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sociologia delle mafie, Sciarrone, Appunti di Sociologia

Appunti delle lezioni di sociologia delle mafie 2026

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 09/04/2026

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SOCIOLOGIA DELLE MAFIE
►L. P icarella, Criminalità in rete. Dalle piattaforme illegali alle cybermafie
Franco Gabrielli, criminalità organizzata 2.0, che ha sostituito i tecnici informatici ai chimici che
lavoravano la droga. Questo settore di criminalità è probabilmente entrato anche nel sistema delle
criptovalute.
Lo spazio digitale non protegge più i criminali tramite l’omertà, ma tramite l’anonimato che internet
garantisce. Il territorio è oggi controllato da hardware e software sofisticatissimi che richiedono abilità e
competenze in ambito tecnologico e finanziario. La criminalità risiede principalmente nel dark web (talvolta
anche su Telegram, che garantisce l’anonimato), dove si scambiano beni e servizi illeciti.
L’acquisizione di competenze informatiche permette di ambire a riconoscimento e ruoli di comando nel
mondo mafioso.
Si può quasi parlare di mutazione genetica delle mafie, da violenza fisica a informatica, nuovi gruppi
criminali che fatturano miliardi e emergono dal web, svolgono cyber crime, tendenzialmente si tratta di lone
wolves (hacker solitari).
Europol è un’agenzia di cooperazione e polizia a livello europeo che dal 2009 ad oggi si occupa sempre più
spesso di questa tipologia di criminalità organizzata.
Nel Regno Unito negli ultimi decenni il furto di metalli (specialmente rame a causa degli aumenti di prezzo)
è aumentato notevolmente, quindi ci si interroga sulla possibilità di identificare questi atti come criminalità
organizzata: per appartenere a questa categoria occorre analizzare loro precedenti crimini, devono utilizzare
strumenti tecnici ecc… Tendenzialmente questi criminali si distaccano dal prototipo della criminalità
organizzata, gli unici collegamenti si ritrovano in rari casi di reati di droga o di traffico di esseri umani.
Criminalità cybernetica = basso profilo, non desta allarme sociale.
Il cyberspazio può essere definito come un nuovo spazio dell’agire umano, eterogeneo, immateriale, non
controllato centralmente e caratterizzato da transnazionalità ubiqua.
In letteratura sono state date molte definizioni di cybercrime:
old wine in new bottle: vecchi reati che hanno semplicemente cambiato forma (furto di dati = furto
classico)
cyber dependent crime: es. hacking, può essere commesso esclusivamente attraverso l'uso di
computer, reti o tecnologie dell'informazione, puntando a danneggiare o sfruttare tali sistemi
cyber enabled crime: es. pedopornografia, criminalità già esistente nel mondo fisico ma di cui
internet ha ampliato lo spettro di diffusione
cyber assisted crime: es. furto in una casa vuota scoperta tramite foto fuori da essa del proprietario,
social media strumentali per la realizzazione dell’atto criminale
deepfake: es. phishing, truffe tramite la creazione di falsi dati, spesso attraverso AI
La maggior parte di questi tipi di crimini riescono ad avvenire attraverso gli errori umani (es. non cambiare
password).
Gli attori criminali socializzano tramite la loro attività online, ad esempio collaborando con un partner.
Lanonimato su internet non è realmente esistente in quanto navigare lascia una traccia, il vero anonimato è
dato dalla difficoltà di risalire a questa traccia e dunque identificare il soggetto. Specialmente attraverso dark
web, criptofonini o jammer (strumenti di per sé non illeciti, dipende dall’utilizzo fatto), i criminali riescono a
evitare intercettazioni da parte delle forze dell’ordine. Anche attività complesse oggi possono essere reperite
sul web tramite appositi siti.
Nei mercati illegali non ci si può rivolgere allo Stato per risolvere controversie, non esistono fonti di
informazione attendibili, è molto difficile identificare colui che svolge la truffa.
Vengono dati dei badge per certificare l’attività, si possono inoltre lasciare delle vere e proprie recensioni.
Chi ha nickname troppo lunghi è considerato inaffidabile.
LEZIONI
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SOCIOLOGIA DELLE MAFIE

►L. Picarella, Criminalità in rete. Dalle piattaforme illegali alle cybermafie Franco Gabrielli, criminalità organizzata 2.0 , che ha sostituito i tecnici informatici ai chimici che lavoravano la droga. Questo settore di criminalità è probabilmente entrato anche nel sistema delle criptovalute. Lo spazio digitale non protegge più i criminali tramite l’omertà, ma tramite l’anonimato che internet garantisce. Il territorio è oggi controllato da hardware e software sofisticatissimi che richiedono abilità e competenze in ambito tecnologico e finanziario. La criminalità risiede principalmente nel dark web (talvolta anche su Telegram, che garantisce l’anonimato), dove si scambiano beni e servizi illeciti. L’acquisizione di competenze informatiche permette di ambire a riconoscimento e ruoli di comando nel mondo mafioso. Si può quasi parlare di mutazione genetica delle mafie, da violenza fisica a informatica, nuovi gruppi criminali che fatturano miliardi e emergono dal web, svolgono cyber crime, tendenzialmente si tratta di lone wolves (hacker solitari). Europol è un’agenzia di cooperazione e polizia a livello europeo che dal 2009 ad oggi si occupa sempre più spesso di questa tipologia di criminalità organizzata. Nel Regno Unito negli ultimi decenni il furto di metalli (specialmente rame a causa degli aumenti di prezzo) è aumentato notevolmente, quindi ci si interroga sulla possibilità di identificare questi atti come criminalità organizzata: per appartenere a questa categoria occorre analizzare loro precedenti crimini, devono utilizzare strumenti tecnici ecc… Tendenzialmente questi criminali si distaccano dal prototipo della criminalità organizzata, gli unici collegamenti si ritrovano in rari casi di reati di droga o di traffico di esseri umani. Criminalità cybernetica = basso profilo, non desta allarme sociale. Il cyberspazio può essere definito come un nuovo spazio dell’agire umano, eterogeneo, immateriale, non controllato centralmente e caratterizzato da transnazionalità ubiqua. In letteratura sono state date molte definizioni di cybercrime:

  • old wine in new bottle: vecchi reati che hanno semplicemente cambiato forma (furto di dati = furto classico)

• cyber dependent crime : es. hacking, può essere commesso esclusivamente attraverso l'uso di

computer, reti o tecnologie dell'informazione, puntando a danneggiare o sfruttare tali sistemi

  • cyber enabled crime : es. pedopornografia, criminalità già esistente nel mondo fisico ma di cui internet ha ampliato lo spettro di diffusione
  • cyber assisted crime : es. furto in una casa vuota scoperta tramite foto fuori da essa del proprietario, social media strumentali per la realizzazione dell’atto criminale
  • deepfake : es. phishing, truffe tramite la creazione di falsi dati, spesso attraverso AI La maggior parte di questi tipi di crimini riescono ad avvenire attraverso gli errori umani (es. non cambiare password). Gli attori criminali socializzano tramite la loro attività online, ad esempio collaborando con un partner. L’ anonimato su internet non è realmente esistente in quanto navigare lascia una traccia, il vero anonimato è dato dalla difficoltà di risalire a questa traccia e dunque identificare il soggetto. Specialmente attraverso dark web, criptofonini o jammer (strumenti di per sé non illeciti, dipende dall’utilizzo fatto), i criminali riescono a evitare intercettazioni da parte delle forze dell’ordine. Anche attività complesse oggi possono essere reperite sul web tramite appositi siti. Nei mercati illegali non ci si può rivolgere allo Stato per risolvere controversie, non esistono fonti di informazione attendibili, è molto difficile identificare colui che svolge la truffa. Vengono dati dei badge per certificare l’attività, si possono inoltre lasciare delle vere e proprie recensioni. Chi ha nickname troppo lunghi è considerato inaffidabile. LEZIONI

Pregiudizi e stereotipi permettono di semplificare la vita sociale. La mafia come fenomeno sociale si localizza in Italia in varie zone, che prendono forme diverse e vengono chiamate mafie storiche. La più nota è la mafia della Sicilia occidentale, con epicentro a Palermo : prende il nome di Cosa Nostra col maxi processo del 1986. C’è poi la mafia calabrese , la ‘Ndrangheta , e infine nel versante tirrenico della Campania , la Camorra. I nomi delle mafie non derivano dai suoi appartenenti, che invece tra loro si chiamano uomini d’onore. Con la nascita dell’Unita d’Italia si sviluppano dinamiche che potrebbero aver dato origine al fenomeno mafioso, da quel momento esso è stato riconosciuto come tale. Parliamo di bilanciamento critico tra vari dilemmi:

➢ dilemma emotivo – metodologico : cuore o ragione

◦ Studiare la mafia non è un’analisi fredda. Il ricercatore vive una tensione costante tra:

  • coinvolgimento emotivo del cittadino (sdegno, impegno civico)
  • neutralità metodologica dello scienziato (distanza, rigore) ◦ Il rischio è quello di farsi accecare dall’indignazione, producendo analisi faziose o rifugiandosi in un distacco sterile, tradendo la portata umana del fenomeno, per cui serve equilibrio tra cuore e ragione. ➢ dilemma ontologico – epistemologico : mappa o territorio ◦ La sfida è quella di definire il proprio oggetto di studio, poiché spesso si fa confusione tra:
  • fenomeno mafioso nella sua concretezza storica e sociale (persone, fatti, eventi)
  • concetto di mafia come modello astratto che creiamo per provare a capirlo (teorie) ◦ Il rischio è dato dal fatto di scambiare la nostra mappa, ovvero il modello teorico, per il territorio, dunque la realtà complessa, semplificandolo eccessivamente. ➢ dilemma etico – epistemologico : sfidare o assecondare ◦ Prima di ogni studio dobbiamo fare i conti con un discorso precostituito fatto di:
  • stereotipi
  • luoghi comuni ◦ Il rischio è che queste narrazioni semplificate, come lenti sporche, distorcono la realtà e impediscono di vedere il fenomeno nella sua autentica complessità. ➢ dilemma prassi – teoria : capire o agire ◦ Conoscere il fenomeno e contrastarlo sono due operazioni diverse:
  • conoscere (teoria), come un medico deve diagnosticare. Richiede tempo, distacco, studio della complessità
  • contrastare (prassi), come un chirurgo deve operare. Richiede azione immediata e decisioni. Le radici storiche delle derive analitiche nascono da due prospettive opposte:
  • prospettiva culturalista : la mafia è uno spirito, una mentalità (onore, omertà, familismo). Negazione della mafia come organizzazione ed ente autonomo, fenomeno come espressione del contesto. Mafioso come modo di essere, aggettivo. La società mafiosa è caratterizzata dai valori della tradizione, che vengono difesi dall’avanzata della modernizzazione.
  • prospettiva organizzativa : la mafia è una struttura , un’associazione segreta (regole, ruoli, gerarchie). Si deve affermare l’idea che la mafia è un’organizzazione segreta, organizzata e con linee di comando a cui si accede con affiliazione. Queste due visioni sono due poli opposti di un continuum, le derive sono ciò che succede quando si spinge una di queste due visioni all’estremo. Si crea una cosca, un partito. Si mira a operare nella legalità, entrando in contatto con gruppi di soggetti socialmente ed economicamente altolocati. Il potere ha bisogno di essere legittimato e dunque riconosciuto tramite la subcultura mafiosa, questi comportamenti sono condivisi e accettati. La cosca è un termine usato per indicare un gruppo organizzato di mafiosi, dal siciliano, indica la "foglia" o la "costola" del carciofo, che racchiude il cuore dell'ortaggio: i membri mafiosi difendono il capo come le
  • il territorio come base : è radicata in un preciso contesto territoriale, che controlla e da cui trae consenso e risorse. Questo radicamento è la sua forza prima di espandersi altrove.
  • ordine interno : implica sempre la presenza di regole, ruoli e gerarchie di comando precise, con requisiti e norme per l’accesso e criteri di distinzione e riconoscimento tra gli affiliati. La mafia è caratterizzata dal problema del riconoscimento, in quanto essa viene negata, sottovalutata, strumentalizzata, malinterpretata. Ha cambiato strategia, è meno visibile e dunque non desta preoccupazioni, inoltre non è un tema in agenda politica in questo periodo. Se la mafia viene definita come un problema, ci sono conseguenze pratiche. È un fenomeno strutturale del nostro paese, sedimentato e di lunga durata. È un tipo di violenza organizzata che raggiunge il suo massimo livello di efficacia quando resta allo stato potenziale, ovvero quando funziona in termini di intimidazione. È una violenza che non spezza legami, ma al contrario crea relazioni sociali. Storicamente i mafiosi (dal momento in cui essi sono stati riconosciuti come tali) non sono stati percepiti come devianti, ma come collaboratori nella costruzione dell’ordine pubblico. Ci si appoggia ad alcuni criminali per controllare altri criminali o sovversivi. Con la dissoluzione dei latifondi, i soggetti iniziano ad esercitare violenza in autonomia. La mafia cerca la coabitazione con lo stato, che riesce a trovare tramite tolleranza (entro certi limiti) e cooperazione. Aprile ‘82, assassinio La Torre, legge Rognone-La Torre: introduzione articolo 416-bis del codice penale. “ Chiunque fa parte di un'associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da dieci a quindici anni. Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l'associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da dodici a diciotto anni. L'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali. Se l'associazione è armata si applica la pena della reclusione da dodici a venti anni nei casi previsti dal primo comma e da quindici a ventisei anni nei casi previsti dal secondo comma. L'associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell'associazione, di armi o materie esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito. Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti, le pene stabilite nei commi precedenti sono aumentate da un terzo alla metà. Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l'impiego. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla camorra, alla ‘ndrangheta e alle altre associazioni, comunque localmente denominate, anche straniere, che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso. ” Si può parlare di un rapporto perverso con lo stato. Nel 1943, con lo sbarco degli alleati in Sicilia e la repressione del fascismo abbiamo alcuni passaggi storici fondamentali: brigantaggio e questione agraria portano ad una cogestione dell’ordine pubblico, la mafia diventa forza di polizia ausiliaria. In Calabria la mafia è una società segreta modellata sulla massoneria. L’organizzazione emerge negli anni ‘ in inchieste giudiziarie. Si ricollega alla storia di Giuseppe Musolino, in realtà affiliato all’Onorata Società. A Napoli si parla di Onorata società napoletana, Camorra “storica”. Ha le sue radici nei ceti popolari, attraverso la figura dei guappi. Si ha un salto di qualità per quanto riguarda i contatti con i circuiti della politica. DA TANGENTOPOLI AD OGGI

La corruzione non finisce o diminuisce con Tangentopoli, è più concentrata in alcune regioni del sud ma si trova anche in Lombardia. La corruzione politica continua ad essere solidamente strutturata. Con Tangentopoli troviamo una forte continuità ma anche coinvolgimento di politici nuovi, con trasformazioni collegate all’indebolimento dei partiti. Questi cambiamenti si combinano con il processo di decentramento politico verso enti locali e regioni, ma anche con l’azione della magistratura e le modifiche nelle strategie investigative. Successivamente a Tangentopoli si ha una “dispersione” della corruzione, spinta al decentramento verso il livello istituzionale locale e regionale. Avviene poi una privatizzazione degli scambi corrotti. INGIC – 1954 : il primo caso importante di criminalità economico-politica dell’Italia repubblicana. All’inizio del 1954, a seguito della pubblicazione sulla rivista “Pace e libertà” della lettera di dimissioni del vicedirettore Francesco Simoncini, emerse che l’INGIC aveva sovvenzionato in nero i partiti. La sola procura di Firenze chiese l’autorizzazione a procedere per 17 parlamentari democristiani, socialisti, comunisti e missini, amministratori locali (sindaci, assessori, consiglieri), funzionari di prefettura e comunali. La dimensione sistemica e diffusiva della corruzione: 1163 imputati, 671 rinviati a giudizio per corruzione, peculato e falso in atti pubblici 671 persone. Viene mostrata la natura aggregante e consociativa degli scambi occulti: per quanto l’INGIC avesse dirigenti di orientamento centrista e filogovernativo, sovvenzionava in forme sotterranee tutti i partiti, inclusi quelli di opposizione, generando un tessuto invisibile di connivenza fondato sulla ricattabilità reciproca. Un’implicita intesa collusiva si manifestò, per esempio, nel diniego unanime delle autorizzazioni a procedere nei confronti dei parlamentari coinvolti nell’inchiesta; il modello di governo della rete di scambi occulti incentrato sul ruolo cardine di ‘regolatori’ esercitato dai partiti, da un lato collettori dei finanziamenti ricevuti dall’INGIC e reinvestiti nell’attività politica, dall’altro garanti sia dell’adempimento per opera dei propri amministratori, sia della carriera di questi ultimi all’interno degli enti locali. La consapevolezza, che si andò a radicare nell’opinione pubblica e tra gli attori politici, del nesso tra la diffusione di alcune forme di corruzione e le esigenze di finanziamento della politica, finalizzate sia alla gestione delle campagne elettorali – in diversi casi le tangenti furono impiegate per affissioni e altre spese di propaganda – sia al mantenimento della struttura organizzativa. Proprio a seguito dello scandalo INGIC, infatti, per la prima volta entrò nell’agenda politica il tema del finanziamento dei partiti (Sturzo, 1958) - mancata sanzione penale (mancanza autorizzazioni e prescrizione). Primo scandalo dei petroli – 1974 : i segretari amministrativi dei partiti di governo sono indagati dalla magistratura genovese (cosiddetti pretori d’assalto) per aver ricevuto fondi da Enel e altre compagnie petrolifere. La contropartita era una protezione politica, ossia una politica energetica (scelte politiche, leggi, provvedimenti, astensione da decisioni a favore delle centrali nucleari, etc.). Consenso e approvazione pressoché unanime della legge sul finanziamento pubblico mancata sanzione penale (prescrizioni e assoluzioni). Tangente : calcolata sulla base del vantaggio e poi suddivisa in base al peso politico. Scandalo Lockheed – 1976 : scandalo di corruzione internazionale, tangenti per vendita USA di aerei all’aeronautica militare. Settore militare che si rivela l’eden della corruzione – altissima discrezionalità delle scelte, che si basa su valutazioni di profili tecnici offerti , segretezza e opacità (ragioni di sicurezza) della decisione, difficile o impossibile sindacare o controllare, altissimi profitti potenziali (nessuna concorrenza – sono soggetti monopolistici che offrono prodotti non direttamente comparabili) – ingenti investimenti pubblici nel settore militare, specie in paesi – come Italia e Germania – che si collocavano più vicini alla cortina di ferro tra Nato e Patto di Varsavia. Rateizzazione della tangente in tre tranches, corrispondenti alle diverse fasi della transazione (lettera d’intenti, stipulazione del contratto di vendita degli aerei, registrazione del contratto). La tangente come strumento di finanziamento della politica, l’85% va ai partiti. Il Presidente della Repubblica Giovanni Leone si dimette anticipatamente. A Milano, pre-mani pulite, troviamo: ICOMEC 1985, emerge il metodo Natali (cassa unica), società di costruzione milanese, metropolitana. Abbiamo poi l’inchiesta su impresa CODELFA 1987, autostrade e l’inchiesta su ATM 1990.

  • arbitro esterno che amministra sanzioni (garanti), enforcement Third party (garanti e protettori). Ad oggi si ha un intermezzo legato all’azione repressiva, evoluzione delle pratiche di corruzione, sulla base di modelli differenziati (pulviscolare, reticolare e organizzata), la pratica della corruzione è ancora definibile «sistemica» ma più frammentata in centri di potere pubblico, istituzionale ed economico. L’ecosistema di relazioni va trasformandosi e affina la capacità predatoria di corrotti e corruttori, si modifica la contropartita delle risorse di scambio e la rende meno tangibile per il potere repressivo. In questo panorama si ampliano le competenze di illegalità: rispecchiano la struttura di opportunità e di incentivi creati dal sistema politico ed economico a sviluppare perizia specialistica e autorevolezza nel trattare affari di corruzione minimizzandone i pericoli (A. Pizzorno). Processo competitivo (darwinismo): il processo è incentivato dalle politiche di privatizzazione, liberalizzazione e deregolamentazione. Aumento di forme giuridiche privatistiche e di compartecipazione pubblico-privato, project financing, general contractor... (potenziale criminogeno legato alla delega al privato –per questioni economiche-, che porta minor trasparenza e possibilità di controllo diffuso). Aumenta il peso specifico e quindi il potere negoziale dei soggetti che hanno sapere specialistico (ex. bandi sartoriali) in cui gli imprenditori possono restare regolari all’interno dell’area grigia. Selezione di norme e procedure che permettono di indirizzare le decisioni in modo formalmente regolare (ruolo dei burocrati come malta del cattivo capitale sociale). Viene superato il classico do ut des della tangente, ma forme di compensazione anche indirette e anche differite; diluizione della riconoscibilità pubblica della corruzione ex. finanziamenti a fondazioni politiche. Il capitale sociale, giocato nel suo lato oscuro, risulta fondamentale: si abbassa il costo morale. Soggetti competenti, spregiudicati, innovativi (politica che perde di rilevanza e diventa strumento al servizio dei comitati d’affari, non assume una posizione nel reticolo, ma può cambiare di transazione in transazione), trade-off tra incertezza endogena ed incertezza esogena. Le organizzazioni criminali usano la corruzione, al pari di altri soggetti, per consolidare la propria posizione monopolistica in un particolare mercato, conseguendo profitti più elevati, sono a servizio dei mercati corruttivi: quanto più esteso è il dominio del mercato della corruzione, tanto più crescono le difficoltà di procurarsi informazioni attendibili, i rischi dei contatti con interlocutori sconosciuti o di dubbia affidabilità, la difficoltà di punire eventuali “truffatori” (riserva di violenza). La mafia assicura una regolazione più estesa della corruzione e degli accordi di cartello, che permette di sviluppare le transazioni illegali lungo due dimensioni:
  • il primo, orizzontale, assicura la generalizzazione degli scambi illeciti, che investono ogni appalto, senza possibile eccezione
  • la seconda linea di sviluppo, verticale, può investire le diverse fasi della procedura di appalto. LA DIMENSIONE ORGANIZZATIVA DELLA MAFIA Cosa Nostra è organizzata in cosche, generalmente chiamate famiglie (non biologiche). Hanno pretese di esercitare potere sul territorio, la loro organizzazione è semplice: Il Capo famiglia è formalmente eletto con effettive elezioni. Con il maxiprocesso si scopre che c’è una dimensione organizzativa più complessa (prima intra-organizzativa):

Formalmente la struttura gerarchica (di tipo piramidale) sembra democratica, in quanto le province ad esempio si trovano tutte sullo stesso piano, anche se di fatto la Commissione Provinciale di Palermo conta molto di più (poi Trapani, Agrigento). C’è una formula di giuramento all’interno di Cosa Nostra nella quale viene chiesto di mettere la famiglia mafiosa al di sopra di quella biologica, non si potevano infatti avere più membri di una stessa famiglia in uno stesso gruppo mafioso, poiché non potevano sovrapporsi interessi generali e interessi personali. La ‘Ndrangheta si divide in varie zone, ad esempio la sezione che indaga su Milano prende il nome di Crimine Infinito. I mandamenti eleggono un Capo crimine, dal ruolo simbolico, che si occupi del controllo della provincia. È una figura che unisce e fa da paciere. La Società minore è quella che accoglie i nuovi affiliati, che possono fare una progressione di carriera salendo di livello. Il Mastro di giornata è il grado di collegamento tra società maggiore e minore. Il crimine è responsabile dell’apparato militare, mentre il contabile è paragonabile a un amministratore delegato o tesoriere di un'azienda. Il grado di santista ha la possibilità di cooperare con le forze dell’ordine, e può affiliarsi alla massoneria. Questa intera struttura va dunque oltre i legami di sangue, è una gerarchia ascendente fatta per salire di livello, dunque quando si raggiunge il livello più alto si creano nuovi livelli ancora superiori. Gli affari della ‘Ndrangheta hanno a che fare col pizzo, la logica imprenditoriale affaristica è invece affidata alla ‘ndrina. I locali sono collegati tra loro in una specifica struttura:

La mafia siciliana offre servizi di protezione. La fiducia è una scommessa sul comportamento altrui. I mafiosi non vendono fiducia, ma offrono protezione privata, sostituto funzionale della fiducia mancante. I mafiosi possono dunque essere considerati degli imprenditori della protezione privata e della violenza. Attraverso l’uso sistematico e specializzato della violenza i mafiosi si alimentano della sfiducia. Estorsione - Catanzaro / protezione - Gambetta. Imprenditori collusi, strumentali = si trovano nelle zone di mafia per ottenere appalti, sono in grado di negoziare il patto di collaborazione con la mafia. La mafia è al pari di un costo ambientale. Non sono i mafiosi ad andare dagli imprenditori, ma gli imprenditori locali a cercare un emissario nelle cosche per ottenere l’appalto desiderato. Nelle imprese mafiose i sindacati e tutte le proteste vengono tenute alla larga. La vita mafiosa si svolge nella routine quotidiana. Le azioni violente vengono normalizzate, i sensi di colpa neutralizzati. Approccio terapeutico = bonifica dell’impresa I codici mafiosi mescolano elementi cattolici e massonici. Raffaele Cutolo – fonda la nuova camorra organizzata (NCO), numero più alto di affiliati, con la quale si occupa di contrabbando di tabacchi esteri, controllato anche da Cosa Nostra, proprio per riappropiarsi del territorio, ricreando anche i rituali di affiliazione. Scoppiano conflitti a fuoco dentro le carceri campane, dunque si sceglie di allontanare i detenuti appartenenti alla NCO in Puglia. Le rotte dei traffici esteri si spostano verso i Balcani, per cui la Puglia diventa una zona strategica, con nuovi affiliati. Avviene allora la stessa ribellione avvenuta in passato, così i pugliesi si staccano da Cutolo per dare vita a una nuova mafia, che imita le mafie storiche, la Sacra Corona Unita (non è l’unica mafia pugliese). La Sacra Corona Unita si affilia con la ‘Ndrangheta, l’unica differenza rispetto alle altre mafie è l’assenza di spessore storico. ► Mafie vecchie, mafie nuove – podcast di Rocco Sciarrone x UniTo Non c'è una sola definizione di mafia, è un fenomeno complesso perché alimentato da stereotipi che rendono difficile darne una definizione. Mafia ≠ meridione, per anni è stata associata a una mancanza di modernità, un relitto del feudalesimo. Non è così, sebbene sia realmente nata al sud non lo caratterizza nella sua interezza ma solo in alcune zone. È sbagliato dire che la mafia sia una mentalità, sebbene la dimensione culturale e simbolica sia fondamentale per definire il fenomeno mafioso nella sua identità. Si fanno infatti chiamare uomini d'onore, si vogliono distinguere. L'elemento culturale è però banalizzante, perché non permette di distinguere il fenomeno dal contesto (mafia = Sicilia), ritardando così anche i provvedimenti giudiziari. Si pensava infatti che bastasse l'invio al soggiorno obbligato per allontanare il mafioso dalla mafia. Lo stereotipo serve per allontanare da noi la mafia, viene applicata la dicotomia noi-loro , (sono diversi da noi) che aiuta ad estraniare il fenomeno. La prospettiva organizzativa prende piede solo col Maxi processo di Palermo 1986 , dove si scopre grazie al pool di Falcone Borsellino ecc., studiando anche la cultura mafiosa e grazie alle testimonianze di Buscetta, come essi siano una struttura organizzata verticistica e piramidale. Interdipendenza tra fenomeno mafioso e contesto mafioso, parliamo di un’organizzazione criminale sui generis. Presenza mafiosa sia nell’economia legale che in quella illegale, in Italia soprattutto legale. La differenza rispetto alla mera criminalità organizzata è data dallo svolgimento di attività legali o formalmente tali stabilendo rapporti organici e continuativi con la sfera di politica e istituzioni.

La mafia è finalizzata a esercitare potere , quindi essi stessi sono produttori di politica, per loro più importante ancora della dimensione economica. Ciò riesce ad avvenire nei contesti in cui sono radicati. Ci riescono anche grazie alla dimensione militare, ovvero la violenza organizzata , e attraverso il meccanismo dell' estorsione-protezione (pizzo), che permette di controllare le transazioni economiche del territorio. Due caratteristiche principali:

  • violenza come intimidazione
  • specialisti nell'uso delle relazioni sociali (capitale sociale), che viene convertito in capitale economico. Chiusura sociale interna (legami di sangue) vs apertura verso l'esterno.
  • dimensione Intra organizzativa : cosche, famiglie ecc.
  • dimensione Inter organizzativa : locali, mandamenti. È diverso da una mafia all'altra e nel corso del tempo. Livello di ricchezza dipende più dalla famiglia di appartenenza che dal ruolo. Il ruolo della donna è formalmente nullo, ma sostanzialmente anche molto importante. ‘Ndrangheta = ipertrofia normativa (tante regole) ma con una serie di eccezioni o vie per aggirarle. Mafia ≠ antistato, anzi ci collabora e gli serve per ottenere impunità. Invisibilità , dal punto di vista dell’organizzazione simile a una società segreta, ma anche visibilità e riconoscimento. Ricerca di consenso , soggetti accomodanti. Il mafioso ricopre il ruolo di un bandito stanziale , attraverso un atteggiamento moderatamente inclusivo rispetto al contesto in cui si radica. Usufruiscono della reciprocità , creando relazioni personali , in quanto possono poi richiedere favori a chi hanno trattato bene. Legittimazione data dalle classi dirigenti. Si scelgono settori economici tradizionali in cui si abbia a che fare con l'amministrazione pubblica ma non solo di recente. Il pizzo non sempre si paga in denaro (es. nascondere latitanti) nel caso di imprenditore subordinato. Il mafioso cerca di trascinare l'imprenditore nella sfera della collusione , quindi traggono una convenienza dal rapporto, cooperazione attiva. Commistione tra bianco e nero che si incontrano e confondono tra loro. Fluidità dell'area grigia, non c'è un centro ma una serie di attori eterogenei. Relazioni cooperative ma anche competitive, non sempre sono i mafiosi ad ottenere i vantaggi maggiori. La prima espansione territoriale delle mafie è stata nel Meridione stesso, dove ancora non era arrivata (es. sacra corona unita), tesi falsa della non esportabilità della mafia, nessun territorio è immune.