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sofisti protagora gorgia cap 4, Sintesi del corso di Filosofia

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Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

In vendita dal 09/01/2021

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ETA’ CLASSICA 500-300 a.C.
A partire dal V sec. Il centro della filosofia si sposta ad Atene e l’ agorà diventa il
punto di incontro di discussione.
INDAGINE SULL ‘UOMO: I SOFISTI E SOCRATE
Il termine sofista=sapiente era sinonimo di saggio e si riferiva ad un uomo
esperto,con vasta cultura.Con questo nome si indicavano ad es. i 7 Savi,Pitagora ed
altri che si segnalavano per una qualsiasi attività teorica o pratica.
Invece nel V sec. si chiamarono SOFISTI quegli INTELLETTUALI CHE DELLA SAPIENZA
FACEVANO UNA PROFESSIONE,INSEGNANDOLA DIETRO COMPENSO. Platone e
Aristotele demonizzarono culturalmente i sofisti,giudicandoli falsi
sapienti,interessati al successo e ai soldi più che alla verità.Così i sofisti furono
marchiati come PSEUDOFILOSOFI e il termine sofista diventò sinonimo di
“cavillatore in malafede”, o di “maestro di ragionamenti capziosi”.Oggi l’aggettivo
sofistico equivale a falso,artificioso,truccato.Oggi si sta cercando di rivalutare la
sofistica e la sua importanza storica e filosofica.
AMBIENTE STORICO-POLITICO
I Sofisti spostarono l’ASSE DELLA SPECULAZIONE DALLA NATURA ALL’UOMO.Invece
di ricercare il principio del cosmo,essi si concentrarono sulla politica,sulle leggi,sulla
religione,sulla lingua,sull’educazione…divenendo filosofi dell’uomo e della
città.Questo perché c’è SFIDUCIA NELLA RICERCA NATURALISTICA ed è cambiato il
contesto storico-politico dell’ATENE del V sec. appena uscita vittoriosa dalla guerra
contro i Persiani. Per quanto riguarda la società,c’era la crisi
dell’aristocrazia,l’avanzata della borghesia cittadina,l’espandersi dei traffici e
commerci,il raffinarsi delle tecniche e l’avvento della democrazia.Quindi si
affermarono nuovi parametri di giudizio e l’uomo greco divenne più consapevole
delle proprie prerogative.
PERICLE
ELOGIO DI ATENE DEMOCRATICA
La democrazia favorisce i molti invece dei pochi.Le leggi assicurano giustizia uguale
per tutti e non ignora i meriti dell’eccellenza.Quando un cittadino si distingue,esso
sarà,a preferenza di altri,chiamato a servire lo Stato, non come atto di privilegio, ma
come una ricompensa al merito e la povertà non costituisce un impedimento.
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ETA’ CLASSICA 500 - 300 a.C.

A partire dal V sec. Il centro della filosofia si sposta ad Atene e l’ agorà diventa il punto di incontro di discussione.

INDAGINE SULL ‘UOMO: I SOFISTI E SOCRATE

Il termine sofista=sapiente era sinonimo di saggio e si riferiva ad un uomo esperto,con vasta cultura.Con questo nome si indicavano ad es. i 7 Savi,Pitagora ed altri che si segnalavano per una qualsiasi attività teorica o pratica. Invece nel V sec. si chiamarono SOFISTI quegli INTELLETTUALI CHE DELLA SAPIENZA FACEVANO UNA PROFESSIONE,INSEGNANDOLA DIETRO COMPENSO. Platone e Aristotele demonizzarono culturalmente i sofisti,giudicandoli falsi sapienti,interessati al successo e ai soldi più che alla verità.Così i sofisti furono marchiati come PSEUDOFILOSOFI e il termine sofista diventò sinonimo di “cavillatore in malafede”, o di “maestro di ragionamenti capziosi”.Oggi l’aggettivo sofistico equivale a falso,artificioso,truccato.Oggi si sta cercando di rivalutare la sofistica e la sua importanza storica e filosofica.

AMBIENTE STORICO-POLITICO

I Sofisti spostarono l’ASSE DELLA SPECULAZIONE DALLA NATURA ALL’UOMO.Invece di ricercare il principio del cosmo,essi si concentrarono sulla politica,sulle leggi,sulla religione,sulla lingua,sull’educazione…divenendo filosofi dell’uomo e della città.Questo perché c’è SFIDUCIA NELLA RICERCA NATURALISTICA ed è cambiato il contesto storico-politico dell’ATENE del V sec. appena uscita vittoriosa dalla guerra contro i Persiani. Per quanto riguarda la società,c’era la crisi dell’aristocrazia,l’avanzata della borghesia cittadina,l’espandersi dei traffici e commerci,il raffinarsi delle tecniche e l’avvento della democrazia.Quindi si affermarono nuovi parametri di giudizio e l’uomo greco divenne più consapevole delle proprie prerogative.

PERICLE

ELOGIO DI ATENE DEMOCRATICA

La democrazia favorisce i molti invece dei pochi.Le leggi assicurano giustizia uguale per tutti e non ignora i meriti dell’eccellenza.Quando un cittadino si distingue,esso sarà,a preferenza di altri,chiamato a servire lo Stato, non come atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito e la povertà non costituisce un impedimento.

La libertà si estende anche alla vita quotidiana ma questa libertà non ci rende anarchici.Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e le leggi e a proteggere coloro che ricevono offesa. La città è aperta al mondo,nessuno è cacciato. Si può vivere come si vuole,pronti a fronteggiare i pericoli. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari.Un uomo che non si interessa dello Stato è inutile. La felicità è il frutto della libertà e la libertà il frutto del valore e non ci tiriamo indietro di fronte ai pericoli di guerra. Pericle proclama che Atene è la Scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé la prontezza a fronteggiare le situazioni e la fiducia in se stesso.

DEMOCRAZIA E INSEGNAMENTO SOFISTICO

I sofisti si mossero nella democrazia. Tutti gli uomini possiedono la virtù politica. Vivere attivamente in democrazia significa partecipare ad assemblee,prendervi la parola,far valere la propria opinione e quindi possedere un insieme di cognizioni grammaticali,lessicali,sintattiche,stilistiche,letterarie che formano l’ARTE DELL’ELOQUENZA. I sofisti si ritengono sapienti, capaci di rendere gli uomini abili nelle loro faccende, adatti a vivere insieme, capaci di avre la meglio nelle competizioni civili.I sofisti vogliono insegnare, dietro pagamento,tale sapienza al ceto dirigente. La loro creazione fondamentale fu la RETORICA.

CARATTERISTICHE CULTURALI DELLA SOFISTICA

La sofistica è stata definita come una sorta di ILLUMINISMO greco. L’Illuminismo è il movimento culturale sviluppatosi in Europa nel 700 basato sull’uso libero e spregiudicato della ragione.Lo strumento da loro usato fu la critica che non si lasciava arrestare dall’autorità di alcuna tradizione e che voleva svincolare l’uomo da ogni pregiudizio. La sofistica e la cultura ateniese del V sec. hanno un carattere analogo poiché in esse i miti e le credenze della tradizione sono chiaramente criticati e sostituiti con nozioni razionali.Essi aspirano ad una liberazione critica dal passato in nome della ragione. I sofisti riconoscono il valore formativo del sapere e per primi elaborano il concetto occidentale di cultura ( PAIDEIA) ,intesa non come un insieme di conoscenze specialistiche ma come la FORMAZIONE GLOBALE DI UN INDIVIDUO nell’ambito di un popolo. Con la sofistica IL PROBLEMA EDUCATIVO viene in primo piano poiché si ritiene che la virtù non dipende dai natali ma dal sapere.Quindi i sofisti vogliono diffondere lo scibile e renderlo accessibile,agganciandolo alla pratica della vita. I

stanno alla base. Quindi Protagora intenderebbe dire che OGNUNO VALUTA LE COSE SECONDO LA MENTALITA’ DEL GRUPPO SOCIALE CUI APPARTIENE. Ogni interpretazione ha una parte di verità e vanno combinate insieme. L’uomo protagoreo è MISURA DELLE COSE AI VARI LIVELLI DELLA PROPRIA UMANITA’: in primo luogo come SINGOLO,poi come COMUNITA’ o civiltà, infine come SPECIE. Egli giudica delle cose a seconda della propria conformazione psicofisica, dei parametri della società in cui vive,della specie a cui appartiene. Così le cose di cui parla Protagora non sono solo gli oggetti fisici ma anche i valori o i progetti di vita e la realtà tutta.

UMANISMO,FENOMENISMO E RELATIVISMO

La posizione di Protagora è dunque una forma di UMANISMO ( l’uomo è soggetto del discorso o baricentro di giudizio, criterio,regola o ,metro di valutazione), di FENOMENISMO ( noi non abbiamo mai a che fare con la realtà in se stessa ma con il fenomeno,cioè con la realtà come appare a noi ) e di RELATIVISMO CONOSCITIVO E MORALE ( in quanto non esiste una verità assoluta,sciolta dai vari punti di vista, ma ogni verità o ideale o modello di comportamento, è relativa a chi giudica nell’ambito di una certa situazione.) I sofisti amano insistere sulla DIVERSITA’ ed ETEROGENEITA’ dei valori o ideali alla base della convivenza umana.

RELATIVISMO CULTURALE OVVERO MOLTEPLICITA’ DELLE

CREDENZE E DEI COSTUMI

Metà del IV sec. scritto anonimo RAGIONAMENTI DOPPI ci si propone di dimostrare che le stesse cose possono essere buone o cattive,belle o brutte,giuste o ingiuste. Questo scritto è presentato come una SUMMA DELL’INSEGNAMENTO SOFOSTICO.La seconda parte dello scritto espone il RELATIVISMO CULTURALE e dei valori cioè il riconoscimento della disparità dei valori che presiedono alle diverse civiltà umane. Ogni civiltà ha i propri valori che possono differire da un’altra. Ognuno ritiene migliore la legge del proprio paese (=Erodoto).

L’UTILE COME CRITERIO DI SCELTA OVVERO LA RAZIONALITA’

DEBOLE DI PROTAGORA

Il relativismo conoscitivo e morale dei sofisti poteva condurre alla tesi dell’EQUIVALENZA IDEALE DELLE OPINIONI cioè alla dottrina secondo cui, in teoria, TUTTO E’ VERO. Ciò non significa arrivare a una forma di soggettivismo anarchico perché Protagora credeva in un PRINCIPIO DI SCELTA. Ma quale può essere il criterio

della scelta, se non esistono verità teoriche assolute? Protagora rispondeva che, nel vuoto di verità forti,l’unico criterio al quale l’uomo può attenersi è il PRINCIPIO DEBOLE DELL’UTILITA’ PRIVATA E PUBBLICA DELLE CREDENZE.L’utile inteso come il BENE DEL SINGOLO E DELLA COMUNITA’ diventa lo strumento di verifica e di legittimazione delle teorie stesse. Così alla concezione oggettivistica e assolutistica della VERITA’,Protagora sostituisce una concezione umanistico-storicistica,secondo cui la verità è l’umanamente verificato come giovevole,ossia ciò che si è dimostrato storicamente e socialmente utile all’individuo,alla comunità e alla specie. La critica tradizionale ha giudicato questa teoria poco solida perché:-dimentica che per stabilire ciò che è realmente utile bisogna presupporre un criterio di verità, - si risolve in una forma di pragmatismo amoralistico. Oggi si è più cauti. Alla prima obiezione si può rispondere che l’utile protagoreo non implica la NEGAZIONE di qualsiasi criterio di verità ma SOLTANTO DI UN CRITERIO ASSOLUTO. Il fatto che Protagora rifiuti una razionalità forte non esclude l’accettazione da parte sua di una razionalità debole. Alla seconda obiezione si può controbattere che la teoria di Protagora non è la legittimazione di un atteggiamento amoralistico e spregiudicato ,ma l’abbozzo di una concezione della responsabilità dell’uomo di fronte a se stesso e alla società. Inoltre si può scorgere un invito a mettersi d’accordo su ciò che, al di là delle varie credenze o convinzioni ideali,può e deve unire gli individui e i popoli: LA PUBBLICA UTILITA’ e la SOPRAVVIVENZA DELLA SPECIE.

UTILITA’ E POLIS

Il sofista per Protagora è un PROPAGANDISTA DELL’UTILE, un intellettuale che,mediante l’arte della parola,cerca di modificare le opinioni in base al principio dell’utilità. Protagora voleva “rendere migliore il discorso peggiore”, cioè trasformare l’opinione meno utile e più dannosa in una opinione piùutile e proficua. Da qui l’esercizio della retorica che è subordinato a questa funzione politico- educativa. I sofisti diventavano possibili strumenti di potere.Essi ,convincendo sull’utile,rischiavano di legittimare soltanto l’utile dei potenti, trasformandosi in propagandisti delle classi dominanti. Questo aspetto però non vale per la filosofia protagorea che concepiva l’utile e le leggi in prospettiva del BENESSERE COMUNE DELLA POLIS. Solo più tardi Alcuni sofisti teorizzeranno la legge del più forte,ponendosi come ideologi dell’aristocrazia.

particolare di quella struttura metafisica (la natura,il principio) di cui i vari pensatori presofistierano andati alla ricerca. Gorgia vuole chiarire che tale struttura non risulta filosoficamente asseribile. Nella seconda tesi Gorgia afferma che, in ogni caso,se anche una tale struttura (l’essere) esistessa (2 tesi), noi non la potremmo conoscere in quanto per conoscerla,dovremmo presupporre che la nostra mente sia una fotografia esatta della realtà. Ma così non è. Infatti,se pensiamo spesso l’inesistente, ciò significa che il pensiero non rispecchia necessariamente la realtà o che la realtà non si rispecchia necessariamente nel pensiero.In tal modo Gorgia colpisce l’equazione eleatica pensiero=essere,introducendo una frattura tra la mente e le cose. Nella terza tesi si afferma che anche la realtà fosse conoscibile,non sarebbe spiegabile con parole, poiché il linguaggio è altra cosa dalla realtà e non può rivelarla.

LO SCETTICISMO METAFISICO E GNOSEOLOGICO

Le tesi di Gorgia si riferiscono all’essere di cui parlava Parmenide o a quella realtà assoluta chiamata Dio. Un’entità del genere,infatti,secondo le tesi del sofista: o non esiste (1 tesi),o è inconoscibile (2 tesi), o è inesprimibile (3 tesi): la prima affermazione è una NEGAZIONE RADICALE DELL’ESSERE o una PROFESSIONE DI ATEISMO ( se l’essere è Dio) la seconda e la terza tesi si mantengono su un piano di SCETTICISMO o AGNOSTICISMO,METAFISICO E TEOLOGICO oppure sul piano della teoria secondo cui l’uomo non ha strumenti adeguati né per affermare né per negare l’esistenza dell’essere o di Dio. In verità,anche la prima tesi si colloca nell’ambito dello scettismo poiché vuol dire che l’essere o Dio non esiste per noi,cioè non è umanamente e filosoficamente affermabile,pena la caduta nei reticolati logici precedenti. Quindi il messaggio più profondo di Gorgia è lo SCETTICISMO METAFISICO o agnisticismo cioè la persuasione dell’IMPOTENZA UMANA A PARLARE DELL’ESSERE E DELLE STRUTTURE ULTIME DEL REALE.Si ha la distruzione di ogni possibile metafisica,cosmologia o teologia e nella sfiducia completa nelle possibilità conoscitive della nostra mente. Con Gorgia si ha la prima messa in discussione della metafisica da parte del pensiero occidentale. Anche il pensiero e il linguaggio perdono ogni valore (scetticismo gnoseologico):per Gorgia se nulla è vero,cioè dimostrabile come tale,allora TUTTO E’ FALSO. Mentre in Protagora abbiamo ancora un criterio di verità, cioè l’utile (ciò che giova all’uomo), in Gorgia non troviamo più

alcun criterio. L’unica cosa che conta, in assenza di qualsiasi verità o certezza, è la potenza del LINGUAGGIO,inteso come FORZA AMMALIATRICE CHE PERMETTE IL DOMINIO DEGLI STATI D’ANIMO,poiché riesce a calmare la paura e ad eliminare il dolore, a suscitare la gioia e ad aumentare la pietà. Da ciò la celebrazione gorgiana della retorica.

LA VISIONE TRAGICA DELLA VITA

Gorgia ha una concezione tragica del reale. Mentre i filosofi precedenti e seguenti (Platone e Aristotele) vedono nella vita e nell’essere una vicenda dominata dal logos,cioè dalla ragione, Gorgia sembra ritenere che l’ESISTENZA sia QUALCOSA DI FONDAMENTALMENTE IRRAZIONALE E MISTERIOSO. Egli crede che le azioni dell’uomo non siano rette dalla logica e dalla verità ma dalle CIRCOSTANZE,dalla MENZOGNA, dalle PASSIONI e da un IGNOTO DESTINO. Che fa sì che l’uomo sia un essere incolpevole e determinato, essendo sempre in preda a qualcosa che li suoera e li tiene in pugno. Questo è il senso esistenziale affermato nel famoso ENCOMIO DI ELENA quando sostiene che la bella di Troia fece ciò che fece o per volere del caso e volere degli dei e decreto di necessità, o rapita per forza o convinta per discorsi o presa d’amore.In ogni caso Elena è senza colpa poiché se la sua volontà è stata soggiogata da tali forze, la sua psiche non è colpevole. Gorgia è consapevole della fragilità e della nullità umana ed esprime il sentimento tragico dell’esistenza che condivide con i tragediografi greci.

L’UOMO,LA STORIA E LE TECNICHE

CIVILTA’ E PROGRESSO

I sofisti hanno una teoria della civilta’ che riflette un nuovo modo di considerare l’uomo. Nel V sec. si diffonde una nuova dottrina della storia come progresso, cercando di analizzare le origini dell’uomo al di là del mito e di spiegarne l’emergere dall’animalità primitiva e il faticoso costruirsi in società mediante le tecniche e le leggi. Secondo Protagora,l’uomo si differenzia dagli animali e supera le sue debolezze entrando in società e creando le TECNICHE cioè quell’INSIEME DI ARTI ( dall’agricoltura all’urbanistica) MEDIANTE LE QUALI TRASFORMA IL MONDO CIRCOSTANTE a proprio vantaggio. Ma le tecniche da sole non sarebbero sufficienti a garantire la sopravvivenza sociale dell’uomo, se non ci fosse quella TECNICA DI TUTTE LE TECNICHE che è la POLITICA ,ossia l’ARTE DI VIVERE INSIEME NELLA CITTA’.

I SOFISTI E LA RELIGIONE In PROTAGORA= AGNOSTICISMO RELIGIOSO cioè Dio non è razionalmente affermabile o negabile poiché non si possiedono strumenti mentali adeguati per ammetterne o escluderne l’esistenza. PRODICO DI CEO= divino è ciò che serve alla vita. Gli dei sono proiezioni dell’utile e del vantaggioso,sottintendono l’ipotesi di un’origine umana del fenomeno religioso. CRIZIA= denuncia del carattere strumentale della religione,inventata e utilizzata dai potenti come strumento di controllo. Gli dei sono invenzioni dei governanti,strumento di oppressione e controllo dei sudditi. SOFISTI= rottura della visione sacrale dell’esistenza propria della Grecia antica,umanismo fondato sulla consapevolezza che l’uomo è colui che costruisce il suo mondo,forma una società,amministra la città,dà nuove leggi.

IL PROBLEMA DELLE LEGGI

LE LEGGI E L’UOMO nel contesto dell’umanismo filosofico nasce la questione filosofica sulle leggi Anticamente si credeva che le leggi fossero decreti degli dei.I sofisti ne proclamano l’origine tutta umana. Già con l’avvento della democrazia ateniese la vecchia concezione religiosa delle leggi era entrata in crisi e si era presi coscienza del carattere umano e sociale delle norme. Quindi cosa obbliga a rispettare le leggi? Protagora dice che l’uomo diventa tale solo entrando in società e inventando le tecniche. Ma la società non può esistere senza quegli insiemi di regole che sono le leggi e senza quella tecnica della coesistenza che è la politica. Pur non derivando dagli dei e pur essendo una invenzione umana,le leggi devono essere rispettate perché SENZA DI ESSE NON CI SAREBBE LA SOCIETA’ E QUINDI NEPPURE L’UOMO. LE LEGGI E LA NATURA se in Protagora esiste una continuità tra natura e legge ( in quanto l’uomo,attraverso la società,realizza la propria natura e il proprio utile), nei sofisti dopo di lui troviamo l’idea di un’antitesi tra questi 2 termini. IPPIA DI ELIDE distingue tra la LEGGE NATURALE IMMUTABILE, valida in ogni paese e nello stesso modo, e LEGGE UMANA MUTEVOLE. Ippia preferisce la prima perché unisce gli uomini al di là dello spazio e del tempo,mentre la seconda li divide e li tiranneggia. Da questa distinzione egli deriva un ideale di cosmopolitismo e di uguaglianza,presente anche in Democrito, che è una novità per il mondo greco e per la civiltà antica.

ANTIFONTE fa un passo verso la totale dissacrazione delle leggi. Egli ritiene VERA SOLO LA LEGGE DI NATURA mentre quella umana opinabile o addirittura falsa. La legge di natura si identifica con la SPINTA VERSO IL GIOVEVOLE E VERSO LA CONCORDIA, cioè con valori che la legge della città, in quanto opprime l’individuo o lo mette contro i suoi simili,tende a ridurre a zero. Antifonte riprende le idee cosmopolite di Ippia, affermando, contro ogni pregiudizio, la NATURALE UGUAGLIANZA TRA GLI UOMINI.

LE LEGGI E I POTENTI

TRASIMACO DI CALCEDONIA afferma che la pretesa GIUSTIZIA è in realtà UNA MASCHERA CHE NASCONDE GLI INTERESSI DEI POTENTI. Essa è “l’utile del più forte” e le leggi sono solo degli strumenti che i gruppi al potere usano per tutelare i propri interessi. CRIZIA condivide le idee di Trasimaco. Anche per lui le LEGGI sono solo PARAVENTI MEDIANTE I QUALI I POTENTI TUTELANO I PROPRI INTERESSI e hanno inventato il timore degli dei per farle rispettare. CALLICLE sostenne che la legge di natura deve identificarsi con IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE e che le LEGGI CIVILI sono solo dei MEZZI DI DIFESA INVENTATI DAI DEBOLI PER SALVAGUARDARSI DAI POTENTI. Quindi i deboli avrebbero cercato di difendersi con la mediazione della politica e delle leggi. LICOFRONE e ALCIDAMANTE hanno una posizione opposta. Sulla scia di Altofonte,essi approfondiscono il tema dell’uguaglianza e affermano che anche la divisione tra uomini liberi e schiavi è dovuta a un arbitrio convenzionale,in quanto TUTTI GLI UOMINI SONO UGUALI PER NATURA. Una delle eredità più preziose della sofistica fu la distinzione tra leggi di natura ( non scritte) e leggi umane (scritte) poiché è una teoria che darà le basi alla filosofia giuridica occidentale a alle moderne Dichiarazioni dei diritti dell’uomo.

L’ARTE DELLA PAROLA

I sofisti scoprirono l’importanza della parola e dell’arte della RETORICA. Nei loro discorsi, essi facevano ricorsosia alla MACROLOGIA, il discorso lungo ossia il monologo retorico, sia alla BRACHILOGIA, il discorso breve ossia il dialogo. Il DISCORSO LUNGO doveva essere ben articolato sia per dare adeguate spiegazioni, sia per prevenire possibili obiezioni. Gorgia lo usò nelle sue opere.

possibilità di argomentarla in modo formalmente ineccepibile. Invece la dialettica platonica sarà interessata anche alla verità dei discorsi. In realtà,c’era attenzione nei confronti dei contenuti delle argomentazioni e i sofisti sostenevano la necessità di possedere tutte le nozioni utili per discutere in modo appropriato dei vari argomenti.

IL PROBLEMA DEL LINGUAGGIO

I sofisti celebrarono l’importanza della parola e studiarono i rapporti tra linguaggio e realtà e verità. Per gli antichi filosofi il linguaggio era collegato con la realtà. “pensiero=essere=verità”. Con i sofisti esplode la crisi circa il rapporto tra il linguaggio da un lato e la verità e la realtà dall’altro.Se la tecnica antilogica praticata da Protagora non rompeva totalmente la connessione linguaggio-realtà, con la retorica di Gorgia la struttura essere-pensiero-linguaggio si spezza completamente. La parola perde ogni potere rivelativo nei confronti della realtà e della verità e si rende autonoma. Ciò aumenta la sua importanza e potenza: LA PAROLA E’ TUTTO E PUO’ TUTTO. Con Gorgia la retorica si trasforma dall’arte del ben parlare in ARTE DELLA SUGGESTIONE E DELLA PERSUASIONE e la politica tende a ridursi a retorica. Ci si chiedeva se il linguaggio fosse natura o convenzione,quindi se il linguaggio avesse un’origine naturale,capace di spiegare la connessione tra parola significante e cosa significata, oppure se esso fosse convenzionale e quindi del tutto autonomo rispetto alla realtà. Tra i sofisti che si occuparono di questo ci fu Prodico Di Ceo che accettò l’autonomia e convenzionalità del linguaggio (confermata dall’esistenza dei sinonimi,termini differenti che si riferiscono a uno stesso oggetto) ma non escluse una connessione con la realtà (dimostrata dall’etimologia delle parole). Si passò da una fase acritica di questo problema filosofico (fondata sull’identità tra i 2 termini) alla fase critica ( consapevolezza della problematicità del loro rapporto).

CRISI DELLA SOFISTICA

Con la seconda generazione dei sofisti (IV sec.) si assiste alla crisi e alla dissoluzione del movimento. La sofistica diventa pura eristica cioè l’arte di avere la meglio, nelle discussioni, sulle affermazioni dell’avversario,confutandole senza alcun riguardo per la loro verità o falsità concettuale. Essa diventa virtuosismo verbale fine a se stesso. Ciò portò a un impoverimento della filosofia che si trasforma in retoricaContro tale degenerazione si pronunceranno Platone e Aristotele.