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Spese ed entrate pubbliche, Sintesi del corso di Diritto ed economia politica

Riassunto abbastanza sintetico sulle Spese ed entrate pubbliche, quinta superiore istituto economico

Tipologia: Sintesi del corso

2024/2025

Caricato il 22/02/2026

alessio-balcon
alessio-balcon 🇮🇹

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CAP 1 La spesa pubblica è costituita dall’insieme dei mezzi finanziari erogati dalla PA per il
conseguimento di fini di interesse pubblico.
La spesa pubblica è fondamentale per il funzionamento delle amministrazioni pubbliche,
poiché permette sia di produrre beni e servizi destinati alla collettività, sia di fornire sussidi e
aiuti economici ai privati. Essa rappresenta un utilizzo di risorse finanziarie ed è un elemento
chiave della domanda complessiva di un'economia.
Le spese pubbliche si distinguono in due categorie principali:
1. Spese correnti:
Hanno un impatto economico a breve termine e sono destinate a soddisfare bisogni
immediati della collettività.
Comprendono, ad esempio, le spese per il personale, i materiali di consumo, gli interessi sul
debito e gli interventi sociali.
Esse rappresentano i consumi pubblici, ma possono anche favorire i consumi privati,
aumentando il reddito disponibile delle famiglie e alimentando la domanda di beni e servizi.
2. Spese in conto capitale:
Producono effetti nel medio-lungo periodo
Rappresentano investimenti pubblici, come infrastrutture, o incentivi agli investimenti privati,
come finanziamenti e prestiti.
Queste spese mirano a incrementare le risorse produttive del Paese.
Modificando l’entità delle spese correnti o in conto capitale, lo Stato può influire sul volume
della domanda complessiva e sui rapporti tra consumo, risparmio e investimenti, in base agli
obiettivi di politica economica.
- Politiche di stabilizzazione= si concentrano sulle spese correnti per regolare i consumi
con effetti immediati.
- Politiche di sviluppo=si basano sulle spese in conto capitale per promuovere investimenti
a lungo termine e rafforzare la capacità produttiva.
Le spese della Pubblica Amministrazione si distinguono in spese finali e spese per il
rimborso di prestiti.
Le spese finali comprendono le spese correnti e le spese in conto capitale
Le spese per il rimborso di prestiti, invece, servono a estinguere debiti contratti in passato.
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Anteprima parziale del testo

Scarica Spese ed entrate pubbliche e più Sintesi del corso in PDF di Diritto ed economia politica solo su Docsity!

CAP 1 La spesa pubblica è costituita dall’insieme dei mezzi finanziari erogati dalla PA per il conseguimento di fini di interesse pubblico.

La spesa pubblica è fondamentale per il funzionamento delle amministrazioni pubbliche, poiché permette sia di produrre beni e servizi destinati alla collettività, sia di fornire sussidi e aiuti economici ai privati. Essa rappresenta un utilizzo di risorse finanziarie ed è un elemento chiave della domanda complessiva di un'economia.

Le spese pubbliche si distinguono in due categorie principali:

  1. Spese correnti :

Hanno un impatto economico a breve termine e sono destinate a soddisfare bisogni immediati della collettività.

Comprendono, ad esempio, le spese per il personale, i materiali di consumo, gli interessi sul debito e gli interventi sociali.

Esse rappresentano i consumi pubblici, ma possono anche favorire i consumi privati, aumentando il reddito disponibile delle famiglie e alimentando la domanda di beni e servizi.

  1. Spese in conto capitale :

Producono effetti nel medio-lungo periodo

Rappresentano investimenti pubblici, come infrastrutture, o incentivi agli investimenti privati, come finanziamenti e prestiti.

Queste spese mirano a incrementare le risorse produttive del Paese.

Modificando l’entità delle spese correnti o in conto capitale, lo Stato può influire sul volume della domanda complessiva e sui rapporti tra consumo, risparmio e investimenti, in base agli obiettivi di politica economica.

  • Politiche di stabilizzazione = si concentrano sulle spese correnti per regolare i consumi con effetti immediati.
  • Politiche di sviluppo =si basano sulle spese in conto capitale per promuovere investimenti a lungo termine e rafforzare la capacità produttiva.

Le spese della Pubblica Amministrazione si distinguono in spese finali e spese per il rimborso di prestiti.

Le spese finali comprendono le spese correnti e le spese in conto capitale

Le spese per il rimborso di prestiti, invece, servono a estinguere debiti contratti in passato.

Le spese finali si dividono in due categorie principali:

  1. Spese per beni e servizi :

riguardano l’acquisto di beni o prestazioni utilizzati per le attività pubbliche.

Sono correnti se garantiscono il funzionamento quotidiano (es. uffici, trasporti, scuole), mentre sono in conto capitale se finanziano infrastrutture o beni durevoli (es. edifici, strade, macchinari).

Queste spese possono avere anche una funzione redistributiva, ad esempio quando sono destinate a categorie svantaggiate.

  1. Spese per trasferimenti :

consistono in somme erogate senza controprestazione per ragioni sociali o economiche.

Si suddividono in trasferimenti a famiglie (pensioni, borse di studio, sussidi) e trasferimenti a imprese o enti (contributi, finanziamenti, sovvenzioni).

I trasferimenti pubblici si distinguono in:

  • Trasferimenti correnti , che offrono reddito immediato e a breve termine (es. pensioni e prestazioni sociali in denaro).
  • Trasferimenti in conto capitale , che finanziano investimenti a lungo termine per imprese o enti. Queste spese non producono direttamente beni o servizi, ma redistribuiscono la ricchezza, poiché i fondi provengono dalla tassazione. Tuttavia, aumentando il reddito disponibile delle famiglie e delle imprese, stimolano consumi, investimenti e, indirettamente, la produzione economica.

CAP 2 La Pubblica Amministrazione deve considerare non solo la natura delle spese e il loro impatto, ma anche l’ammontare complessivo, che misura l’entità dell’intervento pubblico e i suoi effetti sull’economia. Tuttavia, per valutare correttamente la spesa pubblica è necessario tener conto di alcuni elementi:

  1. Inflazione : La perdita di potere d'acquisto della moneta può far apparire più elevate le spese. Per confronti validi, bisogna calcolare i valori a moneta costante.
  2. Distribuzione delle competenze : Il decentramento o l’accentramento di funzioni tra Stato ed enti pubblici può spostare le spese senza modificare il volume complessivo. Per un quadro completo, si utilizzano i dati del conto consolidato dell’intero settore pubblico.
  3. Rapporto con il reddito nazionale : L’importanza di un aumento di spesa dipende dalla crescita del reddito nazionale. Un modesto incremento della spesa può essere significativo se il reddito resta invariato.

Crescita della spesa pubblica

CAP 4

La riduzione della spesa pubblica presenta difficoltà su più fronti:

  1. Aspetto tecnico : Molte spese sono rigide e non facilmente riducibili, come stipendi, pensioni e interessi sul debito. Tagli significativi richiedono riforme strutturali (pubblico impiego, sistema pensionistico, debito pubblico) che necessitano di tempi lunghi per essere attuate.
  2. Aspetto politico-sociale : Ridurre la spesa è impopolare, perché penalizza ampie categorie di persone, creando tensioni sociali e perdita di consenso politico.
  3. Aspetto economico : Tagli improvvisi possono ridurre drasticamente la domanda globale, provocando una crisi economica con calo della produzione, dell’occupazione creando processo cumulativo che rischia di generare crisi economica (moltiplicatore negativo).

Per limitare questi problemi, le misure di contenimento devono essere graduali e possibilmente accompagnate da una riduzione delle tasse. I tagli uguali per tutte le spese sono particolarmente dannosi, perché non tengono conto delle priorità e delle funzioni specifiche delle amministrazioni.

Per questo si è passati a misure selettive, come i programmi di spending review. Questi mirano non solo a ridurre la spesa, ma a migliorarne la qualità, eliminando le spese inutili e riallocando le risorse verso attività prioritarie. La spending review si basa su una pianificazione a lungo termine e su una riorganizzazione delle strutture amministrative per rendere la spesa più efficiente e sostenibile.

CAP 5

Le entrate pubbliche sono i mezzi finanziari che le Amministrazioni pubbliche utilizzano per perseguire fini di interesse generale e finanziare la spesa pubblica. Tuttavia, queste non sono neutrali: decidere l’entità e le fonti delle entrate implica stabilire quante risorse sottrarre al settore privato e su quali categorie di cittadini ricadrà il peso economico. Questo influisce sull’economia privata, rendendo le entrate pubbliche uno strumento di politica economica.

Le entrate pubbliche si dividono in tre categorie principali:

  1. Tributi : sono la principale fonte di entrate e consistono nel prelievo coattivo di ricchezza dai cittadini, esercitando il potere sovrano dello Stato.
  2. Prezzi : derivano dalle attività economiche dello Stato, come vendite, locazioni o partecipazioni in aziende pubbliche. Queste entrate, basate su rapporti di diritto privato
  3. Prestiti pubblici : vengono utilizzati quando le altre entrate non bastano a coprire la spesa pubblica. Lo Stato emette titoli di debito pubblico per raccogliere risorse dai risparmiatori, pagando un interesse.

CAP 6

I prezzi costituiscono la controprestazione di beni o servizi destinati alla vendita

I prezzi sono entrate di tipo contrattuale e originarie

Si dividono in quattro tipi principali:

  1. Prezzi privati

•Si formano liberamente sul mercato, seguendo la legge della domanda e dell’offerta.

•L’obiettivo è esclusivamente economico, senza fini di interesse pubblico.

•Esempio: vendita di prodotti agricoli da parte di un ente pubblico per ottenere un reddito.

  1. Prezzi quasi privati

•Si formano anch’essi secondo domanda e offerta, ma sono regolati per perseguire un fine di interesse pubblico.

•Esempio: vendita di legname delle foreste demaniali, dove l’obiettivo è la tutela ambientale oltre al guadagno.

  1. Prezzi pubblici (o tariffe)

•Sono prezzi regolamentati e fissati d’autorità, basati su criteri economici (equilibrio costi-ricavi) e sociali (tutela di determinate categorie).

•Applicati a servizi pubblici come trasporto, energia elettrica, gestione dei rifiuti.

•Possono prevedere tariffe differenziate: ad esempio, riduzioni per pendolari, compensando il costo con prezzi maggiori per altri utenti.

  1. Prezzi politici

•Anche questi sono regolamentati, ma il ricavo complessivo è inferiore al costo di produzione.

•Offerti per beni o servizi di interesse sociale (case popolari, mense scolastiche) per renderli accessibili a tutti.

•La perdita economica è coperta dallo Stato o dagli enti locali tramite tasse pagate dalla collettività.

  • Processi civili, amministrativi e tributari : anticipate di chi ricorre in giudizio e poi, in caso di sconfitta, a carico della parte sconfitta nel processo. Nei processi penali, invece, non si pagano tasse. Se l’imputato è condannato, le spese sono a suo carico, salvo disagiate condizioni economiche.
  • Atti di volontaria giurisdizione : le tasse sono a carico di chi richiede l’atto (es. autorizzazioni del giudice tutelare).

3.Tasse industriali : riguardano servizi tecnici, come la verifica di metalli preziosi; sono a carico del richiedente.

In sintesi, le tasse sono strumenti per finanziare servizi pubblici individuali, con una contribuzione proporzionale all’utilità privata e collettiva dei servizi stessi.

Il contributo è una prestazione obbligatoria in denaro a carico di coloro che traggono un vantaggio personale da opere o servizi pubblici indivisibili.

Come la tassa, il contributo fa gravare una parte del costo di un’opera o servizio su chi ne trae un vantaggio particolare.

Tuttavia, non richiede una domanda individuale, poiché l’opera o il servizio è realizzato dall’ente pubblico di propria iniziativa, e hanno utilità generale della collettività e al contempo ne traggono un particolare vantaggio alcuni cittadini

Caratteristiche principali

•Esempio: le opere di urbanizzazione (strade, rete fognaria, illuminazione) migliorano le condizioni di vita collettive, ma fanno aumentare il valore dei terreni circostanti, che diventano edificabili. I proprietari di tali terreni sono quindi tenuti a pagare un contributo, poiché traggono un beneficio particolare.

Contributi obbligatori per la previdenza sociale

Un’altra forma di contributi è quella obbligatoria, posta a carico di lavoratori e datori di lavoro.

•Scopo : finanziare le forme di tutela del sistema di previdenza sociale, come:

  • Trattamenti pensionistici.
  • Prestazioni a sostegno del reddito.

L'imposta è una prestazione obbligatoria in denaro posta a carico del membri della collettività per far fronte a fini di interesse generale.

Il prelievo delle imposte finanzia le funzioni pubbliche che hanno utilità collettiva e indivisibile

Caratteristiche principali

  • Massima coattività : il contribuente è obbligato al pagamento senza alcun legame diretto con la domanda di servizi specifici o vantaggi individuali.

•Colpiscono le manifestazioni di ricchezza, sia dirette (possesso di redditi o patrimonio) che indirette (consumi o affari).

•L’ente impositore stabilisce modalità, forme e criteri di ripartizione delle imposte, considerando la capacità economica dei cittadini.

Ruolo e gettito fiscale

•Le imposte costituiscono la principale fonte di entrata per lo Stato.

•Il gettito fiscale copre :

  1. Il costo delle opere e dei servizi pubblici indivisibili.
  2. La parte dei servizi divisibili non finanziata dalle tasse.

Strumento di politica economica e sociale

Le imposte non sono solo un mezzo di finanziamento, ma anche un importante strumento di politica economica e sociale. Attraverso modifiche al sistema fiscale, lo Stato può:

•Contrarre o espandere la domanda globale.

•Redistribuire il reddito nazionale.

•Regolare la produzione o il consumo in determinati settori.

•Incentivare o disincentivare specifiche attività, a seconda degli obiettivi di interesse pubblico.

CAP 8

Con il termine pressione tributaria si intende l'incidenza del prelievo fiscale sul sistema economico nazionale.

Il prelievo dei tributi riduce il reddito disponibile dei contribuenti, obbligandoli a rinunciare a soddisfare parte dei loro bisogni individuali. Questo rappresenta il peso dei tributi, noto come pressione tributaria.

Come si misura

La pressione tributaria si calcola rapportando l’ammontare dei tributi prelevati (I) al prodotto interno lordo (Y) attraverso la formula:

P = I / Y

Questo dato indica la quota di reddito nazionale prelevata annualmente tramite tributi.