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Statistica Aziendale
Definizione
Non c’и univocitа sulla definizione di statistica
aziendale nй sulle tematiche di sua pertinenza.
Tutti i fenomeni aziendali che si prestano ad analisi
statistica dovrebbero rientrare, anche se in modo
non esclusivo, nell’ambito dello studio della statistica
aziendale ( Di Fonzo, 2002)
Schema di struttura aziendale:
aree e attività
AREA ATTIVITA’
Produzione Previsioni di produzione
Controllo degli stock e delle scorte
Pianificazione (manodopera, produzione, acquisti)
Controllo di qualità
Contabilità e finanza Formulazione del bilancio
Planning
Controllo di gestione
Servizi alla produzione Modelli finanziari
Analisi dei dati
Simulazione
Disegni sperimentali
Marketing di vendite Previsioni delle vendite
Analisi dei dati di vendita
Ricerche di mercato
Ricerca e sviluppo Analisi dati sperimentali
Simulazione
INFORMAZIONE ED ELABORAZIONE STATISTICA
L’informazione è una risorsa essenziale per il decisore
d’azienda
La bontà di una decisione dipende, in larga misura, dalla
quantità e dalla qualità dell’informazione disponibile
Cos’è “L’INFORMAZIONE”?
Dato, trasformato in forma utile per il ricevente, che
possiede un valore reale o potenziale sulle decisioni
attuali o future.
Il dato non costituisce di per sé un’informazione, ma
richiede un’elaborazione.
Relazione tra
Statistica e Informazione
Il metodo statistico permette di:
- generare informazione, elaborando dati grezzi
inizialmente privi di valore informativo
- valorizzare l’informazione esistente mediante
indici sintetici
- leggere e impiegare in modo razionale le
informazioni probabilistiche ottenute, ad es.,
tramite campionamento
- generare informazioni prospettiche (previsioni,
modelli di simulazione)
Le fonti dei dati
Dati Primari Dati Secondari
Informazioni che devono essere raccolte per
la prima volta mediante:
Osservazioni, Esperimenti e Questionari
(Metodi appositamente predisposti
per risolvere un dato problema)
Informazioni già esistenti, utili per scopi
scientifici ed Economici
Disponibili internamente o
esternamente
Pregi:
economicità
· velocità d’acquisizione
· tutela della privacy
Dati Secondari
Interni
Informazioni aziendali su:
· produzione
· costi
· vendite
· distribuzione
ecc.
Esterni : Statistiche e rapporti
pubblicati da:
· enti pubblici
· associazioni commerciali di categoria
· altre organizzazioni
Le principali fonti di dati in Italia
Fonti istituzionali
- Ministero dell’Economia e delle Finanze (già del Bilancio e della
- Programmazione Economica): Relazione previsionale e
- programmatica (annuale)
- Banca d’Italia (Relazione del Governatore, annuale)
Fonti statistiche ufficiali (Istat, www.istat.it)
- Annuario Statistico Italiano (annuale)
- Annuario di Statistiche Industriali (annuale)
- Bollettino mensile di statistica (annuale)
Enti per la ricerca economica e sociale
- ISAE (già ISCO, analisi della congiuntura)
- CENSIS (Centro Studi Investimenti sociali): Rapporto sulla situazione sociale del
Paese, col patrocinio del CNEL
- INDIS (Istituto nazionale distribuzione e servizi)
- Associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio,…)
- Camere di Commercio
- Banche e Industrie
- Istituti di ricerca privati
Permettono di confrontare l'intensità di un
fenomeno, registrata in luoghi o tempi diversi.
Il sistema informativo per le rivelazione extra-contabili
IL SISTEMA INFORMATIVO EXTRACONTABILE
Il sistema informativo extracontabile и dato dal movimento di informazioni che non
sono necessariamente monetarie e non sono sistematiche.
Le informazioni non monetarie sono costituite da giudizi di qualitа, pareri, indicazioni,
opinioni, previsioni, notizie che possono servire all’azienda per valutare l’attivitа passata e il
suo impatto con i destinatari, sia interni (per esempio, il personale) sia esterni (per esempio, il
mercato), o per programmare quella futura.
Spesso il sistema extracontabile и costituito da un miscuglio di informazioni monetarie e non
monetarie, che costituiscono fonti di conoscenza per l’azienda molto importanti al fine delle
scelte da compiere e che sono la base del sistema contabile.
Rientrano in questo sistema:
- (^) le ricerche scientifiche , per esempio su materiali particolari o su tecnologie possibili;
- i sondaggi , per conoscere il parere di determinate scelte sui destinatari;
- le analisi di mercato , per raccogliere indicazioni sulle opinioni dei consumatori
attuali o potenziali;
- le relazioni , quali quelle di organismi ed enti specifici (per esempio, la relazione
generale della Banca Centrale Europea o quella delle associazioni di imprese
sull’andamento del settore ecc.);
- le banche dati , che offrono informazioni su vari aspetti e fenomeni che influenzano
direttamente o indirettamente l’attivitа dell’azienda;
- i siti internet , ai quali si accede per la via telematica.
Bisogna comunque considerare che le informazioni extracontabili stanno progressivamente
acquisendo il requisito della sistematicitа , grazie alla informatizzazione delle procedure e alla
loro sempre maggiore diffusione: si considerino in proposito i sondaggi o le ricerche di
mercato, che molte aziende effettuano ormai in modo continuativo.
Statistica aziendale e analisi
dei dati
Revisione e certificazione dei bilanci
Revisione aziendale (senso ampio)
Procedure di rilevazione e controllo del sistema di variabili
che configurano l’impresa
Obiettivo:
Esprimere giudizi sul grado di efficienza organizzativa,
contabile e gestionale
Revisione aziendale (senso stretto)
Controllo delle scritture contabili e della corrispondenza ad
esse dei dati di bilancio
Certificazione di un bilancio
F 0
6 EAttività volta ad attestare che il bilancio è
redatto correttamente oppure no in rapporto a
prestabiliti principi contabili di valutazione,
rilevazione ed esposizione degli eventi di
gestione
Verifica delle voci di bilancio
F 0
6 E Completezza: sono state registrate tutte le
transazioni e tutte le attività e passività?
F 0
6 E Esistenza: le attività e passività esposte in
bilancio esistono realmente?
F 0
6 EAccuratezza: gli importi delle attività e
passività sono accurati? (es. il credito verso il
cliente X è veramente 2 mln. di euro?)
F 0
6 E Valutazione: la valutazione delle attività e
passività è stata fatta secondo le norme di
legge, o, in mancanza, secondo corretti
principi contabili? (es. i crediti sono stati
esposti tenendo conto del loro presumibile
valore di realizzo?)
F 0
6 E Proprietà: le attività e passività hanno titolo
per essere iscritte in bilancio? (es. le merci
esistenti in magazzino appartengono
realmente alla società o sono già state
cedute ai clienti?)
F 0
6 E Presentazione: tutte le poste in bilancio
sono correttamente classificate? (es. le
ricevute bancarie emesse a fronte di crediti e
non ancora incassate sono classificate nei
crediti v/clienti e non nelle disponibilità
liquide)
Forme della revisione
F 0
6 E L’operazione di revisione si svolge attraverso
sondaggi e verifiche di vario genere, dirette e
indirette:
F 0
D 8 F 0 Verifiche dirette degli elementi reali (es. scorte)
D 8Analisi documentali
F 0
D 8 F 0Analisi dei sistemi di controllo interno
D 8Analisi comparative di bilancio
Aspetti generali delle procedure di
controllo
F 0
6 E Controlli qualitativi:
verificare l’uguaglianza tra le procedure
prescritte e l’applicazione di queste
F 0
6 E Controlli quantitativi:
si riferiscono alle quantità monetarie e non
La comparazione fra indici di bilancio di una singola azienda e dati
aggregati, inoltre, può essere utile quando un’impresa deve decidere
se entrare in un nuovo settore o vuole confrontarsi con i dati medi del
settore di appartenenza per comprendere se i suoi risultati si allineano 20 Analisi
statistica dei bilanci
con quelli del settore o, ancora, per analizzare le tendenze del settore
stesso.
La situazione occupata da un’azienda può essere valutata anche
confrontando gli indici di bilancio con i cosiddetti quozienti tipo o
standard. I quozienti standard sono i valori che, in una situazione
normale di settore, assumono gli indici di bilancio. Tali quozienti
standard vengono determinati mediante il calcolo di valori medi su
gruppi di imprese che evidenziano, per l’appunto, comportamenti
normali (imprese non eccessivamente in situazione critica né in
posizione di eccellenza). Ovviamente, il quoziente standard è
sottoposto a un continuo aggiornamento per il mutare delle condizioni
ambientali.
Tenendo presente le varie finalità che l’analisi di bilancio riferita a più
imprese può avere e i criteri, dettati dalle disciplina aziendali, per la
determinazione e interpretazione degli indici di bilancio, possiamo
schematicamente indicare alcuni ruoli che la statistica può rivestire in
merito.
1) Analisi statistica univariata. Con riferimento ai dati di bilancio di
un gruppo di imprese, essa consente lo studio della distribuzione
dell’indice di bilancio ed il calcolo di valori medi quali: indici di
posizione, indici di variabilità. La lettura dei valori medi (ad es. ROE,
ROI ecc. medi di settore) potrebbe essere condotta applicando gli
schemi interpretativi prima esposti, per la valutazione, quindi, dello
stato di salute del settore aggregato.
2) Analisi statistica multivariata. Abbiamo già sottolineato la
necessità di interpretare i dati di bilancio mediante una lettura
simultanea di più indici significativi. E, come abbiamo visto, sono
disponibili schemi interpretativi basati su una struttura gerarchica
degli indici di bilancio, in relazione al loro livello di sintesi. L’analisi
inizia ad un grado elevato di sintesi per poi scendere più nel
particolare. Ebbene, tali schemi appaiono rigidi e statici in quanto
basati esclusivamente sulle identità contabili, sempre (per definizione)
verificate all’interno del bilancio. I metodi statistici multivariati
possono offrire elementi di sintesi sulla base, non delle identità, bensì
sui legami di interrelazioni che sussistono fra gli indici. Queste
interrelazioni sono evidentemente influenzate anche dall’esistenza di
legami contabili, e pertanto, esprimono la coerenza interna dei dati di
bilancio. Tali metodi appaiono più flessibili, in quanto adattabili alle Analisi statistica dei
bilanci 21
specifiche finalità dell’analisi e capaci di fornire chiavi di lettura
maggiormente calate nella realtà del fenomeno indagato.
E’ importante sottolineare che la decisione per un’analisi multivariata
non esclude la necessità di effettuare uno studio univariato: anzi
questo deve essere sempre condotto anche se solo come esame
preliminare dei dati osservati.
Riguardo al modo di procedere nell’analisi statistica multivariata,
possiamo distinguere due diversi approcci, ciascuno dei quali può
rivelarsi conveniente in relazione alle particolari finalità dello studio.
A) Approccio esplorativo. Esso consiste, in senso molto generale,
nell’individuazione di strutture interne ai dati di osservazione,
strutture che possono evidenziare somiglianze fra gruppi di unità (nel
nostro caso le aziende) oppure legami di interdipendenza fra variabili
(nel nostro caso gli indici di bilancio o altre caratteristiche possedute
dalle aziende). Tale approccio consente di esaminare i dati secondo
‘prospettive’ o ‘punti di osservazione’ che facilitano lo studio
simultaneo di più variabili e più unità. In questo scritto mostreremo
l’impiego di un procedimento esplorativo multivariato (il metodo
delle componenti principali), nell’ambito di un caso di analisi della
concorrenza.
B) Approccio confermativo. Si tratta di specificare un modello
probabilistico che si ritiene possa avere generato i dati di
osservazione. Tale modello deve essere stimato e verificato
(confermato) sui dati empirici mediante il riscorso ai metodi
dell’inferenza statistica. In generale, lo scopo principale è quello di
specificare e stimare modelli che descrivono il comportamento delle
aziende. Relativamente a questo ambito di analisi, svolgeremo un caso
di studio concernente l’impiego dell’analisi discriminante per la
previsione delle insolvenze aziendali (modelli di credit scoring).
Classificaziione dei costi
La contabilitа analitica classifica i costi in base a diversi criteri:
- In base al momento di calcolo si distinguono:
a)i costi preventivi , che vengono determinati prima dello svolgimento della gestione, allo scopo di fissare gli obiettivi che l’imgiungere. b)i costi consuntivi, che vengono determinati alla conclusione del periodo di tempo oggetto di osservazione , in occasione della stesura dei “rapporti di gestione”, nei quali i responsabili attuano il confronto con i costi preventivi, allo scopo di individuare le causpresa si propone di rage dello scostamento fra i due e adottare le azioni correttive piщ appropriate ( controllo di gestione ).
2)In base al comportamento dei costi al variare della quantitа prodotta si distinguono:
a)i costi variabili , che variano in modo direttamente proporzionale al variare della quantitа prodotta (costi delle materie prime e delle lavorazioni di terzi ). Il loro ammontare complessivo и variabile , mentre l’incidenza di tali costi su ogni unitа di prodotto finito и fissa o costante e si identifica con il coefficiente angolare della retta passante per l’origine , che rappresenta graficamente la funzione dei costi variabili :
TOt COSTI VARIABILI = costo unitario variabile * Quantità di prodotti quindi la funzione dei costi variabili и Y = a X , in cui Y = totale costi variabili X = quantitа prodotte a = costo unitario variabile costante
produttiva provocherebbe un aumento dell’incidenza unitaria dei costi fissi e , quindi , del costo unitario di produzione, con evidenti ripercussioni negative sull’efficienza e sulla redditivitа dell’impresa.
- In base al numero di oggetti di costo per i quali i costi sono stati sostenuti , distinguiamo:
a) costi speciali ,che vengono sostenuti soltanto per n° 1 oggetto di costo
b) costi comuni, che vengono sostenuti congiuntamente per una pluralitа di
oggetti di costo. La distinzione fra costi speciali e costi comuni и relativa , perchи varia al variare dell’oggetto di costo preso in esame: aumentando l’ampiezza dell’oggetto , aumenta la quantitа di costi speciali e diminuisce quella di costi comuni. Di conseguenza un costo, che è speciale per un oggetto di costo , può diventare comune per un altro più ristretto oggetto di costo. Ad esempio l’ammortamento di un macchinario ,utilizzato da un reparto produttivo che lavora contemporaneamente due prodotti diversi и un costo speciale per il reparto, ma diventa costo comune per ciascuno dei due prodotti.
- In base alla modalitа di attribuzione dei costi ad ogni singolo oggetto di costo , distinguiamo:
a) costi diretti , che si attribuiscono o imputano direttamente
all’oggetto di costo , in seguito ad una misurazione oggettiva del fattore produttivo consumato dall’oggetto di costo stesso. Tutti i costi speciali , essendo stati sostenuti esclusivamente per l’oggetto di
costo in esame, rendono possibile tale misurazione oggettiva.
Tuttavia non tutti sono imputati direttamente all’oggetto a cui si riferiscono, a causa dell’eccessiva onerositа di una tale misurazione per alcuni di essi, per i quali la scarsa rilevanza ed incidenza percentuale sul costo complessivo non ne rendono economicamente conveniente una siffatta misurazione. Ciт significa che sono costi diretti solo una parte dei costi speciali ,
quelli cioи che per la loro rilevanza e consistenza quantitativa hanno
un’elevata incidenza sul costo complessivo dell’oggetto di costo preso
in esame e ,quindi, rendono economicamente conveniente una loro
misurazione oggettiva.
La restante parte dei costi speciali, pur essendo stati sostenuti solo per
l’oggetto di costo considerato ed essendo ,quindi , misurabili in modo
oggettivo con riferimento a tale oggetto, non vengono direttamente
attribuiti ad esso.
b) Costi indiretti, che si attribuiscono o imputano indirettamente
all’oggetto di costo , perchй non и stata misurata in modo oggettivo la quantitа di fattore produttivo consumata dall’oggetto di costo in esame. Il motivo ,per il quale tale misurazione non viene effettuata, varia in relazione
alla diversa tipologia di costi indiretti:
- per i costi comuni и tecnicamente impossibile , perchй vengono sostenuti contemporaneamente per piщ oggetti di costo;
- per i costi speciali imputati indirettamente , la misurazione oggettiva и tecnicamente possibile, ma non и economicamente conveniente. . In contabilitа analitica le categorie di costo piщ utilizzate sono i costi diretti
ed indiretti
Che cos’и il break-even point e come si calcola L’obiettivo minimo del pareggio non и certamente il risultato che una squadra di calcio deve otte-nere giocando in trasferta: parliamo infatti dell'obiettivo minimo che deve porsi ogni impresa (ogni operatore economico), per fare in modo che l'attivitа svolta sia redditizia. L'impresa dunque puт presentare delle condizioni di equilibrio economico soddisfacente solo se raggiunge un de-terminato volume produttivo tale da giustificare l'esistenza dei costi fissi.
Il Break-even point (punto di pareggio o BEP) и uno strumento di previsione e controllo della ge-stione aziendale.
И uno strumento di previsione perchй con esso si determina il volume di vendita risultato di pareggio tra i costi totali e i ricavi totali (^) TT che bisogna rag- giungere per ottenere un (R = C, cioи il BEP), per cui, superato tale livello di produzione, l'impresa inizierà ad avere un utile (R > C). È uno strumento di controllo perché consente:
§ di verificare durante l'attività produttiva e per ogni livello di produzione l'utile o la perdita; § di intervenire se le previsioni non si sono verificate.
In ogni attivitа, come in quella della ristorazione in genere, vi sono vari tipi di costi:
costi fissi: sono quei costi che non variano al variare delle quantitа prodotte. Si pensi al ca-none di locazione (affitto), agli stipendi dei dipendenti, ai canoni del leasing e cosм via. ..
delle materie prime pallina di pasta, pomodoro, mozzarella) e i costi fissi sono di 200 € al giorno, per "pareggiare" dovrò produrre: Q= 200/ 4-2 = 100, Cioè 100 pizze margherita.
Se non riuscirт a raggiungere tale obiettivo di vendita, mi troverт in ima situazione di perdita, ma se invece riuscirт a vendere un numero di pizze maggiore a 100 andrт in una situazione di profitto.
Ciт si puт vedere anche graficamente (sotto). L'ipotesi che abbiamo utilizzato per calcolare questo punto di pareggio ovviamente и assolu-tamente teorica, ma necessaria e indispensabile per spiegare quale sia la logica che porta al calcolo del break-even point.
MUTUI AZIENDALI
Il mutuo per le imprese и uno strumento importante per dare supporto alle operazioni aziendali a medio e lungo termine. Da poco anche i progetti di ampio respiro che accedono a contributi pubblici come la legge 488/92prevedono l'obbligo di fornire garanzie tramite finanziamenti ordinari.
LE FORME DI MUTUO PER LE IMPRESE
Le forme di mutuo si differenziano per alcuni principi base quali tempi,
modalitа di pagamento, tipologia di tasso, per cosa viene acceso durata
dell'eventualepreammortamento.
Tra i piщ funzionali per l'impresa abbiamo:
- Il mutuo ipotecario : mutuo classico per spese immobiliari o per l'acquisto
di
impianti e macchinari
- Il mutuo stagionale: per immobilizzazioni con destinazione tipo turistico che
prevendono modalitа di pagamento delle quote capitale stagionali-
annuali
- Mutuo di ricapitalizzazione aziendale : per programmi d'investimento volti a riscadenziare debiti bancari a breve o riequilibrare le passivitа - Mutuo edilizio a SAL: Finalizzato a ristrutturazioni o costruzioni di immobili che prevedono tuttavia la normale procedura della garanzia ipotecaria - Mutui chirografari : Sono generalmente erogati ai grandi gruppi e che non sono assistiti da nessuna garanzia ma esiste solo un documento siglato con la firma del contraente (detto appunto chirografico)
Diverso l’impiego dei metodi statistici, diversi gli obiettivi:
in azienda e nella ricerca scientifica
Il ricercatore:
- vuole generalizzare i risultati
In azienda:
- l’obiettivo и quello di risolvere un problema, di prendere
decisioni
- necessitа di risposte in tempi brevi
- i destinatari sono poco esperti e poco interessati alla metodologia
impiegata
Il ruolo della statistica in azienda è quello di:
per un data esigenza informativa determinare
- il tipo di dati necessari
- le modalità della loro raccolta
- il metodo di analisi statistica
per dare la miglior risposta al quesito posto
⇒ è importante la conoscenza del contesto in cui si colloca il
problema
Perché è utile ed importante impiegare la statistica in azienda?
Il mercato ha elementi di casualità e, soprattutto, di imprevedibilità
La statistica consente di
0 0
0 1 0 0 tener conto e di quantificare il rischio e l’incertezza
0 1 analizzare sottoinsiemi del mercato per trarre conclusioni sul
mercato nel suo insieme
La statistica aziendale può essere impiegata nelle aree
Produzione: controllo di qualità, gestione delle scorte
Logistica: distribuzione del prodotto sul territorio
Commerciale: previsione delle vendite, determinazione del prezzo
Contabilità e gestione: certificazione del bilancio, determinazione dei
costi
Risorse umane: utilizzo dei test effettuati nella selezione per
verificarne la capacità di prevedere le performances, analisi del
rendimento, della produttività
Marketing: ricerche di mercato, analisi delle performance dei
prodotti, analisi dei mercati (consumatori), valutazione dell’efficacia
delle tecniche di marketing adottate
Finanziaria: valutazione del rischio di credito
…….eccetera………
Più in dettaglio:
► analisi delle relazioni causa-effetto fra grandezze aziendali (ad
esempio: fatturato=f(investimenti in pubblicità) )
► descrizione e valutazione delle condizioni di mercato in cui
l’azienda opera
► previsione dell’andamento del mercato e delle vendite aziendali
► valutazione dei risultati economici raggiunti
► messa a punto di strategie di marketing
Processo decisionale di tipo “statistico” in azienda:
- definizione del problema
- reperimento dati
- individuazione dello strumento opportuno
- analisi dei dati
- valutazione della affidabilità dei risultati
- interpretazione e comunicazione dei risultati
Lo statistico economico che lavora nel campo aziendale dovrebbe
avere le seguenti capacità:
- saper formulare in termini statistici quesiti posti in linguaggio
naturale;
- saper organizzare le risorse informative aziendali in modo da
controllare e garantire la qualità del dato;