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sintesi storia nazismo, Sintesi del corso di Storia

ascesa di hitler, sintesi storia del nazismo

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 21/06/2022

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gioia-15 🇮🇹

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NAZISMO
Dopo l’insurrezione di Monaco, Hitler è arrestato e condannato a cinque
anni di reclusione. Ne sconta, però, solo uno, durante il quale scrive il
libro Mein Kampf (La mia battaglia), in cui espone il suo credo
nazionalista e razzista.
Egli crede nell’esistenza di una razza superiore e
conquistatrice, quella ariana, che identifica nei tedeschi; ebrei e
comunisti, a loro volta, inquinano la purezza degli ariani e pertanto devono essere annientati
Il passo successivo sarebbe stato il recupero dei territori perduti (colonie)
e l’espansione verso Est a danno dei popoli slavi, fino alla realizzazione
completa del pangermanesimo.
L’ascesa di Hitler.
Hitler aveva già fondato il Partito nazionalsocialista dei
lavoratori tedeschi (1920), ovvero il Partito nazista, che comincia a
ottenere consensi solo negli anni ’30, a seguito della grande crisi.
Nelle elezioni che si tengono tra il 1930 e il 1932, il Partito nazista diviene
il primo partito tedesco e il maresciallo Hindenburg, presidente della
Repubblica, convoca Hitler per formare il governo (30 gennaio 1933).
La trasformazione della repubblica tedesca in dittatura avviene nel giro di
pochi mesi. Il pretesto è l’incendio del Reichstag (il parlamento tedesco),
per il quale viene accusato e arrestato un comunista olandese. Hitler mira
all’eliminazione del parlamento e costringe il Reichstag, appena eletto, ad
approvare una legge che conferisce pieni poteri (compreso quello di
modificare la Costituzione) al governo.
Il governo, poco dopo, vara una legge che proclama il Partito
nazionalsocialista unico partito tedesco, tanto che, nelle successive
elezioni, esso ottiene il 92% dei voti. Restano solo due ostacoli:
il primo è costituito dall’ala estrema del partito, rappresentata dalle SA (reparti
d’assalto o camicie brune) di Ernst Röhm che vogliono una seconda
rivoluzione
il secondo è costituito dalla vecchia destra conservatrice
impersonata da Hindenburg e dall’esercito.
Hitler, intanto, ha provveduto a creare una sua milizia personale, le SS
(reparti di difesa), che nella notte fra il 30 giugno e il 1° luglio 1934 — la
cosiddetta «notte dei lunghi coltelli» — assassinano tutto lo stato
maggiore delle SA compreso Röhm, la cui testa era richiesta anche
dall’esercito che, alla morte di Hindenburg, nomina Hitler capo dello
Stato.
Nasce così il Terzo Reich, cioè il terzo impero dopo il Sacro Romano
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NAZISMO

Dopo l’insurrezione di Monaco, Hitler è arrestato e condannato a cinque anni di reclusione. Ne sconta, però, solo uno, durante il quale scrive il libro Mein Kampf (La mia battaglia), in cui espone il suo credo nazionalista e razzista. Egli crede nell’esistenza di una razza superiore e conquistatrice, quella ariana, che identifica nei tedeschi; ebrei e comunisti, a loro volta, inquinano la purezza degli ariani e pertanto devono essere annientati Il passo successivo sarebbe stato il recupero dei territori perduti (colonie) e l’espansione verso Est a danno dei popoli slavi, fino alla realizzazione completa del pangermanesimo. L’ascesa di Hitler. Hitler aveva già fondato il Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi (1920), ovvero il Partito nazista, che comincia a ottenere consensi solo negli anni ’30, a seguito della grande crisi. Nelle elezioni che si tengono tra il 1930 e il 1932, il Partito nazista diviene il primo partito tedesco e il maresciallo Hindenburg, presidente della Repubblica, convoca Hitler per formare il governo (30 gennaio 1933). La trasformazione della repubblica tedesca in dittatura avviene nel giro di pochi mesi. Il pretesto è l’incendio del Reichstag (il parlamento tedesco), per il quale viene accusato e arrestato un comunista olandese. Hitler mira all’eliminazione del parlamento e costringe il Reichstag, appena eletto, ad approvare una legge che conferisce pieni poteri (compreso quello di modificare la Costituzione) al governo. Il governo, poco dopo, vara una legge che proclama il Partito nazionalsocialista unico partito tedesco, tanto che, nelle successive elezioni, esso ottiene il 92% dei voti. Restano solo due ostacoli: ● il primo è costituito dall’ala estrema del partito, rappresentata dalle SA (reparti d’assalto o camicie brune) di Ernst Röhm che vogliono una seconda rivoluzione ● il secondo è costituito dalla vecchia destra conservatrice impersonata da Hindenburg e dall’esercito. Hitler, intanto, ha provveduto a creare una sua milizia personale, le SS (reparti di difesa), che nella notte fra il 30 giugno e il 1° luglio 1934 — la cosiddetta «notte dei lunghi coltelli» — assassinano tutto lo stato maggiore delle SA compreso Röhm, la cui testa era richiesta anche dall’esercito che, alla morte di Hindenburg, nomina Hitler capo dello Stato. Nasce così il Terzo Reich, cioè il terzo impero dopo il Sacro Romano

Impero e la Germania di Bismarck, a capo del quale c’è il führer (duce), fonte suprema del diritto e guida del popolo. Al partito nazista e agli organismi ad esso collegati spettano il coinvolgimento e l’ammaestramento delle masse. In quest’attività si distingue Joseph Paul Goebbels, che assume la guida del settore propaganda: stampa tedesca, produzioni cinematografiche e lavori teatrali, sono asserviti ai voleri del regime attraverso la censura. La persecuzione degli ebrei. Nel 1933, vengono promulgate alcune leggi in nome della superiorità della razza ariana. Una di esse prevede la sterilizzazione eugenetica forzata per chi è affetto da malattie ereditarie, per i delinquenti e per i condannati per crimini a sfondo sessuale. I l 15 settembre del 1933 vengono varate le leggi di Norimberga , che negano agli ebrei la cittadinanza tedesca e li escludono dalla vita politica. Queste leggi provocano una massiccia fuga dal paese di migliaia di intellettuali e di artisti. L’antisemitismo contagia tutti gli strati della società tedesca, diffondendosi particolarmente nella piccola borghesia. Il ceto medio tedesco aveva sofferto nel dopoguerra, e continuava a soffrire, enormi sacrifici e l’inflazione aveva vanificato in un lampo i piccoli risparmi accumulati in anni di lavoro. L’antisemitismo, col suo bagaglio di pregiudizi pseudoculturali, permette uno sfogo ai risentimenti accumulati: l’ebreo è finalmente il capro espiatorio sul quale poter sfogare il proprio astio; il «giudeo» è colui contro il quale ci si può sentire tutti tedeschi indipendentemente dalle proprie convinzioni politiche. Convinzioni di questo tipo portano moltissimi tedeschi ad aderire al nazismo. La politica estera hitleriana. Hitler si pone, in campo estero, tre obiettivi fondamentali:

  • l’annullamento di tutte le clausole del Trattato di Versailles che ha posto la Germania in una condizione di inferiorità rispetto alle altre potenze europee;
  • l’accorpamento di tutti i tedeschi in un unico Stato, annettendo alla Germania l’Austria e i territori di altri paesi (come i Sudeti in Cecoslovacchia) abitati da minoranze tedesche;
  • la creazione, in Europa orientale, del cosiddetto «spazio vitale» (Lebensraum) da cui la Germania avesse potuto ricavare materie prime e prodotti agricoli. Dopo il riarmo della nazione tedesca, nel marzo 1938, l’Austria viene occupata militarmente e, nel giugno successivo, un plebiscito ne sancisce l’annessione (Anschluss) alla Germania. Di lì a poco, Hitler risolve anche la questione dei Sudeti, che, in seguito agli esiti della Conferenza di Monaco (29-30 settembre 1938), che pure