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Steiner riassunto comparate, Schemi e mappe concettuali di Letterature comparate

Riassunto del saggio di Steiner

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2025/2026

Caricato il 26/01/2026

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yi-sun-sin-1598 🇮🇹

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Cosa sono le letterature comparate? / George
Steiner
Le letterature comparate sono un ramo della ricerca letteraria che ha come
fulcro la coscienza e l’indagine che esiste tra due poli narrativi; Nonché il
tentativo di metterne in discussione la totalità mediante le possibilità
parziali che offre una lingua.
Fin dalla cognizione dell’arte, di un oggetto o, di un testo, è naturale la
tendenza a dargli un contesto basato su esperienze pregresse.
Similmente, cerchiamo delle analogie, dei precedenti, tratti familiari che in
maniera quasi (o anche) intertestuale, si ricolleghino ad altre opere. Anche
di fronte a qualcosa di ignoto, è impossibile affrontarne la comprensione
con assoluta innocenza: Interpretazione e giudizio estetico saranno sempre
influenzati da un bagaglio culturale già esistente, questa comparazione
implicita compone un processo detto “ermeneutico”.
Di pari passo, è quindi impossibile la rivoluzione artistico/letteraria nel suo
tentativo di creare della singolarità assolute, la natura stessa del linguaggio
fa sì che non sia possibile.
L’esistenza di un bagaglio linguistico classico (seppur indatabile) è radicata
anche nei più rivoluzionari ed anarchici degli scrittori, arricchendo lo
scrittore classico ed assillando, appunto, i più rivoluzionari (ad esempio i
Dadaisti, i surrealisti ed i futuristi russi). Anche tentando la creazione di
una nuova lingua, la si dovrebbe imparare ed insegnare, cadendo così in
un’altra prigione linguistica.
Altro ottimo esempio, è la poesia: Nel linguaggio del poeta comprensione e
piacere derivano dal rapporto tra l’aspettativa e la novità, che nelle forme
più riuscite, è un impatto di ricognizione.
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Cosa sono le letterature comparate? / George

Steiner

Le letterature comparate sono un ramo della ricerca letteraria che ha come fulcro la coscienza e l’indagine che esiste tra due poli narrativi; Nonché il tentativo di metterne in discussione la totalità mediante le possibilità parziali che offre una lingua. Fin dalla cognizione dell’arte, di un oggetto o, di un testo, è naturale la tendenza a dargli un contesto basato su esperienze pregresse. Similmente, cerchiamo delle analogie, dei precedenti, tratti familiari che in maniera quasi (o anche) intertestuale, si ricolleghino ad altre opere. Anche di fronte a qualcosa di ignoto, è impossibile affrontarne la comprensione con assoluta innocenza: Interpretazione e giudizio estetico saranno sempre influenzati da un bagaglio culturale già esistente, questa comparazione implicita compone un processo detto “ermeneutico”. Di pari passo, è quindi impossibile la rivoluzione artistico/letteraria nel suo tentativo di creare della singolarità assolute, la natura stessa del linguaggio fa sì che non sia possibile. L’esistenza di un bagaglio linguistico classico (seppur indatabile) è radicata anche nei più rivoluzionari ed anarchici degli scrittori, arricchendo lo scrittore classico ed assillando, appunto, i più rivoluzionari (ad esempio i Dadaisti, i surrealisti ed i futuristi russi). Anche tentando la creazione di una nuova lingua, la si dovrebbe imparare ed insegnare, cadendo così in un’altra prigione linguistica. Altro ottimo esempio, è la poesia: Nel linguaggio del poeta comprensione e piacere derivano dal rapporto tra l’aspettativa e la novità, che nelle forme più riuscite, è un impatto di ricognizione.

Il processo semantico, (di studio delle parole) è di differenziazione e comparazione: Leggere significa comparare. Il giudizio estetico, l’esposizione ermeneutica tramite il paragone sono una costante degli studi e dei dibattiti letterari. Le tecniche di confronto intralinguistico/interlinguistico si sono affinate durante le dispute tra “antichi” e “moderni” del sei e del Settecento, e successivamente tra romanticisti e neoclassicisti. Goethe, nel 1827, utilizza per la prima volta il neologismo di sua invenzione “Weltliteratur” (letteratura mondiale). Goethe è stato traduttore da diciotto lingue, traduzioni che hanno formato ed arricchito in maniera chiave l’identità culturale europea. Ma la traduzione rappresenta solo una parte del concetto di Weltliterarur, che sottintende la Weltpoesie, espressione radicata nelle concezioni della lingua e letteratura proposte da Herder e Humboldt (filosofi e pensatori tedeschi, figure chiave del romanticismo. Herder sottolineò l’unicità di ogni cultura e linguaggio, mentre Humboldt ha sviluppato il concetto di relativismo linguistico). [ n.b. Non sono informazioni presenti in dispensa, ma ho ritenuto utile aggiungerle per dare contesto a quanto scritto] L’uomo è una creatura nella quale sono innate l’immaginazione formale e la comunicazione stilizzata. Secondo Goethe, l’enunciazione letteraria è fondamentale per la comprensione che l’uomo ha della sua storia e lingua: per Goethe, non conoscere le lingue straniere significa non conoscere la propria. Weltliteratur e Weltpoesie fanno intendere una comprensione degli elementi che compongono e creano tutte le lingue, e producono delle affinità ricche di struttura ed evoluzione. Le convinzioni e le forme poetico-critiche di Goethe, formarono la base della letteratura comparata e ne costituiscono tuttora gli ideali e responsabilità.

migliore dei casi, un’arte esatta ed esigente della lettura, un modo di ascoltare atti linguistici orali e scritti che ne mette in evidenza gli elementi. La Letteratura Comparata ha fondamento sulle lingue, sulle loro diversità culturali e dal modo in cui esse aprono delle finestre su tempi e mondi diversi; Nessuna lingua divide tempo e spazio esattamente come un’altra o ha gli stessi tabù. La scomparsa di una lingua è la morte di un punto di vista, di una cultura e di una storia: una lingua morta è insostituibile. Steiner sostiene che la letteratura comparata sia anche un’arte della comprensione che gira attorno alle possibilità ed alle sconfitte della traduzione. Sempre Steiner, inoltre, analizza la trivialità della comunicazione interlinguistica, chiedendosi come sia possibile capirsi veramente l’un l’altro, anche solo imperfettamente; Questo processo comunicativo diventa perfettamente visibile e cruciale nell’attraversamento dei confini linguistici. Ogni processo della traduzione è d’importanza fondamentale per i comparatisti. Il commercio fra le lingue, fra testi appartenenti a periodi o generi diversi, le interazioni fra una nuova traduzione e quelle precedenti, formano la base della letteratura comparata. Studiare diverse versioni tradotte dello stesso testo, ma appartenenti a periodi diversi, apre importanti scorci culturali, così come può farlo l’analisi di traduzioni fallimentari. Questa priorità del problema della traduzione nella letteratura comparata è direttamente collegata a quello che, secondo Steiner, è il suo secondo punto focale: La disseminazione e la ricezione delle opere letterarie attraverso il tempo e lo spazio, l’opera sopravvive all’autore. Steiner si pone la domanda: perché certe opere o autori vengono tradotti a differenza di altri? Non vi sono risposte definitive, e la difficoltà linguistica

non pare essere un fattore determinante. Questo fenomeno del “non tradotto”, dell’”intraducibile” rappresenta una delle sfide più importanti delle letterature comparate. A tal proposito è importante specificare che nessuno studioso di letterature comparate conosce abbastanza lingue. Gli studi tematici formano il terzo punto focale delle letterature comparate. Formalisti russi e antropologi strutturalisti hanno accertato la notevole economia di motivi, le regole fisse e ricorrenti nelle tecniche narrative di mitologie, fiabe e racconti della letteratura mondiale.