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Sofocle: Vita e Opere di un Tragico Greco, Appunti di Greco

Biografia e produzione letteraria di sofocle, un famoso tragediografo greco nativo di colono, attica. Le poche notizie sulla sua vita sono raccolte insieme ai dettagli sulla sua formazione, le sue opere e le sue cariche pubbliche. Le opere di sofocle, che comprendono 7 tragedie intere, frammenti e versi di un dramma satiresco, sono ispirate dalle epopee mitiche greche e mostrano l'interesse del poeta per la sfida dell'uomo contro i propri limiti. Le tragedie di sofocle presentano temi come l'instabilità del destino, la solitudine e la contrapposizione di debolezza e scelte estreme.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 15/03/2021

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Sofocle!
Vita !
Nasce a Colono, in Attica nel 497/496 a.C. (fonte: marmor parium);!
Muore nel 406/405 a.C. (fonte: “Le rane” di Aristofane).!
Abbiamo pochissimi e incerti dati sulla sua vita.!
Nasce da una famiglia altolocata, grazie alla quale persegue gli studi con molte lezioni di musica e
di attività ginnica.!
Grazie alla sua formazione nel 480 a.C. venne scelto per guidare il peana in occasione della
vittoria di Salamina. !
Superati i suoi 50anni compone le tragedie giunte fino a noi e ricopre diverse cariche pubbliche,
grazie anche all’entourage di Pericle.!
443/442 a.C. è membro del collegio degli ellenotami, incaricati di amministrare il tesoro della lega
Delio-attica.!
441/440 a.C. è stratego con Pericle e partecipa alla repressione della rivolta di Samo.!
415-413 a.C. è membro della commissione del pròbuloi, che dovevano riorganizzare la politica
ateniese dopo la fallimentare campagna di Sicilia.!
Nei suoi ultimi anni di vita, suo figlio Iofonte, lo cita in giudizio per dimostrare la sua incapacità di
gestire gli aari, in questa occasione, Sofocle, ancora lucido, si difende recitando a memoria il
canto in lode di Atene contenuto nell’ultima delle sue tragedie, l’Edipo a Colono.!
Produzione letteraria!
Non sappiamo con esattezza a quanto ammontasse il totale delle sue opere.!
Secondo una fonte del III secolo a.C. erano 130, o, 123 (delle quali 17 spurie).!
Sono giunte a noi 7 tragedie intere, diversi frammenti e 450 versi di un dramma satiresco (icneutài,
i cercatori di tracce).!
Le fonti ci dicono che vinse gli agoni teatrali tra le 18 e le 24 volte, arrivando a volte secondo, ma
mai terzo.!
I titoli delle opere a noi pervenute ci rivelano l’interesse del poeta verso le più importanti epopee
mitiche della grecità: 3 traggono ispirazione dalla saga tebana dei Labdacidi, 3 da quella troiana e
una (le trachinie) dal mito di Eracle.!
Alcuni titoli a noi pervenuti sembrano essere di drammi satireschi. !
Recenti scoperte hanno aggiunto informazioni riguardo a due drammi satireschi: l’inaco e i
cercatori di tracce.!
Grande conoscitore del mito, tiene presente nella stesura delle sue opere anche suoi predecessori
e contemporanei come Pindaro, Eschilo ed Erodoto.!
Sebbene le tragedie abbiano già una loro saga di provenienza, non è dicile che l’autore al loro
interno rimandi a saghe esterne (Illo va a cercare suo padre come Telemaco nell’odissea).!
Presenti molte considerazioni sull’instabilità del destino dell’uomo e sull’incapacità di giudicarne
la vita fin quando essa non è giunta al termine; queste riflessioni sono la trama sottile delle
tragedie.!
I personaggi sanno che è inutile lottare contro il destino e quando esso si compie ne acquisiscono
tragica consapevolezza.!
L’uomo è immensamente grande nella sua fragilità; sebbene sia artefice del progresso, è costretto
da dei limiti invalicabili. !
Questa sfida dell’uomo contro i propri limiti emerge soprattutto nei canti corali.!
Questi convincimenti sono rappresentati dalle immagini molto ricorrenti dell’uomo come cenere,
fantasma o ombra vana.!
La grandezza dell’eroe sofocleo si realizza nell’accettazione del proprio destino di soerenza.!
Viene quindi presentata una nuova forma di eroismo, caratterizzata dall’abbinamento ossimorico
grandezza/fragilità. !
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Scarica Sofocle: Vita e Opere di un Tragico Greco e più Appunti in PDF di Greco solo su Docsity!

Sofocle Vita Nasce a Colono, in Attica nel 497/496 a.C. (fonte: marmor parium); Muore nel 406/405 a.C. (fonte: “Le rane” di Aristofane). Abbiamo pochissimi e incerti dati sulla sua vita. Nasce da una famiglia altolocata, grazie alla quale persegue gli studi con molte lezioni di musica e di attività ginnica. Grazie alla sua formazione nel 480 a.C. venne scelto per guidare il peana in occasione della vittoria di Salamina. Superati i suoi 50anni compone le tragedie giunte fino a noi e ricopre diverse cariche pubbliche, grazie anche all’entourage di Pericle. 443/442 a.C. è membro del collegio degli ellenotami, incaricati di amministrare il tesoro della lega Delio-attica. 441/440 a.C. è stratego con Pericle e partecipa alla repressione della rivolta di Samo. 415-413 a.C. è membro della commissione del pròbuloi, che dovevano riorganizzare la politica ateniese dopo la fallimentare campagna di Sicilia. Nei suoi ultimi anni di vita, suo figlio Iofonte, lo cita in giudizio per dimostrare la sua incapacità di gestire gli affari, in questa occasione, Sofocle, ancora lucido, si difende recitando a memoria il canto in lode di Atene contenuto nell’ultima delle sue tragedie, l’Edipo a Colono. Produzione letteraria Non sappiamo con esattezza a quanto ammontasse il totale delle sue opere. Secondo una fonte del III secolo a.C. erano 130, o, 123 (delle quali 17 spurie). Sono giunte a noi 7 tragedie intere, diversi frammenti e 450 versi di un dramma satiresco (icneutài, i cercatori di tracce). Le fonti ci dicono che vinse gli agoni teatrali tra le 18 e le 24 volte, arrivando a volte secondo, ma mai terzo. I titoli delle opere a noi pervenute ci rivelano l’interesse del poeta verso le più importanti epopee mitiche della grecità: 3 traggono ispirazione dalla saga tebana dei Labdacidi, 3 da quella troiana e una (le trachinie) dal mito di Eracle. Alcuni titoli a noi pervenuti sembrano essere di drammi satireschi. Recenti scoperte hanno aggiunto informazioni riguardo a due drammi satireschi: l’inaco e i cercatori di tracce. Grande conoscitore del mito, tiene presente nella stesura delle sue opere anche suoi predecessori e contemporanei come Pindaro, Eschilo ed Erodoto. Sebbene le tragedie abbiano già una loro saga di provenienza, non è difficile che l’autore al loro interno rimandi a saghe esterne (Illo va a cercare suo padre come Telemaco nell’odissea). Presenti molte considerazioni sull’instabilità del destino dell’uomo e sull’incapacità di giudicarne la vita fin quando essa non è giunta al termine; queste riflessioni sono la trama sottile delle tragedie. I personaggi sanno che è inutile lottare contro il destino e quando esso si compie ne acquisiscono tragica consapevolezza. L’uomo è immensamente grande nella sua fragilità; sebbene sia artefice del progresso, è costretto da dei limiti invalicabili. Questa sfida dell’uomo contro i propri limiti emerge soprattutto nei canti corali. Questi convincimenti sono rappresentati dalle immagini molto ricorrenti dell’uomo come cenere, fantasma o ombra vana. La grandezza dell’eroe sofocleo si realizza nell’accettazione del proprio destino di sofferenza. Viene quindi presentata una nuova forma di eroismo, caratterizzata dall’abbinamento ossimorico grandezza/fragilità.

L’eroismo passa dalla propria realizzazione plateale a quella individuale (con un percorso verso la consapevolezza, la scelta della morte o dell’accecamento). Nei personaggi Sofoclei, che sono portatori di caratteristiche tra loro contrapposte, troviamo reminiscenza di una visione arcaica ancora presente in Pindaro, seppure con una fiducia rinnovata nell’essere umano, che abbandona definitivamente la concezione eroica dell’epica. Il concetto di colpa non è univoco, ciò fa quindi pensare Sofocle ad una coincidenza di colpa e innocenza nella stessa persona. L’uomo sofocleo si caratterizza per il conflitto con l’ambiente circostante che ne acuisce la solitudine. Questo conflitto si manifesta anche nella contrapposizione si scelte e sentimenti che animano i personaggi. Il contrasto tra debolezza e scelte estreme è ancora più efficace quando si tratta di questioni coma la gestione del potere, gli affetti familiari ed il rispetto per i morti. I personaggi hanno una nuova levatura: la solitudine che nasce dalla consapevolezza della loro diversità. La divinità in Sofocle è una presenza costante, che richiede un rispetto indiscusso e parla attraverso l’oracolo di Apollo. La volontà del dio non è immediatamente comprensibile. Nonostante il difficile rapporto con le divinità in Sofocle è tangibile un forte sentimento religioso. L’uomo cade in rovina nel momento in cui pensa di trionfare, mettendo in risalto la propria ignoranza. Il dio è misura di tutte le cose, contrariamente alla contemporanea visione sofistica che metteva l’uomo al cento di tutto. I protagonisti delle tragedie, sebbene non siano colpevoli o non lo siano diventati consapevolmente, devono soffrire, non c’è posto per una giustificazione del dolore, ma solo per l’accettazione. Anche l’ambientazione è particolare, di solito una reggia o un campo di battaglia, solo nell’Edipo a Colono l’ambientazione è un bosco sacro da cui si scorge in lontananza Atene (sovrapposizione di luogo scenico e luogo reale). La realtà democratica non limita la possibilità di discutere del potere politico, dei suoi eccessi e dei suoi limiti. Attraverso il teatro la città può riflettere sul suo passato aristocratico, riguardo le divinità, sulla politica contemporanea e sui nuovi valori etici. Abbiamo poco informazioni sui caratteri della drammaturgia Sofocle: ha portato i coreuti da 12 a 15, ha usato il terzo attore e ha introdotto una scenografia dipinta; ciò ci fa capire un’evoluzione nell’organizzazione dello spettacolo. Scarso ricorso da parte di Sofocle alla presenza della divinità sulla scena, alle scene di massa e al deus ex machina. Abbandona inoltre l’uso della trilogia legata, usata solamente per il mio di Telefo. Per il resto delle opere si concentra sul destino di un personaggio. È quindi significativa la ripresa a distanza di tempo della stessa saga mitica. Alcune tragedie presentano la struttura a dittico, caratterizzata da doppia vicenda e doppio personaggio, come l’Aiace, in cui dopo la morte del protagonista la vicenda si basa sul fratellastro Teucro. Quest’attenzione verso un solo personaggio si desume anche dalle scelte espressive (frequente rheseis, interazione tra i personaggi…) L’insieme dei canti corali formano una riflessione sulla vicenda e sui suoi significati. È frequente l’uso dell’ironia tragica; l’inconsapevolezza degli uni e la cognizione degli altri fanno in modo che le parole acquisiscano una doppia valenza e sortiscano un effetto pregnante e straniante. La grandezza dell’autore sta anche nella selezione dei modelli, tra i quali Omero, soprattutto per la scelta dei miti trattati.