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Teorie Sociologiche sulla Devianza: Scuola di Chicago, Merton, Becker e Altri - Prof. Scal, Appunti di Sociologia della Devianza e della Criminalità

appunti della lezione di sociologia della devianza e criminalità integrati alle slide

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 12/12/2023

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Primo semestre
Sociologia della
devianza e della
criminalità
giulia maremmi
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Scarica Teorie Sociologiche sulla Devianza: Scuola di Chicago, Merton, Becker e Altri - Prof. Scal e più Appunti in PDF di Sociologia della Devianza e della Criminalità solo su Docsity!

Primo semestre Sociologia della

devianza e della

criminalità

giulia maremmi

Crimini, criminali e criminalità Crimini : sono tutti gli atti formali che costituiscono una violazione di leggi e norme che regolano la vita quotidiana. Tale definizione cambia nello spazio e nel tempo. Criminali : sono coloro che violano la legge; Devianti : chi viola le norme; Criminalità : interazione tra il processo di criminalizzazione di diversi gruppi, l’insieme dei fenomeni di violazione delle leggi. Ciò che la società definisce problema sociale che va affrontato tramite metodi repressivi (Es. polizia, magistratura…). La definizione di criminalità non rimane costante nello spazio e nel tempo, vanno incontro a cambiamenti costanti.

Dimensioni della criminalità

  1. Sincronica : viene definita all’interno di uno spazio sociale (Es. nel 2023 la criminalità è un problema di sicurezza, sicurezza ad andare a giro da sole la sera). Se ci spostiamo in un altro posto, l’idea di criminalità è un'altra cosa (Es. in Messico il problema della criminalità sono i narcos);
  2. Diacronica : trasformazioni temporali;
  3. Materiale : distribuzione delle risorse (Es. ricchezza, potere…);
  4. Simbolica : fattori religiosi, cultura…

Società premoderna

La società premoderna consisteva in piccole comunità tenute insieme dalla religione che faceva da collante e che giustificava tutto ciò che succedeva (Es. stagioni=cicli produttivi). Era un’economia di sussistenza quindi quando vi era una tempesta, il loro significato era che Dio voleva “punirli”. Il reato veniva inteso come un peccato perché, se fosse stato rubato il grano sarebbe andato a recare un danno alla comunità, quindi chi violava la legge era un peccatore. Non esiste il reo ma il peccato mortale che viene espiato tramite metodi disumani che hanno lo scopo di purificare la collettività da ogni traccia di male che poteva affliggerli. La pena serviva come espiazione del peccato, aveva una valenza simbolica.

Società moderna

La fede ti salva, se noi crediamo in lui egli ci salva; dipende dalla nostra scelta. Il capitalismo è il sistema economico di produzione, basato sulle capacità individuali, di quel periodo. La comunità non ti deve dare il grano e l’acqua per nutrirti ma devi arrivarci tu a procurarti ciò, questo perché gli individui sono dotati di ragione (pensiero illuminista). Ognuno di noi è capace di ragionare , di distinguere il bene dal male, non c’è un reato; noi uccidiamo perché sbagliamo. Quindi non c’è più una colpa^1 perché la colpa è divina, è legata al peccato. Viene sostituita dalla responsabilità^2 che è sempre individuale e personale, non c’è più il reato^3 ma il peccato^4. (^1) associata al peccato (^2) associata ad una mancanza individuale (^3) violazione di una legge alla quale abbiamo aderito con la nostra volontà (^4) violazione legge dall’alto

o Deterrenza alla criminalità : piacere/dolore. Quando noi oltrepassiamo il limite abbiamo un eccesso di piacere e allora piacere in più che ci siamo concessi lo dobbiamo pagare con un po' di dolore. o Deterrenza individuale^5 : retribuzionismo. Tanto hai preso tanto paghi, la pena deve essere proporzionata all’eccesso di libertà di cui deliberatamente ci siamo appropriati. Ogni persona che commette quel crimine deve avere la stessa pena. o Deterrenza sociale: prevenzione. Se metto in galera qualcuno, comunico alla società che quella condotta non deve essere messa in atto. La deterrenza deve essere individuale e sociale perché, se è solo in un senso e non va a risolvere il problema sociale è una deterrenza che non funziona. Al momento che si crea una situazione di ingiustizia, si crea un’arbitrarietà che incoraggerà una commissione del reato ecco perché bisogna lavorare sulla procedura di legge. Se tutti sappiamo che funziona (faccio un reato pago la pena) ciò garantisce equità, giustizia e certezza della pena. La pena deve essere:

  1. Fondata sulla legge: che non sono arbitrarie e che proteggono anche l’individuo. Si deve basare su prove specifiche;
  2. Efficace: rispetto allo scopo, deve comunicare che la legge non deve essere violata e che le regole vanno rispettate;
  3. Conveniente : la società deve ritenere opportuno che si utilizzi la pena, certi reati possono essere non puniti (Es. consumo di stupefacenti);
  4. Utile Lo stato diventa uno strumento della tutela delle libertà. Secondo Beccaria la deterrenza succede se il processo si conclude in breve tempo, questo vale sia per l’individuo perché c’è la sua reputazione in gioco ma anche per la società perché, se viene commesso un crimine e il processo dura molti anni significa che la giustizia non funziona, il messaggio non viene mandato correttamente. Il reato è un eccesso di libertà e uccidere una persona è l’eccesso massimo di libertà; quindi, se la pena deve essere proporzionata a questo, chi uccide deve essere condannato alla perdita della libertà ovvero l’ergastolo. La pena di morte può essere data solo per i crimini contro lo Stato, con la pena capitale i giurati possono essere più malleabili perché, se non sono protestanti pensano che serva una pena minore della morte. Togliendo la pena di morte Beccaria introduce l’ergastolo , ovvero la privazione della libertà. La teoria classica ha delle caratteristiche:
  5. Strutturalità : gli individui si sviluppano in relazione alle istituzioni economiche e sociali che li contengono;
  6. Macro - teoria : dalle leggi alla riforma dell'assetto politico/sociale complessivo;
  7. Proceduralità : anche quando insistono sulla natura umana, i classici hanno un approccio micro. Questo ci lascia nella Costituzione il garantismo penale e l’uguaglianza di fronte alla legge. La deterrenza declinata come prevenzione, che si divide in: (^5) Chi commette un reato ne risponde in prima persona
  1. Individuale, situazionale: per impedire le cose (Es. panchine non usabili per senzatetto);
  2. sociale: più polizia a giro, posti di blocco. La razionalità dell'individuo, oggi, esclude ogni approccio riabilitativo.

Problemi della teoria classica

  • macchina del controllo: a partire dal positivismo verranno messe in atto le strategie disciplinari (Es. carceri, collegi, manicomi…). Beccaria aveva ragione, siamo sicuri che gli esseri umani siano tutti razionali? Siamo sicuri che basti liberarli dai vincoli della società feudale per permettere loro di migliorarsi? Siamo sicuri che in certi casi i vincoli della società feudale oltre che reprimere proteggessero? I vari problemi sono:
    1. L’uguaglianza formale : gli individui sono uguali di fronte alla legge, hanno il diritto di difendersi di conoscere di cosa sono accusati e di avere un avvocato. L’uguaglianza formale non risolve i problemi sostanziali;
    2. L’individuo di cui parlano Beccaria e Bentham è astrato: pensavano che tutti ragionassero allo stesso modo, c’è bisogno di un ancoraggio al contesto storico;
    3. Mancanza di specificazioni: genere, sesso, etnia…;
    4. Conflitto VS scambio utilitarista: c’è bisogno di creare le condizioni perché tutti raggiungano una condizione di vita decente. Il pensiero positivista dice che alcuni sono portati a non esserlo, provengono da un contesto arretrato oppure perché non si sono evoluti abbastanza. Dobbiamo affidarci al dato positivo: ciò che ci viene posto davanti e lo misuriamo tramite degli strumenti forniti dalla scienza.

Teoria positivista

Il positivismo si afferma nel momento in cui sorge la società industriale , sistema basato sulla trasformazione dei prodotti della natura tramite macchine e della scienza sulla messa sul mercato. Abbiamo la scienza insieme di scoperte della realtà alla quale vengono applicati gli strumenti della tecnologia. All’interno dell’umanità inizia a sorgere un dubbio, che insieme alla pubblicazione “dell’origine delle specie” di Darwin, è chi sopravvive? O chi è geneticamente portato a farlo o chi è più capace di adattarsi all’ambiente e alle modifiche di esso, gli altri sono destinati ad estinguersi o ad avere una posizione subalterna nella catena alimentare. Le idee di Darwin iniziano a fare presa anche tra gli scienziati sociali (sociologia, scienza politica, economia, antropologia e psicologia) si pongono una domanda “ciò che si applica agli animali vale anche per gli esseri umani? Non esistono esseri umani che, in giro per il mondo, possono adattarsi meglio ad un ambiente e progredire ed altri che rimangono indietro? Non è che all’interno delle stesse società progredite non esistano degli esseri umani che non si sono evoluti abbastanza?” dobbiamo intervenire su quei gruppi si che non si sono evoluti abbastanza per capirne le patologie o gli squilibri interiori, l’idea è quella della riabilitazione.

Comte

Comte fonda la sociologia come scienza umana (una disciplina diventa scienza quando condivide presupposti teorici, obiettivi di studio e gli strumenti di rilevazione). Esistono degli stadi dello sviluppo umano regolati da specifiche leggi:

L’idea dei positivisti è quella di controllare per migliorare la società, la società andrà sempre a migliorare secondo loro. Gli esseri umani diventano oggetto di studio con lo scopo di migliorare la loro condizione e con lo scopo latente di convogliarli.

Altri positivisti

Cesare Lombroso era convinto che attraverso l’osservazione e l’analisi del delinquente stava facendo un favore a tutti anche alla classe dei lavoratori. Affianca i carabinieri durante la repressione del brigantaggio e analizza i soldati, i reclusi e attraverso tale osservazione arriva alla conclusione che criminali si nasce perché si appartiene ad un gruppo o si hanno delle caratteristiche genetiche che non si sono svolute abbastanza è una malattia. Ci sono diverse forme di delinquenza: gli epilettici, malati mentali, delinquenti; sono forme specifiche di delinquenza. Enrico Ferri (suo allievo) dice che ci sono altri fattori che portano alla delinquenza come i l’età, il sesso, la psiche (l’esperienza, i traumi) e dell’aspetto sociale (in quale contesto si cresce). Anche Raffaele Garofalo dice che il problema non è solo quello ma c’è anche una questione di moralità, gli manca l’idea di base che le altre persone sono da rispettare, non ha il senso proprietà perché non è abituato a incamerare e a gestire i beni. Dugdale va a vedere l’albero genealogico dei delinquenti Binet parla della labilità mentale, c’è un problema a livello psichiatrico la malattia mentale è legata alla criminalità; Sheldon compie una distinzione tra ectomosfi (piccoli, magri e timidi), i mesomosfi (atletici) coloro che sono più delinquenti e esomorfi (grassi estroversi). Scuola di Chicago Fa parte dal dipartimento di sociologia del 1892, è una scuola situata ovvero legge e inquadra la criminalità come un fatto urbano, tipico della società urbana/industrializzata; caratterizzata dalle interazioni funzionali e occasionali, uno spazio dove condividono individui e gruppi portatori di un diverso modo di dare senso al mondo, religioni…questa pluralità di individui non può non sfociare in dinamiche conflittuali ed inevitabili. o La criminalità è un fenomeno che si verifica all’interno dello spazio urbano e attraverso il conflitto tra culture diverse , ciò che è un crimine per un gruppo sociale per un altro non lo è. I tassi di criminalità sono inversamente proporzionali al tasso di integrazione sociale e culturale di individui e gruppi all’interno di una cultura più vasta. Piu siamo integrati meno saranno le possibilità di commettere un crimine. Chicago è diventata una grande città in un ventennio, quindi devono introdurre la sociologia (prima che in Italia) perché devono analizzare i fenomeni sociali che si presentano e che rischiano di creare situazione di tensione, disagio e che mettano in pericolo la società stessa. Sociologia empirica , come i positivisti, devono prendere i dati e migliorare la qualità del materiale a loro disposizione. La prima tecnica che inventano è quella delle “ storie di vita ” per capire come è sfociato nella devianza il suo percorso di vita (chi frequentavi, se ha i genitori separati, cos facevi, se ha subito traumi…) per ricostruire la sua storia. La seconda è lo studio ecologico (studio

dell’ambiente e della casa) l’ambiente urbano è dotato di leggi proprie, (Es. meccanismo dell’invasione: c’è uno spazio abitato da una popolazione e si insedia una popolazione nuova = si creano conflitti). La scuola di Chicago svolge un ruolo fondamentale per: orientare la sociologia urbana (come si svolge la vita in città, cosa si aspetta chi vive li, come si può migliorare la vita nella società), la criminologia per analizzare come si formano individui e gruppi criminali e la psicologia (perché una persona viene concepita come deviante).

Le trasformazioni di Chicago

Fino al 1850 era una città raggruppata (500 abitanti) negli anni’30 arrivarono a milioni di abitanti, ciò succede perché la zona si industrializza e serve una grande manodopera dequalificata. C’è un’eterogeneità etnica , ovvero ci sono culture diverse fianco a fianco, iniziano a venire fuori delle discrepanze tra la società di arrivo e quella di provenienza → quali sono i valori che prevalgono? Ci troviamo di fronte ad una precarietà sociale molto forte che viene sperimentata da tutte le comunità (Es. divorzio) c’è un panico morale degli autoctoni verso gli immigranti che vengono visti come portatori di disordini/pericoli. Quindi si inizia a costruire una teoria, si attingono a:

  1. Simmel, un sociologo tedesco, il quale analizza la moderna metropoli e dice che l’estraneità è la condizione che caratterizza la vita della metropoli questo perché noi all’interno del contesto urbano intratteniamo relazione funzionali.
  2. Durkheim il quale dice che la società per essere tale si deve reggere su un nucleo di valori condivisi sennò si forma una condizione di anomia , ovvero di assenza di regole condivise che sfociano nel caos e così si sviluppa la delinquenza prodotta dalla mancanza di legami sociali significativi. La scuola di Chicago rifiuta la misurazione delle ossa e va a vedere le storie di vita, prima di quello va a vedere i dati ufficiali disaggregati per zone della città (se vedono che la maggior parte dei delinquenti provengono dalle Piagge e vedono che il tasso di disoccupazione è del 17% e in tutta Firenze è del 4% e che in quei quartieri il numero di divorzi è maggiore della media…se mettiamo insieme tutti questi dati possiamo costruire un quadro generale ai tassi di criminalità). Una volta che ci siamo fatti un’idea generale analizzando i dati, dobbiamo conoscere i delinquenti/criminali attraverso le storie di vita, non dobbiamo fermarci alle statistiche dobbiamo conoscere le cause (Es. non avevo un avvocato mio ma era d’ufficio e ha voluto patteggiare → per questo è in carcere). Gli ambienti devianti vanno conosciuti da dentro, mescolandosi con loro, etnografia metodologia importata dagli antropologi che studiano direttamente i popoli.

Approccio ecologico

Sviluppato da Robert Park, il quale vede la città come un organismo governato da leggi proprie (Es. zooning: ogni zona della città ha una storia diversa) nella quale vi sono relazioni occasionali, quindi è un luogo di conflitti. La disgregazione sociale è inevitabile e ne consegue la devianza , vista come conflitto tra culture interne (tante culture che esistono) ed esterne (cultura generale, quella che dovremmo condividere tutti).

Associazione differenziale (dipende dalle persone alla quale ti associ) (Mentre le teorie scientifiche ti danno un metodo, osservano la realtà e trovano delle conclusioni; il senso comune si basa sulla percezione immediata). L’associazione differenziale non è un’analisi teorica ma è fondata su dati empirici, si fonda sulle indagini della polizia e vedono che c’è una base ecologica (città dotata delle proprie leggi) che vale anche per i gruppi. Si analizzano i fascicoli della polizia/giudiziari. E vedono che la criminalità dipende dall’ambiente in cui si cresce, dove ha imparato Es. che si deve rubare o in certi casi anche uccidere. A seconda della situazione dove uno si trova si comporta di conseguenza. I principali contesti sono da dopo la grande depressione al dopoguerra, perché c’è un ribaltamento dei valori dove i “normali” diventano devianti. E un problema della persona stessa che decide cosa è opportuno e cosa no, i valori alla quale aderisci li scegli tu e possono cambiare nel tempo. Come si forma questa teoria? Nasce dalla scuola di Chicago (Thomas), il primo punto è l’attenzione al valore. Si parte da un’analisi empirica e delle statistiche giudiziarie. Trasmissione culturale : sono le buone o cattive compagnie, non si nasce delinquenti si impara ad esserlo; qualcuno ti dice come comportarti (Es. famiglie mafiose). Interazionismo simbolico : la società è uno scambio di simboli, di rappresentazioni, raffigurazioni della realtà (Es. fare una prova di coraggio). A seconda della cornice dove ci troviamo ad operare, noi sviluppiamo dei determinati comportamenti. Conflitto culturale : conflitto fra culture diverse con diverse opinioni. o Il crimine è visto come un fatto individuale e sociale (condotto collettivamente o ha ricadute sulla coesione sociale), ma è sempre riconducibile a gruppi portatori di valori diversi. Tale teoria dice che l’individuo apprende dei valori all’interno del suo gruppo di riferimento (Es. famiglia, gruppo di pari…) anche se magari altri non sono d’accordo. C’è una scelta individuale ma c’è anche il gruppo che ti dice come ti devi comportare; quindi, la criminalità scaturisce dall’apprendimento da parte dell’individuo di comportamenti che il suo contesto/ gruppo approva e la società no. Tanto più abbiamo questo divario tra legge e subcultura di origine più avremo il crimine.

I nove punti

  1. Il comportamento criminale si apprende : nessuno di noi denota una propensione a delinquere, per commettere un atto criminale bisogna a tutti i costi sapere come si fa → gli altri ti insegnano come si fa;
  2. All’interno di gruppi alla quale aderiamo volontariamente: gruppi che tendono ad essere virtuali e meno concreti;
  3. Comunicando con altri: la tecnica è quella di minimizzare il rischio;
  4. Riguarda l'aspetto tecnico e quello valoriale : sapere come si fa e per chi (Es. uccidersi in nome della religione);
  5. I valori si relazionano alla legge: un valore è deviante nella misura in cui sono difformi alle norme che regolano la convivenza civile. I contesti sociali sono sfaccettati ma c’è sempre bisogno di una convergenza di fondo, la quale si presuppone che si rifletta nella legge;
  1. Si ha delinquenza quando le definizioni contrarie alla legge superano quelle favorevoli : c’è una concorrenza di valori tra quelli dominanti e quelli del gruppo (Es. il valore di essere rispettato all’interno del quartiere quando prima non era così);
  2. Frequenza : quante volte un dato comportamento viene messo in atto, durata: se è costante nel tempo, priorità : nella scala valoriale del percorso di vita che valore dai a quel comportamento e intensità : si riferisce a una sfera interiore, quanto ci sentiamo coinvolti che mettere in atto le condotte di quel gruppo rispecchi il nostro modo di essere. Queste sono le caratteristiche dell'associazione differenziale;
  3. Il processo di apprendimento del comportamento criminale è analogo a quello relativo agli altri comportamenti: non c’è niente di diverso dal comportamento conforme, come noi apprendiamo questa materia come possiamo apprendere a rapinare una banca, è sottoposto agli stessi schemi valoriali e funzionali, si cresce allo stesso modo ma si apprendono cose diverse;
  4. Il comportamento criminale esprime bisogni e valori, ma non può essere spiegato attraverso di essi : anche i criminali hanno voglia di dare una vita decente alla propria famiglia/comprare una macchina di lusso ma ciò non vuol dire che sono diventati criminali per questo, puoi fare ciò anche senza diventare criminale;
  5. Avviene in assenza di definizioni contrarie alla criminalità : non vedono altri modi di vedere il mondo, non vedono alternative al loro modo di vivere;
  6. Dipende dai gruppi con cui si interagisce: sia quello della famiglia sia di quello del paese. Come possiamo definirla? o Positivista : cerca di capire le cause del comportamento criminale; o Microteoria : rispetto alle cause è macro quando si riferisce ad organizzazione sociale e a conflitto culturale (vede la società composta da più gruppi, che a volte hanno dei conflitti); o Conflitto : non è una teoria del consenso ma individua in problema nel conflitto tra gruppi e valori; o Procedura : è interessata al processo con cui si diventa criminali. Sono crimini compulsivi perché sono crimini che vengono commessi nella misura in cui interagendo con gli altri ti convinci che la strada è quella (ti dà una gratificazione a livello di gruppo e psicologico). La cultura criminale è disgregata/staccata rispetto alla cultura dominante ma anche con subculture che creano individualità (Es. tossicodipendenti) → disgregazione sociale. La soluzione è creare programmi di libertà condizionale lontani dall’ambiente criminogeno. Teoria dell’anomia Anomia: assenza della linfa che rende una società tale→ assenza di regole condivise. Quando si è a corto di regole condivise la società entra in crisi (Es. non idea condivisa di quale si il bene). Non doversi accapigliare sui principi che regolano la vita associate, condividere il fatto che ognuno di noi ha un nucleo da dover rispettare. Se saltano i principi condivisi (condividere le regole fondamentali), la città rischia di disgregarsi e si riscontra lo spazio per la criminalità. Anomia produce devianza, in quanto priva individui di criteri che orientino il comportamento individuale e collettivo.

o Sorokin : devianza positiva che c’è nell’altruismo. Attraverso esso ci si preoccupa delle sorti delle persone intorno a noi. Secondo Merton ogni società considera legittime determinate mete (riconosce ad ognuno di noi un pacchetto di possibilità) che un individuo può raggiungere, le mete sono legittimate ulteriormente dai mezzi che un individuo utilizza per raggiungerli. Il problema è che la società enfatizza troppo le mete e non dà i mezzi per raggiungerli. Il problema è che non tutti sono d’accordo sui mezzi da usare per arrivare alle mete. La questione della devianza sta nei mezzi che dipendono dalla diversa posizione che occupiamo nella società (chi ne ha tanti e chi nulla), come possono alcune persone raggiungere le mete condivise senza avere i mezzi adeguati. Merton pone la questione sulla crisi sociale , quando è che lo squilibri tra mete e mezzi si fa più forte? Ogni volta che ci troviamo difronte ad una crisi sociale ed economica, dove le persone pensano che anche per la sopravvivenza è legittimo andare a rubare o commettere crimini. o Questo squilibrio tra mete e mezzi è direttamente proporzionale alle crisi sociali ed economiche che attraversano una società. La devianza la troviamo all’interno dei gruppi sociali marginali, perché non hanno i mezzi sufficienti per raggiungere le mete. La meta è relativa dipende dai gruppi sociali, mediamente a tutti piacerebbe ma magari vogliono anche altro (Es. a tutti piacerebbe avere 1M in banca ma ad alcuni gruppi sociali andrebbe bene anche avere un tetto dove vivere). Quando non ci sono le condizioni per raggiugere questa meta ci sta che si tenda a fare cose “criminali”. La società americana esaspera la necessità di raggiungere una meta e chi non ce l’ha è un fallito. Modi di adattamento di Merton La meta è relativa ma per la società statunitense tutti devono averne una. Rispetto al rapporto tra mete e mezzi abbiamo i modi di adattamento, come ognuno di noi si adatta a questa coppia.

  1. Conformista : colui che approva le mete e i mezzi, è convinto che sia l’unico modo di vivere. Si sente a pieno titolo integrato nel sistema di valori e norme che li vengono proposti;
  2. Innovatore : approva le mete ma non i mezzi, troviamo il tipo di devianza più puro (mafiosi, ladri, criminali). Loro sono d’accorto sulle mete (Es. diventare ricchi) ma non sui mezzi (Es. con ogni mezzo necessario);
  3. Ritualista : approva i mezzi ma non le mete, è uno che è d’accordo che ci siamo dei mezzi ma delle mete non gli interessa;
  4. Rinunciatario : indifferenza per entrambi, colui che scegli di rinunciare a tutti ed isolarsi dalla società (Es. serial killer);
  5. Ribelle : vuole sostituire sia le mete che i mezzi (Es. violenza politica, attivisti).

Le classi inferiori, penalizzate materialmente e culturalmente, avranno un maggior numero di innovatori e ribelli. La teoria dell’anomia è una teoria che è: o Positivista : perché Merton attribuisce alla struttura sociale le cause della devianza, non è una scelta individuale ma c’è una struttura sociale disuguale che crea lo squilibrio tra mete e mezzi, nel quale troviamo la devianza; o Consenso : dobbiamo raggiungere il consenso ma non basta assorbire le culture devianti in quella generale (scuola di Chicago) ma serve integrare socialmente per migliorare le condizioni di vita di ognuno; o Strutturale : la peculiarità è che è positivista ma pensa che all’interno della struttura sociale esista una patologia che è rappresentata dalla disuguaglianza materiale e se la vogliamo curare dobbiamo aiutare (ES. dare un lavoro a tutto, assistenza sanitaria a tutti = tasso di criminalità diminuisce) o Macroteoria : perché vede le cause strutturali, non parla di relazionalità tra gruppi e individui ma vede disfunzioni all’interno della struttura sociale; o Funzionalista : si basa sull’assunto che la società si basa sulla complementarità delle parti, ci sono all’interno della società delle parti disfunzionali (Es. se la società è fondata sull’individuo e sull’emancipazione e dall’altra parte esiste ancora la famiglia tradizionale che chiede alle donne di badare ai figli, l’aborto è illegale e le donne lo praticano clandestinamente = il problema non è delle donne che abortiscono ma della società che non consente di praticarlo). Sviluppi Teoria della tensione : la criminalità è lo sbocco che alcuni individui trovano a determinate frustrazioni (originate dalla struttura sociale), in assenza delle quali si comportano conformemente. Politiche di integrazione razziale. Aumento delle opportunità educative. Welfare state. Frustrazioni e opportunità Negli anni 50 è una nazione post-guerra mondiale e questa vittoria ha creato un nuovo boom (anche delle nascite), ma ci sono ancora dei gruppi che continuano a stare ai margini della società e problemi di segregazione sociale e razziale emergono. La criminalità organizzata è il prodotto della cospirazione internazionale. La scuola di Chicago dice che la criminalità è un conflitto tra culture (marginali che si oppongono a quella americana). La teoria di Merton si basa sulla differenza tra le mete e i mezzi, i problemi sono i mezzi che devono essere approvati da tutti.

  1. Astensionista : giovani che delinquono per scopi immediati di tipo edonistico o espressivo, esistono in entrambi i tipi di comunità: doppiamente falliti sia nel mondo legale che in quello illegale (i rinunciatari di Merton).

Miller

Compie un’analisi etnografica dei quartieri popolari di Boston, decide di andare a vivere in quartiere di boston di bianchi e nota che a seconda della classe sociale e di età di appartenenza sussistono delle differenze culturali notevoli. Il guaio è il rischio, l’andare controcorrente, quello di sfidare il proprio destino. Ai giovani operai interessa andare a spendere subito i soldi guadagnati. Il rischio e l’impresa sono condivisi da devianti e da conformisti, anche i padri di famiglia hanno bisogno di uno sfogo. Le classi inferiori sono devianti perché apprezzano la scaltrezza, molestia, trasgressione, machismo ; più violi le regole, più vieni rispettato dagli altri. Non può non esserci devianza perché le persone lo considerano un valore comportarsi in quella maniera. Vengono appresi i valori devianti più di quelli conformisti. (È evidente che i cittadini del quartiere dove era andato Miller hanno accentuato i loro soliti comportamenti). Il problema è che molti ragazzini dei quartieri popolari si confrontano con l’assenza del padre (Es. in galera) e ciò costringe i ragazzi a comportarsi precocemente da adulti: le bande soddisfano questo bisogno. Nelle gangs hanno un’identità, soddisfano le soddisfazioni focali e incoraggiano certi atteggiamenti. In questi gruppi è normale essere devianti, ci troviamo in un mondo invertito.

Sviluppi e implicazioni

Vengono promossi progetti di sviluppo nei quartieri con il coinvolgimento della comunità (= scuola di Chicago). Mettono in atto i self report studies ossia cominciano a vedere se le persone hanno voglia di raccontare i crimini che hanno commesso con dei questionari anonimi. Dall’etichetta alla classe L’etichettamento nasce come teoria di tipo critico. La criminalità viene intesa come reazione sociale ad un comportamento, un fenomeno è criminale nella misura in cui viene definito come tale (Es. baby gangs). Oggi la società italiana insiste nel considerare tali comportamenti come criminali. Le agenzie di controllo sociale focalizzano l’attenzione sulla devianza, l’osservazione determina il crimine (se il crimine non viene scoperto non è un crimine definito tale). Questo controllo sociale non avviene in tutte le aree sociali (Es. in un club di VIP a Milano non ci vanno, ma vanno dai bambini che si fumano le canne). Crimine come fatto relativo che muta nello spazio e nel tempo, il matrimonio combinato nel Pakistan c’è ma in Italia è vietato; il crimine cambia. Il contesto sociale nel quale si forma l’etichettamento è quello degli anni 60, dove nasce il movimento per i diritti civili degli afroamericani (Martin Luter King), il movimento contro la

guerra del Vietnam, i movimenti studenteschi, la nuova frontiera di Kennedy e la grande società di Johnson. Ma nasce anche in un contesto intellettuale molto importante: la scuola di Chicago sul conflitto culturale, l’interazionismo simbolico che vede la società come un insieme di cornici all’interno del quale prevalgono regole stabilite/negoziate tra i vari attori ma che hanno un significato morale (dall’applicazione di quelle regole alla ritualizzazione di quelle regole dipende la sopravvivenza del gruppo stesso), la profezia che si autoadempie le persone si comportano secondo il ventaglio di opportunità che gli vengono presentati, i self-report studies ovvero vengono dati dei questionari per scoprire chi ha violato la legge.

La teoria

Tannenbaum parla della drammatizzazione, la devianza nasce quando l’individuo viene definito come deviante dalla società e viene messo ai margini e a quel punto l’individuo o cambia posto oppure accetta la sua condizione di deviante. Becker dice che la devianza dipende da chi osserva e da come reagisce a un comportamento, si reagisce diversamente allo stesso comportamento messo in atto da gruppi sociali diversi che dispongono in modo diseguale delle stesse risorse materiali simboliche. Outsider sono quelli che stanno al di fuori dei gruppi e dal quadro normativo accettabile, sono definiti così da chi fa le regole. “I gruppi sociali creano la devianza, stabilendo delle regole la cui violazione diviene un atto deviante” non è un fatto oggettivo ma relativo alle definizioni che gli individui danno a certi comportamenti. Chi produce la devianza? Non è un processo lineare e automatico

  1. Imprenditori morali : a livello sociale abbiamo una complessità maggiore (Es. media, politici…), intendono direzionare la percezione in una certa direzione. Individuano un problema allo scopo di stigmatizzare certi gruppi o individui che incarnano il problema;
  2. Problema : posto alla ribalta pubblica;
  3. Stigmatizzazione ;
  4. Sanzione : si interviene con leggi e regoli precise;
  5. Marginalizzazione : coloro che incarnano tale comportamento diventano degli outsiders. Imprenditori morali → che vogliono problematizzare una tematica tramite i media → che stigmatizza i gruppi che incarnano il problema → si mobilizzano attraverso leggi e regole → portano alla marginalizzazione del gruppo sociale che incarna tale comportamento → imprenditori morali. o Tanto più la gente è marginale tanto più innesca gli imprenditori morali. Comportamenti obbedienti Comportamenti trasgressivi Percepito come deviante Falsamente accusato Deviante puro Non percepito come deviante Conforme Segretamente deviante L’ etichetta una volta messa è difficile toglierla perché chi la appone la continua a vedere, pregiudicando il destino dell’etichettato, ciò finisce per dare un’ identità negativa poiché la devianza è l’unica possibilità rimasta all’etichettato; ovvero quella di intraprendere una carriera criminale. L’etichetta, quindi, preclude le opportunità di reinserirsi.

Criminologia marxista Parte dalle disuguaglianze di classe, le classi sono dei gruppi sociali che occupano la stessa posizione in società rispetto ai rapporti di produzione, cioè l’articolazione del possesso e del controllo dei mezzi di sussistenza. La società si divide in:

  1. Classi dominanti : posseggono e/o controllano i mezzi di produzione (Es. politici, classisti…)
  2. Classi subalterne : vendono la forza-lavoro per sopravvivere (Es. coloro che sono espropriati). Il problema è che, quando caliamo lo schema marxista nella società, dobbiamo partire dal presupposto che le classi dominanti detengono il potere politico e hanno in mano gli strumenti che possono definire i comportamenti criminali e di sanzionarli e possono sorvolare su altri comportamenti devianti (Es. riciclaggio denaro…). Le leggi sono su misura dei loro interessi, i crimini dei colletti bianchi sono sanzionati in modo amministrativo. Il problema è quello dell’ ideologia , perché le persone si identificano con i potenti oppure la proiezione di ciò che noi volevamo essere. Inoltre, ci sono i media che ci raccontano che le strade sono piene di criminali/pedofili… quindi si crea una paura che fa da collante sociale.

Crimini e classi sociali

Richard Quinney criminologo marxista, distingue tra i crimini delle classi sociali dominanti e quello delle classi subalterne. Classi dominanti commettono crimini di dominio dalla loro posizione privilegiata:

  1. Crimini di controllo : errori giudiziari, violenze da parte della polizia;
  2. Crimini di governo : politiche governative;
  3. Crimini di dominio economico : politiche economiche del governo, bancarotte.
  4. Danni sociali all’ambiente. Classi subalterne commettono crimini di accomodamento, provocati dalla subalternità sociale e politica, si devono adattare;
  5. Crimini predatori : furti e rapine;
  6. Crimini personali : aggressioni, lesioni, violenze;
  7. Crimini di resistenza : sovversione politica. Alla fine senza la criminalità come faremmo? La criminalità serve. Il 10% degli impiegati statali è addetti al sistema penale, il personale penitenziario, i media che fanno audience, i politici che prendono consensi per il loro pensiero sulle carceri… Criminologia del danno sociale Whyte, Tombs e Hillyard, secondo loro, la criminalità dev’essere valutata sugli individui, poiché un crimine dovrebbe essere valutato sui danni che produce. Un danno sociale è: i crimini di Stato, economici, ambientali che sono crimini più gravi dei crimini di strada.

Il realismo di sinistra nasce negli UK negli anni ’70. Si creano conflitti che sollecitano la paura della società della classe media e operaia bianca → problema di sicurezza urbana e dei beni. La classe operaia è vittima della reazione dei media, dobbiamo lavorare nella direzione di gestire la criminalità. Dobbiamo trattarlo attraverso delle politiche di riduzione del danno. Creiamo delle unità di strada composte da: poliziotti, medici, assistenti sociali, i quali forniscono profilattici alle prostitute, le visitano… permettono quindi di governare il fenomeno. Perché il lavoratore che ha aggredito il collega deve farsi 6 mesi di galera? Per evitare di trascendere i legami con la società si propone di fare la detenzione nei weekend, fare volontariato e lavori socialmente utili. Teoria del controllo sociale La criminalità esiste ed è un fenomeno oggettivo (Beccaria e Durkheim: la società dei santi), una società ha dei valori che vengono sempre affermati in contrapposizione ad altri (Es. monogamia VS poligamia). La scuola di Chicago sostiene che questo equilibrio è causato dal conflitto di culture. o Albert Reiss sostiene che l’individuo è portato a delinquere, è necessario educare gli individui all’ autocontrollo , ossia la capacità di non danneggiare gli altri. L’assenza di autocontrollo o la scomparsa di esso degenerano in devianza. Per evitare ciò bisogna attuare la mediazione sociale ossia inserire delle regole esterne, senza essa anche l’autocontrollo può essere inefficace. La prevenzione del crimine è data dalla combinazione di questi due aspetti: mediazione sociale e autocontrollo. o W.C. Reckless sostiene che ciò non basta, il contenimento deve essere interno ed esterno. L’individuo sarà capace di controllarsi quando il suo (percezione di sé) sarà rafforzato, l’ autostima consente di controllare i propri comportamenti. Le regole esterne riducono i rischi devianti. Il rischio deviante è inversamente proporzionale alla crescita dell’autostima. o Gresham Sykes e David Matza, secondo loro, quando si allenta l’autocontrollo è capace di giustificare i motivi per il cui si è comportato così e le definiscono tecniche di neutralizzazione :

  1. Negazione del crimine: non ho fatto niente;
  2. Negazione della vittima: se l’è cercata;
  3. Appello a fedeltà più alte: la mia cultura;
  4. Condanna di chi condanna: ce l’ha con me;
  5. Negazione del danno: non ho fatto niente.
  6. Travis Hirschi è l’esponente maggiormente distinto del controllo sociale, cioè quelle teorie che asseriscono che la quantità di controllo sociale necessaria a prevenire la devianza deve essere direttamente proporzionale alla propensione a delinquere e all’interno di un individuo. La società viene vissuta come un’esperienza problematica, siamo focalizzati su noi stessi. L’egoismo individuale è la mole di ogni agire, ciò fa sì che la possibilità di delinquere sia centrale. Parla di libero arbitrio, cioè di liberi individui che sono posti di fronte ad una scelta: delinquere o meno, noi tendiamo a vedere gli altri come un ostacolo alla nostra realizzazione. Maggiori sono i legami sociali minore sarà la propensione a delinquere