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● La violenza permeava ogni aspetto del fascismo, proprio attorno a questa, infatti, si sviluppò lo stesso partito vedendo la politica come una vera e propria guerra civile contro ogni altro partito d'opposizione. ● L’idea di superiorità del fascismo e del fascista si ergeva sopra ogni aspetto razionale della vita e della politica, considerando l’adesione al partito e le azioni di questo e per questo come un vero e proprio atto di fede. La forza, la violenza erano l’unica risposta accettabile e imprescindibile a qualsiasi opposizione, tanto da far nascere l’idea di un “tipo umano”, quello fascita, superiore ad ogni altro. Superiore ai democratici, alla viltà dei socialisti, declinando questa superiorità anche a livello antropologico per la giovinezza dei componenti del partito. ● Gli ideali fascisti si nutrivano principalmente di miti, il principale era quello della nazione, da proteggere e custodire come un’entità sacra, così da dare sacralità al fasciamo e maggiore legittimità ad ogni azione violenta. ● Lo squadrismo venne considerato come unico fattore di coesione tra realtà sociali differenti, utilizzando così la violenza come propaganda attraendo i giovani che idolatravano la Grande Guerra non avendola vissuta. ● Tra i principali nemici interni contro cui svolgere una “crociata” spicca il socialismo contro il quale ogni violenza e atto vandalico era lecito. ● I comportamenti squadristi assunsero il senso di veri e propri riti uniti ad un’importante gamma di simboli, quali per esempio i gagliardetti, le camicie nere, gli inni, l’appello ai morti, il culto dei fascisti morti considerati come martiri e innumerevoli altri. ● Mussolini aveva accettato di diventare capo di un partito armato fondato sulla violenza illegale che in poco tempo conquistò gli animi e le componenti fisiche del potere e del popolo italiano, pur avendo fondamenta fragilissime. ● La differenza tra il partito socialista, costruitosi e affermatosi in tre decenni, e quello fascista, nato da solo un biennio, tra il 1919 e il 1921 è stata la composizione interna molto unita nel partito fascista che ha saputo cogliere l’attimo per prendere il potere, e quella assai disgregata dei socialisti che persa l’occasione sotto l’impeto delle squadre si sciolse completamente. Tuttavia se la forza legittima dello Stato fosse intervenuta contro l’invettiva illegale ed incompatibile con i principi statali del fascismo, questo si sarebbe rivelato ancora più fragile dei socialisti, perciò Mussolini, consapevole di ciò, si comportò in modo tale che questo non accadesse.