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Appunti generali sulla storia del tutirsmo raccolti in aula Appunti sulla storia del turismo in Friulia Venezia Giulia Riassunto del libro "vacanze di pochi, vacanze di tutti. L'evoluzione del turismo europeo" di P. Battilani
Tipologia: Appunti
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Il fulcro sulla questione turismo, e di tutte le sue forme ed evoluzioni, sta nel passaggio da fenomeno d'élite (turismo di pochi) a fenomeno di massa. Il turismo inizialmente è un fenomeno che solo i nobili possono permettersi. Solo nel secondo dopo guerra avverrà un cambiamento: il turismo diventerà un diritto di tutti. Sono stati individuati diversi fattori che hanno innescato il fenomeno turistico:
Per lo sviluppo di una zona turistica sono fondamentali due fattori:
Tipi di turismo:
La prima forma di turismo manifestatasi in questa regione è il pellegrinaggio: i pellegrini provenivano dalla Germania, attraversavano le Alpi, sostavano a Gemona e Venzone, per arrivare poi a Latisana (all'epoca un porto) che disponeva di chiatte per raggiungere Venezia. Da qui partivano navi per la Grecia, che continuavano infine per la Terra Santa. Il Friuli fu il luogo da cui partirono i viaggi di formazione nelle città d'arte italiane: i nobili udinesi e goriziani partono per Milano, Bologna, Firenze, Roma. Per quanto riguarda il turismo balneare, si sviluppa più tardi, prima con Grado, poi con Lignano, come stazione balneare grazie all'arrivo di tedeschi a partire dalla seconda metà del '800. Nello stesso periodo si sviluppa anche il turismo montano, soprattutto sulle Alpi Giulie. Starter è un tedesco-triestino, Julius Kugy, che esplora proprio le Alpi Giulie. Le stazioni termali invece cominciarono ad apparire nella città di Gorizia, grazie al clima: per chi arrivava dalle regioni interne dell'Austria, la città presentava un clima mite. È una città comoda per lingua parlata e moneta usata (uguali a quelle austriache). Inoltre è consigliabile soggiornarci per chi era affetto dalla tisi (il malato preferisce un clima no troppo rigido, come invece lo era a Vienna). Essendo circondata da colline, e potendovi coltivare dei vigneti, è ancora importante per la cura dell'uva. Successivamente verranno anche costruite strutture per il turismo come bagni pubblici con piscine e possibilità di fare saune. Come stazioni balneare troviamo Lignano. Nel '800 si trattava di un posto di guardia, ma in poco tempo si svilupperà esclusivamente per il turismo. Infine, in questa regione il turismo montano è sia estivo che invernale, con aree attrezzate.
Le aziende turistiche diventano tali quando riescono a soddisfare le richieste del turismo di massa, con la costruzione di servizi ed infrastrutture adeguate. Il dilagare del turismo provoca però un forte impatto ambientale e sociale.
Periodo → Medioevo Con il crollo dell'Impero Romano (476 d.C.) viene a mancare qualsiasi struttura preesistente: la società diventa rurale; le ville dei ricchi romani diventano i centri di questa società: troviamo un proprietario fondiario possessore della terra e degli uomini che la lavorano. Anche le stesse città cominciano a decadere e diminuire perché sempre meno persone vi abitano. Unica struttura stabile è la Chiesa. In questo periodo la società era divisa tra:
conoscere il passato. Di conseguenza anche le guide cambiano: si presentano come liste di luoghi antichi delle città. Vengono anche stampati piccoli atlanti da correlare alle guide. Anche gli inglesi si muovono verso l'Italia: per loro è importante l'esperienza e il viaggio ne è una grandissima scuola. IL GRAND TOUR ('500 – '800): composto da flussi di giovani i quali compiono questo viaggio per completare la loro formazione culturale. Con l'andare del tempo questo fenomeno si allarga: dai nobili passa anche a letterati e pittori. Anche l'itinerario di viaggio si sposta verso il sud d'Italia, toccando anche Ercolano, Pompei e la Sicilia. I viaggi duravano in media un anno. LA VILLEGGIATURA: trascorrere un periodo nella propria villa in campagna diventa rilassante e salutare. Nel '700 ha un grande sviluppo in Francia: Luigi XIV crea la reggia di Versailles, luogo simbolo della villeggiatura: re Luigi vuole tenere i nobili sotto controllo, inventando così questo “castello delle delizie” in cui invita i nobili a trasferirsi. La nobiltà ne viene attratta, anche per il fatto che risiedervi è importante, da notorietà e abbandonano così le loro terre; il Re ne approfitta, trasformando il suo potere in potere assoluto. LE CITTA' TERMALI: la prima città termale in assoluto è Bath in Inghilterra con Richard Nash. Egli investe i suoi averi e costruisce alberghi e servizi per la villeggiatura. La cittdina ha molto successo per la sua posizione poco distante da Londra
Quali sono le principali problematiche legate allo sviluppo turistico? Esistono due prospettive opposte: a. Come risultato di una trasformazione complessiva della società che coinvolge sia gli aspetti economici sia la sua organizzazione sociale b. Capire in che modo il turismo può contribuire alla crescita economica di un paese Tra i fattori economici che influenzano i consumi turistici, il ruolo più importante va attribuito al REDDITO: la spesa turistica diventa importante solo quando il reddito supera una certa soglia. L’industrializzazione e l’aumento del reddito nazionale permettono così la crescita del settore. In un primo tempo solo gli aristocratici si trasferivamo in estate nelle città termali, poi arrivarono i borghesi, infine gli operai. La comparsa di nuovi consumatori di turismo ha permesso lo sviluppo progressivo delle città per le vacanze. CURVA DI EGEL: afferma che “più povera è un famiglia, maggiore sarà la proporzione della sua spesa totale destinata all’acquisto dei generi alimentari” e “più ricca è una nazione, minore sarà la proporzione di generi alimentari nella spesa totale”. I servizi turistici presenterebbero un’elasticità elevata aumentando in modo più che proporzionale a fronte di un incremento del reddito. In un’analisi storica di lungo periodo, è il fatto che il turismo moderno, sicuramente nato come bene di lusso, si è poi trasformato nel secondo dopoguerra in un bene normale, se non addirittura di prima necessità. La nascita del turismo di massa ha insomma prodotto:
Per lo sviluppo del turismo sono importanti i tradizionali investimenti pubblici, come quelli relativi alla viabilità, all’arredo urbano e al buon funzionamento delle strutture legate all’igiene, alla realizzazione di ferrovie. Nel periodo fra le due guerre, di fronte alla nuova dimensione che la domanda turistica cominciava ad assumere e alla maggiore competizione fra le località di villeggiatura dei diversi stati, in diversi paesi europei maturò la convinzione che occorresse propagandare all’estero l’industria turistica nazionale. Si parla di master plan : una missione interministeriale il cui compito è organizzare le necessarie competenze. L’obiettivo è sia di tutela paesaggistica sia di promozione del turismo di massa. In Inghilterra, sia nelle città termali che in quelle balneari le amministrazioni locali inglesi svolsero un ruolo attivo. Le autorità locali di Bath realizzarono più volte gli investimenti necessari per mettere la città in grado di ospitare un turismo di alto rango. Le località balneari italiane ottennero un’immagine simile a quella inglese (Sanremo, Lido di Venezia, Viareggio, Rimini). Le amministrazioni comunali maturarono la consapevolezza del ruolo che il settore turistico poteva avere nella sviluppo economico e impegnarono anche quote considerevoli del bilancio per promuovere e sostenere tale attività. Anche le associazioni hanno contribuito a creare un mercato, inventando e creando nuove forme di turismo: è difficile pensare che la montagna sarebbe stata scoperta senza la grande opera di promozione dei diversi club alpini. In secondo luogo hanno migliorato l’offerta dei privati, arricchendo la vita sociale delle località turistiche di proposte aggiuntive per il tempo libero. Inoltre, l’associazionismo ha contribuito alla tutela delle risorse alla base dello sviluppo turistico: la difesa del territorio è spesso una difesa delle potenzialità turistiche di una certa area. Hanno stimolato la nascita diretta di imprese for profit: molti tour operator sono stati creati da persone che avevano maturato il know-how 1 necessario all’interno di associazioni non profit che organizzavano viaggi di vario tipo per i soci. Va a Gerschenkron il merito della diversità dei percorsi di sviluppo. I paesi arrestrati, a causa della loro condizione di arretratezza, dovranno inventarsi dei percorsi autonomi e trovare quei fattori sostitutivi in gradi di avvicinarli progressivamente ai paesi più avanzati. Il turismo, può contribuire alla formazione dei fattori sostituivi nei paesi ritardatari? Questa prospettiva è stata un po’ l’illusione delle organizzazioni internazionali e dei governi del Terzo Mondo del periodo post-coloniale: ottenuta l’indipendenza, i singoli stati cercarono di intraprendere un proprio percorso di sviluppo. Sono però emersi alcuni limiti che possono impedire al settore di agire:
necessaria per svolgere una determinata attività lavorativa.
Distinguiamo due grandi categorie di domanda turistica:
mondo la fede cristiana. Nella storia del pellegrinaggio cristiano tre mete hanno assunto un valore fondamentale: ✓ Gerusalemme , per la presenza del Santo Sepolcro; ✓ Roma , la città del martirio degli apostoli Paolo e Pietro; ✓ Santiago di Compostela , che ospita la tomba di san Giacomo maggiore Il pellegrinaggio verso Gerusalemme conobbe una grande diffusione nel IV secolo. I primi pellegrini erano uomini di grande spiritualità che ripercorrendo le vie di Gesù e nella pace dei luoghi solitari ricercavano un contatto diretto con il loro Dio. Nei secoli successivi il cammino per Gerusalemme iniziò a essere intrapreso anche da aristocratici e semplici fedeli che spesso univano alle scopo penitenziale lo spirito di avventura. Attorno al IV secolo si possono datare anche i primi pellegrinaggi verso Roma: le mete più importanti erano le catacombe e i numerosi santuari e chiese. Ben presto si pensò di predisporre strutture adatte ad accogliere i visitatori: piccoli abitazioni per poveri, stabilimenti termali, alloggi. La terza meta più importante del pellegrinaggio cristiano è Santiago di Compostela. Il suo successo è legato al culto di san Giacomo maggiore, primo degli apostoli, protettore di tutta la Spagna. Esso iniziò a attirare fedeli sin dal X secolo. Nel XIII secolo esso si propose come il simbolo della lotta contro i mori e divenne metà di pellegrinaggi di coloro che avevano combattuto i mussulmani. Oltre a questi tre fondamentali luoghi di culto, il mondo cristiano ha sviluppato nel corso della sua storia centinaia di mete di pellegrinaggio, si affermarono ad esempio i pellegrini inglesi i quali prediligevano Canterbury; gli italiani si recavano a Padova sulla tomba di sant’Antonio. L’epoca tra il XII e il XIII secolo rappresentò l’apogeo del pellegrinaggio cristiano. Esso non era solamente una pratica religiosa, ma una vera e propria istituzione. Il pellegrino intraprendeva il suo viaggio con l’approvazione di tutta la società e la tutela delle leggi dell’epoca. Prima di partire poteva redigere il suo testamento nel quale sceglieva gli eredi. Il pellegrinaggio era anche una delle pene che venivano inflitte dai tribunali civili in genere contro chi aveva commesso peccati contro la chiesa. Quello medievale fu soprattutto un pellegrinaggio penitenziale, poiché chi intraprendeva questo viaggio era motivato dal desiderio di espiare i proprio peccati e riguadagnarsi così la salvezza eterna. Il suo successo è collegato sia alla questione delle indulgenze sia alla definizione del concetto di purgatorio. La combinazione di questi due elementi fu alla base della convinzione che con il pellegrinaggio si poteva ottenere una riduzione delle pene. Nel IX secolo comparvero le prime guide, la più conosciuta delle quali era l’ Itinerario di Einsiedeln , che riportava i luoghi di devozione. Dal XII secolo cominciarono a comparire guide più complete, come la guida dei pellegrini di Santiago che offriva informazioni sulle città, gli ospizi anche i pericoli presenti lungo le strade; oppure le MIRABILIA URBIS ROMAE, che univano agli itinerari religiosi l’indicazione di numerosi luoghi laici. La grande epoca dei pellegrinaggi medievali si concluse nel XIV secolo quando essi non vennero più imposti per sentenza e quando i viaggi unirono ai motivi religiosi anche ragioni culturali e di puro piacere. I pellegrinaggi diventarono col tempo viaggi di pochi giorni verso i santuari più vicini. Parliamo ora delle caratteristiche fondamentali che riguardano i luoghi di pellegrinaggio. In primo luogo va sottolineata la loro longevità: nel corso dei secoli hanno mantenuto intatte le loro caratteristiche originarie. Secondo, la programmazione di precisi interventi da parte delle istituzioni. In genere la scoperta di una nuova meta di pellegrinaggio è legata al verificarsi di un evento straordinario, come il ritrovamento di reliquie, il verificarsi di apparizioni. Le reliquie, in particolare, potevano rappresentare un’importante risorsa
economica, perché aumentando il prestigio dei santuari e attirando un numero crescente di pellegrini, davano un significativo impulso all’economia del luogo. Nel tardo medioevo il pellegrinaggio alle tombe dei santi passò lentamente di moda, sostituito dapprima dalle visite alle statue miracolose e successivamente dalle apparizioni della Madonna (La Salette, Lourdes, Fatima, Medjugorie). Questi luoghi sono poi accumunati da un forte intervento di tipo urbanistico e architettonico, mirante a creare le condizioni per ricevere e ospitare un numero crescente di fedeli; venne realizzata una grande basilica; si sono sviluppate le prime strutture ricettive, spesso gestite da religiosi. Fra i pellegrinaggi cristiani, il più importante è quello che dal 1300 porta a Roma migliaia di fedeli in occasione dell’anno santo, rendendolo il pellegrinaggio penitenziale per eccellenza. Nel corso del XII e XIII secolo i papi avevano aumentato il numero di indulgenze concesse. Inoltre a coloro che partecipavano alle crociate veniva concessa l’indulgenza plenaria. Nel 1291 venne creato un evento straordinario dalla chiesa stessa: fu papa Bomifaccio VIII a proclamare il primo giubileo nel 1300. Esso venne precedutoda numerosi lavori per la sistemazione delle strade di accesso a Roma allo scopo di facilitare l’arrivo di persone importanti. Il secondo giubileo si tenne nel 1350 durante il papato di Clemente VI. Durante il papato di Nicola V si fissò in 25 anni l’intervallo tra un giubileo e l’altro. L’aspetto organizzativo più impegnativo era sicuramente la predisposizione di vitto e alloggio. La ricezione venne affidata alla rete di enti assistenziali: si trattava di strutture di beneficenza privata e religiosa; ad esempio l’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini, che dal 1550 diede vita ad un complesso sistema ricettivo. I giubilei del ‘900 appartengono già ad una nuova epoca turistica: spesso i viaggi sono organizzati da agenzie di viaggio, si può raggiungere Roma in treno, in pullman o in aereo. Dal ‘400 arte, cultura e scienza acquisirono un nuovo ruolo e soprattutto la formazione letteraria e artistica divenne un momento fondamentale nella vita delle classi aristocratiche. Questa rivoluzione culturale cambiò il modo di fare turismo: gli itinerari dei viaggi si allontanarono da santuari e luoghi sacri per toccare le città d’arte: l’obiettivo era di ricevere una formazione culturale. Tra il 1500 e il 1800 la moda del GARND TOUR si diffuse: un giovane rampollo della upper class non poteva sottrarsi a questo lungo viaggio che dalla Gran Bretagna l’avrebbe portato in Francia, Italia, Germania, Olanda. Il giovane studente veniva affiancato durante il viaggio da uno o più tutori. All’inizio aveva in genere una durata piuttosto lunga, che andava dai 3 ai 4 anni. In genere esso rappresentava il momento conclusivo del percorso di studi. Tutti passavano per l'Italia: tale preferenza traeva origine dal primato culturale del paese; dovunque era possibile trovare prodotti artistici, manifatture, libri, monete. Nella seconda metà del '600 accanto al Grand Tour si diffuse anche la nuova pratica di un lungo soggiorno nei collegi di educazione, riservati ai nobili. Nel '700 una nuova dimensione, quella paesaggistica: il viaggio di piacere attraverso l'Europa offriva la possibilità di vedere ambienti naturali inconsueti. Emerse un aspetto ludico, sensitivo, naturalistico del viaggio. Ciò provocò dei cambiamenti: si ridusse la durata del viaggio e cambiò la fascia d'età (uomini sui 30 – 40 anni). La diffusione dei viaggi fu facilitata dal miglioramento di tecniche nella costruzione delle navi, strumentazioni di bordo e dalla realizzazione di mappe dettagliate; le strade si moltiplicarono; nell' introduzione delle ferrovie e delle imbarcazioni a vapore. Infatti, nel corso dell'800 il Grand Tour attraverso l'Europa continentale passò di moda, sostituito da itinerari che toccavano nuove mete: India, Sudafrica, Sri Lanka, Australia, Nuova Zelanda; l'Egitto fu uno dei paesi che suscitò il fascino maggiore.
generalizzata in tutto il continente europeo. Spesso le città termali continentali superarono lo splendore di Bath e si proposero per un turismo ancora più esclusivo. Il declino dei centri termali si affiancò al rapido sviluppo di un nuovo modo di fare turismo, quello balneare. Nato anch'esso in Gran Bretagna, nella città balneare l'attrazione principale era rappresentata dal Kursaal, costruzione concepita con gli stessi criteri dello stabilimento termale, con la differenza che non sorgeva al centro di un parco o della città, ma sulla spiaggia, a ridosso della marina e a volte si prolungava sino al mare mediante un molo, sorretto da piloni. Lo sviluppo e il successo di centri balneari dipesero dalla loro capacità di gestire il tempo libero dei villeggianti e dagli investimenti realizzati. Il trapasso dai bagni termali a quelli marini si ha con la città di Brighton, che raggiunse il suo massimo sviluppo nel corso del '800. alla fine del '700 Brighton era un piccolo comune abitato da pescatori che vantava una breve stagione dei bagni: si svilupparono l'architettura litoranea e le residenze con vista sul mare. Divenne in breve tempo la più importante città di villeggiatura d'Inghilterra. I turisti inglesi vi si recavano d'estate, ma comunque alla ricerca di un mare nordico, dalle basse temperature e dalle acque gelide poiché il bagno salutare era quello nell'acqua fredda. La spiaggia era un lougo per camminare e conversare. Al sole non era riconosciuta nessuna funzione terapeutica. Il cuore della vita turistica era altrove, lontano dalla spiaggia, nel centro urbano. Con la diffusione della ferrovia si formarono numerosi nuovi centri balneari come nella zone del Sussex, nel Kent, nel Devon. Con l'avvento della ferrovia i centri balneari inglesi cominciarono ad aprirsi verso un turismo meno d'elitè e le città che si ingrandirono di più furono proprio quelle attrezzate a ricevere le famiglie del ceto medio: mercanti, banchieri, impiegati commercianti. Tra il 1880 e il 1910, nuove stazioni balneari nelle provincie inglesi e del Galles settentrionale. La pirma guerra mondiale interruppe la moltiplicazione e lo sviluppo delle località balneari inglesi e limitò la loro animazione estiva. Nel secondo dopo guerra iniziò un lenti declino per tutte città balneari inglesi: aerei, pullman, treni permettevano ormai facilmente di raggiungere le località di villeggiatura del Mediterraneo. Cosa può aver innescato negli inglesi il desiderio del viaggio prima e della villeggiatura poi? Quali trasformazioni culturale e sociali hanno stimolato la domanda di servizi turistici?
balneari, per restare poi affascinati dalla maestosità delle montagne alpine e dalla natura incontaminata. La villeggiatura però doveva trovare anche una giustificazione morale:è la scienza medica a giudicare progressivamente la conquista dell'acqua. Fu l'attribuzione di una funzione terapeutica che permise nel ' la diffusione del bagno nelle stazioni termali, se l'acqua oltre che fredda era poi anche salata diventava addirittura curativa. Dall'acqua si passò poi all'aria di mare, che secondo trattati medici contribuiva alla guarigione dalle malattie respiratorie e soprattutto dalla tubercolosi. La Gran Bretagna fu anche il paese in cui tale domanda si incontrò con l'offerta, favorendo la nascita e lo sviluppo dei primi grandi centri turistici. Le città di villeggiatura infatti non potevano che svilupparsi nelle vicinanze dei centri generatori di domanda, cioè dei centri industriali e finanziari dell'epoca (come per la rivoluzione industriale). In questo paese si crearono tutte le condizioni per lo sviluppo precoce delle città delle vacanze, ma si deve sottolineare che tali opportunità vennero colte grazie agli investimenti realizzati. Importantissima fu la costruzione delle ferrovie, che ne permise un duplice uso: per il turismo, per il lavoro. Sino alla metà del '800 solo le fredde spiagge del nord poterono incarnare la nuova natura benevola che i trattati medici stavano rivelando. Solamente nel '900 le spiagge del mediterraneo e i piccoli paesi che sorgevano lungo le coste di questo mare acquisirono un grande prestigio internazionale. In una prima fase, dall'Inghilterra ci si spostò verso sud. Anche nei territori tedeschi la creazione delle località balneari venne preceduta dalla diffusione dei dettami medici sul ruolo dell'acqua fredda e dell'aria di mare per la cura di numerose malattie. Le coste settentrionali francesi vennero interessate dal movimento turistico solo all'inizio del '800. Sino alla prima metà del '800 si andava al mare in estate ma si cercava un mare freddo e molto urbanizzato. La prima grande stazione balneare del mediterraneo fu la francese Sète: essa si offrì per il turismo invernale; la stagione durava 7 mesi (ottobre – aprile); vi era la possibilità di svernare in un clima mite. In un primo tempo accolse una clientela alla ricerca di una migliore salute. Nel frattempo il bagno freddo stava passando di moda e cominciava a rimarcare l'effetto dell'aria del mare. Il momento d'oro iniziò nella seconda metà del '800. così la Costa Azzurra e una parte della riviera italiana divennero i salons d'Europe. Cannes, Nizza, Mentone, Montecarlo e Sanremo si trasformarono da piccoli villaggi agricoli nelle mete invernali più famose e alla moda: era un turismo d'élite fatti di grandi alberghi e di personaggi famosi. La prima guerra mondiale rappresentò un momento di arresto. Al declino del turismo balneare invernale contribuì anche la scoperta della “montagna bianca” e degli sport invernali. Il soggiorno balneare invernale avvicinò ulteriormente i turisti europei alle coste del Mediterraneo. In verità, mentre i turisti affollavano le spiagge del nord Europa e si gettavano nelle acque fredde, la gente del sud si immergeva nelle acque calde delle proprie coste senza ricercare alcun effetto benefico. I grandtouristi descrissero stupiti questo diverso modello di bagno. La svolta decisiva che segnò l'inizio della loro grande popolarità fu il diffondersi della cultura del sole. Proprio la scienza medica scopre le funzioni benefiche dell'aria di mare e del sole. L'attribuzione di una funzione benefica al sole modificò lentamente anche il rapporto con la spiaggia con la diffusione delle sabbiature, bagni di sabbia calda. Comparvero anche le prime strutture permanenti per creare zone di ombra (vele, tende, ombrelloni). Negli anni Venti e Trenta nacque il mito dell'abbronzatura e la spiaggia assunse un ruolo centrale nella vita balneare. Anche il bagno perse la funzione terapeutica e divenne un momento di svago. La scoperta del sole rivoluzionò la mappa del turismo balneare e delle stagioni. Nel '900 il turismo élite non rappresentava più il fulcro economico di questa industria. Il periodo fra le due guerre fu testimone della nascita del turismo della classe media.
della natura e ha contribuito a creare una diversa sensibilità ecologica, prerequisito indispensabile per la diffusione di un turismo meno pericoloso per gli equilibri dell'ambiente naturale.
Alla vigilia della prima guerra mondiale tutte le principali forme del turismo attuale erano state introdotte. Il grande aumento dei flussi turistici è alla base di quel fenomeno che è stato chiamato TURISMO DI MASSA: esso si riferisce alla partecipazione al turismo di un numero elevato di persone, un fenomeno che ha caratterizzato i paesi sviluppati nel XX secolo. Il turismo di massa si è sviluppato seguendo modelli differenziati nei diversi paesi e non sempre ha prodotto una omogeneizzazione delle vacanze e dei servizi. Il turismo di massa è nato nell'America del nord degli anni Venti e Trenta. Inizialmente si trattò di turismo interno, l'American outdoor. Successivamente negli anni Cinquanta si è sviluppato anche in Europa. In una terza fase il turismo di massa ha assunto per la prima volta una dimensione internazionale. Nella quarta fase il turismo europeo supera i confini nazionali e la quinta fase è quella della globalizzazione, con l'inserimento di nuovi paesi in Africa, Asia e Australia. Alla diffusione del turismo di massa ha sicuramente contribuito la trasformazione del settore dei trasporti: automobile ed aereo sono diventati i simboli del turismo di massa. Con esso anche il mercato è diventato sufficientemente ampio da sostenere la presenza di imprese specializzate nell'organizzazione delle vacanze. Con il secondo dopoguerra è divenuto un fenomeno internazionale. Nel corso del '700 e della prima metà del '800 lo sviluppo turistico americano fu guidato dai modelli europei. Nell'America coloniale le città termali si svilupparono piuttosto lentamente. Nella seconda metà del '700 un gruppo di stazioni termali urbane era presente attorno a Filadelfia; nel New England diverse località termali rurali divennero la meta dei cittadini più ricchi di Boston; si poteva trovare qualche centro in Virginia. Il turismo balneare ebbe inizio nella regione nordorientale, dove si svilupparono diversi centri costieri che fecero del fresco clima estivo la loro attrazione. Verso la fine del '800 anche in Florida e California comparvero diversi centri balneari. Inizialmente si trattò di località esclusive, ma gia nella seconda metà del '800 esse assunsero un aspetto più popolare. Ma la vera grande differenza con l'Europa fu la velocità con la quale gli americani introdussero già nel '800divertimenti meccanizzati di grande dimensione (1903 – Luna park di Coney Island). Caratteristica comuni con l'Europa è il ruolo giocato dalle grandi società private nel promuovere le attività turistiche e il forte impatto dei mezzi di trasporto. Fu solamente quando la qualità dei viaggi in treno migliorò significativamente, che un numero crescente di ricchi americani si lasciò affascinare dall'idea di visitare il lontano West e raggiunse il Grand Canyon o Santa Fe. La svolta nella storia turistica del Grand Canyon fu rappresentata dall'arrivo della ferrovia: venne costruita una stazione e venne avviato un servizio giornaliero verso il Grand Canyon. In seguito venne costruito un lussuoso albergo di 100 camere al limite del Grand Canyon. Nel 1908 divenne il primo parco nazionale a contenere una stazione e un grande albergo all'interno del proprio territorio. La trasformazione turistica di Santa Fe in meta turistica fu dovuta all'inventiva di un promotore culturale angloamericano appassionato di archeologia, che fece di questa località il centro delle sue vulcaniche attività. La località venne trasformata in uno dei luoghi più amati da artisti e intellettuali americani. Nel 1909 l'apertura di un lussuoso albergo: Santa Fe si rivelò così alle élite americane. Alla fine degli anni Venti si passò al turiamo di massa e, in contemporanea, dal treno all'automobile. La comparsa del binomio turismo di massa – automobile non cancellò il turismo d'élite, che prese altre forme some i soggiorni nelle località sciistiche. All'inizio del '900 diverse località cominciarono a organizzare feste sulla neve e la moda dello sci divenne attività sportivo – ricreativa: furono fondati i primi sci club. La svolta
turistiche comprendevano il Wankie National Park, la zona archeologica della Zibawe, le cascate Vittoria in Rhodesia, il Krueger National Park in Sudafrica. Kenya, Tanzania e Uganda componevano un unico circuito turistico. Il processo però che portò all'indipendenza spezzò questi legami, perché i tempi e le modalità furono molto diversi per ciascuno stato. Kenya e Zimbabwe riuscirono a conservare una loro capacità di attirare e organizzare i flussi dei viaggiatori: lo Zimbabwe divenne il centro turistico dei flussi regionali dell'Africa meridionale, concentrando la sua offerta sulla wilderness; il Kenya meta del turismo internazionale, sfruttando la grande passione degli europei per le vacanze al mare. Quest'ultima però non e riuscito a garantire una stabilità politica. Infatti raggiunta l'indipendenza, il nuovo governo rispose alla crescente domanda di servizi turistici attraverso consistenti investimenti in infrastrutture e strutture ricettive. Importante fu anche l'introduzione dei voli charter all'aeroporto di Mombasa. Conobbe però una prima interruzione quando la crisi petrolifera internazionale frenò la corsa alle vacanze esotiche. Negli anni Ottanta il turismo riprese, grazie ad un forte aumento dei viaggiatori provenienti dalla Germania. Altro pilastro del paese sono gli incentivi per stimolare l'occupazione di personale residente e la costituzione di imprese nazionali nei settori ritenuti strategici (compagnia di bandiera, società di voli charter). Tre fattori principali hanno frenato l'espansione del turismo nei paesi africani:
Per quanto riguarda il turismo nazionale vennero definite le aree turistico – ricreative del paese alle quali destinare contributi pubblici, per la realizzazione di infrastrutture, fu ridotta la settimana lavorativa e la riorganizzazione delle ferie. Il governo cercò di incoraggiare i giapponesi a trascorrere le vacanze all'estero. Un ultimo aspetto da tenere in considerazione è il ruolo svolto dal Giappone, relativo agli aiuti ai paesi poveri. Nel 1987 il Fondo di cooperazione economica con l'estero e l'Associazione giapponese per la cooperazione internazionale si impegnarono in progetti per la creazione di località turistiche internazionali nei paesi in via di sviluppo. Il caso cinese: un paese in grado di unire alle grandi dimensioni una storia antichissima. Esso può vantare una tradizione di viaggi e viaggiatori che risale almeno a 4000 anni fa: essenzialmente un turismo religioso, che si esprimeva in pellegrinaggi verso fiumi, laghi, monti dove risiedevano gli spiriti e le divinità. Con la diffusione del buddismo si crearono nuovi luoghi sacri e nuove mete di pellegrinaggio. Quando poi si diffuse il confucianesimo, un secondo tipo di viaggiatore si inserì nella tradizione cinese: l'artista che cercava, attraverso lo studio dei paesaggi, di raggiungere la verità filosofica. Molto più rara è sempre stata la presenza di viaggiatori stranieri: uno dei pochi legami con l'esterno e con l'Occidente fu per molti secoli la via della seta. La diffusione del turismo di massa nella seconda metà del XX secolo sorprese la Cina in una situazione politica e culturale molto particolare. Nel 1949 si era costituita la Repubblica popolare guidata da Mao Tse- tung, la quale avviò la cosiddetta Rivoluzione culturale allo scopo di modificare alle radici il sistema educativo e le tradizioni sociali e culturali cinesi. Il turismo nazionale venne ostacolato, mentre quello internazionale fu strettamente controllato dallo stato: vi erano regolamenti allo scopo di selezionare sia visitatori sia le mete. Questa politica di chiusura subì una radicale trasformazione nel 1978guidata da Deng Xiaoping. Fu la graduale trasformazione economica del paese da un sistema di produzione amministrato a livello centrale a un'economia di mercato, con la conseguenza di un'apertura verso l'occidente e verso i suoi capitali. In seguito ci furono ripercussione enormi sul turismo: il governo cerò infatti di potenziare quello internazionale, con la realizzazione di alberghi e centri commerciali, avviando un processo di valorizzazione del patrimonio culturale cinese.