidità o di estinzione. Nel primo caso, gli Stati possono unilateralmente sottoporre la controversia alla Corte internazionale di giustizia, che emette un giudizio vincolante. Nel secondo caso, l’organo terzo imparziale non è un giudice, ma una commissione di conciliazione, la quale si limita a fare proposte di risoluzione della controversia, contenute in una raccomandazione non vincolante che gli Stati non sono tenuti a rispettare. Un obbligo che riveste sicuramente natura consuetudinaria è quello di comportarsi secondo buona fede, ovvero di notificare con un congruo anticipo agli altri Stati contraenti la propria intenzione di volere invocare una causa di invalidità o di estinzione del trattato. Perché gli altri Stati devono essere tenuti al corrente di una simile intenzione? Perché gli Stati parti possono contestare la causa di invalidità o di estinzione invocata da un altro Stato contraente generando così una controversia internazionale, data dall’opposizione dei punti di vista dello Stato che vuole sciogliersi dal vincolo pattizio e di quello che contesta la fondatezza della causa invocata. Sul piano del diritto internazionale generale, lo Stato, nel momento in cui dichiara invalido o estinto un trattato, può considerarsi svincolato dal trattato stesso. Se però successivamente dovesse insorgere una controversia e un giudice internazionale dovesse accertare la non fondatezza della causa di invalidità o di estinzione invocata, lo Stato che ha infondatamente invocato la causa sarà considerato responsabile di un illecito internazionale.
attribuibile allo Stato e non giustificato dall’ordinamento internazionale è contrario ad un obbligo giuridico vi è un illecito.
attribuisce allo Stato, mentre il comportamento di un privato non si attribuisce allo Stato. L’elemento soggettivo: l’attribuzione di un comportamento allo Stato. Che cos’è un organo dello Stato dal punto di vista del diritto internazionale? L’art. 4 del Progetto di articoli dice che: “un organo include ogni persona o ente che ha quella qualità in base al diritto interno dello Stato”. per stabilire chi è organo dello Stato si deve andare a vedere cosa dispone il diritto interno. È quindi il diritto interno che ci dovrebbe far capire se c’è un legame tra un individuo e lo Stato o tra un ente e lo Stato. Nella categoria degli organi dello Stato possono rientrare anche soggetti diversi da quelli che hanno la qualità di organo in base al diritto interno. Si tratta dei soggetti che hanno un rapporto di fatto con lo Stato, ovvero gli organi di fatto dello Stato, in contrapposizione agli organi di diritto. Quindi se normalmente è il diritto interno lo strumento che serve ad identificare se un individuo o un ente ha la qualità di organo, ci sono delle situazioni nelle quali la qualità di organo la si determina attraverso l’individuazione di uno stretto legame tra un individuo o un ente e lo Stato. In quali casi il legame tra un individuo o un ente e lo Stato può fare assurgere quell’individuo o quell’ente a organo di fatto dello Stato? Ciò avviene nel caso degli Stati fantocci, ovvero enti che apparentemente sono enti indipendenti, ma che effettivamente sono totalmente sottoposti al potere di un altro Stato da risultare equiparabili ad organi di quello Stato. Nel caso Loizidou portato all’esame della Corte europea dei diritti dell’uomo, fu la stessa Corte a dire che il comportamento lesivo del diritto di proprietà della signora Loizidou, benché posto in essere dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord, era imputabile alla Turchia, perché la Turchia di fatto controllava in modo talmente pervasivo la Repubblica Turca di Cipro del Nord, al punto che tale che la Repubblica Turca di Cipro del Nord altro non era che un organo di fatto dello Stato turco. Di conseguenza, per il comportamento lesivo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo verificatosi nella Repubblica Turca di Cipro del Nord doveva essere considerata responsabile la Turchia. Quali sono i comportamenti dell’organo di diritto che si attribuiscono allo Stato? Ai sensi dell’art. 7 del Progetto di articoli, allo Stato si attribuiscono non solo tutti i comportamenti posti in essere dall’organo nell’esercizio delle sue funzioni, ma anche i comportamenti posti in essere dall’organo in violazione delle sue funzioni, cioè eccedendo le sue competenze o andando contro le istruzioni ricevute. Allo Stato possono essere attribuiti, a certe condizioni, anche i comportamenti degli individui. L’art. 8 del Progetto di articoli fa riferimento all’ipotesi in cui un individuo, pur non avendo la qualifica di organo (né di fatto né di diritto), attua una specifica azione agendo dietro istruzione dello Stato. Che differenza c’è tra l’ipotesi dell’art. 8 e quella dell’art. 4, per il quale un individuo può essere qualificato come organo di fatto dello Stato sulla base del totale controllo che lo Stato esercita sull’individuo? La differenza sta negli elementi di prova che devono essere apportati:
L’art. 20 precisa che il consenso non può essere dato ad uno Stato per permettergli di violare una norma di diritto cogente. Qui c’è un parallelismo con l’art. 53 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 1969, in base al quale il diritto cogente non può essere violato mediante accordi. Ugualmente l’art. 20 del Progetto di articoli ci dice che il diritto cogente non può essere violato neanche mediante un atto unilaterale con cui uno Stato autorizza un altro Stato a tenere un comportamento illecito.