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Una panoramica sulle principali tecnologie di rete e sugli aspetti di sicurezza informatica. Vengono descritti i componenti interni di una cpu, le differenze tra server e client in una rete, i concetti di bit-rate e velocità di trasmissione, l'utilizzo di reti wireless e firewall, nonché le principali regole da seguire per navigare in modo sicuro su internet. Inoltre, vengono approfonditi i formati di file multimediali, i codec audio e video e le tecniche di compressione. Questo documento potrebbe essere utile per studenti universitari che studiano informatica, telecomunicazioni o ingegneria, fornendo loro una solida base teorica su questi argomenti.
Tipologia: Appunti
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Definire il termine Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (Information and Communication Technology – ICT). Si definisce come Information and Communication Technology (ICT) l’insieme delle tecnologie atte a elaborare e trasmettere delle informazioni. In italiano «Information and Communication Technology (ICT)» viene tradotto con «Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC)» Cosa intendiamo per «informazione»?
operazioni bancarie
cittadini
Service (MMS)
calcolare, disegnare, ecc.) Definire il termine hardware. Identificare i principali tipi di computer, quali desktop, laptop (portatile), tablet. Identificare i principali tipi di dispositivi, quali smartphone, lettori multimediali, fotocamere digitali. L’hardware è l’insieme dei componenti fisici che costituiscono un dispositivo. Ricordate: «hard» solido e «ware» componente. È ciò che potete toccare con mano di un computer. Possono essere componenti meccanici, elettrici, elettronici, magnetici, ottici… Esistono vari tipi di computer e dispositivi. Vengono impiegati in diversi campi, anche in base a prestazioni e caratteristiche. Computer desktop Anche noto come Personal Computer (PC) è un dispositivo che normalmente costituisce una postazione di lavoro fissa. Si distingue per la sua espandibilità. Il prezzo, a parità di prestazioni, è tendenzialmente inferiore rispetto a dispositivi più compatti. Laptop computer Anche noto come portatile o notebook è un dispositivo di dimensioni ridotte, trasportabile e leggero con possibilità di alimentazione autonoma mediante batteria.
I componenti elettronici che lo compongono sono miniaturizzati e ottimizzati per un minore consumo di energia. Tablet Computer di dimensioni ancora più ridotte rispetto al laptop, vengono normalmente impiegati sfruttando la superficie touchscreen o mediante una penna chiamata digitizer o stilo. Alcuni modelli (detti convertibili) supportano l’integrazione di una piccola tastiera. Possono essere utilizzati anche in piedi. Personal Digital Assistant (PDA) Anche noto come palmare è un piccolissimo computer in grado di assolvere alcune funzioni come prendere appunti, gestire una rubrica, elaborare dati e connettersi a internet. Dispone di un piccolo schermo al quale l’utente impartisce i comandi tramite apposita penna. Telefono cellulare Permette di avere sempre a disposizione un collegamento telefonico. Offre ulteriori servizi come gestione di messaggi di testo (SMS) o multimediali (MMS), di e-mail, accesso a Internet, ecc. Smartphone Uno smartphone è un telefono cellulare con capacità di calcolo, memoria e connessione dati molto avanzate. I primi modelli combinavano le funzioni del palmare con quelle di un telefono cellulare, mentre i modelli più recenti si sono arricchiti della funzionalità di dispositivi multimediali come quella di riprodurre musica, scattare foto e girare video. Dotati di touchscreen ad alta risoluzione e web browser sono in grado di navigare normali pagine web. Caratteristica diffusa è quella di poter installare funzionalità aggiuntive attraverso le app, scaricabili dai rispettivi store online. Lettore multimediale Dispositivo che consente di visualizzare film o ascoltare musica in diversi formati multimediali. I file vengono memorizzati su memory card o su memoria integrata. Alcuni hanno funzionalità di registrazione digitale. Fotocamera digitale Dispositivo utilizzato per scattare foto e realizzare video. Non utilizza pellicola analogica per registrare un immagine ma un sensore in grado di trasformarla in formato digitale (ad esempio jpeg, tiff, bmp, raw). Definire i termini processore, memoria RAM (Random Access Memory), memoria di massa. Comprendere il loro impatto sulle prestazioni di computer e dispositivi. Il processore (CPU). Il processore è l’unità centrale di elaborazione del computer. Definito con la sigla CPU (Central Processing Unit) è il circuito integrato in cui avvengono i processi di elaborazione. La CPU risiede nella motherboard (scheda madre), una scheda elettronica in cui si collegano tutte le componenti del computer. La CPU, al suo interno, è costituita da:
Definire il termine software e saper distinguere tra i principali tipi di software: sistemi operativi, applicazioni. Sapere che il software può essere installato localmente o essere disponibile online. I software sono la parte «invisibile» di un elaboratore ovvero la parte non tangibile direttamente. Ogni componente hardware del computer per poter svolgere dei compiti ha bisogno di software. Si è soliti distinguerli in:
Riconoscere i file di tipo più comune, quali testo, foglio elettronico, presentazione, PDF, immagine, audio, video, file compresso, file eseguibile. Ogni file creato è associato a un’applicazione in grado di aprirlo/modificarlo, di conseguenza acquisisce delle proprietà come, per esempio, l’icona e la sua estensione. Nella slide che segue vediamo le icone e le estensioni dei file più comuni. Aprire un file, una cartella, un’unità. Su questo punto del nostro syllabus vale la pena evidenziare che è possibile muoversi tra le cartelle e i file anche sfruttando la barra degli indirizzi di «Esplora file» per raggiungere più facilmente file, cartelle e unità. O la funzione «Posizioni recenti» per accedere più rapidamente alle ultime cartelle a cui si è fatto accesso. Individuare buoni esempi nell’attribuzione di nomi a cartelle, file: utilizzare nomi significativi per cartelle e file per renderne più semplice il recupero e l’organizzazione. Nello strutturare un archivio è indispensabile organizzare in modo ordinato ed efficace le cartelle affinché ognuna contenga file di un certo tipo o legati a una determinata attività. Così facendo sarà possibile reperirlo in modo veloce. Anche nell’assegnare i nomi ai file è meglio utilizzare nomi brevi che rimandino in maniera inequivocabile al contenuto. Poiché un archivio è destinato nel tempo a divenire sempre più consistente, solo con una razionale organizzazione di file e cartelle sarà possibile lavorare in maniera efficiente (ad esempio sfruttando un organizzazione dei file di tipo cronologico). In ogni caso sono da evitare nomi e contenuti duplicati. Creare una cartella. Quando si vuole creare una cartella o una sottocartella è necessario innanzitutto posizionarsi nell’unità disco o nella cartella in cui si vuole creare quella nuova. Possiamo svolgere questa operazione sia sul Desktop sia da Questo PC/Esplora file Nelle slide che seguono alcuni esempi. In un punto qualsiasi del Desktop o di una cartella premere il tasto destro del mouse e selezionare «Nuovo» -> «Cartella», In «Esplora fine» nella scheda «Home» della barra multifunzione selezionare «Nuova cartella», In alternativa è possibile utilizzare la combinazione di tasti nella tastiera CTRL + MAIUS + N. In ogni caso verrà suggerito di assegnare un nome (rinominare) la cartella appena creata. Rinominare un file, una cartella. Rinominare un file o una cartella significa cambiare il nome assegnato originariamente in fase di creazione. Il nome che identifica il file o la cartella deve essere univoco e in una cartella non possono coesistere file o sottocartelle con lo stesso nome a meno che non abbiano un’estensione diversa. È possibile utilizzare qualsiasi carattere eccetto: “/<>:|?*. Per rinominare un file o una cartella è sufficiente selezionarla con il tasto destro del mouse e cliccare su «Rinomina». In alternativa è possibile modificare il nome facendo un doppio click sinistro direttamente sul nome del file (non sull’icona). O, ancora, è possibile rinominarlo dopo averlo selezionato utilizzando la voce «Rinomina» dalla barra multifunzione di «Esplora file». Cercare file per proprietà: nome completo o parziale, usando caratteri jolly se necessario, contenuto, data di modifica. Talvolta accade di non ricordare più in quale cartella si trovi un file salvato oppure quale sia il suo nome. Windows è dotato di una funzione di ricerca in grado di aiutarci a trovare l’elemento desiderato. La ricerca può essere eseguita in diverse modalità, come specificato nelle slide che seguono. Sfruttando la casella di ricerca presente nella barra delle applicazioni. In alternativa Windows permette di eseguire ricerche direttamente all’interno di specifiche unità 0 cartelle («Esplora file»), E di impostare filtri e opzioni più avanzate, Tra cui la possibilità di cercare i termini della ricerca non solo nel nome del file ma anche tra i contenuti dei file (ad esempio documenti). Per ricercare file o cartelle di cui si conoscono solo alcune lettere del nome, si può ricorrere all’uso di caratteri detti caratteri jolly come:? o * In verità l’uso dei caratteri jolly non più attivo nelle barre di ricerca di Windows ma è ancora attivo in altri software o nel prompt di comandi di Windows.
Vediamo alcune applicazioni di questi caratteri jolly a titolo puramente esemplificativo. In Excel sfruttando la funzione «Trova» utilizzo due carattere jolly «?» per ricercare tutte le voci che finiscono in «tunno» e precedute da due caratteri alfanumerici. In un Prompt dei comandi di Windows mi sposto in una cartella denominata «Fotografie» per ricercare tutti i file con estensione *.jpg in essa contenuti. Visualizzare un elenco di file usati di recente. Nel «Riquadro di spostamento» è presente una voce «Accesso rapido» che permette di visualizzare l’elenco di elementi sui quali si è lavorato recentemente. Selezionare file, cartelle singolarmente o come gruppo di file adiacenti o non adiacenti. Talvolta, in presenza di più file o cartelle può essere necessario riorganizzare i dati ad esempio per spostarli, eliminarli ecc. Per svolgere una qualsiasi di queste operazioni è necessario procedere alla selezione dei file o cartelle su cui si intende operare. Vediamo alcune modalità e combinazioni di tasti che possono agevolare queste operazioni. Per selezionare più file o cartelle attigue è necessario posizionarsi col cursore del mouse in prossimità del primo e, tenendo premuto il tasto sinistro, spostarsi fino all’ultimo elemento. In alternativa è possibile selezionare il primo elemento interessato con un click di tasto sinistro del mouse, rilasciare, successivamente tenere premuto il tasto Shift della tastiera e premere sull’ultimo file nuovamente con il tasto sinistro del mouse. Per la selezione multipla di file non attigui è necessario tenere premuto il tasto Ctrl della tastiera e procedere con dei singoli click con il tasto sinistro del mouse sui file interessati. Ricordarsi infine che nella barra multifunzione di «Esplora file» è sempre presente la funzione «Seleziona tutto», «Deseleziona tutto», e «Inverti la selezione». Inoltre, la funzione «Seleziona tutto» è attivabile anche con la combinazione della tastiera Ctrl + A. Disporre i file in ordine crescente, decrescente per nome, dimensione, tipo, data di ultima modifica. In una qualsiasi cartella di Windows è possibile ordinare file e cartelle utilizzando la barra multifunzione, scheda «Visualizza» -> «Ordina per». Copiare, spostare file, cartelle tra cartelle e tra unità. Per duplicare o spostare file e cartelle Windows offre più opzioni quali:
Presente sul mercato in diversi formati, i più comuni sono quelli denominati Secure Digital (SD) o microSD. Attualmente sul mercato si trovano microSD da 2 TeraByte. Una microSD è grande appena 11 × 15 × 1 mm. Riconoscere le unità di misura delle capacità dei supporti di memoria, quali KB, MB, GB, TB. Un bit corrisponde a una delle due cifre binarie con cui lavora un elaboratore: 1 o 0. Il bit è l’unita di misura in assoluto più piccola. Il byte (B) è un gruppo o una sequenza di 8 bit (b). Quindi 1 bit = un ottavo di Byte (1/8). Per fini commerciali i produttori di dispositivi di archiviazione, utilizzando i corretti ma ambigui multipli decimali, fanno figurare quantità maggiori di archiviazione dei loro dispositivi. Ad esempio, un disco rigido da 80 GB di capacità dichiarata in realtà ha circa 74,5 gibibyte di capacità effettiva. Commercialmente viene quindi detto che 80.000.000.000 B sono uguali a 80GB... ma non è esattamente così poiché:
Comprimere file, cartelle. Windows supporta la compressione dei file con la funzione «Cartella compressa» rappresentata con un’icona di una cartella chiusa da una zip. Selezionando un qualsiasi file, cartella, gruppo di file o cartelle che si desidera comprimere è sufficiente fare click col tasto destro del mouse e selezionare «Invia a» -> «Cartella compressa» L’archivio compresso viene creato nella medesima cartella da cui si è avviato il processo. In alternativa, dalla barra multifunzione della cartella in cui si vuole produrre la compressione, nella scheda «Condividi» è possibile produrre un archivio compresso previa selezione di file o cartelle. Estrarre file, cartelle compressi in una posizione su una unità di memorizzazione. Nella decompressione di un archivio zippato, l’utente può scegliere se estrarre il contenuto nella medesima cartella o unità oppure spostarlo in un percorso diverso. Nella decompressione Windows crea una nuova cartella generica con lo stesso nome e contenuto dell’archivio zip. Per procedere alla decompressione ci sono diverse possibilità. Selezionando l’archivio compresso, nella barra multifunzione si attiva la scheda «Strumenti cartelle compresse» da cui è possibile avviare il comando «Estrai tutto». In alternativa, facendo click con il tasto destro del mouse sull’archivio e premendo «Estrai tutto». In entrambi i casi si apre la finestra in cui è possibile dettagliare la directory dove si vogliono estrarre i contenuti della cartella compressa. Rimane comunque possibile fare delle estrazioni parziali dei contenuti di una cartella compressa:
Reti Definire il termine “rete”. Identificare lo scopo di una rete: condividere, accedere a dati e dispositivi in modo sicuro. Una rete informatica (network) è un sistema che permette lo scambio e la condivisione di dati e risorse tra diversi computer collegati fra loro. I computer connessi in rete si distinguono in:
Fino a un decennio fa, si utilizzava perlopiù la rete telefonica in modalità analogica la cui velocità di trasmissione raggiungeva al massimo i 56 Kbps. Durante il collegamento in rete, la linea rimaneva occupata impedendo di ricevere o effettuare telefonate. A permettere la connessione era il modem un apparecchio che trasforma le informazioni da inviare da digitali ad analogiche e, quelle in arrivo, da analogiche a digitali. Successivamente nasce la ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line). È una linea che opera in modo asimetrico: le informazioni in uscita (upload) vengono trasmesse a una velocità che varia da 256 Kbps a 1 Mbps, quelle in entrata (download) da 4 a 20 Mbps. Il servizio ADSL viene definito «a banda larga» in quanto consente la trasmissione di più dati in modo simultaneo. Il modem ADSL usa le alte frequenze per la trasmissione e la ricezione dei dati, lasciando libere le frequenze usate per le normali conversazioni telefoniche e permettendo quindi all’utente di collegarsi a Internet e, allo stesso tempo, effettuare e ricevere chiamate. Oggi invece si parla più di fibra ottica. Questa trasmette i dati tramite dei filamenti di vetro, contenuti all’interno di una guaina di protezione, attraverso cui passa un segnale luminoso. Si tratta quindi di una tecnologia che ha bisogno di una sua infrastruttura a parte, che gradualmente si sta diffondendo anche in Italia. La differenza più importante tra le due tecnologie sta nella velocità di trasmissione: il cavo di rame riesce infatti a garantire una velocità massima di circa 20 Mbps, mentre la fibra ottica può potenzialmente arrivare addirittura a 1 Giga in download. Nella telefonia mobile , invece, la possibilità di usufruire di un sistema di scambio dati è stata introdotta a partire dalla cosiddetta "seconda generazione" (2G) delle tecnologie di telecomunicazione mobile, conosciuta anche con l'acronimo GSM (Global System for Mobile Communication). A seguire nacque la "terza generazione" (3G) meglio nota con l'acronimo UMTS (Universal Mobile Telecommunications System). Ad oggi la tecnologia di telecomunicazione mobile più diffusa è la cosiddetta "generazione 4G" (o 4G/LTE Long Term Evolution) che basa la sua connettività, per quel che riguarda lo scambio dati, sul protocollo HSDPA (High Speed Downlink Packet Access). Il 5G rappresenta la quinta generazione della tecnologia cellulare. È stato progettato per incrementare la velocità e ridurre la latenza. La tecnologia 5G ha una velocità di picco teorica di 20 Gbps, mentre la velocità di picco del 4G è solo 1 Gbps. Quindi il 5G promette prestazioni maggiori di fronte a videoconferenze, online gaming, sistemi di guida senza conducente ecc. dove la mole di dati trasmessi è certamente maggiore rispetto alla navigazione web. Oggi una rete 5G permette di navigare ad almeno 100 Mbps in download e 50 Mbps in upload. L’ampia e rapida diffusione di tablet e smartphone ha portato a una parallela diffusione di reti WLAN basate sulla tecnologia Wi-Fi (Wireless Fidelity), che consente ai dispositivi mobili di collegarsi a reti locali senza fili. Il loro tipico utilizzo è nelle abitazioni private; il modem, dotato di antenna Wi-Fi, svolge la funzione di router per consentire la connessione in rete a vari dispositivi attraverso le onde radio. La portata d’azione di un’antenna Wi-Fi è nell’ordine di qualche decina di metri, ma mediante l’utilizzo di diverse antenne, dislocate a opportuna distanza, è possibile estendere notevolmente la zona di connettività. Qualunque dispositivo o terminale di utenza (computer laptop, tablet, smartphone, ecc.) può connettersi a un punto di accesso (Access Point) alla WLAN, se dotato di scheda Wi-Fi. La tecnologia Wi-MAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è l’evoluzione del Wi-Fi. Le reti Wi-MAX consentono infatti ai dispositivi mobili di collegarsi a reti a banda larga senza fili. La portata d’azione di un antenna Wi-Max è pari a circa 50 km (per un totale di circa 7500- km quadrati di copertura per singola antenna) e non soffre di eventuali problemi causati da qualsiasi tipo di ostacolo. In questo senso, i provider che forniscono l'accesso alla rete WiMAX si occupano dell'installazione di antenne collegate alla dorsale internet. In questo modo l'antenna riesce a rendere disponibile il segnale internet ad abitazioni e attività commerciali senza che ci sia il bisogno di collegamenti tramite cavi o di una linea telefonica fissa. Le antenne emettono il segnale attraverso delle microonde che vengono intercettate e lette dai ricevitori installati in casa. Le connessioni tramite il sistema WiMAX sono particolarmente utili per ridurre il digital divide e per garantire l'accesso alla rete anche in zone rurali o di difficile accesso. Un’alternativa per collegarsi in rete a banda larga in aree non raggiunte da ADSL o da fibra ottica è offerta dalla connessione satellitare. È infatti possibile connettere i computer in Internet tramite l’uso di un modem satellitare e un’antenna
parabolica puntata su un satellite geostazionario (identica a quella usata per i programmi televisivi via satellite). Le velocità di trasmissione sono paragonabili alla linea ADSL, ma i costi sono abbastanza elevati. Il punto di forza della connessione satellitare consiste nel raggiungere ogni angolo del pianeta, in virtù della copertura globale fornita dalle reti satellitari. Definire il termine “provider internet” (Internet Service Provider – ISP).Identificare le principali considerazioni da fare quando si seleziona un abbonamento a internet: velocità di upload, velocità e quantità di dati di download, costo. Comunemente denominato Provider, l’ISP (Internet Service Provider) è un erogatore di servizio internet che mette a disposizione le proprie linee per l’accesso. Esempi di provider sono Telecom Italia, Vodafone, Wind, Fastweb e molti altri. Stabilire quale sia l’ISP migliore per noi non è un’impresa semplice, non c’è una risposta univoca per una valutazione corretta e la valutazione non può limitarsi alla sola offerta economica. Occorre valutare il tipo di uso che si pensa di fare della connessione alla rete e bilanciarla con la qualità degli ISP, soprattutto in termini di velocità di trasmissione dei dati, stabilità e assistenza. Esistono offerte «flat» o senza limiti che non impongono soglie di traffico (in download e in upload) ed offerte con limitazioni. Riconoscere lo stato di una rete wireless: protetta/sicura, aperta. La disponibilità di una rete wi-fi in qualsiasi punto della nostra abitazione è certamente una indubbia facilitazione e utilità. Oltre ai numerosi vantaggi, una connessione wi-fi comporta anche molti più rischi di una connessione cablata. Infatti, a differenza di una rete che trasporta via cavo il segnale dal computer al router, il segnale wireless copre vasti spazi limitati solo dalla potenza di trasmissione e quindi intercettabile da chiunque si trovi nelle vicinanze. A tal proposito, oggi i dispositivi wireless sono dotati di due protocolli ci cifratura WPA e WPA (Wi-fi Protect Access), molto più sicuri rispetto al precedente standard WEP (Wired Equivalent Privacy). Prima di connettersi a una rete wi-fi sconosciuta e magari aperta è sempre buona norma chiedersi se sia sicura. Connettersi a una rete wireless L’accesso a una rete wireless aperta, senza protezione si effettua dall’Area di notifica operando sul pulsante che mostra le connessioni disponibili. Windows indica questo tipo di reti con un sottotitolo «Aperta» e con il simbolo del pericolo (scudo) qualora pericolose. Una volta selezionata la rete si può attivare la connessione cliccando su «Connetti». L’accesso a una rete wireless protetta, si effettua sempre dall’Area di notifica operando sul pulsante che mostra le connessioni disponibili. Windows indica questo tipo di reti con un sottotitolo «Protetta» e con il simbolo del lucchetto. Una volta selezionata la rete si può attivare la connessione cliccando su «Connetti». Viene chiesto di immettere la chiave di sicurezza e a quel punto si può premere «Successivo» e procedere. Sicurezza e benessere Con il diffondersi delle comunicazioni per mezzo elettronico, cresce di pari passo l’interesse alla sicurezza dei dati. La sicurezza e l’integrità dei dati costituiscono dei valori a cui è indispensabile prestare attenzione, tanto per le organizzazioni quanto per gli utenti. Allo stesso tempo è opportuno conoscere il tema dell’ergonomia e dell’informatica verde (green computing) al fine di tutelare la salute e l’ambiente. La società dell’informazione si sviluppa solo se chi vi opera sa fare buon uso della tecnologia e in modo sostenibile. Trattare anche questo tema in un modulo come Computer essentials è doveroso e fondamentale. Riconoscere politiche corrette per le password, quali crearle di lunghezza adeguata, con un’adeguata combinazione di caratteri, evitare di condividerle, modificarle con regolarità. La grande diffusione di Internet ha favorito lo sviluppo di servizi in cui si impiegano anche dati sensibili. Per l’accesso a questi servizi è previsto l’inserimento di un username e una password. Questi sistemi di autenticazione proteggono l’accesso ai dati dagli utenti non autorizzati e malintenzionati.
I virus vengono creati da hacker o cracker. Gli hacker tendono a produrre malware che alterano il funzionamento del computer. I craker non si limitano a violare i sistemi informatici ma a danneggiarli distruggendo dati e programmi. Si definisce malware (malicious software, letteralmente «programma malvagio») qualsiasi software il cui scopo è quello di danneggiare, in modo diretto o indiretto e in modo più o meno grave, un sistema informatico. In base alle modalità con cui si diffondono o alle modalità in cui sono scritti vengono distinti in:
Un sito web è costituito da un insieme di pagine Web appositamente strutturate per essere collegate tra loro. I siti web sono memorizzati su macchine server dette «server web». Ogni risorsa raggiungibile attraverso Internet è individuabile mediante indirizzo URL (Uniform Resource Locator) ovvero un indirizzo che la identifica in maniera univoca. Capire come è strutturato l’indirizzo di un sito web. Identificare i tipi più comuni di domini, quali geografici, aziendali (.org, .edu, .com, .gov). L’indirizzo di un sito web (URL) è composto di diversi elementi che analizziamo nel seguente esempio: https://www.corriere.it/economia/ https – Indica il protocollo usato per il trasferimento di pagine web dal server web al client. http indica una comunicazione non crittografata, https una connesione sicura e crittografata // – Indica che la pagina web che si sta cercando è collocata in rete e non nel nostro computer www – Indica il servizio al quale si vuole accedere tramite Internet corriere – In questo esempio, indica il dominio di secondo livello ovvero il nome del proprietario della pagina richiesta. Tale nome deve essere univoco sulla rete. .it – Indica il dominio di primo livello ossia l’appartenenza geografica o tematica di un sito web economia – in questo esempio, indica una sezione del sito web diversa dalla pagina principale. Tra i domini di primo livello elenchiamo di seguito alcuni esempi più comuni:
-. org : è uno dei primi domini ideati per il web. Indica genericamente una organizzazione non a scopo di lucro (ad esempio www.wikipedia.org)
Crittografare un file significa trattarne il contenuto con algoritmi che rendono incomprensibile il contenuto a tutti, salvo alla persona che conosce la chiave per decodificarlo. Il sistema di crittografia classico ovvero a chiave singola o simmetrica, la chiave con cui viene criptato un documento è la stessa con cui viene decodificato. Il DES (Data Encryption Standard) è uno dei più noti algoritmi di codifica. Il suo utilizzo è però limitato, poiché con computer sufficientemente potenti sono in grado di decodificare il contenuto di un file in pochi minuti. Si utilizzano per questo sistemi di crittografia a chiave doppia chiave o a chiave asimmetrica. Il meccanismo di funzionamento si basa sull’utilizzo di due chiavi di cifratura, la chiave pubblica e la chiave privata. Il proprietario di una coppia di chiavi distribuisce la chiave pubblica alle persone con cui vuole comunicare. Il mittente codifica il messaggio o documento con la chiave pubblica e lo rende illeggibile. Il destinatario decodifica il messaggio con la chiave privata, rendendolo di nuovo leggibile. Solo il destinatario è in possesso della chiave privata. Il sistema di crittografia RSA (iniziali dei tre creatori dell’algoritmo, Rivest, Shamir, Adleman) è uno tra i più noti a chiave asimmetrica. Viene utilizzato, insieme ad altri algoritmi, nel programma di criptazione PGP (Pretty Good Privacy), uno dei più sicuri e utilizzati al mondo. Saper identificare un sito web sicuro: https, simbolo del lucchetto. Un sito «protetto» è un sito che effettua le comunicazioni con il client tramite un sistema di criptazione dei dati, garantendo la sicurezza delle transazioni. Un sito protetto generalmente richiede all’utente di autenticarsi mediante nome utente e password; ciò permette di identificarlo e di farlo accedere alla propria area personale. I siti protetti sono riconoscibili dall’URL: Al posto del protocollo http essi utilizzano il protocollo https (Secure Hyper Text Transfer Protocol). Tale protocollo attiva una connessione SSL (Secure Socket Layer) che garantisce un canale di comunicazione criptato tra il client e il server. Quando si visita un sito di questo tipo, sulla barra di stato del browser compare il simbolo del lucchetto. Definire il termine “certificato digitale”. Nella crittografia asimmetrica un certificato digitale è un documento elettronico che attesta l'associazione univoca tra una chiave pubblica e l'identità di un soggetto che dichiara di utilizzarla nell'ambito delle procedure di cifratura asimmetrica. Viene emesso da un’Autorità di Certificazione (Certification Authority) conosciuta come CA. L'Autorità Certificativa è un ente fidato che si interpone tra le parti, ovvero tra chi richiede il certificato e chi lo verifica. Il certificato ha durata limitata, trascorsa la quale, diventa invalido. Il certificato può essere anche revocato o sospeso in caso di compromissioni delle chiavi private o di cambiamenti avvenuti in capo al soggetto che identifica. Il certificato digitale permette quindi comunicazioni sicure e riservate, garantendo l’identità di un soggetto in Internet (sia esso un server o una persona) ed è parte integrante del sistema di crittografia per la trasmissione dei dati in rete. Identificare le possibilità di controllo dell’uso di Internet, quali supervisione, limitazioni alla navigazione sul web, limitazioni agli scaricamenti. Considerati i pericoli in cui possono incorrere i minori nell’uso delle nuove tecnologie Windows integra delle funzionalità per impostare restrizioni e tutelare i più piccoli. Per impostare le restrizioni è necessario andare in «Start» e «Sicurezza di Windows», Viene aperta la finestra contestuale e dalla voce «Opzioni Famiglia» è possibile indicare tutte le opzioni di protezione «Visualizza impostazioni famiglia», Le limitazioni possono essere: