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La devianza sociale e le cause della criminalità a Chicago - Prof. Scalia, Appunti di Sociologia della Devianza e della Criminalità

La cultura, le differenze culturali e la struttura sociale della città di chicago come fattori che contribuiscono alla criminalità. Vengono presentate teorie come la teoria della disgregazione sociale, la teoria della devianza micro e macro, la teoria di becker e la teoria di white. Il documento illustra anche il concetto di stigma e come le aspettative sociali possono influenzare la devianza.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 20/02/2024

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Quando si parla di devianza si tratta di un comportamento non conforme ai comportamenti attesi, ma non
è perseguibile. I crimini non sono sempre uguali (la pedofilia è considerato un crimine recentemente,
l’omosessualità o l’adulterio non sono più considerati dei crimini), la criminalità è multi variegata.
Il processo di fenomeno criminale è un processo che marcia di pari passo all’identificazione di classi
sociali che vengono classificati, a seconda del tempo e della società in cui viviamo, nel complesso di
criminalità (cera il periodo in cui gli uomini americani volevano sposarsi solo con irlandesi in quanto donne
cristiane, le altre venivano considerate donne truffatrici del focolare domestico; attualmente si associa il
furto alla classe rom) (si parla dell’aumento dei femminicidi e della violenza di genere ma probabilmente
perché, data la società attuale, le donne si sentono più incoraggiate a denunciare) (in tempi antichi, il
duello era consentito come metodologia per risolvere un’ostilità; attualmente il duello è considerato un
azione criminale e non come un metodo risolutivo) .
Si parla di criminalità quando abbiamo un comportamento che consideriamo crimini ed individui che
consideriamo criminali.
Il 75% dei carcerati è rinchiuso per reati contro la proprietà (furti o rapine), reati che sono puniti con una
reclusione da 1 a 5 anni e vengono considerati reati minori. Gli erghestolati sono 1963, meno del 3%
rispetto alla percentuale di carcerati.
La criminalità è una criminalità sincronica: un comportamento criminale che si verifica a seconda di uno
spazio sociale (prestare soldi ad interesse nella cultura islamica è considerato un reato, a differenza
dell’Occidente)(il furto è considerato reato ma non in nella società rom)(in Iran più del 50% dei condannati
a morte sono perseguitati in quanto omosessuali). Esempio: l’utero in affitto è considerato un crimine in
alcuni stati in quanto si pensa che le donne meno abbienti vengano sfruttate per avere una ricompensa
monetaria, in Inghilterra la prestazione dell’utero in affitto è legale ma diventa illegale nel momento in cui
la donna riceve un guadagno.
Nella società pre-moderna tutti dovevano uniformarsi e comportamenti prestabiliti, il peccatore è colui
che violava le leggi divine (per cui rubare il raccolto, darsi al furto significava violare l’ordine naturale
stabilito da Dio) e la propria condanna era la purificazione dell’anima attraverso il corpo (questo
comportava delle torture fisiche).
Esempio: Giordano Bruno venne bruciato vivo in quanto non erano state accettate le sue tesi e il filosofo
non voleva rinnegare ciò che credeva, il filosofo venne condannato al rogo e costretto a bruciare nudo e
vivo (con una sputacchia, strumento che non ti permette di parlare).
Quando Martin Lutero affligge le proprie tesi, dando il via alla riforma della Chiesa, il riformatore trova
l’appoggio di vasti gruppi sia tedeschi che europei. Per la prima volta si cerca un’altra modalità di essere
cristiani, si diffondeva il principio che ognuno poteva essere cristiano seguendo il modo che preferivi.
Entra in gioco il principio dell’individualismo e azioni che prima venivano considerati crimini dalla chiesa
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Quando si parla di devianza si tratta di un comportamento non conforme ai comportamenti attesi, ma non è perseguibile. I crimini non sono sempre uguali (la pedofilia è considerato un crimine recentemente, l’omosessualità o l’adulterio non sono più considerati dei crimini), la criminalità è multi variegata. Il processo di fenomeno criminale è un processo che marcia di pari passo all’identificazione di classi sociali che vengono classificati, a seconda del tempo e della società in cui viviamo, nel complesso di criminalità (cera il periodo in cui gli uomini americani volevano sposarsi solo con irlandesi in quanto donne cristiane, le altre venivano considerate donne truffatrici del focolare domestico; attualmente si associa il furto alla classe rom) (si parla dell’aumento dei femminicidi e della violenza di genere ma probabilmente perché, data la società attuale, le donne si sentono più incoraggiate a denunciare) (in tempi antichi, il duello era consentito come metodologia per risolvere un’ostilità; attualmente il duello è considerato un azione criminale e non come un metodo risolutivo). Si parla di criminalità quando abbiamo un comportamento che consideriamo crimini ed individui che consideriamo criminali. Il 75% dei carcerati è rinchiuso per reati contro la proprietà (furti o rapine), reati che sono puniti con una reclusione da 1 a 5 anni e vengono considerati reati minori. Gli erghestolati sono 1963, meno del 3% rispetto alla percentuale di carcerati. La criminalità è una criminalità sincronica: un comportamento criminale che si verifica a seconda di uno spazio sociale (prestare soldi ad interesse nella cultura islamica è considerato un reato, a differenza dell’Occidente)(il furto è considerato reato ma non in nella società rom)(in Iran più del 50% dei condannati a morte sono perseguitati in quanto omosessuali). Esempio: l’utero in affitto è considerato un crimine in alcuni stati in quanto si pensa che le donne meno abbienti vengano sfruttate per avere una ricompensa monetaria, in Inghilterra la prestazione dell’utero in affitto è legale ma diventa illegale nel momento in cui la donna riceve un guadagno. Nella società pre-moderna tutti dovevano uniformarsi e comportamenti prestabiliti, il peccatore è colui che violava le leggi divine (per cui rubare il raccolto, darsi al furto significava violare l’ordine naturale stabilito da Dio) e la propria condanna era la purificazione dell’anima attraverso il corpo (questo comportava delle torture fisiche). Esempio: Giordano Bruno venne bruciato vivo in quanto non erano state accettate le sue tesi e il filosofo non voleva rinnegare ciò che credeva, il filosofo venne condannato al rogo e costretto a bruciare nudo e vivo (con una sputacchia, strumento che non ti permette di parlare). Quando Martin Lutero affligge le proprie tesi, dando il via alla riforma della Chiesa, il riformatore trova l’appoggio di vasti gruppi sia tedeschi che europei. Per la prima volta si cerca un’altra modalità di essere cristiani, si diffondeva il principio che ognuno poteva essere cristiano seguendo il modo che preferivi. Entra in gioco il principio dell’individualismo e azioni che prima venivano considerati crimini dalla chiesa

(rinvestire il denaro o il prestito di esso) diventano azioni consentite, l’individuo diventa la variabile dipendente della società, si forma il capitalismo moderno. Successivamente l’illuminismo affermerà che ognuno può compiere le proprie scelte liberamente, affidandosi alla propria ragione grazie alla quale l’individuo può valutare se un comportamento è auspicabile o meno. Il reo prende il posto del peccatore , il reo è diverso dal peccatore in quanto ha compiuto un crimine in quanto voleva compierlo; il reo compie un crimine nei confronti delle leggi terrene e decise dallo Stato mentre il peccatore infrange le leggi divine. La violazione delle leggi seguiva il libero arbitrio. La criminologia nasce in Italia quando Cesare Beccaria (insieme a Giuseppe Verdi e ad altri esponenti) fondano il “Caffè” , giornale che dava spazio alla libera iniziativa e affermavano elementi volti a migliorare le condizioni di vita. Il giornale permetteva alle persone di individuale ciò che era bene e ciò che era male, rendendo perfettamente consapevole la popolazione; tale consapevolezza si basava sul calcolo ordinario di costi-benefici (utilitarismo) (meno costi e più benefici)(lavorare e rispetto le leggi per evitare di andare in galera e allontanarmi dalla mia famiglia). Bisogna garantire il principio che tanto è razionale l’essere umano tanto deve essere razionale l’apparato che insorge in questa razionalità, il potere non può essere mai arbitrario (non si può essere assolti o essere condannati a morte sulla base del volere di un esponente). Per cui la pena deve essere afflitta da un giudice o una giuria sulla serie di prove stabili e veritiere. A che cosa serve la pena? La pena serve alla collettività (oltre che al reo) in quanto si condanna in nome del popolo italiano; la pena dà il messaggio che ogni trasgressione verrà severamente punita, andando a scoraggiare gli individui a riprodurre la stessa azione criminale del reo. Bentham e Beccaria affermano di voler evitare le esecuzioni sofferenti o violenti (roghi o impiccagioni) ma bisogna che ci sia una minaccia preventiva che scoraggi chi si accinge a intraprendere una violenza della legge dal farlo. Negli Stati Uniti, ancora oggi, durante le pene di morte la famiglia della vittima (nel caso il condannato fosse accusato di omicidio) viene chiamata ad assistere proprio per mostrare alla famiglia della vittima che lo stato ha fatto il proprio dovere ed è riuscita a fare giustizia; viene chiamata anche la famiglia del condannato per mostrare a loro che il proprio figlio ha ripagato ciò che ha fatto. Per cui, secondo i governatori degli Stati Uniti, si sta risarcendo la famiglia della vittima e si cerca di confortare la famiglia del condannato mostrandoli che quest’ultimo muore seguendo tutti i principi fondamentali esplicitati dallo stato e che si cerca di ridurre tutte le sofferenze possibili. Vi è una rottura del paradigma della dottrina cattolica, si segue il principio che ora gli individui, dotandosi di razionalità, discernano il bene dal male e organizzano i propri comportamenti in modo conseguenziale (se faccio questo avrò questa conseguenza). Sia Cesare Beccaria che Jeremy Bentham affermavano il proprio interesse verso l’utilitarismo (costi- benefici, io seguo la strada che mi sembra più facile e facilmente raggiungibile con meno impegno). Secondo la teoria classica, quando il giudice condanna qualcuno, tale condanna è funzionale per la collettività: la collettività deve essere protetta da individui che possono essere pericolosi + tramite la condanna la collettività capisce che quella azione compiuta dal criminale non deve essere ripetuta= carattere deterrente della pena. I due esponenti dichiaravano che il calcolo utilista è un calcolo messo in atto da tutti in quanto tutti sono dotati di razionalità e siamo operati in un contesto basato su un ordine razionale, non vi deve essere un abuso del potere: si deve garantire la certezza della pena (attualmente in Italia le tempistiche per i processi sono molto lunghi e il condannato finisce per essere scarcerato nei tre gradi presenti).

Perché Beccaria non voleva la pena di morte? La società si basa su una libera associazione di individui, quest’ultimi sanno che lo Stato li tutela e li protegge. Nel momento in cui una persona entra in società accetta, molte volte in maniera inconscia, che non possiamo farci giustizia da soli e che sarà un compito affidato allo Stato in sé. Qual è l’unico caso in cui ci può essere la pena di morte? Secondo Beccaria la pena di morte poteva esserci nel caso dei crimini contro lo Stato (terrorismo, attentato al colpo di stato) in quanto l’esponente che compie ciò vuole totalmente ribaltare l’ordine sociale e danneggiare l’ordine logico alla base dello Stato. Se la società stessa è basata sul principio della disuguaglianza, sull’abuso e sull’oppressione allora la stessa popolazione tenderà ad avere comportamenti devianti; se invece abbiamo una società basata sulla parità, l’uguaglianza e la protezione da parte dello stato la popolazione stessa tenderà a comportarsi secondo i canoni. Teoria del just desert: ognuno si merita quello che si è guadagnato; se la persona ha commesso un errore deve andare in carcere. Siamo in un’economia di mercato in cui entra in scena l’operaio salariato che spesso si chiude nelle fabbriche (rapida scomparsa dell’artigiano e del contadino). Numerosi studiosi si interfacciano alla volontà di far scomparire le disuguaglianze sociali, quest’ultime veniva attribuite sia a questioni morali sia dal fatto che alcune persone non volevano lavorare in quanto erano incostanti o consapevoli delle doti intellettuali che possedevano. Darwin afferma che qualcuno, geneticamente, non è predisposto al lavoro. Lo scienziato formula la teoria dell’evoluzione , la quale dichiara che si riproducono e sopravvivono solo le razze che si adattano maggiormente all’ambiente mentre coloro che non riescono ad adattarsi sono destinati a morire. Tale schema darwiniano viene applicato sia alla sociologia sia alla criminologia:

  • August Comte (considerato il fondatore della sociologia) utilizza la teoria dell’evoluzione per intervenire sulle realtà. Il comportamento umano segue delle leggi umane ben predefinite; il comportamento umano è prevedibile e per cui possiamo immaginare e cambiare il comportamento umano (se noi sappiamo come agisce quella persona possiamo agire al fine di modificare il proprio comportamento). Tale cambiamento avviene sia in maniera positiva che in maniera negativa (il comportamento può venire deviato). Come il comportamento umano è prevedibile e lineare, anche la traiettoria della storia umana è lineare, sempre indirizzata verso il miglioramento e lo sviluppo. Comte afferma che la storia umana si caratterizza secondo tre stadi:
  • Stadio teologico: tutto succede per volontà di Dio (se qualcuno muore annegato in fiume è perché Dio ha desiderato averlo con sé in quanto era un’anima troppo nobile).
  • Stadio metafisico: ci si allontana dalle spiegazioni divine ma si incrementano le superstizioni (devo vestirmi sempre con uno stesso indumento di un colore preciso perché mi porterà fortuna in una determinata situazione) (danza della pioggia per incentivare la pioggia).
  • Positivismo: l’essere umano si rende conto di possedere la ragione e, grazie ad essa, capiscono che gli elementi naturali sono governati da leggi naturali che permettono all’essere umano di agire (se il fulmine mi ha distrutto la casa, ora impianto i parafulmini così da non rischiare più che crolli la casa)(se il bambino non riesce a nuotare, ci si attrezza di salvagenti). Anche nell’ambito criminale, sulle basi delle leggi oggettive che regolano il comportamento umano siamo in grado di prevedere determinati comportamenti ed intervenire per migliorarli= se so che quel ragazzo cresce in una famiglia povera e fatica a mangiare ci si immagina che inizierà a rubare. Approcciandosi al positivismo, si segue una filosofia positivista dove si richiede che, prima di intervenire, bisogna prima osservare tecnicamente e minuziosamente per poi formulare delle ipotesi (approccio empirico). Anche il criminale, in quanto essere umano e come tutti gli esseri umani, subisce un processo di evoluzione: i crimini si evolvono con l’evoluzione degli esseri umani (attualmente ci capita un serial killer che ha uno sdoppiamento della realtà: apparentemente egli appare come un individuo normale e pacato, che ha una quotidianità normale; si scopre che tiene delle vittime rinchiuse e che fa a loro tutte le peggiori torture vs il serial killer medioevale probabilmente non avrebbe raggiunto uno sdoppiamento della realtà). La scienza si unisce allo studio della criminalità. Durante il comportamento criminale ci sono tre elementi oggettivi che caratterizzano il comportamento criminale e lo prevedono:
  1. Race : razza, pensieri basati sugli stereotipi (le azioni criminali saranno collegate agli italiani) (i furti sono correlati alla razza rom)(gli incidenti relativi alla guida in stato di ebrezza sono indicati solitamente ad irlandesi e inglesi). Ogni gruppo razziale (non vi è ancora la creazione del concetto di etnia).
  2. Milieu : fattori ambientali. Se vieni da un contesto depravato e criminale sei più portato a delinquere; inoltre se ci si opponeva al ruolo che la società ti dava (donna=angelo del focolare) allora eri rinchiuso nei manicomi. Infatti i comportamenti criminali aumentano nei contesti più depravati di altri. Per cui non potevi opporti all’ambiente sociale in cui vivevi.
  3. Momenti : il momento storico (se chiudono una fabbrica e aumenta la disoccupazione, lasciando a casa quasi 10.000 famiglie allora aumenterà la criminalità e il tasso di suicidi, depressione, furti). Nell’analisi positivista la criminalità va misurata a partire da questi tre elementi ma i criminali (così come gli esseri umani) non sono tutti uguali (chi ha caratteristiche genetiche diverse, chi vive in un contesto che favorisce classi sociali rispetto ad altre) ma tutti gli esseri umani hanno elementi pre- umani (vi sono anche gruppi che rimangono a questi elementi e non evolvono, non seguono gli altri nel proprio processo evolutivo) e, chi non segue il processo evolutivo, è maggiormente predisposto alla criminalità.

propria evoluzione. Vengono definiti anche deterministi in quanto seguono un qualcosa di oggettivo, di accertabile che ti permette di individuare chi è il criminale (se un operaio licenziato rubava in un supermercato per saziare la propria famiglia, d’ora in poi tutti gli operai licenziati sono propensi a rubare e vengono considerati criminali). Gli allievi di Lombroso, tra cui Enrico Ferri , iniziando a pensare che non siano solo caratteristiche psicometriche a individuare una persona come un criminale ma anche i fattori antropologici sono importanti (bisogna considerare l’età e che i giovani sono più predisposti a diventare delinquenti rispetto agli anziani, l’attività delinquenziale diminuisce con la vecchiaia; il sesso dell’individuo è importante in quanto i detenuti sono maggiormente uomini rispetto alle donne; la psiche che corrisponde a tutte le emozioni e gli eventi traumatici vissuti dalla persona). Enrico Ferri si distanza dall’atavismo e afferma che bisogna analizzare la devianza dal punto di vista psichico. Raffaele Garofalo si incentra sul versante dell’emotività, affermando che non bisogna necessariamente ricorrere all’atavismo ma bisogna anche pensare che il criminale potrebbe essere un soggetto anaffettivo: colui che, o per fattori genetici o per fattori ambientali/storici, disdegni la paura della morte e hai disprezzo della vita. Mumia Abu Jamal era un’attivista per i diritti umani che è stato accusato di omicidio e condannato alla sedia elettrica (tale condanna viene sostituita con l’ergastolo dato il proprio lavoro e il proprio contributo nel campo giornalistico); l’uomo venne accusato in quanto possedeva un’arma nel cruscotto (la sentenza viene emanata da una giuria bianca che giudicò seguendo anche pregiudizi razzisti) l’uomo venne accusato in quanto viene considerato privo di umanità e senza rispetto per l’umanità e la libertà altrui (se tu con la pistola volevi derubare o togliere la vita a qualcuno, vuol dire che non dai importanza alla vita). Per Dugdale si poteva individuare un criminale dal proprio albero genealogico: se tu aveva degli antenati che avevano compiuto atti delinquenziali allora eri maggiormente predisposto a diventare un criminale. Essi rientrano nei deterministi in quanto c’è sempre un fattore determinante alla radice un comportamento criminale. Binet riprende il pensiero di Garofalo, affermando che le persone ciniche e anaffettive sono mentalmente labili: non hanno la capacità di sviluppare una condizione (processi cognitivi) tale che gli impedisca di commettere crimini. I positivisti adottano degli strumenti strutturali (strumenti che considerano alla base della devianza degli elementi sociali, economici e familiari; colleghiamo la delinquenza ad un elemento strutturale come la cultura, la religione o l’ambito famigliare) e degli strumenti procedurali (quando si prendono in considerazioni tutte le questioni psicologiche, psicologiche e biologiche). Jeffery , a sostegno degli strumenti procedurali, afferma che i delinquenti sono coloro che vivono in zone ad alto contatto con sostanze che rovinano le cellule e i collegamenti cellulari, andando a rendere l’individuo predisposto alla delinquenza. Tarde afferma che un individuo, anche appartenenti ad una classe sociale alta, può cimentarsi in attività criminale solamente per imitare qualcuno (probabilmente quel qualcuno viene da una classe sociale inferiore).

Viene creato un test ( MMPI ) che verifica il livello di emotività, gli scompensi emotivi e quelli psichici che identificano quali sono i soggetti maggiormente predisposti a combinare guai (in passato era un test obbligatorio per i ragazzi della leva militare obbligatoria).

l’ integrazione (spesso l’immigrato rimaneva emarginato). Delle volte il migrante, per integrarsi, esagera nell’assumere abitudini o costumi che magari non sa gestire (ragazze islamiche che si tolgono il velo ma poi, quando subentra un evento traumatico, si evidenzia il fatto che non si è riusciti a mediare tra la cultura di arrivo e la cultura di partenza). In quegli anni Simmel affermava che in una grande metropoli è una condizione fondamentale la presenza di stranieri, a differenza di un villaggio in cui tutti conoscono i propri vicini di casa; nella metropoli noi non sappiamo chi è il nostro vicino di casa (potrebbe essere un serial killer, un deviato, un ladro) (estraneità fra la popolazione). Durkheim affermava che la società va letta sulla base dei movimenti vitali e delle funzioni che coordinano, tali movimenti vitali cambiavano con il cambiare dei processi sociali (es: l’agricoltura coordina il movimento di sfamare la popolazione ma tale movimento era stato sostituito con la produzione di beni industriali, il quale andava ritirato da un camionista e lo scaricava in un punto vendita). Durkheim afferma che si poteva trovare la maniera di risolvere le controversie tramite accordi fra la popolazione, la società doveva reggersi su valori condivisi (come la sacralità della vita, il rispetto reciproco, la lealtà, l’onesta) altrimenti si sarebbe la società sarebbe sfociata nell’ anomia (mancanza di valori condivisi) (oggi la società americana vive una crisi anomica dove che Biden alla casa Bianca anche se metà popolazione pensa che le elezioni siano state truccate e che vi sia un piano ebraico per arrivare al potere, tale crisi anomica ha portato all’assalto del parlamento). Come si combatte l’anomia? Il sociologo affermava che bisognava fare ricorso alla coscienza collettiva (media dei sentimenti condivisa dai membri di una società) oppure costruire un piano valoriale che venga condiviso da tutti (ma tale ipotesi è improbabile e difficile). Nels Anderson era un sociologo americano che voleva capire il mondo degli omosessuali statunitensi, quest’ultimi si incontravano spesso nelle the rooms e il sociologo iniziò a frequentare le the rooms fingendosi omosessuale , raccogliendo le storie degli omosessuali per poi pubblicarle (fece un lavoro etnografico ). Grazie al libro, il sociologo dimostrò che gli omosessuali erano uomini normalissimi con una famiglia, un lavoro normale e dei figli ma che nascondevano una diversa identità che mostravano solamente nelle the rooms. Anderson era un hobo , lavoratore stagionale che si spostava molto spesso, e mentre lavorava a Chicago, inizia a frequentare l’università di sociologia dove capisce qual è la propria strada, decidendo di rimanere a Chicago per periodo di tempo prolungato (in questi studi rivela pubblicamente anche chi sono gli hobo, cercando di limitare i pregiudizi sula figura del hobo). Il sociologo otterrà anche una cattedra al dipartimento di Chicago, dopo un lungo dottorato. Robert Park afferma che la città è un ecosistema che possiede delle proprie leggi (noi non potremmo pensare che Firenze sia la stessa Firenze di quando vi erano i medici perché, da prima ad oggi, sono successi tanti eventi interni ed esterni che hanno comportato il cambiamento della città di Firenze). La città non è un insieme omogeneo e compatto (es: Siena che possiede diverse contrade, ciascuna rivendica una propria identità) dove vi sono ideologie etniche e razziali molto stabilite. Proprio per questo motivo, Park ci propone di studiare la città tramite le proprie zone concentriche (dividere la città, a seconda delle zone troviamo delle maggiori o minori densità) ( approccio ecologico ). Seguendo il proprio studio, Park inizia ad individuare che più ci si allontana dal centro città più accrescono i tassi di devianza; vi è una disgregazione sociale per cui più il contesto è disagiato più aumentano le possibilità di incorrere in criminali (nel quartiere afro americano a Philadelphia vi era un rovesciamento totale dei valori: i bambini pensavano che fosse un’azione coraggiosa e valorosa passare del tempo in carcere e prendevano in giro il bambino il quale il padre non era mai stato in carcere).

La cartina, divisa per zone concentriche, della città di Chicago formulata da Park. Il cerchio più piccolo (loop) troviamo i grattacieli, hotel, centro commerciali: nel secondo cerchio (zona di transizione) vivono i migranti in quanto hanno tutti le sedi del lavoro in centro e necessitano di vivere li vicino; nel terzo cerchio vivono i migrati di seconda generazione (ovvero persone che si sono stabiliti in America e hanno i figli che sono effettivamente americani in quanto nati nel territorio statunitense ma che sono ancora considerati stranieri); nella parte più esterna si trova la zona residenziale. Park e Burgess affermano che, a seconda della fascia, il sociologo è in grado di individuare i tassi di criminalità: più ci si allontana dal loop e più diminuisce la criminalità (i cerchi con maggiori attività criminali è nella seconda cerchia in quanto nel loop, essendo piena di hotel e centro commerciali, in pochi vivono stabilmente nel loop ). Park e Burgess hanno dimostrato come, più il migrante si stabilizza e mette radici (terzo cerchio) più la criminalità diminuisce; nel secondo cerchio vi sono i migranti di prima generazione che ancora non si sono ben stabilizzati e vi è ancora un alto tasso di disgregazione sociale. La scuola di Chicago auspicava che vi fosse un’integrazione efficace e veloce , in quanto prima le persone si integrano nella società e prima il tasso di criminalità si abbasserà, rendendo più sicura la città = la criminalità è un problema sociale. Come deve avvenire l’integrazione?

  • È necessaria l’istruzione che garantisce l’integrazione, è importante che il migrante smetta di seguire un determinato modo di comportarsi, tipico del luogo d’origine, per iniziare ad approcciarsi al modo comportamentale statunitense: ciò era possibile solo grazie al percorso educativo della scuola. Tutti i comportamenti devono essere trasmessi culturalmente , a differenza di quello che affermava Lombroso, secondo il quale tutti i comportamenti erano innati all’essere umano o determinati da fattori genetici.
  • Visto che la società si costruisce intorno ad uno scambio di simboli (come il linguaggio), anche una singola interazione è frutto di uno scambio di simboli (se due persone si incontrano il primo simbolo, spesso usato come inizio per avviare un’interazione, che le due persone si scambiano è il saluto). Sempre i simboli vincolano dei messaggi (il voto all’esame, un simbolo numerico, sottintende quanto io ero preparata e quanto avevo studiato)(se io davanti ad un amico che mi saluta mi rigo, il mio rifiuto di ricambiare un gesto veicola il messaggio che io sono arrabbiata, maleducata o infastidita). La devianza è il modo in cui gli altri percepiscono i nostri simboli , per questo la devianza è soggettiva: mentre qualcuno può pensare che siamo devianti, qualcun altro può pensare che quella persona è assolutamente accettabile. È importante che i migranti e la popolazione locale trovi uno stesso linguaggio simbolico (parlare la stessa lingua, salutare nello stesso modo). La scuola di Chicago possiamo considerarla sia classica che positivista (tiene conto del Race, Milieu e Moment) ma si cerca anche di trovare delle soluzioni per problemi specifici (problemi di salute, di povertà, di disagio), senza cercare di cambiare la società. La scuola di Chicago ci lascia in eredità la riqualificazione urbana (bisogna organizzare dei corsi di inglese, degli incontri finalizzati alla socializzazione fra la popolazione locale e il migrante) e l’importanza di intervenire tempestivamente sui gruppi sociali a rischio. È importante l’associazionismo, ovvero rendere fattibile associare e socializzare i gruppi migranti con il gruppo dei residenti locali.

stesso tempo, nelle case dei mafiosi si trovano spesso le foto della madonna o di santi) (i terroristi che uccidono le persone in nome della religione, anche se quest’ultima proclama la sacralità della vita). Il conflitto di cultura nasce anche dal fatto che ogni cultura ha le proprie regole. Vi è una discrepanza fra il proprio volere seguire determinate regole e le regole della società: le donne dell’ndrangheta avrebbero voluto divertirsi, viaggiare, lavorare autonomamente ma già da piccole sapevano a chi sarebbero andate in spose e che fine avrebbero fatto (in casa ad occuparsi dei figli e dell’ambiente domestico, conscia del fatto che potrebbe rimanere vedova). Ad un certo punto della sua vita, l’individuo deve scegliere se deviare dalle regole del proprio ambiente socio-culturale di origine o adempire alle norme del proprio contesto sociale (se cresco con un determinato gruppo di ragazzi e quest’ultimi iniziano a rubare, io li seguo? Lo faccio anche se non sono d’accordo solo per integrarmi? Lo faccio per il gusto dell’avventura? O decido di non seguire il gruppo, con il rischio di sentirmi diverso?). L’individuo deve scegliere chi devono essere i propri punti di riferimento (i propri leaders sociali) e anche loro influenzano la scelta del singolo su che modello comportamentale seguire. Solitamente più è ampia la distanza fra la legge e la subcultura, più grave è il crimine commesso: il padre di una famiglia mussulmana che vive in Italia e che non riconosce le leggi italiane, tocca a lui scegliere un fidanzato per la figlia (diversamente da quello che accade in Italia dove è la ragazza a scegliere il fidanzato) e quando la figlia chiede aiuto per poter vivere come una ragazza italiana, il padre, sentendosi offeso personalmente, decide di ucciderla per seguire la propria subcultura (distanza fra il comportamento del padre, singolo individuo, fra la legge italiana). Ci si allontana dal pensiero che “criminale si nasce”, si comprende che il comportamento criminale viene appreso (non abbiamo la predisposizione alla criminalità solo dei più poveri o dei migranti). Il comportamento deviante esprime dei bisogni e dei valori, ma il comportamento deviante non può essere spiegato solo con dei valori: il criminale ha sempre delle scelte, dipende da che scelta prende la persona. Come viene appreso il comportamento criminale?

  1. All’interno di un gruppo , si apprendono conoscenze e tecniche per compiere comportamenti criminali al meglio (riconoscere la polizia in borghese, saper camuffare le prove o lavorando con qualcuno ottenendo protezione). Non sempre i comportamenti criminali vengono progettati e azionati in gruppo ma, solitamente, il criminale passa una “fase preparatoria” all’interno di un gruppo deviante, prima di commettere crimini con le proprie forze o organizzati individualmente. Ai giorni d’oggi spesso le conoscenze del gruppo vengono sostituiti da internet (nel deep web i criminali possono ricercare elementi che spesso vengono nascosti dal paese, come la tecnica per costruire una bomba) (es: pedopornografia, crimine riconosciuto in Italia, vi sono delle community virtuali dove le persone si scambiano foto; anche in questo caso c’è la presenza di un gruppo anche se c’è di mezzo lo strumento digitale).
  1. I valori devianti sono valori che si costruiscono in relazione alla legge: i pedo-pornografi scambiano foto pedopornografiche e tale azione viene riconosciuta come un reato; all’interno del gruppo internet il valore di scambiarsi foto di ragazzine invece non è considerato un reato. È più importante mettere in atto un comportamento illegale piuttosto che seguire le leggi dello stato ( quando l’omicida fa di tutto per non farsi scoprire, lo fa perché sa di aver violato la legge ma l’ha fatto comunque per andare contro alle leggi e seguire i propri valori devianti). Si ha un crimine le definizioni contrarie alla legge superano quelle favorevoli. Chi commette un crimine deve dare una definizione del crimine più favorevole del rispetto della legge ( a me chi l’ho fa fare di lavorare tutto il giorno per pagare il mutuo se posso spacciare droga e guadagnare il doppio? ).
  2. L’associazione differenziale si basa su quattro livelli: a. Frequenza : l’atto deviante è commesso con regolarità? b. Durata : quanto le azioni devianti sono protratte nel tempo? c. Priorità : prima di seguire la legge, do la priorità a violarla (do la priorità a diventare ricco grazie alla mia attività di spaccio, piuttosto che seguire le leggi)( nella vita normale sono una semplice persona, nel mio gruppo deviante sono il leader; il mio ego e il mio ruolo all’interno del gruppo è più importante di seguire le leggi?) d. Intensità : quanto conta per me le imprese criminali che commetto insieme agli altri? O commetto azioni devianti giusto per il brivido dell’ebbrezza?
  3. Il criminale spesso segue un modello di comportamento , quest’ultimo insegna come comportarsi e reagire alle conseguenze di un’azione criminale.
  4. Non sempre spieghiamo il comportamento criminale attraverso bisogni e valori, c’è sempre un passaggio di indifferenza o di adesione passiva oppure la scelta di collocarsi nei settori devianti della società (un ragazzo entra nelle baby gang per avere un’approvazione, quindi aveva il bisogno di accettazione ma ha comunque scelto volontariamente di far parte di un gruppo deviante). Sutherland e Cressey usano comunque, anche se storicamente è un tempo passato, il termine positivista in quanto si cerca di spiegare il comportamento deviante ma, a differenza del positivismo, i due studiosi affermano che in un determinato momento storico possiamo essere devianti (durante la grande depressione possiamo diventare ladri per sopravvivenza) e in un altro tempo storico possiamo essere riconosciuti come persone non devianti (ritorna un boom economico e posso permettermi di pagarmi da mangiare). L’associazione differenziale afferma che non c’è determinismo, il criminale può cambiare a seconda di diversi fattori. Attraverso quale procedura si diventa criminali? La persona sente un vuoto personale e sceglie di violare la legge e commettere un crimine per colmare l’assenza, dimostrando di saper andare oltre a dei confini che gli altri non supererebbero. Una persona può scegliere di diventare criminale anche per “farsi un nome”, crearsi una reputazione dignitosa e molto alto, andando a compensare la necessità di sentirsi accettato. Intorno all’associazione differenziale nascono ulteriori teorie:
  5. Teoria della sub-cultura : la devianza nasce quando ci sono sub-culture devianti. Chi è deviante lo fa perché ignora le leggi.
  6. Teoria dell’identificazione differenziale : la commissione di un atto criminale da un’identità al criminale, l’essere stati in galera può essere un valore e una prova di coraggio (guarda quella persona che ha resistito per dieci anni in carcere!).

Durkheim → questo problema nasce nella nostra società perché nella Società Moderna le relazioni sono fondate sul contratto, ma prive di valori condivisi. Ci scordiamo la parte valoriale, non essendoci più valori condivisi non siamo più d’accordo sulle stesse cose e sulle stesse regole, quindi si entra in conflitto L’Anomia produce devianza, in quanto priva individui di criteri che orientano il comportamento individuale e collettivo Es. Del benzinaio che prende benzina più cheap e la rivende allo stesso prezzo, fattorino che non consegna le cose e le tiene per se (Ciò può crearsi nella anche nella “società dei santi”, se in un monastero prima si prega e poi si mangia, un monaco che mangia senza pregare è un deviante)Durkheim afferma che a partire dal lavoro abbiamo una società organizzata orientata verso la produzione. Organizzando beni e servizi, ci assicuriamo che la nostra società rimanga in piedi (cosa succederebbe se le università e tutto il sistema scolastico smettesse di funzionare? , cosa faremmo quando il sistema sanitario deciderà di chiudere o di privatizzarsi?). Durkheim afferma che c’è un divario fra solidarietà meccanica e solidarietà organica : nella solidarietà organica veniva chiesto di accentuare la propria individualità (anche se si correva il rischio che, più si accentuava la propria individualità, più ci si allontanava dal rispettare con rigidità le regole) (con la solidarietà organica aumenta l’anomia) mentre nella solidarietà meccanica la gente era solita ad associare la devianza al diavolo (lui ha rubato in quanto è stato soggiogato dal diavolo, per cui la persona doveva essere sottoposta a modalità di epurazione). Perché con la solidarietà organica aumenta l’anomia? Se si afferma la propria individualità, tutti iniziano a pensare che la cosa più importante sia il benessere personale (essere ricchi) andando ad emarginare l’importanza di possedere un bagaglio valoriale. In caso di conflitti economici potrebbero nascere anche delle conflittualità in quanto l’individualità (ovvero la ricchezza) viene messa da parte. Es: Attualmente la società cerca di dare maggiori libertà alle donne (uguaglianza di genere) ma dall’altra parte ci sono molti uomini di famiglia che pensano di avere il potere sulle proprie figlie e poter decidere chi sarà il loro futuro marito (questo può portare la donna anche ad uccidersi). In questo caso nasce l’ anomia (discrepanza fra ciò che dovrebbe essere e ciò che realmente accade). Lo schema riassume il pensiero di Durkheim:

  1. Una persona che lavora solo per guadagnare, senza avere passione in quello che fa, che decide di timbrare il cartellino e andare a prendere un caffè (invece di lavorare).
  2. Da una relazione funzionale sbagliata, si espongono le assenze di valori: la persona è incentrata troppo sulla propria individualità ed è priva di valori condivisi e sociali giusti.
  3. Dall’assenza di valori nasce l’anomia: essa cresce quando vi è uno scarto fra i valori (parte formale) e le regole (parte sostanziale). Attraverso l’anomia possiamo spiegare il rapporto fra la struttura sociale e la devianza (la struttura sociale formata da poveri, borghesi, classe media e ricchi; la struttura viene messa a dura prova con la grande depressione che impoverisce anche le classi medie e qua spunta la devianza, unico modo per garantire la sopravvivenza). Per Durkheim vi sono diversi tipi di suicidio: suicidio altruistico (quando mi suicidio per aiutare gli altri, faccio parte di un giro mafioso e vengo catturato, per non rischiare che becchino anche gli altri preferisco ammazzarmi piuttosto che rivelare informazioni) e suicidio anomico (chi non dà più valore alla vita e

preferisce suicidarsi, non sente più l’importanza alle cose e non riesce a dare un motivo per rimanere in vita). Merton porta avanti lo studio di Parsons : la società squilibrata non esiste ma tutte le parti sociali sono collegate fra di loro, ognuna di queste cellule svolge una funzione (lo stato compie una funzione, la religione, la scuola) che fanno si che la società rimanga sempre in equilibrio. La società consiste in una struttura (insieme di parti permanenti) dove tutte le parti svolgono una funzione necessaria per l’esistenza della società, ma per continuare a far sopravvivere la società bisogna portare avanti un’omogeneità valoriale : c’è solo una prospettiva di vita, tutte le parti della struttura devono continuare a funzionare allo stesso modo altrimenti la società si spezza. Non si poteva far parte di quella società se non accetti che devi organizzarti a livello scolastico, famigliare e civile: nella società di Parsons non c’è spazio per la devianza (se le parti della struttura non funzionano come dovrebbero la società potrebbe spezzarsi). Merton afferma che la società ci pone delle mete (rispondere a un livello comportamentale, avere una bella macchina, una solida famiglia e una vita normale); tali mete possiamo raggiungerle solo se ci diamo da fare: ma se un individuo che lavora per raggiungere tali mete ma vede che non riesce mai a raggiungerle, cosa può fare se non commettere azioni criminali? Merton afferma che era grave che una persona si ammazzi solo per un pezzo di pane (grande depressione) ma ciò era conseguenziale alle disuguaglianze di classe (mentre Parsons rimane più fedele alla teoria di Durkheim, Merton si allontana dalla teoria del sociologo). Parson guarda con ostilità chi fa ribellioni, proteste pubbliche o anche chi è omosessuale (in quanto la società si basa sulla famiglia, una delle parti per cui si basa la società è proprio la famiglia)(se una persona protesta, mette a rischio l’equilibrio fra le diverse parti della società, andando a provocare della devianza). Parson afferma che le regole devono essere sia condivise da tutta la società, al fine di mantenere un equilibrio sociale, sia rispettate dal singolo (se il singolo non rispetta le regole, rischia di seguire comportamenti devianti o pericolosi come il suicidio). Merton racconta la situazione statunitense dove si stanno diffondendo i mezzi di comunicazione sociale, i quali portano la società ad avere un unico obbiettivo: la ricchezza. Dal contesto Merton afferma che se si pensa solo alla ricchezza o al successo (quindi si esagerano le mete) si rischia di non porsi la domanda “ come divento ricco? come divento famoso ?”. In questo periodo diventa importante raggiungere la meta, perde significato il modo in cui la meta viene raggiunta= si formano comportamenti devianti (quando c’è una crisi sociale, aumentano maggiormente le metodologie illegali per raggiungere le proprie mete, in un contesto dove è difficile anche sopravvivere, sarà ancora più difficile raggiungere la ricchezza seguendo un percorso legale e non deviante); Merton introduce il principio della less eligiosility : durante il periodo di crescita economica, il lavoro legale più sottopagato è preferibile al lavoro illegale pagato meglio (in quanto in maniera legale, vi sono delle aspettative che mi potrebbero far crescere a livello sociale)(es: faccio il lavapiatti ma in una società dove vi ‘ un boom economico, sono sicuro di aver la possibilità di diventare capo sala e guadagnare meglio nel giro di pochi anni), al contrario, in un periodo di crisi economica il lavoro illegale che mi porta maggiore guadagno è preferibile piuttosto che essere disoccupato o lavorare, in condizioni pessime, per un guadagno minimo.

La teoria di Merton viene definita come: positivista (in quanto, secondo lo sociologo, è la società americana, basata tutta sul raggiungimento del successo, che porta le persone ad essere devianti; la società americana non è una società che si caratterizza per l’esistenza di più valori in quanto esiste solo il valore del successo: o sei un perdente o sei un vincente) (questa meta, imposta dalla società, provoca frustrazione all’individuo, egli viene spinto a rispondere alla propria frustrazione tramite il raggiungimento di una meta che non è facilmente raggiungibile per tutti), teoria del consenso (tutti affermano che la società americana pone come essenziale il raggiungere la meta del successo, ma non tutti sono d’accordo). I principi di Merton formano una macroteoria : la struttura sociale, dell’interi Stati Uniti, è scomposta e disuguale e per questo provoca comportamenti devianti; di conseguenza i comportamenti devianti nati dalla società squilibrata vanno a peggiorare e a danneggiare ancora di più il l’ambito sociale ( teoria funzionalista ). Come si risponde allo squilibrio sociale? il Welfare State diffonde l’importanza della ridistribuzione sociale, tramite l’aumento della spesa pubblica, le progressive imposte e l’intreccio dell’integrazione razziale. Bisognava aumentare le opportunità educative per permettere alla società locale di evolversi.

Le teorie della subcultura si formano, proprio come l’associazione differenziale, grazie all’influenza della Scuola di Chicago. Per subcultura si indica una cultura che si pone in posizione subalterna in relazione ad una cultura dominante (cultura primaria in un determinato contesto), la subcultura si sviluppa quando non è possibile integrarsi nella cultura ufficiale( es: Malcolm X racconta che la sua famiglia viene sterminata dal Ku Klux clan, di seguito lui e sua sorella vennero messi in orfanotrofio e li Malcolm X inizia a studiare ma viene bloccato dal parroco, il quale li dice che non può studiare essendo di colore; in seguito Malcolm X inizia a fare il fabbro ma, dato il colore della sua pelle, dopo poco viene mandato via e Malcolm X inizia la propria carriera criminale che finirà con la galera: Malcolm aveva provato ad integrarsi ma, nel momento in cui viene rigettato, decide di dedicarsi alla criminalità). In particolar modo, le teorie della subcultura si rivolgono alle bande giovanili , in quanto nascono nelle periferie di grandi città ed i membri di queste bande danno senso alla loro vita con il senso di appartenenza ad un gruppo, mostrano pubblicamente a chi appartengono tramite un determinato modo di vestire o un determinato modo di parlare. Tali teorie (indicate al plurale in quanto sono diverse e non tutte affermano lo stesso presupposto) si formano negli anni cinquanta, contesto in cui si diffondono i mezzi di comunicazione di massa dove si diffondono degli oggetti culturali che diventano oggetti di integrazione (omogeneità facilitata dal boom economico del dopoguerra)( chi fa parte dello stesso gruppo deve per forza ascoltare la stessa musica, tutti fumavano le Marlboro per uniformarsi). In questo periodo vi era la segregazione razziale ( apartheid ) (bagni diversi a seconda del colore della pelle, un afroamericano doveva cedere il posto sull’autobus ad un bianco, leggi che vietavano gli afroamericani di giocare a scacchi insieme ad un bianco) mentre la devianza giovanile aumenta. La teoria delle subculture è influenzata dalla scuola di Chicago in quanto tali teorie si riferiscono ad eventi che accadono all’interno del contesto urbano. Kobrin elabora la teoria della comunità integrata: comunità che condivide la stessa subcultura, quindi gli stessi valori e le stesse ostilità (gli afroamericani, negli Stati Uniti, condividevano l’ostilità verso i bianchi, verso le autorità che controllavano e incolpavano molto di più gli afroamericani piuttosto che i bianchi e verso tutti gli esponenti di potere con la pelle bianca), tale subcultura è compatta e intenzionata a tutelare il gruppo e a tutelare il territorio per evitare l’intrusione di terzi, si protegge il territorio anche senza il consenso dei leader politici locali (quest’ultimi quando vogliono ottenere i voti di un sottogruppo che si riconosce in una subcultura, andavano dai leader delle gangs e accettavano i loro metodi di tutela del territorio pur di ottenere un vantaggio politico). Le gangs delle subculture cercano sempre di negoziare con la polizia o con i leader politici locali, magari la polizia gli permette di continuare il loro comportamento deviante a patto che tale venga fatto solamente all’interno del territorio “occupato” dalle gang e che non dia troppo all’occhio ( gioco di negoziazione ), le gangs godono di un consenso sociale all’interno del proprio quartiere e vengono tollerate dalla società dominante, purché le subculture rimangano all’interno dei propri territori: cosi facendo i giovani vedono le gangs come dei gruppi dotati di un’identità positiva e faranno di tutto per imitarli e fare parte di una propria gangs. Albert Cohen propone un’altra analisi sulla subcultura (maggiormente incentrata sull’identità della subcultura): la cultura criminale si trova nelle classi sociali inferiori (non ci sono comportamenti criminali nelle classi sociali medi o borghesi), in questi contesti la criminalità si manifesta in bande.