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Tema sulla robotica., Dispense di Italiano

La nuova frontiera della scienza e della tecnologia è rappresentata dall'intelligenza artificiale, ambito di ricerca interdisciplinare finalizzata a produrre macchine dotate di regole per la combinazione di simboli in grado di compiere operazioni di acquisizione, memorizzazione ed elaborazione dell'informazione simili a quelle compiute dalla mente umana. Strettamente correlata con essa è la robotica, settore disciplinare che ha per oggetto lo studio e la realizzazione di robot, e le loro applica

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 03/06/2021

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La nuova frontiera della scienza e della tecnologia è rappresentata dall'intelligenza artificiale,
ambito di ricerca interdisciplinare finalizzata a produrre macchine dotate di regole per la
combinazione di simboli in grado di compiere operazioni di acquisizione, memorizzazione ed
elaborazione dell'informazione simili a quelle compiute dalla mente umana. Strettamente
correlata con essa è la robotica, settore disciplinare che ha per oggetto lo studio e la
realizzazione di robot, e le loro applicazioni pratiche nelle attività di produzione industriale, di
servizi e di ricerca scientifica e tecnologica.
Al giorno d’oggi ormai la tecnologia è parte integrante della nostra quotidianità. La maggior parte
di noi ha a che fare continuamente con smartphone, computer e programmi di vario tipo presenti
su tali piattaforme, al punto tale da rendere la cosa più che normale, se non banale.
Tuttavia il fenomeno della costante espansione e del progresso tecnologico nell’ambito della
robotica è un argomento che merita particolare attenzione, proprio perché sta occupando sempre
più spazio nelle vite di tutti noi, già sin dalla più tenera età.
Fino a qualche anno fa, “robot” sembrava ancora un'espressione futuristica. Oggi le macchine
intelligenti stanno sostituendo o affiancando gli umani ovunque: istruzione, ricerca e soprattutto
mercato del lavoro. Nell'istruzione diventa necessario ripensare programmi e metodologie
didattiche, anche attraverso strumenti come la robotica educativa: l'utilizzo di robot e macchinari
sia in forma diretta (imparare a sviluppare dispositivi) che indiretta, come stimolo alle capacità
cognitive. Nella ricerca, la robotica è al centro di investimenti milionari delle aziende e dei
laboratori di alcuni dei principali poli universitari del mondo. Nel lavoro, l'onda dei “professionisti
robot” rientra nella cosiddetta industria 4.0: la quarta rivoluzione industriale che fa entrare il Web
e il mondo digitale nei processi di produzione.
La robotica educativa, inoltre, potrebbe essere utile sia per rinnovare l’interesse degli alunni a
dare una forma pratica a molte discipline, che altrimenti resterebbero unicamente sul piano
teorico, sia a rafforzare le capacità logico-analitiche che sono più importanti di un semplice
concetto imparato a memoria.
Un altro dei molti ambiti, se non il principale, in cui la ricerca e la sperimentazione non si fermano
mai è il campo medico, ragion per cui ha trovato subito un punto di incontro con la robotica, che
sta portando a sviluppi sempre più interessanti. A questo riguardo una particolare menzione va
alla soft robotics “che si occupa di robot costruiti con materiali morbidi e deformabili, in grado di
interagire con gli esseri umani e l’ambiente circostante. In ambito medico, infatti, possiamo
trovare una sua applicazione in tutti quegli interventi che, grazia all’aiuto di strumenti robotici di
nuova generazione, sono diventati più semplici e senza dubbio meno invasivi, con conseguenti
minori rischi per il paziente.
Oltre a ciò questa nuova tecnologia di soft-robot potrebbe trovare senz’altro un campo di impiego
nell’esplorazione di luoghi a scopo scientifico, grazie alla loro grande abilità di adattamento
all’ambiente circostante, potendo in un futuro essere utilizzati magari per missioni di salvataggio e
di recupero, facendo sì che si risparmino vite umane e si riduca il pericolo in cui incorrono i
soccorritori ad ogni loro operazione. Oppure un altro utilizzo molto più semplice ma di non minore
importanza potrebbe essere quello di assistenza a persone anziane o con difficoltà di movimento
poiché questi soft-robot potrebbero aiutarle nelle azioni quotidiane rendendo più semplice la loro
vita.
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La nuova frontiera della scienza e della tecnologia è rappresentata dall'intelligenza artificiale, ambito di ricerca interdisciplinare finalizzata a produrre macchine dotate di regole per la combinazione di simboli in grado di compiere operazioni di acquisizione, memorizzazione ed elaborazione dell'informazione simili a quelle compiute dalla mente umana. Strettamente correlata con essa è la robotica, settore disciplinare che ha per oggetto lo studio e la realizzazione di robot, e le loro applicazioni pratiche nelle attività di produzione industriale, di servizi e di ricerca scientifica e tecnologica. Al giorno d’oggi ormai la tecnologia è parte integrante della nostra quotidianità. La maggior parte di noi ha a che fare continuamente con smartphone, computer e programmi di vario tipo presenti su tali piattaforme, al punto tale da rendere la cosa più che normale, se non banale. Tuttavia il fenomeno della costante espansione e del progresso tecnologico nell’ambito della robotica è un argomento che merita particolare attenzione, proprio perché sta occupando sempre più spazio nelle vite di tutti noi, già sin dalla più tenera età. Fino a qualche anno fa, “robot” sembrava ancora un'espressione futuristica. Oggi le macchine intelligenti stanno sostituendo o affiancando gli umani ovunque: istruzione, ricerca e soprattutto mercato del lavoro. Nell'istruzione diventa necessario ripensare programmi e metodologie didattiche, anche attraverso strumenti come la robotica educativa: l'utilizzo di robot e macchinari sia in forma diretta (imparare a sviluppare dispositivi) che indiretta, come stimolo alle capacità cognitive. Nella ricerca, la robotica è al centro di investimenti milionari delle aziende e dei laboratori di alcuni dei principali poli universitari del mondo. Nel lavoro, l'onda dei “professionisti robot” rientra nella cosiddetta industria 4.0: la quarta rivoluzione industriale che fa entrare il Web e il mondo digitale nei processi di produzione. La robotica educativa, inoltre, potrebbe essere utile sia per rinnovare l’interesse degli alunni a dare una forma pratica a molte discipline, che altrimenti resterebbero unicamente sul piano teorico, sia a rafforzare le capacità logico-analitiche che sono più importanti di un semplice concetto imparato a memoria. Un altro dei molti ambiti, se non il principale, in cui la ricerca e la sperimentazione non si fermano mai è il campo medico, ragion per cui ha trovato subito un punto di incontro con la robotica, che sta portando a sviluppi sempre più interessanti. A questo riguardo una particolare menzione va alla soft robotics “che si occupa di robot costruiti con materiali morbidi e deformabili, in grado di interagire con gli esseri umani e l’ambiente circostante. In ambito medico, infatti, possiamo trovare una sua applicazione in tutti quegli interventi che, grazia all’aiuto di strumenti robotici di nuova generazione, sono diventati più semplici e senza dubbio meno invasivi, con conseguenti minori rischi per il paziente. Oltre a ciò questa nuova tecnologia di soft-robot potrebbe trovare senz’altro un campo di impiego nell’esplorazione di luoghi a scopo scientifico, grazie alla loro grande abilità di adattamento all’ambiente circostante, potendo in un futuro essere utilizzati magari per missioni di salvataggio e di recupero, facendo sì che si risparmino vite umane e si riduca il pericolo in cui incorrono i soccorritori ad ogni loro operazione. Oppure un altro utilizzo molto più semplice ma di non minore importanza potrebbe essere quello di assistenza a persone anziane o con difficoltà di movimento poiché questi soft-robot potrebbero aiutarle nelle azioni quotidiane rendendo più semplice la loro vita.

Tra i benefici lavorativi più evidenti, l’impiego di robot consentirà di mantenere un alto livello di produzione industriale in Paesi con costi di manodopera elevati, permettendo inoltre la sostituzione dell’essere umano in attività e ambienti insalubri o pericolosi come missioni spaziali, difesa, sicurezza o nell'industria nucleare ( già ad oggi sono impiegati per gestire materiale radioattivo o lavorare in atmosfere esplosive). Tuttavia i robot si prestano a sostituire gli umani anche in altre attività pericolose, così da evitare l'esposizione dei lavoratori ad agenti e condizioni di pericolo e riducendo i rischi fisici, ergonomici e psicosociali. Il bilancio, però, non è solo in positivo. In tutti i terreni che tocca, l'automazione spaventa proprio perché rischia di ridurre (o eliminare) il valore umano sotteso a istruzione e professionalità. Sui banchi di scuola, ad esempio, l'introduzione brusca di moduli dove si insegna a «programmare i robot del futuro» può risolversi in un annuncio pubblicitario, anche dannoso, se non si trova una conciliazione con il retroterra profondo della formazione primaria e secondaria italiana. Nella ricerca, l'exploit di risorse destinate alla “sola” robotica sta già generando una concentrazione eccessiva in settori dal futuro indefinito. La questione più spinosa, però, resta quella dell'occupazione. Dati ormai celebri, come quelli del World Economic Forum, pronosticano perdite di milioni di posti di lavoro a causa dell'automazione, anche in fasce d'età (si pensi agli over 50) dove è difficile reinventarsi dopo un licenziamento. Forse un approccio sensato sta nella gradualità invocata dai deputati europei, quando chiedono dei paletti per «disciplinare l'ascesa di robot e intelligenza artificiale» in Europa. Al momento i robot non sono ancora una presenza ingombrante nella nostra vita, tanti però sostengono che tra 15-20 anni lo diventeranno. Non si potrà garantire un lavoro per tutti, quando già la diminuzione dei posti di lavoro è velocissima e le nuove forme di produzione emarginano molte persone che non sono adeguate alle nuove tecnologie. Emergono quindi domande scomode: i robot saranno una minaccia o un’opportunità? Ruberanno posti di lavoro per cui vi sarà una concorrenza tra uomo e robot, non solo un ausilio del secondo al primo? Che ne sarà dei milioni di lavoratori che saranno espulsi dall’attività lavorativa nella maturità e di quelli giovani che non troveranno un’opportunità? Tra le massime sfide del presente e del futuro prossimo, oltre a quelle ben note della guerra, della crescita delle disuguaglianze globali, dell’aggressione all’ambiente, due se ne sono aggiunte e riguardano il futuro del lavoro e l’intromissione sempre più profonda e pericolosa delle tecnologie nella vita della persona. Il lavoro umano è relazionale: incorpora un rapporto con l’oggetto materiale che viene elaborato, e una relazione con l’altro lavoratore e la società. Nella società dei robot il lavoro tende a perdere il suo carattere di rapporto del soggetto con la comunità dei lavoranti, ed anche la relazione con la natura sarà più di oggi mediata da un “robot- servo” che si interpone tra soggetto e natura. Le nozioni di professionalità e di abilità ma- nuale si trasformano e quasi perdono senso. L’impatto della robotizzazione nel mondo globale, dove già adesso le diseguaglianze sociali e di benessere sono immense, sarà molto profondo, senza