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Sociologia - Risposte Aperte - COMPLETO E CORRETTO, Panieri di Sociologia

Una serie di domande e risposte riguardanti la sociologia, tra cui gli elementi che rendono complesso l'oggetto di studio della sociologia, cosa rende la sociologia una scienza moderna, l'immaginazione sociologica, il metodo inaugurato da Durkheim, la differenza tra il paradigma positivista e quello interpretativo, il paradigma dell'ordine, il ruolo e lo status e le tipologie di gruppi. una panoramica generale sulla sociologia e sui suoi metodi di studio.

Tipologia: Panieri

2022/2023

In vendita dal 11/11/2022

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Sociologia - Risposte Aperte - COMPLETO E CORRETTO
(Scienze politiche e sociali)
DOMANDE APERTE
7. Quali elementi rendono complesso l'oggetto di studio della sociologia?
La sociologia è lo studio scientifico della società e quindi la società è l’oggetto della
sociologia. Sono essenzialmente due i motivi per i quali l’oggetto delle scienze
umane è stato considerato più complesso e controverso rispetto a quello delle
scienze naturali e ciò sta nel fatto che l’essere umano, a differenza degli oggetti fisici,
può comportarsi in maniere differenti e variabili in relazione a una molteplicità quasi
infinita di fattori, non tutti conoscibili e controllabili dal ricercatore; e che gli stessi
ricercatori sociali, in quanto esseri umani, non sono e non possono essere mai
osservatori del tutto esterni all’oggetto della loro conoscenza. la loro osservazione è
sempre intrecciata con idee, sentimenti, esperienze e pregiudizi che ne influenzano
lo sguardo.
8. Cosa rende la sociologia una scienza moderna?
Si incomincia a parlare di sociologia nella cultura europea intorno alla metà del XIX
secolo, in quanto in questo periodo nasce l’esigenza di una disciplina scientifica che
studi in modo sistematico i fatti sociali. E’ utile fare riferimento a tre “rivoluzioni”
che sono alla base del mondo moderno e sono la rivoluzione scientifica, la
rivoluzione industriale e la rivoluzione francese. in primo luogo, il dominio della
scienza moderna si estende ai fatti sociali. la sociologia segue l’esempio di tutte le
scienze moderne che, si sono staccate dal pensiero filosofico e hanno acquistato una
loro autonomia e questo sviluppo viene indicato come rivoluzione scientifica. In
secondo luogo, le scienze sociali sono un prodotto della rivoluzione industriale. Tra
di esse, la prima ad acquisire un proprio statuto autonomo dalla filosofia è
l’economia politica. In terzo luogo, la rivoluzione francese, segna uno spartiacque
decisivo nella storia delle società europee. Essa segna la caduta di un ordinamento
politico fondato sul principio dinastico e il potere assoluto; lo scettro passa nelle
mani del popolo dal quale i governanti devono ricevere investitura, legittimazione e
consenso.
3. Cos'è l'immaginazione sociologica?
L’immaginazione sociologica è la capacità di riflettere sistematicamente su quanto
cose da noi percepite come problemi personali siano, in realtà, questioni sociali
ampiamente condivise da altri individui nati in un periodo e in un ambiente sociale
simile al nostro. Ad ogni stadio siamo sia individui che membri di un mondo sociale.
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Sociologia - Risposte Aperte - COMPLETO E CORRETTO

(Scienze politiche e sociali)

DOMANDE APERTE

7. Quali elementi rendono complesso l'oggetto di studio della sociologia? La sociologia è lo studio scientifico della società e quindi la società è l’oggetto della sociologia. Sono essenzialmente due i motivi per i quali l’oggetto delle scienze umane è stato considerato più complesso e controverso rispetto a quello delle scienze naturali e ciò sta nel fatto che l’essere umano, a differenza degli oggetti fisici, può comportarsi in maniere differenti e variabili in relazione a una molteplicità quasi infinita di fattori, non tutti conoscibili e controllabili dal ricercatore; e che gli stessi ricercatori sociali, in quanto esseri umani, non sono e non possono essere mai osservatori del tutto esterni all’oggetto della loro conoscenza. la loro osservazione è sempre intrecciata con idee, sentimenti, esperienze e pregiudizi che ne influenzano lo sguardo. 8. Cosa rende la sociologia una scienza moderna? Si incomincia a parlare di sociologia nella cultura europea intorno alla metà del XIX secolo, in quanto in questo periodo nasce l’esigenza di una disciplina scientifica che studi in modo sistematico i fatti sociali. E’ utile fare riferimento a tre “rivoluzioni” che sono alla base del mondo moderno e sono la rivoluzione scientifica, la rivoluzione industriale e la rivoluzione francese. in primo luogo, il dominio della scienza moderna si estende ai fatti sociali. la sociologia segue l’esempio di tutte le scienze moderne che, si sono staccate dal pensiero filosofico e hanno acquistato una loro autonomia e questo sviluppo viene indicato come rivoluzione scientifica. In secondo luogo, le scienze sociali sono un prodotto della rivoluzione industriale. Tra di esse, la prima ad acquisire un proprio statuto autonomo dalla filosofia è l’economia politica. In terzo luogo, la rivoluzione francese, segna uno spartiacque decisivo nella storia delle società europee. Essa segna la caduta di un ordinamento politico fondato sul principio dinastico e il potere assoluto; lo scettro passa nelle mani del popolo dal quale i governanti devono ricevere investitura, legittimazione e consenso. 3. Cos'è l'immaginazione sociologica? L’immaginazione sociologica è la capacità di riflettere sistematicamente su quanto cose da noi percepite come problemi personali siano, in realtà, questioni sociali ampiamente condivise da altri individui nati in un periodo e in un ambiente sociale simile al nostro. Ad ogni stadio siamo sia individui che membri di un mondo sociale.

Tutti possediamo un certo livello di immaginazione sociologica. La esercitiamo ogni volta che cerchiamo di dare un senso ai mondi sociali che ci circondano. L’immaginazione sociologica ci aiuta fare domande difficili sui mondi che abitiamo e a cercare le risposte. 4.In cosa consiste il metodo inaugurato da Durkheim? Emile Durkheim, nel 1895 scrive le «Regole del metodo sociologico». L’idea fondante del metodo durkheimiano è che i fatti sociali siano entità autonome dalle singole persone che li vivono e siano quindi dotati di leggi di comportamento loro proprie. Tali fatti sociali avvengono senza passare per la volontà dei singoli e spesso senza che i singoli se ne rendano conto. Un tipico esempio di fatto sociale è il linguaggio.

3. Quale differenza sostanziale di metodo c'è tra il paradigma positivista e quello interpretativo? Con il metodo di Durkheim nasce un paradigma sociologico che domina per lungo tempo il panorama della sociologia. Il paradigma positivista si basa sulla possibilità di studiare i fenomeni sociali anzitutto a partire dalla conoscenza di come essi si distribuiscono in una popolazione. Si tratta cioè di osservare i fenomeni su una scala statisticamente significativa, tradotti in variabili misurabili numericamente ed individuare le relazioni con altri fenomeni altrettanto misurabili numericamente. Secondo questa concezione, il fenomeno sociale è un fatto oggettivo, che va rilevato con procedure simili a quelle delle scienze naturali e rispetto al quale il ricercatore si pone come un osservatore esterno e neutrale rispetto all’oggetto. Il paradigma interpretativo messo a fuoco da Weber,le scienze storico-sociali non possono mirare solo a individuare delle relazioni statistiche tra fenomeni sociali osservabili dall’esterno, e pretendere di spiegarne così cause ed effetti. Esse devono individuare l’agire dotato di senso, cioè il senso che gli attori sociali che si studiano attribuiscono alle loro stesse azioni. In altre parole, il sociologo deve soprattutto comprendere e interpretare dall’interno i comportamenti umani che studia, non tanto spiegarli dall’esterno. Data questa funzione interpretativa della ricerca sociale, da cui il termine paradigma interpretativo, il metodo dell’indagine non può che passare da una conoscenza ravvicinata degli attori sociali da parte del ricercatore. Egli cioè deve arrivare, in un certo senso, a entrare nella loro testa. 3. In cosa consiste il paradigma dell'ordine? Proposto da Durkheim. Secondo lui la risposta da dare al quesito dell’ordine si è sempre concentrata sugli elementi di ordine sostanzialmente morale e culturale che danno stabilità ad una società e in particolare all’appartenenza a una famiglia, ad una confessione religiosa, ad una corporazione professionale, ad una patria.

Dopo un dibattito che vi è stato a inizio ‘900, è maturata la consapevolezza, soprattutto grazie al contributo di Weber, che lo scienziato sociale non potesse mai prescindere da una influenza dei propri valori. Già l’atto di selezionare alcuni interrogativi di ricerca anziché altri è influenzato dal riferimento ai propri valori, a ciò che si ritiene meritevole di essere indagato. Con questa posizione si riconosce che il ricercatore sia un essere umano dotato sempre di una parzialità nel modo in cui guarda la realtà.

3. Cosa è una relazione sociale? La relazione sociale è una realtà immateriale (che sta nello spazio-tempo) dell’interumano, ossia ciò che sta fra i soggetti agenti, e che - come tale - "costituisce” il loro orientarsi e agire reciproco per distinzione da ciò che sta nei singoli attori - individuali o collettivi - considerati come poli o termini della relazione; una realtà sui generis, costituita dall’effetto emergente di azioni che si orientano simbolicamente l’una all’altra reciprocamente (refero) e si connettono strutturalmente (religo). 4. Cosa è la macrosociologia? La macrosociologia consiste nel tenere uno sguardo panoramico sui fenomeni sociali. Generalmente questo corrisponde ad un tipo di metodologia di tipo quantitativo per studiare tali fenomeni, data la necessaria ampiezza del numero di persone che devono essere «osservate» per mantenere tale dimensione. La macrosociologia tuttavia può anche essere condotta attraverso analisi di prodotti che vengono utilizzati o consumati da un’ampia massa di persone. E’ il caso delle ricerche che studiano i mass media, le quali tentano di cogliere alcuni elementi ricorrenti nella società attraverso uno studio di tipo qualitativo sulle modalità con cui tali prodotti vengono elaborati e fruiti. 5. Cosa significa adottare il medio raggio? Macro e micro livello della sociologia sono due poli che per ragioni analitiche consideriamo opposti. In realtà, esistono molte ricerche che contemplano aspetti micro e aspetti macro insieme. Anzi, si può dire che una buona ricerca dovrebbe sempre comprendere elementi dell’uno e dell’altro livello. Anche a livello di individuazione di fattori di causazione dei fenomeni, possono essere cercate spiegazioni a diversi livelli: a livello strettamente macro, a livello anche micro, ma esiste anche un livello intermedio, detto anche meso, che utilizza un medio raggio di ampiezza del proprio campo di osservazione. Uno dei più convinti assertori della necessità di adottare il medio raggio come livello ottimale per le spiegazioni sociologiche è stato il grande sociologo americano Robert K. Merton, che introdusse per il questo la nozione di teoria di medio raggio. 4. Quali sono le tre dimensioni del potere?

Prima dimensione: in un conflitto in se A prevale su B con la forza possiamo dire che a ha esercitato il proprio potere su b. Seconda dimensione: in un conflitto A impedisce a B di mettere in discussione il potere di A (manipolazione dell’agenda setting tramite i media). Terza dimensione: A attraverso l’egemonia culturale influenza gli interessi di B in modo negativo, a tal punto che B si autocensura e aderisce alle idee di A anche quando vanno contro al proprio interesse.

5. Cosa sono il ruolo e lo status? Status = la posizione sociale in cui ci si trova Ruolo = l’insieme dei comportamenti che ci si attende da parte di chi occupa una certa posizione sociale 6. Quali sono le tipologie di gruppi? Ogni persona passa molta parte della propria vita in diversi gruppi sociali: se escludiamo la famiglia, che è considerabile diversamente dai gruppi organizzati «artificialmente», ciascuno appartiene ad un gruppo di amici, ad un gruppo associativo e ad un movimento, ad una squadra, ad una scuola, ad un’azienda, ad un’istituzione, ad una nazione. Insomma i gruppi sono ovunque. Per questo è necessario fare alcune distinzioni: esistono gruppi informali, senza regole scritte e gruppi estremamente formalizzati e organizzati come istituzioni. 03. Cosa definisce le organizzazioni come tali? Le organizzazioni variano molto a seconda delle dimensioni quantitative e della missione che si danno. Tuttavia possono essere individuate delle caratteristiche ricorrenti in tutte le organizzazioni, riguardo al tipo di azioni che sanno mettere in campo e alle dinamiche interne ed esterne che riproducono. 04. Quando le istituzioni si caratterizzano come organizzazioni? Uno dei più frequenti oggetti di studio della sociologia sono le organizzazioni economiche e le organizzazioni politiche. Le organizzazioni economiche sono tipicamente le imprese, con il loro apparato produttivo e amministrativo connesso. Le organizzazioni politiche sono diverse: la più frequentemente studiata è l’organizzazione partitica, anch’essa con il proprio apparato amministrativo e culturale. 05. Quale è l'esito del processo di istituzionalizzazione? L’esito ultimo del processo di istituzionalizzazione consiste nell’oggettivazione di certe azioni. Le azioni oggettivate in strutture visibili si chiamano istituzioni sociali. Istituzioni sociali possono essere dei comportamenti istituzionalizzati (l’uso delle posate), ruoli istituzionalizzati (il sacerdote), funzioni istituzionalizzate (il saluto), relazioni istituzionalizzate (il matrimonio) ecc. L’istituzione sociale non è

Tale processo, soprattutto quello della prima infanzia, è stato lungamente studiato da psicologi e pedagogisti, come Bowlby, Erikson, Piaget, anche con approcci assai diversi. Tramite le esperienze che costruiscono il processo di socializzazione, l’individuo prende confidenza non solo con il mondo in generale ma con un certo modo di stare al mondo, assumendo i punti di vista, le percezioni e le narrazioni del mondo specifico a cui è stato socializzato. La scuola diventa dunque anche il luogo nel quale si sperimenta la socializzazione data dal gruppo dei pari, cioè dei compagni e degli amici, sia da bambini che da ragazzi. Il gruppo dei pari, come soggetto di socializzazione, può però crearsi anche fuori dalla scuola, nei luoghi dove l’individuo trascorre il resto del tuo tempo.

4. Cosa si intende per socializzazione in sociologia? La socializzazione è un processo che si sviluppa lungo l’intero corso della vita, anche se le sue tappe più importanti sono senza dubbio quelle dei primi anni e dei primissimi decenni della crescita di una persona. Si identificano generalmente due tipi di socializzazione: quella primaria e quella secondaria. 7.Cosa significa che la linguistica studia i cambiamenti del linguaggio nel tempo? Le lingue cambiano nel tempo. Ne è un esempio il passaggio graduale che ha portato le popolazioni italiane, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, prima al rafforzamento del proprio dialetto divenuto lingua locale e poi alla nascita della lingua italiana. 2.Cosa si intende per cultura come sistema simbolico? Ogni società è ricca di simboli che comunicano un’idea pur rimanendo distinti da quest’ultima. Alcuni sono evidenti e altri sono meno palesi. Studiare i simboli ci aiuta a comprendere aspetti della società che spesso non sono discussi, come le distinzioni d’onore, la disuguaglianza e la competizione. Quali sono le principali critiche della scuola di Francoforte rispetto ai mass-media? Le critiche riguardano la cultura di massa uscita per manipolare gli individui per “distrarre” le persone e renderle passive. Insomma viene criticato “un intero sistema di dominio” che elimina ogni tentativo di protesta o di ribellione. 4.Quali sono le caratteristiche principali che si pongono gli studiosi nell'analisi di questi nuovi media? I sociologi dei media concordano ampiamente sul fatto che le notizie fanno molto di più che far conoscere fatti al pubblico. Decidendo che cosa coprire e in che modo, i giornalisti non riferiscono semplicemente le notizie, ma contribuiscono a crearle e cambiarle (agenda setting). Edward Herman e Noam Chomsky hanno sviluppato un modello dei media basato sull’idea di propaganda. Secondo JürgenHabermas, la forma più alta di vita pubblica in una società capitalista è rappresentata

dall’assemblea di privati cittadini in un organismo pubblico, che discutono attorno a questioni di interesse generale. Gruppi sociali subordinati hanno spesso costruito i propri contropubblici. La relazione tra media e democrazia assume un aspetto particolare in un periodo di consolidamento dell’industria mediatica e di Internet come è quello che stiamo vivendo.

2. Quali sono alcune tendenze della comunicazione mediatica? Sono: Il consolidamento: in un dato mercato sempre più aziende possiedono sempre più canali mediatici, limitando la scelta del consumatore. Gli oligopoli rappresentano la norma nel mondo dei media (si pensi ha Facebook che possiede WhatsApp e Instagram • La conglomerazione: si tratta di un’impresa che controlla molteplici tipi di media. Per esempio La Walt Disney Company è una delle sei grandi imprese mediatiche statunitensi. • L’ipercommercializzazione e il product placement: pubblicità in cui le immagini o le citazioni di un prodotto sono contenute in diversi contenuti mediali • L’influencer marketing: L’uso dei social network per pubblicizzare prodotti e/o servizi attraverso nuovi mediatori culturali. 4. Quali sono le caratteristiche dell'economia nell'epoca moderna? Quando parliamo di economia, nel linguaggio sociologico, ci riferiamo a una molteplicità di dimensioni dell’agire sociale che hanno a che fare con la condizioni materiali che rendono possibile il produrre e il fruire di beni e servizi: dagli alimenti ai vestiti, dalle attività militari a quelle culturali, dai servizi pubblici per il funzionamento di una città ai servizi sanitari per la salute delle persone. Ogni attività umana che richiede di disporre di beni o servizi chiama in causa la dimensione economica. In generale possiamo dire che vi sia una definizione sostanziale e una definizione formale di economia. La definizione sostanziale vede l’economia come ogni attività volta a procurare mezzi necessari per un fine che un gruppo sociale (sia questo un piccolo gruppo di amici o un’intera istituzione pubblica) decide di perseguire. La definizione formale vede l’economia come la forma con cui avvengono le attività di scambio di beni e servizi sul mercato. 7. Cosa sono le forme di scambio economico o modi di integrazione? Queste forme fondamentali sono delle tipologie idealtipiche dell’organizzazione sociale e sono: 1. La reciprocità 2. La redistribuzione 3. Lo scambio di mercato. Lo scambio è la forma di integrazione dominante nella società moderna di tipo industriale. Non si tratta di forme di scambio necessariamente alternative le une alle altre. Esso possono convivere, occupando spazi diversi, in una medesima società. 3. In che modi può intervenire lo Stato nell'economia? Nei momenti in cui l’economia di un paese attraversa una fase di contrazione dei consumi, della produzione e conseguentemente si innesca un circolo economico negativo, lo Stato può giocare un grande ruolo nell’ innescare un contro ciclo

oscillazioni del mercato nelle vendite dei prodotti. La sua evoluzione l’ha resa molto diversa rispetto a quando Jobs e Wozniak l’avevano fondata.

2. Cosa è il terzo settore e quali sono le sue caratteristiche? Il terzo settore (terzo allo Stato e alla Business Community) è un nuovo progetto sociale e umano che tende a rafforzare il legame sociale perché mette al primo posto la dignità umana, la solidarietà, il nesso tra libertà e responsabilità, assumendosi l’onere di una piena autonomia che si legittima in quanto realizza il bene comune. E’ caratterizzato da relazionarsi in maniera “solidale” all’interno e verso gli altri E’ fenomeno sociale differenziato e morfogenetico: si articola in una pluralità di itinerari sociali e culturali che ne connotano la diffusione, la presenza e l'incidenza sociale all'interno del territorio nazionale ( differenziazione organizzativa, differenziazione culturale, differenziazione relazionale) Alcuni rischi del terzo settore sono : se, a livello culturale, il TS si appiattisce su una cultura mercantile o di “sussidiarietà rovesciata”, esso rischia di scomparire come sfera autonoma della società, per trasformarsi in elemento di ulteriore differenziazione della sfera politica (“partitizzazione”) e della sfera economica (“economizzazione”); se, a livello organizzativo, il TS assume uno stile di gestione burocratico o mercantile si determina un deficit culturale nelle organizzazioni che lo compongono. 1.Cos'è la welfare community e come si caratterizza? È il nuovo welfare contemporaneo per uscire dalla crisi si basa su diversi principi, tra cui: • una solidarietà fondata sulla sussidiarietà e non più sulla provvidenza statale, contributo del terzo settore. • un ri-allinamento dei servizi alle disponibilità economiche. • una ripartizione dei servizi in conformità a nuovi bisogni. • un nuovo ruolo dei cittadini: riscoperta di autonomia e responsabilità personale per il bene comune (reciprocità, empowerment e capacitazione). • un cambiamento del contesto socio-culturale: orizzonte del «rischio» e dell’innovazione sociale. • i diritti umani vengono prima dello Stato e ne fondano la legittimità. 2. Cos'è il welfare e quali tipologie diverse si possono identificare? Il WELFARE STATE è lo Stato sociale, altrimenti detto “Stato del benessere”. Nasce con la PoorLaw (1601) in Inghilterra, si afferma con la Rivoluzione industriale (1800, Inghilterra) e il Rapporto Beveridge (1942, Inghilterra) Subisce due crisi: la crisi del welfare (dagli anni 70) e la seconda crisi (dal 2007) dovute a insostenibilità economica, inadeguatezza dei parametri di benessere, limiti ecologici e politiche sociali appannaggio esclusivo dello Stato Lo Stato sociale rappresenta l’ordinamento generale delle istituzioni sociali per rispondere ai bisogni dei cittadini. Lo stato moderno ha realizzato il sogno, moderno, della sicurezza sociale possibile per tutti i cittadini attraverso un progetto che ha inteso regolare la società a questo scopo nella sua evoluzione storica lo stato sociale si è sviluppato secondo tre configurazioni principali: Stato paternalistico ¬ Modello paternalistico (1700-1800)

Stato della sicurezza sociale ¬ Modello assicurativo (1883-1940) Stato sociale Keynesiano-beveridgiano o “fordista” ¬ Modello interventista (1945-

2. Cos'è il cambiamento sociale e come i sociologi lo studiano? Il mutamento sociale è il cambiamento che si produce nelle strutture e nelle istituzioni dei sistemi sociali. La legge dei tre stadi di Comte, l'evoluzionismo di Spencer e il materialismo dialettico di Marx individuano tutte e tre uno scopo (lo sviluppo dello spirito, l'evoluzione sociale e la sintesi nel rapporto dialettico) nel mutamento sociale e l'analisi non si limita alla sua descrizione, ma fornisce anche le applicazioni per incanalarne i processi. Durkheim, insieme a Weber e Simmel, questi ultimi influenzati dallo storicismo di Dilthey, rifiutano l'idea di un approccio omnicomprensivo e si interessano piuttosto ai processi di trasformazione che le società della loro epoca stavano affrontando. Weber, invece, ritiene che un elemento centrale del mutamento è la figura carismatica: per sua natura rivoluzionaria e innovatrice, l'autorità carismatica rappresenta un motore storico fondamentale dei cambiamenti sociali. 05. Cosa sono le religioni universali? Molto spesso nella storia umana le pratiche religiose hanno avuto un carattere molto locale, cioè sono state concepite e si sono sviluppate solamente all’interno di un tipo specifico di comunità o di territorio. Le religioni basate su totemismo e sull’animismo tuttora mantengono un forte radicamento etnico e territoriale locale. Sono però anche comparse, in differenti momenti e in differenti luoghi, pratiche religiose che hanno saputo allargare il proprio raggio di fedeli e adepti a comunità e territori anche assai diversificati tra loro. In alcuni casi esse sono riuscite ad attraversare i confini di territori e di continenti. E’ per questo che si parla di alcune religioni come «universali», a segnalare il loro espandersi e il loro emanciparsi dalla appartenenza ad una territorio specifico. E’ questo il caso di religioni come il Buddismo, il Cristianesimo e l’Islam, che hanno saputo diffondersi in più continenti e in più culture. 06. Cosa sono le religioni secolari? Con il processo di secolarizzazione, cioè di progressiva perdita di centralità nella vita pubblica della religione vissuta dall’Occidente dal periodo illuminista in avanti, si è iniziato ad assistere al sorgere di forme di credenza collettiva che pur rifiutando l’idea di un Dio e di una forza trascendente che agisce sul mondo, vedono di fatto modalità di adesione a ideologie e a ritualità che sono somiglianti a quelle usate nelle pratiche religiose. Sono per esempio quelle forme di militanza che hanno seguito le grandi ideologie contemporanee, come il nazionalismo o il comunismo, e sono state considerate dal alcuni studiosi come T. Parsons o J.P. Sironneau come «religioni secolari», ossia come ‘equivalenti funzionali’ delle religioni tradizionali.

-La teoria duale o segmentata del mercato del lavoro: mercato lavoro primario (capitale umano), mercato lavoro secondario (senza istruzione e svantaggiati). Capitalismo investe anche sul secondo (mercato nero) • Nuova teoria migratoria : considerare non solo il reddito ma sicurezza del mercato del lavoro, capacità di gestire i rischi del paese ospitante e diritti: emerge il gruppo e le decisioni collettive; si focalizza sulle relazioni che i migranti mantengono con i luoghi di origine e sui movimenti pendolari che coinvolgono un numero crescente di migranti e infrangono le frontiere degli Stati • il concetto di transnazionalismo “consente di definire una forma alternativa d’adattamento alla società ospite che non implica una rottura con il contesto d’origine, ma al contrario s’avvantaggia proprio del mantenimento di costanti legami con esso. In questo senso questa prospettiva consente di interpretare comportamenti, istituzioni e processi sociali altrimenti offuscati dal nazionalismo metodologico”. Quali sono i temi che i sociologi studiano parlando di migranti? I temi che i sociologi studiano vengono divisi secondo tre livelli di analisi : macrorelazionale, studio delle cause sovrastrutturali delle migrazioni, micro relazionale, studio delle motivazioni individuali dei migranti, mesorelazionale, partendo dalla teoria dei network (ossia reti sociali) delinea una serie di teorie sui migranti.

3. Cosa è la sharing economy? La sharing economy o economia della condivisione sono una serie di pratiche sociali ed economiche rese possibili dallo sviluppo dei nuovi media digitali. Se avete utilizzato servizi come AirBnb per prenotare una stanza in una città o località turistica o Uber per muovervi in città avete già capito di cosa parliamo. 3. Cos'è il gap di genere? Per gender gap si intende la differenza tra uomini e donne in termini sociali e professionali. Come si giustifica la disuguaglianza da un punto di vista sociologico? La disuguaglianza sociale è una differenza considerata da un gruppo sociale come ingiusta e pregiudizievole per le potenzialità degli individui della collettività. E’ una differenza oggettivamente misurabile e soggettivamente percepita. 4. Quali sono i 4 sistemi principali di stratificazione sociale? Si possono distinguere quattro sistemi fondamentali di stratificazione delle società umane:

schiavitù: forma estrema di disuguaglianza  gli individui sono ‘posseduti’ da altri come loro proprietà; casta: associata alle culture del sub-continente indiano e alla credenza induista della reincarnazione  chi disattende i doveri della propria casta si troverà in una posizione inferiore nella vita successiva; ceto: caratteristico del feudalesimo europeo  i ceti feudali erano formati da strati con doveri e diritti diversi (Per Max Weber il ceto era una caratterizzazione dell'individuo basata sul suo prestigio sociale, sul suo rango o status). classe: vasto gruppo di individui che condividono lo stesso tipo di risorse economiche, le quali influiscono sulle loro condizioni di vita. Cos’è la disuguaglianza secondo la teoria del conflitto di michels e darendorf? Secondo la teoria del conflitto, le disuguaglianza esistono perché i gruppi che se ne avvantaggiano sono in grado di difendere la propria posizione sociale dagli attacchi degli altri gruppi in una situazione di conflitto continuo. Qual è il nesso tra la classe sociale e lo stile di vita? Permette maggiore flessibilità ed efficacia nella comprensione della stratificazione sociale. Quali sono le relazioni tra povertà, ricchezza e consumo? Esistono due tipi di povertà. La povertà assoluta, quando una persona non è in grado di provvedere ai propri bisogni di base e, la povertà relativa in relazione al benessere degli altri. La ricchezza, termine con il quale intendiamo il valore netto delle risorse possedute da un individuo e da una famiglia. Il consumo fornisce una prospettiva sulla disuguaglianza da quella offerta considerando solo il reddito. Cos’è la povertà alimentare? La povertà alimentare si definisce come l’incapacità degli individui di accedere ad alimenti sicuri, nutrienti e in quantità sufficiente per garantire una vita sana e attiva rispetto al proprio contesto sociale. Cos’è la povertà educativa? La povertà educativa è la privazione per un bambino o un adolescente della possibilità di apprendere, di sperimentare le proprie capacità, di sviluppare e far fiorire il proprio talento. Cosa distingue la politics dalla policy? La politics è la politica come agire politico (parlare di politica, fare una battaglia

Cosa intendiamo per governance locale? Per governance locale si intende un nuovo modo di pensare al governo non più esclusivamente come autorità sugli attori destinatari ma anche come regia nella quale gli attori sono coinvolti nelle scelte di governo. Quindi, non più governo dall’alto, ma governo che facilita le relazioni orizzontali tra gli attori. Quali sono i 4 mattoni della ricerca sociologica? La ricerca parte da una domanda di ricerca e da un metodo. Ci sono 4 aspetti chiave che influenzano il disegno di ricerca. a) Dobbiamo innanzitutto avere un’ idea di ciò che pensiamo di poter conoscere riguardo al mondo (epistemologia). b) Utilizziamo inoltre schemi concettuali per avere un’ immagine del mondo e darci senso (teoria). c) I nostri sistemi di credenze culturali influenzano le visioni e le prospettive che abbiamo sul mondo (valori). d) Gli scienziati che si occupano di scienze sociali devono impegnarsi a proteggere i soggetti dei loro studi e a non infliggere loro alcun danno (etica). Che differenza c’è tra l’idea di raccogliere il dato e quella di costruire il dato? NEL CASO FOTO SUL CELL. Quali sono le possibilità forme di distorsione della realtà per causa dell’intrusività della ricerca? Cosa sono le survey e quali tipologie di survey si utilizzano? Lo scopo di una survey è quello di raccogliere un volume di informazioni che riguardano un gruppo di persone, una popolazione, una comunità o un insieme di clienti. La survey viene utilizzata nel campo della politica (per raccogliere opinioni, valutare exit pools), nel campo della medicina (per valutare lo stato di salute della popolazione), nel sociale (per scoprire abitudini e necessità dei cittadini), nelle ricerche di mercato (per scoprire i bisogni dei clienti). I soggetti che conducono survey possono essere organizzazioni pubbliche (enti, università), imprese private, istituti di ricerca, partiti politici. Una survey si focalizza sulla raccolta di opinioni o sulla raccolta di fatti reali e viene svolta a livello individuale per mezzo di un questionario strutturato. Le attività necessarie allo svolgimento di una survey si possono distinguere in quelle relative alle fasi di: - preparazione, individuazione dello scopo, definizione del campione, allestimento intervista; - esecuzione, conduzione dell’indagine tramite mezzo telefonico, tramite mezzo postale, direttamente (faccia a faccia), tramite internet; - analisi, spoglio dei dati, produzione di statistiche, analisi dei risultati, valutazione dello scopo iniziale prefissato. Quali sono le principali fasi della ricerca etnografica? Una prima fase prevede la scelta di un contesto di osservazione (un’azienda, una

sede di un’associazione, un villaggio, una casa, una scuola, ecc) e di un periodo di osservazione che si ritiene più opportuno. Normalmente la scelta dei luoghi e dei tempi avviene avvalendosi di alcuni testimoni privilegiati che possono dare al ricercatore le informazioni riguardanti i pro e i contro di ogni scelta possibile. Una seconda fase prevede la permanenza del ricercatore nel luogo di osservazione. Durante tale fase si può decidere, sempre funzionalmente agli interrogativi di ricerca, di rimanere una presenza silenziosa e inattiva, o invece di prendere parte all’azione, magari per favorire l’innesco di alcune dinamiche di interesse per la ricerca. Come già detto, ogni modificazione dell’ordine naturale dell’azione può rendere meno «autentico» il comportamento degli attori, quindi un tale intervento deve essere sempre esplicitato dal ricercatore quando rende conto ad altri della ricerca svolta. Cos’è l’etnografia? Una delle forme di raccolta della documentazione empirica più importanti della ricerca sociale è quella che prevede che il ricercatore assista direttamente allo svolgersi dell’azione. Questa modalità di ricerca si basa principalmente sull’osservazione degli attori mentre agiscono. Questa forma di ricerca è in realtà composta da una molteplicità di tecniche, che differiscono tra loro per modalità pratiche di svolgimento ma che sono tutte accomunate dalla presenza fisica del ricercatore sul luogo dove stanno i soggetti protagonisti della sua indagine. In termini generali questa forma di ricerca è spesso chiamata etnografia e il luogo dove si svolge l’attività di osservazione viene chiamata il campo. Cosa sono i dati amministrativi per la ricerca sociale? Costituiscono un patrimonio enorme di conoscenze poiché riguardano tutta la popolazione residente su un certo territorio e sono aggiornate con cadenza regolare. Esse permettono analisi sia sincroniche, cioè che confrontano territori diversi, sia diacroniche, cioè che confrontano periodi diversi del medesimo territorio. Cosa sono i focus group e per cosa si utilizzano? I focus group sono strumenti importanti per l’acquisizione di riscontri riguardo ai nuovi prodotti. Permettono alle aziende di sviluppare, nominare o esaminare un nuovo prodotto su cui discutere, osservare e/o esaminare il nuovo prodotto prima che esso sia messo a disposizione del pubbico. Perché la valutazione non è un’atività scontata? La valutazione non è un’attività scontata perché potrebbe rivelare un fallimento del provvedimento, rischia di essere un’arma a doppio taglio: perché per poter valutare

all’esperimento, non ricevendone alcun beneficio possibile. Limite di sostanza, è dato dal fatto che, anche quando si riescono a isolare gli effetti della policy rispetto a tutte le altre variabili nell’esperimento, non sempre se si estende la policy a tutta la popolazione gli esiti sono generalizzabili al resto della popolazione, a causa della differenza dinamica che i grandi numeri delle popolazioni reali innescamo. In cosa consistono i disegni sperimentali fattoriali? quelli caratterizzati dalla presenza di più variabili indipendenti, detti anche disegni fattoriali, poiché tendenti a rilevare più fattori causali possibili. Cosa è il family impact lens? E’ un modello di ricerca valutativa, evidence-based, suffragato da una mole consistente di ricerche empiriche condotte in America. SI basa su 5 principi base : responsabilità, stabilità, relazioni, diversità e coinvolgimento. Cos’è la ricerca sul servizio del custode sociale di Milano? FOTO TELEFONO.