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ESCHILO - schema riassuntivo, Sintesi del corso di Letteratura Greca

Schema riassuntivo su Eschilo per esame di Letteratura greca.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 24/12/2020

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ESCHILO
Eschilo, di nobile e agiata famiglia, nacque a Eleusi, demo attico. Prese parte
alla battaglia di Maratona, dove perse il fratello, a quella di Salamina e forse
anche a quella di Platea. Soggiornò alla corte di Ierone e sono certi almeno
due suoi viaggi in Sicilia. Venne sepolto a Gela. Prima della propria morte
avrebbe composto un epigramma in cui si definisce un patriota ed un
soldato esemplare, senza far riferimento alla sua attività letteraria.
In età arcaica la tragedia consisteva in un
dialogo fra il coro e un solo attore “il
protagonista”, ed il coro aveva più spazio
dell’attore.
In Eschilo abbiamo delle grandi
novità:
1. L’attore prevale sul coro;
2. Al fianco del “protagonista” troviamo un secondo
attore: “deuteragonista”;
3. Poi, sulla scorta di Sofocle, il terzo attore:
tritagonista”;
4. Andò col tempo sempre più servendosi delle
TRILOGIE A TEMA UNICO, cioè incentrate su una
sola vicenda.
I temi principali dell’arte eschilea sono
tre:
1. Il destino umano;
2. La riflessione sulla giustizia;
3. Il rapporto uomo/dio e l’intervento divino nel
mondo.
Tematiche già trattate ma solo grazie ad Eschilo messe in
scena davanti ad un pubblico.
1.Il destino umano è allo stesso
tempo personale e collettivo.
L’individuo non è visto come una
entità singola, ma facente parte del
GENOS. Attraverso il meccanismo
di ereditarietà anche l’innocente
deve espiare colpe non sue.
3.Gli dei intervengono, non per
loro capricci, ma solo quando alla
prosperità si eccede il limite
concesso ad un uomo, e ciò si
traduce in atti di tracotanza (atti di
hybris”) incompatibili con il
principio delfico della giusta
2. Supera la concezione arcaica
dell’invidia degli dei nei confronti della
prosperità umana e della Moira
(“destino”) con poteri superiori a Zeus
affermando che le punizioni inflitte dal
Dio, affiancato da Dike (“giustizia”)
sono terribili ma giuste e che la sua
razionalità possa essere compresa
attraverso il dolore.
I personaggi di Eschilo sono definiti dalla critica come: “marionette in mano agli dèi”. In realtà essi
sono animati anche da volontà e progetti propri. Le sono azioni determinate dalla volontà divina,
nonché dal genos, ma le loro scelte in definitiva sono libere. LESKY
ha notato che i personaggi eschilei
non hanno avuto nelle letterature moderne la fortuna di personaggi come Edipo. A parte Prometeo,
non sono mai stati ripresi in modo significativo né dal teatro né dal cinema. Ciò avviene perché sono
profondamente identificati nella vicenda, legati a un solo tema, animati da passioni semplici.
“Briciole cadute dai grandi banchetti di Omero”, è così che Eschilo definisce le sue opere, opere
in cui l’eredità epica è ovunque visibile.
Il linguaggio è pieno di doppi sensi, e si avverte lo sforzo, tipico della produzione arcaica, di
racchiudere in ogni verso una compiuta unità di pensiero; nel lessico abbondano inoltre le parole
nuove o usate in senso nuovo.

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ESCHILO

Eschilo, di nobile e agiata famiglia, nacque a Eleusi, demo attico. Prese parte alla battaglia di Maratona, dove perse il fratello, a quella di Salamina e forse anche a quella di Platea. Soggiornò alla corte di Ierone e sono certi almeno due suoi viaggi in Sicilia. Venne sepolto a Gela. Prima della propria morte avrebbe composto un epigramma in cui si definisce un patriota ed un soldato esemplare, senza far riferimento alla sua attività letteraria. In età arcaica la tragedia consisteva in un dialogo fra il coro e un solo attore “il protagonista”, ed il coro aveva più spazio dell’attore. In Eschilo abbiamo delle grandi novità:

1. L’attore prevale sul coro; 2. Al fianco del “protagonista” troviamo un secondo attore: “ deuteragonista ”; 3. Poi, sulla scorta di Sofocle, il terzo attore: “ tritagonista ”; 4. Andò col tempo sempre più servendosi delle TRILOGIE A TEMA UNICO , cioè incentrate su una sola vicenda.

I temi principali dell’arte eschilea sono

tre:

1. Il destino umano; 2. La riflessione sulla giustizia; 3. Il rapporto uomo/dio e l’intervento divino nel mondo. Tematiche già trattate ma solo grazie ad Eschilo messe in scena davanti ad un pubblico. 1. Il destino umano è allo stesso tempo personale e collettivo. L’individuo non è visto come una entità singola, ma facente parte del GENOS. Attraverso il meccanismo di ereditarietà anche l’innocente deve espiare colpe non sue. 3 .Gli dei intervengono, non per loro capricci, ma solo quando alla prosperità si eccede il limite concesso ad un uomo, e ciò si traduce in atti di tracotanza (atti di “ hybris” ) incompatibili con il principio delfico della giusta 2. Supera la concezione arcaica dell’invidia degli dei nei confronti della prosperità umana e della Moira (“destino”) con poteri superiori a Zeus affermando che le punizioni inflitte dal Dio, affiancato da Dike (“giustizia”) sono terribili ma giuste e che la sua razionalità possa essere compresa attraverso il dolore.

I personaggi di Eschilo sono definiti dalla critica come: “marionette in mano agli dèi”. In realtà essi

sono animati anche da volontà e progetti propri. Le sono azioni determinate dalla volontà divina,

nonché dal genos, ma le loro scelte in definitiva sono libere. LESKY ha notato che i personaggi eschilei

non hanno avuto nelle letterature moderne la fortuna di personaggi come Edipo. A parte Prometeo, non sono mai stati ripresi in modo significativo né dal teatro né dal cinema. Ciò avviene perché sono profondamente identificati nella vicenda, legati a un solo tema, animati da passioni semplici.

“Briciole cadute dai grandi banchetti di Omero” , è così che Eschilo definisce le sue opere, opere

in cui l’eredità epica è ovunque visibile. Il linguaggio è pieno di doppi sensi, e si avverte lo sforzo, tipico della produzione arcaica, di racchiudere in ogni verso una compiuta unità di pensiero; nel lessico abbondano inoltre le parole nuove o usate in senso nuovo.