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Statistica sociale completo e dettagliato per l'esame
Tipologia: Appunti
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STATISTICA SOCIALE CAPITOLO 1: CHE COS’È LA STATISTICA? La statistica è un insieme di metodi e di tecniche per la conoscenza quantitativa , l'analisi e la comprensione di uno o più fenomeni, singolarmente o congiuntamente considerati, che si presentano nella realtà con un insieme di diverse manifestazioni, osservabili totalmente o parzialmente. L'etimologia della parola “statistica” deriva da “Stato” e fa riferimento al fatto che le prime informazioni su fenomeni reali sono state raccolte ed organizzate ad opera degli organismi statali che ne erano anche i principali utilizzatori. Le tracce più antiche di rilevazioni statistiche ufficiali risalgono ai Sumeri e agli Egizi. La fase metodologica si fa iniziare con A. Quetelet a fine 700, a cui dobbiamo l'unificazione sotto un'unica visione di diversi ambiti di ricerca riconducibili alla Statistica (la demografia, la teoria degli errori accidentali e il calcolo delle probabilità). È da questo momento che la statistica si caratterizza come metodo scientifico.
IL METODO SCIENTIFICO Dopo Galilei per parlare di scienza non si potrà più addurre l’autorevolezza del passato (principio di autorità), ma si dovranno portare esperienze oppure esperimenti. Esso permette di raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva e verificabile anche attraverso l’ausilio della ragione. La conoscenza umana segue delle procedure pubbliche , controllabili da chiunque. Che cosa significa fare ricerca sociale? Significa indagare un aspetto della realtà sociale. Un insieme di procedimenti attraverso cui cerchiamo di acquisire conoscenze scientifiche sulla realtà. Che cosa differenzia il lavoro di un ricercatore, da altri tipi di indagine? Il metodo che si utilizza costituisce l’elemento che distingue una ricerca di tipo scientifico da altre forme di indagine. Il metodo scientifico è una strada, esistono molti percorsi che possono portare alla stessa meta. Una ricerca per essere scientifica deve:
RISULTATI
FORMALIZZAZIONE STATISTICA Un professore vuole indagare l’interesse per la sua materia da parte dei suoi 25 alunni. Decide di misurare il loro interesse contando il numero di libri letti negli ultimi 6 mesi da ogni suo studente. Compito: determinare la popolazione statistica di riferimento e le relative unità statistiche, la sua numerosità, il fenomeno di interesse, e le modalità osservabili su ogni unità statistica.
Classificazione delle scale di modalità: Scala di modalità qualitativa :
x1 =“maschio”, x2 =“femmina”. (totale modalità)
k: 4 (N C V S) n 2 = 7 da 1 a k sono modalità / da 1 a n sono numeri UNITÀ DI ANALISI Le UDA è il tipo di oggetto di cui si occupa la ricerca sociale. Essa è singolare e astratta. (es: le auto vendute o i comuni italiani). Per passare dalle UDA (astrazione) al concreto bisogna prendere in considerazione i singoli casi. Essi sono gli esemplari su cui svolgo la ricerca (Mario, comune di Verdello ecc) Esempio:
IL CAMPIONAMENTO !!!! La selezione di una porzione di popolazione (cioè una parte di U) per individuare i casi (le future righe della matrice dei dati, u). Solo con una delimitazione spazio-temporale (i giovani di Bergamo, nel 2019) e con il campionamento i risultati della ricerca (sui casi singoli) sono generalizzabili, cioè riferibili all’universo.
STATISTICA DESCRITTIVA MONOVARIATA: LA FREQUENZA I dati grezzi: Il risultato della rilevazione del fenomeno 𝑋 sulla popolazione 𝑈 (numerosità 𝑁) è un insieme di 𝑁 osservazioni. Ciascuna osservazione coincide con una (e una sola) delle 𝑘 modalità 𝑥𝑖 previste dalla scala utilizzata. Es.: il comportamento sessuale degli studenti universitari (60 intervistati, ultimi 12 mesi)
DENSITÀ DI FREQUENZA Fenomeni quantitativi continui (numeri e si misurano). Il fenomeno 𝑋 ha 𝑥𝑖 modalità che possono essere considerate intervalli.
LA MEDIANA Se il fenomeno studiato è quantitativo (o qualitativo ordinale ) è possibile identificare la posizione rispetto all’ ordine delle sue modalità k. È la modalità che nell’ordinamento occupa la posizione centrale.
LA MEDIA La media aritmetica è un valore di sintesi che può essere utilizzato quando si hanno fenomeni quantitativi , in cui non solo le frequenze , ma anche le modalità sono numeri.
1. La media aritmetica : è la somma dei valori numerici divisa per il numero dei valori numerici considerati. - Notazione: la media di X è X (con linea sopra) se si usano le frequenze relative invece - La media è la sommatoria , per i che va da 1 a k , di 𝑥𝑖 𝑝𝑖 (cioè della frequenza relativa). 2. La media ponderata : è un tipo particolare di media, dato dalla somma dei prodotti di ogni numero per i rispettivi « pesi » / la somma dei pesi. La semplice media aritmetica è una media in cui tutti i pesi sono = 1. SCARTI/DEVIAZIONI DELLA MEDIA Scarto o deviazione di media: (𝑥𝑖 – 𝑥 con linea sopra) → un valore – la media Scarto ponderato : (𝑥𝑖 – 𝑥 con linea sopra) 𝑓𝑖 Ma la media è sempre compresa ( internalità ) tra il valore minimo e il valore massimo. Quindi vi saranno k scarti negativi e postivi. Se lo scarto è positivo (𝑥𝑖 – 𝑥 con linea sopra) > 0 è sopra-media (altrimenti è sotto- media: < 0 ), i valori sopra-media e sotto-media si compensano … cioè se sommiamo tutti i k scarti ponderati si ottiene sempre 0.
CAPITOLO 6: LA VARIABILITÀ VARIABILITÀ E DISPERSIONE I valori medi descrivono adeguatamente alcuni fenomeni statistici, ma spesso non sono sufficienti.
Esempio:
IL COEFFICIENTE DI VARIAZIONE Range, IQR, deviazione standard, varianza e devianza sono misure assolute della variabilità. Sono quindi influenzate dall’ordine di grandezza e dall’unità di misura, quindi non sono confrontabili. Ci vuole una misura di variabilità relativa come il coefficiente di variazione (cv): Bisogna rapportare il risultato ottenuto (𝜎) con un valore medio che sintetizzi l’ordine di grandezza del fenomeno analizzato. Il cv ( coefficiente di variazione ) di X si costruisce mettendo la deviazione standard a rapporto con la media aritmetica (𝜎 /𝑥̅ ). Esempio: