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LA COASSICURAZIONE
In caso di rischi molto particolari e di grossa entità esiste la coassicurazione che consiste nella stipulazione di un contratto assicurativo congiuntamente da parte di più assicuratori. Ogni assicuratore che partecipa al contratto si accolla una quota di esso e risponde in caso di sinistro per la propria quota. Esiste la figura dell’assicuratore delegatario che gestisce tutti i rapporti amministrativi permettendo all’assicurato di avere un singolo contatto per il rapporto assicurativo (in genere è quello che detiene la quota maggiore del rischio). In questo caso non vi è alcuna responsabilità solidale fra gli assicuratori che rimangono tenuti al risarcimento solamente per la quota di rischio sottoscritta. Ogni assicuratore è impegnato in caso di sinistro a pagare la propria quota del danno. Anche il premio viene generalmente ripartito per quote. Alla compagnia delegataria viene riconosciuta una commissione per la gestione del contratto. A quella che ha procacciato il contratto una commissione di acquisizione. La coassicurazione può essere:
- diretta quando vi è un unico documento
- indiretta quando l’assicurazione di uno stesso rischio effettuata da più assicuratori avviene mediante polizze separate. LA RIASSICURAZIONE Attraverso un contratto riassicurativo un’impresa di assicurazione - detta riassicurato o cedente
- trasferisce totalmente o parzialmente il rischio che ha assunto ad altra impresa detta riassicuratore o cessionario. La riassicurazione è uno strumento tecnico per ridurre la volatilità dei risultati e migliorare l’impiego dei capitali. La riassicurazione ha origini molto antiche e risale circa alla seconda metà del 1300. Nel 1846 ( operativa nel 1852) fu fondata la prima compagnia di assicurazione che si sarebbe dedicata esclusivamente alla riassicurazione. La riassicurazione può essere:
- attiva: è quella effettuata dal riassicuratore, che assume premi e rischi sottoscritti da un assicuratore
- passiva: è quella effettuata dall’assicuratore-cedente, che cede premi e rischi in riassicurazione
- diretta: quella effettuata sui rischi sottoscritti in proprio ovvero da un assicuratore che avendo sottoscritto da solo delle polizze riassicura affari da lui direttamente sottoscritti
- indiretta: quella effettuata da chi non avendo sottoscritto direttamente polizze, cede rischi che ha accettato da altri
- obbligatoria: detta anche riassicurazione per trattati. Sono oggetto del trattato tutti i rischi di un portafoglio ceduto contrattualmente. Per trattato di riassicurazione di intende quello strumento che permette all’assicuratore (cedente) di sottoscrivere un rischio e considerarlo automaticamente riassicurato da quei riassicuratori che abbiano accettato una parte del trattato. Devono però essere rispettate tre condizioni: - ambito di ramo - ambito territoriale - un massimale o somma non superiore ad un limite indicato
- facoltativa: è una riassicurazione dove l’assicurato diretto richiede una copertura riassicurativa per i singoli rischi. Nel caso di riassicurazione facoltativa ogni qual volta un assicuratore sta per sottoscrivere un rischio deve farsi carico di offrirlo ad uno o più riassicuratori, attendere che questi accettino e soltanto quando il rischio risulti interamente coperto può emettere la polizza
Riassicurazione proporzionale: qualsiasi forma di riassicurazione in cui ci siano nella stessa proporzione la cessione del rischio, la cessione del premio e la cessione del sinistro. Se ad esempio un rischio è raffigurato sotto forma di rettangolo la riassicurazione proporzionale è rappresentata graficamente da una linea verticale.
- A sinistra: conservazione
- A destra: riassicurazione Esistono due tipi di trattati di riassicurazione proporzionale:
- Trattato Quota: la porzione di rischio ceduta da parte dell’assicuratore diretto è espressa in percentuale del premio incassato per la copertura del rischio. In caso di sinistro il riassicuratore, che ha assunto la quota di rischio, risponderà per il pagamento di una equivalente percentuale dell’importo del danno. L’impresa cedente chiederà al riassicuratore una commissione per aver procurato l’affare e per la compartecipazione ai costi sostenuti per sottoscrivere e gestire il rischio
- Trattato in Eccedente: l’impresa di assicurazione diretta dovrà definire il “pieno di conservazione”, ossia la quota di rischio che intende tenere a suo carico (espresso come valore assicurato per cui deve rispondere in caso di sinistro); la porzione eccedente il “pieno” costituirà oggetto di cessione e viene appunto definito “eccedente”; il riassicuratore, in caso di sinistro, risponderà proporzionalmente al valore ottenuto fra l’eccedente e il valore assicurato complessivo. Se ad esempio si assicura un rischio per un valore di 150.000€ e la compagnia diretta decide di detenere un “pieno” di 100.000€, significa che trasferirà al riassicuratore l’eccedente il pieno, ossia 50.000€ (ossia il 33,33% del totale). In caso di sinistro il riassicuratore risponderà al pagamento del sinistro secondo questa percentuale. Riassicurazione non proporzionale: il rischio , il premio e il sinistro non sono ripartiti nella stessa proporzione. Nel caso della riassicurazione non proporzionale possiamo considerare un rischio come spezzato orizzontalmente. La linea di demarcazione prende il nome di franchigia. Franchigia: limite fino al quale il sinistro resta a carico della cedente Garanzia: importo massimo oltre la franchigia che il riassicuratore si impegna a pagare in caso di sinistro. Se il sinistro non raggiunge la linea di franchigia non è di pertinenza del riassicuratore mentre il riassicuratore è chiamato in causa solo se l’entità del sinistro è tale da superare la franchigia. Esistono due tipi di contratto:
- Contratto Excess Loss : la compagnia cedente fissa un importo massimo per sinistro che pagherà e l’importo in eccesso sarà a carico del riassicuratore (fino ad un massimale stabilito). Esempio:
- la compagnia stabilisce che ritiene totalmente tutti i sinistri derivanti da un determinato insieme di rischi fino ad un importo pari a 100,000€;
- il riassicuratore si impegna a pagare l’eventuale parte eccedente; • se l’importo del sinistro è pari a 120,000€ l’assicuratore avrà in carico 100,000€ mentre il riassicuratore i rimanenti 20,000.
- Contratto Stop loss : la compagnia cedente fissa un rapporto fra costo sinistri e premi (S/P) che rimane a suo carico (calcolato su un insieme di rischi o su singoli rischi) e l’eccedente sarà a carico del riassicuratore. Esempio:
- La compagnia stabilisce che il rapporto S/P massimo è pari a 150% e stipula un contratto stop loss; ha sottoscritto 100 milioni di premi e i sinistri afferenti a questi contratti sono pari a 200 milioni (rapporto S/P pari a 200%)
- All’assicuratore rimane in carico 150 milioni di sinistri; • Il riassicuratore dovrà pagare 50 milioni all’assicuratore.
IL CONTRATTO DI ASSICURAZIONE
Il contratto di assicurazione è regolato dall’art. 1882 del cc.: L'assicurazione è il contratto col quale l'assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l'assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana. E’ regolata dal codice civile, dalla legislazione vigente e comunitaria La dottrina suddivide le assicurazioni in:
- assicurazione delle persone
- assicurazione dei beni
- assicurazione della responsabilità
- assicurazione della emergenza In particolare si possono individuare due tipi di assicurazione:
- Danni
- Vita Gli elementi del contratto di assicurazione sono i seguenti:
- ASSICURATO: il soggetto il cui interesse è protetto d’assicurazione;
- CONTRAENTE: il soggetto che stipula l’assicurazione;
- POLIZZA: il documento che prova l’assicurazione;
- PREMIO: il “prezzo” dell’assicurazione;
- RISCHIO: la probabilità che si verifichi il sinistro e l’entità dei danni che possono derivare;
- SINISTRO: il verificarsi del fatto dannoso per il quale è prestata l’assicurazione. Assicurazione danni Secondo l’art. 1882 l’assicuratore verso pagamento di un premio si obbliga a rivalere l’assicurato entro i limiti convenuti del danno ad esso prodotto da un sinistro. L’assicurato quindi trasferisce mediante pagamento di un premio il bisogno di sicurezza:
- della propria persona:
- Assicurazione Infortuni
- Assicurazione malattia
- Assicurazione invalidità
- dei propri beni:
- Assicurazione incendio
- Assicurazione furto
- Assicurazione cristalli
- Assicurazione grandine
- del proprio patrimonio
- Assicurazione della responsabilità civile L’ Assicurazione di responsabilità civile è regolata dall’art 1917 del cc.: “Nell’assicurazione della RC l’assicuratore è obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell’assicurazione, deve pagare a un terzo, in dipendenza della re- sponsabilità dedotta nel contratto. Sono esclusi i danni derivanti da fatti dolosi.” Le assicurazioni obbligatorie sono quelle relative a:
- i veicoli a motore ed i natanti, per la circolazione o la navigazione e l’organizzazione di gare e competizioni sportive
- la navigazione aerea
- gli impianti nucleari
- le bombole di gas liquido, per la responsabilità civile del distributore e dell’utente
- il cacciatore, per l’esercizio della caccia
- le agenzie di viaggio. La legge n. 1084 del 27 dicembre 1977 pone a carico degli organizzatori e degli intermediari di viaggi una presunzione di responsabilità nei confronti dei viaggiatori;
- le Unità Sanitarie Locali, per la responsabilità civile dei medici e di altri dipendenti
- le funivie e le sciovie
- le vendite a domicilio o per corrispondenza, per eventuali danni ai consumatori, cagionati dal prodotto o dal venditore LE ASSICURAZIONI SULLA VITA Si possono classificare in due categorie: 1. Assicurazione caso morte Pagamento di un capitale ai beneficiari nel caso in cui il decesso dell’assicurato avvenga in un determinato periodo o in qualunque epoca esso avvenga. Rientrano in tale tipologia di assicurazione le temporanee caso morte e le assicurazioni a vita intera. Mentre nell’assicurazione infortuni la morte deve essere conseguenza di un evento dovuto a causa fortuita, violenta e esterna che produca lesioni corporali constatabili, nell’assicurazione temporanea caso morte il decesso è compreso qualunque possa esserne la causa. Il contratto viene stipulato a seguito di accertamenti sanitari (visita medica) a cui si sottopone l’assicurato ed il cui esito consente all’assicuratore di valutare se considerare il rischio accettabile sotto l’aspetto sanitario o, al contrario, se applicare un sovrappremio. Entro certi limiti di capitale, l’assicurato può scegliere di non sottoporsi a visita medica: in questa eventualità dovrà semplicemente compilare e sottoscrivere un questionario appositamente predisposto. 2. Assicurazione caso vita Pagamento di un capitale in caso di sopravvivenza dell’assicurato ad una certa data. Rientrano in tale tipologia di assicurazione i capitali differiti e le rendite vitalizie (anche temporanee). Questa forma di risparmio si può attuare attraverso due tipologie di contratti:
- Polizze di tipo tradizionale (con rendimento minimo garantito): I premi versati dagli assicurati confluiscono in una gestione speciale all’interno della quale gli investimenti vengono effettuati prevalentemente in obbligazioni; tale impostazione consente all’assicuratore di garantire per tutta la durata contrattuale un rendimento minimo indipendentemente dai risultati ottenuti.
- Polizze di tipo unit linked: versione assicurativa dei fondi comuni di investimento. I premi versati dal contraente della polizza vengono impiegati per l’acquisto di quote di fondi assicurativi. Non viene garantito un rendimento minimo ed il rischio finanziario risulta a carico dell’assicurato.
Nel caso in cui il contraente dichiari che il valore del bene assicurando è V ma giudichi che l' MPL sia inferiore a V e desideri limitare la copertura al livello M del massimo danno probabile, il contratto è stipulato nella modalità detta di primo rischio relativo. In caso di sinistro, l'assicuratore risarcisce il danno in misura integrale, sin quando la sua entità risulti inferiore o uguale a M e in misura pari a M se essa è superiore a M purché, però, il valore accertato del bene al momento del sinistro sia pari al valore dichiarato V. Se il valore accertato risulta superiore a V si applica la regola proporzionale con soglia di pagamento M. Si parla invece di contratto a primo rischio assoluto quando le due parti concordano sull'entità M del massimo danno probabile, senza alcun riferimento al valore del bene assicurando. In questa modalità, appetita dall'assicurato e meno dall'assicuratore, il risarcimento di sinistro avviene in misura integrale sino al raggiungimento della soglia M. Passando alla considerazione dei contratti di responsabilità civile, la modalità di risarcimento è tipicamente quella del " primo rischio assoluto ". Non essendo infatti oggettivamente individuabile un valore d’esposizione, è scelta dal contraente con criterio soggettivo l'entità M della massima copertura garantita. L'importo M prende il nome di massimale (di garanzia). Un'importante modalità, frequentemente presente nei contratti, riguarda la franchigia al risarcimento. E' fissato in tali casi, contrattualmente, un importo d che funge da soglia agli interventi dell'assicuratore nel senso che i danni d’importo non superiore a d non sono risarciti. I danni d’entità x maggiore di d sono poi risarciti integralmente - e si parla allora di contratti con franchigia relativa (rispetto a d ) – o nella misura x-d e si tratta allora di contratti con franchigia assoluta. Sempre con l'intendimento di far partecipare l'assicurato alla copertura del rischio che lo riguarda, è adottata talvolta la clausola contrattuale di scoperto , in forza della quale è demandata all'assicurato la copertura di una percentuale fissa dell'esposizione e quindi del risarcimento. Tutti gli elementi del contratto (definizione del rischio, modalità di copertura e di pagamento del premio, rapporti tra le parti contraenti) sono elencati in un documento che prende il nome di polizza. Differenze assicurazioni danni e vita Assicurazioni vita:
- assicurazioni di somme
- durata lunga (per lo più tra 10 e 30 anni, talvolta addirittura vitalizia)
- ripetibilità dell'intervento dell'assicuratore nel periodo d’esposizione: fissata Assicurazioni danni:
- assicurazioni di risarcimento.
- durata breve ed al più annuale
- ripetibilità dell'intervento dell'assicuratore nel periodo d’esposizione: casuale I principali rami danni sono: - RAMO RESPONSABILITA' CIVILE (RC): l'assicuratore s’impegna a corrispondere, per conto dell'assicurato, indennizzi conseguenti ad obbligazioni insorte da una condotta (del- l'assicurato) che ha originato o non ha impedito il manifestarsi d’eventi dannosi. Il ramo R.C. è usualmente ripartito in due sottorami:
- R.C.A.: Le coperture garantite dall'assicurazione R.C.A. riguardano gli indennizzi per danni a persone o a cose originati dalla guida di un veicolo.
- R.C.D., di responsabilità civile diversi:
- R.C. dell'imprenditore: riguarda le obbligazioni verso prestatori d'opera dipendenti (R.C. operai) e le obbligazioni verso terzi danneggiabili estranei al rapporto di lavoro (per uso di macchinari, trasporto di mezzi, ...). Vi è inoltre la responsabilità verso il destinatario (acquirente o terzo) del bene prodotto dall'imprenditore. - la R.C. postuma che attiene a danni dovuti a vizi d’installazione o montaggio, - la R.C. smercio che riguarda la responsabilità del venditore del prodotto (inadeguato immagazzinamento, errata consegna, ...) - la R.C. prodotti manifestantesi a seguito d’eventi dannosi connessi con l'attività di produzione, quali i difetti di fabbricazione o progettazione, errori di confezionamento o d’istruzioni per l'uso, rovina di costruzioni o altro.
- La R.C. professionale è originata da danni provocati nell'esercizio dell'attività di un professionista
- La R.C. famiglia sorge a seguito d’attività extra-professionali e connesse alla normale vita di relazione di nuclei familiari. - RAMO INCENDI; LE POLIZZE TECNICHE La garanzia riguarda il risarcimento di danni materiali e diretti provocati dall'incendio di beni assicurati e, per estensione, di danni provocati dalla caduta del fulmine, da esplosione, dai guasti arrecati per ordine delle autorità allo scopo di impedire o arrestare l'incendio. Nel contratto in questione sono tipicamente previste garanzie complementari: per danni a merci in refrigerazione, per quelli arrecati dall'incendio alle cose dei vicini, per danni connessi all'interruzione d’esercizio. Il contratto prevede di norma l'assicurazione a valore intero con forme di sottoassicurazione e modalità di franchigia, scoperto. E’ praticata anche la copertura a primo rischio qui detta anche a primo fuoco. Prendono il nome di polizze tecniche quelle riguardanti contratti intesi a garantire l'intervento dell'assicuratore a fronte di una larga varietà d’eventi dannosi che possono colpire le imprese tanto nelle fasi di costruzione d’impianti di produzione quanto in quelle di funzionamento.
- polizze montaggio (e.a.r.: erection all risks) che riguardano coperture in fase di costruzione e installazione di macchinari e impianti,
- le polizze c.a.r. (contractor's all risks) che intendono coprire tutti i rischi dell'appaltatore d’opere civili
- La polizza guasti macchine copre danni attribuibili a deficienza di materiali o alla natura umana (errori di manovra, negligenza, ...), danni derivanti da incidenti di servizio (corto circuito, mancanza d'acqua, ...).
- polizza elettronica, che offre garanzie contro danni che possono colpire apparecchiature genericamente definite "a corrente debole", in particolare a computers - RAMO TRASPORTI Storicamente il più antico dei rami assicurativi. Si assicurano quindi i corpi (cioè i mezzi vettori) e le merci (cioè i beni trasportati) e gli equipaggi. L'esposizione del rischio assicurato dura per il periodo di trasferimento, e quindi la durata del contratto è variabile. - RAMO AVIAZIONE Sono garantite coperture di corpi, di responsabilità civile, coperture contro gli infortuni, assicurazioni di merci aviotrasportate, gestione stazioni aeroportuali, lancio satelliti.
GLI INDICI AZIENDALI
I valori del bilancio d’esercizio possono essere oggetto di elaborazione per approfondire gli aspetti economico finanziari della gestione aziendale. Queste elaborazioni prendono il nome di analisi di bilancio. Le informazioni ottenute forniscono indicazioni sullo stato di salute dell’impresa dal punto di vista economico - finanziario. L’organizzazione delle informazioni deve consentire di comprendere i seguenti aspetti della gestione aziendale:
- equilibrio economico - reddituale: se l’impresa genera profitto
- equilibrio finanziario: come l’impresa governa il flusso delle entrate e delle uscite nel breve e nel lungo periodo attraverso opportune scelte di finanziamento
- equilibrio patrimoniale: controllo delle attività e passività dell’impresa. L’uso delle analisi di bilancio può avvenire per:
- controllo della gestione passata
- programmazione della gestione futura I destinatari dell’analisi di bilancio sono:
- gli stakeholder o chiunque abbia contatto con l’impresa
- i concorrenti attraverso il processo di benchmarking Bisogna distinguere tra:
- analisi interna: l’analista può usufruire oltre che del bilancio ufficiale anche di tutta la documentazione e delle informazioni reperibili all’interno dell’azienda stessa.
- analisi esterna: si basa solo sul bilancio ufficiale e sui dati pubblicati In entrambi i casi le informazioni ottenute vanno integrate con quelle riguardanti il mercato in cui l’azienda opera. LA RATIOS ANALYSIS le tecniche usate per l’elaborazione dei valori di bilancio sono diverse. Possono essere utilizzate:
- tecniche degli indici di bilancio
- tecnica dei flussi finanziari Il valore assunto da un indice preso singolarmente non fornisce informazioni utili, il suo pieno significato si ottiene solo quando viene confrontato con un altro termine di riferimento. La maggior parte dei confronti si effettua usando:
- dati storici: si confrontano i valori ottenuti con quelli analoghi costruiti su una serie storica di bilanci della stessa azienda (comparazioni temporali)
- riferimenti esterni: si prendono come termine di paragone i valori degli indici relativi ad aziende di simili dimensioni operanti nello stesso settore (comparazioni spaziali). permette di esaminare la posizione occupata dall’impresa nel mercato e di cogliere i punti di forza e di debolezza dell’impresa rispetto ai concorrenti.
- standard soggettivi: si valuta la performance confrontandola con uno standard fondato su valutazioni soggettive dettate dall’esperienza del personale di chi opera nel settore La validità di tali confronti dipende dall’attendibilità e omogeneità dei dati di bilancio. La comparabilità dei bilanci dipende da:
- gli schemi di Stato patrimoniale e CE devono essere uniformi
- i criteri di valutazione delle singole poste devono essere costanti
- le operazioni straordinarie (fusioni, acquisizioni) devono essere evidenziate All’interno del processo di analisi si possono individuare tre fasi:
- riclassificazione dei prospetti di bilancio
- costruzione di un sistema di indici
- analisi ed interpretazione dei risultati ottenuti
RICLASSIFICAZIONE DEL BILANCIO ASSICURATIVO
Il bilancio di esercizio è il punto di partenza per l’analisi di bilancio però non è sempre adatto e quindi è necessaria una nuova struttura ovvero sia ha quindi la riclassificazione di bilancio. La riclassificazione è la fase preliminare in cui i dati vengono aggregati o disaggregati in funzione degli indici che si vogliono calcolare. L’analisi delle performance è influenzata dal criterio di riclassificazione scelto e dai risultati intermedi. Per quanto riguarda il CE il dlgs 173/1997 ha disposto 3 risultati intermedi: i primi due riguardano i saldi dei conti tecnici relativi al ramo danni e vita, il terzo (il conto non economico) è comune ai due rami. Il nuovo schema vuole quindi evidenziare i diversi contributi dei singoli rami (danni e vita) alla formazione del risultato d’esercizio. Il primo schema evidenzia il contributo delle due gestioni alla formazione del risultato di esercizio, tramite la cotruzione dei risultati intermedi.
_1. Schema di riclassificazione del Conto Economico
- premi contabilizzati lordi
- premi ceduti in riassicurazione
- variazione riserva premi netta_ + premi di competenza (PC) _+ oneri relativi ai sinistri
- variazione riserva sinistri netta_ - sinistri di competenza - _spese di gestione +- saldo delle altre partite tecniche
- variazione delle altre riserve tecniche_ +- risultato gestione tecnica + _proventi finanziari e patrimoniali
- costi finanziari e patrimoniali_ +- risultato della gestione patrimoniale = utile ante imposte - imposte = utile netto Si sottolinea come il reddito operativo s’identifica con l’ utile ante imposte (utile lordo complessivo); questa scelta è conforme con il considerare l’attività patrimoniale-finanziaria complementare, e non accessoria, a quella tecnica. Nel secondo schema all’interno del risultato della gestione tecnica, il margine del lavoro diretto viene separato da quello del lavoro indiretto, per analizzare gli effetti delle politiche di riassicurazione attiva. 2. Schema di riclassificazione del Conto Economico +- contributo del lavoro diretto al netto delle cessioni in riassicurazione +- contributo del lavoro indiretto al netto delle cessioni in riassicurazione +- contributo della riassicurazione passiva +- RISULTATO DELLA GESTIONE TECNICA +-contributo della gestione patrimoniale ordinaria +-contributo della gestione patrimoniale straordinaria +- RISULTATO DELLA GESTIONE PATRIMONIALE = UTILE ANTE IMPOSTE (REDDITO OPERATIVO) - IMPOSTE = UTILE NETTO
SCELTA DI UN SISTEMA DI INDICI
Dopo una fase preliminare di riclassificazione del bilancio, che permette di disporre di tutti gli elementi per attuare una significativa analisi di bilancio, al fine di attuare una significativa analisi di bilancio, al fine di ottenere informazioni sull’andamento generale del mercato assicurativo e sull’andamento di ogni singola compagnia, è possibile costruire e calcolare una serie di indici capaci di sintetizzare e quantificarne i fenomeni d’azienda complessi. Tra le diverse tipologie di indici di bilancio le più comuni sono:
- Rapporti di composizione: determinano l’incidenza di un aggregato di valori sul totale al quale la voce appartiene. Si dicono di analisi verticale e consentono di esprimere lo SP e CE in valori percentuali
- Rapporti tra aggregati: rapporti tra una voce di Conto Economico e una voce di Stato Patrimoniale o un'altra voce estranea al bilancio.
- Rapporti di rotazione: esprimono la velocità di circolazione di alcuni aggregati, cioè il numero di volte in cui la quantità al denominatore si trasforma in quella al numeratore per effetto della gestione.
- Rapporti di copertura: indicano quanta parte di un valore è coperta da un altro. Il legame che unisce tra di loro i diversi indicatori può essere sia di tipo aritmetico e sia di ordine qualitativo. INTERPRETAZIONE DEI VALORI ASSUNTI DAI VARI INDICI Il processo dell’analisi per indici si conclude con l’interpretazione dei risultati ottenuti. La fase interpretativa si sviluppa in più momenti:
- esame dell'andamento (miglioramento o peggioramento) del valore degli indici;
- individuazione delle cause di variazione dei vari indicatori attraverso l'analisi dettagliata delle variabili del rapporto aritmetico (grandezze poste al numeratore e al denominatore);
- formulazione di un articolato e ragionato giudizio sullo stato di salute dell'impresa. Una corretta interpretazione richiede ottime conoscenze del settore e un’elevata capacità di analisi che deriva dall'esperienza e dall’abilità degli analisti. Nella fase di interpretazione dei risultati è necessario tener presente che l'analisi per indici può essere influenzata da diversi fattori:
- i valori di alcune voci possono dipendere dalle politiche di bilancio seguite.
- il confronto temporale è influenzato dal tasso di inflazione, dalle modifiche della struttura organizzativa o produttiva;
- il confronto spaziale risente delle dimensioni delle imprese scelte come termine di confronto. ANALISI DELLA SITUAZIONE FINANZIARIA - PATRIMONIALE L’analisi della situazione finanziaria ha il compito di rilevare l’autonomia finanziaria dell’impresa cercando di individuare le condizioni che garantiscano uno sviluppo duraturo e il mantenimento della solvibilità aziendale. La situazione economico-finanziaria riguarda quindi la capacità dell'azienda di mantenere una solida posizione finanziaria fronteggiando i fabbisogni monetari imposti dallo svolgimento della gestione: la capacità di far fronte agli obblighi finanziari di breve termine è detta liquidità , mentre la capacità di pagare i debiti finanziari di lungo periodo è detta solvibilità.
SOLIDITÀ AZIENDALE: Con il termine "solidità" s’intende la capacità dell'azienda di adattarsi alle mutevoli condizioni del mercato. Per poter apprezzare la solidità di un'azienda è necessario esaminare:
- la struttura patrimoniale, cioè la composizione del capitale investito
- la struttura finanziaria, cioè la composizione delle fonti
- le relazioni di equilibrio tra valori "patrimoniali" e "finanziari" dello Stato Patrimoniale LIQUIDITÀ AZIENDALE Con il termine "liquidità" ci si riferisce alla capacità dell’azienda di far fronte ai suoi impegni a breve termine, cioè agli impegni che vanno pagati entro il termine massimo di un anno. L'esame di questo comparto gestionale consiste, quindi, nel valutare l'attitudine della gestione aziendale a realizzare un equilibrio tra entrate e uscite monetarie. Le grandezze che si utilizzeranno nel calcolo degli indicatori di liquidità riguardano le attività e le passività correnti. Le prime comprendono:
- le disponibilità liquide, i depositi presso enti creditizi e i conti correnti postali;
- gli assegni e le consistenze di cassa;
- i crediti derivanti da operazioni di assicurazione diretta e indi- retta;
- azioni, obbligazioni. La somma di queste attività costituisce la liquidità generale della compagnia. Le passività correnti sono invece costituite da:
- debiti verso compagnie di assicurazione, debiti per imposte e altri debiti da pagare entro l’anno;
- interessi passivi su debiti da pagare entro l’anno;
- sinistri da liquidare entro l’anno. Le attività e passività correnti sono delle quantità-stock, riferite cioè ad un determinato istante. L’ANALISI DELLA SITUAZIONE ECONOMICO - REDDITUALE L'analisi della situazione economico - reddituale esamina la redditività aziendale, cioè la capacità dell’azienda di coprire i costi e conseguire un utile. Essa viene realizzata considerando le tre principali variabili economiche di assetto generale d’impresa: ECONOMICITÀ Il termine "economicità" indica la capacità dell'azienda di utilizzare nel miglior modo possibile le risorse a sua disposizione e si riferisce all'efficienza raggiunta dall'impresa nello svolgimento dei principali processi gestionali. Per quanto riguarda le imprese d'assicurazione bisogna considerare anche altri quozienti ovvero quelli che misurano:
- l’efficienza della struttura liquidativa e della rete di vendita;
- l'entità dell'errore commesso nella stima dei sinistri
- l’efficienza relativa all’attività di riassicurazione (sia attiva sia passiva), che offre uno strumento informativo per valutare l'efficacia delle scelte effettuate dall'impresa per ridurre la sua esposizione al rischio. REDDITIVITÀ AZIENDALE E’ relativa alla capacità dell'impresa di generare un valore aggiunto adeguato a remunerare l'insieme dei fattori produttivi e, in via residuale, i conferenti di capitale proprio. In relazione all’aspetto gestionale si devono considerare:
I PRINCIPALI INDICI
INDICE DI CONCENTRAZIONE: il grado di concentrazione di un settore è definito dal numero e dalla distribuzione dimensionale delle imprese che vi operano. Si dice che un settore è concentrato quando una quota rilevante dell’offerta è detenuta da un numero relativamente ridotto di grandi imprese. Esistono vari indicatori del grado di concentrazione di un settore:
- il rapporto di concentrazione: somma delle quote di mercato delle prime k imprese ordinate in maniera decrescente
- curva di concentrazione
- indice di Herfindal: dato dalla somma del quadrato delle quote di mercati di tutti i competitori. INDICATORI DI EFFICIENZA ECONOMICA Esprimono il livello di efficienza raggiunto dall’impresa assicurativa nello svolgimento dei processi gestionali ed in particolare nella gestione del portafoglio rischi. misura l’incidenza dei costi della gestione tecnico - assicurativa e dei costi di struttura sul fatturato complessivo. COMBINED RATIO= Loss ratio + Expenses ratio Segnala la quota di premi di competenza assorbita dai sinistri ed esprime la capacità della compagnia di effettuare un’adeguata politica di tariffe, di controllo dei costi dei sinistri e di selezione della clientela. Un aumento del Loss Ratio può essere generato da diversi fattori:
- assunzione di rischi particolarmente elevati a fronte di premi non adeguati;
- frequenza dei sinistri più elevata del previsto;
- tariffe fissate volutamente ad un livello basso per motivi concorrenziali di incremento delle quote di mercato.
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Expenses Ratio INDICE DI EFFICIENZA LIQUIDATIVA: valutano l’efficienza della struttura liquidativa (propensione a liquidare velocemente i sinistri): INCIDENZA DELLE DIVERSE TIPOLOGIE DI COSTI: indica come i CF e i CV incidono sui costi totali.
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INDICATORI DI REDDITIVITA’: mettono in relazione i risultati economici generati dalla gestione con le risorse usate per conseguirli INDICATORI DI REDDIVITA’ TECNICA E PATRIMONIALE
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