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Sofocle (da Kosmos di G. Guidorizzi), Appunti di Greco

vita, poetica, Aiace, Antigone, Edipo Re, Filottete

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 10/06/2019

franzdnpapa
franzdnpapa 🇩🇪

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SOFOCLE
VITA
496 nasce a Colono da una famiglia agiata
480 conduce il peana in occasione della vittoria a Salamina
è stratega e sacerdote, introduce ad Atene il culto di Asclepio
406 muore ad Atene
POETICA
Viene considerato, assieme a Fidia, il maggiore esponente del classicismo attico.
La sfera soprannaturale non appare sulla scena, come in Eschilo, e risulta misteriosa e indecifrabile.
Il divino opera nel destino umano in un modo incomprensibile per I mortali, secondo un progettoche
riomane segreto; è per questo che gli eroi sofoclei soffrono e muoiono ingiustamente, senza una
chiara ragione.
In qualità di polites dell’Atene democratica, Sofocle fa proprio il dibattito sul rapporto tra libertà
individuale e autorità dello Stato ed accogli stimoli dalle nuove forme culturali, quali la sofistica e la
retorica.
L’eroe sofocleo è il primo personaggio “moderno” della storia della letteratura e presenta specifiche
caratteristiche. È un personaggio isolato, di una statura superiore a quella di tutti gli altri personaggi
sulla scena, condizione che gli deriva dalla sua saldissima forza morale e dalla profonda conoscenza
della vita e del dolore, di fronte al quale è sempre posto da solo e indifeso. Quelle di Sofocle non
possono più essere tragedie collettive come già quelle eschilee: il fuoco dell’azione si concentra
sempre su un individuo, che con il suo titanismo esprime tutta la sofferenza che è essenziale
all’umanità, contrapponendosi ad un mondo di dei sereni che paiono quasi indifferenti al destino dei
mortali.
Questa coscienza della natura umana tipica dell’eroe tragico viene acquisita a poco a poco e prende
forma nel momento della metabolé, cioè nel mutamento profondo che investe il protagonista nel
momento in cui realizza di non potersi opporre ad un destino di sofferenza. Se I personaggi di
Eschilo devono attraversare il dolore per comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato, la poetica di
Sofocle si basa sulla presa di consapevolezza riguardo all’ineluttabilità del dolore (è quasi un mathei
pathos).
Lo stile di Sofocle abbandona le vette raggiunte da Eschilo, preferendo una tono medio e un stile
fluido, ma denso, riservando alle parti corali l’espressione di aulici lirismi.
AIACE
Aiace vuole vendicarsi perché I capi dell’esercito acheo hanno assegnato le armi di Achille ad
Odisseo anziché a lui e decide di far strage di uomini; Atena gli ottenebra la mente e Aiace uccide
dei capi di bestiame, convinto che siano eroi achei. Ancora delirante, la dea lo mostra al suo protetto
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SOFOCLE

VITA

  • 496 nasce a Colono da una famiglia agiata
  • 480 conduce il peana in occasione della vittoria a Salamina
  • è stratega e sacerdote, introduce ad Atene il culto di Asclepio
  • 406 muore ad Atene

POETICA

  • Viene considerato, assieme a Fidia, il maggiore esponente del classicismo attico.
  • La sfera soprannaturale non appare sulla scena, come in Eschilo, e risulta misteriosa e indecifrabile. Il divino opera nel destino umano in un modo incomprensibile per I mortali, secondo un progettoche riomane segreto; è per questo che gli eroi sofoclei soffrono e muoiono ingiustamente, senza una chiara ragione.
  • In qualità di polites dell’Atene democratica, Sofocle fa proprio il dibattito sul rapporto tra libertà individuale e autorità dello Stato ed accogli stimoli dalle nuove forme culturali, quali la sofistica e la retorica.
  • L’eroe sofocleo è il primo personaggio “moderno” della storia della letteratura e presenta specifiche caratteristiche. È un personaggio isolato, di una statura superiore a quella di tutti gli altri personaggi sulla scena, condizione che gli deriva dalla sua saldissima forza morale e dalla profonda conoscenza della vita e del dolore, di fronte al quale è sempre posto da solo e indifeso. Quelle di Sofocle non possono più essere tragedie collettive come già quelle eschilee: il fuoco dell’azione si concentra sempre su un individuo, che con il suo titanismo esprime tutta la sofferenza che è essenziale all’umanità, contrapponendosi ad un mondo di dei sereni che paiono quasi indifferenti al destino dei mortali.
  • Questa coscienza della natura umana tipica dell’eroe tragico viene acquisita a poco a poco e prende forma nel momento della metabolé , cioè nel mutamento profondo che investe il protagonista nel momento in cui realizza di non potersi opporre ad un destino di sofferenza. Se I personaggi di Eschilo devono attraversare il dolore per comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato, la poetica di Sofocle si basa sulla presa di consapevolezza riguardo all’ineluttabilità del dolore (è quasi un mathei pathos ).
  • Lo stile di Sofocle abbandona le vette raggiunte da Eschilo, preferendo una tono medio e un stile fluido, ma denso, riservando alle parti corali l’espressione di aulici lirismi.

AIACE

  • Aiace vuole vendicarsi perché I capi dell’esercito acheo hanno assegnato le armi di Achille ad Odisseo anziché a lui e decide di far strage di uomini; Atena gli ottenebra la mente e Aiace uccide dei capi di bestiame, convinto che siano eroi achei. Ancora delirante, la dea lo mostra al suo protetto

Odisseo. Quando Aiace rinsavisce decide di uccidersi per la vergogna. Dopo la sua morte si compie un agone tra chi vuole rendergli gli onori funebri (il fratello Teucro e Odisseo) e chi preferirebbe lasciarlo insepolto (Agamennone e Menelao). Alla fine, Aiace viene sepolto in modo onorevole.

  • È la più antica tragedia sofoclea conservatae presenta ancora tratti piuttosto arcaici sia nello stile sia nella definizione dei personaggi.
  • La seconda parte della tragedia presenta numerosi elementi d’interesse. Si tratta di un agone tragico di cui Aiace è protagonista, anche da morto, con il suo passato di imprese eroiche e viene affrontato uno dei valori fondanti della grecità come la sepoltura. Teucro e Odisseo si fanno portavoce di una visione del mondo ancora tradizionale, iliadica, mentre Agamennone e Menelao rappresentano i politicanti che mirano all’utile più che al bene e premettono le leggi al buon senso su cui si fonda l’ ethos tradizionale.
  • Il personaggio di Aiace è, in tutto e per tutto, un eroe omerico, fedelissimo ai principi della cultura della vergogna, al senso dell’onore, alla morale pubblica e alla competitività della società arcaica. Per questo motivo, da un lato appare più vicino alla statuarietà dei personaggi eschilei che agli altri eroi sofoclei, ma dall’altro giganteggia su tutti gli altri personaggi della tragedia, che appaiono mediocri in confronto alla sua salda moralità e coerenza.
  • Sullo sfondo c’è il tema, ancora una volta arcaico, della hybris , ma Sofocle dimostra una certa simpatia nei confronti di un eroe così grande e infelice e pone l’accento sulla precarietà della sorte umana.

ANTIGONE

  • Creonte, fratello di Giocasta e reggente di Tebe, vuole che il corpo di Polinice sia lasciato insepolto. Antigone, sorella del defunto, decide di andare contro l’editto e, una volta scoperta, riafferma la giustezza della sua azione. Nonostante le suppliche del figlio Emone, promesso sposo della ragazza, Creonte ordina che Antigone venga sepolta viva in una caverna. Quando, su avvertimento di Tiresia, Creonte cambia idea e vuole liberarla è ormai troppo tardi: Antigone si è impiccata ed Emone si uccide sotto gli occhi del padre, portando al suicidio anche la madre Euridice. Creonte, quindi, rimane privo di tutti gli affetti.
  • Il dramma porta sulla scena il conflitto tra Stato e famiglia, tra legge oggettiva e legge interiore.
  • Antigone sacrifica la sua vita all’imperativvo morale della sepoltura, compie un atto che è insieme religioso e sociale, contravvenendo alle leggi e andando incontro, consapevolmente, alla rovina.
  • Creonte, che può apparire nobile tanto quanto Antigone, sacrifica le persone più care e condanna a morte la nipote per imporre la sovranità del diritto pubblico sulla sfera degli affetti e, alla fine della tragedia, è lui la vera “vittima”, proprio lui che era apparso carnefice, ma che a ben guardare non era che un governante con il dovere di far applicare le leggi oggettive della polis , anche qualora entrassero in conflitto con altri sistemi di valori.
  • La philia assume per I due personaggi valori diversi: per Creonte è un vincolo di lealtà che lega individui diversi, per Antigone è il legame di sangue.
  • Nella scena iniziale Antigone si confronta con la sorella Ismene e si profilano due diversi atteggiamenti nei confronti dell’autorità costituita: quello di ribellione e quello di cieca obbedienza. La ribellione di Antigone ha molte componenti: è anzitutto ribellione contro una legge ingiusta, che va contro il buon senso e la legge interiore dell’affetto per un familiare; è ribellione dei valori
  • Filottete è stato abandonato a Lemno dagli Achei che non volevano contaminarsi con la sua ferita. Per espugnare Troia, però, serve l’arco dell’eroe; Odisseo e Neottolemo si recano a Lemno per appropriarsene con l’inganno. Neottolemo finge di aver abbandonato la spedizione e cerca di avvicinarsi a Filottete, ma tra I due si stabilisce una corrente di simpatia. Così, quando giunge la notizia dell’arrivo di Odisseo, Filottete affida l’arco al suo nuovo amico, che esita a compiere un piano così subdolo ai danni di un povero malato. Odisseo, intransigente e spietato, si appropria dell’arco,ma Neottolemo riesce a sottrarglielo e a riportarlo a Filottete, con cui si avvia verso la nave. L’intervento di Eracle ex machina , decisivo per lo scioglimento dell’azione, fa sì che anche Filottete si imbarchi per Troia, dove la sua ferita verrà curata.
  • Tempo e spazio assumono nella tragedia un significato particolare. Il tempo di Filottete è il tempo vuoto di chi è invecchiato, consumandosi nella vana attesa di un futuro eroico che non sarebbe mai arrivato, e non ha vissuto come gli altri eroi che, proprio mentre lui stava lì su quell’isola, hanno scritto la storia. Lo spazio è quello della natura ostile descritta dalla sofistica e costituisce un ulteriore elemento di isolamento dell’eroe dal resto del mondo e della Storia.
  • Neottolemo è il prototipo del giovane inesperto che, dopo essere stato manipolato da altri, matura una propria valutazione dei fatti e sceglie di agire di conseguenza, non senza attraversare una fase di dubbio e incertezza, che risulta anzi costitutiva di un simile personaggio.
  • Odisseo, presentato sotto una luce estremamente negativa, è il simbolo del politico senza scrupoli, pronto a calpestare la morale pur di raggiungere il suo obiettivo. A ben guardare, però, è Sofocle a muovere una critica contro chi è disposto a ingannare per il bene comune, facendosi portavoce della “ragion di Stato”.
  • Questa tragedia è rappresentativa, ancora una volta, delle posizioni politiche conservatrici e tradizionaliste dell’autore e della sua critica verso I politici della fine del Vsecolo.