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Mussolini e l'Impero Africano: La Guerra d'Etiopia e la Politica Razziale - Prof. Capuzzo, Schemi e mappe concettuali di Storia Contemporanea

Come, dopo la conferenza di stresa, mussolini utilizzò l'incidente militare tra l'etiopia e l'italia come pretesto per iniziare una guerra e proclamare l'impero africano. La società delle nazioni reagì con sanzioni economiche, ma mussolini riuscì a riunire l'opinione pubblica italiana con l'autarchia economica e la promozione della purezza razziale. Tuttavia, il progetto di colonizzazione agricola fallì, e le relazioni tra italiani e donne indigene portarono a norme razziali per separare le comunità. Questo documento illustra anche l'evoluzione dell'antisemitismo in italia e la legislazione antiebraica del 1938.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 29/12/2022

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12^ Lezio ne:
1935: Mussolini dopo conferenza di Stresa per cercare di contenere le violazioni sin dagli anni ’20 la
Germania compie nei confronti di quanto stabilito nel trattato di Versailles. Mussolini con l’appoggio di
Gran Bretagna e Francia può proseguire l’espansione coloniale che si era fermata con la guerra italo-
turca.
Obiettivi espansione durante fascismo:
•* * * *Assicurare all’Italia un rango di grande potenza
•   Richiamo al mito della grandezza dell’Impero Romano
•* * * *Situazione economica italiana è difficile e allontana gli italiani dal regime, Mussolini vuole
ricompattare gli italiani con una guerra che porti ad esaltare la grandezza del paese.
Piccolo incidente militare tra confine tra Etiopia e Somalia italiana, c’è uno sconfinamento di truppe
etiopi, Mussolini coglie questo episodio come il ‘casus belli’ per scatenare un’offensiva nei confronti
dell’Etiopia.
E’ una guerra lampo, si svolge in poco più di sei mesi, ottobre ’35, maggio ’36 e si conclude con la
proclamazione dell’impero dell’africa orientale italiana di cui l’Etiopia fa parte con eritrea e Somalia.
L’obiettivo è convogliare versi questo territorio i flussi migratori italiani, creare colonie di popolamento
amministrate in un regime di apartheid, separazione tra bianchi e neri (nazionali e indigeni).
La società delle nazioni sanziona economicamente nei confronti dell’Italia, Mussolini ritiene che le
sanzioni siano un attacco delle potenze internazionali contro l’Italia; quindi, viene sollecitata una
reazione della massa degli italiani che manifestano con orgoglio nazionale. Con le sanzioni l’Italia cerca
di sfruttare risorse interne (autarchia economica), cerca di rendersi indipendente con combustibili,
minerali metallici ecc.. per limitare importazione di materie e beni di consumo. Le materie vengono
sostituite ad esempio da caffè di cicoria, non viene importato durante il periodo delle sanzioni, anche la
lana sostituita da fibre sintetiche. Il regime spinge anche dal punto di vista alimentare
all’autosufficienza, l’ufficio propaganda del PNF (partito nazionale fascista) pubblica un opuscolo
“saper nutrirsi” con consigli culinari con prodotti italiani.
Gli italiani accolgono con entusiasmo la proclamazione dell’impero dell’africa orientale, e nel 1936 il
regime di Mussolini tocca l’acme del consenso, dopo il 1936 con l’entrata in guerra dell’Italia e le
prime sconfitte il consenso comincia a scemare.
La proclamazione dell’impero d’africa porta in Etiopia una massa di italiani.
CHI SONO GLI ITALIANI CHE VANNO IN ETIOPIA?
Le maestranze delle imprese italiane che sono chiamate a costruire tutta una serie di infrastrutture in
questo paese, a partire dalle strade. Scopi della creazione dell’impero:
oCreare delle infrastrutture prima di far partire i flussi migratori,
oIl regime tenta di iniziare un progetto di colonialismo demografico,
o Dare vita ad una sorta di ‘impero del lavoro’, molti italiani avrebbero trovato la possibilità di
lavoro che non riuscivano a trovare nella penisola. Questo progetto però al di là del fatto che in
Africa orientale italiana ci vadano diversi imprenditori, dal punto di vista della colonizzazione
agricola, cioè dell’invio di italiani destinati a fare i contadini in questo territorio, è un progetto
che fallisce, così come è fallito il tentativo di colonizzazione della Libia, in africa orientale, in
particolare in Etiopia, arrivano in tutto 865 famiglie, che corrispondono a poco meno di 4000
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12^ Lezione: 1935: Mussolini dopo conferenza di Stresa per cercare di contenere le violazioni sin dagli anni ’20 la Germania compie nei confronti di quanto stabilito nel trattato di Versailles. Mussolini con l’appoggio di Gran Bretagna e Francia può proseguire l’espansione coloniale che si era fermata con la guerra italo- turca. Obiettivi espansione durante fascismo:

  • **Assicurare all’Italia un rango di grande potenza
  • Richiamo al mito della grandezza dell’Impero Romano**
  • Situazione economica italiana è difficile e allontana gli italiani dal regime, Mussolini vuole ricompattare gli italiani con una guerra che porti ad esaltare la grandezza del paese. Piccolo incidente militare tra confine tra Etiopia e Somalia italiana, c’è uno sconfinamento di truppe etiopi, Mussolini coglie questo episodio come il ‘casus belli’ per scatenare un’offensiva nei confronti dell’Etiopia. E’ una guerra lampo , si svolge in poco più di sei mesi, ottobre ’35, maggio ’36 e si conclude con la proclamazione dell’impero dell’africa orientale italiana di cui l’Etiopia fa parte con eritrea e Somalia. L’obiettivo è convogliare versi questo territorio i flussi migratori italiani, creare colonie di popolamento amministrate in un regime di apartheid, separazione tra bianchi e neri (nazionali e indigeni). La società delle nazioni sanziona economicamente nei confronti dell’Italia, Mussolini ritiene che le sanzioni siano un attacco delle potenze internazionali contro l’Italia; quindi, viene sollecitata una reazione della massa degli italiani che manifestano con orgoglio nazionale. Con le sanzioni l’Italia cerca di sfruttare risorse interne (autarchia economica), cerca di rendersi indipendente con combustibili, minerali metallici ecc.. per limitare importazione di materie e beni di consumo. Le materie vengono sostituite ad esempio da caffè di cicoria, non viene importato durante il periodo delle sanzioni, anche la lana sostituita da fibre sintetiche. Il regime spinge anche dal punto di vista alimentare all’autosufficienza, l’ufficio propaganda del PNF (partito nazionale fascista) pubblica un opuscolo “saper nutrirsi” con consigli culinari con prodotti italiani. Gli italiani accolgono con entusiasmo la proclamazione dell’impero dell’africa orientale, e nel 1936 il regime di Mussolini tocca l’acme del consenso, dopo il 1936 con l’entrata in guerra dell’Italia e le prime sconfitte il consenso comincia a scemare. La proclamazione dell’impero d’africa porta in Etiopia una massa di italiani. CHI SONO GLI ITALIANI CHE VANNO IN ETIOPIA? Le maestranze delle imprese italiane che sono chiamate a costruire tutta una serie di infrastrutture in questo paese, a partire dalle strade. Scopi della creazione dell’impero: o Creare delle infrastrutture prima di far partire i flussi migratori, o Il regime tenta di iniziare un progetto di colonialismo demografico, o Dare vita ad una sorta di ‘ impero del lavoro’ , molti italiani avrebbero trovato la possibilità di lavoro che non riuscivano a trovare nella penisola. Questo progetto però al di là del fatto che in Africa orientale italiana ci vadano diversi imprenditori, dal punto di vista della colonizzazione agricola, cioè dell’invio di italiani destinati a fare i contadini in questo territorio, è un progetto che fallisce, così come è fallito il tentativo di colonizzazione della Libia, in africa orientale, in particolare in Etiopia, arrivano in tutto 865 famiglie, che corrispondono a poco meno di 4000

persone, di fronte alle circa 4000 famiglie che sono arrivate in Libia per un totale di circa 28000 persone. MA PERCHÉ SUCCEDE QUESTO? In Etiopia non c’è nulla, i coloni devono crearsi da soli il lavoro , in condizioni climatiche molto difficili. Tre anni più tardi succederà un evento che non consentirà di proseguire questo progetto, nel 1940 infatti l’Italia entrerà in guerra a fianco della Germania. La creazione di questo impero ha un altro effetto, nel 1937 l’Italia emana una legislazione razziale a tutela della razza che prevede la separazione tra italiani che vivono nelle colonie e gli indigeni per evitare rapporti stretti con donne locali, questo porta alla separazione dei locali pubblici tra locali per italiani e indigeni (bar, alberghi, locali, cinematografi ecc..; inoltre proiezione di documentari e film diversi per gli italiani ed indigeni). Vengono vietati e perseguiti i matrimoni misti e appunto il ‘madamato’, la convivenza’ morem uxorio’ con le donne locali. Il motivo è evitare che da queste unioni nascono figli meticci che alterano la purezza della razza italiana. (Donne indigene chiamate Madame) Nonostante tutte queste norme però, i rapporti tra italiani e donne indigene ci sono, ma ci sono anche per motivi legati al fatto che molti degli uomini che sono andati a lavorare in questo territorio non hanno portato con sé la famiglia, si trovano soli e realizzano nuovi rapporti affettivi con le donne locali. Nascono delle norme riguardanti i figli meticci = si proibisce agli italiani di riconoscere i figli nati da un rapporto con una donna indigena e gli si vieta addirittura di provvedere al loro mantenimento. La legge prima prevedeva che il figlio nato da padre italiano fosse italiano, ora no, il razzismo biologico ha superato il principio della discendenza. Le donne se si sposavano con un uomo straniero perdevano la cittadinanza, oggi ovviamente non è così. La situazione che si viene a creare nell’impero dell’africa italiano è molto diversa da quella che era stata posta in essere dal fascismo anni prima che riconosceva anche i figli nati da queste relazioni miste. 1937, il razzismo biologico da lì a un anno sarà la base dell’emanazione di tutta una serie di norme che riguarderanno un’altra categoria di cittadini italiani. COSA SUCCEDE NEL 1938? Le leggi razziali contro gli ebrei. Il razzismo biologico si lega alla svolta imperialista a cui ha dato vita il regime con la conquista dell’Etiopia, anche se dobbiamo dire che l’antisemitismo è stato un fenomeno comunque presente nell’Italia fascista, ma che è stato esplicitato in toni molto blandi, soprattutto attraverso la stampa di alcuni giornali che richiamavano tutto l’armamentario, i pregiudizi e stereotipi che nel tempo avevano definito gli ebrei e l’ebraismo come collegato alla massoneria, al bolscevismo ecc…. L’ANTISEMITISMO = fenomeno che si affianca alla fine dell’800, un sentimento nei confronti degli ebrei che era stata diffusa nel tempo dalla chiesa cattolica, che riteneva gli ebrei dei ‘ cidi’ , cioè uccisori di cristo. Sorge così una sorta di odio nei confronti degli ebrei da parte della chiesa che riteneva che l’unica possibilità di salvezza per gli ebrei fosse la conversione al cristianesimo, cioè al cattolicesimo. 1555 = creazione del ghetto ebreo di Roma, che corrisponde al desiderio della chiesa cattolica di concentrare in unica zona della città gli ebrei e di poterli sottoporre attraverso le prediche coatte alla conversione al cristianesimo. In realtà questa conversione definitiva al cristianesimo non c’è mai stata,

della demorazza’ , il disconoscimento della loro ebraicità, tramite dimostrazioni di fedeltà allo stato, come aver partecipato alla marcia su Roma, tipo. Le famiglie finiscono divise, alcuni disconoscono i genitori, alcuni creano conflitti in famiglia perché c’è chi vuole convertirsi e chi no. Vengono espulsi tutti i professori e gli studenti ebrei dalle scuole, dall’asilo sino all’università, gli studenti ebrei non possono più accedere agli istituti d’istruzione, così anche i professori e maestri non possono più insegnare. Qui si interrompono rapporti di amicizia, lavorativi, si creano situazioni di estremo disagio. Famoso è il caso di uno scrittore che si chiama Giorgio Bassani , il quale andrà a insegnare alla scuola ebraica di Ferrara. Qualche giorno dopo l’emanazione del provvedimento delle scuole, ne arriva un altro ancora più grave, questo provvedimento toglie la cittadinanza agli ebrei italiani che avevano ottenuto la cittadinanza dopo la prima guerra mondiale, molti ebrei erano stati sottoposti a persecuzioni in Francia e altri paesi, si sono spostati in Italia perché la situazione era più tranquilla. Nel 1938 la Normativa antiebraica non viene emanata soltanto in Italia , ma anche in Germania , in Austria (che è entrata a far parte del terzo reich), anche paesi come l’Ungheria. COSA SIGNIFICA? Questa contemporaneità attesta il fatto che sul continente europeo ormai si è arrivati ad una maturità persecutoria che è presente in diversi paesi. La legislazione antiebraica si collega da una parte al processo di avvicinamento alla Germania nazista, che si realizza dopo l’occupazione Italiana dell’Etiopia che porta l’Italia ad essere isolata sul piano internazionale e dall’altro si collega allo sviluppo della politica razziale che l’Italia ha avviati nelle colonie africane. Decreto legge = ci attesta il potere che il regime ha assunto, non serve più la discussione democratica con il parlamento, viene emanato direttamente dal governo. Con le leggi antiebraiche c’è uno shock, molti scoprono di essere ebrei essendo vissuti per generazioni come non ebrei, shock fortissimo, ci sono anche dei suicidi tra queste persone. Queste leggi influiscono agli ebrei: o NEI LORO DIRITTI CIVILI E MATRIMONIALI, o NON POSSONO PIÙ ESERCITARE UNA SERIE DI MESTIERI, o NON POSSONO STUDIARE, o NON POSSONO FREQUENTARE LE LOCALITÀ DI TURISMO E VILLEGGIATURA, o NON POSSONO ANDARE IN VACANZA, o NON POSSONO PUBBLICARE NECROLOGI DI DEFUNTI CON COGNOME EBRAICO, o NON SI POSSONO PUBBLICARE LIBRI DI AUTORI EBREI, o NON POSSONO TENERE APPARECCHI RADIOFONICI, o NON POSSONO PUBBLICARE IL LORO COGNOME NEGLI ELENCHI TELEFONICI. Insomma gli ebrei diventano delle non-persone. A Roma molti ebrei vengono mandati a sistemare gli argini del Tevere fino ad arrivare alla situazione che si verificherà l’8 settembre del 1943 con il rovesciamento delle alleanze, l’occupazione nazista della penisola e l’avvio della cosiddetta ‘ caccia all’uomo ’ che porterà molti ebrei ad essere arrestati ed avviati poi ai campi di sterminio. Le leggi antiebraiche del 1938 ed i provvedimenti successivi saranno abrogati dal regno del sud. Sarà il sovrano Badoglio con un provvedimento del Gennaio 1944 ad abolire le leggi ebraiche su una base di una clausola presente nell’armistizio che lo stato italiano ha firmato con gli anglo americani. Il governo del sud si crea nell’estate del 1943.