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Statistica: Indici e Rapporti - Appunti di Statistica, Appunti di Statistica

Una panoramica completa degli indici e dei rapporti statistici, esplorando concetti chiave come serie storiche, numeri indice a base fissa e mobile, indici complessi, e rapporti di composizione, coesistenza, derivazione e densità. I metodi di calcolo e le applicazioni pratiche di questi strumenti statistici, fornendo esempi concreti per una migliore comprensione.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 17/12/2024

emanuele_1995
emanuele_1995 🇮🇹

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Statistica – indici e rapporti
Si definisce “serie storica” una sequenza di osservazioni: (y1, y2, ..., yt, yT).
Il rapporto percentuale tra un’osservazione e l’altra è la “variazione
percentuale”:
- Variazione %: [(yt{+1} / yt) - 1] * 100
Sottraendo 1 dal rapporto già percentuale tra (yt{-1}) e ‘yt’, il cui risultato è
la variazione rispetto a ‘yt’, e moltiplicando per 100, si otterrà una
percentuale come 20%.
Una “serie di numeri indice a base fissa” esprime l’”intensità” o frequenza di
un certo fenomeno per ogni periodo di tempo come una quota dell’intensità o
frequenza in un periodo di riferimento chiamato “base”.
Anno Prezzo unitario Num. indici %
2017 = 100
Num. indici %
2019 = 100
2017 40 100 50
2018 66 165 82.5
2019 80 200 100
2020 92 230 115
Una “serie di numeri indice a base mobile” esprime l’”intensità” o frequenza
di un certo fenomeno in ogni periodo di tempo come rapporto con
l’”intensità” o la frequenza dello stesso nel periodo immediatamente
precedente (variazione percentuale).
Anno 2011 2012 2013 2014 2015
Numero divorzi 53.456 51.319 52.943 52.355 82.469
Numero indice 96% 103.2% 98.9% 157.5%
In entrambi i casi non si è attuata la sottrazione di 1 dalla variazione
percentuale.
Per passare da una “serie di numeri indice a base fissa” ad una nuova basta
dividere i “numeri indice” per quello preso come nuova base e moltiplicare
per 100.
- (100 / 200) * 100 = 50 ; (165 / 200) * 100 = 82.5
Si fa, quindi, lo stesso calcolo che si farebbe “in termini reali”, ma con i
“numeri indice”.
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Statistica – indici e rapporti

Si definisce “serie storica” una sequenza di osservazioni: (y1, y2, ..., yt, yT). Il rapporto percentuale tra un’osservazione e l’altra è la “variazione percentuale”:

- Variazione %: [(yt{+1} / yt) - 1] * 100 Sottraendo 1 dal rapporto già percentuale tra (yt{-1}) e ‘yt’, il cui risultato è la variazione rispetto a ‘yt’, e moltiplicando per 100, si otterrà una percentuale come 20%. Una “serie di numeri indice a base fissa” esprime l’”intensità” o frequenza di un certo fenomeno per ogni periodo di tempo come una quota dell’intensità o frequenza in un periodo di riferimento chiamato “base”. Anno Prezzo unitario Num. indici % 2017 = 100 Num. indici % 2019 = 100 2017 40 100 50 2018 66 165 82. 2019 80 200 100 2020 92 230 115 Una “serie di numeri indice a base mobile” esprime l’”intensità” o frequenza di un certo fenomeno in ogni periodo di tempo come rapporto con l’”intensità” o la frequenza dello stesso nel periodo immediatamente precedente (variazione percentuale). Anno 2011 2012 2013 2014 2015 Numero divorzi 53.456 51.319 52.943 52.355 82. Numero indice 96% 103.2% 98.9% 157.5% In entrambi i casi non si è attuata la sottrazione di 1 dalla variazione percentuale. Per passare da una “serie di numeri indice a base fissa” ad una nuova basta dividere i “numeri indice” per quello preso come nuova base e moltiplicare per 100.

  • (100 / 200) * 100 = 50 ; (165 / 200) * 100 = 82. Si fa, quindi, lo stesso calcolo che si farebbe “in termini reali”, ma con i “numeri indice”.

Stesso ragionamento per passare da un “numero indice a base fissa” ad un “numero indice a base mobile” – si divide ogni “numero indice a base fissa” per il precedente.

  • (165 / 100) * 100 = (66 / 40) * 100 | 165 = 165 Per fare il passaggio da un “numero indice a base mobile” ad un “numero indice a base fissa”, si pone ad 1 il “numero indice a base mobile” che si sceglie come “base” e poi si calcola la serie moltiplicando quelli successivi “a base mobile” per il precedente; per i “numeri indici” precedenti, si dovrà calcolare l’”inverso del prodotto”, ovvero il prodotto si pone a denominatore con numeratore 1, rispetto sempre alla “base mobile”, e usando quella posta ad 1 per il calcolo del “numero indice” precedente. 2017 2018 2019 2020 100 165 200 230 (165/100)*100 = 165

[1/(1.65*1.211)

[1/(1.

1)]100 = 82.

Visti finora i “numeri indici semplici”, rimane da vedere quelli “complessi” come quelli che hanno per oggetto delle spese economiche: sono formati da due componenti, che sono il prezzo e la quantità dei prodotti. Appunto parlando di spesa, la variazione rispetto ad un periodo precedente comprende una moltitudine di prodotti ed una pluralità di prezzi. Si ha, di conseguenza, una variazione di (ΣMm=1 PmtQma) partendo da una “base” che è pari a (ΣMm Pm0Qma).

- It = [(ΣMm=1 PmtQma) / (ΣMm Pm0Qma)] * 100** Dove ‘It’ è il “numero indice dei prezzi per il periodo t”, e questo è il c.d. “metodo delle somme ponderate”, che ha come “base” una “spesa al prezzo 0” e poi aumenta il prezzo lasciando fisse le quantità ‘Qma’. L’altro metodo è quello della “media ponderata”, in cui viene calcolata la variazione dei prezzi per i singoli periodi, in percentuale: (pm0/pm0=100; pm1/pm0=...; pmt/pm0...); poi dati dei “pesi” (che però non sono proprio quelli della “media ponderata”!) pari a ‘Pm0’ per ‘Qma’, viene moltiplicato il prezzo in percentuale ottenendo dei valori come:

  • (Pm0 * Qma) * (Pm0/Pm0)100 | (Pm0 * Qma) * (Pm1/Pm0)100 | ecc. In seguito, questi valori definibili come ‘Sma’, ovvero “quantità media consumata” e che sono comunque delle somme di prezzi per quantità di

I “rapporti di composizione” variano tra 0 ed 1, perché il dato contenuto al numeratore è parte del dato al denominatore. Degli esempi sono:

  • Tasso di attività: Forza lavoro / Popolazione >15 anni
  • Tasso di occupazione: Occupati / Popolazione >15 anni
  • Tasso di disoccupazione: Disoccupati / Forza lavoro
  • Tasso di scolarità scuole sup.: Iscritti / Popolazione 14-18 anni
  • NEET: “Not in education, employment or Training” / Popolazione 15- anni Il totale (100%) può essere espresso o meno, perché possono essere confrontate tra loro più percentuali con dei valori assoluti differenti o uguali (che sommano a 100). Nel “rapporto di coesistenza”, si confrontano le quantità o frequenze tra due modalità di uno stesso fenomeno o tra due fenomeni antitetici che esistono; due esempi:
  • Indice di vecchiaia: Popolazione >65 anni % / Popolazione <14 anni %
  • Indice di dipendenza: Pop. >65 anni + <14 anni / Pop. attiva 15- anni Nel “rapporto di derivazione” il dato al denominatore “costituisce il presupposto per il fenomeno rilevato nel dato posto al numeratore”; l’indice è sempre non negativo; alcuni esempi sono:
  • Indice di natalità: (Nuovi nati / Popolazione tot.) * 1000
  • Tasso di fecondità: Nuovi nati / Pop. femminile 15-44 anni
  • Tasso di ospedalizzazione: (Degenze / Pop. residente) * 1000
  • Indice di litigiosità: (Cause civili di 1° grado / Pop. residente) * 1000
  • Quoziente di criminalità totale: (Delitti denunciati per tipo / Pop. res.) *

Nel “rapporto di densità” una frequenza o intensità di un fenomeno viene rapportata a una “dimensione del campo in cui viene osservata” (tempo, spazio, ecc.); degli esempi:

  • PIL pro-capite: PIL / Popolazione totale
  • Num. medio di comp. per famiglia: Popolazione totale / Num. famiglie
  • Num. medio di alunni * insegnante: Num. alunni / Num. insegnanti [*istruzione]
  • Indice di dotazione di posti letto: (Posti letto ist. di cura / Pop. res.) * 1000

L’ISTAT produce, dal 2013, degli indicatori rappresentanti il Benessere Equo- Sostenibile o “BES”, suddivisi in 12 “domini”:

  • Salute: rispetto a malattie fisiche, psichiche, eventi “esogeni” (come gli incidenti stradali), caratteristiche complessive (a.e. la mortalità infantile);
  • Istruzione e formazione;
  • Lavoro e conciliazione, tempi di vita;
  • Benessere economico;
  • Relazioni sociali;
  • Politica e istituzioni;
  • Sicurezza;
  • Benessere soggettivo;
  • Paesaggio e patrimonio culturale;
  • Ambiente;
  • Innovazione, ricerca e creatività;
  • Qualità dei servizi;