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Statistica banca dati Statistica banca dati
Tipologia: Panieri
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1 La Statistica si divide in: a Popolazione e campione b Indici, tabelle e grafici c Statistica descrittiva e inferenza x d Oggetto di analisi e variabili analizzate 2 Tra gli obiettivi della Statistica ritroviamo: a Validare un modello attraverso l'osservazione dei dati x b Aiutare lo Stato c Trovare le unità statistiche d Fare un esperimento a L'obiettivo conoscitivo b L'unità statistica c La popolazione d Una variabile di interesse x 4 La popolazione statistica è formata da: a Persone b Individui intesi come unità di osservazione x c Individui intesi come essere umani d Macchinari 5 Il fenomeno statistico è: a Quello che succede nella società b La variabile di interesse x c Il campione d L'obiettivo conoscitivo 6 Tra i vantaggi di fare un campione ritroviamo: a Definizione dell'errore campionario b Esaustività c Qualità dell'informazione d Economicità e Tempestività x 7 L'inferenza statistica è una procedura analitica che: a Annulla l'incertezza b Fornisce tabelle e grafici c Permette di passare dal particolare al generale x d Lavora sulla popolazione 8 Il campione è definito come: a Un gruppo di persone 3 In un'analisi sulle PMI innovative, la spesa per Ricerca e Sviluppo dell'azienda è:
b La variabile di interesse c Un sottoinsieme della popolazione x d La parte migliore della popolazione 9 La statistica descrittiva si occupa di: a Individuare il campione b Trovare la popolazione di riferimento c Preparare un report finale d Descrivere e sintetizzare le informazioni raccolte x 10 Tra gli svantaggi ad analizzare direttamente l'intera popolazione abbiamo: a Costi elevati x b Minor livello di copertura c Indagini mirate d Esaustività 11 I caratteri qualitativi si distinguono in: a Sconnessi e ordinabili x b Sconnessi e continui c Discreti e continui d Ordinabili e continui a Tutte b Minore, maggiore, più e meno c Minore e maggiore d Uguaglianza e disuguaglianza x 13 Se la modalità del carattere osservato è espresso con un attributo abbiamo: a Un'unità statistica b Un carattere qualitativo x c Una indagine campionaria d Un carattere quantitativo 14 Il carattere "Reddito mensile" è: a Qualitativo sconnesso b Qualitativo ordinabile c Quantitativo discreto d Quantitativo continuo x 15 Il carattere "Squadra di calcio per cui si tifa" è: a Qualitativo sconnesso x b Qualitativo ordinabile c Quantitativo discreto d Quantitativo continuo 16 Se la modalità del carattere osservato è espressa con un numero abbiamo: 12 Sulle modalità di un carattere qualitativo sconnesso si possono fare solo operazioni di:
a La frequenza totale delle osservazioni b x c Alla modalità del carattere "Funzionamento PC" d Al carattere osservato 25 Il totale delle frequenze è uguale al: a Totale delle osservazioni x b Totale delle modalità c Somma del carattere d Cento 26 Con il simbolo Σ si indica: a La numerosità totale b La frequenza semplice c La sommatoria x d La modalità del carattere 27 Con ni si indica: a La i-esima frequenza x b La i-esima modalità c Il carattere oggetto di studio d Il totale delle osservazioni a Espresse tramite attributi b Elencate c Non esistono d Raggruppate in classi x a Vincolante b Arbitrario x c Alfabetico d In ordine crescente 30 L'ultima classe di un carattere quantitativo continuo è: a Sempre una classe aperta b Sempre una classe chiusa c Una classe aperta o chiusa x d Un valore unitario 31 Il totale delle frequenze percentuali è: a Dipende dalla numerosità delle osservazioni b Uno 24 Se su otto PC osservati in un ufficio, tre risultano difettosi, tre corrisponde a: La frequenza semplice della modalità difettosi, del carattere "Funzionamento PC" 28 Nelle distribuzioni di frequenza, le modalità dei caratteri quantitativi continui sono: 29 Per un carattere qualitativo sconnesso, l'elenco con cui si riportano le modalità nella tabella di frequenze è:
c Dipende dalla tipologia del carattere d Cento x 32 Le frequenze relative si calcolano: a Dividendo le modalità per le frequenze assolute b Moltiplicando le frequenze semplici per 100 c Dividendo le frequenze semplici cumulate per n d Dividendo le frequenze semplici per il totale n x 33 Le frequenze cumulate si ottengono: a Sottraendo le rispettive frequenze b Sommando le modalità c Facendo la somma passo passo delle rispettive frequenze x d Moltiplicando le frequenze per cento 34 Il totale delle frequenze relative è: a Dipende dalla numerosità delle osservazioni b Uno x c Dipende dalla tipologia del carattere d Cento 35 Le frequenze relative si possono calcolare per quali tipologie di caratteri: a Tutti x b Solo quantitativi c Almeno ordinabili d Quantitativi continui 36 Le frequenze percentuali si calcolano: a Moltiplicando le frequenze semplici per cento b Dividendo le frequenze relative per cento c Moltiplicando le frequenze relative per cento x d Dividendo le frequenze semplici per cento 37 Con N3 si indica: a La frequenza cumulata semplice della terza modalità x b Il totale delle osservazioni c La frequenza semplice della terza modalità d La terza modalità 38 Le frequenze cumulate possono calcolarsi: a Solo per caratteri continui b Per caratteri almeno ordinabili x c Per caratteri sconnessi d Per qualsiasi carattere 39 Con le frequenze cumulate possiamo determinare: a Quanti hanno al massimo una data modalità x b Quanto è il totale delle osservazioni
b Le densità c Le modalità del carattere x d Le ampiezze degli intervalli 48 Per i caratteri quantitativi discreti il grafico a rettangoli: a Non è applicabile x b Può costruirsi solo con valori discreti bassi c Con frequenze unitarie d E' sempre determinabile 49 Nei grafici a figura, le figure devono essere: a Uguali alle frequenze assolute b Proporzionali alle frequenze osservate x c Proporzionali alle modalità osservate d Uguale alla numerosità totale 50 L'altezza della barra del grafico a barre deve: a Essere proporzionali alle densità b Essere uguali alle modalità c Essere proporzionali alle frequenze osservate x d Corrispondere al totale delle osservazioni 51 Per depurare la frequenza dalla diversa ampiezza si calcola: a L'ampiezza della classe b La frequenza percentuale c La densità di frequenza x d La frequenza cumulata 52 Nell'istogramma alla base si riportano: a Le modalità discrete b Le frequenze osservate c Le densità d Le classi osservate x 53 L'ampiezza dell'intervallo è dato: a Dalla semisomma degli estremi dell'intervallo b Dalla differenza degli estremi dell'intervallo x c Dall'estremo inferiore dell'intervallo d Dall'estremo superiore dell'intervallo 54 Nell'istogramma sulle ordinate si riporta: a La densità x b La frequenza relativa c La frequenza percentuale d La classe 55 La densità di frequenza si calcola come rapporto tra: a Ampiezza della classe e frequenza
b Frequenza e ampiezza della classe x c Frequenza assoluta e frequenza relativa d Ampiezza della classe e numerosità totale a 0, b 3 c 2 x d 6 57 La densità di frequenza può calcolarsi: a Solo per frequenze relative b Solo per frequenze percentuali c Solo per frequenze cumulate d Per qualsiasi frequenza x 58 Nell'istogramma l'area del rettangolo corrisponde a: a La densità di frequenza b Alla frequenza osservata x c Alla numerosità totale d Alla modalità 59 Quando si calcola la densità di frequenza implicitamente si fa l'ipotesi di: a Concentrazione b Livellamento c Equidistribuzione x d Distribuzione 60 L'area del rettangolo è dato da: a Ampiezza della classe x frequenza b Numerosità totale x ampiezza della classe c Ampiezza della classe x densità x d Dipende dal fenomeno analizzato 61 La moda è una media: a Analitica b Non è una media c Di posizione x d Dipende dal fenomeno analizzato a Massima densità x b Massimo valore osservato c Minima frequenza d Massima frequenza 63 Le medie vengono chiamate anche: 56 Se in corrispondenza della classe 5-8 si ha una frequenza pari a 6, la densità sarà: 62 Nel caso di carattere quantitativo continuo, la moda corrisponde alla modalità con:
a Iniziale b Centrale x c Finale d Semi-somma 72 Per determinare il valore al centro della distribuzione è utile calcolare: a Le frequenze cumulate x b Le frequenze percentuali c La moda d Il numero di modalità 73 Se n è dispari, la posizione occupata dalla Mediana sarà: a n/ b (n/2)+ c (n+1)/2 x d n 74 La posizione della Mediana deve essere: a Un numero compreso tra 0 e 1 b Un numero pari c Un numero dispari d Un numero intero x 75 La distribuzione viene divisa dalla Mediana lasciando: a Un terzo dei valori prima della Mediana e due terzi dopo b Tutti i valori prima della Mediana c Metà delle osservazioni prima della Mediana e metà dopo x d Tutti i valori dopo la Mediana 76 Se il carattere è per classi: a La mediana non può calcolarsi b x c E' pari all'estremo inferiore dell'intervallo d Corrisponde alla densità 77 La Mediana può calcollarsi per caratteri: a Almeno qualitativi ordinabili x b Tutti i caratteri c Caratteri quantitativi d Caratteri in classi 78 Se n è pari, lesistono due posizione centrali: a n/2 e n+1)/ b n/2 e n/2)+1 x c n e (n+1) 71 La mediana è quel valore che occupa all'interno della distribuzione, la posizione: Si deve applicare una formula particolare per trovare il valore all'interno della classe
d (n/2)-1 e n 79 Se ho osservato i valori 0, 5, 2, la mediana è: a b 5 c Non si può calcolare d 2 x 80 Se ho rilevato il carattere "Comune di residenza", la mediana: a Non si può calcolare x b Devo ordinare i comuni in ordine alfabetico c E' l'osservazione in posizione centrale d E' la modalità con massima frequenza 81 I Quantili sono: a 2 b 4 c Dipende da quanto si è fissato k x d N 82 Il secondo quartile corrisponde a: a La Moda b La Mediana x c Il valore massimo d Dipende dai dati 83 I Quartili sono: a 4 b 1 c 2 d 3 x 84 I Decili dividono la distribuzione in: a 2 parti b 4 parti c 5 parti d 10 parti x 85 Il terzo quartile lascia a destra il: a 50% delle osservazioni b 25% delle osservazioni x c 75% delle osservazioni d 100% delle osservazioni 86 Per trovare i quartili si divide n per: a 2 b N c 4 x
c Di posizione d Analitica x 95 La somma degli scarti dalla media è: a Positiva b Negativa c Nulla x d Dipende dalle osservazioni a 24 b 24,17 x c Non si può calcolare se non ho tutti i dati della distribuzione d 27 97 Nel calcolo della media aritmetica si considerano: a Solo alcune osservazioni b Le osservazioni centrali c Tutte le osservazioni x d Le osservazioni estreme a 8 b 2 c 10 d 6 x a 15 x b 5 c 3 d 8 a 20 b 5 x c 10 d 2 101 Se ho osservato i seguenti valori: 3, 3, 3, 3 la variabilità è: a Massima b Dipende dalla formula usata c Nulla x d E' pari a tre 96 Se ho osservato i voti degli esami su un gruppo di 7 femmine ed è pari a 25 e su un gruppo di 5 maschi che è 23, la media totale sarà: 98 Se su una distribuzione ho calcolato una media pari a 8 e sottraggo a tutti i valori osservati 2, la nuova media sarà pari a: 99 Se su una distribuzione ho calcolato una media pari a 5 e moltiplico tutti i valori osservati per 3, la nuova media sarà pari a: 100 Se su una distribuzione ho calcolato una media pari a 10 e divido tutti i valori osservati per 2, la nuova media sarà pari a:
102 Il rango è dato da: a Valore massimo - valore minimo x b Valore massimo c Valore minimo - valore massimo d Valore minimo 103 La differenza interquartilica è: a Valore massimo - valore minimo b Primo quartile - terzo quartile c Il 50% d Terzo quartile - primo quartile x a Uguale b Non necessariamente uguale x c Nulla d Massima 105 Se ho osservato i seguenti valori: 3, 0, 1, 2, 5, la differenza interquartilica è: a 5 - 0 = 5 b 0 - 1 = - c 3 - 1 = 2 x d 1 - 0 = 1 106 Gli indici di variabilità si calcolano su caratteri: a Quantitativi x b Almeno ordinabili c Qualitativi sconnessi d Qualsiasi 107 La differenza interquartilica è: a Sempre non positiva b Sempre non negativa x c Sempre positiva d Sempre nulla 108 Se ho osservato i seguenti valori: 3, 0, 1, 5, 4, il rango è: a 4 - 3 = 1 b 5 c d 5 - 0 = 5 x 109 Se due distribuzioni hanno stessa media e mediana, allora hanno: a Stessa variabilità b Bassa variabilità c Non si può dire nulla a priori sulla variabilità x d Variabilità nulla 104 Se su due distribuzioni ho la stessa media, allora queste avranno variabilità:
d Rimane la stessa 118 Se una distribuzione presenta elevata variabilità, lo sqm è pari: a 1 b c 1000 d Dipende dai dati x a 10 b 5 c 7 d 20 x a 5 b 12 c 3 x d 7 121 Se devo confrontare la variabilità di due distribuzioni uso: a La varianza b Lo sqm c Il coefficiente di variazione x d La media 122 La standardizzazione è: a E' una trasformazione logaritmica dei dati b E' una formula della varianza c E' una formula alternativa del CV d Una trasformazione lineare dei dati x 123 I valori standardizzati sono: a Sempre positivi b Sempre negativi c Con media nulla x d Con varianza nulla 124 Il coefficiente di variazione è dato da: a Sqm diviso la media x b La media diviso lo sqm c La varianza diviso la media d La media diviso la varianza 125 Il Box-plot è: a Un grafico sulla variabilità x b Un modo di rappresentare la mediana 119 Se ho calcolato sui dati una varianza pari a 5 e poi moltiplico tutti i valori originari di 2, la nuova varianza sarà: 120 Su una distribuzione ho calcolato la varianza ed è pari a 3. Aumento tutti i valori di due. La nuova varianza è:
c Un indice di variabilità relativa d Un formula alternativa del rango a 1 b -1 x c d -0, 127 Un valore standardizzato negativo: a Indica che il valore è sopra la media b Indica che il valore è sotto la media x c Indica che il fenomeno è negativo d Dipende dai dati 128 Un valore standardizzato superiore a 3 indica: a Un dato sotto la media b Non esiste c Un dato anomalo x d Forte variabilità 129 I valori standardizzati: a Hanno stessa unità di misura del fenomeno b Hanno unità di misura pari al quadrato del fenomeno c Hanno unità di misura pari alla radice quadrata del fenomeno d Non hanno unità di misura x 130 Se la distribuzione A ha sigma = 3 e la distribuzione B un sigma = 7, allora: a La distribuzione B è più variabile b La distribuzione A è più variabile c Non posso saperlo, se non conosco le medie x d Dipende dall'unità di misura 131 La frequenza congiunta si riferisce: a Ad una coppia di modalità X,Y x b Solo alla variabile X c Solo alla variabile Y d Al totale delle osservazioni 132 La distribuzione condizionata X/Y ci esprime come: a Si distribuisce la Y per un dato valore della X b Si distribuisce la X per un dato valore della Y x c Come si distribuiscono congiuntamente X e Y d La correlazione tra X e Y 133 La distribuzione marginale si riferisce a: a Alla coppia (X,Y) 126 In una distribuzione ho calcolato una media = 3 e un sigma = 2. Il valore standardizzato di 1 è:
a Y può essere dipendente da X b Dipende dalla distribuzione doppia c Anche Y sarà indipendente da X x d Non esiste variabilità 142 Affinchè ci sia dipendenza perfetta, la tabella deve essere: a Il numero di righe deve essere superiore alle colonne b Quadrata x c Il numero di colonne deve essere superiore delle righe d 2x 143 Nell'analisi della connessione i due caratteri X e Y sono: a Entrambi quantitativi b Qualsiasi x c Entrambi qualitativi d Uno qualitativo e l'altro quantitativo 144 Con nij si indica: a La frequenza marginale della X b La frequenza marginale della Y c La frequenza assoluta doppia x d La frequenza relativa doppia 145 Nel caso di indipendenza le frequenze doppie sono uguali a: a La frequenza totale b Le frequenze marginali c Le frequenze condizionate diviso il totale d Il prodotto delle marginali diviso il totale x 146 Se tutte le distribuzioni condizionate sono uguali tra loro allora c'è: a Dipendenza b Dipendenza assoluta c Indipendenza di X da Y, ma dipendenza di Y da X d Indipendenza x 147 Nella dipendenza perfetta: a Ad ogni modalità della X corrisponde solo una modalità della Y e viceversa x b Le frequenze doppie sono pari al prodotto delle marginali diviso il totale c Le frequenze doppie sono tutte nulle d Le due marginali sono uguali 148 Se le condizionate sono uguali, allora: a Sono uguali anche alla marginale x b La marginale è sempre diversa c Dipende dal fenomeno d Sono uguali alla distribuzione doppia
a n11=0, b n11=2 x c n11= d n11= a La distribuzione condizionata b La distribuzione marginale c Con certezza la modalità assunta dalla Y x d Dipende dalle modalità della Y 151 Nel caso di massima dipendenza il valore del chi2 è: a n b min((h-1),(k-1)) c n x max((h-1),(k-1)) d n x min((h-1),(k-1)) x 152 Nell'analisi dell'indipendenza, la contingenza è data da: a cij = (nij - n*ij) b Dalle frequenze teoriche di indipendenza c cij = (nij - n*ij) x d Dalle frequenze relative 153 L'indice del chi2 è un indice di indipendenza: a Assoluto x b Relativo c Quadratico d Elementare 154 L'indice del chi2 è uguale a zero se: a Se almeno una frequenza osservata è uguale a quella teorica b Se tutte le frequenze osservate sono uguali a quelle teoriche x c Se al massimo una frequenza osservata è uguale a quella teorica d Se tutte le frequenze osservate sono diverse da quelle teoriche 155 L'indice di Cramer varia tra: a Meno uno e più uno b Zero e uno x c Meno uno e zero d Zero e 100 156 Se l'indice di Cramer = 1, significa che si ha: a Massima dipendenza x b Che tutti i valori sono nulli c Indipendenza 149 In una distribuzione con 50 osservazioni, se n1.=10 e n.1= 10, in caso di indipendenza deve aversi: 150 Nel caso di dipendenza perfetta, la conocoscenza della modalità di X mi definisce: