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Lo sviluppo tipico: una evoluzione complessa e individuale, Schemi e mappe concettuali di Psicologia dello Sviluppo

Considerazioni generali sullo sviluppo tipico durante i primi anni di vita, basato su esempi e osservazioni di alison gopnik. Il documento illustra come i bambini sviluppano capacità e competenze impressionanti, interagendo con l'ambiente e mostrando variabilità interindividuale. Vengono presentati dati statistici sulla crescita motoria e si discute sulla importanza di conoscere lo sviluppo tipico per comprendere le strategie utilizzate dal bambino e le difficoltà che possono emergere.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 12/12/2022

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beatrice-catoni 🇮🇹

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Considerazioni generali sullo sviluppo tipico
I primi anni di vita sono caratterizzati, come precedentemente affermato, da uno sviluppo
impressionante di capacità e competenze.
I bambini, in un tempo relativamente breve, passano dal non saper fare nulla, o quasi, a saper
camminare, parlare, giocare.
Creano amicizie e raccontano le proprie esperienze, inventano giochi sempre più complessi,
imparano a leggere e a scrivere.
Alison Gopnik nel suo libro “Il bambino filosofo” (2010) fornisce alcuni esempi utili per
comprendere l’enormità del cambiamento che si verifica nell’età evolutiva: … “sopracciglia
aggrottate ed espressione assorta, una bimba di un mese guarda sua madre e, d’improvviso, sorride
beata” …“un bimbo di due anni offre un lecca lecca mangiucchiato ad un estraneo”… “una bimba
di tre anni minaccia di non sedersi a tavola se non verrà apparecchiato anche per i “piccoli gemelli
dai capelli porporache vivono nella sua tasca e mangiano a colazione”….
La neonata di un mese si trasformerà in una bambina di tre poi cinque anni e poi di dieci, e così via,
fino a diventare un’adulta.
L’individuo che si forma è un individuo complesso perchè non è solo il risultato della somma delle
varie competenze ma, anzi soprattutto, è il risultato dell’interazione tra competenze e dello scambio
continuo con l’ambiente
Le diverse teorie sullo sviluppo psicologico hanno permesso di approfondire i meccanismi alla
base della maturazione e, allo stesso tempo, di fornire importanti indicatori per quanto riguarda
l’emergere delle diverse competenze.
Indipendentemente dalla teoria considerata, tutti sono d’accordo nell’affermare che lo sviluppo è
caratterizzato da una serie di appuntamenti evolutivi comuni per tutti ma, allo stesso tempo, esiste
una variabilità interindividuale che non è indicativa di un disturbo.
In genere, i bambini iniziano a camminare intorno all’anno, la variabilità interindividuale ci
dice che alcuni lo faranno prima (intorno agli 11 mesi) e altri un pò dopo (intorno ai 14 mesi).
Questa finestra temporale è in qualche modo fisiologica e dipende da fattori intrinseci al soggetto ed
estrinseci (come l’ambiente).
Analizzando i dati dello sviluppo medio delle diverse competenze motorie, in bambini con sviluppo
tipico, si vede (in termini quantitativi) come sia fisiologia, ed estremamente frequente, la variabilità
intraindividuale:
-Supino: può muovere la testa liberamente da un alto all’altro, la maggior parte del tempo la testa è
in posizione mediana: 50%=2 mesi; 75%=2.5 mesi; 90%=3 mesi
-Prono: alza la testa e il volto è diretto in avanti: 50%=2 mesi; 75%=2.5 mesi; 90%=3.5mesi
-Capacità di rotolamento: 50%=2.5mesi; 75%=3.5 mesi; 90%=4mesi
-Prono: riesce ad alzare la testa e parte del torace sostenendosi con l’avambraccio o il braccio:
50%=3 mesi; 75%=3.5 mesi; 90%=4.5mesi
-Seduto con sostegno dell’adulto: riesce a mantenere il controllo del capo: 50%=3mesi; 75%=3.5
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Considerazioni generali sullo sviluppo tipico I primi anni di vita sono caratterizzati, come precedentemente affermato, da uno sviluppo impressionante di capacità e competenze. I bambini, in un tempo relativamente breve, passano dal non saper fare nulla, o quasi, a saper camminare, parlare, giocare. Creano amicizie e raccontano le proprie esperienze, inventano giochi sempre più complessi, imparano a leggere e a scrivere. Alison Gopnik nel suo libro “Il bambino filosofo” (2010) fornisce alcuni esempi utili per comprendere l’enormità del cambiamento che si verifica nell’età evolutiva: … “sopracciglia aggrottate ed espressione assorta, una bimba di un mese guarda sua madre e, d’improvviso, sorride beata” …“un bimbo di due anni offre un lecca lecca mangiucchiato ad un estraneo”… “una bimba di tre anni minaccia di non sedersi a tavola se non verrà apparecchiato anche per i “piccoli gemelli dai capelli porpora” che vivono nella sua tasca e mangiano a colazione”…. La neonata di un mese si trasformerà in una bambina di tre poi cinque anni e poi di dieci, e così via, fino a diventare un’adulta. L’individuo che si forma è un individuo complesso perchè non è solo il risultato della somma delle varie competenze ma, anzi soprattutto, è il risultato dell’interazione tra competenze e dello scambio continuo con l’ambiente Le diverse teorie sullo sviluppo psicologico hanno permesso di approfondire i meccanismi alla base della maturazione e, allo stesso tempo, di fornire importanti indicatori per quanto riguarda l’emergere delle diverse competenze. Indipendentemente dalla teoria considerata, tutti sono d’accordo nell’affermare che lo sviluppo è caratterizzato da una serie di appuntamenti evolutivi comuni per tutti ma, allo stesso tempo, esiste una variabilità interindividuale che non è indicativa di un disturbo. In genere, i bambini iniziano a camminare intorno all’anno , la variabilità interindividuale ci dice che alcuni lo faranno prima (intorno agli 11 mesi) e altri un pò dopo (intorno ai 14 mesi). Questa finestra temporale è in qualche modo fisiologica e dipende da fattori intrinseci al soggetto ed estrinseci (come l’ambiente). Analizzando i dati dello sviluppo medio delle diverse competenze motorie, in bambini con sviluppo tipico, si vede (in termini quantitativi) come sia fisiologia, ed estremamente frequente, la variabilità intraindividuale:

  • Supino: può muovere la testa liberamente da un alto all’altro, la maggior parte del tempo la testa è in posizione mediana: 50%=2 mesi; 75%=2.5 mesi; 90%=3 mesi
  • Prono: alza la testa e il volto è diretto in avanti: 50%=2 mesi; 75%=2.5 mesi; 90%=3.5mesi
  • Capacità di rotolamento: 50%=2.5mesi; 75%=3.5 mesi; 90%=4mesi
  • Prono: riesce ad alzare la testa e parte del torace sostenendosi con l’avambraccio o il braccio: 50%=3 mesi; 75%=3.5 mesi; 90%=4.5mesi
  • Seduto con sostegno dell’adulto: riesce a mantenere il controllo del capo: 50%=3mesi; 75%=3.

mesi; 90%=4.5mesi

  • Siede senza aiuto per almeno 30 secondi: 50%=6mesi; 75%=7mesi; 90%=8mesi
  • Fa leva sui mobili per provare ad alzarsi: 50%=7mesi; 75%=9 mesi; 90%=10mesi
  • Passa da sdraiato a seduto senza aiuto: 50%=8 mesi; 75%=9.5 mesi; 90%=11 mesi
  • Mantiene la posizione eretta, senza alcun supporto, per almeno 10 secondi: 50%=10.5; 75%= mesi; 90%=14 mesi
  • Cammina da solo: 50%=12mesi; 75%=13 mesi; 90%=14mesi Allo stesso tempo esiste una variabilità intraindividuale che si manifesta quando il bambino ha uno sviluppo di alcune competenze più tardivo e di altre più precoce. Lo studio dello sviluppo tipico è importante perchè permette di conoscere non solo le tappe: principali che portano il bambino a diventare un adulto ma, anche, le strategie: utilizzate per risolvere i migliaia di problemi che la quotidianità propone. La psicologia dello sviluppo si occupa, quindi, del “quando” ma anche del “come” e, allo stesso tempo è fondamentale per capire le difficoltà dello sviluppo. Schematizzando possiamo dire che conoscere lo sviluppo tipico vuol dire: A) essere consapevoli che esistono:
  1. delle differenze interindividuali e intraindividuali,
  2. strategie adeguate per la risoluzione dei problemi e strategie poco funzionali,
  3. fasi evolutive e “crisi evolutive” e, infine, che quest’ultime possono essere fisiologiche e non devono, per forza, allarmare gli adulti. B) saper distinguere la lieve difficoltà dai problemi, quali i ritardi e/o le atipie nell’emergenza di una o più competenze. C) avere gli strumenti (sia in termini di conoscenze sia in termini di capacità osservative) per riconoscere i disturbi dello sviluppo.