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Tema sull' Europa/Erasmus, Appunti di Italiano

tema che tratta sulla necessità di una collaborazione efficace tra varie nazioni

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 11/11/2020

Mos.zamparini
Mos.zamparini 🇮🇹

4.3

(3)

3 documenti

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Dal Trattato di Roma del 1957 sono passati molti anni. Sulle rovine della II guerra mondiale, in
Europa è nata una libera associazione di nazioni che ha pochi esempi e precedenti nel panorama
politico del mondo intero in ogni epoca storica.
La comunità europea in tutti questi anni, malgrado difficoltà e battute d’arresto, si è rafforzata ed è
cresciuta, in tanti avevano predetto la sua fine ma invece le istituzioni europee sono ancora ben
presenti e determinanti nella vita di tanti popoli d’Europa.
Adesso però, la globalizzazione e la crisi economica mondiale, aggravata pesantemente dalla
pandemia del coronavirus che purtroppo ancora incombe sul nostro vissuto quotidiano, ci mette
tutti di fronte ad un bivio decisivo: o la U.E. ha uno scatto d’orgoglio e cerca di realizzare grandiosi
piani d’intervento economico e sociale oppure è destinata a soccombere tristemente in conseguenza
di politiche miopi ed egoistiche, improntate solo all’attenzione per conti economici in perfetto
equilibrio a discapito di piani di sviluppo più lungimiranti e di ampio respiro, destinati ad
avvantaggiare le classi sociali più fragili ed in difficoltà di tutti i paesi membri dell’unione europea.
I protagonisti di questa rinascita e rilancio dovranno essere necessariamente i giovani di tutta
Europa, con la convinta consapevolezza che il primo mattone indispensabile per costruire una
nuova Europa è costituito dallo sviluppo della conoscenza e del sapere in ogni campo scientifico e
culturale. Un bagaglio di conoscenze che deve circolare liberamente ed essere messo a disposizione
di tutti i paesi, senza alcun egoismo nazionalistico.
Sarebbe opportuno armonizzare e rendere omogenei tutti i sistemi scolastici dei 27 stati membri
dell’UE; non si propone di renderli tutti pedissequamente uguali l’uno con l’altro, ogni nazione è
bene che faccia riferimento sempre alle proprie specifiche tradizioni ed esperienze storiche, ma
almeno che vengano predisposte delle linee guida internazionali a cui i rispettivi governi nazionali
potrebbero gradualmente ispirarsi ed adeguarsi. Anche per i programmi nelle singole materie di
studio sarebbe utile una specie di coordinamento comunitario e sovranazionale, che riesca trovare il
giusto equilibrio tra rispetto della legislazione scolastica nazionale e necessità di definire un nuovo
patrimonio culturale più proiettato verso il futuro.
Sempre maggiore attenzione dovrà essere riservata al sapere scientifico-matematico che in alcuni
stati deve essere ulteriormente potenziato ed incrementato. Inoltre, sia a livello di scuola superiore
che di università, c’è l’esigenza di collegarsi sempre più al mondo del lavoro e della ricerca con
stages ben organizzati che riescano concretamente a mettere in relazione l’impresa con il know-
how appreso dagli studenti.
Il sistema scolastico e universitario, dovrà basarsi poi su un più integrato e completo modo di
valutazione e verifica delle conoscenze acquisite, che tenga conto non solo di un sapere nozionistico
ma che sappia giudicare lo studente anche nella capacità di fare collegamenti e stabilire interazioni
e sinergie con altre materie di studio.
In questi tristi mesi di isolamento forzato dovuto alla pandemia ha avuto in grande sviluppo il
collegamento da remoto. Molte attività intellettuali e di studio hanno potuto svolgersi solo grazie
all’utilizzo dei mezzi informatici. Trascorso il periodo più duro e severo della pandemia è bene fare
tesoro dell’esperienza fatta, potenziare e mantenere il sistema di studio on-line con relativa
limitazione dei costi dovuti per esempio a spostamenti e permanenze in luoghi di studio. Certo il
contatto umano ed i rapporti interpersonali sono basilari, ma l’esperienza di questo periodo nel
campo dell’istruzione non deve essere cancellato completamente.
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Dal Trattato di Roma del 1957 sono passati molti anni. Sulle rovine della II guerra mondiale, in Europa è nata una libera associazione di nazioni che ha pochi esempi e precedenti nel panorama politico del mondo intero in ogni epoca storica. La comunità europea in tutti questi anni, malgrado difficoltà e battute d’arresto, si è rafforzata ed è cresciuta, in tanti avevano predetto la sua fine ma invece le istituzioni europee sono ancora ben presenti e determinanti nella vita di tanti popoli d’Europa. Adesso però, la globalizzazione e la crisi economica mondiale, aggravata pesantemente dalla pandemia del coronavirus che purtroppo ancora incombe sul nostro vissuto quotidiano, ci mette tutti di fronte ad un bivio decisivo: o la U.E. ha uno scatto d’orgoglio e cerca di realizzare grandiosi piani d’intervento economico e sociale oppure è destinata a soccombere tristemente in conseguenza di politiche miopi ed egoistiche, improntate solo all’attenzione per conti economici in perfetto equilibrio a discapito di piani di sviluppo più lungimiranti e di ampio respiro, destinati ad avvantaggiare le classi sociali più fragili ed in difficoltà di tutti i paesi membri dell’unione europea. I protagonisti di questa rinascita e rilancio dovranno essere necessariamente i giovani di tutta Europa, con la convinta consapevolezza che il primo mattone indispensabile per costruire una nuova Europa è costituito dallo sviluppo della conoscenza e del sapere in ogni campo scientifico e culturale. Un bagaglio di conoscenze che deve circolare liberamente ed essere messo a disposizione di tutti i paesi, senza alcun egoismo nazionalistico. Sarebbe opportuno armonizzare e rendere omogenei tutti i sistemi scolastici dei 27 stati membri dell’UE; non si propone di renderli tutti pedissequamente uguali l’uno con l’altro, ogni nazione è bene che faccia riferimento sempre alle proprie specifiche tradizioni ed esperienze storiche, ma almeno che vengano predisposte delle linee guida internazionali a cui i rispettivi governi nazionali potrebbero gradualmente ispirarsi ed adeguarsi. Anche per i programmi nelle singole materie di studio sarebbe utile una specie di coordinamento comunitario e sovranazionale, che riesca trovare il giusto equilibrio tra rispetto della legislazione scolastica nazionale e necessità di definire un nuovo patrimonio culturale più proiettato verso il futuro. Sempre maggiore attenzione dovrà essere riservata al sapere scientifico-matematico che in alcuni stati deve essere ulteriormente potenziato ed incrementato. Inoltre, sia a livello di scuola superiore che di università, c’è l’esigenza di collegarsi sempre più al mondo del lavoro e della ricerca con stages ben organizzati che riescano concretamente a mettere in relazione l’impresa con il know- how appreso dagli studenti. Il sistema scolastico e universitario, dovrà basarsi poi su un più integrato e completo modo di valutazione e verifica delle conoscenze acquisite, che tenga conto non solo di un sapere nozionistico ma che sappia giudicare lo studente anche nella capacità di fare collegamenti e stabilire interazioni e sinergie con altre materie di studio. In questi tristi mesi di isolamento forzato dovuto alla pandemia ha avuto in grande sviluppo il collegamento da remoto. Molte attività intellettuali e di studio hanno potuto svolgersi solo grazie all’utilizzo dei mezzi informatici. Trascorso il periodo più duro e severo della pandemia è bene fare tesoro dell’esperienza fatta, potenziare e mantenere il sistema di studio on-line con relativa limitazione dei costi dovuti per esempio a spostamenti e permanenze in luoghi di studio. Certo il contatto umano ed i rapporti interpersonali sono basilari, ma l’esperienza di questo periodo nel campo dell’istruzione non deve essere cancellato completamente.

Fondamentale sarà infine la libera circolazione delle idee e delle persone tra i vari stati della UE, libera circolazione finalizzata alla condivisione delle esperienze e delle conoscenze acquisite, ma non solo: l’esperienza umana di vivere con altri giovani studenti in nazioni diverse e lontane resterà un ricordo vivo e indimenticabile per tutta la vita e da qui potrà nascere tra le nuove generazioni quello spirito unitario e di collaborazione che in fondo costituisce l’elemento più importante di una comunità. Certo per favorire questa mobilità tra giovani studenti di diverse nazioni europee sarebbe opportuno, anzi indispensabile, permettere anche a chi non ha la possibilità economica, di reperire le risorse necessarie per sostenersi lontano dalla propria residenza. A tal fine l’università in cui si viene ospitati potrebbe trovare dei piccoli lavori temporanei utili a permettere allo studente una serena permanenza. Il momento che stiamo attraversando è difficile e pieno di incognite ma se sapremo affrontarlo con una chiara visione del futuro e la volontà di restare uniti , sono certo che le nuove generazioni d’Europa potranno vivere in una comunità dovrà sarà possibile avere uno sviluppo economico più giusto per tutti, compatibile e in armonia con un ambiente naturale integro e non maltrattato e depredato come avvenuto fino ad oggi, a vantaggio di tutti i popoli europei. Il futuro è nelle nostre mani!