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appunti lezione sociologia delle mafie 2022
Tipologia: Appunti
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Il 2022 è un anno importante per la storia delle Mafie, è un anno di importanti ricorrenze come:
associazioni a delinquere “semplici”. Bisogna allenarsi a distinguere i fenomeni dalle categorie. La categoria analitica di Mafia si applica a persone nate in Calabria, Sicilia e Campania (se cerchiamo il “tipo ideale” di M. Weber) Per lungo tempo si è discusso sul “Cos’è la Mafia?”, “La Mafia è criminale?”Oggi la situazione è paradossale→ viene messo da parte il fattore politico, economico e culturale della Mafia e si parla solo più di Mafia Criminale (stresso discorso per migrazioni, dipendenze, ecc.). Che cos’è la Mafia? Non solo come fenomeno concreto, ma dal punto di vista degli studiosi, in particolare dal punto di vista delle scienze sociali. Partiamo dal campo giudiziario, del contrasto. Rispondiamo dal punto di vista sociologico→ riconoscimento (parola chiave) del fenomeno, degli attori, delle Mafie e dei mafiosi. Mafie e mafiosi sono cose molto diverse seppur due cose collegate Mafia→ fenomeno, ha una sua caratterizzazione Mafiosi→ attori che fanno riferimento a quel fenomeno Come si riconoscono i mafiosi? (anche tra di loro) La reputazione è un fattore importante del problema “riconoscimento”, anche nella costruzione della fattispecie di reato di associazione (è uno degli elementi). Come si costruisce la reputazione? La reputazione si costruisce con l’uso della forza, con la violenza→ elemento strutturale del fenomeno mafioso che nella norma del 416 bis viene esplicitata come forza di intimidazione Il mafioso deve essere in grado di farsi rispettare, di farsi giustizia da se. Per lungo tempo i mafiosi non si riconoscevano come tali, questo termine giunge dall’esterno, l’espressione più rilevante e più usata è “uomini d’onore”→ persone in grado di difendere la propria famiglia, l’onore loro e delle proprie donne, ed era anche un modo per mettere in campo un criterio di distinzione. Si distinguevano con questo termine dai “delinquenti”, dai “criminali. Così facendo costruiscono la loro immagine. Come si diventa mafiosi? In alcuni gruppi mafiosi, soprattutto ‘Ndrangheta e Cosa Nostra (non molto la Camorra, se non i
problema della concentrazione della proprietà terriera→ molto importante nel periodo di genesi della mafia Chi poteva si dotava di guardie private→cercandole nei bravi, nei briganti, persone che sapevano usare la violenzaLa nascente Italia deve affrontare questi problemi e osservare questo fenomeno come responsabilità di enti collettivi, come “associazione dei malfattori”→ forma della setta dedite al delitto, o per fini politici o per l’arricchimento privato (a livello di repressione vengono affrontate con le stesse categorie, dibattito che riguarda quella che poi sarà l’associazione a delinquere di stampo mafioso) gli esponenti della criminalità più di successo vengono portati all’interno delle agenzie di ordine pubblico, “Accolto dalla Camorra in coccarda tricolore”→ con la coccarda garantiscono l’ordine pubblico (impediscono le rivolte) nei confronti di Garibaldi e della sua avanzata. Contrasto: Si invia l’esercito Portare nelle istituzioni legali una parte di delinquenza per reprimere l’altra parte di delinquenza Milizie private al servizio di proprietari terrieri decidono di mettersi in proprio ed esercitare la violenza per conto proprio (passaggio importante per la genesi) → richiamo a 1876, Leopoldo Franchetti “Inchieste in Sicilia”→ nobile toscano, che insieme ad un altro nobile (Sydney Sonnino) fa un viaggio in Sicilia per studiare il sistema produttivo/agricolo siciliano (e ne scrive un libro) e per studiare le condizioni politico amministrative della Sicilia, dove Franchetti si imbatte nel problema della Mafia e si interroga, intervista e chiede per capire Cos’è la mafia?→ persone che sanno usare bene la violenza (inizialmente al servizio dei nobili, reclutati nelle file della delinquenza) che decidono di mettersi in proprio per creare una vera e propria Industria della violenza→ razionalizzano l’uso della violenza e la mettono sul mercato. Violenza molto legata alla protezione. Chiama i mafiosi “facinorosi della classe media” (guanti gialli)→ mettono in atto processi di mobilità sociale ascendente, in origine diventare mafiosi significava avviare tali processi. Uso remunerativo della violenza in ottica esclusivamente predatoria→ creazione della reputazione, non distrugge relazioni, ma le crea. Violenza di relazione, non di distruzione. Mafiosi→ attori in grado di esercitare funzioni positive nei confronti della costruzione dell’ordine sociale→ non per creare disordine ma ordine.
Il fenomeno mafioso nasce e si afferma NON contro lo stato, ma insieme allo stato→ cogestione del potere per istituire l’ordine pubblico. Mafiosi soggetti non solo criminali, ma anche politici→ hanno bisogno del consenso e la negazione della Mafia (non dei mafiosi→ estremi difensori dei valori tradizionali ed erano espressione di onore e famiglia→ cosa che garantisce l’omertà) ha contribuito a garantire questo consenso. Mafioso→ si fa interprete, difensore e portatore di una determinata cultura. Per questa lettura del fenomeno si tende ad escludere il fattore criminalità, si diceva che “anche tra i portatori di questi valori può esserci qualche delinquente”, “i siciliani che si associano? Ma quando mai!” (ipertrofia dell’Io)→ c’era qualcuno che assimilava i mafiosi alle sette Però inizialmente la lettura dell’Onorata società era più culturale che criminale.La mafia esiste come modello di comportamento in questo periodo, non come organizzazione con MODELLI INTERPRETATIVI DELLA MAFIA Ci sono diversi modelli di analisi e interpretazione delle mafie. Non c’è un modello più vero. Questi modelli hanno tutti elementi di plausibilità. La risposta sta in una combinazione di quei modelli. E’ importante capire come un sociologo colloca le diverse interpretazioni su cosa sia la mafia. Più consapevolezza nei dibattiti in cui siamo uditori. I modelli interpretativi sono modi di vedere la mafia che chiamano in causa la posizione dell’osservatore, il p.d.v. di chi risponde alla domanda “cos’è la mafia?”. La posizione dell’osservatore influenza la risposta e dunque gli interventi di contrasto. Un giudice che contrasta la mafia con il codice penale ha una visione che enfatizza aspetti diversi da chi fa altri lavori.
organizzata, nella letteratura anglosassone. Lettura che pone il focus sulla dimensione economica. Mafia come organizzazione alla ricerca di profitti. Impresa orientata all’accumulazione della ricchezza, ai profitti e per questa ragione la si analizza come impresa. I profitti predatori non sono esclusi dell’universo mafioso ma non è nemmeno l’elemento che la caratterizza di più: la mafia non si caratterizza per la ricerca di profitti predatori. Weber: esistono 4 tipi di profitti:
tendono a diventare imprenditori: passano da un ruolo passivo di mediazione a un ruolo attivo di cumulazione diventando imprenditori economici di successo. Per essere considerati più improntanti riescono a svolgere funzioni remunerative: di mediazione: sono mediatori, risolvono controversie, conflitti. Viene loro riconosciuta la capacità di essere autorevoli ma l’origine del loro potere risiede nella cultura tradizionale. Un ruolo che i mafiosi progressivamente tendono a svolgere li porta ad accumulare ricchezza. La competizione non è più sull’onore e su risorse culturali ma ora avviene sul piano dell’accumulazione della ricchezza e si trasformano in imprenditori capitalistici di tipo schumpeteriano (dal nome di un economista che studia l’imprenditore moderno). Arlacchi ha aperto l’analisi sociologica delle mafie. Evoluzione del dibattito: La mafia anche in origine era organizzata. Non era un comportamento. Poi si dice che non ci sono mutazioni genetiche: sin dall’origine la mafia ha finalità di ricercare ricchezza. La mafia che onorifica non è mai esistita La mafia come impresa cattura solo una della peculiarità della mafia: siamo di fronte a un soggetto che segue la ricchezza ma è anche interessato al potere. Per perseguire l’uno o l’altro ci sono due percorsi diversi e ricadono in sfere d’azione diverse. La ricerca della ricchezza in ambito della sfera economica, la ricerca del potere ricade nella sfera politica. Dunque, la mafia ha una dimensione economia e una politica. Le mafie cercano contemporaneamente la ricchezza e il potere. Sono importanti entrambi e si rafforzano. Se dovessero sacrificare uno dei due aspetti, sacrificherebbero la sfera economica rispetto al potere. Più potere dà più ricchezza e viceversa. Potere come controllo del territorio. I mafiosi hanno la pretesa di esercitare il controllo sul territorio in cui sono insediati e lo fanno con l’estorsione. Controllare un territorio significa sfidare il monopolio dell’utilizzo della violenza legittima come caratteristica del potere statale. Il controllo del territorio ha funzione economica e politica. Nella visone di mafia come impresa si fa riferimento a due autori: 1992 Diego Gambetta “La mafia siciliana - un’industria della protezione privata” propone modello della mafia come impresa diversa. I mafiosi sono imprenditori di uno specifico bene: la protezione privata. Studia Cosa Nostra. In Sicilia c’è un’endemica carenza di fiducia. Cos’è la fiducia? Le società hanno bisogno di fiducia per funzionare. Una definizione della fiducia dice che la fiducia è
economiche (sono due cose diverse) o come organizzazione che sovrintende un sistema economico locale. I quattro gruppi economici di Weber sono tutti coerenti con quello che è la mafia La mafia può essere
comportano in n certo modo. La mafia non è un’organizzazione, è un modo di agire che combina una certa attitudine psichica più un codice morale L’attitudine si rispecchia nella coscienza del proprio io, nel cavarsela da soli, un mafioso sa farsi rispettare, sa farsi giustizia da sé ma sa usare la violenza. Si tratta in realtà di piccoli gruppi Il codice morale è espressione di una specifica subcultura, il mafioso è uomo di rispetto, non va confuso con il bandito, non vive in una situazione precaria, la sua attività non mira solo a soddisfare i propri bisogni ma ha funzioni di protezione e di mediazione. Egli non cade come il bandito ma si adopera con successo a legalizzare la propria posizione, ciò è possibile perché questo modo di agire incontra la debolezza degli organi dei poteri ufficiali-lo stato è debole Questo modo di comportarsi è espressione di relitti feudali, la società è arretrata, è ancora ancorata al feudalesimo, se superiamo il feudalesimo scompare anche questo fenomeno. Il mafioso è una persona egoista? È un atomo? In questa società non c’è l’azione collettiva? Come si tengono insieme fini individuali e collettivi Alcune risposte strutturano le posizioni politiche, la destra da delle risposte la sinistra altre: democrazia, interessi della comunità, sono possibili risposte nel nostro tempo. Hobbes il leviatano: dobbiamo rinunciare alle nostre libertà-così nasce lo stato Mano invisibile (il mercato) perseguendo gli interessi individuali si perseguono gli interessi collettivi. quando parliamo di nascita questi problemi non spariscono, il mafioso è ego centrata ma fa riferimento ad un gruppo non organizzato (non è costruito in modo artificiale), fa riferimento ai gruppi primari (la famiglia)’’ compari siamo, compari resteremo, quando arriverà la morte ci divideremo’’ familismo amorale:anche chi si comporta da mafioso fa parte di gruppi in modo particolare la famiglia o legami di comparaggio, critica Banfield scienziato politico americano che nel secondo dopoguerra viene in italia a studiare un’area arretrata, va in un paesino della Basilicata chiamato montegrano(nome fittizio per chiaromonte) per verificare una tesi che aveva studiato(studi di comunità per verificare come si avviano i processi di cooperazione quando la situazione socioeconomica è difficile). Pese in estrema miseria. Lui vede che la situazione è molto diversa di quella che ha studiato negli USA. Gli individui invece che coalizzarsi tendevano a chiudersi e a pensare agli interessi materiali e immediati del loro gruppo familiare. Per lui è inconcepibile conia il termine‘ ’familismo amorale’’. Questa ricerca ha una grande risonanza, viene tradotta subito in italiano (1956/58) risultati generalizzanti: tutti i meridionali e poi tutti gli italiani diventano a prescindere familisti amorali. Appare molto plausibile agli esteri e anche paradossalmente agli italiani. La ricerca è stata molto criticata, è una ricerca fatta in un luogo dove la mafia non c’è. Una delle critiche è stata formulata dal sociologo Pizzorno che spiega che in condizioni di miseria è normale pensare alla propria sopravvivenza, chi si trova in basso pensa che non ci sia nulla da fare. Due opzioni che possono esserci: una la rivolta-quello che si aspettava Banfield- e l’altra è scappare (dicotomia tra vois ed exit). Ad un certo punto, infatti, la gente inizierà ad emigrare. Hess dice che Banfield ha mostrato il familismo amorale ma lui dice che è vero fino ad un certo punto perché hanno delle reti sociali che vanno oltre la famiglia, hanno la clientela. Non sono asociali, hanno delle reti sociali ma non sono organizzati. Come sono inseriti nella società in senso ampio? Sono persone che vogliono migliorare il loro stato sociali, è espressione di processi di mobilità sociale ascendente, è possibile individuare una carriera del mafioso. Come migliorano il proprio status? Con la violenza, la collisione con gli organi statali (restare impuniti), riconoscimento da altri detentori di potere informali (chi è già in alto), capacità di incutere timore, riconoscimento da parte degli assoggettati.