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Tacito Apuleio e Svetonio, Appunti di Latino

Appunti con aggiunta di mappe concettuali su Tacito Apuleio e Svetonio

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 12/10/2022

AliceCarofano
AliceCarofano 🇮🇹

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10 documenti

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PUBLIO CORNELIO TACITO
VITA
Nacque probabilmente tra il 55 e il 58 dc (più o meno coetaneo di Plinio il giovane) da una famiglia di
condizione sociale elevata e benestante
Luogo di nascita incerto → forse a Terni; forse di origine gallica perché il cognome Tacitus era molto
comune in quell’area
Si sposò nel 78 con la figlia di Agricola
Carriera sotto i Flavi (Vespasiano, Tito, Domiziano)
88 dc pretura
97dc consolato sotto Nerva come consul suffectus
112 dc ultimo fatto della sua vita: proconsole della provincia d’asia
Forse morì nel 120 dc (primi anni del principato di Adriano)
AGRICOLA
Inizio attività letteraria dopo la morte di Domiziano infatti si vede l’influenza dell’esperienza negativa
dell’ultimo tiranno flavio anche se tacito non venne direttamente coinvolto
Questo è per lui di spunto per fare riflessioni politiche
“De vita Iulii Agricolae” 97/98 dc
Biografia encomiastica del suocero + prefazione in cui presenta, giustifica l’opera e chiarisce la sua
posizione verso il regime di Domiziano ed espone i suoi programmi storiografici
1* tema : distanza incolmabile tra presente e passato e tra lui e gli scrittori antichi, afferma che
nell’età repubblicana compiere azioni eroiche e memorabili per poi lodarle era la normalità mentre
adesso scrivendo del suocero defunto si deve quasi giustificare.
Poi comincia la condanna generale al governo di Domiziano (mai esplicitamente nominato) a causa
della soppressione della libertas e il controllo spietato sulle persone e su cosa esse dicevano
Le attività letterarie venivano impedite e soffocate e riprenderanno solo dopo la morte del tiranno con
l’avvento di Nerva che unisce principato e libertà
Successivamente è presente un omaggio, obbligato ma probabilmente composto con sincerità, a
Nerva e Traiano perché anche se Nerva aveva rimediato al bando di attività culturali e letterarie,
riprenderle efficacemente è difficile
In realtà la figura che vuole celebrare nell’opera non è un oppositore ma un uomo che da Nerone a
Domiziano ha collaborato attivamente con i principi buoni o cattivi che fossero perché il suo
“obsequium” (obbedienza) e la sua “modestia” (disciplina) gli fecero continuare la sua carriera
indenne fino a diventare governatore della Britannia, nominato da Domiziano
A raccontare queste gesta, Tacito prova imbarazzo al quale prova a reagire sia cercando di far
sembrare anche Agricola una vittima di Domiziano (perché le opere militari del suocero avevano
provocato la gelosia del principe e cercando fonti che confermassero le minacce di Domiziano al
suocero fino alla sua morte che secondo lui sarebbe avvenuta a causa di avvelenamento da parte
dell’imperatore
Ma Tacito si raccomanda che si trattasse solo di un rumor (una voce) ma il racconto è strutturato in
modo da addossare i sospetti al principe
Il secondo modo adottato da Tacito per difendere il suocero, se stesso e tutti coloro che hanno fatto
come loro sul dilemma di collaborare con un principe malvagio per servire la patria nell’interesse
superiore della res pubblica o opporsi
Tacito sceglie la collaborazione
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PUBLIO CORNELIO TACITO

VITA

Nacque probabilmente tra il 55 e il 58 dc (più o meno coetaneo di Plinio il giovane) da una famiglia di condizione sociale elevata e benestante Luogo di nascita incerto → forse a Terni; forse di origine gallica perché il cognome Tacitus era molto comune in quell’area Si sposò nel 78 con la figlia di Agricola Carriera sotto i Flavi (Vespasiano, Tito, Domiziano) 88 dc pretura 97dc consolato sotto Nerva come consul suffectus 112 dc ultimo fatto della sua vita: proconsole della provincia d’asia Forse morì nel 120 dc (primi anni del principato di Adriano)

AGRICOLA

Inizio attività letteraria dopo la morte di Domiziano infatti si vede l’influenza dell’esperienza negativa dell’ultimo tiranno flavio anche se tacito non venne direttamente coinvolto Questo è per lui di spunto per fare riflessioni politiche “De vita Iulii Agricolae” 97/98 dc Biografia encomiastica del suocero + prefazione in cui presenta, giustifica l’opera e chiarisce la sua posizione verso il regime di Domiziano ed espone i suoi programmi storiografici 1 tema* : distanza incolmabile tra presente e passato e tra lui e gli scrittori antichi, afferma che nell’età repubblicana compiere azioni eroiche e memorabili per poi lodarle era la normalità mentre adesso scrivendo del suocero defunto si deve quasi giustificare. Poi comincia la condanna generale al governo di Domiziano (mai esplicitamente nominato) a causa della soppressione della libertas e il controllo spietato sulle persone e su cosa esse dicevano Le attività letterarie venivano impedite e soffocate e riprenderanno solo dopo la morte del tiranno con l’avvento di Nerva che unisce principato e libertà Successivamente è presente un omaggio, obbligato ma probabilmente composto con sincerità, a Nerva e Traiano perché anche se Nerva aveva rimediato al bando di attività culturali e letterarie, riprenderle efficacemente è difficile In realtà la figura che vuole celebrare nell’opera non è un oppositore ma un uomo che da Nerone a Domiziano ha collaborato attivamente con i principi buoni o cattivi che fossero perché il suo “obsequium” (obbedienza) e la sua “modestia” (disciplina) gli fecero continuare la sua carriera indenne fino a diventare governatore della Britannia, nominato da Domiziano A raccontare queste gesta, Tacito prova imbarazzo al quale prova a reagire sia cercando di far sembrare anche Agricola una vittima di Domiziano (perché le opere militari del suocero avevano provocato la gelosia del principe e cercando fonti che confermassero le minacce di Domiziano al suocero fino alla sua morte che secondo lui sarebbe avvenuta a causa di avvelenamento da parte dell’imperatore Ma Tacito si raccomanda che si trattasse solo di un rumor (una voce) ma il racconto è strutturato in modo da addossare i sospetti al principe Il secondo modo adottato da Tacito per difendere il suocero, se stesso e tutti coloro che hanno fatto come loro sul dilemma di collaborare con un principe malvagio per servire la patria nell’interesse superiore della res pubblica o opporsi Tacito sceglie la collaborazione

Quindi l’opera è pervasa da questa sottile polemica indiretta a chi non ha fatto come lui (oppositori) e chi li ha esaltati nell’opposizione in particolare agli eroi stoici della libertà Descrisse poi la vita appartata di Agricola al rientro a Roma dalla Britannia per non mettersi nei guai con Domiziano o scatenare la sua invidia I CONTENUTI Biografia del suocero in ordine cronologico Dopo le notizie sulla famiglia, la patria , l’educazione c’è il resoconto delle tappe della sua carriera fino al consolato (77 dc) nel mentre con grande abilità, Tacito ne delinea le sue qualità come la prontezza e nell’imparare e nell’agire, la prudenza, efficienza e abilità nello svolgere i suoi compiti militari e civili Dopo il consolato gli venne affidato il comando della Britannia. C’è una sezione dedicata alle sue imprese sull’isola preceduta da un excursus sulla geografia e sulle popolazioni e da un elenco dei consolati precedenti Tutti le campagne militari di agricola fuori da Roma e i provvedimenti di governo a Roma vengono elencati anno per anno Il racconto si dilata quando al settimo anno ovvero l’ultimo vinse la campagna contro i Caledoni nel nord dell’isola Prima della battaglia decisiva i due generali esortano i loro uomini Tacito nel discorso del capo del Caledoni, Calgaco , da voce alle accuse contro la brutalità dell’imperialismo romano con forza e potenza Nell’altro discorso condotto da agricola invece i toni e i temi sono più pacati Negli ultimi capitoli sono riassunti gli eventi drammatici degli ultimi 9 anni di Agricola che raccontano il progressivo aumento di gelosia di Domiziano verso agricola e la sua fama e vengono descritti i sospetti della sua morte Conclude con un bilancio sull’esistenza del suocero e ha una affinità con la letteratura consolatoria e il coinvolgimento emotivo di tacito regala sincerità alla conclusione I CARATTERI L’agricola è una biografia particolare Mancano gli aneddoti, i pettegolezzi, i particolari curiosi, e l’interesse si concentra sull’aspetto pubblico del personaggio Non si hanno molte info sulla vita personale, pochi dettagli fisici dei personaggi, e l’etnografia e la rassegna dei predecessori sono non usuali, l’inserimento dei discorsi diretti dei due generali e la narrazione asimmetrica e per cui sembra una monografia storica di Sallustio da cui forse si ispirò Lo STILE è nobile e degno della materia trattata; molti toni e registri diversi, riprende da sallustio l’uso degli infiniti storici che creano un andamento rapido e incalzante mentre si ispira a Livio per i due discorsi dei capi militari e i capitoli finali hanno un tono oratorio, periodi ampi, viene ripreso Cicerone

LA GERMANIA

CRONOLOGIA E IL TEMA

Seconda opera di Tacito, nel 98 (data incerta ma probabile grazie a un accenno al principato di Traiano) Il titolo esatto è De origine et situ Germanorum ("L'origine e la regione dei Germani") Appartiene al filone etnografico, e viene dato grande spazio agli excursus su paesi e popoli stranieri come nelle opere storiografiche sia greche sia latine. Tratta un tema d'attualità: i Germani che rappresentano un pericolo per l'impero. L'argomento s'inquadra bene negli interessi di Tacito, che nelle sue opere storiche dedica particolare e costante attenzione alla questione germanica e al pericolo che quelle popolazioni bellicose rappresentavano per l'impero romano.

  • Messalla afferma la decadenza dell’ oratoria contemporanea, elencando le cause tecniche e morali.
  • Materno sostiene che la vera causa della decadenza sia la perdita della libertà politica. Per competizione politica infatti i discorsi davanti al popolo servivano solo più a convincere. Egli accetta però il principato perché le decisioni sono prese solo dal più saggio. Materno potrebbe essere il portavoce di Tacito, ma anche la difesa dello stile “moderno” espressa da Apro è condivisa dall’autore.

LE OPERE STORICHE

Le historiae narrano gli eventi dal 69 al 96 (dinastia dei Flavi); molto probabilmente contenevano 14 libri (ne restano 4) Gli Annales narrano gli eventi dal 14 al 68 (dinastia giulio-claudia); contenevano 16 libri (ne restano 4) In entrambe viene adottato uno schema annalistico tradizionale (es: ogni anno ha il nome dei consoli) le due opere rimangono molto diverse, soprattutto per i temi trattati (nelle Historie si parla quasi esclusivamente della terribile guerra civile) LE HISTORIAE nella prefazione Tacito loda gli storici repubblicani, ma condanna quelli del principato (inaffidabili perché dipendono dai potenti o li odiano). T. afferma la necessità di una nuova storiografia imparziale e onesta. T. poi sottolinea l’eccezionalità dell’argomento che vuole trattare, sottolineandone gli aspetti negativi (atrocità, delitti, tradimenti) libri I - III: panoramica della situazione nel 69 con le cause che protrarono alla guerra civile

  • Roma: Otone uccide Galba e Pisone e si fa proclamare imperatore dal soldati
  • Germania: rivolta di Vitellio che diventa imperatore
  • Oriente: generale Vespasiano aspetta di intervenire nella guerra Otone sconfitto pronuncia un nobile discorso e si suicida Vitellio inizia a marciare verso Roma Vespasiano è proclamato imperatore e riuscirà a far catturare e uccidere Vitellio e Roma. libro IV: consolidamento del regime dei flavi e rivolta dei Batavi in Germania. libro V: preparativi per l’assedio di Gerusalemme da parte di Tito. + excursus etnografico sui Giudei.

La materia è organizzata in blocchi narrativi distinti perché tratta ambientazioni differenti e tipograficamente distanti. L’andamento della narrazione è asimmetrico (rallentamento all’inizio dove si narra solo il 69) GLI ANNALES ● iniziano con una prefazione in cui è previsto: un riassunto della storia romana, dalla monarchia alla repubblica al principato; una condanna sulle opere rovinate dall’odio degli storici del principato; e la presentazione dell’argomento cioè gli ultimi tempi di augusto e poi dal principato di Tiberio in poi. ● Libri I-VI: 2 PARTI ( tre libri ciascuna ) ○ 1 - narra degli anni 14- ○ 2 - narra degli anni 23- ○ Tiberio presentato nel suo processo da imperatore a Tiranno, quindi molto crudele e dissoluto ○ in ciascuna parte, per far risaltare il carattere malvagio di Tiberio, Tacito pone una figura di spicco: —> nei primi 2 libri sarebbe il figlio adottivo di Tiberio, Germanico, il quale aveva represso delle rivolte in Pannonia e Germania generando gelosia del Padre. ■ la morte di Germanico, apparentemente per malattia, genero sospetti di avvelenamento ( vicenda analoga a quella di Domiziano e Agricola ) ○ —> altra figura di spicco: il prefetto del pretorio Seiano, malvagio, corrotto a cui Tiberio da molti poteri ■ sotto consiglio di Seiano, Tiberio si ritira da Roma. Ma in realtà Tiberio non abbandonò mai il governo totalmente nelle mani di Seiano e dopo la caduta di Tiberio, egli diede sfogo alla sua crudeltà ● Libri XI-XII: seconda parte del regno di Claudio (47-54) ○ Claudio non ha nessuna evoluzione rimane sempre un principe debole e incapace, dominato dai liberti e dalle mogli ( Messalina e Agrippina) ○ vengono narrate molto di più le vicende familiari rispetto ai suoi atti di governo che erano poco positivi ● Libri XII-XVI: principato di NERONE (54-68) ○ Nerone ha un processo di evoluzione malvagia fino a diventare un tiranno tramite una serie di delitti —> creando anche vittime tra cui il fratellastro Britannico, la madre Agrippina e la moglie Ottavia —> sacrificata per la passione di Nerone per Poppea ○ i due momenti individuati come l’inizio della degenerazione sono: 1. la morte di Agrippina che portò alla degenerazione dei costumi dell’imperatore che manifesta la sua passione per fare ippiche, musica e canto; 2.morte di Afranio Burro, il ritiro di Seneca e l’ascesa del nuovo prefetto del pretorio Tigellino —> vengono, da questo momento, uccise le persone sgradite e oppositrici —> portando alla prima persecuzione dei cristiani ○ nel 65 tutto sfociò nella congiura capeggiata dal nobile Pisone —> il tradimento di un servo provoca l’uccisione del tiranno e da origine ad una serie di arresti e condanne a morte ( tra cui Seneca, Lucano e Petronio) ● narrazione cronologica: anno per anno con alternanza di vicende interne ed esterne. ○ c’è però un’accelerazione del racconto rispetto alle Historie ○ schema annalistico con cui Tacito combina unità compositiva più ampie, corrispondenti ai singoli regni, ciascuno dei quali strutturato attorno alla figura dell’imperatore ○ attorno alla figura dell’imperatore compaiono anche altri personaggi che però non assumono mai il ruolo dei protagonisti

LA CONCEZIONE STORIOGRAFICA DI TACITO

Tacito fa riferimento ai rappresentanti illustri della storiografia Sallustio e Livio rivendicandone la veridicità e imparzialità Per indagare e ricostruire il vero Tacito sì dedicò con scrupolo alla raccolta di informazioni e di notizie confrontando e utilizzando fonti non solo letterarie ma anche documentarie a cui aggiunse inoltre testimonianze orali di persone che avevano assistito ai fatti

E inoltre frequente il ricorso alla chiusa epigrammatica, procedimento tipico dello stile moderno di Seneca e dei declamatori, caratterizzato da sententiae coincise e brillanti che riassumo e generalizzano il senso di un avvenimento, aggiungendo un giudizio o un commento inatteso

SVETONIO

La vita

Gaio Svetonio Tranquillo nacque nel 70 d.C da una famiglia di rango equestre. Luogo di nascita ignoto=> alcuni lo pongono a Ostia dove ha ricoperto la carica di pontefice di Vulcano A Roma esercitó per poco tempo la professione di avvocato, poi intraprese la carriera amministrativa nella burocrazia imperiale, con l’appoggio di Plinio il Giovane e Setticio Claro. Ricoprì le cariche: ● di procuratore a studiis (direttore archivi imperiali) ● a bibliothecis (sovrintendente biblioteche pubbliche di Roma) ● ab epistulis (responsabile redazione corrispondenza ufficiale dell’imperatore). Nel 121-122 era procuratore ab epistulis di Adriano, quando venne destituito insieme al prefetto del pretorio Setticio Claro. Motivazione ufficiale: trattato con eccessiva familiarità l’imperatrice Sabina Era un pretesto per allontanare le persone non gradite Dopo ciò non si hanno più notizie => la sua morte è posta nel 126, data in cui subentrò un nuovo pontefice di Vulcano, carica conferita a vita

Molte opere di carattere storico-antiquario, filologico-grammaticale di cui restano pochi frammenti

De viris illustribus

Riprende il titolo della raccolta di biografie di Cornelio Nepote Si riferisce al mondo romano e ai letterati divisi in 5 categorie: poeti, oratori, storici, filosofi, grammatici e retori. Si è conservata solo la sezione De grammaticis et rhetoribus. Nell’indice elenca gli autori che verranno trattati in ordine cronologico

Per la grammatica e la retorica vi è una sezione introduttiva che traccia la storia della disciplina a Roma Successivamente vi sono i profili brevi dei maestri “illustri” delle discipline=> non vi è nessun personaggio vivente (l’ultimo grammatico è Probo, l’ultimo retore Quintiliano) Delle altre sezioni rimangono delle biografie isolate. De Poetis => 3 biografie che sono sicuramente attribuite a Svetonio

  1. Terenzio
  2. Orazio
  3. Lucano Attinse all’opera San Girolamo=> per integrare con notizie degli scrittori latini la sua traduzione del Chronicon di Eusebio

De vita Caesarum

Contiene le biografie in ordine cronologico dei primi dodici imperatori, “Cesari”: Giulio Cesare, Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone, Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano, Tito e Domiziano L’intento di Svetonio è di far conoscere il personaggio protagonista, illustrandone non solo le azioni pubbliche, ma tutte le vicende, il carattere e l’aspetto Parte iniziale => notizie relative a famiglia, nascita, educazione, carriera e vicende fino all’assunzione del potere, disposte per tempora (in ordine cronologico e con esposizione narrativa) Subentra, nella maggior parte delle vite, la parte descrittiva => presenta i tratti salienti della personalità dell’imperatore e le caratteristiche del suo regno per species ( non seguendo l’ordine cronologico) Questo schema non è applicato in modo rigido e meccanico a tutte le biografie, ma le modalità variano da una biografia all’altra Tutte le vite sono accomunate dalla centralità della figura dell’imperatore e della tendenza a caratterizzarla attraverso eventi storici rilevanti, ma anche con particolari curiosi, futilità e pettegolezzi In alcune vite sono individuati nel regno 2 periodi: uno positivo e l’altro in cui il principe manifesta vizi e comportamenti da tiranno => bipartizione porta a incongruenze e contraddizioni La vita di Caligola è organizzata in 2 sezioni: il princeps e il monstrum Princeps => diede pubblicamente alle fiamme documenti relativi ai processi in cui erano stati condannati sua madre e i suoi fratelli Monstrum => prescrive ai carnefici di uccidere lentamente affinché il condannato si accorga che sta morendo; inoltre Caligola aveva fatto finta di bruciare quei documenti, esibendoli per accusare i senatori Svetonio per delineare i Cesari prende in considerazione gli aspetti più vari Grande spazio riservato ad aneddoti piccanti, battute e frasi celebri => es. alea iacta est, qualis artifex pereo (“che grande artista muore con me!”, di Nerone) Descrive in modo accurato le abitudini stravaganti, come il passatempo di catturare e infilzare le mosche di Domiziano, e dei costumi sessuali libertini o perversi Si rivela una propensione per il meraviglioso e il romanzesco => si nota nella gran quantità di prodigi e presagi presenti il tutte le vite

Svetonio dedica attenzione all’attività letteraria (studia) degli imperatori e agli aspetti

economici e amministrativi.

-Parla della riforma del calendario introdotta da Cesare, spiegando i motivi che la resero

necessaria. Inoltre, registra una quantità d’informazioni di carattere giuridico, amministrativo,

economico e fiscale.

L’accesso agli archivi gli fornì documentazioni di prima mano, l’incarico di segretario ufficiale

faceva passare nelle sue mani tutta l'amministrazione dell’impero. All’autore però

interessano molto di più i fatti, molto meno l’indagine psicologica, ma a volte la scena e la

disposizione delle notizie riescono a dipingere dei tratti di personalità come nel caso di

LE METAMORFOSI Conosciuta anche come l’asino d’oro attestato da Agostino. Trama simile a quella di un’opera greca “Lucio o l’asino” ma differenze perché la prima è elementare mentre quella di Apuleio è 5 o 6 volte più ampia e presenta anche delle novelle. Si richiama espressamente alle fabulae milesiae, racconti leggeri spesso di argomento erotico. Ma non è solo questo perché comunque ha anche un messaggio religioso. Proemiò e poi presentazione del protagonista Lucio in viaggio per ipata (Tessaglia) schema del romanzo antico (viaggio e poi avventure). Lucio vuole imparare l’arte della magia la sua curiositas gli porterà disavventure e danni. È ospite in casa di milone e sua moglie panfila è una maga: Lucio ha una relazione con una servetta fotide—> chiede di essere trasformato in uccello ma per errore diventa un asino. È un uomo-bestia è costretto a subire peripezie. Viene catturato da una banda di briganti e sente raccontare la fabula di amore e psiche occupa l’intero libro 4,5 e un po’ del 6. TRAMA AMORE E PSICHE : te e regina hanno 3 figlie, l’ultima psiche (in greco anima) è bellissima suscita la gelosia di Venere e viene esposta ad essere divorata da un drago su una roccia. AMORE il figlio di venere s’innamora della fanciulla e la trasporta grazie al vento zefiro in un castello incantato dove è tratta come una regina, ma non può vedere amore anche se lei vorrebbe. Una notte lo spia addormentato nel letto e si innamora ma l’incantesimo è rotto , deve affrontare l’ira di venere che le impone 4 prove difficilissime , amore la salva e si sposeranno —> figlia di nome voluptas. Tornando alla storia di lucio asino, è venduto a un mugnaio poi a un ortolano poi da un cuoco e pasticciere. Riesce a fuggire poco prima di essere portato in un anfiteatro a Corinto per congiungersi con una donna condannata a morte. Interviene la dea Iside e ad una festa in suo onore lui dovrà mangiare delle rose per tornare uomo. Ora dovrà essere devoto a lei. Poi diviene devoto anche a osiride a Roma. Nell’ultima parte c’è l’identificazione tra l’autore e Lucilio.interpretazione in chiave biografica.. le sezioni narrative il romanzo è diviso in tre sezioni

  1. i primi tre libri = le vicende di lucio fino alla trasformazione in asino è la parte più compatta ed unitaria dominata dai temi della curiositas e della magia intorno ai quali ruota tutta la vicenda comprese le avventure erotiche e le novelle → si crea un’atmosfera soprannaturale
  2. dal IV al X = numerose peripezie di Lucio-asino contiene il maggior numero di inserzioni novellistiche tra cui la favola di Amore e Psiche struttura è libera e disorganica: gli episodi si susseguono l’uno all’altro senza essere legati → si può definire paratattica in quanto accosta un’avventura all’altra secondo del rapporto del prima e del poi si può definire come ‘romanzo picaresco’ per la presenza di episodi giustapposti l’impressione di disordine si riverbera sulla visione della realtà disordine = mezzo di cui si serve per comunicare la confusione del mondo
  3. XI libro = conversione di lucio ai misteri di Iside, il suo ritorno alla forma umana e l’adesione al culto di Osiride numero 11 = simbolo perché nella religione isiaca l’iniziazione avveniva l’undicesimo giorno questa parte è considerata come l’infelice intrusione di un elemento estraneo nel romanzo ma ha lo scopo di ricrearsi una rispettabilità dopo aver raccontato una storia piena di elementi erotici e ridicoli l’autore spiega per bocca del sacerdote il significato della vicenda → Lucio ha consapevolmente ceduto alla curiositas e si è abbassato a perseguire alla serviles voluptates ed ha cercato di violare le leggi della natura caduto in balia della Fortuna cieca e crudele → diventa un asino (simbolo dell’ignoranza) la Fortuna veggente ( provvidenza di Iside) è venuta in soccorso → torna umano le tre parti dell’opera si organizzano in un'unità che deriva dal loro contrasto l’apparente disorganicità si compone nella tensione del racconto = 2 metamorfosi

CARATTERISTICHE E INTENTI DELL’OPERA

le metamorfosi accentuano il carattere del romanzo introducendo interessi di tipo filosofico-religioso questa forma di opera poteva raggiungere larghi strati della società con :

● intento d’intrattenere = corrisponde al programma che il narratore propone nel proemio → lector, intende, laetaberis ‘ lettore, presta attenzione, ti divertirai’ componente collegata alle fabulae Milesiae perchè è caratterizzata da racconti erotici (come il satyricon) le novelle erotiche hanno al centro il tema dell’adulterio e presentano varietà nell’ampiezza e nello sviluppo narrativo → l’intreccio di più racconti si incastrano tra loro ● intento serio ed edificante= si rivela alla conclusione del romanzo quando viene proposta un’interpretazione dell’opera → riscatto della caduta nella materialità e nella colpa questa componente riaffiora nella novella di Amore e Psiche → pseudo reduplicazione della trama successione degli avvenimenti segue quella del romanzo = avventura erotica→ curiositas→ perdita della condizione beata → peripezie, sofferenze → azione salvifica della divinità allegoria filosofica = il nome Psiche simbolo dell’anima umana allegoria religiosa= è l’intervento di Amore che prende l’iniziativa di salvare chi è caduto ( come Iside) la conclusione aggiunge implicazioni soggettive → il Madaurense dietro Lucio autorizza e suggerisce una lettura in chiave autobiografica ciò che accomuna la vita dell’autore e la vicenda è l’iniziazione ai riti misterici le Metamorfosi riprendono il fine del De magia = difendersi dall’accusa di praticare le arti magiche il giudizio sulla magia è negativo = provoca la trasformazione probabilmente Apuleio ha voluto offrire ai lettori una rappresentazione del proprio itinerario spirituale che lo ha portato all’adesione del culto di Iside la seconda metamorfosi è dovuta solo alla misericordia divina → messaggio religioso = la salvezza dell’uomo è un dono gratuito della divinità qui arriva la filosofia platonica = la razionalità cede il campo al misticismo l’autore appare in perfetta sintonia con le tendenze e le esigenze della sua età = platonismo del II secolo

LINGUA E STILE

= in linea con le tendenze del II secolo segue sia le corrente arcaizzanti e sia lo stile fiorito delle scuole di retorica scrittura ARTEFATTA = (anche nei casi in cui usa effetti di semplicità e spontaneità) risulta come il frutto di una raffinata elaborazione artistica il sermo cotidianus è accolto in coerenza con la scelta del genere letterario ‘popolare’ e con l’ambientazione → è filtrato attraverso la cultura letteraria dell’autore = si collega alla commedia e alla satira numerose allusioni e reminiscenze poetiche sfruttate in senso parodistico si avvale di un lessico vario= arcaismo,neologismi,parole rare (a seconda delle vicende) spiccato è il colorito poetico = poetismi,metafore, similitudini, perifrasi epiteti esornativi utilizza molti diminutivi = derivano dal linguaggio parlato, familiare → deriva dai poeti neoterici e Catullo → alcune volte diventano strumenti di un modo di esprimersi manierato la sintassi obbedisce a criteri artistici dominato dall’intento di differenziale lo stile dalla comunicazione ordinaria grande rilievo assumono le figure di suono e le clausole tipiche sono una certa enfasi e la ridondanza con frequenti reduplicazioni dello stesso concetto LEGGERE PAG.577 TESTO DI EROS E PSICHE