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Metodi di Ricerca Sociale: Approcci Quantitativi e Qualitativi - Prof. Panarello, Sintesi del corso di Pedagogia

Le metodologie di ricerca sociale, analizzando i diversi approcci quantitativi e qualitativi per la comprensione dei fenomeni sociali. Si focalizza sull'integrazione di questi metodi per ottenere una visione più completa e approfondita della realtà sociale, con particolare attenzione al problema della guerra e della violenza. Esempi concreti e analisi di casi specifici, offrendo una panoramica completa delle diverse tecniche di ricerca e dei loro punti di forza e di debolezza.

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

Caricato il 19/03/2025

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ANALISI PROCESSUALE
Per spiegare come questo tipo di analisi può far comprendere i
problemi del guerra e dei conflitti armati, L’Abate propone due
es:
1. Il primo è di Galtung, cioè quello che lui definisce il
triangolo del conflitto. Le 3 lettere A, B, C, corrispondono
ad atteggiamento (attitude), comportamento (behavior) e
contraddizione o incompatibilità dei reciproci fini
(contraddiction). Questi fattori sono legati tra di loro da un
rapporto di causalità circolare che fa sì, ad esempio che
un atteggiamento pieno di pregiudizi verso un altro
gruppo, se non viene modificato, tende a stimolare un
atteggiamento simile negli altri, per poi ad arrivare ad un
comportamento del primo gruppo ostile nei riguardi del
secondo, che tenderà a rispondere sullo stesso tono.
Questi atteggiamenti e comportamenti ostili tenderanno ad
accrescere ulteriormente le contraddizioni e i rapporti tra i
2 gruppi creando così un circolo vizioso, che se non
interrotto, rischia di portare a conflitti armati tra i 2 gruppi.
Per agire in senso opposto e descalare il conflitto, è
importante lavorare a livello di tutti i fattori; sia riducendo i
pregiudizi reciproci, sia attenuando il comportamento
ostile, sia ammorbidendo le contraddizioni.
2. Un secondo esempio di “causalità circolare” applicato alla
qq, è quello sviluppato dallo stesso L’Abate. Elementi
essenziali sono:
1. L'indebitamento dei paesi in via di sviluppo e la Crisi del
debito.
2. Le politiche di adeguamento richieste dalla banca
mondiale, dal FMI e dal capitale internazionale.
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ANALISI PROCESSUALE

Per spiegare come questo tipo di analisi può far comprendere i problemi del guerra e dei conflitti armati, L’Abate propone due es:

  1. Il primo è di Galtung, cioè quello che lui definisce il triangolo del conflitto. Le 3 lettere A, B, C, corrispondono ad atteggiamento (attitude), comportamento (behavior) e contraddizione o incompatibilità dei reciproci fini (contraddiction). Questi fattori sono legati tra di loro da un rapporto di causalità circolare che fa sì, ad esempio che un atteggiamento pieno di pregiudizi verso un altro gruppo, se non viene modificato, tende a stimolare un atteggiamento simile negli altri, per poi ad arrivare ad un comportamento del primo gruppo ostile nei riguardi del secondo, che tenderà a rispondere sullo stesso tono. Questi atteggiamenti e comportamenti ostili tenderanno ad accrescere ulteriormente le contraddizioni e i rapporti tra i 2 gruppi creando così un circolo vizioso, che se non interrotto, rischia di portare a conflitti armati tra i 2 gruppi. Per agire in senso opposto e descalare il conflitto, è importante lavorare a livello di tutti i fattori; sia riducendo i pregiudizi reciproci, sia attenuando il comportamento ostile, sia ammorbidendo le contraddizioni.
  2. Un secondo esempio di “causalità circolare” applicato alla qq, è quello sviluppato dallo stesso L’Abate. Elementi essenziali sono:
    1. L'indebitamento dei paesi in via di sviluppo e la Crisi del debito.
    2. Le politiche di adeguamento richieste dalla banca mondiale, dal FMI e dal capitale internazionale.
  1. Il privilegiamento nei PVS dei prodotti di esportazione.
  2. L'abbassamento dei prezzi delle materie prime e lo scambio ineguale.
  3. L'abbandono dell'agricoltura di sussistenza e la crisi dell'artigianato locale.
  4. L'abbassamento delle spese sociali e l'aggravarsi del problema della fame, della miseria, della mortalità infantile.
  5. L'inurbamento, la miseria urbana e la fuga verso le aree più ricche.
  6. La chiusura all'immigrazione e il riemergere del razzismo dei paesi sviluppati.
  7. La strategia dell'impero e la protezione dei suoi interessi vitali in tutte le zone del mondo.
  8. L'aumento delle spese militari.
  9. Le richieste sempre maggiori di sostegno alle istituzioni finanziarie internazionali che, a loro volta, riportano al primo tassello, incrementando ulteriormente il debito. A questo va aggiunto un altro fenomeno e cioè il processo di costruzione del terrorismo. Analizzata la guerra come processo produttivo o cumulativo,resta ora ad applicare a questo fenomeno il processo trasformativo. Questa metodologia tende a tradurre il processo in una serie di fasi intermedie o stadi, all'interno delle quali si ha la possibilità di assistere ad un processo di scalata del fenomeno, oppure ad uno opposto di de-scalata. Per Krieserg, il passaggio nella modalità del conflitto da una lotta armata ad una lotta non-armata o non violenta può aiutare allo sviluppo un processo di descalata del conflitto ed il raggiungimento di un accordo accettato dalle diverse parti. La non-violenza può quindi avere un carattere preventivo ed

Che cos'è la teoria: Secondo Haley, È un tentativo di spiegare un particolare fenomeno e di predire il suo svolgimento. A cosa serve la teoria, in particolare secondo hoover :

  1. Fornire un modello interpretativo del fenomeno studiato
  2. Rendere possibile collegare una ricerca con un'altra
  3. Fornire un quadro di riferimento all'interno del quale i concetti e le variabili assumono un significato speciale
  4. Fornire l'interpretazione dei significati più vasti dei risultati Elementi che compongono la teoria, per Turner :
  5. Concetti: immagini o percezioni mentali che NON è possibile osservare direttamente, come la giustizia e l'amore, o da osservare direttamente come un albero. Per poter utilizzare concetti astratti è necessario che essi siano ben definiti ,inoltre non sono legati ad un contesto specifico, e tendono a sottolineare le proprietà comuni di eventi e situazioni simili. Un concetto che ha un valore unico è una costante.
  6. Variabili: la teoria scientifica tende ad utilizzare in modo specifico concetti che si riferiscono alle proprietà variabili dei fenomeni studiati. Per comprendere gli eventi è necessario vedere come le variazioni di un fenomeno siano correlate con quello di un altro. -relazione simmetrica tra variabili: una influenza l'altra in modo reciproco -realazione asimmetrica: una delle 2 variabili provoca (INDIPENDENTE) un cambiamento nell'altra (DIPENDENTE)
  7. Asserzioni teoretiche o per alcuni studiosi proposizioni: asserisce come fenomeni ed eventi sono in rapporto l'uno con l'altro. La generalizzazione empirica è una forma

particolare di proposizione che afferma una relazione tra eventi attraverso un processo di induzione.

  1. Modello o forma: Le asserzioni teoretiche sono interrelate tra di loro secondo uno schema logico, Infatti se non sono ordinate sistematicamente in modelli non sono provabili in modo valido. ➔ Approfondimento sugli aspetti fondamentali dei paradigmi (SONO QUELLI DI TIPO METODOLOGICO)
  2. INDIVIDUALISMO METODOLOGICO= Tale principio Sembra essere in grado di superare l'attuale separazione tra la Micro - sociologia ( Quella che studia Il comportamento del singolo nei suoi rapporti con gli altri significativi) e la macro-sociologia ( Quella che studia le strutture sociale più vaste, e dei loro reciproci rapporti). Proposte significative, che correggono i difetti di certe impostazioni dell'individualismo metodologico, senza però allontanarsi dai suoi principi di fondo, sono state presentate da Sztompka e Boudon i I quali postulano un individualismo metodologico corretto dal ruolo dei fattori strutturali.
  3. COMPLEMENTARIETA’ TRA COMPRENSIONE E SPIEGAZIONE= per molto tempo quello tra comprensione e spiegazione è stato un forte dibattito interno alle scienze sociali. cioè se le scienze sociali fossere delle scienze “nomotetiche”, ossia che permettessero di spiegare ciò che avviene nella società; oppure fossero delle “scienze idiografiche”,

possano influenzare la situazione, ma senza riferimento ad uno specifico scopo ed obiettivo. Le ricerche che hanno alla base un'ipotesi tendono ad aver un carattere esplicativo. L'ipotesi è stata infatti anche definita come un'interpretazione o spiegazione provvisoria, e perciò da confermare, ma plausibile del fenomeno che si vuole studiare. Per plausibile si intende in accordo con tutti i dati conosciuti, con le teorie generali sul comportamento umano e con quelle specifiche sul fenomeno allo studio. Questo vuol dire che spesso le ipotesi non vengono elaborate all'inizio di una ricerca, ma emergono in una fase più avanzata, quando si sono già raccolti i dati su un fenomeno e studiato le teorie generale o particolari che la possono influenzare. Strategie utilizzate per la verifica delle ipotesi:

1. Approccio classico -Definizione di concetti e formulazioni di una proposizione di relazione - individuazione di procedimenti per misurare empiricamente i concetti - Raccolta ed analisi dei dati utili alla verifica delle ipotesi 2. Teoria emergente - Procede per due sole fasi: I) Inizio del lavoro sul campo senza ipotesi II) Descrizione della situazione 3. Operazionismo Il concetto stesso è definito dal modo in cui viene misurato e prevede 2 sole fasi: I) Definizione di concetti e precedimenti II) Raccolta dei dati

Il libro cerca di risolvere quattro problemi aperti della metodologia

  1. Una confusione tra i concetti di paradigmi, teoria e modelli società
  2. Una profonda divisione tra i metodi di ricerca quantitativi e qualitativi
  3. Necessitá di risolvere i problemi sui metodi validi per studiare l'intera società e individui che ci vivono dentro
  4. Esitazioni a riconoscere l'importanza dei valori nella ricerca scientifica Il libro si concentra sulle metodologie e approcci utilizzati per comprendere e studiare i fenomeni sociali, L'Abate Vuole fornire un metodo attraverso cui produce una conoscenza che guidi verso l'obiettivo della pace, Nonostante il libro termini con una conclusione provvisoria. L’autore parla di ricerca per la pace sottolineando il “per” la pace e non sulla pace in quanto la ricerca per la pace si impegna attivamente a promuovere e realizzare la pace attraverso interventi pratici e metodologie orientate al cambiamento, Essa si basa su un approccio più pratico e interventista spesso utilizzando metodi di ricerca-intervento che coinvolgono attivamente i protagonisti dei conflitti, si propone di generare conoscenze e pratiche che possano contribuire a mantenere la pace intervenendo direttamente nei contesti di conflitto, si concentra sulla prassi e sull’applicazione delle conoscenze per ottenere risultati concreti, riconosce esplicitamente i valori e le premesse valoriali che guidano la ricerca, mirando a un cambiamento positivo e a una società più giusta e pacifica. Infine la ricerca per la pace si propone di aver un impatto diretto e pratico cercando di influenzare le politiche, le pratiche e le dinamiche sociali per promuovere la pace. L'Abate pone una critica epistemologica a quello che lui definisce “metodo Scientifico Razionale” al fine di rivalutare Il metodo induttivo conoscitivo e di un reinserimento della dimensione della prassi (o realtà esterna nella vita quotidiana), cioè della modificazione della realtà nel procedimento scientifico. Il metodo scientifico razionale tende a cercare un’oggettività che può risultare illusoria, specialmente nelle scienze sociali, dove i valori e le premesse soggettive influenzano inevitabilmente la ricerca. Questo approccio può portare a una sterilizzazione dei valori, ignorando l’importanza delle scelte valoriali nella ricerca sociale, riduce fenomeni

L'Abate invita ad adottare un modello dell'equilibrio instabile. Per risolvere il problema dell'integrazione, bisogna guardare alla società, ai sistemi sociali ed anche alle relazioni fra gruppi, come un equilibrio instabile. Cioè che vi è sempre la possibilità di un cambiamento della situazione esistente. Conflitto e consenso sono sempre presenti e possono avere un diverso impatto sulla società. Il modello riconosce che in ogni società esistono tensioni tra elementi di consenso e di conflitto. Queste forze non sono necessariamente in opposizione, ma interagiscono in modi complessi, influenzando il cambiamento sociale. Sebbene ci siano momenti di stabilità, ci sono anche opportunità per il cambiamento. Le tensioni tra conflitto e consenso possono portare a trasformazioni significative nella società. L'utilizzo di questo modello è importante in quanto permette di integrare diverse teorie e approcci sociologici, evitando una visione riduttiva che si concentra solo su uno degli aspetti: conflitto o consenso. L'Abate sottolinea inoltre l’importanza di riconoscere i valori sottostanti alle scelte sociologiche, Poiché questi influenzano le modalità d'indagine e interpretazione dei fenomeni sociali Il ruolo dei valori della ricerca scientifica è per l'appunto importante, Per comprenderlo meglio ci si rifà alla scienza trilaterale e nel costruttivismo di Galtung La scienza trilaterale considera esistenti tre tipi di conoscenza:

  1. Quella empirica, che usa concetti basati sui fatti, Su Generalizzazioni empiriche ecc, è che studia la società attuale
  2. Quella logico - teorica, che usa concetti basati Teorie, deduzioni logiche ecc. È studia la società prevedibile
  3. Quella valutativa, che usa concetti basati su valori, scelta assiologiche. E che studia la società possibile - desiderabile Il costruttivismo è un movimento culturale sviluppatosi in questo secolo in campo artistico - letterario - architettonico ma con applicazioni anche nella logica - matematica, in particolare in connessioni con la teoria degli insiemi. Galtung è il primo ad applicarlo in campo sociologico. Per Galtung il costruttivismo che si basa sul confronto tra teoria e valori, È un aspetto della

scienza normale. Le indicazioni metodologiche del costruttivismo implicano la possibilità di passare da una sociologia descrittiva - analitica ad una sociologia sperimentale e che Il metodo di osservazione sperimentale permette di individuare i nessi causali, non visti solamente come rapporti di interdipendenza ma anche nella loro direzionalità, cioè nel rapporti tra variabili indipendenti e dipendenti, valorizza inoltre il metodo deduttivo- induttivo nel ciclo conoscitivo. Sebbene L’Abate proponga un modello unificato, egli sostiene la necessità di mantenere un approccio pluralista nei livelli delle teorie e dei metodi.L’Abate sottolinea che solo attraverso l’interazione dei diversi metodi di analisi si possono affrontare fenomeni sociali complessi. Esistono più metodi che devono essere precisati per l'analisi sociale e cioè: ● Analisi causale: gli elementi metodologici riguardano la ricerca dei fattori causali dei fenomeni ● Analisi funzionale: gli elementi metodologici riguardano la ricerca delle funzioni del fenomeno allo studio (metodi qualitativi) ● Analisi strutturale: gli elementi metodologici riguardano l'analisi dei rapporti tra la struttura sociale e fenomeni allo studio (Individuazione qualitativa dei caratteri strutturali eco relazione tra questi fenomeni) ● Analisi processuale: gli elementi metodologici riguardano l'analisi dei processi di costruzione sociale di un fenomeno Tutti e quattro questi metodi, secondo L'Abate,possono aiutare a comprendere meglio I problemi della guerra. Ognuno di essi permette di vedere solo una parte della realtà del fenomeno MA nelle loro interazioni e complementarietà permettono di comprenderlo più a fondo. L'integrazione è possibile e valida solo dopo che i metodi vengono ulteriormente approfonditi e perfezionati e solo se si considerano autonomi l'uno dall'altro. ➔ Il problema della guerra e della violenza, analizzato attraverso i vari metodi di analisi:

Galtung ha dimostrato la rilevanza, riguardo la guerra, di cinque tipi di imperialismo: economico, politico, militare, delle comunicazioni, culturale; attraverso il quale le nazioni più potenti offrono decisioni e modelli, e le nazioni più emarginate, obbedienza ed imitazione. L'abate individua un suo metodo, che può essere integrativo a quello di Galtung, basato sulla dicotomia nei rapporti di classe ed in quelli urbano- rurali esso ha 4 attori principali: classe dominante:

  1. urbana Au
  2. rurale Ar classe dominata:
  3. urbana Bu
  4. rurale Br permette di mostrare la possibilità di coesistenza di rapporti sia conflittuali che cooperativi, sottolineando l'importanza strategica di alleanze che tentino di superare i rapporti di dominanza. sottolinea inoltre, come la classe più oppressa sia la più interessata ad un cambiamento radicale del sistema politico, e cioè la Br. quest'ultima nel “sistema mondo” viene incarnata nei paesi sottosviluppati, quelli che soffrono maggiormente gli attuali sistemi imperialistici, e che hanno quindi mantenuto capacità rivoluzionaria. questo modello è di ispirazione gramsciana, sottolinea l'importanza di un'alleanza tra il proletariato tradizionale, con le sue organizzazioni sindacali già consolidate e gli altri gruppi, che pur essendo molto interessati al cambiamento non sono ancora bene organizzati e devono perciò, per contribuire alla rivoluzione dell'attuale sistema e del suo modello di sviluppo, cercare di superare questa loro disorganizzazione. è necessario trovare strumenti di rivoluzione non violenti che non incrementino violenza. Altre cause strutturali della guerra:
  • correlazione tra militarizzazione di un paese, con rispettivi alti livelli di spesa per le strutture belliche, e frequenza delle guerre

In rapporto alle cause strutturali della Guerra Galtung propone di superare le relazioni “feudali”, e di lavorare per un mondo “defeudalizzato. Nel sistema feudale le uniche interazioni sono di tipo verticale, a senso unico dall'alto verso il basso; invece nel sistema defeudalizzato vengono aggiunti tre tipi di interazione:

  1. Quella verticale, ma dal basso verso l'alto, che rende l'interazione reciproca bidirezionale
  2. interazione orizzontale tra le 2 periferie, che tende a superare il distacco da esse dando vita ad un rapporto triangolare equilatero, diminuendo le distanze tra le periferie come quella verso l'alto
  3. La creazione di un nuovo centro, legato alle 2 periferie, che si pone in alternativa al centro originario, superando perciò il monopolio dei rapporti interattivi di quest'ultimo e mettendo anche in discussioni le sue decisioni. Dal punto di vista di una strategia generale del movimento per la pace, questo indica la necessità - Di fronte all'attuale processo di globalizzazione che va a vantaggio dei più forti ed aumenta la distanza tra questi e i più deboli - di cominciare a rendere sempre più stretti i rapporti tra i movimenti per la pace e la non violenza in tutto il mondo. Se questo processo avanzasse in modo serio e costante, si potrebbe mettere in modo un processo opposto di globalizzazione dal basso, per un mondo più pacifico e più giusto.
  4. ANALISI FUNZIONALE ● Analisi funzionale della guerra sulla base dell'approccio mertoniano: L'Abate Formula delle considerazioni riguardante la ricerca per la pace facendo riferimento alla distinzione operata da Merton tra Funzioni manifesta, funzioni latenti, disfunzioni, ed alternative funzionali:
  5. Le funzioni manifeste della guerra sono:
  • il controllo delle risorse indispensabili alla propria sopravvivenza
  • La trasformazione da sistemi sociali ingiusti ad altri più validi
  • La difesa di valori e di un sistema politico a cui si è legati positivamente

● Altri approcci funzionalistici allo studio dei problemi della guerra: L’Abate,sostiene il funzionalismo critico, in quanto lo ritiene più valido per cogliere l'origine e la dinamica dei processi di trasformazione delle strutture, la funzione di una struttura, o di un insieme organizzato di strutture, si misura dalla loro capacità di aiutare gli uomini a risolvere i problemi tipici della situazione in cui vivono. Secondo questo approccio viene rivalutato il ruolo dell'essere umano, singolo o associato, per la costruzione di un mondo meno pieno di ingiustizie e di crimini e più rispondente alle aspirazioni ed ai problemi di vita delle persone per le quali la guerra e la violenza armata, da qualunque parte provengono, non solo certo una risposta valida e produttiva.

ANALISI DEI PROCESSI SOCIALI

Nelle analisi dei processi sociali si possono utilizzare metodi quantitativi come. ma anche se,sia nel processo decisionale o nel calcolo delle quantità di informazioni, siano applicabili strumenti matematici; il metodo è qualitativo. Esso è focalizzato sulla individuazione dell'andamento di un certo fenomeno, per vedere se il suo svolgimento si sviluppa secondo certe regolarità ed eventualmente scoprirne le regole sottostanti. è tipico di questo metodo, infatti, Individuare varie fasi di un processo. Gli strumenti principali di questa metodologia sembrano essere le storie di vita delle persone allo studio, o quella che è definita “storia naturale di un evento”, cioè le fasi successive in In cui si sviluppa, oppure la ricostruzione dettagliata di un fenomeno, di cui si vuole ricostruire appunto quello che stato definito il “processo storico”. Lo studioso del processo ha un approccio idiografico-descrittivo, utilizzando una “teorizzazione classificatoria”. Lo studioso dei processi sociali cerca anche di rilevare se l'andamento ha somiglianze con altri più o meno simili e se si possono individuare delle regole con cui esso si sviluppa. Solo in seguito, cerca di costruire delle ipotesi sulle regolarità osservate,di sviluppare ipotesi sui meccanismi che possono generarle e perciò, alla fine, cerca di spiegare il fenomeno in questione. ANALISI FUNZIONALE Farebbe parte dei metodi qualitativi e si inserirebbe nei suoi canoni metodologici, privilegiando in una prima fase, la parte descrittiva e di analisi del fenomeno, senza una precisa griglia di ipotesi e di teorie; Emergerebbero solo in una fase successiva, quando quella descrittiva è compiuta, si sono individuate alcune regolarità degli andamenti e si cerca di passare dalla descrizione all'aspirazione.

i metodi per lo studio ei rapporti tra variabili, vengono denominati d solito come anali causale. le variabili di 3 lvl nelle scienze sociali sono più rare mentre quelle di 1 e 2 presuppongono un lavoro per la costruzione di una variabile. questa avviene il 4 fasi:

  1. rappresentazione del concetto a lvl di immagine
  2. specificazione del concetto
  3. scala degli indicatori
  4. formazione degli indici costruiita la variabile si procede all'analisi delle relazioni tra esse e altre variabili rilevanti. Questa operazione è al centro dei metodi di ricerca e non solo di quelli quantitativi.