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Una panoramica completa degli indici e dei rapporti statistici, esplorando concetti chiave come serie storiche, numeri indice a base fissa e mobile, indici complessi, e rapporti di composizione, coesistenza, derivazione e densità. I metodi di calcolo e le applicazioni pratiche di questi strumenti statistici, fornendo esempi concreti per una migliore comprensione.
Tipologia: Appunti
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Si definisce “serie storica” una sequenza di osservazioni: (y1, y2, ..., yt, yT). Il rapporto percentuale tra un’osservazione e l’altra è la “variazione percentuale”:
- Variazione %: [(yt{+1} / yt) - 1] * 100 Sottraendo 1 dal rapporto già percentuale tra (yt{-1}) e ‘yt’, il cui risultato è la variazione rispetto a ‘yt’, e moltiplicando per 100, si otterrà una percentuale come 20%. Una “serie di numeri indice a base fissa” esprime l’”intensità” o frequenza di un certo fenomeno per ogni periodo di tempo come una quota dell’intensità o frequenza in un periodo di riferimento chiamato “base”. Anno Prezzo unitario Num. indici % 2017 = 100 Num. indici % 2019 = 100 2017 40 100 50 2018 66 165 82. 2019 80 200 100 2020 92 230 115 Una “serie di numeri indice a base mobile” esprime l’”intensità” o frequenza di un certo fenomeno in ogni periodo di tempo come rapporto con l’”intensità” o la frequenza dello stesso nel periodo immediatamente precedente (variazione percentuale). Anno 2011 2012 2013 2014 2015 Numero divorzi 53.456 51.319 52.943 52.355 82. Numero indice 96% 103.2% 98.9% 157.5% In entrambi i casi non si è attuata la sottrazione di 1 dalla variazione percentuale. Per passare da una “serie di numeri indice a base fissa” ad una nuova basta dividere i “numeri indice” per quello preso come nuova base e moltiplicare per 100.
Stesso ragionamento per passare da un “numero indice a base fissa” ad un “numero indice a base mobile” – si divide ogni “numero indice a base fissa” per il precedente.
Visti finora i “numeri indici semplici”, rimane da vedere quelli “complessi” come quelli che hanno per oggetto delle spese economiche: sono formati da due componenti, che sono il prezzo e la quantità dei prodotti. Appunto parlando di spesa, la variazione rispetto ad un periodo precedente comprende una moltitudine di prodotti ed una pluralità di prezzi. Si ha, di conseguenza, una variazione di (ΣMm=1 PmtQma) partendo da una “base” che è pari a (ΣMm Pm0Qma).
- It = [(ΣMm=1 PmtQma) / (ΣMm Pm0Qma)] * 100** Dove ‘It’ è il “numero indice dei prezzi per il periodo t”, e questo è il c.d. “metodo delle somme ponderate”, che ha come “base” una “spesa al prezzo 0” e poi aumenta il prezzo lasciando fisse le quantità ‘Qma’. L’altro metodo è quello della “media ponderata”, in cui viene calcolata la variazione dei prezzi per i singoli periodi, in percentuale: (pm0/pm0=100; pm1/pm0=...; pmt/pm0...); poi dati dei “pesi” (che però non sono proprio quelli della “media ponderata”!) pari a ‘Pm0’ per ‘Qma’, viene moltiplicato il prezzo in percentuale ottenendo dei valori come:
I “rapporti di composizione” variano tra 0 ed 1, perché il dato contenuto al numeratore è parte del dato al denominatore. Degli esempi sono:
Nel “rapporto di densità” una frequenza o intensità di un fenomeno viene rapportata a una “dimensione del campo in cui viene osservata” (tempo, spazio, ecc.); degli esempi:
L’ISTAT produce, dal 2013, degli indicatori rappresentanti il Benessere Equo- Sostenibile o “BES”, suddivisi in 12 “domini”: