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sintesi sul risorgimento, Dispense di Storia

dispense di sintesi sul risorgimento: .strutture politiche,economiche,sociali nell'Italia del risorgimento .le idologie .i democratici .i liberali

Tipologia: Dispense

2019/2020

In vendita dal 12/02/2024

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1.11 Risorgimento 1.1. Strutture politiche, economiche e sociali dell’Italia nell’età del Risorgimento — è Fra i(1815 e il:186), dal punto di vista politico d’Italia era dalla mancanza di una unità statale e dalla Trammentazione in una serie di:stati territoriali di estensione limitata: questo fattore allontanava l’Italia dall’ Europa, dove da secoli si erano stabiliti i grandi stati nazionali. In linea con le tendenze della Restaurazione, si trattava per giunta di-staterelli assoluti e tradizionalisti nonostante la conservazione di una parte delle innovazioni napoleoniche. Solo il Piemonte, dopo il ’48, ebbe lo Statuto concesso da Carlo Alberto di Savoia. (che dominava direttamente Il Lombardo- Veneto ma esercitava la sua inflessibile tutela anche sugli altri stati, intervenendo militarmente ove si presentassero minacce per l'ordine costituito, al punto da essere definita “il gendarme armato” della penisola. Ladivisione politica era un fattore di arretratezza economica, civile e culturale. Leggi protezionistiche, dazi e dogane limitavano la libera circolazione delle merci sulla penisola impedendo la formazione di un ‘mercato interno nazionale, condizione per lo sviluppo dell’economia. I regimi dispotici riducevano gli abitanti al ruolo di sudditi obbedienti e passivi e ostacolavano la formazione di un’opinione pubblica. La circolazione delle idee era per giunta soffocata da una retriva censura. Insomma, mentre altrove, come in Inghilterra e in Francia, nella prima metà dell’800 era già in affo lo sviluppo dell’industria moderna, l’Italia rimaneva un paese eminentemente agricolo e l'industria quasi non esisteva (era limitata perlopiù a industrie di trasformazione - tessile e alimentare — che spesso utilizzavano manodopera stagionale di origine contadina). Mancava anche un moderno sistema del credito. Si veniva tuttavia costituendo in alcune regioni (Lombardia, Piemonte e Toscana) un embrione di borghesia ‘moderna (commercianti, proprietari agricoli con atteggiamento imprenditoriale) di cui facevano parte anche i rappresentanti delle professioni liberali, gli insegnanti superiori, gli ufficiali di matrice napoleonica e un’ala progressista e liberale dell’aristocrazia. Questi gruppi avevano interesse a eliminare i vincoli che l’assolutismo e la divisione politica imponevano allo sviluppo economico del paese. Si identificavano inoltre nei valori di “libertà” e di “progresso” che provenivano dall’Europa più avanzata. AI di là dei vari orientamenti politici, il culto di un passato glorioso dell’Italia e delle grandi memorie letterarie e artistiche costituiva il comune cemento ideologico del patriottismo che caratterizzava questo composito gruppo sociale. Dalle idee nazionali erano tuttavia escluse le masse popolari che, specie nelle campagne, vivevano in estrema miseria e ancorate a una cultura tradizionale, immobile da secoli ed erano influenzate solo dalla Chiesa, che si era schierata apertamente contro il movimento risorgimentale. 1.2. Le ideologie 1 migliori intellettuali italiani si riconoscevano, aldilà delle differenze politiche, nell’idea nazionale, strettamente associata nel Risorgimento italiano all’idea di libertà (ma attenzione: libertà e nazione non sono sempre idee coincidenti nella storia europea!!!). E° soprattutto dopo il fallimento dei moti del "31 che la contestazione all’ordine costituito, prima di quella data orientata soprattutto agli obiettivi della costituzione e della liberalizzazione, acquista in Italia un carattere spiccatamente nazionale, come dimostra, nei primi anni ’30, la fondazione della associazione clandestina della Giovane Italia da parte del genovese Giuseppe Mazzini. Le'ideologie dello schieramento risorgimentale si possono suddividere in due grandi schieramenti: quello democratico e quello liberale moderato (che presenta una variante laica e una cattolica). 1,3. I democratici Le In Italia i democratici facevano capo sostanzialmente aGiuseppe M: (1805-1872). Il suo progetto era democratico, repubblicano e unitario. (Italia “una, libera, indipendente e repubblicana”). Proponeva infatti: a) un’assemblea costituente per decidere l'assetto istituzionale dell’Italia, il suffragio universale, una costituzione repubblicana e unitaria (diffidava profondamente di tutti i monarchi e avversava il programma moderato di una semplice federazione degli stati esistenti). don b) Era inoltre necessario, secondo Mazzini, garantire un’equa distribuzione d' attraverso * tasse progressive e una istruzione più diffusa e solida. Poneva insomma Taccento sulla