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SOFOCLE - schema riassuntivo, Sintesi del corso di Letteratura Greca

schema su Sofocle, per esame di letteratura greca

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 24/12/2020

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SOFOCLE
Nato da agiata famiglia nel demo di Colono, ad Atene. A circa 16 anni fu
scelto per guidare un coro di giovinetti che intonò il peana di
ringraziamento per la vittoria in Salamina. Ricopri numerose cariche
pubbliche tra cui: fu tesoriere della Lega delio-attica, stratego e prese
parte al comitato di commissari speciali. Fu eroizzato con il nome di
DEXION “colui che ospita” per avere accolto in casa sua la statua di
Ascelpio.
Scrisse circa 120 dammi, ma solo
sette ci sono giunti interi, tra cui
ricordiamo l’Edipo re e l’Edipo a
Colono.
Sofocle introdusse nella tragedia due
grandi novità:
- Il terzo attore, TRITAGONISTA.
Può darsi che anche Eschilo ritenesse opportuno adottare
questa innovazione.
- Abbandono della trilogia unitaria in favore della
TRILOGIA SLEGATA, con Sofocle diverrà una vera e
propria regola.
Ciò permette di avere più liberta nell’approfondimento
psicologico dei personaggi.
Sofocle come Eschilo non crede alle
rappresentazioni omeriche del divino,
ma alla giustizia del loro agire.
Per Eschilo il singolo fa tutt’uno con il genos, nello stesso
modo in cui una mano o un piede fanno tutt’uno con un
corpo.
Nell’Edipo re sofocleo invece, Edipo è un uomo retto disceso
da una stirpe infame. Ma in Sofocle l’unità fra individuo e
genos si è indebolita. Vengono prima di tutto gli atti
individuali. Nell’Edipo re non si spiegano razionalmente le
pene inflitte, ma bisogna avere fede in Dike divina e nel
disegno superiore, nonostante risultino misteriosi.
L’importante, nella visione sofoclea, è il
principio delfino della SOPHROSYNE,
del
senso del limite, che prescrive all’uomo di
non pretendere mai di sapere più di
quanto la condizione umana gli
PERSONAGGI.
Le vittime degli dèi nel teatro di Sofocle, sono uomini
pieni di risorse e di fiducia in sé stessi. Rappresentano
l’umanità nelle sue espressioni più alte, eppure sono
loro i primi ad essere colpiti, per dimostrare che ciò
che per loro è il sommo, per gli dèi non vale nulla.
Alcuni personaggi affrontano momenti di
debolezza ma restano uguali nel corso del
dramma, ad esempio: Elettra, Aiace e
Antigone.
Esistono poi personaggi in cui il mutamento
è
strutturale, cioè personaggi che nel
mutamento realizzano una quota significativa
della loro vitalità artistica. Nell’Edipo re, Edipo
si presenta sulla scena come un sovrano
attento salvo poi abbandonarsi ad un’ira
scomposta contro Creonte e Tiresia, un
sacerdote.
STILE E LINGUA.
Considerato un punto mediano tra lo stile possente di Eschilo e quello
intellettualistico euripideo, tra teatro povero di azione e ricco di situazioni
artificiose e illogiche. Per Aristotele l’Edipo re è un vero e proprio capolavoro, in
cui gli eventi si dispongono in incastri perfetti in un incessante alternarsi di
speranza e frustrazione, sollievo e angoscia.

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SOFOCLE

Nato da agiata famiglia nel demo di Colono, ad Atene. A circa 16 anni fu scelto per guidare un coro di giovinetti che intonò il peana di ringraziamento per la vittoria in Salamina. Ricopri numerose cariche pubbliche tra cui: fu tesoriere della Lega delio-attica, stratego e prese parte al comitato di commissari speciali. Fu eroizzato con il nome di DEXION “colui che ospita” per avere accolto in casa sua la statua di Ascelpio. Scrisse circa 120 dammi, ma solo sette ci sono giunti interi, tra cui ricordiamo l’Edipo re e l’Edipo a Colono. Sofocle introdusse nella tragedia due grandi novità :

  • Il terzo attore, TRITAGONISTA. Può darsi che anche Eschilo ritenesse opportuno adottare questa innovazione.
  • Abbandono della trilogia unitaria in favore della TRILOGIA SLEGATA, con Sofocle diverrà una vera e propria regola. Ciò permette di avere più liberta nell’approfondimento psicologico dei personaggi. Sofocle come Eschilo non crede alle rappresentazioni omeriche del divino , ma alla giustizia del loro agire. Per Eschilo il singolo fa tutt’uno con il genos, nello stesso modo in cui una mano o un piede fanno tutt’uno con un corpo. Nell’Edipo re sofocleo invece, Edipo è un uomo retto disceso da una stirpe infame. Ma in Sofocle l’unità fra individuo e genos si è indebolita. Vengono prima di tutto gli atti individuali. Nell’Edipo re non si spiegano razionalmente le pene inflitte, ma bisogna avere fede in Dike divina e nel disegno superiore, nonostante risultino misteriosi. L’importante, nella visione sofoclea, è il principio delfino della SOPHROSYNE , del senso del limite , che prescrive all’uomo di non pretendere mai di sapere più di quanto la condizione umana gli PERSONAGGI. Le vittime degli dèi nel teatro di Sofocle, sono uomini pieni di risorse e di fiducia in sé stessi. Rappresentano l’umanità nelle sue espressioni più alte, eppure sono loro i primi ad essere colpiti, per dimostrare che ciò che per loro è il sommo, per gli dèi non vale nulla. Alcuni personaggi affrontano momenti di debolezza ma restano uguali nel corso del dramma, ad esempio : Elettra, Aiace e Antigone. Esistono poi personaggi in cui il mutamento è strutturale, cioè personaggi che nel mutamento realizzano una quota significativa della loro vitalità artistica. Nell’Edipo re, Edipo si presenta sulla scena come un sovrano attento salvo poi abbandonarsi ad un’ira scomposta contro Creonte e Tiresia, un sacerdote. STILE E LINGUA. Considerato un punto mediano tra lo stile possente di Eschilo e quello intellettualistico euripideo, tra teatro povero di azione e ricco di situazioni artificiose e illogiche. Per Aristotele l’Edipo re è un vero e proprio capolavoro, in cui gli eventi si dispongono in incastri perfetti in un incessante alternarsi di speranza e frustrazione, sollievo e angoscia.