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Tipologia: Appunti
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Il metodo Cornell è un metodo ideato dal professore Walter Pauk dell’Università di Cornell nel 1989. Secondo il metodo Cornell gli appunti devono essere disposti su una colonna del foglio e le parole chiave nell’altra colonna; il foglio sarà poi diviso in due colonne: una più grande ( di solito il 75% del foglio ) per prendere appunti sul lato destro e l’altra più piccola per domande e parole chiave sul lato sinistro; è infine necessario lasciare circa cinque centimetri, o sette righe, dal fondo della pagina. L’idea è quella che lo studente utilizzi la colonna più grande per prendere appunti e che scriva frasi concise, evitando frasi troppo lunghe. Schema per appunti – metodo Cornell Per preparare una pagina per prendere appunti secondo il metodo Cornell, basta seguire questi passi: scrivere il proprio nome, l’argomento, la data e il numero di pagina in alto, disegnare una linea (o lasciare dello spazio) dal bianco all’alto circa 5 centimetri dal lato sinistro, disegnare una linea (o lasciare dello spazio) per un indice del contenuto della pagina.
Se gli insegnanti sono soliti fare una lezione che segue a grandi linee il libro e se il testo offre dei buoni indici visivi per seguire in modo proficuo una lezione può essere utile ancorarsi al libro cartaceo e usarlo in sostituzione degli appunti; per uno studente con DSA questo processo di ancoraggio degli appunti è ancora più proficuo se avviene direttamente sul libro digitale; inoltre, se lo studente vuole usare il computer a scuola, potrà sfruttare la versione PDF del libro, evidenziando le parti più importanti, e con l’uso di software specifici potrà: evidenziare i punti salienti , anche con colori diversi; indicare collegamenti con frecce; scrivere appunti direttamente a margine del libro; salvare le modifiche apportate al documento; rileggere con la sintesi vocale (Stella, Grandi, 2011).
Alcuni allievi, che hanno imparato a usare le mappe, riescono a schematizzare i concetti durante la spiegazione, attraverso immagini e/o disegni, parole-chiave e collegamenti. Questo modo di prendere appunti va incentivato, soprattutto in studenti con neurodiversità, perché risponde alle caratteristiche visive dell’apprendimento e permette di avere una solida base da cui partire nello studio a casa.
Piolat, A., Olive, T. & Kellogg, R. T. (2005). Cognitive effort during note-taking. Applied Cognitive Psychology, 19, 291–312. Stella G., Grandi L. (2011), Come leggere la dislessia e i DSA. ed. Giunti EDU